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L'aurora della Rivoluzione Francese

Diritto alla sussistenza e diritto all'insurrezione nella Costituzione dell'anno II

Francia. La costituzione repubblicana accoglie nuovi cambiamenti sociali, lega la cittadinanza alla tutela dei diritti sociali. Prima costituzione dopo rivoluzione, nel 1791, ha come modello compromesso tra parlamento sovrano e censitario: suffragio ristretto a chi versava una tassa. Abate Sieyés: diritti civili sono universali; voto è una funzione da esercitare per coesione sociale, chi poteva votare era garante dell'ordine.

Nel 1791, i decreti Allard abrogano forme di controllo corporativo sull'economia: ognuno può svolgere qualsiasi attività economica, libertà trattamento dei salariati. Nel 1793, decapitato Luigi XVI: costituzione "dell'anno I" (della rep), complesso rapporto tra popolo e governo, intensa fase democratica-giacobina.

La legge Le Chapelier vieta scioperi per aumenti salariali. Vietati accordi tra lavoratori per tenere alto il valore del lavoro. Legge abrogata nel 1864: sviluppo economico rende necessario legalizzare scioperi ed attività connesse: sindacati.

La Costituzione del 1793, fase giacobina, introduce il suffragio universale. Immette tra i diritti dell'uomo quello dell'uguaglianza, alla sussistenza e al lavoro. Soccorsi gratuiti se non si è in grado di lavorare (dovere della società). Lo stato si attiva per la costruzione di infrastrutture e per tenere alto il livello di occupazione.

Il diritto/dovere di insurrezione contro la tirannia significa resistenza all'oppressione: i cittadini sono autorizzati a riprendersi l'autorità in caso di abusi (anche attraverso scioperi). Queste leggi non verranno applicate, decadono e diventano oggetto di rivendicazione e di culto per tutto il secolo successivo.

Pauperismo e interventi governativi

Pauperismo: prodotto del dinamismo economico. Per secoli affidato alle autorità ecclesiastiche, poi le autorità pubbliche creano le WH, istituzioni al limite tra imprigionamento e assistenza. Francia 1848 rivoluzione che fa cadere la monarchia in favore della Repubblica, che sente la pressione popolare. Il governo crea gli atelier nationaux: lavori utili per disoccupati parigini (primo embrione di intervento dello stato). Poi vengono chiusi, considerati trincea per non entrare nel mondo del lavoro, ritenuti violazione della libertà di mercato. Anni 60-70 discussioni per organizzazione del lavoro.

La Francia non sceglie un modello di welfare, ma vive di rendita su cooperative e mutue, poi movimento sindacale e socialista con rapporti non molto intensi. Nel 1906 nasce il sindacato francese grazie alla "carta di Amiens" che dichiara l'indipendenza dei partiti politici.

Max Lazard (fine 800-inizio 900) fino a 2GM agisce tra associazionismo e gruppi di pressione. Personalità che tiene insieme per molti anni queste associazioni contro la disoccupazione, nate nel pieno 800. Segretario generale aggiunto per associazione internazionale lotta contro disoccupazione.

M.L e altri, come Thomas, saranno alla base della fondazione dell'ufficio internazionale del lavoro.

Le organizzazioni dei lavoratori

Il lento emergere dei lavoratori dalla massa dei poveri e le loro organizzazioni: società di mutuo soccorso, cooperative, leghe e sindacati.

  • Società di mutuo soccorso: Volontarie, in tutto il mondo, i lavoratori si iscrivono versando un tributo. Con questi fondi si pagano sussidi per malattia, infortuni, vecchiaia, disoccupazione. Alcune accettano anche le donne (maternità). Sono di due tipi:
    • Con soci filantropi, notabili, persone interessate a buona pubblicità che versano quote come assistenza, avendo la possibilità di entrare tra i dirigenti.
    • Solo versamenti dei salariati, soci d'onore accettati come benefattori, ma esclusi dalla dirigenza.
  • Cooperative: Grande sviluppo da anni 30. Gruppo di persone che si associa con versamenti modesti per creare un'attività. Chi non lavora è escluso: ambizione a sperimentare una forma economica che faccia a meno del ruolo dell'imprenditore/investitore. Sono di due tipi:
    • Di consumo.
    • Di produzione, in GB poco sviluppate a causa della pressione delle grandi industrie. 1844 Rochdale, gruppo di lavoratori dopo sciopero mette insieme fondi per acquisire beni di consumo, creano uno spaccio che può aprirsi anche ai non soci.

Le cooperative costituiscono salvataggi per imprese agricole. Sono aperte a tutti i partiti, ma per lo più cattolico e socialista. Nascono poi anche banche cooperative, importanti per la coesione sociale. Mutue e cooperative ricollegabili ai movimenti socialisti e sindacalisti, utili ai conflitti industriali e possono essere viste come: critica implicita al capitalismo e scuola per lavoratori delle dure necessità di mercato. Spesso le cooperative diventano luoghi di trincea, dove i lavoratori che scioperano possono trovare reddito.

Cooperative edili: stimolo e modello per amministrazioni locali e comunali che hanno iniziato ad affrontare il problema delle abitazioni e delle speculazioni edilizie. Città crescono rapidamente e le famiglie si trovano costrette a pessime condizioni abitative. A Milano intensa attività edilizia.

Le complesse relazioni fra stato assistenziale e disciplinamento dei lavoratori

Il caso prussiano e il suo sviluppo nel II Reich

Germania di Bismark (prussiano: poco peso al parlamento) per la prima volta lo stato interviene a imporre e garantire sistemi assicurativi contro infortuni ('80), poi malattia ('83) ed infine vecchiaia ('89). Periodo di grande sviluppo dell'industria tedesca, arrivano masse di lavoratori da Polonia e dai territori agricoli dell'est.

Nel 1869 concesso dal parlamento diritto di coalizione/sindacati. Bismark vuole forte coalizione nazionale per le basi di un impero. Mette fuori legge i socialisti, che entrano velocemente in clandestinità, ed emana misure in favore dei lavoratori.

In Germania due partiti socialisti: uno di ispirazione marxista e uno di Lassalle e nel 1875 si fondono nel partito socialista dei lavoratori tedeschi, poi SPD. Modello di W. Che non parte dal mondo della povertà, ma dal mondo dei lavoratori, poi esteso alle famiglie.

Il welfare dall'alto e dal basso

Le diverse forme di welfare vengono dall'incontro di due movimenti: dall'alto e dal basso.

  • Dall'alto: Le classi dirigenti per consolidare il consenso passano da una politica di non intervento dello stato nelle questioni economiche ad accettare l'intervento in questioni considerate un tempo individuali (malattia, vecchiaia).
  • Dal basso: I lavoratori organizzati, al centro del sistema produttivo, si fanno portavoce dell'intera classe lavoratrice ed esercitano una pressione che induce le classi dirigenti a concedere diverse forme di welfare.

Le organizzazioni inizialmente hanno sperimentate risposte ai bisogni immediati e alle necessità della vita, in presenza di scarsissimi margini salariali per forme di mutuo soccorso (auto-aiuto dei lavoratori), questa fase viene poi superata nel corso dell'800 quando si rendono conto che solo l'intervento di un ente pubblico potrebbe garantire continuità nelle prestazioni. Si passa da un'idea mutualistico-assicurativa del welfare a una forma di organizzazione statale.

Peculiarità del compromesso sociale

In Francia, Italia e Inghilterra

Inghilterra: non c'erano leggi quadro a cui fare riferimento, ma enormi raccolte giurisprudenziali. In questo paese si passa nel corso di circa due secoli, da una pessima condizione dei poveri ad un compromesso molto avanzato. La prima fase consistette nella concessione di sussidi da parte di istituzioni (per lo più parrocchie anglicane) in cambio di attività varie. Veniva punito il vagabondaggio tra parrocchie (visto come minaccia all'ordine pubblico). Acts of settlements (abrogate durante il 700): contraddittorie per lo sviluppo economico, che richiede necessariamente spostamenti.

Fine 700: guerre napoleoniche ed esigenza di trovare consenso popolare: mutamento erogazione sussidi anche perché la tassazione cresce e aumentano le spese pubbliche.

Norme di Speenhamland 1795: norme rivolte agli uffici parrocchiali e generalizzate al territorio inglese: popolazione povera o salariata non poteva scendere al di sotto di un certo reddito che garantisse un minimo paniere di consumo (fissati prezzi e regolato reddito in proporzione). Analogia con scala mobile italiana (1945-85).

1789 anticonspiration law: riduzione dei conflitti. Contro corporazioni e contro scioperi per aumenti salariali (continuano, finanziati dalle mutue).

  • Ostili a Speen:
    • Gli industriali, temono che il popolo rimanga statico e non si mobiliti per cercare lavoro.
    • Malthus (economista) ostile: pensava che nonostante lo sviluppo industriale le risorse agricole nazionali restassero limitate, quindi per l'equilibrio sociale bisognava limitare la crescita della popolazione, e Speen non favoriva ciò.
    • Progressisti (es. Marx) e K. Polanyi, perché la possibilità di avere queste mediazioni ha permesso agli imprenditori di tenere bassi i salari, deprimendo poi la volontà dei lavoratori.

Nel 1832 lotta per cambiare legge elettorale. Speen abrogato nel 1834 da Hegel, che vieta qualsiasi sussidio monetario (ogni povero che accetta sussidio deve trasferirsi nelle WH). In GB, a differenza del resto d'Europa c'è stata la volontà di dividere i poveri dai lavoratori, per evitare una frattura sociale.

Durante l'800, l'intervento sui poveri si specializza: si fanno lavorare nelle zone di ricovero dei poveri, che vivono in luoghi chiamati workhouses, dove c'erano anche molti bambini. Non ci sono delle leggi sulle WH, la gestione è diversa da zona a zona.

Si volle fare ordine al loro interno, definiti standard di cibo e riscaldamento, nelle WH le condizioni erano quasi peggiori che all'esterno. 1867: nuova legge elettorale che allarga il voto anche a molti salariati. Condizioni: continuità lavorativa, no sussidi, abitare in un appartamento. Diritto di voto coincide con cittadinanza solo dopo 1GM.

Questione disoccupazione: messa a fuoco come problema specifico tardi perché per molti anni la continuità lavorativa non era garantita, uniche garanzie derivavano dalla professionalità. 1834 legge sui poveri allarga il ceto medio produttivo, ma non i salariati. Anni 30 movimento di unioni sindacali operaie: movimento cartista (vissuto da Mazzini), basi: legislazione che tuteli il lavoro, riforma elettorale, riforma agraria. 1879 riconoscimento giuridico delle mutue. Anni 60 leggi che regolano lavoro di donne e bambini. 1871 legge riconosce sindacati come agenti contrattuali. 1867: mobilitazione per estensione territoriale inglese; riforma elettorale che allarga il suffragio maschile.

Maggiore attenzione per il consenso da parte di liberali e conservatori. Leggi che definiscono i diritti di sciopero; si accetta la difesa dei diritti delle associazioni e si estendono i sindacati anche a lavoratori non qualificati. 1834: divisione tra poveri inermi, scarto della società e mondo del lavoro attivo, che poteva avere diritti e contare sul mutualismo. 1905-11 leggi per infortuni, pensioni finanziate dallo stato con pagamenti settimanali, a partire dai 70 anni, per coloro senza lavoro per vecchiaia (età molto avanzata); versamenti inferiori a persone con redditi accertati. 1925 pensioni erogate da imprenditori, non dallo stato; anni 80 "Liberal break"; 3. Assicurazione obbligatoria per malattia, comunque condizioni sanitarie basse. Poi problema di allargare queste leggi alle famiglie dei lavoratori.

44. legge che autorizza enti locali a intervenire per posti di lavoro, disoccupazione diventa problema con cui confrontarsi, stato può creare posti di lavoro. Si adottano assicurazioni per reddito in caso di disoccupazione causata da crisi di mercato.

  • Governo liberale assicura sussidi per 15gg di disoccupazione, garanzie erogate da assicurazioni pubbliche, garantite dai sindacati.
  • Misure travolte dalla crisi del '29, tanti disoccupati in tutti i settori, schiacciate le risorse necessarie per intervenire.

Italia

C'erano organismi religiosi, le opere pie, con ricchi fondi ma avevano forma arcaica, era pura carità. Liberali preferivano il mutualismo all'intervento dello stato. Classe dirigente: laica, liberale, anticlericale: contraddizione perché affida al clero la cura del popolo. Comunità cristiane: stato nello stato.

Mazzini crea associazioni specifiche per operai e combatte per avere autogoverno delle associazioni. Crede che solo con la rep. si possano superare le diversità sociali e le divisioni. A Milano nasce partito operaio italiano, lavora nelle associazioni operaie per renderle indipendenti e consentire che i fondi vengano usati per miglioramenti.

La destra storica non interviene nelle politiche sociali, incoraggia invece il mutualismo (società mutue da 1850 circa). Sinistra storica (De Pretis) svolta in politica, maggior sensibilità per bisogno di consenso; primo esordio di politiche sociali, subito interrotto. Destra e sinistra grande rispetto per il parlamento, per scongiurare la crisi.

Crispi (fino al 1896) sconfitto da esercito africano, tentativo di colonizzazione fallito. Poi crisi di fine secolo, difficoltà, tendenza della classe dirigente a gestione autoritaria (non come veri liberali). Primo periodo liberale: lavoratori organizzati, non pensano a politica, costretti a pensare alla loro sopravvivenza.

Inizio 900: possibilità di creare grandi associazioni, auto-organizzazioni. Anni 1891 circa: fondazione camere del lavoro; 1892: fondazione PSI. PSI fondato abbastanza presto rispetto alla fondazione della seconda internazionale (1889, che fa pressione perché in ogni paese si crei un PS per appoggiare i sindacati). Gruppi che lo formano: partito operaio italiano (Lombardia-Piemonte-Emilia) embrione di laburismo, si aderiva attraverso la propria associazione collettiva, non individualmente.

Crisi fine anni 80 causata dal perdurare della crisi economica: necessità di vera e propria sponda politica, che sarà il PSI. 1901: esordio dell'esperienza di compromesso liberale dell'Italia monarchica con Giolitti. Primo gabinetto presieduto da Zanardelli. Espone progetto di rinnovamento rapporti tra società e politica; no riforme molto radicali, ma la novità è il rapporto tra organizzazioni imprenditoriali e lavoratori.

  • Punti centrali: riconoscimento libertà associazioni sindacali. Stato = mediatore imparziale tra le parti.
  • Blocco salari in momento di cambio economico: errore.

In Italia l'esordio della cultura sociale è tardivo, a causa della rigidità della cultura liberale e del tardivo decollo dell'industria. Inoltre la questione della disoccupazione tarda a presentarsi allo sguardo del legislatore come problema di competenza statale. I malati erano visti come disoccupati temporanei. Precarietà del lavoro considerata normale nei contratti salariali, mercato incerto = lavoro incerto.

Anni 10: congressi internazionali sulla disoccupazione, il primo a Milano, presso la società umanitaria. Studiosi registrano con strumenti statistici che è naturale che ci siano lavoratori poco efficaci. Disoccupazione: dinamica naturale, necessarie forme assicurative/assistenziali. Società Umanitaria: dal 1890 circa, nasce su base di un fondo lasciato in eredità da Moisè Loria, imprenditore commerciante ebreo di legnami, non aveva figli e nel testamento lascia tutto a favore di un'istituzione benefica che aiutasse i lavoratori ad emanciparsi.

Si basa su stretto rapporto tra socialisti milanesi e camera del lavoro (diventa il centro studi della Società e reperisce molte informazioni prima delle istituzioni pubbliche). Aperte scuole serali per operai specializzati. In Francia c'erano organizzazioni simili: Museo sociale (1895) fondato grazie al lascito del conte di Chamburin (cattolico).

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-STO/04 Storia contemporanea

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