1. La strada verso la guerra.
Le origini della guerra.
Non sorprende che sia la Germania a occupare il centro della scena storica. L’oggetto del contendere della Seconda guerra
mondiale sul fronte europeo, era la possibilità che la Germania, unita dal 1871, diventasse o meno la potenza egemone sul
continente europeo. Nonostante la sconfitta dell’impero germanico nel 1918, rimase un problema irrisolto. Il trattato di pace di
Versailles nel 1919 aveva lasciato lo stato tedesco immutato. La posizione di parità diplomatica della Germania con le altre
potenze europee fu ristabilita con il trattato di Locarno del 1925. Questo processo evolutivo subì una brusca battuta d’arresto con
l’inizio della grande depressione e l’ascesa del Partito nazista. Una volta che Hitler ebbe conquistato il potere nel 1933 impresse
una virata verso un cambiamento non tanto progressivo quanto rivoluzionario. Sprovvisto di una coerente strategia, Hitler cercò
di potenziare quanti più rapidamente possibile le forze armate tedesche.
Uno degli interessi dei governi britannici era stato impedire a qualsiasi grande potenza di conquistare una porzione egemonica
sul continente europeo. Era stata questa la ragione per cui la Gran Bretagna era entrata in guerra contro la Germania imperiale
nel 1914. La politica di appeasement (pacificazione) si basava sul presupposto che Hitler fosse da ultimo interessato a una
revisione più pacifica che violenta. Si trattava di un grande errore: il Fuhrer credeva nella necessità della lotta armata tra nazioni.
Nel 1935 il riarmo cominciò a prendere quota. Francia e Gran Bretagna avviarono negoziati con Mussolini nel tentativo di dare
vita a una coalizione, ma sfumò rapidamente. Ciò spinse Mussolini ad allinearsi con la Germania attraverso l’Asse Roma-Berlino.
Gli sforzi di conciliazione si focalizzarono sulla possibilità di concessioni coloniali; ma era ormai chiaro che i reali interessi di
Hitler si concentravano sull’Europa centrale. Nel marzo 1938 le truppe tedesche occuparono Vienna causando la caduta del
governo austriaco e l’annessione dell’Austria al Reich. I tedeschi che vivevano nei Sudeti furono spinti a chiedere l’unione con la
madrepatria, e Hitler cominciò a minacciare una soluzione di forza. I cechi abbandonati dai loro alleati francesi furono costretti
da Chamberlain ad accettare i termini imposti da Hitler. Fin qui Hitler aveva giocato d’azzardo e vinto.
Hitler continuò a tenere un atteggiamento aggressivo e occupò Praga. Per Londra era il primo segale inequivocabile del fatto che
Hitler mirava a qualcosa che andava molto oltre la riparazione dei torti di Versailles, poiché ora non era più questione di
tedeschi da ricondurre in seno al Reich.
Quando Hitler cominciò a premere a favore di un rapprochement fra Germania e URSS Stalin fu pronto a concludere l’affare. La
firma del patto tedesco-russo il 23 agosto 1939 rese Hitler più certo che mai, che quando avrebbe attaccato la Polonia, i
britannici e i francesi, privi del loro potenziale grande alleato (URSS), non avrebbe reagito. Hitler aveva mostrato il suo volto
reale e doveva essere fermato. Quando l’esercito tedesco invase la Polonia il 1° settembre 1939 Francia e Gran Bretagna
dichiararono guerra alla Germania, dando così inizio alla Seconda guerra mondiale in Europa.
La preparazione alla guerra.
Nel corso degli anni 30, tutte le maggiori potenze europee avevano dato inizio a programmi di riarmo. Paradossalmente, nessuna
di loro era veramente preparata sul piano militare quando la guerra scoppiò.
• In termini di armamenti, l’esercito tedesco non possedeva neppure lontanamente una superiorità schiacciante sugli eserciti
congiunti di Francia e Gran Bretagna. Quello che avrebbe distinto la Wehrmacht era la sua superiorità tattica e operativa, il
coordinamento e la pianificazione. All’inizio della guerra il principale nemico della Germania era la Francia.
• L’esercito francese era protetto dalla potente linea Maginot, una serie di fortificazioni sviluppate in profondità lungo la
frontiera franco-‐tedesca. Anche se la marina francese era forte, l’aviazione, male organizzata, era debole.
• Anche la Gran Bretagna presentava punti di forza e di debolezza. La Royal Navy rimaneva un rivale più che temibile. La
maggioranza dei generali britannici, come le loro controparti francesi, prevedeva una guerra incentrata su lenti ammassamenti di
fanteria e artiglieria.
Anche se nessuno era pronto alla guerra nel 1939, c’erano significative differenze tra i 2 schieramenti.
Le forze tedesche cominciarono a prepararsi al conflitto, mentre le potenze neutrali (Italia, Unione Sovietica e Stati Uniti) erano
in uno stato di transizione.
• In Italia, i limiti di sviluppo industriale e la mancanza di materie prime la rendevano la più debole delle grandi potenze. C’era
scarsità di radio, radar, cannoni antiaerei e i carri armati erano tutti troppo leggeri.
• L’Unione Sovietica possedeva L’Armata Rossa anche se le forze armate sovietiche erano tuttavia deboli.
• Gli Stati Uniti avevano cominciato ad abituarsi alla possibilità di dover ancora una volta combattere in Europa. Nel 1939
l’aeronautica militare ricevette il via libera per aumentare la sua forza a 5.300 aerei. L’esercito americano toccò la cifra di 1,2
milioni di uomini, scarsamente addestrati ed equipaggiati. Tuttavia erano già stati approntati i piani per un’escalation in termini
numerici, tanto da rendere l’esercito statunitense, nel 1944, uno dei più consistenti numericamente e più superbamente
equipaggiati del mondo.
2. La marea montante del Blitzkrieg.
La caduta della Polonia.
Nel settembre 1939, non appena fu chiaro che la Francia e la Gran Bretagna non avrebbero abbandonato la Polonia, divenne
imperativo per l’esercito tedesco sconfiggere i polacchi nel più breve tempo possibile. Grazie al controllo dei cieli, gran parte
delle armate polacche fu accerchiata e annientata a due settimane dall’inizio della guerra. Il 17 settembre l’Armata Rossa invase
la Polonia da est, come previsto in un protocollo segreto del patto russo-‐tedesco.
Strategia e “drole de guerre”.
Dopo la sconfitta della Polonia una calma carica di tensione scese fra la Germania da un lato e l’Inghilterra a la Francia dall’altro.
La guerra degli ultimi mesi del 1939 e dei primi del 1940 fu limitata al teatro navale. La più probabile via d’accesso per
l’avanzata tedesca sarebbe stata attraverso il Belgio neutrale e il Lussemburgo.
Interludio scandinavo.
Stalin avanzò richieste territoriali nei confronti della Finlandia che Helsinki ritenne impossibile accettare. Nell’ottobre 1939
l’Armata Rossa entrò in azione per prendere con la forza quello che con la diplomazia non era riuscita ad ottenere. Nel marzo
1940 Helsinki gettò la spugna e accolse le richieste territoriali ora più pesanti di Stalin.
La Danimarca fu occupata rapidamente dalle forze tedesche.
La battaglia in Francia.
La Francia era sull’orlo dell’abisso. L’esito della battaglia combattuta tra il 5 e il 9 giugno lungo la linea dei fiumi Somme e Aisne
fu un disastro annunciato e ancora una volta i panzer continuarono la loro corsa inarrestabile.
Il 14 giugno Parigi, ora dichiarata città aperta, fu occupata dai tedeschi. Pétein sollecitò un armistizio il 21 giugno. I tedeschi
poterono così occupare e poi sfruttare a proprio piacimento la parte settentrionale del paese, mentre a sud, a Vichy, Pétain
instaurò un regime autoritario.
La battaglia d’Inghilterra.
Quale sarebbe stato il destino del’Inghilterra? Churchill dichiarò che la Gran Bretagna avrebbe continuato a combattere. Un
tentativo di invasione tedesca appariva inevitabile. Il 16 luglio Hitler aveva diramato ordini all’esercito e alla marina di
prepararsi ad un attacco oltre Manica. Il successo o l’insuccesso di un’invasione sarebbe dipeso dalla capacità della Luftwaffe di
logorare la RAF. Tenuto conto del fatto che l’obiettivo tedesco era ridurre all’impotenza la RAF i numeri sembravano giocare a
favore della Luftwaffe. I britannici avevano tuttavia alcuni vantaggi: il
radar.
La fase preliminare della battaglia si ebbe con attacchi
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