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Senza la guerra non esiste stato

Heinrich von Treitschke, storico e politico tedesco, prendendo come base il proprio paese (Germania), a fine ottocento dichiarò che l’origine e l’esistenza di ogni Stato dipendessero dalla guerra. Egli sosteneva che tutti gli Stati fossero sorti dalla guerra: il primo compito dello Stato rimane sempre la difesa armata dei propri cittadini, dunque. Ciò era dimostrato dalla statua equestre dedicata al re soldato Federico il Grande, le cui vittorie avevano assicurato alla Prussia lo status di grande potenza: uno Stato nato e reso grandioso proprio dalla guerra. Come dimostrato dalle celebrazioni militari, i soldati in parata rappresentavano in modo scenografico quello che lo Stato esigeva e si aspettava dai propri sudditi, ossia i cittadini; l’esercito era manifestazione e scuola di patriottismo per i civili.

Cultura militare negli stati europei

Nonostante le varie differenze tra gli Stati europei, un fattore in comune nella maggior parte di essi era la cultura militare insita nelle istituzioni dello Stato. La dimensione militare era grandiosa e connessa a grandi eventi e figure di uomini potenti, entrando a far parte della vita quotidiana. Gli uomini in uniforme impersonavano le virtù dalle quali dipendeva l’esistenza stessa dello Stato, quelle stesse virtù derivanti dalle gloriose vittorie di guerre e battaglie e dalla storia del proprio paese. Senza la capacità di fare la guerra, lo Stato del primo Novecento non poteva esistere: ecco perché ogni paese europeo (eccetto la Svizzera) disponeva di un proprio esercito.

Eserciti e guerra

- Eserciti: Gli Stati fanno la guerra, e viceversa. Il perché la guerra era ben accetta dal popolo era chiaro: la democratizzazione dello stato e della guerra. Emergevano infatti gli eserciti di leva di massa, che coinvolgevano una grande porzione di popolazione. Sugli eserciti, inoltre, aveva inciso l’industrializzazione, ovvero l’applicazione della tecnologia sempre più avanzata all’attività bellica: ciò consentiva di creare eserciti più grandi, più pericolosi, più temibili. Curioso è il caso dell’esercito prussiano, molto debole inizialmente, ma che in poco tempo, guidato da Bismarck, riuscì a sconfiggere in breve tempo Danimarca, Austria e Francia: il segreto era una migliore organizzazione, un miglior grado di preparazione, pianificazione e velocità (vanno ricordate le ferrovie utilizzate dall’esercito per muoversi in poco tempo), che permise di mobilitare un maggior numero di uomini equipaggiati in modo più efficiente rispetto agli altri eserciti.

Non a caso, il futuro maresciallo di Francia, Ferdinand Foch, nel 1903 dichiarò che nella guerra moderna le basi essenziali della vittoria erano la massa e...

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-STO/04 Storia contemporanea

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