Storia contemporanea
In Italia si indica la storia che va dal 1848 ai nostri giorni (meno 15-20 anni). Il 1848 è considerato come un anno cesura in quanto c'è stata una grande rivoluzione, un'ondata unificante con cui si chiedeva uno stato democratico con suffragio universale (una democrazia rappresentativa). Dall'Europa questo movimento si diffuse in tutti gli altri continenti. Il 1848 cancellò i concetti di restaurazione e monarchia assoluta e segnò l'inizio di una nuova era contraddistinta dall'esistenza del cittadino.
L'eredità dell'illuminismo e della rivoluzione francese
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'700: Fu caratterizzato da:
- Un grande fermento intellettuale basato su una nuova visione del mondo e sulla fiducia nella ragione e nell’idea di progresso.
- Un grande sviluppo economico, industriale e commerciale.
- La consapevolezza delle élite intellettuali ed economiche della contraddizione esistente fra nuove occasioni di sviluppo, create grazie alle scoperte in campo scientifico ed economico, e l’immobilismo del clero e della nobiltà, sostenitori dell’assolutismo politico e dell’idea di potere come volontà divina.
- Il movimento dell'illuminismo, avente le proprie radici in Gran Bretagna.
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Illuminismo: Cambiarono i valori, si diffusero gli ideali di libertà ed uguaglianza e si rifiutò il pensiero statico: non poteva più esserci al centro del mondo solo l’imperatore ma l’uomo stesso. Attore principale: borguesia = nuova classe politica, sociale ed economica rivoluzionaria, priva di titoli nobiliari, dotata di spirito imprenditoriale. Ha come obiettivo: eliminare l’Ancien Régime, caratterizzato dalla monarchia di diritto divino e i dogmi della chiesa. Altri protagonisti importanti sono i philosophes: intellettuali che posero al centro della società la borghesia e che avevano come obiettivo far circolare il sapere. In questo contesto grande importanza assunse la stampa, che fece crescere la borghesia in Europa e facilitò la diffusione delle idee rivoluzionarie. A tutto ciò si opposero i Primi Ministri, i leader, gli strateghi conservatori, primo fra tutti Metternich, autore della restaurazione.
Illuministi
- Voltaire: Lottò contro il potere clericale, la tortura, l’inquisizione ma soprattutto contro il dispotismo. Fu il primo ad ideare una società cosmopolita composta da “cittadini di mondo”.
- Montesquieu: Teorizzò il principio della separazione dei poteri (Parlamento rappresentativo → costruzione delle leggi; Re-Ministri → esecuzione delle leggi; Magistratura indipendente → garanzia di una giusta applicazione delle leggi). Fu sostenitore di una democrazia costituzionale.
- Rousseau: Sostenne l’idea di una democrazia diretta basata sull’uguaglianza di tutti gli uomini e di sovranità popolare legata alla “volontà generale” (rinuncia alla propria libertà illimitata dello stato di natura e continuo intervento e controllo nella gestione dello Stato).
- Adam Smith: È il filosofo economico alla base del pensiero legato alla rivoluzione industriale. Rifiutò le conclusioni della scuola mercantilista, che puntava al rafforzamento della ricchezza del sovrano. Sosteneva la ricerca della felicità e l’egoismo individuale come strumenti per raggiungere la prosperità di tutti. I caposaldi del suo pensiero furono: il lavoro come fonte di ricchezza e la libera concorrenza in campo economico.
Rivoluzioni
Rivoluzione industriale: Inizio del grande mutamento, cambiò il concetto stesso di economia e si arrivò al colonialismo per le materie prime e la ricerca di nuovi mercati e partì quindi la conquista del mondo. Essa ebbe inizio in Gran Bretagna, dove una prima fase di industrializzazione e modernizzazione si verificò a metà del XVIII secolo.
Rivoluzione Americana: Nel 1776 13 colonie inglesi della costa atlantica del Nord America si ribellarono alla madrepatria. Nel 1783 tali colonie ottennero l’indipendenza e nacquero gli USA. L’indipendenza fu precoce soprattutto per il fatto che la Gran Bretagna aveva perso terreno e si era indebolita notevolmente. Fece seguito la dichiarazione d’indipendenza che sanciva l’uguaglianza di tutti gli uomini, il diritto alla rappresentanza politica, difendeva i diritti inalienabili alla vita, alla libertà e alla ricerca della felicità. Si creò un nuovo modello politico e statuale. Mostrò che gli ideali illuministi non erano semplici utopie.
Rivoluzione Francese: Il 14 luglio 1789 si verificò l’attacco alla Bastiglia (simbolo di potere e repressione) contro Luigi XVI ad opera della borghesia francese. Dichiarazione dei diritti dell’uomo e del cittadino con cui si proclamava la libertà e la sovranità popolare. Cambiò in profondità l’Europa politica e si introdusse il tema dei diritti. Si posero i principi di base dello stato moderno. Si formò l’idea di nazione, condivisa dalla collettività (stato con al suo interno una popolazione formata sui diritti civili, sociali, politici ed avente la stessa identità). Protagonista indiscusso fu Napoleone, ufficiale d’artiglieria che è conosciuto per la sua campagna d’Italia, la conquista dell’Europa (1796-1814) e la dittatura personale. Nel 1802 divenne console a vita e nel 1804 fu proclamato Imperatore dei francesi. Le sue guerre diffusero gli ideali della Rivoluzione Francese ed egli favorì anche il sorgere e il radicarsi delle identità nazionali. Leader carismatico fu il primo militare dell’età contemporanea che inventò l’esercito di leva formato da cittadini e non più da mercenari e i codici napoleonici, molto rivoluzionari.
L'Europa dopo Vienna
Si credeva ancora nell’illusione di un’Europa restaurata.
Congresso di Vienna: Si tenne dal 1814 sino al giugno del 1815. Il suo obiettivo era quello di ristabilire un nuovo ordine geopolitico dell’Europa. Le conseguenze furono il ripristino dei sovrani sui troni europei per diritto divino alla base dei principi di legittimità dinastica e di equilibrio. I protagonisti furono: la Gran Bretagna, che si impossessò di Malta confermando così la sua egemonia nel Mediterraneo; la Russia che si prese la Polonia, la Bessarabia e la Finlandia e l’Austria (in particolare Metternich) che occupò il Veneto e la Lombardia.
Settembre 1815: Su proposta dello zar russo Alessandro I nacque la santa alleanza, che univa Russia, Austria e Prussia e il cui obiettivo era quello di mantenere l’equilibrio raggiunto a Vienna.
Novembre 1815: Castlereagh promosse la quadruplice alleanza, composta da Gran Bretagna, Russia, Austria e Prussia che mirava a promuovere la diplomazia.
Risultati del Congresso di Vienna:
- In Spagna arrivò al potere Ferdinando VII di Borbone, che pose fine alla costituzione di Cadice, entrata in vigore nel 1812.
- La Prussia conquistò la Sassonia, le città di Treviri e Colonia e il bacino della Ruhr.
- Nacque la confederazione germanica che riuniva 39 Stati di lingua tedesca dell’Europa centrale ed era posta sotto la presidenza dell’imperatore d’Austria.
- In Francia Luigi XVIII di Borbone concesse la costituzione.
- In Italia nel Granducato di Toscana tornò sul trono Ferdinando III d’Asburgo-Lorena, il Ducato di Parma e Piacenza fu assegnato a Maria Luisa d’Austria, il Ducato di Modena e Reggio a Francesco IV d’Asburgo, il Regno delle Due Sicilie (ex Regno di Napoli) venne attribuito alla dinastia dei Borbone e il Regno di Sardegna con l’annessione della Liguria ai Savoia.
Concerto europeo (Diplomacy by conferences): Nuovo tentativo di organizzazione internazionale che ebbe come scopo quello di riunire le diplomazie per chiarire e non arrivare alle guerre che impediscono lo sviluppo economico.
Le rivoluzioni del 1848 tra costituzione, diritti e principio di nazionalità
Le rivoluzioni del 1848 costituirono un’ondata unificante, partita dalla Francia e diffusasi in tutta Europa, alla cui guida vi era la borghesia sostenitrice dei diritti, delle libertà e della rappresentanza politica. Si sostituì all’assolutismo il principio di nazionalità. Questo movimento che escluse Gran Bretagna e Russia prese il nome di “Primavera dei popoli”.
I moti del ’20-’21, scoppiati alle periferie dell’Impero (Italia e Spagna) furono piuttosto barbari rispetto agli altri, non avevano nemmeno un’organizzazione ben definita e non ottennero grandi risultati. A livello strategico però rivestirono una grande importanza in quanto provocarono la divisione tra le grandi potenze: i paesi conservatori volevano sedare i moti, la Francia, nonostante fosse una delle potenze più innovatrici volle dimostrare di essere in grado di stare nel Concerto europeo e quindi assunse una posizione inaspettata data dal fatto che voleva sedare i moti mentre la Gran Bretagna si staccò dalle altre potenze in assenza di un principio di intervento negli altri Stati.
Moti del ’30-’31: A differenza di quelli del ’20-’21 dalla Francia dilagarono presto in diversi paesi europei. In Francia la rivoluzione borghese scoppiò dopo che Carlo X salì al potere nel 1824 al posto di Luigi XVIII. Egli era un sovrano fortemente conservatore, oscurantista, che non seppe regnare e commise numerosi errori. Tentò in tutti i modi di indebolire i liberali francesi: tagliò il denaro per l’istruzione pubblica, tolse i diritti alla stampa, ridusse il suffragio, chiuse la Camera dei deputati ed indusse nuove elezioni. Allo stesso tempo però tentò operazioni diversive come la Conquista dell’Algeria, che occupò con la scusa di impedire l’arrivo dei pirati e la proposta di una nuova visione della Francia. La Gran Bretagna per risolvere la questione dei pirati intervenne bombardando Algeri per poi occuparla. Nel frattempo la popolazione francese non capendo l’importanza di Algeri per il secolo successivo, non seguì il sovrano, che perse il controllo della situazione. Nella famosa “Rivoluzione di luglio” la popolazione parigina insorse ed occupò il municipio e il re fu costretto a fuggire. Sorse un problema interno alla Francia in quanto i rivoluzionari moderati temevano sviluppi troppo radicali, decisero così di formare un blocco compatto intorno a Luigi Filippo, duca di Orléans, nella speranza di ridurre la rivoluzione. Egli fu proclamato “re dei francesi per grazia di Dio e volontà della nazione”.
Rivoluzione greca per l’indipendenza del ’20-’29: Guidata dai borghesi, per la prima volta smosse l’opinione pubblica europea. Infatti numerosi volontari partirono dall’Europa, soprattutto intellettuali (Byron). La rivoluzione prevedeva due attacchi: uno dal sud dove speravano nell’aiuto della Gran Bretagna poi concesso e uno dal nord, organizzato già con la Russia, che però alla fine si tolse temendo che l’appoggio ai rivoltosi avrebbe potuto far scoppiare rivolte anche nel suo paese. Inoltre la Russia aveva un grande interesse sulla Grecia, che l’avrebbe portata a controllare una parte rilevante del Mediterraneo. Col timore che la Russia potesse alterare l’equilibrio, la Gran Bretagna intervenne contro l’Impero ottomano sebbene provasse stima nei suoi confronti. La Grecia finalmente riuscì, dopo essere stata sottoposta per secoli all’Impero ottomano, a tornare in Europa.
Rivoluzione per l’indipendenza del Belgio del ’30-’31: Guidata dai borghesi, finì con l’unire francesi e fiamminghi rendendo libero il Belgio, che durante il Congresso di Vienna era stato unito con forza ai Paesi Bassi al fine di creare uno Stato cuscinetto contro la Francia. Il Belgio ottenne la sua indipendenza anche grazie alla credibilità di cui si era dotata la Francia.
Francia: Il 22/02/1848 si verificò un’insurrezione parigina (per la prima volta operaia) contro Luigi Filippo d’Orléans che portò all’instaurazione della II Repubblica, di chiara tendenza conservatrice, dotata di: un governo provvisorio composto da liberali moderati, repubblicani ed al socialista Luis Blanc (autore degli “opifici nazionale”=vasto piano di lavori pubblici). Le riforme varate furono: la concessione della libertà di stampa ed associazione e la riduzione della giornata lavorativa. Il 23/04 si tennero le elezioni dell’assemblea costituente che furono vinte dai moderati. Di conseguenza vi fu un’insurrezione delle forze di sinistra, repressa dalla Guardia Nazionale guidata da Cavaignac. Venne adottata una nuova costituzione che prevedeva il suffragio universale maschile e il sistema monocamerale. Il 10/12 la più alta carica dello Stato venne affidata a Luigi Napoleone Bonaparte (→Napoleone III). Il 2/12/1851 Bonaparte ottenne la carica presidenziale per 10 anni e nel 1852 con un colpo di Stato ebbe inizio l’Impero.
Impero asburgico: Il 13/03 ci fu una rivolta a Vienna che portò alla convocazione dell’Assemblea costituente. Allo stesso tempo in Polonia si verificarono scontri tra i nobili agrari e i contadini mentre in Ungheria la rivolta dei rivoluzionari fu guidata da Kossuth e vide l’appoggio dei contadini della servitù della gleba. Tuttavia ciò riuscì ad andare a vantaggio dell’Impero a causa dei dissidi interetnici e dell’appoggio militare della Russia.
Germania: L’Assemblea costituente, eletta a suffragio universale maschile, vide il contrasto tra i “grandi tedeschi”, che volevano l’unione di tutti i popoli di lingua tedesca sotto la guida dell’Austria e i “piccoli tedeschi”, che desideravano uno stato nazionale compatto guidato dalla Prussia. Nell’aprile del 1849 Federico Guglielmo IV di Prussia rifiutò la corona perché non voleva dare troppo peso politico alla sovranità popolare. Il 18/06 l’Assemblea si sciolse definitivamente.
Italia: Il 12/01/1848 ci fu un’insurrezione a Palermo che portò Ferdinando II di Borbone a concedere la Costituzione e così fecero anche Leopoldo II del Granducato di Toscana, Carlo Alberto di Savoia del Regno di Sardegna e Papa Pio IX. Il 17/03 a Venezia si instaurò la Repubblica con governo provvisorio capeggiato da Manin. A Milano si verificarono le famose “cinque giornate” organizzate dai democratici, guidati da Cattaneo, che costrinsero il maresciallo austriaco Radetzky a ritirarsi nel quadrilatero (Mantova + Verona + Peschiera + Legnano). Il 23/03/1848 Carlo Alberto dichiarò guerra all’Austria trovando l’appoggio di Leopoldo II, Pio IX e Ferdinando II ma a fine luglio l’esercito sabaudo venne sconfitto a Custoza. Il 09/09 il conflitto si concluse con l’armistizio di Salasco ma nel marzo del 1849 Carlo Alberto diede inizio ad una nuova guerra ma sarà ancora una volta sconfitto a Novara. Carlo Alberto abdicò a favore di suo figlio Vittorio Emanuele II che fu l’unico a mantenere in vigore la Costituzione. Anche la Repubblica romana capitolò e al suo posto si formò un governo provvisorio guidato dal triumvirato democratico formato da: Mazzini, Saffi, Armellini.
Stato e società
La nascita di un'opinione pubblica
Si trattava di un’opinione pubblica embrionale perché non tutti ancora sapevano leggere, ad eccezione degli intellettuali.
Si diffusero i libri e le riviste.
Gli Stati della restaurazione avevano chiara l’importanza della stampa e la consideravano pericolosa perché essa permetteva alla popolazione di conoscere e spingeva verso il cambiamento.
Gran Bretagna
Fu un paese atipico, che fece scelte diverse, non ebbe rivoluzioni ma cambiò moltissimo lo stesso. Furono varate riforme elettorali e sociali. Godeva di un ruolo di assoluto primo piano negli equilibri fra le potenze. La rivoluzione industriale era già in atto dal XVIII secolo, essa possedeva il 30% della produzione industriale mondiale, vantava il primato nei commerci e il controllo sui mari. I settori trainanti dell’economia erano: l’industria tessile e l’industria dei trasporti. Tuttavia come conseguenze negative vi erano: lo sfruttamento degli operai, che rappresentavano la forza lavoro del processo di produzione capitalistico e il sorgere di problemi sociali legati all’urbanizzazione, infatti masse di contadini si riversavano dalle campagne alle città industriali come Liverpool, Birmingham, Manchester in cerca di lavoro.
- Poor Law: A metà del ‘600 istituiva forme di sostegno per coloro che non potevano svolgere un’attività lavorativa. Tuttavia a causa delle pesanti critiche da parte degli intellettuali e dei politici liberali, che la consideravano come un freno al libero mercato, nel 1834 venne modificata: concedeva sussidi soltanto in cambio di lavoro nelle workhouses.
La Gran Bretagna scelse un modello liberista (laissez faire), che lasciava all’individuo privato libera iniziativa, nel 1846 con l’abolizione della Corn Laws (dazi doganali sul grano proveniente da altri paesi), che poneva fine al protezionismo britannico. Ciò permise di aprire nuovi mercati.
1873: Grande depressione che provocò l’arresto della produzione (durerà sino a metà degli anni ’90). Colpì soprattutto i Second Comers, ossia i paesi della 2ª ondata di industrializzazione quali per esempio USA, Svizzera, Giappone, Italia e Prussia. Molti governi per far fronte alla crisi adottarono il protezionismo, che prevedeva l’introduzione di nuovi dazi. In realtà però in tal modo l’economia si bloccava ancora di più. La Gran Bretagna grazie ai suoi numerosi mercati non risentì molto della crisi.
- Nascita del proletariato.
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