Rivoluzione russa
La rivoluzione russa ha diverse cause che già nel 1905-6 avevano scatenato delle rivolte. A questo si univa la fine della guerra e dei morti provocati. La rivoluzione di febbraio fa abdicare lo zar che, secondo il popolo, era la causa della guerra.
Il governo provvisorio viene ostacolato dai soviet. Lì dove poi Kerenskij, capo del governo, continuò la guerra contro il volere popolare. Nell'estate del 1917 i bolscevichi continuano a preparare la rivoluzione prendendo i consensi dei soviet di Mosca e Pietrogrado. Lenin tenta di uccidere Kerenskij ma fallisce. Il 24 ottobre inizia l'insurrezione (rivoluzione d'ottobre) e i bolscevichi occupano il Palazzo d'Inverno e arrestano Kerenskij.
Nell'assemblea costituente non hanno la maggioranza dei consensi: Lenin estromette tutti i partiti, trasformando la rivoluzione in colpo di stato. Instaura una dittatura del proletariato e pace separata con la Germania. In parallelo i commissari del popolo fanno un decreto sulla terra che avvicina i contadini al partito. Inizio del comunismo di guerra e guerra civile fino al 1920. L'economia degradata ulteriormente dalla perdita di aree molto ricche.
I Bianchi si armano in modo disorganizzato contro i bolscevichi: sono i filo-zaristi, conservatori e nobili che contano sull'appoggio di potenze straniere. Ma nel 1920 l'Armata Rossa sconfigge l'esercito di Polonia mettendo fine alla guerra. Difficoltà negli approvvigionamenti dei beni sotto il controllo dei Bianchi. Aumento della cartamoneta ed inflazione. I contadini si chiudono nell'autoconsumo. Le città hanno sempre il problema dell'approvvigionamento e iniziano le requisizioni nelle campagne.
Politica accentratrice
Si verifica la nazionalizzazione delle industrie e dittatura politica con la creazione della Ceka (poi KGB). Le derrate alimentari sono requisite e ridistribuite dallo stato. Il comunismo di guerra porta allo scontro con i contadini. Nella paura che la rivolta dilagasse, il governo reprime con violenza le rivolta dei marinai di Kronstadt che chiedevano libertà di parola.
Nel 1920-21 Lenin dovette riconoscere il fallimento del comunismo di guerra e dare inizio alla NEP. Questa nuova politica economica permetteva di vendere in proprio le eccedenze. Portò miglioramenti fino al crollo dell'industria pesante. Lo stato finanziò questo settore a scapito dell'agricoltura. Nel 1924 muore Lenin e sale al potere Stalin.
La fine della guerra
La fine della guerra porta degli sconvolgimenti nei confini territoriali ma soprattutto nelle istituzioni politiche. Il legame stretto tra stato ed economia getta le basi per la nascita di organismi statali tutt'altro che liberali. In UK lo Stato assunse il controllo di ferrovie e industrie durante la guerra. Requisì navi e applicò il protezionismo per l'industria interna e regolamentò i prezzi. Il reclutamento degli operai avveniva dopo trattazioni con le Unions. Squilibrio tra libertà di iniziativa e collettivizzazione con la penalizzazione della prima.
In Francia questo non avvenne per la debolezza del mondo del lavoro e per la leva obbligatoria. Paesi più arretrati politicamente alla fine della guerra sono scenari di rivolte come dissenso dal potere.
Casi specifici
- In Jugoslavia si intreccia il nazionalismo al comunismo con la diffusione dei soviet. La repressione della rivoluzione comunista porta un regime autoritario e violento.
- L'Austria vede distrutto il proprio sistema politico-istituzionale. L'unico partito organizzato è quello socialdemocratico che però si rivolge solo alla massa urbana. Proclamata la repubblica, i socialdemocratici aspiravano a riunirsi con la Germania per avere un'effettiva egemonia. Alle elezioni dovettero condividere la vittoria con i cristiano-sociali che rappresentavano i ceti rurali. Dopo meno di un anno, questi prenderanno il totale controllo.
- In Ungheria fu proclamata una repubblica socialista e liberal-democratica. Ma le incursioni armate di cechi e rumeni e le agitazioni fecero precipitare la situazione: sotto la guida dei comunisti nasce la repubblica sovietica ungherese. Ha vita breve perché non appoggiata da nessuno e indebolita dagli attacchi dei contadini controrivoluzionari e dai rumeni. Nel 1919 si insediano a Budapest i rumeni che gettano le basi per i futuri governi parafascisti.
- In Germania si hanno episodi di violenza già prima della fine della guerra. Con la sconfitta certa, la rivolta, partita dai marinai, si estende a tutto il paese. Il 7 novembre a Monaco nasce la Repubblica della Baviera. Il quadro politico era in mano alla sinistra: Spd con atteggiamento riformista, Uspd con atteggiamento intransigente e Lega di Spartaco (poi Partito Comunista tedesco) che volevano l'egemonia del proletariato sociale. Aumentano i soviet. Il maresciallo Hindenburg riunisce, come forma di opposizione al comunismo, tutti i militari che si rifiutavano di accettare la sconfitta e volevano riprendersi il paese. Organizza il Freikorps, volontari armati contro il comunismo. Nasce in un clima di tensioni la Repubblica di Weimar con la creazione di un'assemblea costituente eletta a suffragio universale. L'Uspd abbandona e scoppia la rivolta a Berlino. I Freikorps e le poche milizie operai rimaste fedele all'Spd sopprimono con violenza le rivolte. Fucilazione dei comunisti.
Trattati di pace post 1GM
Il 8 gennaio 191 i presidenti delle quattro nazioni si riuniscono a Versailles per definire i principi generali della pace e dare vita al primo organismo di cooperazione internazionale: la Società della Nazioni. Le decisioni della conferenza si basano sui 14 punti di Wilson. Non sempre rispettati, danno vita a vere paure che sfoceranno in moti di rivalsa.
La Francia, contro il parere britannico, impone una pace durissima alla Germania. Questa perse le colonie e numerosi territori, la Francia si riprese l'Alsazia-Lorena e occupò la Ruhr. Furono ridotti gli armamenti e imposto un indennizzo tra il miliardo e i due miliardi e mezzo l'anno. Finì l'impero Asburgico e nacquero l'Austria e la Cecoslovacchia come repubbliche, l'Ungheria e la Jugoslavia come regni. L'Italia ottenne le terre irredente fino all'Istria. Fu annullato il trattato separato tra Russia e Germania con la creazione delle Repubbliche Baltiche e della Finlandia. L'impero turco fu smembrato e assegnato a vari stati: l'Anatolia divenne la Turchia.
Né la conferenza né la Società garantiscono la pace e la stabilità. In primo luogo perché i nuovi stati sono multietnici dove la convivenza è forzata. I nuovi confini portano enormi esodi. Nel 1921-1923 scoppia la guerra greco-turca. La convenzione di Losanna pone fine alle ambizioni greche sull'Anatolia e fa nascere la Repubblica turca. Inoltre prevede che tutti gli immigrati tornino alle rispettive nazioni.
Italia dopo la guerra
Nel 1919 l'Italia abbandona la conferenza di Versailles perché non ottiene ciò che vuole, cade il governo di Orlando sostituito da Nitti e D'Annunzio occupa Fiume. Si diffonde il mito della vittoria mutilata opposto alla grande rivoluzione bolscevica. Il Paese è in crisi, serve una riforma delle istituzioni. Tra il 1920-21 la situazione si aggrava con il biennio rosso.
Mussolini era un membro del Psi, direttore dell'Avanti dal quale incarico fu sollevato per la sua linea interventista, poi direttore de Il Popolo d'Italia. Nel 1919 fonda i Fasci di combattimento ma la sua rilevanza politica è nulla, nonostante l'appoggio all'occupazione di Fiume. Il Secondo congresso dei Fasci segna la svolta: il movimento punta a una collaborazione tra imprenditori e lavoratori.
Nel 1920 Giolitti definisce i confini italo-jugoslavi e pone fine all'occupazione di Fiume, Mussolini intensifica l'attività squadristica, aumenta il numero degli iscritti e si propone come il rinnovamento che l'Italia aspetta. Con queste premesse in meno di 2 anni arriva al potere aiutato anche dalla sua sistematica distruzione delle organizzazioni del lavoro e dall'appoggio dei ceti medi, spaventati dalla crescente forza della classe operaia.
Nel 1921 i fascisti hanno successo alle elezioni e Mussolini cerca di sistemare il partito. Deve fronteggiare la realtà eterogenea e lo squadrismo violento provinciale. Con il congresso di Roma nasce il Partito nazionale fascista (Pnf) con Mussolini nel ruolo di Duce. Istituzionalizzazione dello squadrismo. Non ha un programma definito ma sentimenti su cui fa presa tanto da diventare credibile nei ceti medi che continuo ad affluirvi. Mussolini recluta gente anche tra altri gruppi sociali. Il tentativo di sciopero organizzato dalla sinistra nel 1922 fallisce e i fascisti scatenano proteste antigovernative. Con la marcia su Roma il re dà l'incarico a Mussolini di formare un nuovo governo. Malgrado il carattere autoritario, Mussolini tenta di inglobare tutti i partiti che possono appoggiarlo. Inoltre, legalizza le milizie ma questo porta tensioni all'interno del partito che riemergeranno.
Crollo di Wall Street e crisi del 1929
Il 24 ottobre 1929 crolla la borsa di Wall Street. Se dalla crisi del '21 gli USA escono rafforzati e con nuova vitalità, quella del '29 mette in crisi l'economia. Il presidente Hoover, repubblicano, impedisce l'intervento dello stato perché aggraverebbe solo la crisi. Incita una collaborazione tra imprenditori e amministrazioni locali, tagli all'assistenza federale ai disoccupati. Impone dazi che aumentano il prezzo di grano, cotone e altri prodotti. Questo ha ripercussioni anche nel resto del mondo.
Impatto della crisi nei diversi paesi
- La Germania fu la più colpita dalla crisi. Il cancelliere aveva l'appoggio solo del presidente della repubblica e dei militari. L'aggravamento della crisi e il rigore fiscale misero in crisi le istituzioni liberali: alle elezioni i nazionalsocialisti di Hitler ottennero 107 seggi. I dirigenti aggravarono la crisi per far cessare i debiti di guerra. Erano anche convinti che la Germania potesse trovare fortuna con l'espansione in Europa orientale.
- Nel 1929 in UK votano sia donne che uomini, portando il partito laburista al governo. La situazione prima della crisi era difficile: deficit finanziario, poche esportazioni, tensioni sociali e difficoltà dell'industria. L'incremento dei lavori pubblici non porta benefici. Svalutazione della sterlina e fuga dei capitali. Il protezionismo sviluppò tensioni tra i partiti e dentro ad essi. Proposta di un protezionismo con agevolazioni all'interno del Commonwealth. Un gruppo di laburisti guidati da Mosley chiedeva una forte presenza dello stato nell'economia: fondò l'unione britannica dei fascisti che si estinse nel 1940.
- Gli stessi stati del Commonwealth premevano per i dazi d'esportazione. Per ristabilire l'economia si attuano misure impopolari tra cui i tagli a sussidi di disoccupazione. Cade il governo. Il nuovo governo è guidato ancora dallo stesso primo ministro supportato dai conservatori. Si pose fine al gold standard che mandò in crisi gli altri stati che ancora restavano legati alla convertibilità moneta-oro. Si applicano dazi sulle importazioni ma non su quelle provenienti dal Commonwealth.
- Tra il 1932 e il 1933 negli USA la situazione precipita. Non servono i sussidi. Cresce il conflitto sociale.
- In Germania crescono le organizzazioni squadristiche volte a illegittimare il governo, sia di destra che sinistra. Nel 1930 von Papen forma un governo autoritario e violento. Si dichiara decaduto il governo di Prussia e con due elezioni nel 1932 si susseguono due governi autoritari. Nel 1932 Hitler diventa cancelliere con il maggior numero dei voti e nel 1933 inizia il governo nazista.
- In Francia sembra che la crisi del '29 non abbia effetti grazie alle ingenti risorse auree del paese. Ma con la fine della gold standard arriva la crisi meno devastante ma più lunga. L'instabile governo adotta misure impopolari e cade, alimentando i gruppi estremisti di destra e di sinistra.
- In Italia la crisi arrivò nel '31 ma non colpì duramente il paese, essendo già arretrato. Penalizzò l'automobile e aggravò le condizioni dei contadini, la diminuzione dei posti di lavoro venne camuffata con l'abbassamento delle ore di lavoro. In generale la crisi rallentò lo sviluppo economico e accentuò la statalizzazione delle banche e delle imprese.
- Si aggravano le condizioni economiche mondiali. In Giappone crolla il mercato della seta e gli operai tornano a lavorare nelle campagne. Nell'America Latina si converte l'agricoltura in industria.
Nuove politiche economiche: il New Deal
Roosevelt lancia la politica del New Deal già nella sua campagna elettorale nel 1932: lo stato assume un ruolo centrale nel rilancio dell'economia e nel sostegno dei consumi. La prima azione fu sottoporre le banche sull'orlo del collasso a un controllo federale, riaprendo solo quelle che potevano effettivamente permetterselo. Aprì le comunicazioni con l'elettorato. Non aveva un piano preciso e spesso le sua azioni risultarono contraddittorie. Aveva l'idea di salvare il capitalismo americano attraverso l'aumento delle opere pubbliche. Finanziò i sussidi di disoccupazione che in realtà erano lavori di ogni genere, anche i più inutili, per ridare slancio e vitalità all'iniziativa degli americani. Mise sotto controllo i prezzi e fece accordi stato-lavoratori-imprese per l'agricoltura. Migliorò la situazione nella regione del fiume Tennessee creando le condizioni di una migliore navigabilità.
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