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La rivoluzione russa

L'impero zarista

Arretratezza e modernizzazione

Nel febbraio del 1917 uno sciopero operaio e un'insurrezione di soldati fecero crollare il plurisecolare impero degli zar: il sovrano Nicola II infatti abdicò e il potere venne assunto da un governo costituente. Quali le cause?

Il processo di modernizzazione della Russia era stato avviato nel 1861 con l’abolizione della servitù della gleba e la liberazione di milioni di contadini, che favorì un parziale svecchiamento del sistema produttivo agricolo, testimoniato da un significativo incremento delle esportazioni di cereali. Tuttavia, agli inizi del Novecento, il problema della terra continuava ad alimentare gravi tensioni: i contadini vivevano in condizioni spesso miserabili, mentre i grandi proprietari terrieri mantenevano gran parte dei loro privilegi.

Alle grandi masse dei lavoratori delle campagne si affiancava una classe operaia ancora poco numerosa: mancava infatti una diffusa mentalità imprenditoriale. Se le condizioni di vita e di lavoro dei contadini erano spesso disumane, non meno dure erano quelle degli operai, costretti a orari prolungati e retribuiti con salari bassissimi.

La lotta politica

Quanto al versante politico, il potere dello zar si riteneva legittimato direttamente da Dio: non esisteva un parlamento e l'attività politica era sottoposta a uno stretto controllo poliziesco. Nonostante ciò, si andarono organizzando anche in Russia partiti politici di opposizione: il partito costituzional-democratico, il partito socialrivoluzionario e il partito operaio socialdemocratico russo, che riteneva che solo un ulteriore sviluppo del capitalismo industriale avrebbe creato le condizioni di un processo rivoluzionario.

Era insomma necessario che si formasse una classe operaia forte e combattiva. Dal 1903 emerse però un profondo dissidio tra la frazione più moderata, i menscevichi, e quella rivoluzionaria, i bolscevichi, capeggiati da Lenin. Il partito secondo i bolscevichi doveva essere costituito da un ristretto e combattivo manipolo di quadri rivoluzionari, mentre per i menscevichi doveva configurarsi piuttosto come organizzazione di massa, aperta a tutti i simpatizzanti. Divergevano inoltre le valutazioni sulle concrete possibilità di riuscita della rivoluzione in Russia.

La rivoluzione del 1905

Una prima grande esplosione rivoluzionaria fu prodotta dall'impatto della guerra russo-giapponese: questa mise a nudo la crisi del regime zarista. Nel gennaio 1905, a San Pietroburgo, un imponente sciopero operaio fu seguito da una grande e pacifica manifestazione popolare in cui si chiedeva un miglioramento delle condizioni dei lavoratori. La reazione delle truppe zariste fu brutale: i soldati spararono sulla folla inerme provocando numerose vittime.

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-STO/04 Storia contemporanea

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