Storia contemporanea
Introduzione
Storia: è la scienza che studia gli uomini e le loro relazioni nel tempo. Marc Bloch (eroe della prima guerra mondiale) ha fondato una rivista nel 1929 che ha rivoluzionato il modo di pensare alla storia. Ha messo gli uomini e le donne al centro, poiché i fatti sono opera degli uomini. Nel 1939 si trova davanti a un problema. Nel 1939 in Francia scoppia la seconda guerra mondiale, contro la Germania di Adolf Hitler. La Germania invade la Polonia e la Francia le dichiara guerra. Bloch si arruola nonostante la sua età. In seguito scriverà un libro "La strana guerra". Perché lo chiamò così? Nonostante si dichiarino guerra, non si attaccano ma stanno sulla difensiva, anche quando nel 1940 Hitler attacca la Francia e questa cade in qualche settimana. A seguito dell’invasione della Francia, questa si divide e si forma un governo non completamente autonomo deciso da Petain. Ma Bloch non sarà d’accordo e si unirà alla resistenza.
La storia è una scienza umana, non ci sono regole universali, studia eventi irripetibili, gli uomini e le donne nella loro intimità e nelle relazioni individuali, non studia né l’uomo o la società nella sua individualità o il passato in maniera indefinita. Come prima analisi vi sono le donne e gli uomini, ciò significa riconoscerne l’importanza, come tutti gli esseri umani. La storia non indaga solo sui grandi uomini, non solo i protagonisti ma anche le masse, gli stranieri, il popolo, e non solo gli eroi o i protagonisti. È una forma di conoscenza che ha le sue regole, parte dall’osservazione e arriva all’analisi dei dati empirici grazie ai suoi strumenti.
A che cosa serve la storia?
Studiare eventi passati per prevenire quelli futuri. Ma è davvero così? Nel 1812 Napoleone invade la Russia, ma dovrà ritirarsi, il territorio è troppo vasto e la Russia usa diverse tecniche. Napoleone usò circa 700 mila uomini ma l’esito fu disastroso. Nel 1941 Hitler invade le zone più industrializzate della Russia (Operazione Barbarossa), è a un passo da conquistare le 3 città chiave, ma dovranno ritirarsi e avranno perdite enormi (1 milione e mezzo di uomini). Battaglia decisiva della seconda guerra mondiale (ripetizione dell’esperienza di Napoleone, Hitler lo sapeva eppure compie un errore simile). La storia non vuole prevedere, si occupa di eventi irripetibili, esalta le differenze.
Hitler compie una serie di errori e sottovaluta una serie di fattori, compie una sconfitta che segnerà l’intero secolo e permetterà all’URSS di diventare una super potenza. Hitler perde la guerra poiché sottovaluta il fattore UOMO, che è il principale protagonista della storia. In questo senso la storia può essere maestra di vita e perciò maestro di umanità.
Storia contemporanea
L'età antica inizia con l’Impero Romano. Il medioevo va dalla caduta dell’Impero Romano fino alla scoperta dell’America. L'età moderna inizia nel 1492 e porta con sé un miglioramento continuo, portando il termine "contemporaneo" a indicare qualcosa di ancora più nuovo, che non si è ancora concluso.
Uno degli intellettuali più influenti del '900, che ha dominato il mondo accademico per almeno 60 anni, è Benedetto Croce. Ha scritto anche di storia, con una delle sue citazioni preferite: "Ogni storia è storia contemporanea. Chiunque si occupa di storia, anche se si occupa di Giulio Cesare o dei vichinghi, fa storia contemporanea". Molto spesso si fa un uso distorto della storia, un uso spregiudicato e politico della storia. Ciò perché lo storico, quando indaga il passato, lo fa per cercare risposte per il presente; sono gli interessi del presente che lo spingono a studiare e a ricercare risposte nel passato.
Ma spesso si dà un’interpretazione soggettiva della storia: Giulio Cesare viene assassinato da Bruto. Giulio Cesare è un brillante condottiero o colui che ha assassinato le libertà dei romani? Bruto è un feroce assassino o colui che ha ucciso Cesare che a sua volta ha assassinato le libertà dei romani? Napoleone era un grande generale o colui che ha portato alla rivoluzione?
Come si riconosce un buono storico?
- Colui che tiene a freno la sua emotività rispetto all’oggetto di studio e si sforza di presentarlo in forma di conoscenza e di visione logica della realtà studiata, si sforza di comprenderla.
- La categoria di bene e male dovrebbe essere lontana per un corretto studio della storia.
- Cerca di tenere a freno la sua soggettività ma è consapevole della propria umanità, risente dei suoi interessi, della sua passione civile.
Perciò è inevitabile che la storia sia anche soggettiva. Esistono ricostruzioni storiche più complete, più o meno fonti, interpretazioni più o meno brillanti, ma non esiste una ed unica verità. La storia contemporanea alcuni la fanno partire dalla rivoluzione, altri dal congresso di Vienna. Noi faremo riferimento dall’unità d’Italia, non c’è una data precisa, più o meno dall’800. Poiché a cavallo tra 700 e 800 cambiano molti fattori, la cultura si arricchisce di opere fondamentali che vengono pubblicate e lette, cambia la politica. Ci sono una serie di rivoluzioni che cambiano radicalmente il modo di pensare, lo stato, il ruolo del cittadino nello stato.
Rivoluzione americana e francese
Le dichiarazioni: alcuni pezzi che vogliono appartenere non solo alla società americana, ma indicano dei valori umani validi non per una società ma per tutti. Cambia l’economia, il modo di lavorare. È un periodo di grandi accelerazioni storiche che hanno come esito una grande fiducia nel percorso e nel progresso degli uomini. Grandi idee che domineranno il 20 secolo (liberalismo, socialismo, comunismo, internazionalismo). Accanto a questi sopravvivono, però, molti modelli precedenti, modelli istituzionali (stato assoluto), modelli economici e sociali dei secoli precedenti. Si può parlare di un lungo ottocento, quasi un secolo ponte che prepara il 20 secolo, che inizia ben prima del 1801, ma con le due rivoluzioni politiche ed economiche, un periodo che tradizionalmente si fa terminare con la prima guerra mondiale. Per alcuni porta davvero alla fine dell’Ancien Régime. Si sperimentano dinamiche politiche ed economiche, teorie che verranno messe in atto nel 20 secolo. Tre ambiti di cambiamento: culturale, politico ed economico.
Rivoluzione industriale
È possibile definire la rivoluzione industriale come un rinnovamento che si avvia in Inghilterra per espandersi in Belgio, in Olanda, Germania. Avviene per sostituzione del lavoro dell’uomo e la forza dell’uomo, che viene progressivamente sostituita dalle macchine. Il legno viene sostituito dal ferro, l’energia idraulica ed eolica sostituita dal carbone. Perciò il lavoro domestico è sostituito dal lavoro nelle fabbriche che porta alla sostituzione del lavoro nelle campagne al lavoro in città -> proletizzazione.
Settori trainanti
- Tessile
- Meccanico
- Siderurgico
- Dei trasporti
- Produzione agricola
È un processo simile che possiamo vedere in ogni realtà. All’inizio questa rivoluzione industriale coinvolge pochi paesi e pochi territori all’interno di quei paesi (coinvolge l’Inghilterra ma non le isole britanniche, la Francia orientale ma non quella meridionale). Gli storici sono divisi in:
- Chi mette in evidenza la lentezza di questo processo, la lentezza con cui queste innovazioni si diffondono e vengono utilizzate.
- Quelli che mettono in evidenza queste innovazioni che generano un sistema totalmente nuovo, di un sistema economico in grado di finanziarsi e di auto sostenersi.
È una rivoluzione che si afferma con fatiche e lentezza. Il fattore determinante è che si avvia un processo di emulazione, sarà in grado di coinvolgere paesi lontani come il Giappone, avviando le città oggi più sviluppate. North parla di seconda rivoluzione economica che porta a un cambiamento tanto radicale da essere confrontato con la prima rivoluzione. Nell’800 si ha un inizio di sviluppi che si portano a termine alla fine del secolo, quando si verificano sei fattori determinanti secondo North:
- Si formano le prime grandi imprese capitalistiche (grazie al risparmio e all’efficienza dei sistemi finanziari e bancari).
- Si compie la mondializzazione dei commerci internazionali che cresce in maniera esponenziale (globalizzazione commerciale).
- Si verificano migrazioni di massa da un continente all’altro, grazie alle navi a vapore, ferrovie (stimolando la crescita industriale).
- Prende il sopravvento l’elettricità e la chimica.
- Colonialismo.
- Grazie al telegrafo e al codice morse prende avvio il periodo della simultaneità delle informazioni, infatti le informazioni tra gli stati saranno davvero quasi simultanee.
Ai mutamenti economici e produttivi fanno specchio i mutamenti culturali e politici. Nel 1776, contemporaneamente alla rivoluzione, venne pubblicato un libro molto importante che fa riferimento all’economia, di Adam Smith "La ricchezza delle nazioni", ancora oggi è considerata la bibbia dei liberisti. Adam Smith sostiene che la ricchezza di un paese dipende dalla possibilità di commerciare liberamente e dai processi produttivi; inoltre, sostiene che l’economia è in grado di regolarsi. Questo volume scardina i valori sociali di riferimento; nella società del 1700 gli uomini di riferimento sono gli aristocratici e il clero. Smith scrive qualcosa di rivoluzionario, cioè che la ricchezza (cioè il benessere) ci sia anche grazie all’economia.
Pochi anni prima un francese scrisse "Lo spirito delle leggi", Montesquieu, in cui scrisse che uno stato libero si riconosce perché il potere è sottoposto a delle leggi scritte, e i singoli cittadini vengono giudicati attraverso norme precedentemente stabilite e non secondo l’arbitrio del governo. Individua i tre poteri dello stato, equilibrati tra di loro. Per lui la dittatura si ha quando questi poteri si concentrano in un'unica identità, anche in una sola assemblea, anche se eletta dal popolo. Per lui così non si ha uno stato libero.
In questo stesso anno 13 colonie americane si ribellano a una tassa imposta e si proclamano indipendenti scrivendo una "dichiarazione d’indipendenza" in cui individuano principi fondamentali da difendere con le armi:
- Tutti gli uomini sono uguali
- Godono di diritto alla libertà e alla ricerca della felicità
Ma sono difficili da attuare. Gli stessi firmatari non applicano questi principi agli schiavi, ai nativi americani, agli idealisti (coloro che si schierano con la colonia britannica). Questi principi si proclamano universali, non solo americani, perciò ebbe un’influenza significativa in Europa e in Francia (che godeva di intellettuali → gli illuministi). Nel 1789 gli Stati Uniti d’America scrivono alcuni emendamenti (molti dei quali erano stati elaborati dalla Francia). I principali punti erano:
- Principio di uguaglianza
- Diritti naturali e imprescindibili (diritto alla libertà, proprietà, sicurezza e resistere all’oppressione)
- Principio di sovranità democratica, che risiede nella Nazione (prima i sovrani erano eletti per diritto divino)
Dopo i primi governi rivoluzionari ci sarà il "periodo del terrore" e la guerra civile. Vengono mantenuti dopo la rivoluzione francese:
- Centralizzazione politica (con divisioni dei territori controllati)
- Codificazione giuridica (raccolta di leggi in codici penali, civili e amministrativi)
Pensieri politici dell’800
Opere della prima metà dell’800:
- Marx e Enghel: autori del "Il manifesto del partito comunista" del 1848. Anno agitato dal punto di vista dello stato: si parlava di comunismo da pochi anni, e anche di socialismo. Lo svizzero Leumann ha aperto una fabbrica a Torino, pensata secondo un modello utopico, che si occupa del benessere degli operai e si spera in un’organizzazione organica tra imprenditori e operai. Pensiero utopistico in campo socialista.
Socialismo
Due ali del pensiero socialista spesso in conflitto tra di loro:
- Socialismo di Marx: Il socialismo di Marx non è così armonico tanto che si basa sulla lotta di classe: sfruttamento dei lavoratori. Per i marxisti i proletari sono una classe sociale a sé stante che nel corso della storia diventeranno protagonisti della storia, dopo la classe della borghesia. Poiché così come la borghesia aveva rovesciato nobili e clero come classe dominante, secondo Marx anche i proletari riusciranno ad abbattere i borghesi con la LOTTA DI CLASSE → proletari di tutto il mondo unitevi. La prima guerra mondiale sembra il momento in cui si avvierà la rivoluzione proletaria/bolscevica in Russia nel marzo 1917. Il leader di questa rivoluzione è Lenin → figura carismatica che riesce a rovesciare il regime precedente e a instaurare un governo bolscevico per quasi tutto il '900. Secolo breve → inizio con la prima guerra e chiusura effettiva chiusura nel '91 a dicembre con la fine del governo bolscevico russo.
- Ala riformista: Vede la classe dei proletari al centro della propria azione politica: vogliono portare i proletari alla rivoluzione per scardinare l’assetto economico sociale attraverso delle riforme, quest’ala accetta le dinamiche parlamentari, di allearsi con i partiti borghesi, e attraverso riforme cambiare l’assetto sociale economico del lavoratore. L’esito del pensiero riformista che dialoga con il liberale durante il '900 darà vita alla "socialdemocrazia" che porterà al welfare state o stato assistenziale (stato del benessere). Per alcuni non vi è differenza tra socialismo sovietico e welfare state, non si rinuncia allo stampo liberale rappresentativo. Sono esempio della "social democrazia" i paesi scandinavi.
Liberismo
Un altro pensiero politico del’800 è il liberismo: dottrina economica del liberalismo. Che vuole il libero mercato e scambio tra paesi, perciò non introduce dazi o tasse per quanto riguarda la politica estera/scambista, per quanto riguarda la politica interna non introduce controlli da parte dello stato nella vita dell’impresa.
Nationalismo
Una terza famiglia economica è il nazionalismo: è il padre dei fascismi del 20 secolo, vi sono vari pensatori (uno piemontese, Dermeste). L’opera che meglio spiega il nazionalismo è stata scritta da Charles Darwin "L’origine della specie" che non ha nulla ha che fare con la politica. Egli afferma che vi è un’evoluzione e le specie che meglio si adattano sopravvivono, quelle più deboli deperiscono. Questo è l’aspetto che più piace ai nazionalisti → il diritto del più forte di dominare il più debole. Nel frattempo, era comparso un grande filosofo tedesco → Nietzsche con la sua opera "super uomo" viene letto dai nazionalisti come la necessità di dominare gli altri popoli, Nietzsche e Darwin non hanno mai detto qualcosa di simile, ma danno una teoria e un ambiente culturale idoneo allo sviluppo del nazionalismo.
Patriottismo
Altra ala del nazionalismo deriva dal di stampo garibaldino, risorgimentale ottocentesco. Il pensiero nazionalista ha una fondamentale differenza con il patriottismo:
- La nazione non è la patria.
- Non c’è da parte dei garibaldini l’idea che l’Italia debba dominare altre patrie, per i garibaldini ci sono tante patrie ognuna delle quali ha diritto di esistere, e combattono per il diritto delle altre patrie di nascere e di vivere.
- Il nazionalismo di stampo '800 combatterà per imporre la propria nazione sopra le altre.
I garibaldini combatteranno dopo l’unità, in Grecia. Nel 1914 i garibaldini formeranno un corpo di milioni di italiani che andranno a combattere per la Francia e il Belgio contro la Germania quando l’Italia dichiarò neutralità. I nazionalisti si battevano per far entrare l’Italia in guerra con Germania e Austria. Non ci sono nazionalisti garibaldini nel 1914. Innegabile però che l’anima del nazionalismo in Italia sia di derivazione risorgimentale, è un’anima che segue l’esempio garibaldino di grande successo, riuscirà a diventare presidente del consiglio segnando un’epoca → Crispi: da giovane era un repubblicano che combatté con Garibaldi, ma quando diventa presidente del consiglio sarà il campione della repressione contro i repubblicani e socialisti.
Secolo in cui vi sono state grandi rivalità, con periodi di lotte politiche, rivendicazioni. Secolo in cui a dominare non è nessuno delle tre grandi ideologie (avranno luogo nel 900), ma l’800 è ancora dominato dall’assetto dopo l’età napoleonica, l’Europa viene ridisegnata, e si apre il periodo in cui i principi fondamentali sono quelli della cosiddetta "legittimità costituzionale" con cui si cerca di chiudere con la rivoluzione napoleonica e reintrodurre monarchie legittime, assetti assoluti. Il congresso di Vienna si basa sul principio di legittimità. Reintrodotte le monarchie che all’epoca erano considerate legittime ed erano sostenute dalle rispettive chiese. Secolo dominato dal mondo agricolo, come primo settore di occupazione, è un’agricoltura arcaica. Ci sono più maggiordomi che operai, le masse operaie del '900 non esistono nel 800, infatti spesso gli opera dell’800 sono più vicini alla figura del grano che dell’uomo impiegato nella catena di montaggio. Per tutto l’800 il mondo contadino è quello più comune.
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