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Storia contemporanea: la grande guerra (1914-1918)

Università La Statale di Milano – dipartimento Studi umanistici – Prof. Cuzzi Marco

Nascita di uno stato comunista e uno sovietico

Da una parte la formazione di uno stato vero e proprio basato sull’ideologia comunista, dall’altra vediamo l’instaurarsi di grandi partiti in tutta Europa. La formazione di quest’ultimi sarà una garanzia per l’influenza estera all’Unione Sovietica (rispondono alla COMINTERN ovvero l’internazionale comunista). Le Internazionali avevano lo scopo di propagandare l’ideale comunista: la prima internazionale era legata al concetto dell’unione dei popoli e del riscatto dell’antico regime (con Marx presente), la seconda internazionale sarà spiccatamente riformista e socialista, la terza internazionale viene costituita nel 1919 a Mosca con lo scopo di separare i partiti riformisti con quelli comunisti d’ispirazione leninista. Ci sarà quindi una separazione netta tra socialisti e comunisti, creando pessimi rapporti tra le due scissioni; la rottura poi tra Trotskij e Stalin stabilirà una quarta internazionale dividendo ulteriormente la fazione in due.

Nascita di un’ideologia reducistica

Differenza alla fine della prima guerra mondiale: tra gli estremisti e reduci di guerra, formati dalla rabbia e annientamento del nemico, fanatici della nazione e esaltatori della guerra; e tra gli estremisti scioperanti di sinistra, coloro che formeranno poi i successivi partiti comunisti. Il culto della difesa della patria si estende tra le migliaia di reduci della Prima Guerra Mondiale, creando un vero e proprio movimento: tutto questo è stato causato dalla tragedia della guerra, che portava lo scontro non solo tra stati, ma anche in casa tra due parti estreme politiche. L’idea polemologica, del soppiantare la parte opposta per indignazione, è nata in qualche modo dai reduci stanchi e afflitti del primo dopoguerra. La militanza politica diventa una caratteristica particolare della persona e della società; non ci si iscriveva più a una lista elettorale per poi votare alle elezioni “passivamente”, dopo il primo conflitto abbiamo una situazione diversa: cittadini in massa si iscrivevano a partiti del popolo che vedevano oltre al voto, delle attività ricorrenti e “attive”, rendendo la popolazione militante nel nome di un partito (partecipazioni settimanali).

Esistevano tanti partiti di sinistra e destra con mille sfaccettature: l’iscrizione da parte dei cittadini era diventato un fenomeno importante e molto seguito. Le ingenti masse operaie, anche con una grande partecipazione femminile, si iscrivono ai partiti di massa, che sovrastano i piccoli partiti gerarchici svettando ai sondaggi. Si passa dalle politiche elitarie alle politiche di massa. La politica si fa tra il popolo, in circoli organizzati, cambiando radicalmente le organizzazioni partitiche. Tutti lottano contro tutti, la Chiesa ritorna alla politica dopo la rinuncia con la Presa di Roma del 1870. I partiti di massa nascono insomma per contenere le richieste delle masse alla partecipazione politica.

La prima guerra mondiale come guerra di popolo

La prima guerra mondiale era una guerra di popolo e tra popoli. Sono popoli che si scontrano, diventando quindi anche una guerra ideologica, soprattutto dopo il 1917 con l’arrivo degli Stati Uniti e la Rivoluzione Russa che esplode, determinando l’uscita del paese dalla guerra, istituendo nuove regole e nuovi attriti. Bisogna aggiungere che la guerra creò anche quello che è il grande periodo democratico: Francia, Austria, Germania, Russia (inizialmente con l’istituzione dei soviet con Lenin) ecc. lasciano ufficialmente la monarchia o oligarchia per far posto a paesi completamente democratici.

La prima guerra mondiale è definita ufficialmente una guerra planetaria, per via degli stati mobilitati e dei territori su cui si è lottato. Anche se il baricentro è tendenzialmente europeo, le conseguenze e anche le forze armate messe in atto fanno sì che le colonie vengano coinvolte, spostando la tensione in altre parti del mondo. Successivamente alla guerra, molti stati abbracciarono e conobbero le idee socialiste rivoluzionarie, iniziando le rivolte indipendentiste nelle colonie: il terzo mondo comincia a farsi sentire rivoluzionando il mondo. La grande guerra è definita infatti una grande tragedia per via della sua scintilla che fa esplodere un pessimismo storico in continua tensione. Guerra rivoluzionaria per tutti gli effetti, finisce un intero mondo culturale quello della belle époque, iniziando la fine di una speranza del progresso armonioso.

Crisi dell’estate del 1914

Idee rivoluzionarie da parte del principe austroungarico, ampliamento della parte slava dell’impero. Francesco Ferdinando voleva dare autonomia a Bosnia e Croazia in modo da formare uno stato trialista, cosa ovviamente scomoda allo stesso Impero e alla Serbia indipendentista. Non c’è un collegamento tra gli irredentisti e i servizi serbi, questo perché erano anarchici e indipendenti, tuttavia l’Austria voleva eliminare quel nemico fastidioso che era la Serbia e gli diede la colpa dell’assassinio.

  • 28 giugno 1914: attentato a Sarajevo, l’anarchico Princip uccide il principe austroungarico.
  • 23 luglio 1914: l’Austria dà le colpe dell’omicidio alla Serbia, le quali viene disposto un ultimatum nei loro confronti (inutili saranno le mediazioni con la Germania). La Serbia non lo accetta e dunque l’Austria gli dichiara guerra (28 luglio 1914).
  • 30 luglio 1914: la Russia, interessata anch’essa allo sbocco sul Mediterraneo, e per solidarietà verso la Serbia, mobilita le truppe contro l’Austria. Questo scatena una serie di reazioni tra cui quella tedesca che dichiara guerra alla Russia, ci si rende conto come dei “sonnambuli” che gli scontri diventano globali.
  • 1 agosto 1914: Germania dichiara guerra alla Russia e successivamente anche l’Austria.
  • 3 agosto 1914: Germania dichiara guerra anche alla Francia, la quale prevede l’invasione del Belgio che i tedeschi utilizzano come aggiramento per arrivare direttamente a Parigi.
  • La Gran Bretagna per difendere Bruxelles dichiara guerra agli imperi centrali.
  • L’Italia, sciogliendo qualsiasi tipo di patto con Austria e Germania, si dichiara neutrale; questo usando la scusa che è stata l’Austria ad attaccare prima della Serbia, non è dunque un’azione difensiva e di conseguenza non si schiera.

Imperi Centrali e Triplice Intesa

Imperi Centrali: Germania, impero Austro-Ungarico, impero Ottomano, Bulgaria e più le colonie tedesche in Africa e in Medio Oriente.

Triplice Intesa: Francia, Gran Bretagna, Russia e alcune colonie britanniche. Alleati dell’Intesa: Serbia, Montenegro, Belgio, Giappone, Italia, Romania, Stati Uniti, Grecia, Portogallo, Cina, Brasile, Centroamerica, Siam, Liberia.

I vari fronti

  • Il fronte austro-serbo (primo fronte creato).
  • I fronti russi (Baltico, Polonia/Ucraina, Galizia, Caucaso, Romania).
  • Il fronte occidentale.
  • Il fronte alpino (appare molto tardi, con l’entrata in guerra dell’Italia).
  • Il fronte di Salonicco (istituito per sbloccare i Dardanelli).
  • Il fronte Medio Orientale.
  • I fronti coloniali minori (Africa, Oceania).
  • Il fronte atlantico e le lotte nel Mare del Nord (guerre sottomarine).

Il Medio Oriente

La postazione dell’Impero Ottomano impediva l’apertura dei Dardanelli alla Russia. L’obiettivo dell’Intesa era quello di...

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-STO/04 Storia contemporanea

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