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Le basi settecentesche

Le due componenti chiavi del XVIII secolo sono l'Illuminismo e il risveglio religioso del pietismo e dell’evangelismo. È in questo secolo che nacque e si sviluppò il razzismo moderno. La scienza e l’estetica si influenzarono, l’impegno scientifico illuminista portò alla volontà di classificazione delle razze umane. Nacquero nuove scienze come l’antropologia. Le misurazioni che si facevano erano riferite all’ideale di bellezza antica (la scienza passava all’estetica e viceversa: caratteristica del razzismo moderno). Il razzismo fu prodotto da questo interesse per un universo razionale.

Secondo il pensiero illuminista l’uomo era parte della gerarchizzata “catena dell’essere” da cui nasce la volontà di trovare l’anello mancante tra uomo e animali (il nero). Altra convinzione era quella che l’uomo interiore potesse essere capito attraverso l’aspetto esteriore.

Il pietismo faceva invece leva sull’importanza delle emozioni più che sulla ragione. Il concetto di patria divenne sempre più importante e nacquero simboli come la bandiera, l’inno, etc. In un primo momento gli indigeni vennero visti come “puri”, non contaminati dalla civiltà: simboli viventi del racconto della Genesi; ma presto il concetto di predominio europeo ebbe la meglio.

Sulla scia del Neoclassicismo Winckelmann teorizzava l’ideale di bellezza classico e presto bellezza e bruttezza divennero principi per la classificazione umana. Queste fondamenta furono rafforzate da due fattori: il più frequente contatto con i neri e la recente emancipazione degli ebrei (che prima vivevano in ghetti ed erano stati emancipati grazie all’Illuminismo ed alla rivoluzione francese).

Dalla scienza all’arte

Il punto nodale del dibattito antropologico era relativo alla possibilità di influenza dell’ambiente (importante perché stabilisce se il divario è connaturato o meno).

  • Lamarck: l’ambiente influisce e determina carattere: le razze sono quindi mutazioni casuali.
  • Linneo: razza bianca superiore ma mantiene intatti i fattori ambientali.
  • Camper: dà importanza al concetto di “fisicamente bello”; inventa l’“angolo facciale” (100°) che venne accettato dagli antropologi che di fatto accettarono un ideale di bellezza come punto di riferimento.
  • Lavater: padre della fisiognomica, conoscere i volti mediante la lettura dei volti: il volto rivela l’interiorità.
  • Gall con la frenologia sosteneva che il carattere di un individuo potesse essere determinato in base alla configurazione cranica. Venne presto utilizzata a scopi razziali da Carus (popoli diurni (biondi, chiari) e notturni) che strutturava l’umanità gerarchicamente (scrisse anche sul naso adunco ebraico).

La differenza fondamentale è che la scienza credeva nel cambiamento e l’estetica no.

Nazione, lingua e storia

Altro fattore fu il risveglio della coscienza storica. Herder sosteneva che la storia di un popolo fosse il piano divino per il popolo stesso. Il carattere di un popolo era poi espresso tramite il Volkgeist, lo spirito del popolo stesso. (Anche Herder però respinse il razzismo). Anche la lingua fu concepita come simbolo di un’origine comune e presto le ricerche sulle origini delle lingue diventarono utili alla ricerca dell’origine della razza: il sanscrito era la base delle lingue occidentali ed era stato importato in Europa dall’Asia dai popoli ariani (prima apparizione del termine). Altro termine importante fu “caucasico” ad opera dell’antropologia che vedeva le pendici del Caucaso come origine delle migliori specie europee.

Da Gobineau a De Lapogue

Gobineau sintetizzò tutte le precedenti tendenze razziste nel Saggio sull’ineguaglianza delle razze umane (1853). (Condizione psicologica di nobile decaduto). Vedeva l’età moderna in mano alle masse che avrebbero distrutto le forze elitarie. Secondo il suo saggio le razze sono gialla, nera, e bianca. La gialla materialista, la nera poco intelligente e pericolosa per la sua rozzezza (masse di plebei) e la razza bianca incarna la virtù della Francia. L’incrocio delle razze stava distruggendo quella bianca (gli ebrei non erano inferiori erano solo stati contaminati). Durante gli ultimi anni di vita strinse amicizia con Wagner.

Anche secondo de Lapogue il bianco stava affrontando la battaglia per la sopravvivenza ma egli includeva anche gli ebrei nei nemici. Secondo lui il nemico razziale andava eliminato così come la degenerazione fisica: aveva integrato darwinismo e razzismo.

L’Inghilterra dà il suo contributo

Knox fu il Gobineau inglese. Nel suo pensiero i sassoni erano l’ideale razziale ma gli mancava l’astrazione che avevano invece gli slavi: i greci le avevano sintetizzate entrambe (quindi favorevole alla mescolanza di razze).

Neri ed ebrei erano esclusi dalla sua visione positiva delle razze. Tuttavia, la sua idea di mescolanza razziale rappresentava un contributo rilevante al dibattito del tempo.

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-STO/04 Storia contemporanea

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