Estratto del documento

Il contesto storico

Le popolazioni erano coscienti di attraversare una crisi tra le due guerre. Si pensava che la Prima guerra mondiale avesse purgato l'Europa e posto fine a tutte le guerre, creando un "mondo nuovo" (infatti il presidente americano Wilson delinea, al Congresso del 1918, un mondo nuovo, amante della pace). Il principale obiettivo della Conferenza di Pace di Parigi (1919) fu proprio il raggiungimento della pace e della sicurezza internazionali, la rinuncia alla guerra. In realtà ci furono molte delusioni, che portarono le persone ad un crescente pessimismo; questo sentimento venne alimentato da diversi autori/filosofi (esponenti della crisi), tra cui:

  • Nietzsche: sferrò un attacco alla cultura borghese, cristiana, disprezzando tutto ciò che era moderno, la morale e le masse. Le sue teorie costituirono fonte d'ispirazione per molti giovani intellettuali;
  • Spengler: nel "Tramonto dell'Occidente" sostiene che tutte le civiltà attraversano un ciclo di sviluppo, fioritura e decadenza, e che l'Europa si trovava nell'ultimo stadio. Essa sarebbe stata preda di politiche selvagge e guerre, a meno che non fosse riuscita a ripristinare i suoi valori spirituali.

Le cause della crisi furono principalmente:

  • Urbanizzazione: la società europea tradizionale (contadini, artigiani) si trovò in balia di città caotiche e disorganizzate, dominate da una nuova borghesia. Vi erano stuoli di burocrati che sostenevano lo Stato;
  • Industrializzazione: anche le masse possono entrare in politica e gli intellettuali hanno paura che le masse di operai possano prendere il potere e fare rivoluzioni (stavano in effetti nascendo partiti socialisti e sindacati). Marx, principale esponente del socialismo, criticò il carattere egoistico della borghesia e della proprietà privata, e promise il passaggio alla proprietà collettiva tramite gli sforzi del proletariato;
  • Rivalità tra Stati: durante l'Ottocento i vari Stati avevano collaborato per mantenere la pace, ma successivamente crebbero le rivalità in campo economico ed espansionistico, le quali portarono a forme di nazionalismo;
  • Cambiamenti culturali: sconvolgimenti nell'arte, letteratura, musica, scienza erano il riflesso dei cambiamenti che urgevano nella società. Ad esempio, la scienza produsse trasformazioni nella tecnica bellica, e gli architetti cominciarono a sperimentare l'acciaio. Bisognava sperimentare e sfidare. Per molti, tra cui Hitler, l'arte fu un simbolo di degenerazione; egli infatti, istituì una mostra di 'arte degenerata' a Monaco, in cui ordinò agli artisti di dipingere gli oggetti solo nelle forme naturali. Per Hitler l'arte moderna poteva esprimere la decadenza della società.

La rivoluzione in campo culturale venne concepita come degenerazione della razza. C'era il timore che l'industrializzazione e l'urbanizzazione potessero produrre una sottoclasse di 'deformi' in grado di travolgere gli elementi sani della popolazione. A difesa di questa teoria c'era la scienza moderna, in particolare una branca chiamata eugenetica; essa aveva lo scopo di manipolare la razza per farla divenire biologicamente 'sana', e di trovare i modi per limitare la riproduzione delle persone fisicamente più deboli.

L'Austria venne considerata la culla del razzismo, caratterizzata da ampie tensioni generate dai cambiamenti politici e sociali; l'imperatore decise di contrapporsi alle forze del cambiamento, e optò per una politica estera aggressiva ed espansionistica (1914 → scoppio della guerra proprio perché Vienna voleva controllare la Serbia). Si pensava che la Prima guerra mondiale fosse un conflitto breve, ma esso, a causa di una nuova tecnologia bellica e dell'uso delle trincee, divenne uno scontro lungo che portò a 7 milioni di vittime.

Le conseguenze della Prima Guerra Mondiale furono:

  • Pagamento dei debiti di guerra;
  • Dissoluzione dei grandi imperi: l'Impero Ottomano si estinse. La dinastia Russa dei Romanov fu rovesciata da una rivoluzione popolare nel '17, e otto mesi dopo i comunisti distrussero completamento l'Impero zarista. Anche l'Impero Asburgico si estinse. Nell'Europa dell'est comparvero piccole entità statali che rappresentavano meglio le divisioni etniche. Rimanevano in vita solo due imperi governati da monarchi ereditari: quello della Francia e dell'Inghilterra;
  • Crollo dell'ordine politico/sociale;
  • Crollo dell'economia: debiti di guerra, alta inflazione, tassazioni onerose.

Tutti questi elementi portarono alla nascita di sentimenti relativi al nazionalismo e all'autoritarismo.

Rivoluzione e controrivoluzione

La rivoluzione russa

  • 1905: i primi fermenti popolari dovuti alla sconfitta russa da parte del Giappone, portano alla Prima Rivoluzione Russa. Iniziata a San Pietroburgo, quando la polizia uccise un migliaio di persone nel corso di una manifestazione per presentare una petizione allo zar, in breve la rivoluzione si estese coinvolgendo operai e soldati, che diedero vita a soviet ("consigli", politica popolare) con la partecipazione dei partiti socialisti. Nelle campagne si diffuse la rivolta dei contadini poveri. Per far fronte al pericolo rivoluzionario lo zar Nicola II in ottobre promise la concessione di un sistema parlamentare e di maggiori libertà, ma nel corso dei mesi successivi una repressione sempre più dura si abbatté sul movimento rivoluzionario. Anche il Parlamento (in esercizio dall'aprile 1906) venne gradualmente esautorato, e il regime zarista tornò al suo tradizionale funzionamento autocratico.
  • 1917: Il 23 febbraio 1917 gli operai sfilarono per San Pietroburgo, protestando contro la fame portata dalla guerra. La Duma rivolse un invito all'imperatore affinché cedesse alla richiesta di un governo popolare. Lo zar (Nicola II) abdicò e venne istituito un governo provvisorio. All'estrema sinistra vi era un gruppo di marxisti, detti bolscevichi, che volevano dare vita a una rivoluzione socialista contro lo zar e i proprietari terrieri; Lenin ne era il principale esponente, e incitò il partito per scatenare una seconda rivoluzione (se il governo provvisorio avesse prima combattuto la guerra, e dopo fatto le riforme, i bolscevichi sarebbero rimasti solo allo stadio di attivisti). Le principali città russe erano ormai senza cibo, l'inflazione cresceva, e molti capitani d'industria chiusero le fabbriche terrorizzati dall'aggressività degli operai. In campagna i contadini si impossessarono delle terre con metodi violenti. I bolscevichi e Lenin seppero approfittare di questa situazione, proponendosi come unica alternativa per un cambiamento reale, di pace e lavoro; Lenin ripeteva che si doveva alimentare il disordine e la delusione, facendo molta propaganda.

Nella primavera del 1917 venne istituito un 'governo dei Soviet' accanto al governo provvisorio. Nonostante quest'ultimo si spostò verso sinistra sotto il ministro Kerenskij, il 25 ottobre la milizia popolare conquistò il Palazzo d'Inverno sciogliendo il governo provvisorio ivi insediato. (Seconda Rivoluzione Russa) Il giorno seguente il congresso panrusso insediò un governo di bolscevichi, che Lenin definì “dittatura del proletariato” (da Marx → periodo di transizione verso il comunismo). Lenin invocò il più stretto controllo da parte dello Stato, sradicando così la democrazia; infatti nel 1918 venne eletta un'Assemblea Costituente che venne sciolta dopo poco. Ogni movimento democratico venne represso, venne istituita la polizia segreta, si ricorse al lavoro forzato, le banche e molte industrie vennero nazionalizzate.

Esportare la rivoluzione

In Europa ci fu un'ondata di scioperi causata dalla penuria alimentare, dal crollo delle condizioni di vita, ecc. In Germania ci furono richieste di democrazia, e proteste contro l'annessionismo del trattato Brest-Litovsk. Quando nel '18 la guerra finì, le proteste furono inarrestabili. Alle dimissioni di Guglielmo II, si costituì un governo formato da socialdemocratici e i socialisti indipendenti sotto la guida di Ebert. In gennaio, invece, un gruppo scissionista di socialisti composto da Karl Liebknecht e Rosa Luxemburg proclamava la rivoluzione marxista sul modello della Russia; essi vennero uccisi da due soldati tedeschi. In generale, le insurrezioni comuniste vennero soffocate nel sangue.

In Austria venne istituito un governo socialdemocratico, e venne rovesciata la monarchia asburgica. In Italia ci furono scioperi tra la forza-lavoro contadina più indigente. In Francia e Inghilterra gli scioperi continuarono. In Spagna (neutrale durante la guerra), agitazioni socialiste e anarchiche passarono alla storia come Triennio rosso. La realtà bolscevica non riuscì a prendere colpo grazie al ritorno della pace.

La controrivoluzione

Nel 1918 gli alleati occidentali diedero aiuto ai gruppi controrivoluzionari. In Siberia i russi prigionieri di guerra dei giapponesi vennero liberati e attaccarono, con i giapponesi, l'Armata rossa lungo la Transiberiana. Le Armate bianche in Russia lanciarono un attacco militare al nuovo stato con le potenze già alleate della Russia. Le forze sovietiche vennero sconfitte dall'esercito polacco nel 1920, e si videro costrette a dedicarsi alla costruzione del "socialismo in un solo paese".

Il fallimento della rivoluzione (In Europa)

In Russia c'era una divisione tra menscevichi, cioè i socialisti moderati, e i bolscevichi. I moderati erano per cambiamenti graduali col ricorso alla democrazia, e alcuni di essi erano disposti ad accettare la monarchia in una forma costituzionale. In Germania il generale Ebert stroncò la rivoluzione violenta con la forza. In Italia e Francia nel 1920 il movimento socialista si spaccò in due: una parte costituì i nuovi partiti comunisti, l'altra conservava una fisionomia di socialdemocrazia.

Ma perché la rivoluzione fallì?

  • Gli stessi lavoratori furono stanchi di ribellarsi;
  • La struttura sociale era molto diversa da quella russa: la borghesia era più ricca, la classe operaia meno svantaggiata, i contadini avevano il controllo di molte terre;
  • L'Europa conservatrice rispose con riforme tempestive per paura di agitazioni rivoluzionarie: venne esteso il diritto di voto ai maschi adulti, e in alcuni casi anche alle donne; la giornata lavorativa di 8 ore fu concessa. I lavoratori vennero invitati a prender parte ai meccanismi di negoziazione del salario.

Ai lavoratori inglesi e tedeschi arruolati nell'esercito fu ridato il vecchio posto di lavoro, in questo modo le donne furono rimandate a casa. In Germania si ricorse a finanziamenti per dei piani di nuova occupazione. In Italia furono promessi appezzamenti di terreno.

  • Si fecero sforzi per trovare soluzioni politiche per conquistare il consenso dei lavoratori

La minaccia del bolscevismo provocò una controrivoluzione. In Germania i Freikorps, truppe spontanee, vennero utilizzate per annientare il comunismo e ripristinare l'ordine (sciolti nel 1924). In Italia i Fasci di combattimento istituiti da Mussolini divennero nel 1921 un Partito politico, il Partito fascista italiano. Nel 1922 Mussolini venne nominato Primo Ministro.

In Germania nel 1923 il Partito nazionalsocialista, con a capo Hitler, tentò di conquistare il potere con un colpo di Stato a Monaco. Hitler venne arrestato e condannato a 5 anni di reclusione, ma uscì dopo poco. L'antimarxismo portò il Fascismo in Italia nel 1922, la dittatura militare in Spagna nel 1923 (alla sua caduta nel 1931 ci fu una guerra civile con la vittoria della destra controrivoluzionaria), il Nazismo in Germania. In Germania Hitler salì al potere nel 1933, e il timore di una rivoluzione comunista fu usato per dare vita a una campagna contrassegnata da assassini contro la sinistra. L'intensità del risentimento contro l'URSS dopo il '45 la si può comprendere tenendo conto dei timori accumulati negli anni tra le due guerre.

Una crisi di modernizzazione

La modernizzazione è l'insieme dei cambiamenti che hanno trasformato l'Europa da un insieme di comunità agricole e di villaggio, rette da religioni arcaiche e da una cultura di tipo tradizionale, in una società prevalentemente urbana, industriale e laica. Il termine 'modernizzazione' lascia intendere che moderno sia preferibile a tradizionale, industriale a contadino, ecc. Essa però, in molte occasioni, è stata sperimentata come perdita di abilità tradizionali e ribaltamento dei punti di riferimento per molte comunità.

L'industria moderna si diffuse ovunque, anche in URSS, Europa dell'Est, Turchia, Balcani..., e il flusso migratorio dalla campagna alla città continuò. Essa portò alla crescita ovunque e ridusse le aree di arretratezza. Per questi motivi, vi fu la convinzione che la modernizzazione fosse un bene.

Si diffuse la smania per la 'razionalizzazione' e la pianificazione, le quali avrebbero portato ordine dov'era il caos sociale; tale moda si definì "planisme" (=pianificazione) e si manifestò in diversi campi:

  • Pianificazione urbanistica: gli urbanisti progettano nuove comunità secondo schemi razionali. Ad esempio, in Germania fu fondata un'Associazione per gli insediamenti per promuovere la costruzione di villaggi in cui alloggiare i minatori; in Gran Bretagna vennero fondate nuove città alla periferia di Londra per trapiantare in ambienti puliti le 'vittime' del sovraffollamento urbano;
  • Pianificazione familiare: il controllo delle dimensioni della famiglia fu pensato per arrivare a una popolazione più sana, evitando le malattie associate in genere alle famiglie numerose. La principale esponente fu Marie Stopes (clinica a Londra), il cui scopo era controllare scientificamente i popoli seguendo un ordine biologico (eugenetica, purezza razziale). Secondo lei, i ceppi di condizione inferiore si riproducono secondo tassi crescenti per la carenza di misure contraccettive, a discapito della razza; inoltre, la conoscenza dei metodi contraccettivi da parte dei medici era ritenuta un dovere non solo verso il paziente, ma soprattutto verso lo Stato;
  • Pianificazione sul lavoro: negli anni '20, Henry Ford diffuse l'idea che le fabbriche progettate secondo schemi moderni, con il controllo dei tempi, avrebbero sostituito le officine disorganizzate. Questi ideali vennero fatti propri dall'Unione Sovietica e da Lenin: un urbanista redasse un "grafico della vita" che suddivideva minuto per minuto il giorno lavorativo, dalla sveglia ai preparativi per coricarsi.

I lati negativi

I benefici ci furono, ma solo per una frazione modesta della popolazione. Modernizzazione significava salari modesti, lavoro manuale monotono in ambienti sovraffollati. A rimetterci più di tutti furono i componenti della società tradizionale: contadini, artigiani tradizionali, piccola nobiltà, i cui interessi economici furono scavalcati; le loro credenze religiose furono messe in crisi dal sorgere di una società laica e spesso indifferente alla religione (operai).

I piccoli agricoltori dovettero abbassare i prezzi a causa dell'arrivo di prodotti oltreoceano molto economici, e i loro introiti diminuirono del 60%, e dovettero accollarsi tasse più alte per contribuire alle spese di guerra. Tutto ciò impedì loro di accantonare denaro da investire nello sviluppo delle aziende. La risposta a queste difficoltà fu di integrare il guadagno con la manifattura domestica di tessuti o prodotti artigianali, ma l'avvento di manufatti a basso costo prodotti in serie e lo sviluppo di metodi di trasformazione degli alimenti in grandi aziende, sbarrò loro la strada. In Germania gli abitanti di un villaggio coltivavano tabacco e confezionavano sigari, ma vennero messi in crisi da nuove tasse sul fumo.

Lo Stato costrinse i contadini a farsi carico delle malattie del bestiame, e fece loro pressione perché ampliassero i loro lotti. In Italia molti furono costretti ad aumentare la produzione cerealicola per vincere la 'battaglia del grano' mussoliniana, e in URSS vennero imposte quote di grano da destinare al fabbisogno cittadino. Anche gli artigiani non ebbero benefici dalla modernizzazione. L'industria bellica e la meccanizzazione favorirono le grandi industrie a discapito delle piccole attività artigianali.

Anteprima
Vedrai una selezione di 5 pagine su 17
Crisi tra le Due Guerre Mondiali 1919-1939 di Overy Pag. 1 Crisi tra le Due Guerre Mondiali 1919-1939 di Overy Pag. 2
Anteprima di 5 pagg. su 17.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Crisi tra le Due Guerre Mondiali 1919-1939 di Overy Pag. 6
Anteprima di 5 pagg. su 17.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Crisi tra le Due Guerre Mondiali 1919-1939 di Overy Pag. 11
Anteprima di 5 pagg. su 17.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Crisi tra le Due Guerre Mondiali 1919-1939 di Overy Pag. 16
1 su 17
D/illustrazione/soddisfatti o rimborsati
Acquista con carta o PayPal
Scarica i documenti tutte le volte che vuoi
Dettagli
SSD
Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-STO/04 Storia contemporanea

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher chiara-4 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia contemporanea e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi di Torino o del prof Novarino Marco.
Appunti correlati Invia appunti e guadagna

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community