Formazione degli stati-nazione
Gran parte della storia contemporanea trae le sue fondamenta dalla rivoluzione industriale. Si tratta di quello sviluppo manifatturiero della Gran Bretagna a cavallo tra il '700 e l'800. Il termine “Rivoluzione”, però, può contenere delle forti ambiguità, in quanto rievoca l’immagine di un cambiamento improvviso, mentre sappiamo che il periodo di trasformazioni è profondo ma graduale.
Vantaggi della Gran Bretagna
Ciò che consente un maggior vantaggio all’Inghilterra rispetto agli altri paesi europei, è la grande concentrazione e crescita demografica, legata al parallelo progresso agricolo. Inoltre, vi era un sistema politico e istituzionale stabile, con forme di rappresentanza socialmente assai limitate, ma regolari. Si realizzò qui la privatizzazione della terra, in anticipo rispetto agli altri paesi europei. La proprietà era senza limitazioni di tipo feudale e senza contadini. Dominava una conduzione fondata sull’affitto a locatari provvisti di un certo capitale che impiegavano lavoratori salariati.
Innovazioni agricole e industriali
Si rinnovò la produzione agricola con l’introduzione delle foraggiere nella rotazione delle colture che si succedevano sullo stesso terreno: in questo modo si ebbe un forte aumento della popolazione (sempre a cavallo tra '700 e '800), e ciò permise a una quota degli addetti di lasciare la campagna per dedicarsi al lavoro industriale. Un’importante innovazione fu la Navetta (elemento mobile del telaio che velocizzava il passaggio del filo della trama attraverso l'ordito) nel 1733, seguita dall’introduzione della macchina a vapore (Watt – 1769).
L’industria britannica si occupava in gran parte della produzione di tessuti in cotone, e quindi la lavorazione di quest’ultimo: lo slancio dell’industria cotoniera era dato dalla dimensione modesta e poco costosa degli impianti, dal facile reperimento della forza lavoro e dalla crescita demografica. Inoltre, il rifornimento della materia prima avveniva in maniera stabile in quanto proveniente dalle ex colonie americane. L’industria del cotone necessitava però dell’estrazione del carbone, che sostituiva l’uso della legna come combustibile. L’agricoltura e l’industria sempre più meccanizzate richiedevano ferro per la fabbricazione di attrezzi e macchinari.
Impatto sociale
Tuttavia, a mantenere in piedi la produzione e l’industria vi erano i lavoratori, costituiti in larga parte da donne e bambini, poco costosi e facilmente controllabili. Le condizioni di lavoro erano faticose e logoranti, alimentavano forme di opposizione e tensioni e generavano movimenti di Luddismo (operai in protesta che distruggevano le macchine da produzione) e il movimento Cartista.
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