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Riassunto esame Storia Contemporanea, prof. Cartosio, libro consigliato Il Novecento di Detti e Gozzini

Riassunto per l'esame di Storia Contemporanea, basato su appunti personali e studio autonomo del testo consigliato dal docente Il Novecento di Detti e Gozzini.
Argomenti trattati: Prima guerra mondiale, la rivoluzione russa, il dopoguerra in europa, la guerra civile russa, l'internazionale comunista, la crisi del dopoguerra e l'avvento del fascismo, la rivoluzione russa, la nascita della società... Vedi di più

Esame di Storia contemporanea docente Prof. B. Cartosio

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ESTRATTO DOCUMENTO

Marxista di una guerra tra opposti imperialismi: scaturì dalla convinzione, da tempo consolidata nel

 movimento socialista,che le guerre fossero insite nella natura del capitalismo es Lenin vide come diretta

conseguenza lo spartirsi delle materie prime, i mercati e le aree di investimento nel mondo)

Anticipata dall’idea di una guerra democratica contro l’autoritarismo e il militarismo, fu accreditata dalla

 potenze vincitrici, che addossarono la responsabilità alla Germania e ai suoi alleati: il conflitto era stato

causato dalla politica di potenza tedesca per il predominio mondiale.

La grande influenza del wilsonismo negli anni 20 accreditò la tesi che la guerra fosse conseguenza della diplomazia

segreta e del sistema di relazioni internazionali che aveva diviso l’Europa in due blocchi, ma le accuse alla

Germania non vennero meno.

RENOUVIN = pose l’accento sulle cause anziché sulle colpe e documentò:

Il carattere limitato e locale degli scopi perseguiti dall’Austria nei Balcani

 La miopia dimostrata dalla diplomazia francese nel ricercare a tutti i costi la rivincita e l’accerchiamento

 della Germania.

FISHER: reimpostò la questione della responsabilità della Germania.

La Germania era entrata in guerra a fini egemonici e la sua politica avrebbe avuto una coerente prosecuzione

nel nazismo e nello scatenamento della seconda guerra mondiale

RITTER: restituisce autonomia alle scelte strategiche compiute dai governi tedeschi nella crisi dell’Agosto 1914

e ridimensiona l’influenza esercitata su di esse dai vertici militari.

Anni 80 = un quadro internazionale denso di tensioni ricorrenti e fondato sul bipolarismo Usa - Urss suggerì

analogie con il primo quindicennio del secolo e si sospettò una terza guerra mondiale :

Ciò orientò il dibattiti in due direzioni:

Riscoprire simmetrie e parallelismi tra i due fronti del conflitto, riproponendo la tesi marxista sulla

 prima guerra mondiale come guerra imperialistica

Riporta alla ribalta la dinamica della crisi del 1914 e i suoi processi decisionali.

JOLL = ciascuno dei fattori indicati come cause possibili della prima guerra mondiale sembra aver dato il proprio

contributi alle decisioni che vennero preso durante la crisi finale del 1914:

Scelte concrete operate dai governi

 Strutture costituzionali più o meno democratiche

 Interessi economici organizzati

 Orientamenti dell’opinione pubblica

Ciò però non ci permette di dare una spiegazione generale delle origini della prima g.m, per questo si domanda se

non sia necessario rassegnarci ad una specie di storia a due piani:

Fenomeni impersonali e di lungo periodo come lo sviluppo economico.

 Il mondo nel quale le decisioni di singoli capi possono influenzare la vita delle persone

RUSCONI: studio più centrato sulle dinamiche concrete della crisi del 1914, vi applica diverse categorie:

Dilemma della sicurezza

 Strategia di rischio

 Politica coercitiva

 Disposizione strategica offensiva

Secondo questo approccio è essenziale mettere a fuoco le strutture di conoscenza che presiedono ai diversi

comportamenti di governi:

Quadri strategici elaborati in precedenza

 Tipo d’immagine dell’avversario introiettata e condivisa dai circoli dirigenti

 Calcolo razionale dei costi e ricavi legati a ogni singola questione

 Interessi e preferenze dei diversi centri di potere

KEEGAN: insiste sul carattere evitabile del conflitto e considera il piano Schlieffen importante perché ebbe

implicazioni ed effetti tali da condizionare la vita politica ed europea di tutta la prima parte del secolo.

VI È STATA UNA RICADUTA SUGLI STUDI DELLA GRANDE GUERRA LEGATA AI MUTAMENTI INTRODOTTI NELLA

PSICOLOGIA DI MASSA .

.NOLTRE SI È INDAGATO I MUTAMENTI INTRODOTTI DAL CULTO DEI CADUTI IN GUERRA NELLA CULTURA 10

CONTEMPORANEA E GLI EFFETTI DELLA VITA DI TRINCEA SULLA PSICOLOGIA DELLE TRUPPE.

La guerra ha provocato sconvolgimenti materiali e psicologici che hanno mutato i quadri mentali di

 un’intera generazione, fino a fare della guerra un momento costitutivo di un nuovo modo di elaborare e

percepire la realtà.

Fu la prima esperienza della dimensione di massa della società (Fussel).Rendendo normale l’orrore

 alimentò miti, rituali e superstizioni in risposta agli aspetti perversi della modernizzazione e introdusse il

disprezzo x la vita, l’individualità e l’intimità, nonché il facile ricorso alla violenza.

Nacque la dicotomia tipica della trincea ( noi/loro, amico/nemico).

LEED:approfondisce le stesse tematiche servendosi di categorie interpretative tratte dall’antropologia.

L’esperienza della guerra è vista come rito di passaggio che allontanò il combattente dalla società, nella terra di

nessuno. Qui il sodato subì l’evento che ne alterò la personalità, le nevrosi, i miti e i riti con cui i combattenti

reagirono all’intollerabilità non furono forme di regressione, ma aspetti della modernità di una guerra coerente con

la società industriale che la produsse.

La disillusione, il rancore e il senso di alterità dell’esperienza ostacolarono il reinserimento dei sopravvissuti nella

società. Resi inclini alla violenza e convinti di aver subito un’ingiustizia, gli ex combattenti riprodussero nella soc

postbellica la polarità tra pace e guerra.

Questi temi sono stati ripresi da MOSSE che ha colto nel mito dei caduti della prima g.m il convergere di diversi

filoni culturali: sullo shock traumatico determinato dalla morte di massa si innestò il culto di una mascolinità

anonima legata al sacrificio.

HYNES: la grande guerra produsse una polarizzazione delle culture popolari e nazionali tra chi visse l’esperienza

della trinca e chi la evitò. L’esperienza della guerra si presenta come il laboratorio di una comunità fondata sul

rischio quotidiano e antagonista rispetto al mondo borghese e alla politica degli affari.

Anche in Italia si sono fatti strada indirizzi analoghi, volti a sottolineare come la guerra avesse trasformato il modo

di pensare e di comunicare.

CAP 2 IL DOPOGUERRA IN EUROPA: RIVOLUZIONE, REAZIONE, STABILIZZAZIONE

2.1 Versailles: speranze e realtà del dopoguerra

1919 i delegati dei paesi vincitori si riunirono a Parigi per ridisegnare l’assetto dell’Europa, vennero esclusi i paesi

vinti, cui i trattati di pace vennero imposti senza possibilità di discussione.

La nuova sistemazione del continente europeo venne sancita con numerosi trattati.Il più importante TRATTATO DI

VERSAILLES 1919.

Imponeva: 

1. Germania:

Restituire Alsazia e Lorena alla Francia

 Cedere lo Schleswing del Nord alla Danimarca

 Cedere alcuni stati alla Polonia a cui fu dato uno sbocco al mare creando un corridoio fino a Danzica

 (dichiarata città libera)

La Prussia orientale venne separata dalla Germania

 Saar (che era della Germania) assegnata x 15 anni alla Francia

 Inghilterra e Francia si spartirono le colonie tedesche.

 Germania costretta a pagare una cifra altissima come riparazione ai danni di guerra patiti dalle

 potenze vincitrici

Sorti dei paesi sconfitti decise in appositi trattati tra il 1919-1920

Dissoluzione dell’Impero Asburgico = l’Italia ottiene 4 regioni

 Venne riconosciuta l’indipendenza dell’Austria tedesca e dell’Ungheria

 Ungheria dovette cedere la Transilvania ai rumeni e la Slovacchia ai ciechi. NACQUE LA REPUBBLICA

 CECOSLOVACCA

Galizia fu attribuita alla Polonia

 NASCE REGNO DI JUGOSLAVIA (Serbia, Bosnia, Montenegro, Croazia e Slovenia)

 Bulgaria resta indipendente ma perse alcuni territori che andarono alla Grecia.

 Turchia rimasero Istambul e quasi tutta la penisola anatolica

 Italia: ebbe Rodi e Dadanesco

 Grecia: ebbe zona di Smirne e isole dell’’Egeo

 11

Sorti dei paesi sconfitti decise in appositi trattati tra il 1919-1920

Stretti dei Dardanelli e di Bosforo vennero internalizzati

 Francia e Inghilterra si spartirono il medio oriente

 Libano e Siria mandati (affidati ad amministrazione esterna) alla Francia

 Palestina e Iraq mandati agli inglesi

 Nella sfera d’influenza di Londra entrarono Arabia e Yemen (paesi indipendenti)

Ma tracciare i confini nelle regioni centro-orientale secondo tali criteri non era in effetti possibile perché:

Le divisioni etniche attraversavano aree economicamente unitarie.

 Le diverse nazionalità si erano intrecciate e sovrapposte nei secoli.

A tali risultati concorse la volontà delle potenze vincitrici di far valere i propri interessi economici-politici e di

impedire la rinascita della Germania:

Vasti territori tedeschi furono annessi alla Cecoslovacchia alla Polonia

 All’Austria venne vietato di unirsi alla Germania

Il nuovo assetto europeo scaturì da un compromesso fra la politica imperialistica della Gran Bretagna ,della Francia

e gli orientamenti di Wilson.

WILSON FECE INTRODURRE NEL TRATTATO DI VERSAILLES L’ATTO COSTITUTIVO DELLA SOCIETÀ DELLE

NAZIONI, la quale avrebbe dovuto risolvere i conflitti internazionali con un’opera di arbitrato,ricorrendo, se

necessario , a sanzioni e all’uso della forza.

La società non svolse di fatto tali funzioni, rimase di fatto sottomessa agli interessi imperialistici di Francia e

Inghilterra.

CIO’ DIPESE:

disinteresse giapponese e dalla intenzionale esclusione di Germania e Russia

 dal fatto che infliggendo a Wilson uno smacco.Il Senato americano non raggiunse la maggioranza x

 ratificare il trattato, cosicchè gli Stati Uniti non aderirono la Società

QUINDI: non fu costruito un nuovo ordine europeo ma vennero invece creati nuovi motivi di antagonismo che si

aggiunsero alle insoddisfazioni, nutrite dalle attese inappagate

GERMANIA prova rancore e desiderio di rivincita x le clausole del trattato di Versailles. (pg 15)

Tale trattato contribuì a indebolire la repubblica democratica tedesca.Inoltre,la questione delle riparazioni aggravò

la crisi finanziaria tedesca, ostacolando una piena ripresa economica e costituendo un grave motivo di instabilità.

1923:FRANCIA di fronte al ritardo dei pagamenti occupò il più importante bacino industriale tedesco (RUHR) con

L’EFFETTO di aggravare l’inflazione in Germania e accrescendo la tensione sul piano internazionale.

EQUILIBRIO EUROPEO PRECARIO ANCHE PER ALTRI FATTORI:

Frammentazione economica e instabilità politica dei nuovi stati centro-orientali

 Scontento dell’Italia per non aver ottenuto la Dalmazia e le acquisizioni di Medio Oriente previste dal

 trattato di Londra.

RUSSIA SOVIETICA :

Non riuscì ad estendere la sua rivoluzione in Europa

 In breve tempo sarebbe diventata un importante p.d.rif per i popoli extraeuropei che premevano x uscire

 dal proprio stato di soggezione coloniale attraverso l’applicazione di quel principio di autodeterminazione

del popolo che Wilson aveva posto alla base della Società delle Nazioni.

PUNTO Più DEVOLE DEI NUOVI ASSETTI DECISI A PARIGI = eurocentrismo che ispirava la politica delle grandi

potenze (oltre al problema tedesco)

Punti del nuovo assetto messi in discussione dalla Turchia :

Un movimento nazionalista esautorò il sultano .

 Cacciò i Greci dall’Anatolia

 1922 istituì una REPUBBLICA LAICA.

Già negli anni 20 i motivi dello scoppio dello scoppio della seconda guerra mondiale erano presenti. 12

2.2 LA GUERRA CIVILE RUSSA E IL “COMUNISMO DI GUERRA”

1918-1920 = guerra civile in Russia

CHI LA SCATENA: opposizioni di destra e social rivoluzionari con l’appoggio delle potenze dell’Intesa.

Essa fu favorita da una terribile carestia, che unita al collasso dell’industria alienò molti consensi ai bolscevichi.

)

BOLSCENCHI: furono ROVESCIATI in nome dell’ASSEMBLEA COSTUITUENTE (rif pg 12 ma il governo formatovi

dai social rivoluzionari ebbe vita breve perché incontro scarso seguito tra i ceti popolari.

MOLTO PIÙ PERICOLOSA PER LE SORTI DEL REGIME BOLSCEVICO SI RIVELÒ LA REAZIONE DEGLI ALTI GRADI

DELL’ESERCITO:

In diverse zone del paese alcuni generali zaristi riuscirono a instaurare delle dittature militari.

 Truppe dell’Intesa sbarcarono in varie località: il loro diretto impegno militare fu limitato, ma il sostegno

 alleato dei controrivoluzionari ( i bianchi)sottolineò l’isolamento internazionale della repubblica sovietica.

1918: social rivoluzionari scatenavano un’ondata di terrori sismo. I bolscevichi riuscirono a superare quel momento

grazie alla formazione di un efficiente esercito regolare.

TROCKIJ: artefice dell’armata rossa.(russa)

INTANTO:

S’intensificarono i sequestri, cercando di far leva sui contadini più poveri contro i meno poveri.

 Si misero fuori legge le opposizioni

 I soviet furono esautorati dall’instaurarsi di una dittatura di partito (1918 prese il nome di partito

 comunista)

Venne reintrodotta la pena di morte

 CEKA (commissione straorinaria panrussa per la lotta alla controrivoluzione e al sabotaggio) diveniva

 strumento primario di un regime di terrore, di cui rimasero vittime anche l’ex zar Nicola II e la sua famiglia.

TERRORE BIANCO: sommosse, saccheggi e fenomeni di banditismo ( in guerra civile, da entrambi le parti: rossi =

russi /bolscevichi e bianchi = controrivoluzionari)

(ROSSI = comunisti e rivoluzionari

BIANCHI: monarchici, reazionari, democratici e conservatori)

1919: viene minacciata Pietrogrado, ma i crescenti successi dell’Armata Rossa portarono alla riconquista di quasi

tutti i territori occupati dai controrivoluzionari.

1920: Si conclude la guerra civile

 Repubblica sovietica sostenne un conflitto con la Polonia, il cui esercito invase l’Ucraina. Russi perdono.

 Quando la piena forza dell'Armata Rossa venne rivolta contro i Bianchi questi vennero rapidamente

 sopraffatti

I bolscevichi (rossi) pagarono la vittoria a caro prezzo. Tra il 1914 e il 1921 guerra mondiale e civile, epidemie e

carestie abbiano ucciso milioni di persone e determinato un prolungato blocco delle nascite.

Catastrofe demografica e crisi economica provocarono un generale processo di ruralizzazione della società a

scapito dell’industria che fece regredire il paese.

COMUNISMO DI GUERRA: nome dato al sistema economico instauratosi in Russia in questi anni scaturì per:

Esigenza di sopravvivere in una situazione così difficile.

 Utopismo dei dirigenti bolscevichi che s’illusero di poterne approfittare per bruciare le tappe della

 trasformazione del paese in senso comunista.

Officine più modeste vennero nazionalizzate.

 Abolizione del libero commercio interno.

 Si razionarono i pochi generi alimentari e di consumo.

 Si praticò su larga scala il lavoro obbligatorio.

 Si abolì la moneta, reintroducendo lo scambio in natura.

LA VITA ECONOMICA SI CONCENTRA NELLE MANI DELLO STATO, CHE DETENEVA TUTTI I MEZZI DI

PRODUZIONE E DISTRIBUZIONE.

COMUNISMO DI GUERRA = 1. FALLIMENTO PERCHE’: 13

Calò la produzione agricola

 Ci fu una decadenza dei trasporti e delle piccole imprese.

 Tracollo della grande industria.

2. A TALE ESITO CONTRIBUIRONO:

Blocco economico deciso da Francia e Inghilterra che azzerò il commercio con l’estero.

 Guerra civile che assorbì grandi risorse e distrusse i rapporti economici all’interno del paese.

3. AL FALLIMENTO CONTRIBUIRONO ANCHE I DIFETTI:

Burocrazia enorme, lenta e inefficiente = effetto = diminuzione della produttività del lavoro

 Peggioramento qualità delle merci

 I contadini reagirono ai sequestri dei raccolti riducendo le semine al minimo indispensabile.

1920-21 cessa la guerra civile

RIVOLTA ARMATA E SCIOPERI OPERAI A PIETROGRADO X :

Malcontento popolare x la fame

 Mancanza di combustibili da riscaldamento

 Burocratizzazione autoritaria del regime

1921: ribellione dei marinai della piazzaforte di Kronstad che chiedevano:

Fine della dittatura del partito

 Libere elezioni dei soviet

 Eliminazione degli aspetti più opprimenti del comunismo di guerra

 Maggiore libertà economica dei contadini.

EFFETTO RIVOLTA: accelerazione , da parte dei bolscevichi,del varo di una nuova politica economica (NEP) in cui si

spingeva per l’abolizione dei sequestri, m venne schiacciata nel sangue.

2.3 LA RIVOLUZIONE IN EUROPA E L’INTERNAZIONALE COMUNISTA

Tra il 1919-1920 vi fu un forte aumento delle tensioni sociali, unito allo spirito rivoluzionario dell’esempio russo,

sulle masse europee,che fece apparire tale periodo come un biennio rosso.

I conflitti di quegli anni, pur avendo forti contenuti politici,acquisirono portata rivoluzionaria solo nei paesi dove

l’instabilità istituzionale era stata minata dalla guerra .

INGHILTERRA e FRANCIA = nsn crisi rivoluzionaria

EX IMPERI CENTRALI = ci fu crisi rivoluzionaria

GERMANIA = prima dell’armistizio si diffusero consigli degli operai e dei soldati (forma di rappresentanza

alternativa a quella parlamentare, come i soviet russi)

1918= movimento consiliare dilagò nel paese togliendo l’iniziativa alle forze moderate.

L’iniziativa andò:

Ai socialdemocratici maggioritari

 Socialdemocratici del partito indipendente (nato nel 1917)

Travolto dalla sconfitta e mobilitazione popolare, l’imperatore Guglielmo II abdicò l’incarico di cancelliere passando

l’incarico al leader socialista maggioritario Ebert

Spartakusbun

1919 la (lega spartaco di estrema sinistra) :

Dichiarò l’insurrezione a Berlino

 

Insurrezione repressa dal governo socialdemocratico che all’elezione dell’assemblea costituente ottennero

 anche la maggioranza dei voti.

Consigli degli operai e dei soldati furono soppressi

 Repubblica consiliare in Baviera venne schiacciata nel sangue

 14

Rivoluzione tedesca 1918 fu politico istituzionale: la Germania si trasformò in una repubblica parlamentare,

mantenendo il sistema economico-sociale preesistente,sia la burocrazia che l’esercito.

Il nuovo stato si fondava sull’alleanza tra queste forze e i socialdemocratici maggioritari, che operarono con ogni

mezzo per arginare la rivoluzione.

AUSTRIA sorta dalle ceneri dell’impero asburgico, la transizione alla democrazia venne gestita dalla

socialdemocrazia in accordo con i partiti borghesi senza che i consigli esercitassero alcun controllo sul potere

politico.

UNGHERIA = scoppiò rivoluzione. Il governo di coalizione tra liberali e socialdemocratici , formato nel 1918, da

Karolij fu travolto dal malessere scatenato dalla fame, dalla disoccupazione e dalla perdita di vasti territori sancita

dai trattati di pace.

1919 sotto la spinta degli operai organizzati nei consigli, il partito comunista e quello socialdemocratico si unirono

per creare un nuovo governo guidato da KUN ( comunista) che PROCLAMO’ LA REPUBBLICA SOVIETICA. Ma anche

tale tentativo fallì perché l’Ungheria fu assalita dai rumeni e dai cechi, appoggiati dall’Intesa.

KUN si dimette

BUCAREST occupata dai rumeni

HORTHY (ammiraglio) instaurò una dittatura controrivoluzionaria.

La caduta della repubblica sovietica ungherese segnò la fine della rivoluzione in Europa, ma non delle speranze

bolsceviche, che fondarono nel 1919 l’internazionale Comunista(COMINTERN)

1920 I Bolscevichi al II congresso del Comintern imposero ai suoi aderenti di separarsi dai socialisti riformisti; una

svolta decisiva si ebbe nel giugno 1921 con il terzo Congresso, che inaugurò la politica del ‘fronte unico’, tra

comunisti e socialisti.

2.4 IL CASO ITALIANO: LA CRISI DEL DOPOGUERRA E L’AVVENTO DEL FASCISMO.

Aumentarono gli scioperi operai, ottenendo importanti conquiste tra cui la giornata lavorativa di 8 ore. A essi si

aggiunsero agitazioni non operaie e soprattutto dei conflitti nelle campagne.

COSA OTTENNERO SCIPERI AGRARI:Lavoratori assunti tramite il sindacato.

Discesero in campo :

I mezzadri delle regioni centrali che con le lotte imposero nuovi patti colonici

 Ex fanti contadini dell’Italia del latifondo che nel Mezzogiorno si impadronirono di quanto era stato loro

 promesso nel 1918 occupando vaste estensioni di terre incolte.

Questo protagonismo delle masse si riflesse in una crescita dei sindacati e di un PSI su posizioni massimaliste che

divenne nel 1919 un partito di maggioranza relativa

Il socialismo italiano era nettamente diviso tra:

I massimalisti che avevano la maggioranza del PSI ( partito socialista italiano)e si proclamavano

 rivoluzionari,

Riformisti che auspicavano una politica di collaborazione con le classi dirigenti.

Il contrasto tra i due gruppi impedì al partito di operare con efficacia sia per la rivoluzione sia per le riforme.Inoltre

i consensi non erano uniformi nel paese.

1919 oltre un quinto dei suffragi andò al partito popolare fondato da Sturzo che inaugurò un’autonoma presenza

dei cattolici nella vita politica italiana.

Sulla carta PSI e PPI avevano la maggioranza della camera ma nella realtà erano antagonisti:

PSI: anticlericale

 PPI (partito popolare italiano) : aconfessionale ma molto dipendente dalla chiesa

 - erano presenti gruppi moderati con una componente democratica

- svolse un ruolo di argine contro i socialisti, spalleggiando i governi.

Tra il 1919-21 tali governi presieduti da Nitti e Giolitti: 15

Introdussero importanti misure integrative, tra cui il sistema elettorale proporzionale

 Non riuscirono ad adeguare le strutture oligarchiche dello stato italiano a una società massificata.

 Riuscirono a contenere la pressione del movimento operaio

 Non offrirono alla sua ala riformista prospettive praticabili di trasformazione democratica.

 Non furono capaci di recuperare il controllo sul parlamento e di un paese cambiato radicalmente.

Intanto le fabbriche vennero occupate e fu così arginata l’intraprendenza degli imprenditori, decisi a

ridimensionare il movimento operaio e sempre più propensi alla instaurazione di uno stato forte capace di

ripristinare l’ordine.In tale direzione premevano le tendenze nazionaliste.

Dopo il tentativo di occupare la città di Fiume per annetterla all’Italia,venne messa in evidenza la debolezza della

classe dirigente liberale.

NEL 1919 NACQUE UNA NUOVA FORZA POLITICA, FONDATA DALL’EX SOCIALISTA MUSSOLINI, IL FASCISMO. ( il

fascismo si allinea al nazionalismo e opera varie manifestazioni pubbliche)

Il programma si rifaceva alla tradizione democratica e socialista, come la richiesta di una assemblea costituente e

la partecipazione dei lavoratori alla gestione delle imprese.

Dopo una violenta guerra sociale che distrusse tutte le organizzazioni socialiste,vennero inclusi nei blocchi nazionali

alle elezioni del ’21, guadagnando consensi tra ceti medi,liberali e cattolici conservatori.

1921-22 l’impotenza dei successori di Giolitti al governo fece si che si compose un nuovo blocco sociale che si

saldava intorno al fascismo.Tale blocco era composto dai ceti medi ma egemonizzato dal patronato agrario e

industriale.

Il movimento operaio si divide x le reazioni armate squadriste che stavano dilagando

1921 estrema sinistra uscì dal partito (PSI) per costituire il PARTITO COMUNISTA D’ITALIA, esso rimase

 però minoritario

espulsione dei riformisti (leader Turati)

 si formò un gruppo favorevole al Commintern , diretto da Serrati ce poi si unì ai comunisti.

Definitivamente sconfitta l’opposizione di sinistra(fallimento partito socialista con le scissioni):

1921 il movimento dei Fasci costituì il Partito Nazionale fascista(PNF)

Mussolini fece convergere su Roma decine di ‘camicie nere’, con il re Vittorio Emanuele Orlando III;

 che ne sancì il successo e incaricò Mussolini di formare un nuovo governo.si trattò di un colpo di stato

reazionario appoggiato da tutti i poteri forti della società italiana(chiesa cattolica, apparati statali,

corona).

Arrivando al potere senza la maggioranza parlamentare, ma con l’uso della repressione e del consenso.

2.5 LA STABILIZZAZIONE DEL CONTINENTE EUROPEO

All’Europa dopo la guerra rimasero tre alternative.: rivoluzione, reazione e stabilizzazione

RUSSIA : optò per la rivoluzione

Italia: reazione

In Europa centro- orientale si formarono regimi autoritari e conservatori.

Le istituzioni rappresentative erano instabili (Jugoslavia,Grecia,Bulgaria,Romania), si dettero costituzioni

democratiche e vararono riforme elettorali e agrarie, ma l’arretratezza economica e sociale, la scarsa coesione e i

nazionalismi impedirono alle istituzioni liberali di attecchirvi.

Spagna e Portogallo in preda a gravi crisi finanziarie furono soggette a diversi tentativi di colpi di stato.

La stabilizzazione seguita alla crisi postbellica fu realizzata nella maggior parte dei paesi europei con corposi

mutamenti dei loro assetti politici. In particolare la stabilizzazione riguardò Francia e Gran Bretagna, che grazie ai

16

loro sviluppati sistemi economico-sociali e alla solidità dei loro assetti costituzionali, superarono il cataclisma della

guerra senza le drammatiche conseguenze, che colpirono gran parte dell’Europa.

LA RIVOLUZIONE RUSSA:(RIQUADRO)

L’Ottobre bolscevisco contraddisse l’idea che solo un avanzato livello di sviluppo capitalistico avrebbe reso possibile

la rivoluzione proletaria (tesi marxista).

I MONSCEVICHI fedeli a tale concezione non ritenevano la Russia pronta per il socialismo e quindi si mossero in

funzione di una rivoluzione democratico-borghese escludendo la possibilità di una conquista diretta del potere.

LENIN: giudicò necessario spezzare la catena imperialista nel suo anello più debole, pur essendo anch’egli scettico

sulle shance di una rivoluzione socialista in Russia, vi vedeva il preludio della rivoluzione mondiale da lui prevista

come conseguenza della guerra.

Tale previsione si rivelò illusoria e presto i bolscevichi scelsero la strada di una forzatura autoritaria delle strutture

dello stato che accentuò gli aspetti dittatoriali del loro potere.

Su tali contraddizioni si basano i dilemmi della rivoluzione d’Ottobre e i termini del dibattito del 1917.

CHAMBERLIN e CARR = l società russa non aveva i presupposti per una democrazia parlamentare e la vera

alternativa era tra il bolscevismo e una dittatura militare.

HILL = decisiva x le sorti della rivoluzione era la capacità di Lenin di rompere il rapporto di consenso e fiducia che

legava gli strati contadini ai social rivoluzionari.

HAIMSON = dimostra come gli scioperi verificatisi negli stabilimenti prima del 1917 avessero già messo in mostra il

consenso operaio attorno ai bolscevichi.

MEDVEDEV = sottolinea il carattere storicamente prematuro dell’esperimento socialista sovietico e la conseguente

necessità di concessioni politiche ed economico ai contadini.

LEWIN = la categoria di arretratezza non è sufficiente x capire la Russia zarista, il cui sistema sociale è definito

dalla coesistenza di forme molto arretrate , molto avanzate e dai loro condizionamenti reciproci. Il persistere di ceti

contadini e proprietari precapitalistici dovuto alla mancata trasformazione dell’agricoltura dopo il1861 impedì la

modernizzazione dello stato ma contemporaneamente si verificò un accelerato sviluppo industriale che portò

all’impoverimento dei contadini. E’ proprio la tensione fra questi due poli del sistema a spiegarne l’instabilità e le

crisi ricorrenti nel 1905 e 1917.

Tali contraddizioni passarono al nuovo regime e lo influenzarono.

1918 GRAMSCI:la rivoluzione bolscevica era contro la previsione marxiana di una rottura socialista.Ne veniva

esaltato il ruolo soggettivo del partito rivoluzionario.

FIGES: contesta la lettura in chiave giacobina e soggettivistica del fenomeno bolscevico.

Sono i contadini a schierarsi in larga maggioranza dalla parte dei bolscevichi nel corso della guerra civile,

decretandone la vittoria finale.

LE ORIGINI DEL FASCIMO IN ITALIA (RIQUADRO)

Dibattito sulle origini del fascismo è nato nel corso degli eventi e ha continuato a muoversi su due poli opposti:

CROCE = vede nel fascismo una sorta di malattia morale scaturita dalla guerra che produce il collasso

 dello stato liberale.

GOBETTI: interpreta il fascismo come una rivelazione, per uscire dal carattere elitario del Risorgimento

 che ha prodotto uno stato oligarchico e lontano dai cittadini.

TASCA: origini = Guerra

EFFETTI in cui vengono individuati i presupposti del successo fascista:

Una crisi economica e dello stato

 Crisi delle classi medi

 17

Acutizzarsi della lotta di classe

 Relativo equilibrio delle forze politiche

Per Tasca lo sbocco della crisi non era obbligato; l’Italia era pronta x una rivoluzione democratica e fu il fallimento

di questa ad aprire la strada al fascismo.

Tasca mette al centro della propria ricostruzione la responsabilità dei socialisti, non trascurando altri fattori quali:

Carattere dell’organizzazione armata

 Doti tattiche di Mussolini

 Complicità dello stato

 Paralisi del regime parlamentare

Importante è l’apporto del patronato agrario: reazionario e antipopolare, il fascismo ha infatti le sue basi nelle

classi medie, ma è il suo saldarsi a un’offensiva capitalistica che ne garantisce il successo ( = altra polarità che si

intreccia al fascismo di Croce e di Gobetti = rapporti tra fascismo e reazione capitalistica)

Queste tesi sono state respinte dalla maggior parte degli studiosi, per i quali l’ideologia nazionalista e

l’antisocialismo qualificano il fascismo in senso reazionario.

Dopo AA 60: dibattito si sposta sul fascismo al potere.

GENTILE = ha insistito sulla grande guerra come luogo di incubazione x una nuova religione politica fondata sul

mito della violenza e della morte.

VIVARELLI approfondisce il tema delle origini: attua una riflessione su tutta la storia dell’Italia liberale, si schiera

con le tesi dell’interventismo democratico per cui la guerra fu uno scontro tra militarismo e democrazia. E ne

deduce che la vittoria dell’Intesa avrebbe aperto la strada al principio della sovranità popolare.

Se la crisi del dopoguerra si risolve con l’avvento del fascismo lo si deve alla classe dirigente liberale e

all’opposizione socialista.

CLASSE LIBERALE: viene meno ai suoi compiti non risolvendo la questione contadina e il problema della

nazionalizzazione delle masse.

OPPOSIZIONE SOCIALISTA: è l’espressione di un’arretrata società rurale che è smp stata dominata da istanze

massimaliste incompatibili con le istituzioni liberali.

CAP 3 ECONOMIA E SOCIETA’ NELLE GUERRE

3.1 LA NASCITA DELLA SOCIETÀ DI MASSA

Nella grande guerra L’economia, la società e lo stato ne erano usciti trasformati perché avevano acquisito una

dimensione di massa.

La società di massa che si affermò come il connotato fondamentale del Novecento presentava dei tratti distintivi,

determinati da:

Sviluppo dell’industria

 Contrazione dell’agricoltura e da una spettacolare crescita del settore terziario.

Tra gli effetti :

Nascita di un nuovo tipo di classe operaia.

 Crescita quantitativa dei ceti medi ( causa = sviluppo industriale + espansione del terziario + ampliamento

 delle funzione dello stato) = fenomeno più caratteristico di questa fase storica.

Le divisioni della società furono meno nette che nel passato perchè vennero attenuate e compensate dai processi

di unificazione del corpo sociale attivati dallo stato e dai nuovi mezzi di comunicazione di massa.

La società massificata si affermò con tempi, forme e intensità variabili, legate al grado di modernità delle diverse

società occidentali. 18

Tale società era di tipo dicotomica, basata sulla centralità di due classi, destinate ad assorbire tutte le altre:

Proletariato e Borghesia.

Nel Novecento furono i ceti medi ad avere un ruolo centrale, proiettando sull’intero corpo sociale i loro valori e

modelli di comportamento.

Vi fu un cambiamento delle professioni liberali(avvocati, medici e insegnati).Nacquero nuove figure legate alla

crescita dei bisogni urbani e delle funzioni municipali.

Si svilupparono le associazioni di categoria e gli ordini professionali per controllare l’accesso e il loro servizio, tali

organismi divennero i garanti dell’autonomia dei loro associati.

Tra le varie posizioni lavorative vi erano dislivelli di reddito e di status che sottolineano il carattere ambiguo della

categoria di ceto medio.

VEICOLI DELL’UNIFICAZIONE:

Ceto medio si distingueva dai lavoratori manuali.

 Imporsi di un modello produttivo basato sui consumi, sollecitato dalle aspirazioni dei ceti medi che ne

 furono i principali destinatari.

Lo sviluppo dei consumi di massa fu impetuoso tanto che gli strati inferiori della società mostrarono una

propensione a imitare i modelli di comportamento dei ceti medi.

Tra le due guerre mondiali la CLASSE OPERAIA crebbe e in Occidente divenne la componente maggioritaria della

forza lavoro.

Cambiò la sua composizione interna(aumentarono i lavoratori non qualificati, rispetto a quelli di mestiere)

 La ristrutturazione aziendale e le nuove forme di organizzazione del lavoro introdotte nella grande

 industria modificarono le caratteristiche di entrambe le categorie e i loro rapporti reciproco.

I ritmi di lavoro e le mansioni dei non qualificati furono subordinati alle macchine.

 Operai qualificati persero il loro ruolo di addestramento e di direzione dei non qualificati.

CAUSA: accentuata frammentazione del ciclo produttivo e della conseguente parcellizzazione del lavoro-

EFFETTI: definitiva affermazione del sindacato d’industria.

Oggetto di contrattazione = salario

Come sottolinea il sociologo Bauman tra Ottocento e Novecento l’attenzione del movimento operaio, passò dalla

lotta per la modifica dell’organizzazione del lavoro a quella per la conquista di redditi più alti, per poter accedere al

consumo delle merci rese disponibili dalla produzione industriale di massa a costi vantaggiosi.

Ci fu: Diminuzione degli addetti all’agricoltura.

 Ridimensionamento del settore primario.

COSA CONTENNE IL DECLINO: risarcimento del tributo pagato ai contadini alo sforzo bellico e mirato a una

stabilizzazione economica e sociale delle campagne.

In tutti i principali paesi europei lo stato cercò di aiutare la formazione della piccola proprietà contadina e ne tutelò

la sopravivenza, anche se il suo intervento si rivelò insufficiente ad arrestare l’esodo rurale.

STATI UNITI: mito del MELTING POT per indicare il processo d’integrazione di gruppi diversi x etnia, cultura,

provenienza e tempi d’immigrazione.Il fenomeno fu mediato dallo sviluppo economico e dai processi accelerati di

crescita dei consumi privati e di mobilità sociale.

VARI STATI EUROPEI nacque un moderno ‘stato sociale’, che oltre a chiedere ai cittadini l’assolvimento dei compiti

degli obblighi di leva, pagamento imposte, interveniva per migliorare le condizioni di vita dei ceti più deboli,

offrendo ai cittadini occasioni e strumenti di vita collettiva.

Per questi obiettivi lo stato dette il via al processo di ‘nazionalizzazione delle masse’, avvalendosi dell’uso dei mezzi

di comunicazione di massa(stampa,cinema e radio).

3.2 PRODUZIONE IN SERIE, NUOVA ORGANIZZAZIONE DEL LAVORO E SVILUPPO ECONOMICO 19

Fra guerra e dopoguerra negli Stati Uniti si attivò un circolo virtuoso tra produzione e consumo: la produzione in

serie di beni di consumo durevole(auto, elettrodomestici), tenevano bassi i prezzi di queste merci, mentre

occupazione e salari alti consentivano l’acquisto anche alle classi lavoratrici.Condizione del consumo di massa era la

produzione in serie di oggetti standardizzati, ovvero contraddistinti da un numero limitato di modelli e formato.

La produzione in serie di oggetti standardizzati, si ebbe con le prime catene di montaggio.

TALI CAMBIAMENTI SI REALIZZANO INSIEME AD ALTRI CAMBIAMENTI:

Ricorso a forme di energia come l’elettricità e il petrolio al posto del carbone

 Ridimensionamento industria postbellica più legata alla guerra a favore di settori come quello chimico e

 metalmeccanico.

Intensificazione dei processi di concentrazione economica e finanziaria

 Accanto ai trust e ai cartelli comparvero le holdings che concentrano nelle proprie mani i pacchetti azionari

 delle maggiori imprese, accentuando l’intreccio tra banca e industria.

STATI UNITI: varo di leggi anti trust che limitavano il potere delle maggiori corporation difendendo la possibilità

delle imprese + piccole di operare sul mercato.

EUROPA: lo sviluppo economico si fondò sula contrattazione tra grande impresa e sindacati, mediata dallo stato.

RISULTATI:

Gli imprenditori riuscirono a far accettare alla controparte l’organizzazione “scientifica” del lavoro.

 Operai ottennero aumenti salariali.

Negli Stati Uniti si inizia a parlare di ‘CAPITALISMO ORGANIZZATO’, riferendosi al patto sociale tra poteri

dell’economia e della politica, dal quale restavano esclusi gli operai di piccole e medie aziende, lavoratori non

qualificati, e la massa dei disoccupati.

Nel dopoguerra in Europa regnavo il debito pubblico e l’inflazione, diminuendo la produzione e il potere d’acquisto

dei consumatori. Il paese più sofferente fu la Germania(generando un clima di paura e incertezza favorevole per

l’avvento di Hitler).

Per risolvere l’insolvenza tedesca (che non pagava il debito della prima guerra mondiale, che servivano alle potenze

europee z saldare i debiti con gli USA), gli Usa vararono nel 1924 IL PROGRAMMA DI INVESTIMENTI

‘’DAWES’’,attivando un flusso di capitali dagli stati uniti alla Germania e da esse alle sue potenze creditrici, e da

queste di nuovo agli Usa.

Tale meccanismo sorresse la ripresa europea ma contribuì a determinarne la fragilità.L’intervento statunitense

rispondeva agli interessi del mondo imprenditoriale e non metteva in discussione la scelta isolazionista dei governi

repubblicani.

Il sistema del GOLD EXCHANGE STANDARD(1925), = politica monetaria Gran Bretagna che prevedeva che all’oro

si affiancasse la sterlina come mezzo di pagamento internazionale(le banche centrali di ogni nazione, potevano

ancorare il valore della propria valuta, alla sterlina oltre che all’oro).

SCOPO: controllo inflazione e assestamento del bilancio statale.

EFFETTO:rigidità nei rapporti di scambio tra le valute e limitò gli spazi di manovra delle autorità monetarie

nazionali x controllare i rispettivi cicli economici attraverso le leve del tasso di interesse e della svalutazione.

3.3 LA CRISI DEL 1929 (crollo di wall street)

Il 24 ottobre 1929 l’indice della borsa di New York crollò verticalmente, ribassando del 50% il valore dei più

significativi titoli azionari scambiati. Tutto ciò fu il risultato di una febbre speculativa che aveva raggiunto livelli

elevatissimi negli anni precedenti.

1928:Gli investitori acquistavano azioni con l’obiettivo di rivenderle a breve scadenza nella certezza di lucrare facili

guadagni.La crescita del mercato della borsa era perciò maggiore di quella della produzione e del consumo:il valore

dei titolo si gonfiava senza alcun rapporto con i valori economici reali.

EFFETTO CROLLO DELLA BORSA: 20

Ripercussioni sul sistema bancario:in preda al panico, i risparmiatori corsero a ritirare i propri depositi,

 provocando il fallimento di migliaia di istituti di credito e il blocco degli investimenti.

Effetti pesanti nell’industria, la cui produzione venne dimezzata in 3 anni, i prezzi dei prodotti industriali

 vennero dimezzati

Calo della produzione agricola rese insufficiente l’approvvigionamento delle città.

 dal punto di vista sociale, produsse un aumento forte della disoccupazione.

 Si propagò su scala nazionale L’assenza di un centro regolatore del sistema economico mondiale di

 fondava sui rapporti di interdipendenza tra le diverse economie nazionali.

CHI NE RIMASE PIU’ COLPITO:

Germania, dove erano maggiori la dipendenza dagli investimenti americani e la fragilità del sistema

 economico.

Paesi produttori ed esportatori di materie prime e derrate agricole , come Argentina e Brasile.

COSA EMERSE: sviluppo ineguale del sistema economico mondiale che penalizzava i paesi periferici, costretti ad

esportare a prezzi sempre più bassi e non più in grado di importare manufatti dai paesi più forti.

GRAN BRETAGNA: risolsero la crisi creata dal gold Exchange standard grazie alle misure di svalutazione delle

monete con cui i governi cercarono di contrastarla.

1931 la Gran Bretagna svalutò la sterlina.

Tali provvedimenti miravano a favorire le esportazioni, ma furono accompagnati d a politiche volte a difendere i

rispettivi prodotti. EFFETTO: crollo del commercio internazionale che avrebbe ricominciato a crescere al termine

della seconda guerra mondiale.

Nel ’29-’32 gli Usa vararono un progetto di riforma del sistema capitalistico ‘New Deal’

assegnò allo stato compiti di regolamentazione dell’economia e di intervento a sostegno delle fasci più

 deboli della popolazione;

ridimensionò il potere delle grandi cooperazioni

 costruì un modello di stato sociale, introducendo assicurazioni contro le malattie, indennità di

 disoccupazione e altri ammortizzatori sociali.

Le opere pubbliche crearono nuovi posti di lavoro rialzando il livello di salari e consumi.

Tuttavia nel breve periodo, la riforma del capitalismo nei paesi democratici risollevò parzialmente gli equilibri

economico-sociali provocati dalla crisi.

3.4 La cultura del Novecento. La ferita della guerra.

Numerosi sono gli autori di opere letterarie di spicco, che riguardavano il tema della guerra. Nel 1927 mentre Hitler

Tradimento dei chierici’

muoveva i primi passi, il francese Benda scrisse ‘ alludendo agli intellettuali che avevano

‘Sei personaggi in

appoggiato,gli odi razziali, l’intolleranza politica, il fanatismo di massa della guerra. Pirandello nei

cerca d’autore’(1921) evidenziava lo spaesamento del ceto medio italiano e europeo, alla vana ricerca di punti di

Il tramonto dell’Occidente’

riferimento nel proprio percorso individuale e collettivo. Mentre Spengler nel ‘ raccoglieva

l’eredità della guerra come un segnale di esaurimento del ciclo vitale dell’intera civiltà Europea, per lasciare il passo

ad altri popoli e culture. Il grande successo per tali opere così diverse tra di loro, stava nella loro sintonia, nel loro

senso comune(grande voglia di rifuggire dalla scena pubblica dell’impegno civile e politico senza rimedio dalla

‘’Viaggio al termine della notte’’

tragedia della guerra). In Ferdinand Celine ebbe grande successo per lo stile

dissacrante e anarchico del protagonista, ma anche per l’importanza decisiva che il romanzo attribuiva alla guerra

come censura epocale del tempo moderno. Importante fu anche nel 1913 le parodie dell’attore charlie Chaplin, la

addio alle armi(1929)’

musica jazz statunitense e i romanzi di Ernest Hemingway: ‘ dedicato alla partecipazione

‘’Per chi suona la campana (1940)’

americana alla grande guerra; e che rappresentò l’epopea repubblicana

antifranchista con nuovi accenti, lontani dall’ideologia e dalla propaganda.

CAP 4 GLI STATI UNITI 21

4.1 GLI STATI UNITI COME UNA POTENZA MONDIALE.

Il primo conflitto mondiale segnò una svolta nei rapporti di forza economica tra gli Stati Uniti e il resto del mondo. I

paesi europei erano indebitati fino al collo per sostenere lo sforzo bellico, soprattutto con gi Stati Uniti. Inoltre, vi

furono vari investimenti esteri da parte dell’Europa.

Gli Stati Uniti ebbero meno morti rispetto al resto delle nazioni ed il suolo del paese rimase immune da ogni

devastazione.

Oltre a tali motivi gli Stati Uniti sono diventati una superpotenza x:

Trasformazioni strutturali dell’economia

 Importanti mutamenti del commercio internazionale.

Tale aumento d’importanza economica si accompagnò a una politica di isolazionismo

CAUSA = paura e diffidenza per le condizioni politiche dell’Europa.

La radicalizzazione dei conflitti sociali che si erano scatenati nei diversi paesi europei alla fine della guerra alimentò

tale paura, aggiungendovi il timore che un contagio rivoluzionario si propagasse dalla Russia dei soviet anche negli

Stati Uniti.

Tendenze come ‘la paura dei rossi’ si combinarono con‘l’americanismo’, sviluppando un sentimento di orgoglio

nazionale, misto a un senso di rivincita e separazione dalla civiltà europea.

Tutto ciò portò a un forte risentimento nei confronti del presidente democratico Wilson e la sua politica estera che

tendeva ad assegnare agli Stati Uniti il ruolo attivo di custode e garante di un nuovo ordine internazionale.

1920 la maggioranza repubblicana del senato respinse il trattato di Versailles e non ratificò l’adesione alla Società

delle Nazioni, voluta da Wilson.

Il nuovo presidente Harding confermò la spinta isolazionista

1921 vennero approvate misure protezionistiche come l’aumento dei dazi doganali sulle importazioni, e delle leggi

sull’immigrazione .

1919 al ’33 la fu vietata la fabbricazione e la vendita di alcoolici.

L?insieme di questi provvedimenti esprimeva una preoccupazione per l’integrità e la saldezza morale americana.

Nacque il ‘Ku klux klan’ coniugava la difesa dell’americanismo col razzismo, praticando la violenza nei confronti

degli avversari nemici.

Il proibizionismo favorì la diffusione di organizzazioni criminali(gangester), dedite al contrabbando di alcoolici e

gestione del gioco d’azzardo e della prostituzione(Al capone).

4.2. IL BOOM DEGLI ANNI VENTI: AMERICANISMO E FORDISMO.

La vera ragione del nuovo ruolo economico internazionale degli Stati Uniti stava nella crescente potenza del loro

apparato industriale, ci fu un abbassamento della disoccupazione e un importante incremento della produttività.

Decisive furono le innovazioni tecnologiche applicate alla produzione di serie, e una razionale organizzazione del

lavoro, ‘taylorismo’. Specialmente nei nuovi settori industriali, particolarmente in quello automobilistico

l’applicazione del taylorismo di accompagnò a una crescita degli investimenti in macchinari, impianti e attrezzature.

Tale sistema economico, si basava sull’idea di una crescita spontanea dell’economia e si trovò del tutto impreparato

ad affrontare il crollo della borsa nell’ottobre del ’29.

Il presidente Hoover dopo aver scongiurato l’accaduto, riducendolo ad una crisi congiunturale, nel giugno del ’30,

nel disperato tentativo di proteggere l’industria nazionale, alzò le già consistenti barriere doganali contro

l’importazione di merci straniere, per proteggere l’industria nazionale e bloccare la disoccupazione (tentavo inutile e

disperato).

La recessione si estese rapidamente(13 milioni di disoccupati) tra il 32-33. Nel Novembre ’32 le elezioni furono

vinte da una maggioranza molto ampia dal democratico Franklin Delano Roosevelt.

4.3 ROOSEVELT E IL NEW DEAL.

Dal 1928 ROOSVELT : governatore dello stato di New York 22

Nel suo discorso inaugurale il nuovo presidente propose al popolo degli Usa, un New Deal “nuovo patto” perché

occorreva abbandonare il liberismo dei governi repubblicani e impegnare lo stato in una lotta contro la

disoccupazione.

I provvedimenti più urgenti furono:

Svalutazione del dollaro

 Riordino della circolazione monetaria per controllare l’inflazione.

 Introduzione di controlli sul mercato azionario

 Venne creata una società pubblica per le garanzie assicurative dei piccoli risparmiatori, approvata una

 legge per l’agricoltura per regolare la produzione ed evitare gli eccessi.

Agricoltura :venne creata una legge che prevedeva l’intervento dello stato per regolare la produzione ed

 evitarne gli eccessi e per finanziare le ipoteche su case e terreni limitando i fallimenti dei contadini.Le

agevolazioni al lavoro agricolo si combinarono a facilitazioni creditizie che dilaniarono l’attività delle

campagne.

TENNESEE VALLEY AUTHORITY: ente pubblico incaricato di grandi opere idrauliche, di rimboschimento e

irrigazione per regolare le acque del Tennessee e sfruttarle x la produzione di energia elettrica.

EFFETTO: il suo successo incoraggiò Roosvelt a dirottare consistenti quote di bilancio nei lavori pubblici x creare

occupazione e quindi di sostenere i consumi e la produzione.

NATIONAL INDUSTRIAL RECOVERY ACT

Nel ’33 con una LEGGE ; venne creata un agenzia governativa preposta

alla politica industriale, i cui compiti andavano dalla definizione di nuove norme in materia di conflitti sindacali, allo

stilare dei codici di comportamento per una concorrenza ‘leale’ tra le imprese.

35 legge dichiarata anticostituzionale perché lesiva all’autonomia dei singoli stati e della libertà d’impresa.

Fu uno dei momenti di maggior conflitto tra la politica del nuovo presidente e gli interessi del decennio

rpubblicano.

Da tale sconfitta emergeva la FILOSOFIA DI FONDO DEL NEW DEAL: idea di un capitalismo democratico che

costituisce un’alternativa di sistema sia alle dittature fasciste sia al socialismo sovietico. Si trattava di un capitalismo

parzialmente regolato dall’intervento statale x attenuare le differenze e le sofferenze sociali più gravi.

Senza toccare i principi della libertà economica e politica, il potere esecutivo si impegnò in un’opera di mediazione

tra gli interessi :

Delle grandi corporation

 Della massa dei salariati dell’industria

 Dei piccoli proprietari terrieri.

ROOSVELT dovette fronteggiare anche la crescente opposizione di una sinistra populista che sosteneva la

ridistribuzione delle ricchezze attraverso provvedimenti autoritari di esproprio e nazionalizzazione delle grandi

potenze economiche.

In vista della scadenza del mandato presidenziale, Roosevelt accelerò la realizzazione del suo programma; con tre

importanti provvedimenti nel ’35(SECONDO NEW DEAL).

EFFETTO = tre provvedimenti:

1) costruzione di un ente governativo per il coordinamento di un piano sistematico di opere pubbliche

‘National Industrial Recovery act’,

2) il ‘Wagner Act’ che rispose al veto della Corte Suprema difendendo la

libertà delle organizzazioni sindacali, stabilendone i criteri di rappresentanza, legittimandone il ruolo

istituzionale nella contrattazione collettiva dei rapporti di lavoro.

Social Security Act

3) , che stabilì un regime di collaborazione tra autorità federale e singoli stati per costruire

fondi per anziani, disoccupati, invalidi.

Attraverso imposte sui salari e contributi dei datori di lavoro fu così attuato il principio dell’assicurazione

pensionistica, anche se limitatamente ai lavoratori dell’industria.

EFFETTO: rafforzamento del potere contrattuale dei lavoratori sul piano delle relazioni industriali sia sul piano

economico. 23

SOSTENITORI DEL NEW DEAL: movimento sindacale che recuperò la forza e l’autorità perduta nel decennio

repubblicano.

CHI SI SENTI’ MINACCIATO: i grandi imprenditori

34 i profitti delle imprese ricominciarono a salire.

Dopo la conferma del proprio mandato(nel ’36 )la strada non fu in discesa. Si avviò una politica di contenimento

della spesa per ridurre il deficit di bilancio, in notevole aumento. Nel ’37 una nuova congiuntura recessive fece

alzare la disoccupazione e crescere l’opposizione repubblicana (nel ’38). Nel gennaio del 1939 Roosevelt chiese al

Congresso un significativo aumento delle spese militari: per riassorbire la disoccupazione e potenziare l’industria

bellica(necessità impellente visto il precipitare della situazione internazionale).

IL NEW DEAL (RIQUADRO)

Scuola progressista ha tracciato una distinzione tra :

primo New Deal. Compreso nell’ottica della ricostruzione e della ripresa economica in termini tradizionali

 Secondo New Deal avviato nel 35 che mise in moto un processo riformatore in senso antimonopolistico.

IDEA LIBERALE:sostenuta da Flynn. Nella trasformazione dello stato in accumulatore e investitore , avvenuta

con il New Deal, si espresse una deviazione dello stato estranea alla tradizione liberista americana e + vicina

alle esperienze dittatoriali europee.

POSIZIONE INTERMEDIA: SCUOLA DEL CONSENSO che ha sottolineato l’eccezionalismo della storia degli USA

rispetto ai modelli europei.

Tale visione della storia americana ne ha enfatizzato i dati peculiari:

Assenza di stratificazioni giuridiche feudali e quindi di ceti nobiliari

 Capacità di comporre profonde diversità etniche e culturali in un quadro comune di cittadinanza

 democratica.

HOFSTADTER: In accordo con tali orientamenti ha visto nel New Deal il frutto della strategia politica di Roosvelt tra

gli interessi contrapposti delle organizzazioni sindacali e delle grandi corporation.

PUNTO DI NOVITA’ DEL NEW DEAL: nuova alleanza tra mondo intellettuale ed economico, resa necessaria dalla

crisi del 1929.

PUNTO DI CONVERGENZA: società senza classi entro la quale ciascuno potesse essere artefice del proprio futuro.

SHLESINGER: sintesi tra teoria progressista e quella di Hosftadter.

Ha ricollegato la dicotomia tra popolo e monopoli ai due partiti tradizionali, quello democratico e quello

 repubblicano.

Ha sottolineato la natura sperimentale e antideologica della politica di Roosvelt.

Seconda metà anni 60 New Deal criticato da parte della nuova sinistra studentesca e giovanile.

LEUCHTENBURG: la politica di Roosvelt rappresentò solo una mezza rivoluzione, incapace di aggredire e

modificare i meccanismi di fondo, i rapporti di potere e le gerarchie sociali dell’economia americna.

HAWLEY: ha visto nei mandati presidenziali di Roosvelt il succedersi di tre fasi distinte corrispondenti al

prevalere di altrettanti orientamenti diversi:

Fase di pianficazione ( fino al 1935)

 Lotta consapevole al monopolio ( tra 34 e 37)

 Applicazione degli indirizzi keynesiani in materia di spesa pubblica alla vigilia della guerra.

Secondo Hawley furono le regole dello scambio politico a impedire il predominio di un orientamento sugli altri.

COMKYN: ha ricondotto l’insufficienza riformatrice della politica della politica di Roosvelt a una carenza di fondo

della cultura progressista americana che rimase dipendente dalla logica del profitto e finì quindi x assumere come

priorità il rilancio dell’impresa pvt piuttosto che obiettivi di trasformazione sociale. 24

5. L’EUROPA TRA DEMOCRAZIA E AUTORITARISMO

5.1 LA GRAN BRETAGNA

Nel periodo tra le due guerre la Gran Bretagna = modello di sistema politico democratico, fondato sull’alternanza

dei partiti di governo.

1918 una riforma elettorale fece alzare considerevolmente il numero degli elettori, per la prima volta votarono

anche le donne con più di 30anni, insieme a strati consistenti della classe operaia EFFETTO= vittoria della

coalizione dei conservatori e liberali guidata da Lloyd George.

Il partito laburista perse a causa di una legge elettorale rigidamente uninominale.

Si consolidò il moderatismo del movimento operaio, mentre il partito comunista fondato nel 1920 rimase sempre

una forza irrilevante.

La capacità inclusiva del sistema politico trovò un limite nella questione irlandese. La guerra aveva fatto rinviare

L’HOME RULE ( autogoverno concesso nel 1914) e una rivolta scoppiata nel 1916 fu repressa.

1919 proclamata indipendenza dell’Irlanda , scatenando la repressione inglese terminata nel ’21 col riconoscimento

delle stato libero d’Irlanda, riconosciuto come dominion ( comunità associata all’impero britannico, ma con un

proprio parlamento e poteri autonomi) da Londra.

La recessione e la disoccupazione portò alle elezioni del ’22-’23 all’avanzamento dei laburisti col governo McDonald

nel ’24.

I conservatori tornati al governo col premier Baldwin e il ministro Churchill, attuarono una politica economica di

rigore per restituire alla sterlina la supremazia internazionale: ci fu il raggiungimento della parità aurea e la valuta

inglese potè riprendere la propria funzione guida nel gold Exchange standard.

EFFETTO = per le miniere l’impiego di nuove fonti di energia, la contrazione dei mercati esteri e i riflessi negativi

sulle esportazioni di una sterlina nei mercati esteri ipervelalutata costituirono fattori di crisi.

Il rigore dei Conservatori,che esclusero misure protezionistiche a favore dell’industria nazionale, non riuscirono a

portare il paese fuori dalla stagnazione economica(nel ’31 aumentarono disoccupazione, e il debito della banca

d’Inghilterra e il bilancio dello stato era in ‘rosso’). MacDonald formato un governo di unità nazionale(4laburisti, 4

conservatori, 2 liberali), adottò pesanti tagli alla spesa pubblica,prelievi sugli stipendi pubblici.

1931 abbandonata la parità aurea la sterlina si svalutò di un terzo, con l’aumento degli investimenti e delle

esportazioni e la creazione del Commonwealth.

1935 MacDonald fu sostituito alla guida del governo dal conservatore Baldwin e due anni dopo ci fu CHAMBERLAIN

5.2 LA FRANCIA

La Francia aveva vinto la guerra ,ma non ne era uscita in condizioni molto migliori della Germania.

Per pagare la ricostruzione Parigi dipendeva in buona misura dalle riparazioni di guerra pagate dalla Germania e dai

prestiti degli alleati. Non riuscivano a coprire le uscite.

Il governo di centro destra avviò una politica deflattiva di riduzione delle spese e stabilità monetaria e sciolse la

Confederazione generale del lavoro.

EFFETTO: non si ridusse il deficit di bilancio inoltre, la radicalizzazione sociale e i limiti della politica governativa

spinsero gli investitori a disfarsi dei capitali in valuta francese, cosicchè i prezzi salirono e il franco si deprezzò.

EFFETTO: favorì il cartello delle sinistre formato dai socialisti e radicali che nel 1924 conquistarono la maggioranza.

HERRIOT: la sua politica di governo fu incerta e la richiesta socialista di un prelievo fiscale sui capitali venne

osteggiata dal mondo finanziario e dal Senato.

1925: CADE IL GOVRENO

 La sterlina si alzò vertiginosamente

 25

POIMCARE’ alla guida dell’esecutivo che formò un governo di unità nazionale senza i socialisti.

1928:ottenuti i consensi necessari per invertire la politica economica il franco venne svalutato

EFFETTI:

Maggiori esportazioni

 Bilancio dello Stato tornò in attivo

1930: Aumento degli immigrati che fa crescere la popolazione.

 Intorno alle grandi città nascevano i sobborghi operai.

 Mondo rurale rimase legato alla piccola proprietà e orientato all’autoconsumo.

EFFETTI CRISI DEL 29: ( wall strett in Usa che ebbe ripercussioni su tutto il mondo)

Sterlina e dollaro si svalutarono penalizzando le esportazioni,

 La produzione industriale scese sotto i livelli postbellici e i conti pubblici erano in rosso.

Dal ’29-’32 :

Si succedettero 8 governi di centro-destra,che cercarono di evitare una crisi occupazionale, con misure

 protezionistiche e severe limitazioni delle uscite a scapito di pensioni e stipendi pubblici.

Varata l’assicurazione contro le malattie,anzianità e infortuni,

EFFETTI: Diminuzione della disoccupazione.

 Redditi e salari reali scesero , ne derivò un malcontento del ceto medio che fece salire le opposizioni

 di sinistra.

I dissensi tra radicali e socialisti aprirono una fase d’instabilità, mentre la vittoria di Hitler dava nuovo impulso

all’estrema destra.

Nel ’34 sotto la guida di THOREZ, il PARTITO COMUNISTA, strinse un patto di unità d’azione con i socialisti ( fino

ad allora considerati nemici della classe operaia) formando il Fronte popolare con a capo il leader Blum (socialista)

promosse:un accordo sindacati-imprenditori, che portò ad:

Aumenti salariali

 40 ore di lavoro settimanale

 La nazionalizzazione dell’industria bellica e un ufficio del grano che regolamentò i prezzi e il mercato dei

 cereali.

Nel ’37 il governo Blum si dimise, (per il senato che respinse la richiesta di poteri fiscali straordinari); gli accordi di

Monaco firmati dal nuovo premier Daladier, posero fine al Fronte popolare, perché i radicali li approvarono, i

socialisti si astenettero e i comunisti vi si opposero.

5.3 LA GERMANIA DI WEIMAR

DOPO ELEZIONE DELL’ASSEMBELA COSTITUENTE: governo tedesco affidato ad una coalizione tra

socialdemocratici e partiti di centro.

SITUAZIONE:

La congiuntura economica era stata aggravata dal trattato di Versailles

 26

In parlamento vi erano opposizioni di sx e dx che non riconoscevano piena legittimità alla repubblica

 Comunisti puntavano ad una rivoluzione proletaria

 A destra il Partito Nazionale tedesco del popolo e il Partito tedesco del popolo esprimevano un

 risentimento reazionario contro la Repubblica, che ritenevano corresponsabile della pace punitiva imposta

al pese

La costituzione promulgata nel 1919 dette alla Repubblica di Weimar un regime federale, dando larga autonomia ai

17 stati regionali(lander).

Il parlamento era : Reichstag

Bicamerale con un eletto a suffragio universale maschile e femminile

 Reichsrat Lander. (stati federali)

Un composto dai delegati dei

 Il presidente della repubblica era eletto direttamente, con ampi poteri, che gli consentivano di emettere

 ordinanze con valore di legge.

IL PRIMO OBBIETTIVO DELLA REPUBBLICA fu il ripristino della tutela della legalità.

1920: i gruppi paramilitari che avevano represso nel 1919 l’insurrezione dell’estrema sinistra guidati da Kapp

,

( politico di estrema destra) tentarono senza successo un colpo si stato.

Alle successive elezioni la SPD (partito socialdemocratico tedesco) fu sconfitta, mentre crebbero le opposizioni di

sinistra e di destra.

Il PARTITO CATTOLICO DEL CENTRO ruppe l’alleanza con i socialisti e costituì un governo minoritario, assieme al

Partito Tedesco del Popolo.

DIFFICLTA’ POLICA ESTERA AGGRAV0’ I CONFLITTI CHE PONEVANO IL PAESE SULL’ORLA DI UNA GUERRA

CIVILE: Nel ’23 l’occupazione della Ruhr, da parte delle truppe franco-belghe, per ritorsione per il mancato

pagamento delle riparazioni, umiliò la repubblica, minandone il consenso, lasciando piombare la Germania in una

inflazione e disoccupazione mai vista prima.

Solo grazie a Stresemann che avviò una politica di risanamento finanziario, creando una nuova valuta

Rentenmark, (convertibile su ipoteche e immobili), l’inflazione tornò nella norma, col sostegno del suo ‘creditore’

principale ovvero, gli Stati Uniti, inoltre le venne ridata la Ruhr.

Nel ’25 il Trattato di Locarno sancì una distensione dei rapporti franco-tedeschi, sancendo l’intangibilità delle

frontiere tra Germania, Francia e Belgio e la smilitarizzazione della Renania.

La Germania firmò degli arbitrati con: Francia, Gran Bretagna,Belgio, Cecoslovacchia e Polonia ed entrò a far parte

della società delle Nazioni.

Alle elezioni presidenziali del ’25 la vittoria di Hindenburg, segnò lo spostamento a destra dell’elettorato, ma

l’instabilità dei governo repubblicani non venne meno.: dal 19 al 28 i tedeschi andarono 5 volte alle urne, col

parlamento paralizzato dall’opposizione delegittimante della sinistra comunista e della destra nazionalista.

5.4 L’EUROPA CENTRO-ORIENTALE

La sistemazione postbellica aveva lasciato molti problemi nei paesi dell’Europa centro-orientale.

I nuovi stati costruiti anche in funzione antitedesca erano deboli e spesso minati da contrasti etnici interni, che in

alcuni casi(Polonia, Ungheria) prendevano a bersaglio le minoranze ebraiche. La struttura sociale rispecchiava, in

genere un agricoltura arretrata, dominata da una proprietà autoritaria e chiusa all’innovazione. Solo in Romania e

Bulgaria la distribuzione delle terre ebbe dimensioni rilevanti. In tale quadro fecero eccezione l’Austria e la

Cecoslovacchia, contraddistinte da una importante base industriale, ma ciò non valse ad evitare la fine della

democrazia alla prima e la perdita dell’indipendenza alla seconda.

Austria: forte divisione tra città e campagna.

1919: alle elezioni vinsero i socialisti ma nel 21 furono espulsi dal governo e ci fu una situazione economico-sociale

pessima. 27

RIPERCUSSIONE IN AUSTRIA DELLA CRISI DEL 29:

Crollo di un’importante banca

 Accentuazione delle propensioni filotedesche e filonaziste dei nazionalisti

1932: Sale al governo il partito nazista tedesco (vince le elezioni di Vienna)

 Governo cristiano-sociale DULFUSS vara una costituzione che attribuiva poteri dittatoriali al governo e

 scioglie il partito nazista e socialista.

1934: insurrezione delle forze di sinistra venne repressa e segnò la sconfitta del movimento operaio. DULFUSS

assassinato nel corso di un fallito colpo di stato nazista.

IL NUOVO CANCELLIERE SCHUSCHNIGG :

Ne proseguì l’opera inserendo la Heimwer (raggruppamento, poi partito politico, di estrema destra sorto in

 Austria dopo la prima guerra mondiale e basato su formazioni paramilitari di carattere regionale) nella

struttura statale,

Ma l’asse tra Roma e Berlino stipulato nel 1937(Patto d'amicizia formale e vago, ma di grande valore

 politico, sanciva il primo concreto avvicinamento tra i due paesi, divisi in precedenza dalla questione

austriaca e dalla collocazione rispettiva nel quadro delle potenze europee) privò l’indipendenza austriaca

del sostegno che l’Italia le aveva garantito in funzione antitedesca.

CECOSLOVACCHIA:

Consolidò la democrazia

 Politica di riforme

 Sistema amministrativo fondato sulle autonomie delle province che permise di contenere le

 tensioni derivanti dalle differenze etniche , religiose e culturali del Paese.

1930: conflitti etnici si aggravarono per effetto della crisi economica.

POLONIA:

Con trattato di Versailles aveva frontiere sicure a occidente ma senza confini definiti ad est

 La linea di Curzon assegnava la sovranità del paese a regioni abitate in maggioranza da polacchi , ma il

 movimento nazionalista ( guidato da Pilsudski)rivendicò i territori orientali anticamente appartenuti alla

Polonia impegnando nel 20 in una guerra senza risultati con la Russia sovietica.

PIlsudski fa colpo di stato e instaura una dittatura.La Polonia rinase un regime autoritario anche dopo la

 sua morte (1936)

UNGHERIA:

Horthy proclamato reggente = instaurò regime autoritario che si oppose con successo ai tentativi di un

 colpo di stato della dx fascista e nazionalista, fautrice di una revisione dei trattati di pace.

Problema di fondo rimase la questione agraria

 Movimento nazista delle croci frecciate si affermò come la maggiore forza di opposizione.

ROMANIA:

Problema della questione agraria, dove x tutti gli anni 20 si contrapposero:

+ partito liberale di Bratianu 28

+partito contadino di Maniu

Introduzione di leggi antisemite (1937): preludio allo “strappo” con cui il re Carol:

 + sospese la costituzione,

+ mise fuorilegge i partiti e formò un governo di unità nazionale

Anche in:

Jugoslavia (Re Alessandro I sciolse il parlamento e i partiti per domare la ribellione indipendentista di croati

 e sloveni.Vittima di attentato ad opera degli insorti sostenuta dal fascismo italiano)

Bulgaria ( il leader contadino Stambolijski, che si era impegnato in una politica di riforme fu rovesciato e

 ucciso nel 1923 da un colpo si stato militare sostenuto dal re Boris III, che limitò la libertà dei partiti e

ridusse il parlamento ad organo consultivo)

Grecia(l’asse corona-militari funzionò in modo analogo)

L’involuzione autoritaria avvenne da parte del sovrano.

(Riquadro pg 90)

6. IL FASCISMO

6.1 LA COSTRUZIONE DEL REGIME.

Il governo Mussolini dopo la marcia su Roma, poteva contare solo su 34 deputati fascisti, ma godeva di una larga

maggioranza alla Camera grazie al ‘fiancheggiamento’ dei liberali e di parte dei cattolici, oltre che della corona.

Mussolini s’impegnò in un’opera di trasformazione delle istituzioni liberali:

1922 fu costituito il Gran Consiglio del Fascismo, organo consultivo, col compito di elaborare la linea

 d’azione del governo.

1923 fu istituita la Milizia volontaria per la sicurezza nazionale, corpo militare che inglobava le ‘camicie

 nere’.

Dopo l’introduzione di una legge elettorale maggioritaria, alle elezioni del ’24 ottennero una vittoria

 schiacciante.

Nello stesso anno il fascismo visse il suo momento di crisi, per l’uccisione del leader socialista Giacomo Matteotti,

da parte di un gruppo di squadristi,x le accuse per i brogli elettorali,

EFFETTO: ‘SECESSIONE DELL’AVENTINO’ dell’opposizione ( i partiti di opposizione abbandonarono il governo), che

chiese invano un intervento del re Vittorio Emanuele III.

EX NAZIONALISTA ROCCO VARO’ UNA SERIE DI LEGGI:

Ripristinata lettera dello statuto libertino.

 Svincola il governo dal voto di fiducia del Parlamento.

 Abolisce la distinzione tra i poteri affermatosi nello stato liberale.

Superata la crisi Mussolini nel ’26 introdusse una legge ‘per la difesa dello Stato’ :

Con pesanti restrizioni alla libertà personale e alla vita politica:

 Scioglimento dei partiti antifascisti,

 Confino di polizia per gli oppositori,

 Un Tribunale speciale per la difesa dello Stato composto da ufficiali della Milizia e dell’esercito.

 Pena di morte x chi attentasse alla sicurezza dello stato

 29

Soppressione delle libertà di associazione e di stampa

 Si intervenne anche con decisioni sindacali,nel ’25 Patto di Palazzo Vidoni, tra Confindustria e i sindacati

 fascisti, che escludeva dalla firma di accordi contrattuali tra le altre organizzazioni sindacali.

L’anno dopo il patto fu sancito da una legge che:

 + proibì lo sciopero,

+ riservò ai soli sindacati fascisti il diritto di stipulare contratti collettivi ,

+istituì la magistratura del lavoro per derimere le controversie individuali tra lavoratori e imprese = primo

passo per l’elaborazione del sistema corporativo, disegnato nella Carta del Lavoro redatta nel 27.

Tale sistema venne presentato come l’alternativa fascista al capitalismo e al socialismo: superata la lotta di classe,

si mirava a ottenere il concorde contributo dei produttori allo sviluppo economico e al progresso sociale

raggruppando capitalisti, lavoratori e tecnici in rappresentanze professionali unitarie in nome del superiore

interesse dello stato.

Col varo di una nuova legge elettorale nel ’28,che prevedeva una lista unica da approvare o respingere in blocco,

si completò la costruzione delle stato fascista.

Contraddittorio fu l’atteggiamento della santa sede, nel 23 su linea antifasciste(don Luigi Sturzo); nel ’29 Pio XI

sancì ‘’i Patti Lateranensi’’ che sancirono il reciproco riconoscimento tra il Regno d’Italia(con Roma capitale) e della

Città del Vaticano, assicurando a quest’ultimo un congruo riconoscimento per la rinuncia allo Stato Pontificio.

6.2 IL REGIME: REPRESSIONE E CONSENSO.

Per comprendere le caratteristiche e limiti del consenso goduto dal fascismo, bisogna considerare la natura

antidemocratica, gerarchica e repressiva del regime.

La repressione si abbatté su l’opposizione politica antifascista(leggi eccezionali del ’26), e la proroga del Tribunale

speciale fu prorogata fino al 43.

La repressione del dissenso non si limitò ai militanti politici dichiarati, ma su vari livelli: nella conflittualità operaia,

disciplina sindacale, ‘’manifestazioni sedizione’,e della morale cattolica. Collegato alla repressione del dissenso fu il

tentativo di coinvolgere le masse nella vita pubblica, organizzandole e mobilitandole per ottenere il consenso, i

contenuti furono quelli del’ ideologia totalitaria ispirata al nazionalismo, al militarismo, gerarchia e all’esaltazione

del duce.

L’adesione al regime fu crescente, con Achille Starace, segretario da ’31-’39 il PNF raggiunse 2.5 milioni di iscritti,

svolgendo una funzione, propagandistica, clientelare e assistenziale.

Il controllo del regime si ebbe sul sistema scolastico,sull’organizzazione della cultura(minculpop);su studenti

universitari, donne e bambini.

L’ideologia fascista si basava sul mito della patria,con i modelli di efficientismo, gerarchia e obbedienza. Alla stessa

ideologia va ricondotta la politica antiebraica del regime, sviluppata dal ’36 culminata con le leggi ‘per la difesa

della razza’’ del ’38, che esclusero gli ebrei dalla scuola e dagli impieghi pubblici, vietando i matrimoni ‘misti’.

6.3 ECONOMIA E SOCIETÀ.

Mussolini salì al potere quando la crisi economica postbellica era stata ormai superata a livello internazionale.

Il ministro dell’economia De Stefani impostò una politica economica di riduzione salariale, forte pressione fiscale,

diminuzione delle spese statali e larghi favori alle imprese.

Il mutamento del clima economico internazionale dovuto alle scelte protezionistiche di molti governi europei si

ripercosse anche in Italia dove fu reintrodotto il dazio su alcune importazioni.

DE Stefani fu sostituito da Misurata

Mussolini rivaluta la lira nei confronti della sterlina per lanciare un segnale di forza e di stabilità agli investitori

internazionali e ai risparmiatori italiani, ma i suoi effetti sul piano produttivo furono pesanti. 30

1927 si avviò una RECESSIONE, causata dal crollo delle esportazioni, dalla caduta della domanda interna per

consumi privati; ciò portò a una svolta protezionistica che negli anni ’30 fu accompagnata da un massiccio

intervento dello stato nell’economia.

Si costituirono:

IMI (istituto mobiliare italiano) ente pubblico che concentrò nelle sue mani la concessione di finanziamenti

 a medio e lungo termine alle imprese.

IRI(Istituto per la ricostruzione industriale) compagnia finanziaria statale che provvide al salvataggio delle

 principali banche miste.

Banca d’Italia fu trasformata da una riforma in ente di diritto pubblico con rafforzati poteri di controllo sulle altre

banche, tramite il quale il denaro dei risparmiatori fu rastrellato in cambio di titoli obbligazionari di stato e immesso

nel circuito degli investimenti industriali.

Una scelta per sviluppare la produzione agricola fu compiuta e propagandata nel ’26 con la ‘BATTAGLIA DEL

GRANO’= tentativo di estendere la superficie coltivata e proteggere la produzione nazionale con tariffe doganali

sulle importazioni.

Tuttavia l’obiettivo di conseguire l’autosuff alimentare del paese non fu raggiunto e l’aumento della terra coltivata a

grano avvenne a danno di altre colture e dell’allevamento, producendo un impoverimento collettivo del settore.

Le politiche interventiste degli anni trenta ebbero aspetti innovativi e lo sviluppo economico dell’Italia, fu rilevante)

il Pil aumentò come la produzione industriale .Le condizioni economiche e il tenore di vita del Mezzogiorno

peggiorarono drasticamente a causa del regime.

6.4 LA MODERNITÀ DEL FASCISMO.

Fu fondato nel ’27 l’ente italiano audizioni radiofoniche (Eiar), che curò i programmi della radio alternando

l’informazione ufficiale con programmi leggeri di musica, canzoni e varietà.

I cinegiornali furono proiettati in tutte le sale cinematografiche, mentre il regime si impegnava anche nel sostegno

dell’industria del cinema.

Quanto alle POLITICHE SOCIALI NEL CAMPO DELLE ASSICURAZIONI dei lavoratori si affermò un sistema che

destinò le pensioni e i regimi previdenziali contro infortuni, malattie e disoccupazione, penalizzando specialmente

l’agricoltura e il lavoro femminile.

Il SISTEMA SANITARIO fu frammentato in molteplici casse mutue,

Il sistema previdenziale, unificato nel ’33 nell’istituto nazionale per l’assicurazione contro gli infortuni sul

lavoro(INAIL) e nell’istituto nazionale fascista per la previdenza sociale,venne riordinato nel ’35 conservando i suoi

caratteri di fondo.

SOSTEGNO DEL REGIME PER L’INCREMENTO DEMOGRAFICO :

Nasce l’OMNI (opera nazionale maternità e infanzia) (1925) fornì assistenza alle madri e favorì la

 professionalizzazione femminile nella pediatria e nell’ostetricia, ma espresse una politica che relegava le

donne al ruolo di madri di famiglia e riproduttrici della razza

Premiate le donne più prolifiche.

Incremento demografico doveva avvenire soprattutto nelle campagne e furono presi provvedimenti x scoraggiare

l’urbanizzazione, ma senza buoni risultati.

POLITICA ‘URBANISTICA’: Prevedeva l’abbattimento dei quartieri fatiscenti nelle zone periferiche, dove

 crebbero borgate prive dei servizi essenziali, tali scelte favorirono la speculazione edilizia, ma non

mancarono realizzazioni importanti ( stazione di Firenze).

Dipendenti pubblici incrementarono i salari.

Mussolini si scontrò contro il carattere imbelle degli italiani, mentre il ruolo della chiesa favorì il consenso e temperò

i tratti più aggressivi e intolleranti del regime. 31

6.5 LA POLITICA ESTERA.

Pur attraversando fasi diverse ,la politica estera del fascismo fu caratterizzata da elementi di continuità che sono

stati interpretati a seconda che si insistesse:

1. Coerenza ideologica interna al regime

2. Interessi strategici dell’Italia

Storici che hanno sottolineato il primo aspetto: hanno messo in evidenza la rottura operata da Mussolini nella

tradizione diplomatica italiana con il suo tentativo di attuare un disegno imperialista, sprovvisto di adeguate basi

economiche e militari.

La partecipazione dell’Italia ala seconda g.m fu l’epilogo coerente di un’aggressiva politica di potenza che ne fece

un costante fattore di destabilizzazione degli equilibri europei.

Storici che hanno sottolineato il secondo aspetto ;hanno distinto varie fasi della politica estera fascista, leggendone

le oscillazioni del peso che il paese poteva esercitare a seconda delle alleanza continentali (prima con la Francia poi

con la Germania).

Il crescente allineamento di Mussolini a Hitler nel corso degli anni trenta fu in larga misura strumentale e la sua

entrata in guerra a fianco della Germania fu il risultato contraddittorio di scelte non convinte) .

La politica estera del fascismo fu volta ad accreditare all’Italia un ruolo di mediazione tra le potenze e di

mantenimento degli equilibri europei.Mussolini era in cerca di una legittimizzazione internazionale, che in qualche

misura ottenne partecipando nel 25 assieme all’Inghilterra alla conferenza di Locarno.

Stabilizzatosi il regime e recuperato il controllo della Libia, crebbero le ambizioni espansionistiche negli anni ’30.

1933 l’Italia firmò un patto con Francia, Gran Bretagna e Germania, che espresse la volontà di inserire il nuovo

regime hitleriano nel concerto europeo, ma l’uscita della Germania dalla Società delle Nazioni unite e l’avvio del

riarmo tedesco tolsero spazio alla funzione mediatrice dell’Italia.

La minaccia tedesca all’indipendenza dell’Austria costuituì un forte motivo di attrito tra Italia e Germania, quando

Dolfuss fu assassinato (pg 35) Mussolini manifestò la sua volontà di tutelare l’Austria avvicinandosi alla Francia.

Nel ’35 l’Italia partecipò con Francia e Gran Bretagna a una conferenza delle nazioni vincitrici della Grande Guerra a

Stresa e ne ribadì l’intenzione di respingere le violazioni dei trattati del 19 e i pericoli per la pace dell’Europa.

Però l’Italia fascista preparò l’azione che mutò la sua politica estera: l’attacco all’Etiopia. Nel maggio del ’36 venne

piegata la resistenza etiopica guidata dal Negus Selasies, con una ‘guerra totale’ che scatenò la dura reazione da

parte della Società delle Nazioni, disponendo sanzioni economiche, bloccando i rifornimenti esteri dell’industria

bellica.

La guerra d’Etiopia rovesciò gli equilibri europei, l’Italia ottenne la solidarietà della Germania, nell’ottobre del ’36 la

nascita dell’asse Roma-Berlino consacrò l’intesa tra i due dittatori assegnando a Germania e Italia aree d’influenza

diverse (Germania verso Oriente,Italia nel Mediterraneo)

Passi successivo alla politica estera italiana: (1937-38)

Firma col patto antisovietico tra Germania e Giappone

 Uscita dell’Italia dalla società delle Nazioni

 Annessione dell’Austri al Terzo Reich.

Conferenza di Monaco apre la strada all’occupazione tedesca della Boemia e della Moravia, seguita dall’annessione

dell’Albania all’Italia.

PATTO D’ACCAIO tra Roma e Berlino impegnò le due potenze ad entrare in guerra l’una a fianco dell’altra.

TOTALITARISMO (RIQUADRO)

Da ricerche e studi condotti da Arendt, Fromm e Adorno si arriva alla conclusione che nelle società moderne

individuali deboli costituivano la forma ed esprimevano un bisogno di forte identità di gruppo, sul quale aveva

facilità di innestarsi l’azione organizzativa e propagandistica di movimenti e regimi totalitari:la categoria di

totalitarismo interpretava le dittature del 900 come esperienze politiche monolitiche, legate al tentativo di annullare

32

ogni differenza individuale e ogni libertà della persona; per converso la democrazia si oppose per ridare valore a

quelle differenze e a quelle libertà.

Brzezinski: i tratti comuni al fascismo italiano, al nazismo tedesco e allo stalinismo sovietico venivano identificati in:

Presenza di un dittatore

 Presenza di un partito di massa

 “ di una polizia politica

 “ di un’ideologia assoluta

 concentrazione dei poteri economici nelle mani dello stato.

Lascia in ombra i contenuti concreti dell’azione politica svolta dai regimi totalitari ( quali fossero gli interessi sociali

garantiti e le basi di consenso conquistate ,.quali i rapporti di burocrazia con lo stato…).

Sono stati approfonditi i rapporti tra fascismo italiano,il nazismo tedesco e altri movimenti reazionari che si sono

sviluppati tra le due guerre mondiali: il primo esperimento del fascismo italiano fu assunto come modello dal

nazismo. L’estrema destra aderì al fascismo e al nazismo.

Affinità ideologiche e politiche tra il fascismo, il nazismo e movimenti e regimi autoritari sono state registrate nel

sistema austriaco,spagnolo e portoghese, a cui si aggiunsero durante la seconda g.m la Francia di Vichy e i

movimento e regimi collaborazionisti (olandese, norvegese, slovacco…)

Ci si è domandato se sia possibile considerare il fascismo come un fenomeno storico complessivo a carattere

internazionale, pur tenendo conto delle differenze che distinguono i casi nazionali.

DE FELICE e BRACHER = hanno contestato tale generalizzazione perché essa rischia di cancellare differenze

essenziali come quella politica dello sterminio razziale (solo nazista).

COLLOTTI: favorevole alla generalizzazione poiché trova dei tratti comuni nei diversi movimenti e regimi fascisti:

1.rifiuto della democrazia parlamentare,

2. opposizione al movimento operaio e bolscevismo,

3. costruzione di uno stato totalitario,

4. organizzazione gerarchica dello stato e della società.

5. tentativo di organizzare le masse con strumenti di partecipazione e mobilitazione

6..carattere imperialista

7. IL NAZISMO

7.1 L’AVVENTO DI HITLER. (GERMANIA)

L’ascesa del nazionalsocialismo è stata vita in due modi dagli storici:

via particolare della Germania alla modernità

 intrecciarsi delle cause del dopoguerra

Tali interpretazioni non sono necessariamente contrastanti

Il blocco nazionalconservatore della Germania guglielmina ( industriali, commercianti, latifondisti, gran parte

dell’esercito e della burocrazia statale) era ostile al parlamentiamo e alla democrazia cui poi si saldarono settori

consistenti della piccola borghesia, dei contadini e degli operai.Tale schieramento minacciò la stabilità della

repubblica di Weimar (5.3) ,a delegittimarla ci si mise anche l’estrema sinistra.

Crisi del 29 fece peggiorare la crisi della repubblica ( produzione industriale dimezzata e crescita della

disoccupazione).

Ultimo governo di coalizione tra : SPD ( partito socialdemocratico tedesco), Centro cattolico e Partito democratico

guidato da Muller ( socialdemocratico), si divise sull’alternativa tra tutelare con sussidi i disoccupati e difendere il

bilancio statale e il valore del marco. Si dimise nel 30. 33

Governo di Bruning ( leader del centro) cercava sostegno a dx e a sx perché privo di maggioranza parlamentare.

COSA FA:

politica economica deflazionistica del contenimento del debito pubblico e dell’inflazione

 non riesce ad attenuare gli effetti della crisi sui ceti + poveri e – protetti

 x ovviare a mancanza della maggioranza ricorse all’art 48 della Costituzione: consentiva al cancelliere di

 legiferare senza il controllo parlamentare, esautorando così le istituzioni rappresentative

non si oppose alle violenze della dx eversiva

E’ in tale congiuntura che va inquadrata l’ascesa dei nazionalsocialisti. Tra i motivi di questo grande successo vi

furono le divisioni e l’impotenza delle altre forze politiche.

La repressione dei moti comunisti attuata dal governo socialdemocratico (pg19)aveva scavato un solco di

risentimento.

La loro contrapposizione rifletteva inoltre una diversa composizione sociale:

SOCIALDEMOCRATICI rappresentavano la classe operaia sindacalizzata delle big fabbriche

 COMUNISTI: avevano seguito tra i disoccupati.

DIFFERENZE POLITICHE :

SPD: intendeva salvaguardare la legalità democratica.

 COMUNISTI: ispiravano a infrangerla con una rivoluzione.

L’ascesa nazista fu favorita da altre formazioni di destra

La vittoria si ebbe per aver compreso e utilizzato la nuova natura della politica di massa.

La conquista dell’egemonia della NSDAP si ebbe tramite quattro risorse decisive:

1)Una tattica legalitaria;

2) Un’ efficiente organizzazione paramilitare della violenza sul modello del fascismo italiano;

3) Un ‘abile propaganda attuata con nuovi mezzi di comunicazione;

4) un leader carismatico che nelle parole e nei comportamenti esprimeva l’adesione totale a un’idea.

L’organizzazione della NSDAP era diffusa capillarmente nei diversi stati federali della Germania in base a un criterio

.

gerarchico di obbedienza dal suo duce

Alle strutture di partito si affiancarono organismi di massa(organizzazioni paramilitari S.A- sezioni militari d’assolto-

violenti contro comunisti e socialisti), nel ’26 vi erano le SS(guardie del corpo di Hitler).

IDEOLOGIA NAZISTA DI HITLER: per sopravvivere il popolo/nazione aveva bisogno di uno stato vitale in cui

abitare preservando la sua purezza dalla contaminazione di altre razze che lo avrebbero indebolito e condannato

all’estinzione.Controparte negativa degli ariani era il popl ebreo perché occupava lo spazio degli altri popoli.Gli ebrei

erano indicati come i responsabili della prostrazione della Germania(assieme ai socialisti e ai comunisti).

Per Hitler antisemitismo e antibolscevismo erano collegati e fornivano la piattaforma ideologia dei progetti di

POLITICA ESTERA. La Germania doveva conquistare il suo spazio vitale con una spinta verso est contro il nemico

russo, asiatico e comunista.

Moto del nazionalismo fu l’idea di riscossa per l’umiliazione subita dalla Germania con la sconfitta nella guerra

mondiale e la pace punitiva inflitta dai vincitori. Vi era, una comunità nazionale organizzata secondo rigidi modelli

militari di gerarchia e obbedienza, che escluse gli ebrei e le sinistre. Con tali premesse la NSDAP guadagnò ampi

consensi tra i contadini, gli operai,dopo l’affermazione del ’30, anche tra i ceti medio-

alti:imprenditori,aristocratici,esponenti dell’alta burocrazia. Dopo le violenze delle S.S contro i comunisti, fatto sì

che la NSDAP divenne il primo partito, il 30 gennaio del ’33 Hitler venne incaricato di formare il governo e costituì

un gabinetto di coalizione.

REICH

7.2 IL TERZO

I nazisti seppero creare un nuovo regime in soli sei mesi, servendosi della decretazione d’urgenza. 34

1933 fu sciolto il parlamento e fu incendiata la sede del parlamento,(attentato attribuito ai comunisti, altre vite

perse) .

EFFETTI:

Vennero arrestati i principali esponenti del partito comunista

 Hindenburg (presidente del Reich) firmò un nuovo decreto che soppresse a tempo indeterminato la libertà

 di stampa,di opinione e associazione e autorizzò il governo centrale a intervenire nei confronti di quelli

regionali.

Dopo le elezioni del ‘33 dove la NSDAP ottenne il 44%,la stessa percentuale dell’opposizione so cialdemocratica,

comunista e cattolica, Hitler formò un altro governo di Coalizione con il Partito Nazionalpopolare. Con una legge

che conferiva i pieni poteri del governo, approvata dal nuovo parlamento,il governo poteva :

Legiferare in contrasto con la costituzione,

 Riservare la gestione dei trattati internazionali

 Attribuire al cancelliere la facoltà di firmare decreti al posto del presidente.

EFFETTI.

Sottopose le istituzioni pubbliche e pvt al controllo degli uomini della NSDAP (partito nazista)

 Partiti operai furono distrutti

 Patrimonio del movimento associativo e ricreativo fu confiscato

 Dirigenti dei sindacati arrestati

 Partito Cattolico del centro si sciolse dopo la firma di un concordato tra la chiesa e il regime (33)

 Poteri dei governi regionali passarono a governatori nominati dal centro.

 Allineamento dell’agricoltura e dell’industria avvenne in base a un accordo con le associazioni patronali:

 espulsi gli ebrei dalle cariche direttive, la stessa associazione degli industriali rinunciò alla propri

autonomia, accettando di integrarsi in uno stato che garantiva la fine di ogni opposizione sindacale.

Radio divenne la voce del regime

 Censura della stampa e soppressione delle pubblicazioni non allineate.

1934: notte dei lunghi coltelli’ ( prendendo a prestesto le notizie di un colpo di stato organizzato dalle SA)dove

 furono eliminati esponenti politici, come il capo di Azione cattolica Klausener, oppositori di Hitler come

Strassner , tale notte venne accolta con favore dalla popolazione.

con la morte di Hindenburg, Hitler divenne presidente della repubblica e il suo potere divenne

 illimitato(terzo reich ultimato).

FRENKEL: quello nazista si qualificò come un doppio stato:

normativo: espresso dalla burocrazia, rispettoso delle regole e impegnato ad applicarle

 discrezionale: che agiva in odo arbitrario avvalendosi di strutture e sistemi di partito

Col tempo vinse la concezione discrezionale: l’elemento dinamico della trasformazione fu il partito, attraverso gli

uomini immessi nell’apparato amministrativo e la creazione di organi nuovi che prevaricarono i centri tradizionali

del potere = ELEMENTO DI DIFFERENZA CON CASO ITALIANO dove il dualismo tra stato e partito si risolse a

favore dello stato.Quindi il nazismo affermò la supremazia del partito allo stato, senza eliminare la concorrenza tra i

diversi organismi per ottenere l’approvazione di Hitler. 35

Il nazismo si basava sull’allineamento della magistratura, pena di morte, efficienza gestapo, delle S.S; e su una

politica razziale, che sosteneva l’incremento demografico; perseguitava gli ebrei in campi Lager di sterminio con

strutture dedicate alla morte di massa.

CONLEGGE DEL del ’33 furono allontanati gli ebrei impiegati nelle amministrazioni statali,professori

universitari,avvocati,medici ecc.

Il parlamento approvò le Leggi di Norimberga, che vietarono i matrimoni misti tra ariani ed ebrei, esclusero dalla

cittadinanza chi non fosse di sangue tedesco, privando tutti gli ebrei dei diritti civili.

7.3 LA POLITICA ECONOMICO-SOCIALE E L’ORGANIZZAZIONE DEL CONSENSO.

Il regime nazista dovette affrontare una pesante crisi economica e un altissima disoccupazione.

Hitler affidò la soluzione del problema a Shacht ministro dell’economia, che attuò una politica dirigista di intervento

statale, finanziata col debito pubblico(favorendo l’edilizia pubblica e privata e le industrie che lavoravano al

potenziamento militare).

Inoltre grande importanza ebbe la scelta del riarmo, che occupava un posto cruciale nel programma nazista Ciò

fece spendere un sacco di soldi e Scacht, che non condivideva tale forzatura fu sostituito da Goring,Da allora ebbe

molta importanza la preparazione militare.

EFFETTO: intreccio tra pubblico tra pvt: lo stato controllava il mercato e ne derivò una forte dipendenza dei pvt

dalle scelte della burocrazia pubblica i cui vertici erano spesso occupati da rappresentanti di alcune grandi

imprese, tanto da accreditare l’idea di una privatizzazione della politica economica statale.

Nulla fu fatto per la grande proprietà latifondista dell’est, che esercitò un ruolo dominante nella produzione di

generi alimentari(patate e cereali).

+ La piccola proprietà venne tutelata e controllata con una legge sulla successione dei poderi, legando i contadini

alla terra, imponendone il passaggio immediato ai discendenti.

+ Pressochè inesistente fu la meccanizzazione e la modernizzazione delle campagne.

+ Ma i contadini erano allettati dalle promesse di una colonizzazione dello spazio vitale a est con la prospettiva di

entrare in possesso di grandi estensioni di terra.

Obiettivo dell’autarchia (autosufficienza economica della Germania) si dimostrò tuttavia illusorio.

La politica di Schact di accordi commerciali bilaterali( prima di essere abbandonata cn la scelta del riarmo)

modificò i consumi pvt, inoltre aumentò il deficit dello stato e mancavano materie prime e generi alimentari.

Hitler optò per l’entrata in guerra per uscire dalla crisi, alla vigilia della guerra non vi erano disoccupati in

Germania

Motivi x cui regime ebbe tanto consenso:

a )Si bandirono lo sciopero e gli strumenti tradizionali di difesa dei lavoratori.

b) Venne introdotta una rigida gerarchia nelle fabbriche,

c) ripristino dei salari come prima della crisi ma perché si lavorava di + ,

d) cibi caldi in mense aziendali,

e)colonie estive x figli dei lavoratori,

f)aumento delle ferie retribuite ( gestione statale del tempo libero),

g) promozione del cinema e dello sport.

Passività del popolo tedesco x : alleanza stabilita con la grande industria e le forze armate.

POSIZIONE CHIESA CATTOLICA: Mentre la chiesa cattolica inizialmente contraria al nazismo, cambiò posizione con

la firma del concordato della Santa Sede nel ’33.

PRESSIONE SU CHIESA DA PARTE DEL REGIME attraverso violazioni del concordato e dell’autonomia di tutte le

confessioni.

Enciclica (1937) di Papa Pio XI condannò l’ideologia nazionalsocialista ( contro mito della razza ariana). 36

7.4 L’IMPERIALISMO NAZISTA

A spiegare il consenso del popolo tedesco al regime nazista contribuì anche la sua politica estera aggressiva e alle

annessioni territoriali a partire dal 1935.

1933: Germania esce dalla Società delle Nazioni: il regime nazista intendeva perseguire una revisione della pace di

Versailles facendo affidamento sulla forza.

Hitler allora intraprese una politica di accordi bilaterali con gli stati confinanti ad est.

Fallì il primo tentativo di annessione all’Austria ma la Germania perseguì ugualmente il tentativo di riunire tutti i

tedeschi nel suo territorio.

35 riottengono il Saar grazie a un plebiscito popolare.Violando il trattato di Versailles iniziò la sua politica di riarmo.

La prima dimostrazione di forza si ebbe nel ’36 con l’ingresso senza ostacoli nella Renania, che la Conferenza di

Versailles stabilì invece dovesse essere smilitarizzata.

Hitler dopo aver indicato come obiettivi iniziali di guerra(Austria e Cecoslovacchia), nei documenti del processo di

Norimberga, ribadì la priorità strategica dell’espansione a est per conquistare lo ‘spazio vitale’ necessario, non

escludendo un conflitto con Francia e Gran Bretagna, esponendo il concetto di ‘guerra lampo’.

Nel ’38 allontanati dai centri decisionali del potere gli ultimi uomini conservatori, che avevano aiutato Hitler nella

conquista del potere perché si opponevano ai suoi obiettivi; il primo settembre del ’39, con l’invasione della

Polonia, la Germania nazista scatenò la seconda guerra mondiale.

LEVIATHAN O BEHEMONTH? STATO, PARTITO E FUHRER NEL NAZIONALSOCIALISMO (RIQUADRO)

TERZO REICH: società totalitaria, nella quale i vertici politici del partito nazista erano riusciti a sottomettere gli

apparati dello stato e ad esercitare attraverso di essi un controllo totale sulla società.

Nel corso della guerra era stata avanzata un’interpretazione diversa.

NEUMANN: riprese l’immagine dei due mostri della tradizione ebraica: Leviathan e Behemoth, nei quali Thomas

Hobbes aveva rispettivamente raffigurato lo stato, ovvero:

un sistema politico di coercizione in cui sono conservate le tracce del dominio della legge e dei diritti

 individuali. (L)

Un non stato, un caos, una situazione d’illegalità, disordine e anarchia. (B) punto in cui Neumann

 assimilava il nazismo, individuando nella dittatura tedesca la coesistenza di 4 tipi di poteri :partito,

esercito, burocrazia e industria.

BRACHER: si rifà alla categoria di totalitarismo, rifiutandosi di considerare il nazismo come appartenente alla

famiglia dei fascismi.Legge la storia del nazismo culminata nello sterminio degli ebrei come una realizzazione

coerente e consequenziale delle intenzioni dichiarate dal dittatore.Per questo la sua proposta è stata definita

INTENZIONALISTA.

FUNZIONALISTI:

storici che , riallacciandosi a Neumann, individuano nei rapporti tra gli apparati della Germania nazista la

 manifestazione di spinte e tendenze diverse. ( Boroszat, MasonKershaw).

Sarebbero i rapporti di forza e i conflitti tra i vari centri potere del sistema (esercito, SS, burocrazia statale

 e di partito) a determinare le scelte del regime.

Potere di Hitler sarebbe il prodotto di una straordinaria popolarità e di un ruolo di arbitro tra le varie parti

 del sistema.

Fanno distinzione tra i primi anni del regime e la fase che si è aperta con la preparazione della guerra.

 Prima fase: scelte di Hitler sarebbero state bilanciate e condizionate dai settori conservatori e

tradizionalisti dello stato e dalle forze armate.

Seconda Fase = (1937-38) i posti chiave dell’amministrazione sarebbero stati occupati dai seguaci del

dittatore.

Intenzionalisti accusano i funzionalisti di aver banalizzato il fascismo, perché la loro definizione farebbe riferimento

a funzioni del sistema e rinuncerebbe a un giudizio morale nei confronti del nazismo, equiparando la dittatura di

Hitler ad altri sistemi di potere complessi. 37

Funzionalisti accusano intenzionalisti di ridurre la storia del regime all’ideologia demoniaca di Hitler, non

sottolineando la corresponsabilità delle vecchie classi dirigenti nell’avvento del regime.

Più in generale è stato loro rimproverato di non prendere in considerazione il problema della continuità della storia

tedesca.Hitler è solo una parentesi in quadro positivo della storia tedesca.

NOLTE = il sistema dei campi di concentramento sovietici precedette il lager nazista cme modello di riferimento.Il

Nazismo , inoltre, si presenta come il difensore dell’Occidente dalla minaccia asiatica portata dal comunismo

sovietico. In tal caso l’accusa di voler banalizzare ( normalizzare) il nazismo in chiave occidentale è stata ritorta

contro Nolte e gli altri storici che hanno invitato a liberare l’identità odierna della Germania dal peso del passato

nazista.

8. LA RUSSIA SOVIETICA

8.1 LA NEP E Il SOCIALISMO IN UN PAESE SOLO

NEP = nuova politica economica per far riprendere la Russia dalle vicende dei 1914-20

ATTI DI TALE POLITICA:

Settore Agricolo: revoca delle acquisizione dei generi alimentari e la loro sostituzione con un’imposta in

 natura, pagata la quale i contadini potevano disporre dei loro prodotti.

Autorizzare i contadini a vendere le loro eccedenze significava reintrodurre il mercato.Inoltre, l’inefficienza degli

scambi diretti di merci spinse il governo a sostituire l’imposta in natura sui prodotti agricoli con una tassa in

denaro, ripristinando un’economia monetaria.

settore industriale: la NEP abolì il lavoro obbligatorio, favorì gli investimenti di capitale straniero, incoraggiò

 il commercio privato, mentre l’economia di mercato si limitò al settore agricolo.

EFFETTI: risanamento delle finanze statali,eliminazione dell’inflazione,stabilizzazione del rublo ancorandolo al gold

standard.

La Nep fu un’economia mista, in cui le forze del mercato convivevano con l’iniziativa pubblica.

Si svilupparono la cooperazione e molti imprenditori e commercianti, ma lo stato mantenne il controllo dei settori

chiave dell’economia, assumendo anche un ruolo di pianificazione.

RISULTATI POSITIVI:

Crescita della popolazione

 Economia recupera

 Emerse un nuovo ceto di piccoli imprenditori e commercianti.

 Campana: si accentuarono le differenze tra braccianti e contadini poveri, medi e ricchi, tra i quali si

 sviluppò uno strato di piccoli imprenditori rurali.

L a società e l’economia Russa erano dominate dal settore rurale, dalla piccola produzione autonoma, e dalle

piccole unità commerciali a cui si accompagnavano l’industria e l’amministrazione statale.

ELEMENTO DI NOVITA’: consolidarsi del ruolo dello stato e del partito comunista nella società sovietica, che

controbilanciò la democratizzazione dei rapporti economico e sociali portati dalla NEP.

La priorità della crisi economica spinse il regime a trascurare fattori di sviluppo decisivi come la lotta

all’analfabetismo e la crescita culturale. La gestione della società e la pianificazione economica furono piene di

errori e ritardi, che incepparono i meccanismi della NEP lasciando incerte le prospettive del a paese. soviet

Passi per consolidare il regime furono attuati nel 1922 con la partecipazione dello stato dei alla

CONFERENZA INTERNAZIONALE DI RAPALLO, stipulando un accordo commerciale con la Germania.

Russia, Bielorussia,Ucraina e Transcaucasia costituirono L’UNIONE DELLE REPUBBLICHE SOVIETICHE(URSS).

1924 Muore Lenin EFFETTO: lotta nel gruppo dirigente bolscevico x la successione.

Bolscevichi (corrente del Partito Operaio Socialdemocratico Russo nato nel congresso di Londra nel 1903)

sostenevano che il nuovo regime, per sopravvivere doveva contare solo sulle proprie forze. 38

Di diverso avviso era sinistra guidata da Trockij (Fu presidente del Soviet di Pietroburgo durante le rivoluzioni del

1905 e del 1917) puntava sulla riapertura del ciclo rivoluzionario internazionale e proponeva una forte pressione

sulle campagne per realizzare l’accomulazione necessaria a industrializzare rapidamente il paese.

Per i fautori della Nep, favorevoli ad una politica filo contadina lo sviluppo doveva derivare dalla liberalizzazione dei

mercati.

Tali posizioni furono sostenute da un ampio schieramento di cui faceva parte anche Stalin (che voleva attuare una

dittatura comunista) coniò la formula del “socialismo in un paese solo” per affermare che costruire il socialismo in

Russia era possibile anche in assenza di una rivoluzione nei paesi + avanzati.

1925 = perde Troskij (democratico socialista, i socialisti sono di sinistra).

Stalin = lancia una leva leninista per il reclutamento di nuovi militanti. Restituendo una dimensione di massa al

partito, ne assunse il pieno controllo e ne accentuò l’autoritarismo interno.

1927 il XV Congresso del partito comunista espulse Troskij e altri esponenti della sinistra.

VITTORIA DI STALIN coincide con la crisi della NEP: la produzione agricola non era aumentata e risultava sempre

più inadeguata alla domanda della popolazione che era cresciuta., facendosi portatore della tesi secondo la quale

la lotta di classe si sarebbe intensificata con l’avanzare del socialismo,era incline a risolvere il problema della

trasformazione delle campagne con la forza e deciso a bruciare le tappe dell’industrializzazione.

BUCHARIN voleva fare le cose gradualmente e voleva preservare la NEP, correggendone gli errori con

provvedimenti a sostegno dei contadini e con una politica fiscale ed economica che si limitasse a influenzare il

mercato,Ma tra il 28 e il 30 rinunciò a dare battaglia ev enne emarginato Risultato = Stalin iniziò ad attuare la sua

strategia.

8.2 INDUSTRIALIZZAZIONE FORZATA E COLLETTIVIZZAZIONE DELLE CAMPAGNE

SI CERCÒ DI FORZARE I TEMPI DELL’INDUSTRIALIZZAZIONE E COLLETTIVIZZARE L’AGRICOLTURA, tali obbiettivi

vennero raggiunti con tre 3 piani quinquennali: il primo nel ‘28-32, il secondo fino al ’37, il terzo interrotto dalla

seconda guerra mondiale.

Dal ’28-32 la produzione manifatturiera aumentò costantemente, facendo divenire l’Urss la terza potenza

industriale del mondo(dopo USA e Germania).( In Europa e America c’era la crisi Wall Street)

Importante fu il processo di ‘ruralizzazione’, molti contadini divennero operai.

Alla fine del ’29 STALIN lanciò un ‘OFFENSIVA PER LA COLLETTIVIZZAZIONE FORZATA DELL’AGRICOLTURA,

Kolchoz) statali(sovchoz);

tentando di costringere i contadini a entrare in aziende cooperative( e inoltre si mirò ad

kulachi ( i contadini agiati)

eliminare i come classe.

Tali risultati si ottennero con mezzi repressivi, dall’esproprio dei fondi alla deportazione di massa e fucilazione; con

la reazione contadina che dimezzarono le semine e ridussero il bestiame, lavorando il minimo possibile.

Per sopperire alla mancanza di rifornimenti delle città si ricorse alle ‘campagne per gli ammassi’(violente

requisizioni di grano) i cui proventi furono destinati in parte alle città e in parte all’esportazione in cambio di

macchine per l’industria. Per attuarla lo stato fece una guerra sociale ai contadini, intaccando:quota riservata

all’autoconsumo e quelle destinate all’allevamento e ai nuovi raccolti.Privati di ogni diritto i contadini risposero

lavorando x il minimo salariale.Così la produzione agricola declinò Risultato fu carestia , ma il potere sovietico non

fece nulla x alleviarla ma continuò a sottrarre grano ai contadini con le requisizioni.In molti morirono di fame.

8.3 LO STALINISMO

Fino alla metà degli anni ’30, Stalin fu l’espressione di un gruppo dirigente e il suo potere non fu assoluto.

Lo stato e il partito comunista assunsero una struttura gerarchica e centralizzata, dove obbedienza e conformismo

divennero virtù e strumenti di promozione sociale.

1. crebbe apparto burocratico

2. La politica e l’economia vennero gestite con metodi amministrativi

3. I sindacati furono ridotti a organi della pianificazione

4.Statilismo diventò il tratto saliente di tutto il sistema

4. Lo stato rimodellò la società con la repressione di massa e con un capillare sistema di controlli sociali

5.il dissenso fu giudicato come un complotto

Il termine ‘deviazionista’ venne usato per accusare i vecchi oppositori, nuovi dirigenti, costretti ad autocritiche

umilianti per evitare l’espulsione e l’esilio in Siberia. 39

Il conformismo ideologico non risparmiò neanche la vita culturale.

Con Stalin socialismo e statalismo coincisero: obiettivo era quello di uno ‘stato onnipotente’,tutore del sistema

gerarchico prodotto dall’industrializzazione.

Nonostante tutto ci furono tensioni e conflitti in campo economico.All’inizio degli anno 30 acquistarono vari

consensi coloro che, contro il parere di Stalin, volevano rallentare i ritmi di industrializzazione. Così il XVII

congresso del partito optò x una crescita moderata per allentare le tensioni generate dal primo piano

quinquennale.

L’esigenza di normalizzazione era sostenuta da vari elementi dell’oligarchia stalinista, ma Stalin attaccò alla

burocrazia.

Nuova fase caratterizzata dall’autocrazia, Stalin si basò su un rapporto diretto con la polizia politica, esercitando un

controllo illimitato sull’amministrazione statale e su un partito ormai privo di potere.

Nel ’34 con l’assassinio di Kirov, e un ondata repressiva contro i ‘trockisti’, iniziò il periodo delle ‘purghe’(espulsione

dal partito con la perdita del lavoro), che divenne più brutale nel ’36 con il processo-farsa contro 16 oppositori che

portò a giustiziare tutti gli imputati.

Poi toccò a Bucharin nel 37-38, e a trockij nel ’40, oltre alla vecchia guardia bolscevica, nelle purghe scomparve

gran parte della dirigenza stalinista(arrestata e deportata nei campi di lavoro forzato).

Il sistema concentrazionario sovietico, prese nel ’31 il nome di Gulag ( amministrazione centrale dei campi,dove il

tasso di mortalità, per stenti ed epidemie raggiunse il 30%).Erano campi con forza lavoro schiavizzata , tutti i

reclusi erano giovani r con un’alta scolarizzazione: segno che il terrore fu rivolto soprattutto contro i quadri

intermedi dello stato, del partito e del sindacato, per evitare che sorgessero nuclei di opposizione.

Stalin eliminò ogni vincolo al suo potere.Nacque un vero e proprio culto della personalità del dittatore e di un

apparato ideologico che lo legittimasse.

Il marxismo – leninismo fu ridotto a un sistema dogmatico di credenze e contaminati da un forte recupero di valori

patriottici e religiosi. Così si affermarono un’ortodossia laica e una liturgia di massa, basate sul culto di Stalin.

Nel ’38 la destituzione e l’esecuzione di Nikolaj Ezov (capo delle NKVD che aveva diretto la fase culminante della

repressione), segnò la fine del ‘Grande terrore’.

NKVD = Commissariato del popolo per gli affari interni, era un commissariato governativo dell'Unione Sovietica che

gestiva un'ampia gamma di affari di stato.

8.4 LA POLITICA ESTERA DELL’URSS E IL COMUNISMO INTERNAZIONALE

Negli anni ’20 l’URSS adottò una politica estera per normalizzare le relazioni internazionali con gli stati capitalistici,

senza rinunciare al ruolo di perno della rivoluzione mondiale.L’ambiguità che ne derivò fu dissolta nel 1928 al VI

Congresso internazionale dove Stalin sostenne che l’incombere di una grave crisi economica capitalistica avrebbe

aperto nuove prospettive rivoluzionarie e che in tale situazione il nemico principale della classe operaia era la

socialdemocrazia. Tali posizioni entrano in relazione con il rifiuto della NEP e dettero inizio alla lotta contro Bucharin

(presidente del Commintern)

In seguito i partiti comunisti dei diversi paesi, allineati alle direttive di Mosca dal V Congresso del ’24,furono

allontanati e interamente subordinati alla politica estera sovietica. Negli anni del primo piano quinquennale l’URSS

si chiuse in un isolamento da cui uscì nel ’34.

1929:venne enunciata una teoria secondo cui la socialdemocrazia era considerata socialfacismo, ciò esasperò le

divisioni del movimento operaio con conseguenze pesanti in Germania, dove la divisione tra socialisti e comunisti

aggravò la crisi della repubblica di Weimar e facilitò la vittoria di Hitler.

L’aggressività e l’antisovietismo della Germania nazista e del Giappone spinsero Stalin a una politica estera

distensiva e di apertura alle democrazie occidentali.(politica dei ‘fronti popolari’ per l’alleanza tra comunisti,socialisti

e radicali creatasi in Francia nel ’34) (pg33).

Negli anni successivi si ebbe una svolta nella politica estera, nel ’39 dopo l’invasione tedesca della Cecoslovacchia,

Stalin stipulò un trattato di non aggressione alla Germania, per la sua diffidenza per Francia e Gran Bretagna e per

l’impreparazione dell’armata rossa decimata dalle purghe.

Il protocollo segreto allegato al patto, che fissava le sfere di influenza assegnando all’Urss Polonia, Estonia;

lettonia… dimostra che la mossa di Stalin non aveva un semplice carattere difensivo ma ob = politica di potenza.

( PATTO RIBBEMTROB-MOLOTOV) ebbe delle CONSEGUENZE:

Screditò la politica unitaria dei comunisti europei

 40

Disorientò i movimenti antifascisti per la pace

 Facilitò aggressione nazista alla Polonia.

Tale patto non servì ad evitare l’attacco tedesco nel ’41 all’URSS, non avendolo previsto, e solo dopo tale

aggressione venne ripresa la politica della lotta per la libertà dal fascismo.

1943: Stalin sciolse il Commintern x rassicurare gli alleati sul fatto che la rivoluzione mondiale non era più tra gli

obiettivi dell’Unione Sovietica.

LO STALINISMO (RIQUADRO)

Vi sono state varie correnti di pensiero:

TROCKIJ : stalinismo è stato un tradimento della rivoluzione e una forma di restaurazione capitalistica.

ARENDT = si è servito del totalitarismo per individuare le peculiarità dello stalinismo nel controllo sociale della

massa ad opera di una dittatura autocratica e distinguerlo così sia dai sistemi democratici, sia dalle forme

tradizionali di autoritarismo, accostandolo ai regimi fascisti.

Tale approccio ha dato origine alla SCUOLA SOVIETOLOGIA ANGLOAMERICANA, che ha visto nello stalinismo una

dittatura fondata sul terrore.Nazismo e stalinismo, condividono in tale visione, privano le persone dei diritti

individuali e di ogni possibilità di scelta, piegate all’obbedienza e costrette alla sospensione della propria coscienza

umanitaria.

LEWIN: posizione meno ideologica .Identifica come fenomeni costitutivi dello stalinismo l’industrializzazione e la

collettivizzazione delle campagne.

Il dispotismo,il culto della personalità, la burocratizzazione e il nazionalismo che ne furono i tratti distintivi appaiono

come l’esito di un cortocircuito determinato dalla coesistenza nella soc russa di forme economiche sociali

avanzatissime e altre arretrate :elitè di tecnocrati e burocrati creata dall’industrializzazione e mondo rurale.Lo stato

che sorse dallo stalinismo nasce dalla tensione tra questi due poli ed è anche lo strumento per dominarla.

Per LEWIN l’autocrazia di Stalin è l’incarnazione dello squilibrio: attraverso lo stato si espresse l’incapacità del

sistema, in tempi di transazione e crisi, di adattarsi ai cambiamenti da lui stesso prodotti.

REVISIONISTI: posero l’accento sull’articolazione di poteri interna al regime, sull’esistenza di divergenze e conflitti

tra centro e periferia e tra i diversi settori dello stato.Tali ricercatori hanno tentato di ricostruire una storia della

società sovietica sotto lo stalinismo con particolare riguardo alla realtà delle comunità locali e non solo alle scelte e

alle lotte dell’eleitè emergente.

AA 30.: apice repressivo del grande terrore raggiunto dal sistema staliniano.Il grande terrore causò la morte di

migliaia di persone.

1993 lavoro di ricerca tramite il quale si è arrivati ad avere un quadro più concreto del sistema di terrore

staliniano.I Gulag erano solo l’anello centrale di una catena reclusiva che comprendeva anche penitenziari e

colonie di confino per misure detentive temporanee.

Il vero obiettivo della repressione sembra piuttosto l’èlite della cultura e delle professioni.

CAP 9 ASIA, AFRICA E AMERICA LATINA TRA LE DUE GUERRE

9.1 I PRIMI MOVIMENTI ANTICOLONIALI

La prima guerra mondiale aveva sparso vittime anche tra i soldati indiani e magrebini.Quei soldati avevano

assistito ad un massacro che aveva incrinato il mito di una civiltà europea superiore, al tempo stesso avevano

incontrato idee di indipendenza e libertà applicabili anche allo stato di soggezione e sfruttamento dei loro paesi

d’origine.

Tra i 14 punti di Wilson come base x un ordine internazionale vi era il mandato, che stabiliva il principio della

salvaguardia degli interessi dei popoli nativi delle colonie e attribuiva alla potenza coloniale europea un ruolo di

sostegno per il raggiungimento della capacità di autogoverno.

Il blocco commerciale connesso alla guerra aveva portato a uno sviluppo degli scambi tra le colonie e la loro

madrepatria, ma l’arretratezza economica di quei paesi li rendeva inefficienti come mercati x le merci europee in

eccedenza.Si poneva così il problema di un’organizzazione più razionale del dominio coloniale, che non si fondasse

sulla spoliazione di materie prime.L’art 22 dello statuto della società delle nazioni indicava una soluzione

preventiva ponendo tre tipi di mandato:

1. periodo transitorio di tutela istituzionale x il raggiungimento della piena indipendenza 41

2. un’amministrazione coloniale sotto la supervisione della società delle nazioni

3. un’incorporazione nel dominio della madrepatria.

La guerra mondiale aveva indebolito la forza e l’autorità degli imperi.

Tra i principi del nuovo regime sovietico Lenin aveva posto anche l’autodeterminazione dei popoli e nel corso degli

anni venti nacquero partiti affiliati all’Internazionale comunista in India,Cina, Indonesia,Sudafrica, Egitto, Palestina

e Siria.Ognuno di questi partiti ‘s identificava come difensore degli interessi delle masse rurali più povere

( proletariato dei paesi preindustriali), ma era pronto ad appoggiare le rispettive borghesie nazionali x una comune

lotta antimperialista contro il dominio coloniale.

Prima ancora dei partiti comunisti si erano sviluppati movimenti anticoloniali borghesi che assunsero posizioni

nazionaliste o adattarono ideologie sovranazionali tendenti ad affermare identità diverse da quella europea.

(seconda opzione in mondo islamico e arabo).

RISPOSTE DELLE POTENZE COLONIALI EUROPEE: Impero Britannico e Francese si ispiravano a un comune

pregiudizio secondo il quale le popolazioni extraeuropee non erano preparate a in sistema democratico

indipendente, estraneo dalla loro storia ( fatta eccezione di èlite indigene educate in Occidente)

In particolare, la sovranità assoluta della madrepatria era difficile da applicare dove esistevano consistenti

popolazioni di razza bianca, dal p.d.v culturale e produttivo non molto più arretrate di quella inglese.

SOLUZIONE: 1931 lo STATUTO DI WESTMINSTER:

trasformò in legge del Regno Unito i risultati di una conferenza imperiale .

 La Gran Bretagna e i suoi dominions (Canada,Australia, Nuova Zelanda,Sudafrica e Terranova) furono

 definite comunità autonome dell’impero britannico unite solo dalla fedeltà alla Corona e liberamente

associate in quanto membri del Commowealth Britannico (associazione volontaria di 54 Stati indipendenti

ognuno dei quali viene ritenuto formalmente colonia britannica, fatta eccezione per il Mozambico e il

Regno Unito.)

EFFETTI:

Superamento del principio che limitava l’autonomia delle colonie alla sola politica interna.

 Le leggi approvate dal Parlamento inglese potevano essere rifiutate da quelli dei dominions.

 La conferenza di Ottawa (1932) stabilì un regime di preferenza nel Commonwealt x raggiungere

 un’autosufficenza economica dal resto del mondo.

Importazioni ed esportazioni in Gran Bretagna salirono.

 La sovranità politica delle ex colonie si combinava con la loro subordinazione economica

 Ci fu una democrazia parlamentare nei paesi del Commowealth.

9.2 IL GIAPPONE.

Era presente il PANASIATISMO : parola d’ordine propagandistica che puntava ad eliminare ogni influenza straniera

in un continente asiatico unificato sotto l’autorità del Giappone.

Dopo la guerra il Giappone rafforzò la propria presenza nella Manciuria e combattè contro l’armata rossa a fianco

dei “bianchi” in Siberia.

La spinta all’espansione era in sintonia con i mutamenti dell’economia del paese:

Gli anni di guerra avevano sviluppato l’industria

 Popolazione attiva era in maggioranza rurale.

 Crebbero le esportazioni di prodotti finiti e le importazioni di materie prime e di macchinari.

 Crescita del prodotto nazionale lordo.

Un territorio ristretto, montagnoso e pressochè privo di risorse naturali fissava tuttavia forti limiti alla crescita del

mercato interno, ponendo il Giappone alla mercè delle politiche doganali delle altre nazioni.

Vi furono interessi di mire espansionistiche che condizionarono gli indirizzi governativi.Il partito al potere, il

SEIYUKAI varò una politica di forte sviluppo della flotta militare.Il Giappone divenne così la terza potenza navale

dopo gli Stati Uniti e la Gran Bretagna.

EFFETTO: HARDING (presidente USA) convocò nel 1921 una conferenza dei ministri degli esteri

di tutte le potenze marinare:

alla flotta di guerra di ogni nazione venne fossato un tetto minimo di tonnellaggio (volume, in tonnellate di

 stazza lorda, di una nave mercantile)

Giappone restituì la regione dello Shantung alla Cina

 42

Giappone stipulò un accordo con Gran Bretagna,Usa, Francia che impegnava i partner nell’osservanza dei

 rispettivi diritti.

Giappone mantenne la sua superiorità nell’Oceano Pacifico, mentre Gran Bretagna e Stati Uniti dovevano divide le

proprie forze tra il Pacifico e l’atlantico.

MODERNIZZAZIONE DEL GIAPPONE DATA DA:

Politica di potenza

 1925 suffragio universale maschile.

 Forte impulso alla scolarizzazione primaria.

CULTURA DI BASE DI TALI SVILUPPI:

Fondata sui valori della morale confuciana: lealtà e obbedienza come basi x l’armonia.

 Ideologia del Tenno, ovvero il culto dell’imperatore in quanto discendente degli dei fondatori del Giappone

 e incarnazione del principio divino di autorità,

Il sistema nazionale era concepito come sistema organico ( non era contemplata l’esistenza di classi o

 interessi sociali contrapposti)

EFFETTI CRISI DEL 29: crollo dei prezzi

COSA SI FECE: 1931 ministro delle finanze Takahaschi varò una politica d’intervento statale che dette impulso alle

spese militari e alle esportazioni, svalutando lo yen ( moneta nazionale).

RISULTATO: rafforzamento dei legami tra zaibatsu (concentrazioni industriali e finanziarie), governo,Corte

imperiale ed esercito.

1931:in Manciuria l’armata Giapponese, di propria iniziativa,innescò un incidente con le truppe nazionaliste cinesi e

occupò la città di Mukden (in Cina).

1932: fu proclamata l’indipendenza del Manciukuo(Lo Stato si estendeva sui territori che oggi costituiscono

Manciuria e parte della Mongolia interna, ed era nominalmente governato dall'ultimo imperatore cinese Qing Pu Yi,

anche se l'amministrazione locale era in mano ai giapponesi) stato controllato dai giapponesi.

EFFETTO: la Società delle Nazioni condannò l’iniziativa e non riconobbe il nuovo stato.

EFFETTO: 1933 Giappone uscì dalla Società delle Nazioni.

Intanto cresceva la Kodoha, la fazione della via imperiale, che propugnava l’assoluta fedeltà e la cacciata dei civili

dal governo della nazione.

1932: alcuni cadetti della marina appartenenti alla fazione uccisero il primo ministro Inukai: fu solo il primo di una

serie di atti terroristici che culminarono in un tentativo di colpo di stato nel 36 ma l’azione fallì.Cmq il nuovo

esecutivo presieduto da Hirota fu molto condizionato dal potere militare,

1936: HIROTA FIRMA IL PATTO ANTICOMINTERN con la Germania nazista.

1937: GIAPPONE DETTE INZIZIO ALLA CONQUISTA DELLA CINA

1938: una legge di mobilitazione nazionale attribuì pieni poteri allo stato nella vita economica della nazione.

I sindacati vennero sciolti e sostituiti con una associazione patriottica industriale di stampo corporativo.

9.3 LA CINA E IL SUDEST ASIATICO

SITUAZIONE DOPO LA GRANDE GUERRA:

La repubblica cinese :

istituita nel 1912 non godeva di un adeguato consenso popolare e il controllo del paese rimase nelle mani dei

governatori militari delle province il cui potere si accrebbe dopo il primo conflitto mondiale.Inoltre

agricoltura :

Arretrata e fondata sull’autoconsumo.Tuttavia la penetrazione occidentale commercializzò almeno

 parzialmente l’economia rurale, favorendo la formazione di latifondi basati sulla proprietà pvt.

A questo strato di proprietari si contrapponevano i MINIFONDI: insieme di piccoli appezzamenti di terra

 della maggioranza dei contadini e quasi sempre insufficienti a garantire la sopravvivenza.

Forte incremento demografico x abbassamento della mortalità, dovuto alle vaccinazioni e ad alcuni miglioramenti

igenici. ( aggrava situazione dei scarsità del terreno)

REAZIONE(DOPO LA GUERRA) ALLA PRESENZA OCCIDENTALE E ALLA DISGREGAZIONE DEL PAESE:

1919: studenti, impiegati e commercianti manifestarono contro la subordinazione della Cina agli interessi

 stranieri. 43

1921 fu fondato il partito comunista a Shangai.

 Partito nazionale del popolo ( Guomindang) con presidente YAT SEN radicalizzò la propria battaglia x

 l’indipendenza nazionale e promosse una collaborazione con i comunisti cinesi e con l’Unione Sovietica

Successore Chiang lanciò nel 1926 una spedizione a nord ponendo fine all’alleanza con i comunisti, che vennero

massacrati.

Chiang sostenuto dai grandi proprietari terrieri, dai ceti sociali medio-alti e dalle potenze straniere che lo

appoggiavano in funzione antisovietica e antigiapponese, instaurò il proprio governo nazionalista a Pechino.

Diverse zone del paese però sfuggivano ancora al controllo del partito nazionale del popolo e il partito comunista si

riorganizzò nelle campagne sviluppando le proprie basi sociali tra i contadini poveri.

1930: chiang sferra armate contro i comunisti.Vincono comunisti con a capo Ma Zedong.Importante fu il contributo

dei contadini.

In contrasto con Stalin e il Comintern, che concepivano la lotta antinazionale come alleanza tra proletariato

industriale e borghesia nazionale, mao identificava nel proletariato rurale il soggetto decisivo di una battaglia

sociale (per una radicale riforma agraria che desse la terra ai contadini) e antimperialistica ( per liberare la Cina

dall’occupazione giapponese).

Nel 1936 Chiang tratta con il rappresentante comunista Enlai, (costretto dai generali del partito nazionale del

popolo)Ne nacque una strategia comune contro il Giappone.

DOPO SECONDA GUERRA MONDIALE :

Con la resa del Giappone la Cina avrebbe dovuto rimanere nell’orbita occidentale sotto il governo di Chian, almeno

secondo il progetto di spartizione concordato tra Stalin,Roosvelt e Churchill.Fedele a tale consegna nel 46/47 Chian

portò ripetuti attacchi militari alle basi del partito comunista nelle campagne cinesi.

RISPOSTA DI MAO: intensificazione della politica di confische di terre ai danni dei contadini ricchi, ciò rafforzò il

consenso del suo partito anche nelle zone della Cina meridionale dove non si era radicata la resistenza

antigiapponese.

1948 = comunisti sconfissero in guerra le truppe nazionaliste e nel 1949 entrarono a Pechino mentre Mao e la

parte a lui fedele del Guomindang si rifugiavano a Taiwan.

1949: PROCLAMATA LA REPUBBLICA POPOLARE CINESE.

In Asia e nei paesi che erano sottoposti ai regimi coloniali diretti vi era un nesso tra:

Questione nazionale e questione sociale

 Lotta contro la soggezione allo straniero e per una riforma agraria che espropriasse i latifondi e distribuisse

 la terra ai contadini.

INDOCINA FRANCESE:

1927 venne creato un partito nazionale ispirato al Guomindang, i cui rappresentanti erano privi di poteri

effettivi.Opponendosi alla strategia di collaborazione del Partito nazionale. Nel 1931 Ai Qoq fondò il Partito

comunista del Vietnam e organizzò la rivolta indipendentista tra i soldati e i contadini.

Si riprodusse una dialettica politica analoga a quella cinese, tra un partito moderati ( espressione di una borghesia

nazionale propensa all’accordo con la potenza coloniale) e un partito radicale (espressione dei contadini poveri e

fautore di una rivoluzione sociale nelle campagne da raggiungere assieme all’indipendenza).

Lo scoppio della seconda guerra mondiale e la sconfitta della Francia (11.1) rafforzarono le posizioni del partito

comunista.

1941: per iniziativa dei comunisti si costituì il Vietmith, il fronte per l’indipendenza del Vietnam, che alla resa del

Giappone si mosse verso le campagne e le montagne del nord x effettuare un’insurrezione nazionale.

Il governo provvisorio di Minh proclamò l’indipendenza del Vietnam.

COLONIA OLANDESE DELL’INDONESIA:

Il risveglio del sentimento nazionale venne guidato da un partito musulmano, il Saraket Islam a cui, negli ann 20,

si contrappose il partito comunista indonesiano. 44

1927 fu fondato il Partito nazionale che sotto la guida di Sukarno si pose l’obiettivo di un’indipendenza limitata alla

politica interna.

L’olanda respinse tale richiesta -e mise fuorilegge il Partito nazionale e imprigionò Sukarno.

Con la dominazione giapponese durante l seconda guerra mondiale Sukarno fu prima costretto all’esilio, poi

chiamato a far parte del governo di occupazione Giapponese nel quadro della “sfera di coprosperità della grande

Asia orientale”. (11.2)

Dopo la resa Giapponese Sukarno proclamò l’indipendenza dell’Indonesia , ma le truppe alleate inglesi e australiane

restaurarono il potere coloniale dell’Olanda.

Movimenti nazionalisti si svilupparono anche nelle Filippine. Nel Siam (Thailandia nel 1939) l’avvento di un regime

costituzionale fu accompagnato da una politca volta a limitare lo sfruttamento delle risorse del paese da parte delle

potenze occidentali (anni 30).

9.4 L’INDIA

Le campagne erano ancora più povere di quelle cinesi, i profitti economici ( dati dalla commercializzazione

dell’agricoltura e dall’industria) erano assorbiti dall’èlite di ricchi possidenti cointeressata alla gestione del potere

coloniale di Londra.

Nonostante la miseria, il regime coloniale britannico prosperava perché sfruttava la divisione religiosa esistente tra

hindu e musulmani, appoggiandosi ai musulmani perché li riteneva più moderati sul problema dell’indipendenza

nazionale.

Il movimento anticoloniale indiano era dominato dalla figura di Gandhi.

Alla fine del 1919 la Gran Bretagna concesse all’India una nuova costituzione che fissava la diarchia tra il

parlamento indigeno e il governo ( rispondeva del suo operato sol a Londra)

1919=. Seguaci di Gandhi che volevano l’indipendenza conquistano la maggioranza nel Partito del Congresso,

l’associazione che riuniva i rappresentanti dell’èlite indiana legata agli inglesi.

VISIONE DI GANDHI DELL’INDIPENDENZA: ricerca di una via di sviluppo alternativa a quella occidentale, fondata

sul rifiuto della civiltà industriale e sul rilancio della filatura e tessitura a mano.

Gandhi si battè anche per gli aspetti + arcaici del costume religioso indiano (estrema subordinazione della donna…)

1929 Gandhi arrestato insieme ad altri x la disobbedienza civile.

Dopo un altro arresto il governo inglese sceglie di negoziare.

1930-31 si tennero a Londra due Conferenze della Tavola rotonda ( alla seconda partecipò Gandhi) ma non si

raggiunsero risultati definitivi.

EFFETTO: Gandhi riperse la disobbedienza civile e nel 32 fu ancora arrestato. Fa sciopero della fame che fa

riprendere il negoziato che nel 35 condusse all’elaborazione di una nuova costituzione che ampliò l’autonomia e i

poteri legislativi dei governi provinciali eletti dagli indiani.

Rimase la diarchia tra governatorato inglese e autogoverno indiano.Nel partito del congresso si fece strada

un’opposizione guidata da NEHRU, vicina ai modelli del socialismo europeo e fautrice della piena indipendenza della

Gran Bretagna e di un moderno sviluppo industriale.Negli anni della guerra mondiale andò contro Gandhi che nn

collaborava.nahru sostenne le ragioni del sostegno agli eserciti alleati contro la minaccia giappnese.

1945: al governo di Londra c’è Attllee , laburista che era favorevole ad una ripresa delle trattative.Tali trattative si

conclusero nel 47 con la costituzione di due dominions separati: L’unione indiana ( Hindu) e il Pakistan

( musulmana).

9.5 IL MEDIO ORIENTE E IL MAGHREB

(DOPOGUERRA IN MEDIO ORIENTE)

Durante la prima guerra mondiale gli inglesi avevano fomentato la rivolta dei popoli arabi contro l’impero ottomano

promettendo loro l’indipendenza MA la conferenza di sanremo e il trattato di Sevres tradirono tali

aspettative.EFFETTO = l’intera regione meridionale venne spartita in mandati coloniali affidati a francia e Gran

Bretagna. (rif 2.1). 45

1923: IMPERO OTTAMANO SISTITUITO CON REPUBBLICA TURCA, nella quale KEMAL( che dopo la guerra mise in

discussione i nuovi assetti del trattato di Versailles, esautorò il sultano, cacciò i greci dall’Anatolia, e nel 22 istituì

una repubblica laica < da 2.2.Il tutto accadde in Turchia):

instaurò un autoritario regime monopartitico

 spinse il paese verso lo sviluppo economico

 avviò un processo di radicale modernizzazione e laicizzazione.

1928: Islam cessò di essere la religione di Stato.

Tra le varie misure la più importante fu l’abolizione del califfato ( la max autorità temporale musulmana) che nel

1924 pose fine all’unità religiosa e politica dell’Islam.

EFFETTO: radicalizzazione in senso politico della religione musulmana. = nasce il PANISLAMISMO fondato su

un’ideologia politica universalistica di totale opposizione al predominio occidentale.

Fondazione della società dei fratelli musulmani :

 imputava il ritardo della nazione araba a un allontanamento dalla religione e proponeva un modello di società

alternativa, priva di partiti politici, legata alla legge canonica fissata nel Corano (Secondo la legge canonica il

mondo è diviso in due zone: dar al- Islam (casa dell’Islam) e dar al-harb (casa della guerra, cioè tutti i paesi non

musulmani) e all’educazione religiosa, ispirata a un controllo della morale dei cittadini da parte dello Stato.

Tra gli estremi del panislamismo e del nazionalismo si svilupparono vari movimenti e idee che univano in modo

diverso l’identità islamica fondata sulla fede con la partecipazione alle lotte per l’indipendenza dei vari paesi.

Ciò aggravò la situazione di un mondo già diversificato tra sciiti e sunniti.

SCIITI: il califfo doveva essere letto

SUNNITI: sostennero la deignazone del genero del profeta, Alì e dei suoi discendenti.

1921: al potere sale KHAN , nel 25 sostituì il vecchio imperatore ed instaurò un GOVERNO AUTORITARIO.

Khan si scontrò con l’opposizione degli sciiti razionalisti e varò un programma di modernizzazione riducendo solo in

parte l’influenza britannica sul paese, rinominato Iran nel 35.

Si diffusero:

Nazionalismo

 Panarabismo (è sia un movimento politico sia un'ideologia: lo scopo principale è la visibilità sulla scena

 mondiale come soggetto politico autonomo dell'insieme dei popoli arabofoni.)

Il mito di una nazione araba unita dalla lingua e comprendente popoli di diverse fedi prese piede in Siria e Libano

ma si scontrò con:

Politica della Francia e della Gran Bretagna

 Rivalità tra i personaggi che ambivano a costruire un grande regno arabo.

Solo l’Arabia costruì un regno indipendente.(1932 prende il nome di Arabia Saudita)

POLITICA DELLA FRANCIA IN MEDIO ORIENTE: frammentazione delle diverse comunità.

Comunità sunnita fa rivolta contro le autorità francesi in Siria.( nonostante relativa autonomia concessa alle

minoranze)( Francia aveva il mandato).

POLITICA GRAN BRET IN MEDIO ORIENTE: accorda indipendenza nel 28 alla Transgiordania e dopo all’Iraq,

mantenendo il controllo del petrolio e una posizione dominante.

SIONISMO: movimento d’opinione che puntava ad una soluzione politica del problema ebraico (ovvero un popolo

senza patria, poiché erano sparsi nel mondo) SI SCONTRA CON:

Orientamenti assimilazionisti: ( ebrei liberali e socialisti) favorevoli all’integrazione nelle diverse regioni di

 appartenenza

Correnti religiose ortodosse: escludevano il ritorno a Gerusalemme in assenza di un intervento divino.

Indipendentemente da questo, BALFUOR ( ministro degli esteri inglese) affermò i diritti degli ebrei sulla Palestina

46

( 1917).

A causa dei numerosi tumulti degli ebrei in Palestina : WALLESLEY elaborò un piano di spartizione che prevedeva

la creazione di:

Uno stato ebraico

 Uno stato arabo

 Una zona sotto mandato britannico comprendente Gerusalemme.

RESPIINTO DA STATI ARABI, APPROVATO DAI SIONISTI.

STATI ARABI = contrapposero la creazione di un unico stato palestinese alleato alla Gran Bret, che tutelasse la

minoranza ebraica ma ponesse fine ad ogni ulteriore immigrazione ebraica nella regione.

La delegazione d’Egitto:

si affermò come la maggior forza politica del paese in opposizione al predominio della Gran Bretagna.

 1922 proclamò l’indipendenza dell’Egitto facendone una monarchia costituzionale

 elezioni conquistò la maggioranza governando a lungo il paese

 non riesce ad emancipare il paese dalla Gran Bret.

LIBIA: italiani provano a conquistarla ( dopo il primo tentativo in guerra) ma perdono.

Anni dopo: fu varato un programma di intensa colonizzazione, che portò in Libia molti italiani.

POLITICA DI INSEDIAMENTI COLONICI DELLA FRANCIA IN:

Algeria

 Tunisia

 Marocco

Che erano suoi protettorati. (è uno stato o un territorio controllato (protetto) da uno stato più forte (protettore) il

quale si riserva di rappresentarne integralmente la personalità nell'ambito del diritto internazionale. Dal punto di

vista del diritto interno, invece, lo Stato protetto mantiene una certa autonomia per quanto riguarda gli affari

interni e non è un possedimento dello stato protettore (in senso stretto, così come la colonia), il quale si impegna a

tutelarne gli interessi e di solito ne dirige gli affari esteri e la difesa.)

ALGERIA: movimento anticoloniale puntava su:

Riappropriazione della lingua araba

 Riappropriazione della cultura musulmana

Obiettivo=indipendenza

ALTRA ALA DEL MOVIMENTO ANTICOLONIALE:

Partito Destur + partito alegerino = vicini per contenuti ideali e forme organizzative alle sinistre del

 parlamento francese

10.LE ORIGINI DELLA SECONDA GUERRA MONDIALE.

10.1 UN CONFLITTO ANNUNCIATO

A differenza della prima, la seconda guerra mondiale fu un evento previsto.

Le previsioni traevano origine principalmente dai trattati di pace della prima g.m, che non avevano risolto le

divisioni del continente europeo ma contenevano le premesse di nuovi conflitti.

Le vicende internazionali tra due guerre furono contraddistinte da una contraddizione insanabile: le potenze

europee non erano + in grado di risolvere da sole i conflitti, ma gli USA decisero di restringere la loro sfera di

influenza al continente americano e al pacifico.Sugli equilibri continentali pesò anche l’assenza dell’URSS.

OB DI MANTENERE LA PACE : venne perseguito dalle varie potenze alla luce dei loro interessi politici, territoriali ed

47

economici.

DIVISIONE:

Vincitori e vinti

 Soddisfatti e chi voleva una revisione (revisionisti) degli assetti di Versailles.

FRANCESI: paese che tentò nel modo + rigido di imporre il rispetto dei trattati perché voleva avere un ruolo

egemone nel continente dopo il crollo della potenza tedesca.

EUROPA: zone nevralgiche x la pace erano: area centro-orientale e quella danubiano-balcanica = zone in cui vi

erano stati mutamenti + radicali imposti dai trattati. Tali aree instabili erano imp x contenere la pressione tedesca

(perché Austria e Cecoslovacchia confinavano con la Germania) e il possibile ritorno dei sovietici ( perché la

Polonia confinava con L’URSS).

FRANCIA e ITALIA: volevano combattere i revisionisti.

Francia x salvaguardare la posizione di vantaggio acquisita a Versailles

 Italia x kiudere la questione dell’Alto Adige (strappato all’Austria) e le mire jugoslave sui territori di confine.

Inoltre vi era il PROBLEMA DELLA RIPRESA ECONOMICA + STABILITA’ E DURATA DEL SISTEMA

DELL’ECONOMIA DI MERCATO: gli sconvolgimenti subiti dalle economie europee ad opera della guerra e le

difficoltà di assicurare una ripresa significativa della produzione industriale richiedevano un impegno collettivo che

contrastava la tendenza a privilegiare gli interessi nazionali e venne ostacolato dall’opzione isolazionalistica degli

Stati Uniti.

1923 il cancelliere tedesco Strasemann, annunciò la fine della ‘resistenza passiva’, all’occupazione francese della

Ruhr (rif 5.3), mostrandosi disponibile a ricontrattare il pagamento dei debiti e allentando la tensione europea.

1924 Stati uniti attuarono il loro isolamento d’accordo con Gran Bretagna, Francia, Germania,(piano Dawes).

La questione delle riparazioni venne così collegata al rilancio dell’economia internazionale, mirando a chiudere il

circolo vizioso che si era determinato tra i debiti della Germania nei confronti dei paesi europei vincitori e quelli di

vincitori nei confronti degli USA.

1925 TRATTATO DI LOCARNO: confermò l’intangibilità delle frontiere tra Germania,Francia e Belgio e la

smilitarizzaizione della Germania. Se ne resero garanti la G.Bret e l’Italia.

FRANCIA: stipulò trattati di alleanza con:Cecoslovacchia e Polonia

GERMANIA: firma arbitrati con Francia, G.Bret e, Belgio, Cecoslovacchia, e Polonia.

La normalizzazione franco-tedesca e il ritorno degli Stati Uniti sulla scena europea favorirono una ripresa

produttiva, ma il mutamento del clima non fu duraturo perché:

Trattato di Locarno non prese in considerazione le frontiere sudorientali della Germania, lasciando spazio

 alle future rivendicazioni tedesche.

La Francia continuò a perseguire un’egemonia continentale.

 Gran bret tentò di bilanciare il peso francese con quello di una Germania normalizzata.

 Italia i ntervenne nell’area centroeuropea :

 +riavvicinandosi alla Jugoslavia.

+intervenendo in Albania.

+sostenendo il revisionismo ungherese.

Unione Sovietica: esclusa da Locarno,interpretò il trattato come un assenso alle rivendicazioni tedesche

 verso est e dunque come una minaccia.

L’anessione della Bessarbaia alla Romania fu cista allo stesso modo

 Perquisizione della missione commerciale sovietica a Londra portò alla rottura delle relazioni diplomatiche

 tra i due paesi

Il ritorno degli Stati Uniti in Europa si limitò al versante finanziario e fu poi rivendicato dalla crisi del 29.

Con tali premesse: patto firmato nel 28 da Briand e da Kellog ( americano) che escludeva la guerra come mezzo di

risoluzione delle controversie internazionali, non potè avere alcun effetto concreto. 48

Una svolta negativa si ebbe nel ’29-’30 (3.3)la crisi economica evidenziò un sistema finanziario interdipendente,

che favorì la diffusione mondiale, non coesistendo con il protezionismo commerciale, impedendo la circolazione

delle merci.

La conferenza sul disarmo di Ginevra nel ’32 registrò l’apertura di un conflitto tra le potenze vincitrici, sulle

tematiche revisioniste ( nel 33 la Germania si ritirò dalla conferenza e abbandonò la società dele nazioni)

L’avvicinamento alla guerra fu segnato :

dall’aggressione giapponese alla Cina in Manciuria, e

 dall’aggressione dell’Italia all’Etiopia, che decretò l’alleanza tra Italia e Germania(asse Roma-berlino nel ’36

 per la preminenza degli interessi tedeschi a Est, di quelli nel Mediterraneo per l’Italia)

la causa decisiva per il conflitto fu la determinazione di Hitler a rompere con la forza gli equilibri europei.

 uscita dalla Società delle Nazioni, la Germania nazista infranse le clausole dei trattati di pace

 nel ’36 vi fu l’ingresso delle truppe tedesche nella Renania smilitarizzata.

10.2 La PENISOLA IBERICA E LA GUERRA DI SPAGNA

Rimasta neutrale durante la prima guerra mondiale, a Spagna era un paese diviso.

-sviluppo dell’industria( per incremento domanda estera connesso allo sforzo bellico) dove ci fu un movimento

autonomista.( nord)

- resto del territorio agricoltura arretrata in mano ad un’aristocrazia nazionalista (ricchi al contrario della

popolazione rurale legata a un’economia di autoconsumo)

ASPETTO POLITICO:

- ceto politico governava sotto la guida di Alfonso XIII. Espressione di oligarchia che si poggiava sulla chiesa e sulle

forze armate.

- crisi aperta da un sanguinoso smacco inferto dai ribelli in Marocco che si risolse nel 23 con un colpo si stato

effettuato da DE Rivera con l’appoggio del re.

-proclamata la legge marziale

-istituita la censura

Il dittatore non cancellò le conquiste degli anni precedenti e ottenne la collaborazione di Caballero

( segretario del sindacato socialista) , in base ad un disegno di sostituzione degli istituti parlamentari con un

sistema corporativo, mai compiutamente definito.

- si ingigantisce il debito pubblico x politica di lavoro pubblici molto ambiziosa MA si riduce la disoccupazione e si

diede nuovo impulso alla produzione industriale

- Grazie all’alleanza con la Francia tra il 25 e il 27 DE Rivera portò a termine la repressione della rivolta

anticoloniale in Marocco.

Tali successi non arrestarono il malcontento x la miseria delle masse rurali e per le aspirazioni democratiche che si

diffusero nelle università e nelle forze armate.

1930 Rivera si dimette.

Alfonso XIII abbandonò il paese per una disfatta subita dai monarchici alle elezioni del 31.

In elezione x assemblea costituente vince alleanza formata dai socialisti e dai repubblicani di sx. 49

Venne promulgata una Costutuzione repubblicana che:

-stituì il suffragio universale

-sancì la libertà religiosa

-introdusse la separazione tra stato e chiesa.

32-33: il governo guidato dal repubblicano AZANA:

- sciolse ordine dei gesuiti

- chiuse le chiese cattoliche

-approvò lo statuto rivendicato dagli autonomisti, che attribuiva alla Catalogna organi costituzionali propri con ampi

poteri fiscali e amministrativi.

Problema della riforma agraria: la struttura sociale delle campagne era divisa in: estesi latifondi e un minifondo.

Concordi nell’espropriare le terre non coltivate socialisti e repubblicani la pensavano diversamente sulla loro

destinazione:

socialisti = uso collettivo

repubblicani = proprietari indipendenti.

Legge di compromesso con risultati limitati. La repubblica perse un’occasione per estendere le proprie basi sociali

e fornì un’arma potente ai suoi avversari.La caduta della popolarità del governo fu resa evidente da una sommossa

organizzata dal movimento anarchico.

Alla divisione e radicalizzazione delle classi popolari faceva riscontro la volontà di reazione dell’aristocrazia terriera e

della chiesa a cui si unì la borghesia imprenditoriale e dei ceti urbani.

1933 alle elezioni vince la destra.

Biennio nero:

- le sinistre risposero con scioperi generali.

-Rivolte sotto la spinta di anarchici e comunisti ed anche il partito di Caballero si spostò su una linea rivoluzionaria

tentando un’insurrezione ma senza successo.

EFFETTO INSUCCESSI: le sinistre spagnole si unirono in un fronte popolare che raccolse repubblicani, socialisti,

comunisti e parte degli anarchici.

1936 alle elezioni il fronte ha la maggioranza EFFETTO: cattolici abbandonano l’idea di una conquista pacifica del

potere.Tale scelta rafforzò i partiti estremi che stilarono un programma vicino a quello del fascismo italiano e

fondato su: autorità,gerarchie e ordine.

1936 le guarnigioni del Marocco e di molte città spagnole si sollevarono conto il governo dando inizio ad una lunga

guerra civile. (sostenta da Italia e Germania)

I ribelli conquistarono vaste zone della Spagna con al comando Franco.Madrid, Barcellona e le regioni più ricche e

industrializzate rimasero in mano ai repubblicani.

SCHIERAMENTI DEI PARTITI:

1937 i partiti di destra si unificarono nella falange ( strumento di propaganda di ideologia di Franco e dell’esercito).

Partiti repubblicani furono minati da contrasti interni.,

Anarchici e alcune forme di sx privilegiavano misure rivoluzionarie di socializzazione della terra.

I comunisti davano priorità alla conduzione della guerra.

1937 scontro militare a Bracellona

Tali divisioni e il venir meno degli aiuti internazionali assieme a una minore efficienza militare, segnarono le sorti

della repubblica spagnola. 50

Guerra civile si concluse con la caduta di Madrid.Franco aderisce all’asse tra Italia, Germania e Giappone,

mantenendo però nel conflitto mondiale una posizione di neutralità.

(?) portogallo

10.3 LA VIGILIA DELLA GUERRA

Per molti aspetti la guerra civile spagnola fu una sorta di laboratorio di quella mondiale, anticipandone gli

schieramenti che si sarebbero affrontati tra il 1939 e 45.

Il suo contesto diplomatico venne definito da: riavvicinamento italia e germania, e tra Germania e Gran Bret.

La G.B si rifiutava di spalleggiare la Francia nella ricerca di una sicurezza collettiva del continente europeo

 e perseguiva una politica di apertura nei confronti di Italia e Germania, per dirottarne l’aggressività verso i

governi di sx di Francia,Spagna e Unione Sovietica.

Scoppiata la guerra civile in Spagna Mussolini e Hitler si impegnavano nella sedizione franchista

 G.B indusse la Francia al non intervento.

 Fino al 1934 la prospettiva dell’unificazione dell’Austria alla Germania aveva incontrato l’opposizione delle

 potenze europee.

Italia si riavvicina alla Germania ( dopo guerra di Etiopia).

 Francia perde peso internazionale

 G.B segue politica lineare di appeasement.( scopo di placare le mire espansionistiche di Hitler e

 conseguentemente scongiurare l'intervento militare contro la Germania.)

AUSTRIA: non aveva + protettori in Europa e venne imposto da Hitler l’ingresso al ministero degli interni

 del nazista austriaco Inquart

EFFETTO: maggiori disordini causati dai nazisti austriaci in favore dell’annessione alla Germania ,

cancelliere austriaco opta x referendum popola rema Hitler gli lancia un ultimatum minacciando la

guerra.Cosi’ il cancelliere accettò Inquart,

’38 Hitler entrò a Vienna, accolto dalla folla.

Dopo l’anschluss (l'annessione dell'Austria alla Germania per formare la "Grande Germania" nel 1938) il fuhrer si

impegnò nella questione dei Sudeti, una regione cecoslovacca di confine abitata da molti tedeschi,dove vi era un

movimento irredentista incoraggiato dalla Germania.La G.B si oppose dando vita ad una schermaglia diplomatica

che si concluse con un ultimatum di Hitler alla cecoslovacchia perché cedesse alla Germania i Sudeti e altri territori

rivendicati da Polonia e Ungheria.

Chamberlein ( presiedeva il governo conservatore inglese)convoca la CONFERENZA DI MONACO (1938) dove ci fu

un accordo x concedere i Sudeti alla Germania .Tale accordo spezzò i residui legami diplomatici della ‘Piccola

intesa” , il sistema di alleanze creato dalla Francia in Europa Orientale.

Nel ’39 la Cecoslovacchia venne divisa in un protettorato di Boemia e Moravia sotto controllo tedesco e in una

Slovacchia formalmente indipendente, governata da Tiso che la pose sotto la protezione della Germania.La Rutenia

venne annessa all’Ungheria. Hitler occupò la città di Memel in Lituania.

Nel ’38 il ministro degli Esteri tedesco Von Ribentrop chiese alla Polonia, la cessione di Danzica. tale pretesa di

Hitler fu respinta dal governo polacco, e Francia e Gran Bretagna, garantirono l’aiuto militare alla Polonia in caso di

guerra.

REPLICA DI HITLER: dichiarò decaduto il patto di non aggressione stipulato con la Polonia nel 34.

Nel ’39 Mussolini invase l’Albania, per bilanciare l’iniziativa tedesca, e strinse il ‘Patto d’acciaio’ che impegnava

l’Italia ad entrare in guerra a fianco dei tedeschi. 51

PROBLEMA: Una strategia antihitleriana per essere efficace, doveva coinvolgere l’URSS per porre Hitler di fronte

alla minaccia di una guerra su due fronti: a oriente con l’URSS, a occidente con Francia e Gran Bretagna.

Neutrality Act

Con il (votato nel ’35 e confermato nel ’39), gli USA confermarono il loro isolazionismo(la legge

stabiliva che non si potessero vendere armi ai paesi belligeranti). Tuttavia le clausole di quella legge avevano

subito modifiche nel corso del tempo.Nel 37 era stata inserita la formula: cash and carry (gli acquirenti di merci

americane dovevano acquistare in contanti, provvedendo da soli al trasporto nei paesi di destinazione).

Roosvelt si espresse in favore di aiuti per i paesi aggrediti dalla Germania e, dopo le annessioni di Cecoslovaccia e

Albania, diffidò Hitler e Mussolini dal compiere atti di aggressioni x almeno 10 anni.Gli Stati uniti si tennero fuori

dalle controversie europee.

Hitler convinto della necessità di agire in fretta per bruciare sul tempo il riarmo francese e britannico, strinse un

patto di non aggressione con Stalin (il 23 agosto del ’39)= PATTO RIBBENTROP-MOLTOV, procedendo alla

definizione delle rispettive zone d’influenza:

Germania aveva libertà sulla Polonia a Ovest,

 Urss aveva libertà sulla Polonia orientale,parte degli Stati baltici e Bessarabia.

Nel 1° settembre ’39 i tedeschi varcarono il confine della Polonia, provocando il 3 settembre la dichiarazione di

guerra di Francia e Gran Bretagna.

LE ORIGINI DELLA SECONDA GUERRA MONDIALE (RIQUADRO)

La guerra era stata un atto d’immotivata crudeltà sia per gli scopi si x i mezzi usati, compiuta x conquistare il

mondo.Fin dall’inizio il dominio di Hitler si era fondato su un progetto imperialistico di espansione militare del terzo

areich su scala continentale.(paradigma di Norimberga)

Due scopi di tale piano interpretativo:

Circoscrivere le colpe e scagionare la popolazione dall’accusa di corresponsabilità nelle persecuzioni attuate

 dal regime nazista nei confronti delle popolazioni civili e principalmente degli ebrei favorire la ripresa

democratica della nuova Germania

Accusare l’appeasement ch aveva guidato le democrazie occidentali , e in particolare la G:B e la Francia,

 nei loro rapporti diplomatici con Hitler.

TAYLOR: critica questa interpretazione spogliando la questione da ogni pregiudizio etico-politico e esaminando la

politica estera di Hitler come la strategia di una grande potenza per riconquistare il suo ruolo

internazionale.Spettava alla Francia e alla G.B predisporre un equilibrio europeo che assicurasse alla Germania

sconfitta il proprio posto e neutralizzasse la sua voglia di rivincita.Invece la Germania venne umiliata.E’la pace di

Versailles la vera responsabile del consenso di massa riscosso dalla propaganda di Hitler e della sua ascesa al

potere.Per Hitler la guerra rappresentava un piano espansionistico che restituisse alla Germania una posizione

continentale predominante.

11. IL SECONDO CONFLITTO MONDIALE

11.1 GUERRA SU DUE FRONTI: 1939-1940

Prima g,m Seconda g.m

Le operazioni belliche si erano svolte Le operazioni belliche assunsero

in larga misura nel vecchio continente. una dimensione

mondiale.

Differenze in contenuti politici e Coinvolse le popolazioni

militari:delimitata dagli eserciti 52

Dopo il 1939 si ebbe una ‘guerra totale’:

Di movimento: i cui fronti attraversarono continenti ed oceani x effetto dell’impiego di aviazione e mezzi

 corazzati veloci, che resero obsolete fortificazioni e trincee

Ideologica: fondata sulla contrapposizione di sistemi politici.

 Venne combattuta per annientare il nemico e non (come la prima) per spostare frontiere e guadagnare

 territori.

MODIFICO’ gli equilibri internazionali, segnando il tramonto della centralità dell’Europa e l’inizio del dominio degli

Stati Uniti e dell’Unione Sovietica ( entrarono in guerra dopo i primi due anni).

PRIMA FASE DELLA GUERRA: (p.d.v ideologico) contrapposizione tra nazismo tedesco e democrazie occidentali,

con la neutralità del comunismo sovietico

Dopo l’aggressione della Germania all’URSS (1941) e quella del Giappone agli Stati Uniti la guerra divenne uno

scontro mondiale tra fascismo e antifascismo

l’OFFENSIVA DELLA GERMANIA PARTÌ DALLA POLONIA per poi estendersi ai paesi scandinavi, concentrandosi

contro Belgio, Olanda e Francia. Blitzkrieg

I successi tedeschi furono il risultato della strategia militare del ‘; la ‘guerra lampo’ , bruciando i tempi:

attaccando il nemico con campagne brevi, con mezzi corazzati e aerei( x bruciare i tempi); i territori conquistati

erano fonte di materie prime, fabbriche, manodopera per incrementare la produzione PERCHE’ tale strategia

(pianificata nel 37)teneva conto del fatto che una guerra lunga sarebbe stata decisa sulla superiorità produttiva e

tecnologia.

1939: POLONIA non poté contare sull’aiuto di Francia e Gran Bretagna, così cadde Varsavia; la conquista della

Polonia segnò una rottura delle convenzioni internazionali.

Caduta la Polonia Hitler decise di puntare sui paesi scandinavi per il controllo del Baltico con l’attacco a Danimarca

e Norvegia(la prima non riuscì a resistere, la seconda cedette il 9 giugno). drole de guerre,

BATTAGLIA GERMANIA CONTRO FRANCIA: Sul fronte occidentale si ebbe la ‘guerra farsa’, con i

tedeschi superiori in uomini e in corazzate, contro la Francia arretrata dal punto di vista strategico(fu eretta la linea

Maginot alla frontiera tra Germania e Svizzera). L’attacco tedesco si ebbe secondo un piano che prevedeva

offensive secondarie verso l’Olanda e il Belgio, i tedeschi sfondarono al centro lo schieramento alleato,

conquistandole.

Tedeschi raggiunsero la Manica costringendo alla ritirata le truppe alleate e circa un mese dopo le truppe naziste

occuparono Parigi;il maresciallo Pétain, divenne capo del governo dopo la firma dell’armistizio, la Francia fu divisa

in due (il nord sotto il controllo tedesco, il sud e le colonie sotto l’amministrazione collaborazionista di Pétain, con

capitale Vichy).

INGRESSO DELL’ITALIA: L’Italia entrò in guerra il 10 giugno del ’40 con l’armistizio con la Francia;

Sul territorio europeo la vittoria tedesca era completa,l’ultimo ostacolo rimaneva la Gran Bretagna, dove Churchill

aveva assunto la guida di un governo di coalizione(conservatori e laburisti), che chiese e ottenne aiuti e armi dagli

Usa.

Denunciata l’alleanza con la Francia collaborazionista, la G.B ne attaccò la flotta in Algeria e instaurò un blocco

navale nell’Atlantico e nel Mediterraneo.

Le truppe tedesche non incalzarono con decisione gli alleati a Dunkerque e il piano d’invasione dell’Inghilterra fu

rinviato, grazie alla resistenza della popolazione, all’efficace difesa dell’aviazione e delle postazioni antiaeree

inglesi(col radar). La ‘battaglia dell’Atlantico’ portò allo scontro tra la flotta britannica e i sottomarini tedeschi, che

tra il 39-41, affondarono navi alleate. 53

11.2 DALLA GUERRA EUROPEA ALLA GUERRA MONDIALE.

La sconfitta della Francia e l’ingresso dell’Italia avevano allargato l’area del conflitto perché vi coinvolsero le

rispettive colonie.

Nell’agosto del ’40 gli ITALIANI invasero la Somalia britannica e attaccarono l’Egitto, per acquistare il controllo delle

aree petrolifere del Medio Oriente e del nodo Strategico di Suez. Le truppe italiane avanzarono in Egitto ma furono

bloccate dalla G.B.

All’insaputa di Hitler l’Italia invase la Grecia, dopo alcuni successi iniziali l’esercito fascista subì la controffensiva

greca e venne ricacciato in Albania.

1941: uno sbarco britannico a Salonicco portò Mussolini a richiedere l’intervento dei tedeschi,che fu risolutore e

modificò a favore delle forze dell’Asse la situazione in Africa del nord.

Jugoslavia abbattuto il governo di Belgrado, con un colpo di stato militare, l’azione nazista portò alla resa

dell’esercito jugoslavo, e lo stato federale creato nel ’19 fu smembrato tra Croazia e Serbia, Germania e Italia si

divisero la Slovenia.

L’intera area passò sotto il controllo tedesco e anche la Grecia subì la stessa sorte. Altri successi furono conseguiti

dall’Asse in Africa del nord.

G.B occupando l’Iraq e liberando la Siria e il Libano, riuscì ad allontanare dal Medio Oriente la minaccia tedesca.

ITALIANI costretti dalla controffensiva britannica ad abbandonare l’Etiopia.

1941: le sorti del conflitto erano favorevoli alle potenze dell’Asse, fino all’intervento di Usa e Urss nella seconda

metà del ’41.

Per Hitler una vittoria sui sovietici avrebbe costretto la Gran Bretagna alla pace, scoraggiando un intervento

Americano.

OPERAZIONE BARBAROSSA iniziò nel 1941(fu la più colossale operazione mai realizzata),con l’armata rossa che

non resse l’urto e i tedeschi giunsero in qualche settimana vicino Mosca,dove l’offensiva si arrestò. Hitler assegnò

la priorità al fronte sud, per aprirsi la strada verso: grano dell’Ucraina, carbone di Donetz, petrolio del Caucaso. In

cui vincono i tedeschi.

Dopo aver occupato Kiev e Crimea, Hitler ordinò di riprendere l’avanzata verso Leningrado e Mosca, arrestandosi

l’8 dicembre, per la controffensiva sovietica .Bloccato il fronte sovietico in attesa della primavera, la guerra si

estese al pacifico.

Il 7 dicembre del ’41, senza dichiarazione di guerra, I GIAPPONESI ATTACCARONO LA BASE DI PEARL HARBOR

nelle Hawaii, infliggendo un duro colpo alla flotta americana in cui vincono i Giapponesi ed ebbero mano libera nel

pacifico perché sconfiggono gli americani. Le conseguenze furono determinanti per le sorti del Conflitto; nel

dicembre del ’41 Usa e Gran Bretagna dichiararono guerra a Giappone, Germania e Italia agli USA.

Parteciparono al conflitto:America del Nord,Australia e Nuova Zelanda.

11.3 IL CONFLITTO IN ASIA E L’INTERVENTO AMERICANO

L’espansionismo giapponese presentava analogie con quello nazista, basato su di un’ideologia fondata sulla

superiorità razziale del Sol Levante sui colonizzatori bianchi, mirando(come Germania e Italia) a ricavare una

‘spazio vitale’, liberandosi dell’accerchiamento da parte degli imperi coloniali europei e della presenza americana nel

Pacifico. La guerra di aggressione contro la Cina, (’31- ripresa nel ’37), rappresentò la direttrice dell’espansionismo

giapponese, verso i territori orientali dell’ URSS. Nel ’40 dopo aver imposto un protettorato sulla Thailandia, venne

firmato un patto di alleanza con Germania e Italia, anche se Tokyo si mantenne neutrale nel conflitto Europeo e nel

’41 stipulò un trattato di non aggressione all’Urss. 54

Intervento stati uniti Pearl Harbor:

Pearl Harbor pose fine all’isolazionismo degli Stati Uniti.

Dopo la disfatta francese Roosvelt (presidente Usa) aveva individuato nella Germania il nemico principale e

nell’Europa e nell’Atlantico i settori prioritari di un eventuale impegno militare.

Lend-Lease Act

1941 approvato il legge su ‘Affitti e prestiti’ che autorizzava le forniture belliche ai paesi amici a

condizioni vantaggiose. Carta Atlantica,che

Roosevelt e Churchill vararono la fu poi sottoscritta da tutti i paesi in lotta contro le potenze del

patto tripartito.(sottoscritto nel 40 a Berlino dal governo del III Reich tedesco, dal Regno d'Italia e dall'Impero del

Giappone al fine di riconoscere le aree di influenza in Europa ed Asia).

CARTA ATLANTICA: venivano definiti i principi e progetti x un nuovo ordine internazionale fondato sul rifiuto delle

guerre di aggressione e di conquista, sul rispetto dell’autodeterminazione dei popoli e sulla libera circolazione delle

merci e dei capitali e il libero accesso alle materie prime.

Il coinvolgimento degli Stati Uniti ebbe così un riflesso sul piano degli schieramenti contrapposti, definendo il

conflitto come una lotta politica tra fascismo e antifascismo.

Conferenza a Washington: gettò le basi delle Nazioni Unite: una grande alleanza antifascista tra gli stati che

sottoscrivevano la Carta Atlantica ed erano decisi a combattere fino alla vittoria le potenze fasciste.

Venne anche imposto l’embargo sul petrolio e sull’acciaio destinati al Giappone, nel luglio del ’41, gli Usa

sequestrarono i beni giapponesi esistenti nel paese, per preparare il terreno all’ingresso in guerra, insistendo

sull’aggressività del Giappone e fronteggiandone con durezza le iniziative.

L’intervento degli Usa sancì il fallimento della ‘guerra lampo’ e costrinse la Germania a dare assoluta priorità alla

produzione di armi, spostando il baricentro dell’economia mondiale dall’Europa agli Usa, che ebbe il vantaggio di

non subire distruzioni. SHOAH

11.4 IL ‘NUOVO ORDINE EUROPEO’ E LA

La dominazione tedesca presentò il suo volto più feroce nei Balcani, Polonia e nei territori sovietici. In tali aree

avvenne lo sterminio delle ‘razze inferiori’, in primis ebrei, anche slavi e zingari, nella parte polacca, in mano ai

tedeschi le direttive emanante nel ’39 prevedevano il trasferimento coatto degli ebrei dalle campagne in recinti

edificati nella maggiori città(i ghetti). Dopo l’attacco all’Urss si avviò l’elaborazione di un ‘Piano generale dell’est’

che programmò la deportazione in Siberia di 31 milioni di persone. Gli ebrei (che dall’ottobre del ’41 provenivano

dalla Germania, Boemia, Moravia,Austria e Lussemburgo), arrivavano nei ghetti polacchi, dove le condizioni di vista

erano insostenibili, portando a numerose vittime, anche con fucilazioni di massa da parte delle S.s.

Lager

1941 un decreto chiamato ‘notte e nebbia’ dispose le deportazioni nei di parte dei prigionieri di guerra e di

Reich.

tutti i sospetti di resistenza al terzo Auschwitz

Polonia vennero edificati imponenti campi di concentramento come nel ’40 in Slesia, (con capienza di

100.000 prigionieri) e Birkenau dove entrarono in azione le camere a gas nel ’41.

La soluzione finale del ‘problema ebraico’, pianificata il 20 gennaio del ’42, dai massimi gradi di S.s, polizia,

ministeri,partito nazista e del governatorato della Polonia(Himmler), portò al rastrellamento degli ebrei a est e

ovest, per trasferirli in Polonia. Qui decimati da stenti e malattie, i rimanenti venivano eliminati perché ‘pericolosi’;

Shoah

tutto ciò è stato definito (distruzione di 6 milioni di persone), cancellando gli insediamenti Ebraici nell’Europa

orientale, della loro cultura e della loro lingua. Nonostante tutto ciò trapelasse in occidente tramite il governo

polacco esiliato a Londra, regnava una forte indifferenza.

11.5 LA GUERRA TOTALE. VITTIME CIVILI, COLLABORAZIONISMO E RESISTENZA.

La guerra di sterminio condotta del nazismo sul fronte orientale determinò una rottura di civiltà, che non mancò di

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DESCRIZIONE APPUNTO

Riassunto per l'esame di Storia Contemporanea, basato su appunti personali e studio autonomo del testo consigliato dal docente Il Novecento di Detti e Gozzini.
Argomenti trattati: Prima guerra mondiale, la rivoluzione russa, il dopoguerra in europa, la guerra civile russa, l'internazionale comunista, la crisi del dopoguerra e l'avvento del fascismo, la rivoluzione russa, la nascita della società di massa e la produzione in serie, la crisi del 29, il boom degli anni 20, il new deal, fascismo e nazismo, industrializzazione e collettivizzazione, lo stalinismo, africa asia e america latina in guerra, movimenti anticoloniali, nazionalismo, seconda guerra mondiale, guerra di spagna, la shoah, collaborazionismo e resistenza, la guerra fredda, piano Marshall, american way of life, rivoluzione laburista, italia repubblicana, il centrismo italiano, il miracolo economico, le contestazioni giovanili, la sovietizzazione, babyboom, il neoliberismo, la fine del comunismo, Gorbacev, internet, nuove guerre, 11 settembre.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in comunicazione di massa pubblica e istituzionale
SSD:
Università: Bergamo - Unibg
A.A.: 2012-2013

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher sofia_polly di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia contemporanea e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Bergamo - Unibg o del prof Cartosio Bruno Mario.

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