Estratto del documento

Storia contemporanea I – G. Fulvetti

36 Lezioni (72 ore):

20/02 [inizio corso] 20/03 [sovrapposizione] 24/04 [sovrapposizione]

21/02 21/03 [da recuperare] 26/04

22/02 22/03 [da recuperare] 02/05

27/02 [sovrapposizione] 27/03 [sovrapposizione] 03/05

28/02 28/03 [da recuperare] 08/05 [sovrapposizione]

01/03 29/03 09/05

06/03 [sovrapposizione] 03/04 [sovrapposizione] 10/05

07/03 04/04 15/05 [sovrapposizione]

08/03 [no lezione] 05/04 16/05 [no lezione]

13/03 [sovrapposizione] 10/04 [sovrapposizione] 17/05 [no lezione]

14/03 11/04 22/05

15/03 12/04 23/05 [fine corso] 20/02/2019

Calendario civile festività dello Stato

ToscanaNovecento

10 febbraio giornata nazionale del ricordo delle Foibe

Istituto nazionale Ferruccio Parri

www.sissco.it

www.storiasport.com

La storia è una, ma sono anche tante a seconda degli approcci che si intendono avere

nei confronti di essa:

Storia politica

 Storia economica

 Storia sociale

 Storia locale

 Storia militare

 Storia culturale

Giovedì 28 febbraio ore 16:00, aula Sal-1

Mercoledì 6 marzo ore 16:00, aula Sal-3

Mercoledì 13 marzo ore 16:00

Alph.hypoth

I parte: 5 settimane (20 febbraio – 15 marzo) di lezione ‘800

II parte: Prima e Seconda Guerra Mondiale

III parte: post 1950

24 aprile lezione fuori sede a Sant’Anna di Stazzema

Rivoluzione americana avvia la contemporaneità e gli anni delle Rivoluzioni.

 21/02/2019

LA RIVOLUZIONE FRANCESE (Roberto Rossetti)

[Fulvetti È uno degli eventi che avvia e caratterizza l’epoca moderna]

È l’evento che cambia il significato stessa della parola “rivoluzione”; fino a quell’epoca si

usa già il termine rivoluzione ma con un accezione diversa, muta con la rivoluzione

francese, non significa più tornare d’accapo, ma significa anche portare qualcosa di

nuova, anche se probabilmente l’idea di base era quella di ritornare all’origine

1

respingendo le rivoluzione e all’assolutismo, anche se alla fine producono qualcosa di

nuovo.

CAUSE:

Non scoppia dall’oggi al domani, ma matura all’interno della società da circa di un

secolo. Alla fine del ‘700 la società francese è ancora organizzata su una società divisa i

ordine:

la nobiltà (1,5%)

il clero (0,5%)

terzo stato (98%)

anche se questa tripartizione è molto più complessa, perché all’interno di una stessa

classe ci sono differenze. Nella nobiltà c’è una nobiltà bassa, decaduta, che stenta ad

andare in avanti, la nobiltà di ufficio/di toga, che risieda nei Parlamenti di Parigi. Il 25% è

improduttivo e appartiene alla nobiltà.

Il clero si può distinguere fra bassa e alto clero: l’alto clero fa parte della nobiltà di corte,

il basso clero invece è fra quelli che appoggerà la rivoluzione. Gode comunque di

importanti privilegi e benefici.

Il terzo stato è composto dal 18% dalla borghesia, il rimanente invece sono contadini.

Sul mondo contadino grave tutto il peso fiscale del Paese, oltre alle decime alla Chiesa,

alle bannalità.

La monarchia è in perenne debito finanziario e fiscale, perché la Francia partecipa

costantemente ad ogni conflitto di quegli anni, ciò prosciugherà le casse dello Stato

francese.

Luigi XVI cerca di migliorare le condizioni finanziarie dello Stato e si succedono molti

ministri dell’economia i quali trovano come unica soluzione a questo enorme debito

pubblico quella di eliminare le varie esenzione e privilegi dei nobili e del clero.

Necker sarà una figura fondamentale per la prima fase della rivoluzione, ripropone in

mood più mitigato le idee di Turgot. Diventa poi di dominio pubblico le spese della

monarchia. Il rendiconto al Re suscita un vespaio e Necker viene licenziato; lo sostituirà

Calonne e poi Lomenie de Brienne i quali come unica soluzione trovano quella di

promulgare una tassa fondiaria unica.

Il parlamento di Parigi denuncia l’assolutismo del Re e si chiede la convocazione degli

Stati generali, che il ministro accorda. Luigi XVI cede nuovamente e il ministro viene

allontanato e ritorna Necker. Dall’88 alla convocazione degli Stati generali si ha in questo

periodo l’assoluta libertà di stampa.

Emmanuel Joseph Sieyès il Terzo Stato è la nazione francese.

5 maggio 1789 Si riunisco gli Stati generali.

C’è già un problema: come si voto? Questo è il primo problema che porterà alla

spaccatura rivoluzione. Si vota per testa o per ordine? Clero e Nobiltà vogliono il voto per

ordine, il Terzo Stato per testa.

Per il primo mese si discute solo di questo, fino a che il 17 giugno si riunisce

nell’Assemblea nazionale.

Gli elementi del clero e la nobiltà, in parte controvoglia e in parte costretti dal re, si

uniscono all’Assemblea nazionale.

Si forma così l’Assemblea nazionale costituente, che si dà come scopo quello di scrivere

una nuova Costituzione per la Francia, ciò preoccupa il Re, perché ridurrebbe

notevolmente i suoi poteri.

14 luglio 1789 presa della Bastiglia

Ogni giorno cambia qualcosa, si mette in discussione ciò che si è detto il giorno primo e

si va avanti rispetto a quello che si è detto. 2

Dopo il 20 luglio si diffondono paure generalizzate per istigare il popolo contadino che

hanno come primo obbiettivo gli assalti ai castelli signorile distruggendo gli archivi

signorili. La situazione sfugge di mano, ma sfugge di mano anche all’Assemblea

costituente e l’unica soluzione è quella di andare in contro alle pretese dei contadini.

Viene abolito il sistema feudale, anche se avviene dietro ad un riscatto, che verrà tolto

intorno al 1792.

Il 26 agosto 1789 viene scritta ed emanata la Dichiarazione dei diritti dell’uomo e dei

cittadino.

La monarchia è un caso particolare: si tratta di una monarchia inadeguata di fronte a

questa situazione.

Il 5 ottobre le donne di Parigi si recano a Versailles ed impongono al Re e alla famiglia

reale di trasferirsi a Parigi.

Nel novembre propone a nazionalizzazione dei beni de clero ed emissione degli

assegnati e favorisce una partecipazione popolare alla rivoluzione.

La vita politica diventa una vita politica di massa, nascono i club, ovvero i partiti politici,

che saranno poi l’anima del futuro processo rivoluzione.

Il re sta giocando un doppio gioco perché da un lato non può che sottoscrivere tutto ciò

che gli propone l’Assemblea costituente, dall’altro però vuole farsi da parte scappando

(1791, fuga di Varennes). La popolazione, soprattutto spinta dai giacobini, chiede

l’abolizione della monarchia. Questa è una grande frattura fra la parte moderata e quella

più radicale, il popolo non è più disposto a sostenere la monarchia. Nel 1791 si ha la

prima Costituzione, ce ne saranno 5.

I girondini difronte alla crisi economica che la Francia stava attraverso in quegli anni

vedono come unica possibilità di entrare in guerra contro la Prussia e l’Austria che

avevano minacciato di distruggere Parigi se l’Assemblea non avesse ridato al Re tutti i

suoi poteri. Anche il Re è d’accordo con la guerra, ma per un motivo diverso rispetto ai

girondino, perché loro lo vedono come un mezzo per ricompattare il popolo attorno

all’assemblea legislativa, mentre il Re sperava nella disfatta dell’esercito francese. È

evidente che la nobiltà e la monarchia sono estremamente contrari alla rivoluzione. Si

chiede così la deposizione del monarchia, che viene posto agli arresti. A questo punto si

deve elaborare un nuovo modello di Stato. Nel settembre del ’92 si elegge la

Convenzione, proprio quando l’esercito francese ottiene la prima vittoria contro l’esercito

prussiano. C’è la nascita della Repubblica. La situazione però peggiore, iniziano a

scoppiare alcune insurrezioni e per placarle viene nominato il Comitato della saluta

pubblica e il Tribunale rivoluzione.

’93 Fase del terrore.

Si approva una nuova Costituzione di carattere totalmente democratico, ma non viene

mai applicata.

Nel giugno 94 inasprisce maggiormente la politica del terrore. La legge dei sospetti viene

maggiormente inasprita.

È questa una situazione pesantissima e c’è un grande senso di paura.

Si apre il periodo del Termidoro che è inaugurato da una politica uguale e contraria a

quella di

Viene costituita una nuova Costituzione.

Questa sarà una delle debolezze.

Nel frattempo il Direttorio decide di portare avanti la guerra. Nel 95 il Direttorio decide di

rilanciare la guerra contro la I coalizione antifrancese (1793-97).

Napoleone sconfigge le armate austriache in Italia e conquista l’Italia centro-

settentrionale. Firma una pace con l’Austria. 3

L’importanza che stava assumendo l’esercito e Napoleone, il Direttorio, pur servendosi di

questa figura, teme lo stesso Napoleone e dell’influenza che stava acquistando. Si

riprende così la guerra contro l’Inghilterra e si allontana Napoleone dal territorio francese

(Napoleone viene mandato a conquistare l’Egitto). 22/02/2019

La Rivoluzione francese tradizionalmente è vista come una rivoluzione borghese; ci sono

invece altri studiosi che danno luogo ad una visione revisionista della Rivoluzione

francese, infatti si mette in discussione che sia una rivoluzione borghese, perché si

possono individuare diverse rivoluzioni, non si può parlare di una rivoluzione francese,

ma di più: c’è la rivoluzione dell’aristocrazia (infatti l’aristocrazia nei parlamenti è quella

che dà inizio alla rivoluzione contro le riforme di un monarca denunciato come assoluto).

Sta di fatto che però la borghesia – che costituisce il 18% del Terzo Stato e che detiene il

35% dei terreni – ha effettivamente il grosso potere economico in Francia, in questa fase

la ricchezza è nelle mani della borghesia; la corona è in deficit cronico, dalla corona

dipendono le pensione dell’aristocrazia di corte e dell’alta aristocrazia; gli altri ceti

privilegiati si mantengono grazie alle esenzioni fiscali e ai privilegi che hanno; la

borghesia detiene un proprio e vero potere economico e allora la Rivoluzione francese –

non nella fase giacobina che in qualche modo tende a limitare il diritto di proprietà –

nella fase napoleonica verranno duramente colpite le organizzazione dei lavoratori e si

creano in Francia a seguito dell’indirizzo democratico giacobino, quelle verranno colpite,

ci sarà il divieto di associazione dei lavoratori, invece Napoleone si assicurerà di

garantire assolutamente il diritto dei proprietari e quindi a borghesia di fatto si

avvantaggerà enormemente. Chi coglie i frutti della Rivoluzione è la borghesia, che

vedeva nei vincoli feudali dei vincoli ad un’ulteriore espansione di una ricchezza che già

possedeva precedentemente.

borghesia che cosa si intende? È la classe sociale che detiene la proprietà dei mezzi di

produzione. Esiste LA borghesia o esistono LE borghesi da un punto di vista di

definizione sociale, di strategie di mobilità sociale? Questa sarà una delle cose che agli

esordi del 800 dovrà essere discussa.

[L’età delle Rivoluzioni Il potere dell'Ancien Régime fino alla prima

– Erich J. Hobsbawm;

guerra mondiale – Arno Mayer]

18 Brumaio (9 novembre 1799) Colpo di stato di Napoleone.

Napoleone viene richiamato urgentemente in patria perché alle elezioni in Francia hanno

vinto i giacobini, le camere iniziano ad essere egemonizzate da giacobini e dalla loro

impostazione democratica radicale, iniziano ad essere prese misure che ricordano il ’93

e quindi come era già successo nel ’97, per cui si era chiamato l’esercito per annullare le

elezioni vinte dai monarchici, ora si richiama Napoleone in patria per annullare quelle

elezioni e per scongiurare il dominio giacobino nelle assemblee. Napoleone riesce a

tornare dall’Africa in Francia e nel novembre del ’99 con l’esercito scioglie con la forza

l’assemblea. Di fatto muta nuovamente la Costituzione (Costituzione dell’anno VIII)

perché viene creato un sistema consolare, una sorta di triumvirato, costituito da

Che cos’è il Terzo Stato? Roger

Napoleone Bonaparte stesso da Sieyès – autore di – e da

Ducos. Questo triumvirato sarà alla guida della Francia fino alla successiva mossa di

Napoleone nel 1804 quando proclamerà direttamente l’Impero. La nuova Costituzione

prevede la reintroduzione – è questa una caratteristica di Napoleone, che oggi

chiameremo populista – del suffragio universale (cosa che non era prevista nella

Costituzione dell’anno III), però è un suffragio universale “di facciata”, perché le

votazione non sono realmente libere: i cittadini devono votare liste di persone in misura

maggiore rispetto ai posti che devono essere occupati all’interno dell’assemblee e

dell’amministrazione pubblica, in queste liste poi sarà il consolato che sceglierà le

persone da inserire dentro le assemblee. Quindi il potere legislativo grazie a questa

riforma viene sottomesso al controllo del governo, inoltre viene istituito un sistema

prefettizio (che poi avrà influenza anche sull’organizzazione dell’Italia unita), ovvero da

4

Napoleone viene istituito un sistema di prefetti che vengono messi a capo dei diversi

dipartimenti, nominati direttamente da Napoleone e rappresentano l’autorità di

Napoleone in tutto il territorio francese. Si continua sulla riga di negazione del

federalismo in Francia a favore di un rigido centralismo amministrativo e di potere.

Contemporaneamente Napoleone porta avanti – che nel 1802 si farà nominare primo

console e si farà riconoscere il consolato a vita, quindi ha assolutamente una posizione

di primizia all’interno di questo triumvirato – nel 1800 si porrà l’obiettivo, e ci riuscirà, di

risollevare la situazione finanziaria della Francia e fonda la Banca di Francia che ha il

compito di regolare e controllare la circolazione monetaria e l’emissione di carta moneta;

in questo modo riesce con le sue misure e con questa istituzione nel giro di qualche

anno a ristabilire la situazione economica della Francia. In effetti nel 1802 la Francia

ritorna al pareggio di bilancio. Ma non è solo questo, reintroduce tutta quella forma di

tassazione indiretta, quella che colpisce i consumi, che il periodo giacobino aveva

eliminato [i giacobini dal ’93-’94 avevano eliminato la tassazione indiretta a favore di

una tassazione diretta che colpisse i patrimoni perché chiaramente la tassazione

indiretta va a svantaggio delle fasce più basse della popolazione, quindi i giacobini nella

loro visione egualitaria avevano eliminato le tassazione indirette], questo è ovviamente

un altro strumento per sovvenzionare la ripresa economica francese. Mette mano anche

all’organizzazione scolastica, togliendo gran parte della formazione scolastica al clero e

attribuendola allo Stato e anche l’assistenza sociale diventa non più di prerogativa del

clero come era fino a quel momento, ma diventa organizzata e sostenuta dallo Stato.

Inoltre la preoccupazione maggiore di Napoleone in questa fase è quella di presentarsi

sia a livello interno sia a livello internazionale come “l’uomo della pace”, di fatto la sua

abilità militare è già stata riconosciuta nelle diverse campagne, è l’uomo decisivo nella

politica francese e il suo ruolo in questo senso lo riconosce, si deve presentare come

l’uomo che riporta alla Francia dopo un periodo turbolento la pace, così come la riporta

in Europa.

1801 Pone fine alla politica anticlericale iniziata dalla Rivoluzione francese. Viene

firmato il concordato tra papa Pio VII e lo Stato francese che prevede il riconoscimento

della religione cattolica in Francia, non come religione di Stato, ma come religione

pratica dalla maggioranza dei francesi. Ha comunque un elemento di distinzione rispetto

agli altri culti, è riconosciuto il suo ruolo prioritario e soprattutto Pio VII riconosce la

Repubblica di Francia, riconosce che i beni incamerati della Chiesa durante la

Rivoluzione sono ormai patrimonio dello Stato francese e ancora permette a Napoleone

di porre fine alla rottura con la parte più arretrata della popolazione che era rimasta

traumatizzata dal processo di scristianizzazione avvenuto in Francia. È questo quindi un

elemento di successo della politica napoleonica. Ripristina tra l’altro quella che era una

tradizione costante della politica francese – che è una caratteristica della politica

francese perché già in epoca monarchica era così – ovvero quella della nomina dei

vescovi da parte dello Stato francese consacrati poi dal papa. Quindi vengono ammesse

di nuovo le cerimonie pubbliche, il clero è stipendiato dallo Stato, però i vescovi sono

scelti da Napoleone e consacrati dal papa. Si ritorna alla tendenza gallicana della Chiesa

francese.

È l’uomo della pace perché nel 1801 e nel 1802 Napoleone arriva a concludere le paci

con l’Austria e con l’Inghilterra. Nel 1801 sigla la pace di Luneville con cui l’Austria

riconosce l’asseto dato da Napoleone ai territori conquistati, quindi riconosce di fatto il

regime napoleonico; nel 1802 Napoleone dopo lunghe trattative arriva a concludere la

Pace di Amiens, importante perché dalla Pace di Amiens dipenderà l’inizio di una nuova

guerra, quella

Anteprima
Vedrai una selezione di 17 pagine su 76
Storia contemporanea - lezioni Pag. 1 Storia contemporanea - lezioni Pag. 2
Anteprima di 17 pagg. su 76.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Storia contemporanea - lezioni Pag. 6
Anteprima di 17 pagg. su 76.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Storia contemporanea - lezioni Pag. 11
Anteprima di 17 pagg. su 76.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Storia contemporanea - lezioni Pag. 16
Anteprima di 17 pagg. su 76.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Storia contemporanea - lezioni Pag. 21
Anteprima di 17 pagg. su 76.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Storia contemporanea - lezioni Pag. 26
Anteprima di 17 pagg. su 76.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Storia contemporanea - lezioni Pag. 31
Anteprima di 17 pagg. su 76.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Storia contemporanea - lezioni Pag. 36
Anteprima di 17 pagg. su 76.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Storia contemporanea - lezioni Pag. 41
Anteprima di 17 pagg. su 76.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Storia contemporanea - lezioni Pag. 46
Anteprima di 17 pagg. su 76.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Storia contemporanea - lezioni Pag. 51
Anteprima di 17 pagg. su 76.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Storia contemporanea - lezioni Pag. 56
Anteprima di 17 pagg. su 76.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Storia contemporanea - lezioni Pag. 61
Anteprima di 17 pagg. su 76.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Storia contemporanea - lezioni Pag. 66
Anteprima di 17 pagg. su 76.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Storia contemporanea - lezioni Pag. 71
Anteprima di 17 pagg. su 76.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Storia contemporanea - lezioni Pag. 76
1 su 76
D/illustrazione/soddisfatti o rimborsati
Acquista con carta o PayPal
Scarica i documenti tutte le volte che vuoi
Dettagli
SSD
Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-STO/04 Storia contemporanea

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher FrancescaTARANTINO di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia Contemporanea e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Pisa o del prof Fulvetti Gianluca.
Appunti correlati Invia appunti e guadagna

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community