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Appunti a cura di Marco Reglia

La variazione Spazio – Tempo porterà alla tesi della relatività

Principio di indeterminazione di Heisenberg che dà valore alla posizione dell’osservatore

Werner Heisenberg: fisico teorico tedesco (Würzburg 1901-Monaco 1976). Diresse l'Istituto Max Planck di Monaco per la

fisica e l'astrofisica e fu premio Nobel per la fisica nel 1932. Allievo di A. Sommerfeld, fu collaboratore di M. Born a Gottinga

e di N. Bohr a Copenaghen. Nel 1925, con i suoi studi, diede un fondamentale contributo alla meccanica quantistica che, per

quanto radicalmente diversa per gli strumenti matematici usati (soprattutto nella sistemazione successiva di Born e P. Jordan)

e per i presupposti filosofici, si dimostrò capace di dare risultati in completo accordo con la meccanica ondulatoria apparsa in

quegli anni a opera di L. de Broglie e E. Schrödinger. Fondandosi sul principio di corrispondenza di Bohr e facendo ricorso al

calcolo matriciale, che gli permetteva di descrivere le radiazioni emesse dagli atomi prescindendo dal concetto classico di

traiettoria, pervenne (1927) alla formulazione del principio d'indeterminazione. Tale principio, la cui giustificazione generale

venne data da Bohr con il suo discusso principio di complementarità*, si poneva in netto contrasto con il concetto di causalità

deterministica della fisica classica; da ciò la resistenza incontrata in fisici quali Einstein e Lorentz, che spinse H. a un

approfondimento di carattere filosofico-epistemologico relativo alla teoria quantistica, nota anche come “interpretazione di

Copenaghen”. Nel 1952, riprendendo alcuni studi di Born, tentò di applicare l'elettrodinamica non lineare ai campi mesonici.

Successivamente ha elaborato una teoria che si propone, nell'approssimazione consentita dalla relatività ristretta, di

interpretare i singoli campi agenti tra le particelle elementari come manifestazioni di un unico campo.

La seconda Guerra mondiale con l’utilizzo della bomba atomica darà sostegno ai dubbi del ‘900.

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Appunti a cura di Marco Reglia

12 . 1914-1918 - La prima guerra mondiale

Primo conflitto che coinvolge, anche ideologicamente, le masse ed esce dai confini europei: US- Giappone;

secondo Ernst Nolte inizia la guerra civile europea tra nazionalsocialismo, bolscevismo e democrazia

13 milioni di morti, decine di milioni di feriti e dispersi; danni economici colossali

Cause: 1.scontro di nazionalismi tradizionali: Francia (revanchismo), Germania (supremazia continentale),

Italia (terre irredente) e nuovi: emancipazione di Serbia, Turchia contro imperi decadenti

2. Conquista dello spazio vitale al di fuori dell’Europa; scontro di imperialismi

3. Conflitti latenti: guerre balcaniche, crisi marocchine, guerra italo-turca per la Libia

4. Spinte interne: politica di espansione sostenuta da circolo industriali e militari

5. Piano tedesco (Schlieffen) per invasione fulminea di Belgio e Olanda e rapida sconfitta Francia

Entente Cordiale

6. Intrico diplomatico e inarrestabile concatenazione di alleanze difensive:

Triplice Alleanza, alleanza russo-britannica, sostegno russo ai paesi slavi, da cui:

- Assassinio dell’arciduca Ferdinando (28 giugno 1914), ultimatum austriaco alla Serbia,

- mobilitazione russa a difesa di questa, l’Austria dichiara guerra alla Serbia

- Germania dichiara guerra alla Russia, mobilitazione francese

- Germania attacca la Francia attraverso il Belgio neutrale, UK dichiara guerra alla Germania

- Il Giappone in agosto entra in guerra a fianco dell’Intesa per combattere Germania in E.O.

- Turchia (1914) e Bulgaria(1915) entrano in guerra contro Russia e Serbia

- Italia (patto di Londra) denuncia la triplice e dichiara guerra ad Austria (‘15) e Germania (‘16)

Caratteristiche del conflitto:

da guerra lampo a guerra di posizione e logoramento su vari fronti:

1. Fronte occidentale: avanzata tedesca bloccata sulla Marna (settembre 1914), guerra di trincea

2. Fronte orientale avanzata russa bloccata dai tedeschi sui laghi Masuri

3. Dal 1915 fronte italiano: l’avanzata di Cadorna bloccata dalle linee austriache- Contrattacco austriaco:

Strafexpedition, resistenza sul Grappa e il Pasubio, fronte del Carso, conquista di Gorizia (agosto 1916)

4. Fronte balcanico-mediorientale: Gallipoli, Dardanelli, spedizione di Lawrence in Palestina

5. Guerra di mare: l’impiego dei sottomarini tedeschi contro piroscafi civili la fa diventare guerra totale,

maggio 1916: battaglia dello Jutland, conferma il predominio anglo-francese sui mari

La guerra diviene allora scontro di potenziali economici:la Germania meglio armata e organizzata dispone

di risorse limitate; Intesa dopo l’ingresso degli USA controlla la maggior parte delle risorse del pianeta.

APPUNTI

Guerra di potenziali economici come la guerra civile americana, in quest’ottica da considerare

anticipatrice della logica bellica del ‘900 (vedi uso della mitragliatrice e, in generale, dell’importanza della

tecnologia di alto livello)

Nuove tecnologie determinanti:

aeroplano con tecnologie militari applicate

• gas vitale (nitrite)

• sottomarini

Emergono gli USA come potenza mondiale in sostituzione della Russia

Logica di conquista di nuovi mercati: la Germania è la prima ad utilizzare la vendita a campione con

assistenza alle vendite all’estero – si sviluppa la pubblicità con le tecniche di marketing.

In tutti i paesi belligeranti emerge la presenza dello Stato come attore principale dell’economia a fini

bellici. (Cfr. “L’economia nuova” di Reitman sull’importanza dello Stato)

Nazionalizzazione delle masse (Moosee) simbolismo dello Stato Nazione … emergono i leader

carismatici delle nazioni.

Nuovo ruolo dei Dominions britannici 33 di 58

Appunti a cura di Marco Reglia

Ernest Nolte (anni 60) parla di guerra civile europea dal 1914 al 1945 con due attori principali: destra e

sinistra politica, entrambi caratterizzati da una mobilitazione di massa.

Approccio sulle cause:

basati sull’evoluzione della guerra fredda con una logica crescente senza arrivare all’esplosione ⇒

alcuni politologi estendono la logica della guerra fredda alla prima guerra mondiale … ottica di

risposta e controrisposta ai passi dell’avversario con un elevazione via via maggiore del livello di

rischio fino ad arrivare all’evento “ultima goccia” logica dell’innesco (politica del rischio) Cfr il

politologo torinese Rusconi

L’affondamento del Lusitania da parte tedesca porta all’entrata in guerra degli USA. 34 di 58

Appunti a cura di Marco Reglia

13 . (segue 12. 1914-18)

--il 1917 è l’anno cruciale, tragico e per molti versi decisivo del conflitto:

entrata in guerra degli USA

a) (aprile). Nonostante l’elezione a presidente del pacifista Wilson, gli

attacchi indiscriminati dei sottomarini contro navi civili, muove lopinione pubblica e provoca la

dichiarazione di guerra americana: ciò sposta l’equilibrio di forze dalla parte dell’Intesa

14 punti di Wilson: pace giusta per tutti, principio di nazionalità, libertà di commerci, ecc.

b)la rivoluzione russa, che scoppia nel marzo e porta al progressivo disimpegno delle forze austro-

tedesche dal fronte orientale e infine nel febbraio 1918 alla pace separata di Brest-Litoskv: la Russia

rinuncia ad una parte enorme del proprio territorio, dalla Finlandia all’Ucraina.

cadetti

- prima fase: rivoluzione liberal-democratica dei contro il governo corrotto dello zar

(influenzato da Rasputin): la Duma- Si rafforza il Soviet (consiglio degli insorti, formato da delegati

delle fabbriche e dell’esercito) formato da bolscevichi, menscevichi e socialisti rivoluzionari

- seconda fase: tutto il potere ai soviet (Lenin, rientrato in aprile dall’esilio) > governo Kerensky

rivoluzione d’ottobre, condotta dai bolscevichi Lenin e Trockij: terra ai contadini e pace immediata,

creazione dell’Armata Rossa, nazionalizzazione di tutte le risorse, guerra civile con i “bianchi”,

triennio di comunismo di guerra, repressione feroce delle resistenze - poi NEP (1921-249

sul fronte italiano: rotta di Caporetto (ottobre), a seguito dello spostamento delle truppe dal fronte

∫ orientale - Diaz sostituisce Cadorna - resistenza sul Piave e poi dal ‘18 controffensiva vincente

1918: sfinimento e logoramento degli eserciti; diserzioni di massa, scioperi e insurrezioni;

sfondamento delle linee alleate, poi reazioni: offensiva corazzata alleata in Belgio; Vittorio Veneto

4 novembre: armistizio fra Italia e Austria; 11 novembre armistizio chiesto dalla Germania

Conferenza di pace di Parigi

1919: (gennaio) si apre la - trattato di Versailles con la Germania che impone

una pace punitiva: la G. perde il13% del proprio territorio, occupazione francese della Saar,

proclamata l’esclusiva responsabilità tedesca della guerra; smilitarizzazione, pagamenti

trattato di Saint Germain con l’Austria: smembrata,ridotta ad 1/8 dell’impero, trattato di Sevres

con la Turchia, che pure viene smembrata; Trianon con l’Ungheria ingenti riduzioni e pagamenti.

Istituzione della Società delle Nazioni, prevista dai 14 punti; ma gli americani delusi non aderiscono.

Insoddisfazione di Italia (vittoria mutilata: questione di Fiume), Germania (movimenti rivoluzionari),

Turchia (rivolta dei giovani Turchi di Ataturk, che impone revisione trattato di Sevres)

APPUNTI

Wilson, presidente Usa di impostazione pacifista ma con preoccupazioni per lo strapotere tedesco.

Sviluppo dell’industria pesante USA fino al 1914 – l’idea americana del mondo diviene visibile con i 14 punti

del presidente Wilson

La pace di Versailles viene considerata non una pace “giusta” ma punitiva : la Germania perde il 13 % dei

territori con forti debiti di guerra; questo porterà ad una forte inflazione durante gli anni ’20.

La Rivoluzione russa propone una nuova visione del mondo: la logica dei Soviet nasce dal dopo guerra con il

Giappone del 1905; le moderate riforme del 1910 – 1911 (maggior partecipazione politica nella Duma)

amplificano ancor più le tensioni sociali (Cfr: John Reed “I 10 giorni che sconvolsero il mondo” Rizzoli

2001)

Primo comunismo di guerra Terra ai contadini Collettivizzazione della terra

Nuova Politica Economica NEP: voluta da Lenin fin dal 1928 con restituzione della terra ai contadini e

parziale liberalizzazione del mercato agricolo. 35 di 58

Appunti a cura di Marco Reglia

13. 1922 La marcia su Roma ed il Fascismo

APPUNTI

Crisi del sistema capitalistico liberale con la guerra fascismo, nazismo, new deal = tentativi di risposta

tutti con una forte presenza dello Stato dell’economia

Ottobre 1922 = si chiude una fase di difficoltà pot guerra (vittoria mutilata) con difficoltà di transizione

da un’economia di guerra ad una di pace.

Questione di Fiume: sminuizione delle aspettativa con delusione dei contadini ai quali era stata promessa

la restituzione delle terre alla fine del conflitto disoccupazione post guerra.

Eccesso di capacità produttive con conseguente emancipazione femminile nelle fabbriche che

sostituiscono i maschi indirizzati al fronte,

carattere economico generale = indebitamento dello Stato con aumento del debito pubblico ed aumento

della liquidità circolante (vedi sistema monetario aureo)

Esempio: come la Gran Bretagna durante il periodo napoleonico, anche l’Italia ricorre al corso forzoso

della Lira durante la terza guerra di Indipendenza – tutta l’Europa blocca la convertibilità aurea durante

la Grande guerra.

Alla fine del periodo del blocco della convertibilità o aumenta la base aurea o si deve ridurre l’eccesso di

liquidità.

Tensioni economiche e sociali amplificate dalla novità esterne (rivolta bolscevica) con nuovi movimenti =

nascita nel 1921 del Partito Comunista Italiano nascono i fasci da combattimento (dal nazionalismo

deluso, dall’arditismo dal sindacalismo anarchico, dal malcontento della classe operaia e contadina, dal

settore statale con stipendi nominalmente fissi).

Matrice progressista iniziale con nazionalizzazione delle fabbriche e voto alle donne

 36 di 58

Appunti a cura di Marco Reglia

Poco spazio a sinistra, già occupato da altri movimenti operai – dato lo scarso seguito popolare

 (4000 voti nel 1919) si trasforma in movimento di difesa dalle visioni progressiste, dalla parte dei

possidenti agrari, industriali e stipendiati statali; in particolare contro i movimenti del periodo dal

1920 all’estate del 1921.

1921: PNF con 35 deputati al Parlamento) – capacità di Mussolini nell’esser rappresentanza

 dell’area conservatrice e liberale

1922: aggravamento della situazione politica con il Partito liberale che delude il paese mandando

 l’esercito contro D’Annunzio a Fiume. lo squadrismo è fuori controllo.

Il caos si risolve con la marcia su Roma dell’ottobre 1922 con Mussolini a capo del governo.

Il periodo fascista non è omogeneo:

Politica di normalizzazione istituzionale con la strutturazione del Gran Consiglio del Fascismo, la

 milizia volontaria che affianca la polizia reale, una legge maggioritaria che da alla lista che supera il

25% dei voti il 65% dei seggi.

Elezioni del 1924 con brogli ed intimidazioni con conseguenti proteste = assassinio di Giacomo

 Matteotti e ritiro delle forze di opposizione.

Tensioni nel Partito fascista fin dall’inizio del 1925 = si nega la responsabilità dell’assassinio fino

 ad arrivare alla sua rivendicazione.

Gennaio 1925: riduzione dei diritti di libertà della popolazione (Codice Rocco, abolizione dei

 sindacati, …)

Ruolo del PNF – cultura e consenso al Fascismo

Fascismo considerato come una parentesi nera della storia italiana (ipotesi di Croce e di visione liberale)

viene rivista negli anni ’60 da Renzo De Felice che apre il dibattito sul fascismo (primo effettivo

regime totalitario nel novecento europeo)

Fascismo = regime totalitario ? vedi Le origini del fascismo di Anna Harent =

massificazione delle popolazioni che porta all’affermazione dell’autoritarismo carismatico (importanza dei

simboli = vedi Max Weber) – la Harent tratta diversamente il fascismo dal nazionalsocialismo e dal

bolscevismo unità contro gli esterni

La logica del diverso ha diversa presa in Italia rispetto alla Germania e alla Russia = le leggi razziali

arrivano appena nel 1936.

Se per totalitarismo si intende persecuzione dei diversi non è un termine adatto al fascismo italiano;

diverso è se invece lo si intende come un unitarietà obbligatoria di intenti del tipo “credere, obbedire,

combattere”.

Cultura fascista? rivalutazione recente dei programmi di sviluppo:

sostegno ai dipendenti con il dopolavoro, gli asili e sostegno alla maternità e riforma della scuola e

 dell’Università = svolta umanistica

logica della creazione del consenso (Cfr: Giorge Moose : Nazionalizzazione delle masse) = propaganda

 sviluppo della radio con la nascita dell’EIAR

 Viene fondata l’Enciclopedia Treccani ed il Centro Nazionale delle Ricerche

Fasi economiche:

Liberale dal 1922 al 1925 (eliminazione dei dazi)

 Dirigista protezionista (prima componente autarchica di base alimentare … bonifiche – parità con

 l’oro e convertibilità a “quota 90” con livella reale a 110 deflazione e caduta dei prezzi)

Dalla crisi del 1929 con la conseguente recessione dell’industria siderurgica, dei cantieri, dei telefoni

 [aziende di medio grandi dimensioni con forti legami bancari e prestiti a lungo termine] ⇒

Nazionalizzazione della finanza in crisi [Banca commerciale e Credito Italiano] con la nascita dell’IRI

nel 1933 che si accolla i debiti. Rapporto banca – Impresa

Banca mista = che fa tutte le attività rispetto alle banche tradizionali a breve termine o di credito

commerciale 37 di 58

Appunti a cura di Marco Reglia

Investimento a medio termine (Es. Mediobanca) = specializzata di tipo anglosassone nel solo credito a

medio e lungo termine

Dopo il 1890 in Italia le banche miste: Banco di Roma, Commerciale, Credito Italiano = di modello tedesco

con l’obiettivo di finanziare le grandi imprese la raccolta fondi a breve ed il finanziamento a lungo

porta in periodi di recessione a diverse crisi finanziarie in Italia.

Istituto Mobiliare Italiano (IMI) = nasce per finanziare le banche miste in crisi ma non ha il successo

sperato l’IRI si fa carico delle imprese in crisi liberando gli investimenti bancari (Es: 100 % delle

azioni della cantieristica ed il 60% della meccanica) = l’IRI compra le azioni dalle banche per risanarle con

l’obiettivo dichiarato di riportarle sul mercato: Torneranno private l’Edison, e l’Italgas ma la buona parte

di esse rimarranno pubbliche … almeno fino al 1999 – 2000.

Nonostante le pressioni USA nel primo dopoguerra volte al ridimensionamento del settore economico

pubblico l’IRI si amplia nel 1950.

Parallelamente alla nazionalizzazione delle imprese si sviluppa la produzione autarchica.

Impresa d’Etiopia = svolta della politica estera italiana mirata alla ricerca delle risorse con conseguente

condanna dell’allora Società delle Nazioni e sanzioni.

Ruolo del Partito

Abilità di Mussolini nell’utilizzare il partito nelle situazioni più difficoltose per poi proporsi come

mediatore subito dopo.

Secondo De Felice, il consenso al PNF fu ampio almeno fino al 1936 anche se alcuni ne sostengono

l’effetto di facciata. … ruolo della maggioranza silenziosa

Logica analoga per la resistenza con l’ipotesi di una sua sovradimensionalità rispetto al reale peso nei

confronti della popolazione (vedi studi recenti)

Movimento della riformazione dell’Europa borghese = PNF come esempio di un più ampio movimento

europeo (Maier). 38 di 58

Appunti a cura di Marco Reglia

14 . 1929 - La grande crisi: la ristrutturazione del capitalismo

La grande crisi ha rappresentato il momento più grave attraversato dal sistema capitalistico fin dalle sue

origini. Ha aperto nuove prospettive teoriche e di economia applicata: Keynes, l’economia mista,

La fine della cooperazione internazionale sanzionata dal conflitto mette in crisi il sistema aureo:

tutti i paesi sospendono la convertibilità - sospensione cooperazione fra banche centrali - cessa dopo due

secoli la posizione centrale di Londra e della sterlina sul mercato internazionale

Non si riesce a ricostruire uno stabile sistema di cambi fissi, per le conseguenze finanziarie di lungo

∫ quindi

periodo della guerra : forte disavanzo, in gran parte viene monetizzato, eccesso di emissione

-debito estero (interalleato) - inflazione (Italia e in Francia) e iperinflazione : in Germania tra il 1913 e il

1923 l’indice dei prezzi all’ingrosso crebbe di circa 20.000 volte - riparazioni della Germania mantengono

depressa l’economia tedesca - Piano Dawes -ingenti investimenti americani in Europa Germania:

E’ necessario quindi stabilizzare le singole monete, con politiche deflazionistiche: drastica

riforma monetaria - UK: ritorno all’oro; Italia: quota ‘90; Francia: riallineamento prudente Crisi del ‘29

Esistono diverse spiegazioni, finanziarie, monetarie, reali, riconducibili a fattori di breve e lungo periodo

(gli effetti della I guerra mondiale). Fra i principali:

fattori strutturali: la crescente rigidità del sistema: monopoli, salari (Keynes)

fattori reali: sovra-espansione della capacità produttiva del sistema - espansione US, sovraproduzione

fattori monetari: errori di politica monetaria (Federal Reserve), ritiro dei prestiti americani

La mancata cooperazione internazionale rese impossibile il controllo dell’instabilità mondiale:

1929 crisi di borsa a Wall Street: provocata da eccessi speculativi su titoli fondiari (boom della Florida)

1929-1932 :politiche restrittive della Federal Reserve: scarsa liquidità - prosegue ritiro degli

investimenti americani a breve sulle piazze europee, in particolare dalla Germania -crisi bancarie in USA

(centinaia di fallimenti), Austria (fallisce il Credianstalt) , Germania (ristrutturazione sistema bancaria)

1933, crisi della banca mista italiana e salvataggio con la creazione dell’IRI - Legge bancaria 1937

In generale si esce dalla crisi con interventi mirati della mano pubblica (IRI, New Deal ecc.)

1)Si generalizzano le forme di intervento - diretto e indiretto - dello stato in economia

2)Si evidenzia una tendenza in atto dal 1° conflitto: si restrinsero le aree di libero mercato -aumentò la

gestione pubblica - si chiusero i mercati internazionali

3)Si privilegiarono obiettivi interni rispetto alla cooperazione internazionale

APPUNTI

John Maynard Keynes = sostegno pubblico all’economia per modulare le crisi cicliche del sistema

capitalistico al contrario di quanto sostenuto dall’economia classica applicazione non del tutto

cosciente nel new deal americano.

Crisi di sovrapproduzione del 1929 = crisi fino all’adozione del modello keynesiano

NB: Dal 1970 in poi le crisi del sistema sono prevalentemente di stagnazione (Es: anni ’80 e dal 2001 al

2004)

Per grande depressione si intende normalmente quella del periodo 1870 – 1880.

La ripresa dalla crisi del ’29 è molto lenta – l’uscita appena dopo la guerra 1939 – 1945.

Con la riconversione post bellica degli anni ’20 in poi si arriva ad un eccesso di produzione già negli anni

1925 – 26 con caduta della domanda di beni americani da parte europea dopo la riconversione civile del

proprio apparato produttivo = gli USA reagiscono finanziando i consumi europei per mantenere alta la

domanda ; ciò avviene in particolare per la Germania con prestiti a breve USA che gonfiano la

speculazione. Sono i cosiddetti anni ruggenti (Es: assemblaggio di autovetture USA in Europa con il primo

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Appunti a cura di Marco Reglia

stabilimento in Italia a Trieste, in porto vecchio che sforna 100.000 veicoli all’anno: l’esperienza si chiude

su pressione delle industrie automobilistiche italiane la Ford trasferisce la produzione in Egitto)

Gli Usa reagiscono ridimensionando l’immigrazione al 10% del livello precedente … fobia anticomunista in

america.

L’evoluzione ed il livello di benessere USA spiegano la depressione del 1929:

il modello della famiglia tipo americana tende a trasferirsi al momento del pensionamento in

Florida, in case di nuova costruzione: le società edili registrano un boom di sviluppo con un

elevatissima crescita dei titoli in borsa – ciò porta ad un tentativo di recupero degli investimenti

fatti in Europa ed in particolare in Germania a sostegno della domanda ciò porta al blocco la

crescita del mercato in Europa spingendo verso la recessione le economia europee in particolare la

Germania, e l’Austria.

Nella conseguente caduta dei prezzi, un grande peso è stato dato dalla non controllata

speculazione.

Le prime avvisaglie toccano i prezzi degli immobili in Florida che portano alla crisi le piccole

banche finanziatrici degli ultimi investitori.

Alla crisi finanziaria è associata un eccesso di capacità produttiva alimentare (cereali) crisi del

Midwest americano (cfr: Furore di J Steinback).

New Deal di Rooswelt (nuovo corso)

Nasce nel 1933 – 34 la Security Exchange Commission per il controllo della Borsa (la CONSOB

 italiana nasce appena nel 1970 ed assume il potere di controllo non prima degli anni ’90)

1933: Agenzia per il recupero industriale

 idea dei primi 100 giorni del presidente Rooswelt

o

Es: realizzazione di un grande bacino idroelettrico nel Tenessee (Tenessee Valley Agency)

 Svalutazione del dollaro con la svalutazione della Banca centrale, ovvero del sistema della banche

 federali (14 sedi in USA) (la FED viene creata appena nel 1914)

Bocciatura della Corte Suprema dell’Agenzia per il recupero industriale

 Social Security Act del 1937 = riconoscimento dei contratti collettivi

Gli interventi bloccano la crisi ma il suo completo riassorbimento al pari della disoccupazione verrà

definito solo con la seconda guerra mondiale. (Cfr: liste di immigrati di State Island). 40 di 58

Appunti a cura di Marco Reglia

15. 1933 – L’ascesa al potere di Hitler ed il Nazionalsocialismo

APPUNTI

Germania

Sistema totalitario con sottomissione completa di una Stato al suo capo

Ipotesi di Hitler come un mediatore del caos organizzato della Repubblica di Weimar = interpretazione

funzionalista

L’interpretazione intenzionalista da invece tutta la responsabilità di quanto accaduto al Nazismo fin dai

suoi albori.

Militarizzazione delle fabbriche = possibilità di alto tradimento per gli operai al pari dei soldati

Concentrazione delle industrie: vedi industria chimica Bayer, Basf e ? IEG

Giappone

Decollo negli anni 1910 anche a seguito di una basso coinvolgimento nel primo conflitto mondiale = occupa

lo Shantun, precedentemente in mano ai tedeschi e a seguito del disimpegno degli occidentali nel corso

della guerra espande la sua economia in oriente.

Alla fine della guerra cresce la preoccupazione occidentale per il rilievo commerciale giapponese che nel

1919 ha la terza più grande flotta commerciale al mondo. Conferenza di Washington che limita

l’espansione mercantile giapponese (1922) revanscismo nipponico.

E’ un periodo in cui il potere imperiale è poco presenta anche a seguito della malattia dell’imperatore ⇒

nuovo imperatore con aurea carismatica. 41 di 58

Appunti a cura di Marco Reglia

17 . 1947 – Il Piano Marshall e l’americanizzazione dell’Occidente

Il 1947 rappresenta un anno di grande significato nell’evoluzione delle vicende post-belliche.

Si rompe definitivamente la collaborazione fra Est ed Ovest, e si cristallizzano le profonde divergenze

fra il modello liberal-democratico occidentale e quello sovietico, già emerse nella conferenza

di Postdam (Usa, GB, URSS:luglio 1945)- La ‘guerra fredda’ contrappone due blocchi antagonistici:

questione tedesca - dottrina Truman di sostegno ai ‘popoli liberi’ - cooperazione multilaterale

Il Piano Marshall rappresenta il coronamento di questa politica, già preceduta durante la guerra da:

Carta Atlantica:

- agosto 1941, cooperazione per lo sviluppo e multilateralismo

Lend-Lease,

febbraio 1942, aiuti statunitensi a GB e URSS

agosto 1943, gli USA varano l’ UNRRA, piano di aiuti alimentari e beni primari all’Europa

- luglio 1944, accordi di Bretton Woods: ripristinato un sistema di cambi fissi, in grado di sostenere gli

scambi internazionali. A sostegno di questo vengono costituiti due organismi :

Mondiale(World Bank)

>Banca internazionale per la ricostruzione e lo sviluppo (1945), poi Banca

>Fondo Monetario Internazionale (IMF), 1946

- supervisione del nuovo sistema di cambi fissi

- sostegno finanziario ai paesi in temporanea difficoltà, attraverso il meccanismo dei diritti di

prelievo da un fondo speciale costituito da quote versate obbligatoriamente dagli stati membri

Piano Marshall (segret.

Giugno 1947; viene varato l’ ERP (European Recovery Program) o di stato Usa)

Si trasferivano direttamente beni ai governi, e da questi poi ceduti ai privati, i cui pagamenti non erano

effettuati direttamente agli USA, ma andavano a formare i fondi di contropartita di ciascun paese.

Questi fondi vennero impiegati usati per finanziare la crescita (industria)

supervisione diretta USA intero programma- dal 1948 al 1952 aiuti per 12,5 miliardi di dollari

richiesta garanzia politiche (nei paesi aiutati vengono rotti i governi cui partecipano le sinistre)

esportazione/imposizione del modello americano: produttività e fordismo- keynesismo

stimolo alla cooperazione europea ed internazionale

rounds

1948 GATT, reciprocità, NPF – funziona per

∫ 1948: OECE, per la cooperazione economia europea, diventa nel 1961 OCSE (OECD)

∫ Comunità Europea. Carbone e Acciaio.

aprile 1951, per iniziativa franco-tedesca nasca la CECA,

∫ marzo 1957, trattato di Roma: Germania, Francia, Italia e Benelux danno vita alla CEE

APPUNTI

Deriva assistenziale britannica nel dopo guerra – fase involutiva fino al 1960 – nel 1970 si scoprono nuove

riserve petrolifere nel Mar del Nord – alla fine degli anni ’70 inizia l’epoca conservatrice di M. Thacher

con forti privatizzazioni.

Anni ’50 = lo stile americano diventa obiettivo di massa degli europei – per gli USA è un periodo di

conservatorismo interno con il movimento maccartista e la persecuzione contro i “comunisti”

Decennio Kennedy e Johnson: meno florido dal punto di vista economico ma più dinamico relativamente

all’evoluzione delle idee: al di là del mito Johnson ha realizzato le idee, rimaste tali di Kennedy = great

society, logiche antisegregazioniste, allargamento del welfare, tutela delle minoranze e della concorrenza

– in politica estera gli Usa si impantanano in Vietnam: la guerra sarà portata alla conclusione solo dal 1968

con la presidenza repubblicana di Nixon. La sua rielezione è legata al disimpegno militare in Vietnam –

finisce la fase di Bretton Woods

Apertura verso la Cina anche al fine di consolidare l’isolamento dell’URSS.

Ford sostituisce Nixon che si dimette a seguito dello scandalo watergate nel 1972 seguirà una

presidenza debole con Jimmy Carter. 42 di 58

Appunti a cura di Marco Reglia

18. 1955 – La conferenza di Bandung, i paesi non allineati e la decolonizzazione 43 di 58

Appunti a cura di Marco Reglia

APPUNTI

La riunione dei non allineati di Bandung del 1955 ha un’importanza pressoché simbolica come punto di

incontro dei paesi del cosiddetto terzo mondo, in antitesi al Capitalismo ed al Socialismo. E’ una base per

l’emancipazione di nuovi paesi

Cina:

Lunga marcia di Mao contro il pericolo giapponese – nascita di Taiwan, rappresentata all’ONU come Cina

fino al 1991.

Differenza Cina URSS su impegno industriale ed agricolo

Rivoluzione culturale : apertura ideologica alle nuove idee cinesi …

India:

Dominio del Partito del Congresso – idea della terza via con forte presenza dello Stato nell’economia

Vietnam:

A seguito dell’occupazione giapponese punta sull’indipendenza con riforme tendenzialmente progressiste.

La Francia rivendica il controllo della sua ex colonia (vedi impostazione radicalmente diversa della politica

coloniale britannica con la creazione del Commonwelth) Il Vietnam si divide a nord con il controllo

comunista e a sud sotto controllo francese = guerriglia nel periodo 1950 – 54 con sconfitta francese che

lascia campo libero all’influenza USA la guerra civile si trasforma fino al coinvolgimento dei limitrofi

Laos e Cambogia nel 1975.

Alla fine degli anni ’80 il pese è di importazione moderatamente socialista.

Giappone:

distensione con gli USA dopo la guerra di Corea per la quale il governo concede il suo territorio

all’esercito statunitense = boom economico indotto con forte imitazione del modello occidentale

44 di 58

Appunti a cura di Marco Reglia

MITI = Ministero dell’Industria e la tecnologia

Nuove realtà economiche come la Sony e la Toyota

Africa:

E’ l’area che si sviluppa meno nel pianeta, in particolare l’area sud sahariana

Dal 1960 nascono 18 nuovi paesi africani e nel 1968 tutto il continente è ormai indipendente escluse le

ultime colonie portoghesi ancora sotto la dittatura di Salazar.

I regimi social democratici africani tendono all’autoritarismo : trenta colpi di stato in 15 anni con forte

partecipazione degli interessi occidentali. 45 di 58

Appunti a cura di Marco Reglia

19. 1963 Kennedy, Giovanni XXIII e Cruscev e l’inizio della distensione

APPUNTI

Dottrina del contenimento del comunismo con sostegno ai paesi liberi (Truman)

Politica del Role Back = obiettivo di riduzione del blocco sovietico (vedi USA al posto della Francia in

Vietnam)

Rapporto segreto con condanna dei crimini staliniani da parte di Cruscev e inizio della destalinizzazione

che durerà fino al 1962 = apparente disgelo USA – URSS

L’ottica del disarmo viene frenato dalla non accettazione da parte francese di riduzione dell’armamento

nucleare appena costituito. 46 di 58

Appunti a cura di Marco Reglia

20 . 1973 - Il primo shock petrolifero, il conflitto arabo-israeliano e il “declino”

dell’impero americano

E’ un momento di profonda crisi e ristrutturazione del sistema capitalistico, che ha il suo acme nella

crisi americana (guerra del Vietnam), che ne indebolisce la leadership sul mondo occidentale

(dollar standard)

1971 e 1973, doppia svalutazione del dollaro: finisce il sistema di Bretton Woods

∫ tramonta il modello fordista, si sviluppano le vie alternative: flessibilità e qualità - globalizzazione

- Emergono le economie di alcuni paesi LDC, le tigri asiatiche, il Giappone, ma anche Tailandia e Cina

anni ’70, crisi economica generalizzata per il forte rincaro delle materie prime, specie petrolio:

anni ’60: concorrenza dei paesi mediorientali, dove si concentrano le maggiori riserve di grezzo - nel 1960

Organization for Petroleum Exporting Countries

era nata l’OPEC,

1973: svalutazione del dollaro; prima crisi petrolifera, guerra arabo-israeliana: il prezzo del barile di

grezzo passa da 3 a 12 dollari; I profitti dei paesi OPEC (petrodollari) investiti in Europa

dal 1973: politiche di risparmio energetico; di sostituzione del petrolio; di sviluppo della produzione e del

commercio di gas naturale (metano)

1979: seconda crisi petrolifera (rivoluzione islamica in Iran, grande produttore OPEC): nei primi anni’80 i

prezzi arrivano a 40$ al barile - Stagflazione: stagnazione + inflazione

La corsa all’accaparramento delle riserve di grezzo fa da sfondo al conflitto arabo-israeliano:

- 1896, l’ungherese Theodor Herzel scrive”Lo stato ebraico”, base politica del sionismo

- 1897, primo congresso sionista a Basilea: si chiede una patria nazionale in Palestina

- 1917, dichiarazione Balfour, per la costituzione di uno stato ebraico in Palestina

- 1920, occupazione britannica si trasforma in mandato: 3/4 del territorio vengono destinati nel 1921 solo

agli arabi e affidano il governo agli Hashemiti- nella parte britannica rivolte palestinesi vs. GB

- 1947/8, l’ONU divide la Palestina in uno stato ebraico e in uno arabo- 14 maggio ‘48, Ben Gurion a Tel

Aviv proclama lo Stato d’Israele - gli arabi dichiarano guerra, sconfitti, perdono 1/2 territori

- 1956, crisi di Suez: Nasser nazionalizza il canale e proibisce il passaggio agli israeliani; Fr. e GB entrano

in guerra, Israele partecipa e occupa Gaza e il Sinai: interviene l’ONU e Israele si ritira

guerra dei sei giorni:

- 1967, Israele occupa Gaza, Golan, Gerusalemme - Risoluzione ONU per il ritiro

guerra del Kippur:

- 1973, Egitto e Siria contro Israele - ‘78, Accordi di Camp David tra Egitto e Israele

- 1982/87, Massacro dei profughi palestinesi a Sabra e Chatila (‘82) - Prima intifada (‘87)

- 1993-2002, Accordi di Oslo per il ritiro israeliano dai territori occupati (‘93); 2° (‘00) e 3° intifada

APPUNTI

La Anglo Iranian diventa British Petroleum: assieme alla anglo olandese Shell e ad altre 5 compagnie

petrolifere Usa costituiscono il gruppo detto delle Sette sorelle che controllano il mercato mondiale

dell’oro nero L’Agip dell’ENI promossa da Enrico Mattei da un colpo definitivo al loro monopolio offrendo

ai paesi produttori di petrolio contratti molto vantaggiosi (la spinta è sostenuta dalla scarsità di risorse

Italiane al pari della Germania e Giappone): sono contratti di compartecipazione con i paesi fornitori.

L’ingresso delle nuove compagnie petrolifere porta ad un calo dei prezzi dagli anni ’50 permettendo una

crescita elevata di paesi poveri di risorse come l’Italia.

Dalla creazione di compagnie energetiche nazionali si arriva alla creazione dell’OPEC sviluppo del

mercato SPOT con grandi quantità di petrodollari che circolano in Europa coperti dalla convertibilità

dell’oro di Fort Knox = debito USA in crescita con conseguente svalutazione del dollaro.

Risposte alla crisi petrolifera da parte dei paesi poveri di risorse:

controllo degli sprechi e politiche mirate al risparmio – la Francia costruisce centrali elettriche

 nucleari al pari dell’Italia che a seguito di un referendum abbandona tale politica. 47 di 58

Appunti a cura di Marco Reglia

Migliori tecniche di distillazione (Cracking) e di perforazione con l’utilizzo di piattaforme off shore:

 l’efficienza estrattiva del pozzo viene portata dal 30 al 50 %.

La visioni prospettiche della fine dell’era del petrolio vengono via via riviste = ad oggi si parla del

 2100.

Utilizzo di fonti alternative con sostegno alla ricerca con slancio inversamente proporzionale

 all’andamento del prezzo del petrolio

Balfour: mandatario della Palestina britannica

Ambiguità britannica nella gestione ebraica e araba nei primi del ‘900 Israele nasce senza approvazione

inglese

Crisi di Suez (società di gestione del canale con capitali a maggioranza britannica) a seguito della sua

nazionalizzazione da parte dell’Egitto di Nasser (Nasser tenta di unificare il mondo arabo nella

Repubblica Araba Unita) = reazione anglo francese e loro sconfitta anche a seguito dell’opposizione delle

“vere” grandi potenze USA e URSS.

Guerra del Kippur nella quale si evidenzia la debolezza dello Stato di Israele Camp David 1978.

Palestinesi: coloro che abbandonano la terra israeliana per evitare di vivere in uno stato non islamico ?

48 di 58

Appunti a cura di Marco Reglia

Corso di Storia Contemporanea

Secondo modulo

Docente: prof. Pierangelo M. Toninelli

Semestre: II

Numero moduli: 3

Crediti totali: 9

Titolo corso: “I tempi del progresso: società, economia, istituzioni e cultura”

Descrizione: Il corso si propone di affrontare il tema del progresso fra Ottocento e Novecento, con

particolare riguardo ai problemi di periodizzazione, alle trasformazioni economiche e sociali, e infine agli

elementi di contraddizione emersi nello sviluppo della società e della cultura occidentale

I modulo (propedeutico): “Introduzione alla storia contemporanea: tempi e cronologia”

II modulo: “Economia e società tra Ottocento e Novecento”

III modulo: “Il disagio del progresso”

Testi d’esame: Il programma d’esame per gli studenti frequentanti verrà comunicato all’inizio del corso

Programma per non frequentanti:

L’età contemporanea, XIX-XX secolo,

I modulo: Villani P., Il Mulino (questo testo può essere sostituito

con altro di carattere generale previo accordo con il docente)

II modulo: Villani P., L’età contemporanea, XIX-XX secolo, Il Mulino; Macry P., La società

contemporanea. Un’introduzione storica, Bologna, il Mulino; Toninelli P. A, (a cura di) Lo sviluppo

economico moderno. Dalla rivoluzione industriale alla crisi energetica, Venezia, Marsilio, Capitoli 2,

4, 5 (primi due paragrafi),8, 12, 13, 14, 15, 16 pp. 33-154, 253-345, 404-596

III modulo: Villani P., L’età contemporanea, XIX-XX secolo, Bologna, Il Mulino; M. Wiener, Il

progresso senza ali. La cultura inglese e il declino dello spirito industriale, 1850-1980, Bologna, Il Mulino;

C. Pavone (a cura di), ’900. I tempi della storia, Roma, Donzelli; AA. VV. ‘900. Un secolo innominabile,

Marsilio

Calendario: inizio lezioni 24 febbraio 2003

Orario delle lezioni: martedì, ore 17-19, mercoledì, ore 12-14, giovedì, ore 9-11

Aula: Aula Magna Dipartimento di Storia, via Economo, 4

Orario ricevimento: durante il corso: mercoledì, ore 16-17; nel resto dell’anno il calendario verrà fissato

all’inizio di ogni mese 49 di 58

Appunti a cura di Marco Reglia

Sommario

Corso di Storia Contemporanea

Secondo modulo................................................................................................................................................................... 1

Sommario........................................................................................................................................................................ 2

Demografia e famiglia.......................................................................................................................................................... 3

La Famiglia..................................................................................................................................................................... 8

Demografia e famiglia

Periodizzazione

Tra il tardo medioevo e il XX secolo tre fasi:

•)1300-1700: regime demografico di sostanziale stagnazione

•)1700-1800: regime di transizione demografica

•) XX secolo: dualismo demografico, paesi sviluppati vs. paesi LDC

• :

Variabili determinanti

tasso di natalità =

•) n° nati vivi per 1000 abitanti ogni anno

tasso di mortalità =

•) n° morti per 1000 abitanti ogni anno

saldo migratorio =

•) differenza annua fra la popolazione in entrata e quella in uscita in una

determinata area

L’interazione dei tre tassi determina la dinamica demografica, quella fra i primi due, il tasso di incremento

naturale della popolazione

Regime Demografico Pre-industriale

Tra la metà del ‘300 e la metà del ‘700 la popolazione europea resta sostanzialmente immutata:

nel 1750 l’Europa occidentale contava circa 125 milioni di abitanti, a cui si aggiungevano i 70 circa della

Russia.

Quindi sostanziale stagnazione nel lungo periodo che però era il risultato di diversi cicli demografici:

-notevole incremento fra fine ‘200 e metà ‘300

-prolungata crisi demografica successiva (cicli di peste endemica)

-ripresa nel ‘500

-arresto della crescita nel ‘600 (peste e guerre)

-ripresa nel ‘700

Fra metà ‘500 e metà ‘700 il tasso medio di incremento su base annua fu di circa lo 0,2%.

era la conseguenza

Un tasso medio annuo di lungo periodo così ridotto di ripetute crisi

demografiche, di breve e di lungo periodo

Senza di queste, il tasso di incremento naturale della popolazione sarebbe stato di circa l’ 1% .

Un tale tasso sarebbe stato un potenziale fattore squilibrante, avrebbe cioè comportato a lungo

andare la rottura dell’equilibrio fra popolazione e risorse.

Nella realtà il sistema si autobilanciava: ogni variazione comportava delle reazioni in senso

contrario che nel lungo periodo riportavano all’equilibrio: Continuo feedback fra risorse e popolazione

50 di 58

Appunti a cura di Marco Reglia

Thomas Malthus nel notare che nella seconda metà del ‘700 è avvenuta la rottura di tale equilibrio avanza

le sue catastrofiche previsioni sul futuro dell’umanità.

Fattori determinanti nel mantenere il sistema demografico preindustriale in equilibrio:

mortalità infantile

~ freni demografici malthusiani

~

•)freni repressivi: carestie, epidemie, guerre

•)freni preventivi: nuzialità, fertilità

Mortalità infantile (fino a un 1 anno di età):

-nel ‘600 –‘700 valutata in media 15-25% dei nati vivi

-nelle città arrivava a punte del 35-45%

Inoltre, mortalità specifica

mortalità dei bambini fino a 10 anni rappresentava il più alto tasso di

(per classi di età)

Tassi di sopravvivenza x 1000 nati vivi (1700 circa

)

N° sopravvissuti a

1 anno 5 anni 10 anni

U.K. 799 668 624

Francia 729 569 516

Svizzera 766 597 533

Tassi di sopravvivenza x 1000 nati vivi (1780-1820)

N° sopravvissuti a

1 anno 5 anni 10 anni

U.K. 842 763 738

Francia 806 691 652

Svizzera 833 726 676

Mortalità nelle mani di Dio, fertilità sotto il controllo dell’uomo (Malthus, freni preventivi)

Meccanismi di aggiustamento:

(il 98% delle nascite avveniva all’interno del matrimonio)

• matrimoni

- età delle sposa

- quota donne maritate sul totale delle donne

• nascite 51 di 58

Appunti a cura di Marco Reglia

Modello matrimoniale di Hejnal (linea di demarcazione:Trieste-Leningrado)

ovest,

-a 20% non si sposa, età matrimonio 24-27 anni

est

-a , pressoché tutte si sposano, età del matrimonio: pubertà

In generale: a ovest, grande flessibilità, spiegata anche da regioni economiche; diversi modelli di famiglia

fra ovest ed est

Nei paesi occidentali la flessibilità dell’età del matrimonio della donna si ripercuoteva sulla fertilità:

punto di partenza: il periodo di fertilità della donna, che è di circa 35 anni.

Con matrimonio tardivo il periodo fertile si riduce a circa 20-25 anni, raramente l’ultimo figlio veniva

concepito

dopo i 40 anni.

Periodo utile 12-15 anni: teoricamente spazio per 12-15 figli.

In realtà lo studio dell’intervallo intergenesico mostra comportamenti differenti.

Questo intervallo cresce man mano che cresce il numero dei figli da 12-16 mesi (fra il 1° e il 2°) a 35-44 (

fra il 4° e il 5°) rallentano la frequenza del concepimento,

Diversi elementi – astinenza, malattie stagionali, amenorrea etc. -

sicché in media non più di 4 o 6 figli nati vivi.

Tenendo presente i livelli di mortalità infantile solo 2 o 3 figli sopravvivevano.

Questa situazione variava a seconda delle necessità dell’equilibrio demografico:

la variazione dell’età del matrimonio può quindi incidere in maniera determinante sulla dinamica

demografica.

I FRENI REPRESSIVI E LE FLUTTUAZIONI DELLA MORTALITÀ

Le fluttuazioni di breve periodo della fertilità erano in primo luogo una risposta alle perturbazioni

dell’equilibrio demografico

causate da crisi di mortalità

Cause : carestie, guerre ed epidemie (i tre freni repressivi di Malthus)

1) carestie

Solo in casi eccezionali la penuria di cibo provocava crisi di mortalità.

Alla base delle carestia i cattivi raccolti, indotti da diversi fattori (clima, devastazione etc.)

Perché la carestia da sola potesse provocare crisi era necessario che si ripetesse più volte nell’arco di

pochi anni

Se la carestia durava un solo anno si poteva ricorrere alla parte destinata al mercato, alle sementi o a

mercati esterni.

2 ) guerre 52 di 58

Appunti a cura di Marco Reglia

Accrescono la mortalità non solo per via diretta ma per anche per gli squilibri socio-economici che

provocano:

-invasioni, occupazioni e manovre militari

-requisizioni di cibo e di abitazioni

-principale agente patogeno di diffusione del contagio (accampamenti vicini a centri urbani, scarsa disciplina, violenze)

3) epidemie

Colpiscono spesso in modo causale, raramente collegate a carestie. Quando però gli effetti si sommano si creano le condizioni per fortissime crisi di mortalità

(Spagna, 1597-1603; Francia, 1672)

•Peste bubbonica:

è endemica nell’Europa occidentale dal 1350 al 1650 circa, fino al 1850 in quella orientale.

Si ripresentava ad ondate virulente ogni 10-20 anni, soprattutto nelle città, a partire dalla grave epidemia che la scatenò (la peste nera di metà Trecento).

E’ meno letale delle altre forme di pestilenza, quali la pneumonica (solo il 60-80% dei colpiti moriva)

Cicli virulenti di peste ci furono in Europa fra il 1620 e il 1640, all’epoca della guerra dei trent’anni

(Francia, Italia settentr. e Germania vennero colpite in rapida successione)

Eziologia della peste: la peste è anzitutto una malattia dei roditori, soprattutto del tipo più comune

in Europa agli inizi dell’età moderna, il topo nero (rattus rattus):“Topo miglior amico dell’uomo”.

Dal topo il bacillo viene iniettato nell’uomo dalla pulce del ratto, che si nutre anche del sangue dell’uomo e si insedia nel suo organismo che lo trasmette ad

altri.

Tendenza della pestilenza a diffondersi

da est a ovest, provenendo soprattutto

dall’Asia.

Dei tre freni malthusiani ricordati,

il più devastante in età moderna

fu quello delle epidemie.

La rottura dell’equilibrio demografico trova spiegazione innanzitutto nella loro progressiva riduzione (ma gravissima epidemia europea di colera in tutta Europa

nel 1830)

Fattori di rottura dell’equilibrio demografico

1) Riduzione delle Epidemie :

a) peste : diverse spiegazioni della sparizione della malattia da metà ‘600, pur in assenza di rimedi

della medicina:

1) sostituzione del ratto grigio a quello nero

2) rarefazione dei traffici est-ovest, provocata dall’avanzata Ottomana

3) graduale formarsi di anticorpi, che consentirono all’uomo di convivere con le pestilenze.

Tuttavia la storiografia sottolinea soprattutto

4) il crescente livello di organizzazione della società umana:

–isolamento degli appestati (lazzaretti, come con la lebbra)

–magistrature sanitarie

–quarantene

–cordoni sanitari (Impero Asburgico: Pestpatente)

b) Il ritardo nella accelerazione della crescita della popolazione, dopo la scomparsa della peste, si spiega

con il diffondersi di nuove malattie (tifo, tubercolosi, vaiolo), che tuttavia hanno una mortalità inferiore

(vaiolo, 15%) o più differita rispetto alla peste (tubercolosi,10 anni).

•Dopo il 1750 inoculazione contro il vaiolo:1798, vaccino Jenner: dà risultati quasi immediati,

dopo il 1850 vaccinazione obbligatoria nel Regno Unito

•sviluppo della professione medica: importante soprattutto per la prevenzione

•miglioramento organizzazione igienico-sanitaria: ospedali, fognature 53 di 58

Appunti a cura di Marco Reglia

2) cambiamenti di carattere militare

-rarefazione dei periodi di guerra guerreggiata

-riduzione degli spostamenti delle truppe

-soprattutto: progresso nell’igiene e disciplina degli eserciti (caserme, accampamenti,

-riduzione contatti fra civili e militari)

3) progressiva scomparsa delle carestie

>)incremento generale della produzione agricola (rivoluzione agricola, incremento produttività)

>)occupazione e messa a coltura di nuovi territori

>)introduzione e diffusione nuove colture

-mais (polenta, pannocchie etc.)

-patata: maggior disponibilità alimentare a parità di superficie coltivata, si adatta a terreni

poveri e a climi difficili

-(in Svezia il rapporto grano-patata per superf. coltiv. passa tra il 1800 e il 1830 da 100:1

a 15:1

>)progressi trasporti e organizzazione commerciale (import contro carestie)

>)cambiamenti legislativi e istituzionali (poor law), più efficace apparato amministrativo

>

Conseguenza : fase di transizione demografica che caratterizza tutti i paesi occidentali fra

fine Settecento e la I guerra mondiale.

Tuttavia nel Regno Unito l’inizio della crescita demografica risale a fine Seicento

(fra il 1695 e il 1801 la popolazione cresce del 70%)

Figura I a-c

La Transizione Demografica

Nel XIX secolo il tasso di incremento della popolazione passa dallo 0,2% annuo allo 0,5-1,5%.

N.B:con un tasso di incremento dell’1,5% annuo la popolazione raddoppia in circa 50 anni e quadruplica in

100.

Ciò che è più importante tale tasso si stabilizza

Causa prima della crescita:

1) La mortalità diviene la variabile chiave:

> Diminuisce la mortalità infantile (vedi tabella prec.)

> Spariscono le periodiche crisi di mortalità, per l’attenuazione dei freni malthusiani,

come prima ricordato (grafico 8)

2) Poche significative variazioni per quanto riguarda nuzialità e fecondità:

>aumentano le nascite illegittime,

>rilevanza del putting out system e della protoindustria

3) Movimenti di popolazione: quelli in uscita dall’Europa attenuano l’incremento della

pressione demografica

>Immigrazione negli Stati Uniti, effetti:

>Piramidi della età (graf.12)

>Fattori di attrazione e fattori di espulsione

>Old e new immigration

>

4) Inurbamento: nel 1800, 23 città in Europa con più di 100.000 abitanti (tot. 5.500.000 ab.);

nel 1900 sono 135 (46.000.000 abit.) 54 di 58

Appunti a cura di Marco Reglia

Sviluppo della popolazione nella aree maggiori 1750 1800 1850 1900 1950 2000

Asia 498 630 801 925 1381 3458

Cina 200 323 430 436 560 1034

India e Pakistan 190 195 233 285 434 1269

Africa 106 107 111 133 222 768

Europa (- Russia) 125 152 208 296 392 527

Nord America 2 7 26 82 166 354

Sud e Centro America 16 24 38 74 162 638

Russia 42 56 76 134 180 352

Australasia e Pacifico 2 2 2 6 13 32

totali 791 978 1262 1650 2515 6130

55 di 58

Appunti a cura di Marco Reglia

Il dualismo demografico

Nei paesi occidentali, nel XX secolo alla caduta della mortalità fa seguito, con un lag secolare,

la caduta della natalità (graf. 8)

L’incremento quindi rallenta: in Europa fra il 1900 e il 1950 l’incremento della popolazione è solo

di 1/3 circa (da 300 a 400 milioni circa)

Spiegazioni di carattere sociale

Nei paesi LDC, avviene il fenomeno contrario:

- ad es. in Africa tra il 1750 e il 1900 la popolazione cresce solo del 30%

ma fra metà ‘900 e il 2.000 triplica abbondantemente passando da 220 a quasi 800 milioni

- in India e Pakistan, nell’Ottocento passa da 195 a 285 milioni, tra il 1950 e il 2.000, passa da 434

a 1.270.

Quindi dualismo demografico, spiegato nei paesi LDC da una caduta della mortalità a seguito

•del miglioramento delle condizioni alimentari e igieniche, e

•soprattutto dei progressi della medicina: antibiotici e vaccini).

Tasso di incremento naturale arriva oggi negli LDC al 2-3% annuo

Vedere grafico 6

La Famiglia

Lo studio della famiglia ha fortemente allargato e complicato i confini della demografia storica,

mettendola a stretto contatto con le discipline economiche e sociologiche e con le discipline

antropologiche e culturali.

La famiglia è un prodotto culturale, ogni tentativo di riassumere la sua complessa realtà in un modello

unico appare frutto di utopie etnocentriche (Macrì)

- Nell’esperienza occidentale prevale la monogamia, l’autorità maschile, il riconoscimento della

filiazione e della trasmissione del nome da parte dell’uomo, la residenza virilocale

- in altre esperienze prevale la residenza matrilineare, la poligamia ecc.

Tuttavia la famiglia resta un’istituzione universalmente diffusa. Possibili motivi:

 divisione del lavoro

➨ regolazione e controllo di rapporti sessuali

➨ solidarietà fra gruppi consanguinei e creazione di amalgama sociale

Punto di partenza della storiografia della famiglia è la tradizione sociologico-evolutiva di

fine Ottocento:

- Lewis Morgan, 1877: dalla promiscuità sessuale alla famiglia nucleare e monogamica 56 di 58

Appunti a cura di Marco Reglia

- F. Engels, 1884: nesso tra famiglia e conservazione della proprietà e tra libertà di

mercato e di matrimonio

- Frederic LePlay, 1806-82: famiglia patriarcale (nomadi), famiglia ceppo (campagna),

famiglia instabile (città)

- F.Tonnies, 1887: da famiglia allargata tipica della comunità a famiglia nucleare della

società contemporanea

Infine da Weber a Simmel, da Tonnies a Durkheim si mette i rilievo che la famiglia nella società

urbana è

nucleare e indipendente, tendenzialmente isolata, funzionale al sistema economico contemporaneo

Antropologi (Malinowski) e storici della famiglia (P.Laslett) mettono in discussione la linearità

evolutiva, a favore di un’interpretazione più complessa e comunque sempre contestualizzata

Approccio storiografico alla famiglia come insieme di relazioni ed emozioni interpersonali:

• Gerarchie interne

• ruoli specifici degli uomini e delle donne

• analisi di genere

• le culture e le rappresentazioni, ecc.

• Padri e figli nell’Europa medievale

Ad esempio, Philippe Aries, (1960), mette in risalto il passaggio

dalla indifferenza verso fino al Cinquecento alla loro sublimazione nella tarda età moderna.

Inoltre la storia risente dei contributi della antropologia e della psichiatria: E. Shorter (1975,

Famiglia e civiltà) descrive la nascita della famiglia come una “rivoluzione del sentimento”, con il

passaggio dal “matrimoni di interesse” al matrimonio d’amore

Lawrence Stone ha ricostruito la traiettoria storica della famiglia inglese dal XVI secolo all’età

contemporanea, intrecciandola con gli altri livella della società - analisi limitata per ragioni di fonti alle

classi superiori:

Famiglia a “lignaggio aperto” del ‘400-’500: clan e potentato locale, grande casa, corte di servi,

➡ clienti, ecc.; aperta verso l’esterno e inserita nella comunità di villaggio, disabituata alla privacy,

scarso attaccamento ai figli,

Famiglia “nucleare patriarcale” del ‘500-’600: perde di importanza la consanguineità, cresce quella

➡ del vincolo matrimoniale e filiale, famiglia ridotta, gerarchica, dominata dalla figura maschile, dolcezza

e obbedienza femminile- Influenza della riforma anglicana - Cambiamento del ruolo dello stato

accentrato - Evoluzione e trasformazione economica: decadenza della comunità di villaggio, sviluppo

della manifattura domestica, mobilità territoriale

Famiglia “nucleare domestica” del ‘700: cresce il peso delle relazioni affettive; nascono la privacy,

➡ le buone maniere, diminuisce la promiscuità; cresce l’igiene, matrimonio come scelta dei coniugi,

dimensione edonistica , maggior libertà femminile; allattamento materno, istruzione dei figli

Famiglia neo-puritana dell’800: inversione di tendenza: autoritarismo paterno, repressione sessuale,

➡ finalizzata al disciplinamento della popolazione rurale e dei poveri; età vittoriana: restaurazione delle

gerarchie famigliari, riduzione dei margini di autonomia femminile, autoritarismo domestico che si

contrappone a una società liberale

Famiglia contemporanea del ‘900: laicizzazione delle culture occidentali, divorzio, allungamento

➡ vita media, libertà dei costumi sessuali 57 di 58


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DETTAGLI
Corso di laurea: Studi storici dal medioevo all'età contemporanea
SSD:
Università: Trieste - Units
A.A.: 2003-2004

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher melody_gio di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia contemporanea e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Trieste - Units o del prof Toninelli Pierangelo M.

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