Estratto del documento

Storia contemporanea dal 1815 a oggi

Decidere di tornare all'Ancien Regime significava cancellare un periodo lungo di tempo, dal 1789 al 1815, in cui in alcune realtà europee non era stato vissuto un periodo tranquillo; era stata cioè una fase di grandi cambiamenti sia dal punto di vista politico sia dal punto di vista economico (rivoluzione industriale in Inghilterra).

Il Congresso di Vienna

Il Congresso di Vienna è il congresso della Restaurazione. Iniziò nel 1814, venne convocato subito dopo la sconfitta di Napoleone a Lipsia. Napoleone venne mandato in esilio all'isola d'Elba, così i potenti d'Europa si riunirono a Vienna per risistemarla, in quanto sconvolta dai fatti della Rivoluzione Francese. Sconfitto l’usurpatore si poteva passare alla ricostruzione dell'intero continente.

Inaspettatamente, Napoleone riuscì a scappare da Elba, ritornando a Parigi per riprendere il potere. Venne poi sconfitto a Waterloo, ed il Congresso di Vienna, che era stato interrotto proprio col suo ritorno a Parigi, venne ripreso e concluso dopo la vittoria di tutta la coalizione antinapoleonica. Infine, Napoleone venne mandato in esilio nell’isola di Sant'Elena (un luogo dove sarebbe morto nel 1820, corroso dalla solitudine e dalla nostalgia ma anche dal veleno che gli venne somministrato negli alimenti per accelerarne la fine) e lì trascorse i suoi ultimi anni di vita.

Questo congresso si pose due obiettivi fondamentali a carattere strettamente politico:

  • Il ritorno sul trono legittimo dei sovrani che erano stati spodestati, in Francia e in altre parti d’Europa da Napoleone.
  • Fare tornare tutti gli stati al cosiddetto Ancien Regime (antico regime, esplosione della rivoluzione francese del 1789).

Non tutti i vecchi stati furono restaurati; due non piacquero ai congressisti di Vienna e non li restaurarono: si trattava delle due antiche repubbliche marinare di Genova e di Venezia; vennero entrambe inglobate in stati monarchici. La repubblica di Genova venne inglobata nel Regno di Sardegna, e l'ex repubblica di S. Marco, venne inglobata nella regione appartenente all'Impero Austriaco, che ebbe il nome di Lombardo-Veneto.

In conclusione, furono restaurati ma solo quelli aventi re e principi. Realizzare questo secondo obiettivo non fu un’impresa semplice in quanto, se si volevano restaurare i privilegi e diritti feudali sulle terre, avrebbero dovuto essere tolte a milioni di contadini, diventati piccoli proprietari con la riforma agraria del dopo rivoluzione, per restituirle ai signori di cui erano stati servi per secoli. Queste piccole proprietà si erano ormai consolidate e su di esse sono cresciute una serie di realtà nuove; si era formata una generazione nuova, e chiedere a quest’ultima, dopo aver acquisito il concetto del cambiamento di status, da suddito a cittadino, di ritornare a fare il suddito non era un’impresa semplice. Il suddito aveva solo doveri, senza alcun diritto mentre il cittadino aveva diritti.

Diritti e nascita di Napoleone

Per quanto riguarda "i diritti per nascita", in qualsiasi settore della società prima dell’89 non si poteva arrivare ai gradi alti se non si era nobile. La rivoluzione dell’89 aveva rotto quest’incantesimo. Lo stesso Napoleone era odiato a livello sociale dai congressisti, considerato addirittura un usurpatore, in quanto essendo figlio di un piccolo ufficiale delle poste, la sua aspirazione massima poteva essere solo quella di rimanere un grande capitano. Concludendo, Napoleone non sarebbe mai diventato quello che è diventato se non ci fosse stata la Rivoluzione dell’89.

Nel 1792, in pieno periodo rivoluzionario, fu organizzata la controrivoluzione in Francia; a questa controrivoluzione accorsero quasi tutti, dei gradi alti, dell’esercito francese. Contemporaneamente nello stesso anno, tutte le monarchie europee, allarmate per il fatto che in Francia era stato portato sul patibolo un Re, temevano che potesse accadere anche nei loro rispettivi stati; gli storici l’hanno definita come la cosiddetta "Paura dell’89".

Successivamente si organizzarono tutti per attaccare dall’interno la Francia (governata dal governo rivoluzionario) e da qui furono prese due decisioni fondamentali:

  • Annullare l’esercito di mercenari, e fare la chiamata alla leva del popolo in armi, cioè chiamare tutti i francesi che avevano 20 anni a fare i soldati, quindi volevano mirare a costituire per la prima volta un esercito di popolo più che un esercito di mercenari professionisti.
  • Coprire i vuoti che si erano creati nei gradi alti. Venne fatta un’indagine, per individuare chi erano i giovani ufficiali di origine borghese più bravi da poter promuovere al grado superiore di generale. Vennero scelti in tutto il territorio francese, questi giovani ufficiali: Bernadotte, Napoleone Bonaparte, Gioacchino Murat... vennero catapultati a Parigi e furono nominati tutti agli altri gradi.

Napoleone fu un figlio della Rivoluzione dell’89, in maniera indiretta. Lui non fece la rivoluzione, ma ne fu uno che ne trasse pienamente il beneficio, in quanto fu scelto per merito e non per diritto di nascita.

I codici e i cambiamenti in Francia

Per quanto riguarda i codici, sia quello penale che quello civile, erano stati modificati. Erano stati acquisiti tutta una serie di diritti, stabilizzati all’interno di un codice ufficiale e questo era avvenuto negli anni dell’impero napoleonico. Tornare al vecchio diritto feudale era totalmente impensabile. In Francia, i cambiamenti erano stati più diretti.

Nonostante il Congresso di Vienna sia iniziato dopo la sconfitta di Napoleone a Lipsia, sia continuato e concluso dopo l’ennesima sconfitta di Napoleone a Waterloo, il congresso decise di ospitare il rappresentante del re di Francia Luigi XVIII di Borbone di Francia. Si stabilì all’interno del congresso che anche la Francia, poteva sedersi al tavolo assieme agli altri congressisti, in quanto chi era stato sconfitto, era l’usurpatore del titolo non, il legittimo governante della Francia.

La seconda operazione fu quella di inventarsi la cosiddetta "Carta Concessa". Consisteva nell’aver messo insieme tutto quello che era stato creato di nuovo, nella legislazione francese in quei 25 anni, riportando i codici e riportando tutto quello che era accaduto, con una sola variante, che al termine di tutto c’era la firma del re; era la carta che il re aveva generosamente concesso al popolo francese. Era un imbroglio formale, perché erano situazioni già esistenti, bisognava soltanto farle passare come un atto di generosità da parte del re e non come fatti già acquisti.

In questo modo venne risolto il problema della Francia, che lasciando tutto com’era, si dovette preoccupare unicamente di salvaguardarsi dal punto di vista formale. Questo continuò fino al 1825, quando morì Luigi XVIII e salì al trono il fratello, Carlo X di Borbone, il quale aveva un pensiero nettamente diverso dal fratello. Riteneva che non potesse essere accettata da parte del re di Francia, la soluzione approvata dal Congresso di Vienna, riteneva che fosse una diminuzione di ruolo da parte del Re. Il Re, doveva riprendere pianamente il suo potere dell’Ancien regime e quindi restituire a coloro i quali erano stati tolti tutti i diritti e gli averi, prima dell’89. Così cominciò a fare una serie di leggi che avevano come obiettivo il recupero del ruolo, decisivo, da parte dei nobili.

La legge miliardo e la rivoluzione del luglio 1830

Questo fino alla fine del 1829, in cui presentò una legge, la cosiddetta legge Miliardo, in cui lui stabiliva un miliardo di quel tempo, come indennizzo complessivo a tutti i nobili che avevano perso le proprietà distribuite ai contadini con la riforma agraria. Significava svuotare le casse dello Stato francese. Ci fu la rivoluzione del luglio 1830, che in tre giorni spazzò via Carlo X, il quale fu costretto a partire all’estero e creò un governo provvisorio. Quest’ultimo chiamò ad occupare il trono di Francia un membro di una famiglia cadetta, della famiglia reale Borbone di Francia, si trattava di Luigi Filippo d'Orleans.

Esso divenne re dei francesi (re che regnava per conto del popolo, non era proprietario della Francia; non aveva una funzione patrimoniale ma era un re che governava per la nazione). Infatti, Filippo d’Orleans non adottò la bandiera con giglio borbonico ma adottò il tricolore, sotterrando definitivamente il vessillo col giglio borbonico che aveva simboleggiato per secoli la soggezione assoluta dei sudditi ad una famiglia reale.

La politica dell'equilibrio delle grandi potenze

La politica dell’equilibrio delle grandi potenze, definita così, affinché qualcuna non prendesse troppo il sopravvento su l’altra. Questa santa alleanza, stabilita al Congresso di Vienna, aveva un obiettivo indiretto che non doveva essere evidenziato: quello di aiutarsi attraverso una specie di interpool tra tutte le grandi potenze europee contro le “teste calde” che avrebbero potuto tirare fuori idee balzane rompendo determinate situazioni di equilibrio che si erano state ristabilite, ma con la forza.

In tutto questo non venne evidenziato che, l’Inghilterra si differenziò dagli altri stati perché aveva una storia dietro totalmente diversa da tutte le monarchie assolute che avevano ripreso il sopravvento nell’Europa del 1815. Era la monarchia costituzionale che era nata nel 1689, dopo un secolo di lotte civili e politiche in Inghilterra e alla fine della cosiddetta II rivoluzione pacifica del 1688/89. Quindi l’Inghilterra si era consolidata come uno stato monarchico, dove una parte del potere veniva esercitata dal parlamento eletto, non a suffragio universale, ma a suffragio ristretto; quindi l’Inghilterra accettò di far parte di queste operazioni del congresso ma, ritagliandosi quello che a lei più interessava.

All’Inghilterra, non interessava il potere territoriale all’interno dell’Europa; aveva come unico obiettivo, quello di controllare tutti i mari del mondo. Per cui l’Inghilterra ci stava a qualsiasi tipo di alleanza ma, poi nei suoi comportamenti lo stato inglese si differenziava dagli altri. In Francia nel 1830 fu instaurata una monarchia costituzionale.

Il mondo prima della rivoluzione industriale

Il mondo prima della rivoluzione industriale: il lavoro, era organizzato in botteghe artigiane, in cui il maestro veniva pagato dai propri allievi affinché quest’ultimo insegnasse loro il mestiere. Il rapporto Maestro-Allievo, era diretto e immediato, caratterizzato anche da situazioni di rapporti amichevoli e affettivi.

Per quanto riguarda il mondo della produzione, essendo manuale era particolarmente limitata; ciò che veniva fuori dalle botteghe, era un numero limitato di prodotti, ma allo stesso tempo di valore elevato, acquistabili da una cerchia ristretta di categorie o classi sociali. Il resto della popolazione era costretta ad arrangiarsi con gli stessi indumenti, le stesse scarpe prodotte in casa.

Il settore maggioritario (produzione della grande proprietà) invece, all’interno del quale vi erano tante persone che lavoravano, vigeva una situazione di totale servitù. Essi, come gli strumenti di lavoro, gli animali o la terra stessa, erano di proprietà del Signore.

Per quanto riguarda i mezzi di trasporto, erano gli stessi dei tempi degli Egizi, Babilonesi e degli Assiri ossia il cavallo e il carro (per la terra ferma), le navi a vela o a remi (per il mare). In particolar modo, nel settore marittimo vi fu una sorta di evoluzione; si passò dalle navi più antiche (con una sola vela), con cui i Greci fondarono Reggio, Messina, Naxos; alle navi più sofisticate, nelle quali, i remi erano di un numero consistente e con l’adozione di rematori, ridotti alla schiavitù; si trattava dei grandi velieri.

Quindi si passò dai galeoni con i quali Cristoforo Colombo aveva raggiunto le isole dei Caraibi (1492), ai velieri del 700, navi sofisticate che garantivano una maggiore capacità di affrontare il mare.

Nel corso dei millenni i movimenti erano stati molto limitati a piccoli gruppi, o quando erano stati movimenti di massa erano stati quelli delle orde dei popoli nomadi della Mongolia o della Siberia che man mano arrivavano verso Occidente. L’ultimo di questi popoli era stato quello degli Ottomani che venivano dall’Asia centrale e avevano invaso l’impero bizantino e si erano collocati, dopo la conquista di Costantinopoli, in quella che oggi si chiama Istanbul che divenne la capitale di questo impero ottomano che si sostituì all’impero bizantino (all’Impero Romano d’Oriente).

Fino al 700 si muovevano esclusivamente due categorie di persone:

  • I ricchi, i nobili che potevano allestire un viaggio abbastanza protetto per superare le varie bande di briganti che potevano assaltarli durante il viaggio, cioè persone che si potevano permettere il lusso di una grande carrozza, diversi cavalli e poi di una scorta di 10-20-30 uomini in base a quelle che erano le loro disponibilità. Questi erano i protagonisti del viaggio verso l’Europa che poi hanno lasciato scritti, testimonianze dei loro viaggi di conoscenza.
  • Gli zingari che non avevano nazione, però erano a livello popolare coloro che trasmettevano conoscenze. Erano gli unici che viaggiavano costantemente da un luogo all’altro ed erano i protagonisti delle feste di piazza nelle città e anche nei piccoli centri. Il giorno della festa era un giorno importante, era il giorno in cui nella piazza principale arrivava la carovana degli zingari dove c’era il gruppo dei teatranti, i giocolieri, gli ammaestratori di animali, cioè tutto quel mondo che oggi è ridotto nei circhi equestri. Una delle tradizioni più forti che venne da questo gruppo di nomadi fu quella della musica popolare. Non è un caso che la grande musica popolare ungherese fu quella dei violini, che è stata ripresa da due non zingari, un certo Brahms e un certo Liszt. I nomadi si tramandavano tutto oralmente. Un’altra tradizione simile anche se diversa fu quella che si creò in Andalusia: la tradizione della musica spagnola a base di chitarra → il flamenco.

Le navi maggiormente capienti, consentivano spostamenti di gruppi verso un nuovo mondo. Erano in grado di portare centinaia di persone, le quali, erano alla ricerca o di terre libere o di avere la possibilità di praticare i propri culti protestanti. Diverse chiese protestanti, si trasferivano nel nuovo mondo, come i famosi componenti della nave Myflower, che nel 1620 trasferì un gruppo di costoro nell’America settentrionale.

Un altro aspetto determinate per lo sviluppo del 700 riguardò i vantaggi che l’Europa ebbe a partire dai grandi stati come: l’Inghilterra, la Francia, la Spagna e il Portogallo. Una parte consistente di questo sviluppo venne dalla pratica e dall’utilizzazione della schiavitù, che consentì grandi produzioni nelle piantagioni dell’America.

Il viaggio di una nave e l'Asiento

Asiento = tratta degli schiavi. Dall’Africa all’America, in cui avveniva la loro vendita sul mercato. Queste navi, partivano colme di merce difettosa, indumenti o armi, importandoli nell’Africa nera, come merce di scambio. Il comandante sbarcato in uno dei punti del golfo della Guinea, attuava questo scambio; l’America offriva questa merce difettosa, utile alle tribù africane come vantaggio verso le altre tribù in cambio di schiavi, da rivendere sul mercato come forza lavoro ai proprietari delle piantagioni.

L’impegno del comandante era quello di esaminare accuratamente gli schiavi con l’intento di far arrivare il massimo numero di schiavi in ottime condizioni per poi essere rivenduti. Questi proprietari delle piantagioni sceglievano quelli che avrebbero dovuto essere impiegati come domestici in casa, quest’ultimi erano considerati i più fortunati, la spesse volte era una mansione rivolta più comunemente alle donne belle e giovani; gli altri invece dovevano essere più robusti e sani per lavorare senza orari nelle piantagioni. Con il ricavato della mercanzia, il comandante acquistava cotone, caffè, cacao, cioè tutti quelli che erano i prodotti delle piantagioni. Con questi prodotti tornava in Europa, con l’intento di venderli a prezzi superiori, in quanto prodotti pregiati e a loro volta di grande valore. L’Asiento era partito con materiale di scarto da buttar via, rientrava con materiale che poteva essere collocato sul mercato europeo a prezzi molto vantaggiosi.

L’Asiento fu una della due voci dell’accumulazione del capitale, l’altra voce di accumulazione di capitale si creò in Inghilterra con la legge che fu varata all’inizio del 700 di recinzione delle proprietà private e della messa in vendita delle proprietà dei signori a proprietari borghesi. L’effetto di tale cambiamento, fu che si passò da un’agricoltura di tipo estensivo e autosufficiente, che serviva soltanto ad alimentare coloro che abitavano nel territorio, ad un’agricoltura intensiva capitalistica utile sia per coloro che abitavano nel territorio di produzione ma anche sufficiente per rivenderla all’esterno per il surplus di produzione agricola.

La presenza di una rete di banche fu, il terzo elemento, che contribuì a questa modifica che avvenne nel corso di qualche decennio, che fu quella del cambiamento di produzione; si passò dal lavoro umano, dal lavoro di braccia umane, dalle botteghe artigiane al lavoro di massa di donne e bambini, senza avere nessuna protezione. Il rapporto tra il capo struttura e gli operai era diventato molto più meccanico o per meglio dire automatico. Chi si ammalava, chi si faceva male sul posto di lavoro veniva letteralmente espulso dal ciclo produttivo. Questo meccanismo che si sviluppò in Inghilterra, nella seconda metà del 700 venne pian piano regolarizzato.

Anteprima
Vedrai una selezione di 19 pagine su 90
Riassunto esame Storia Contemporanea, prof. Amato Pag. 1 Riassunto esame Storia Contemporanea, prof. Amato Pag. 2
Anteprima di 19 pagg. su 90.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Storia Contemporanea, prof. Amato Pag. 6
Anteprima di 19 pagg. su 90.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Storia Contemporanea, prof. Amato Pag. 11
Anteprima di 19 pagg. su 90.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Storia Contemporanea, prof. Amato Pag. 16
Anteprima di 19 pagg. su 90.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Storia Contemporanea, prof. Amato Pag. 21
Anteprima di 19 pagg. su 90.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Storia Contemporanea, prof. Amato Pag. 26
Anteprima di 19 pagg. su 90.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Storia Contemporanea, prof. Amato Pag. 31
Anteprima di 19 pagg. su 90.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Storia Contemporanea, prof. Amato Pag. 36
Anteprima di 19 pagg. su 90.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Storia Contemporanea, prof. Amato Pag. 41
Anteprima di 19 pagg. su 90.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Storia Contemporanea, prof. Amato Pag. 46
Anteprima di 19 pagg. su 90.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Storia Contemporanea, prof. Amato Pag. 51
Anteprima di 19 pagg. su 90.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Storia Contemporanea, prof. Amato Pag. 56
Anteprima di 19 pagg. su 90.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Storia Contemporanea, prof. Amato Pag. 61
Anteprima di 19 pagg. su 90.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Storia Contemporanea, prof. Amato Pag. 66
Anteprima di 19 pagg. su 90.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Storia Contemporanea, prof. Amato Pag. 71
Anteprima di 19 pagg. su 90.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Storia Contemporanea, prof. Amato Pag. 76
Anteprima di 19 pagg. su 90.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Storia Contemporanea, prof. Amato Pag. 81
Anteprima di 19 pagg. su 90.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Storia Contemporanea, prof. Amato Pag. 86
1 su 90
D/illustrazione/soddisfatti o rimborsati
Acquista con carta o PayPal
Scarica i documenti tutte le volte che vuoi
Dettagli
SSD
Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-STO/04 Storia contemporanea

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher elerudi di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di storia contemporanea e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Messina o del prof Amato Pasquale.
Appunti correlati Invia appunti e guadagna

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community