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Clotilde di Savoia . Per bloccare questa alleanza Inghilterra e Russia si posero da mediatori,

portando l’imperatore austriaco a porre un ultimatum ai Savoia , ultimatum che prevedeva il totale

smantellamento delle truppe piemontesi che si stavano preparando per la guerra . Questo ultimatum

pose così a Cavour la possibilità di una guerra difensiva contro l’ Austria . Il 26 Aprile del 1859 l’

Austria , dopo il rifiuto piemontese , dichiarò guerra al Piemonte , e il suo esercito varcò il confine

del Ticino , mentre le truppe napoleoniche , guidate dallo stesso imperatore, valicavano le Alpi .

La seconda guerra d’indipendenza era così nettamente a favore dei franco-piemontesi, non solo per

la notevole forza dei loro eserciti, ma anche e soprattutto per gli errori austriaci e per gli aiuti dei

volontari guidati da Garibaldi .

Gli Austriaci si ritirarono così a Milano, rimanendo però sconfitti in giugno, quando in città

entrarono vittoriosi

Vittorio Emanuele 2 e Napoleone 3 . La mobilitazione della Prussia per soccorrere l’ Austria , portò

la Francia al rischio di una guerra sulla frontiera del Reno. Tale rischio portò Napoleone 3 a

concludere , all’ insaputa di Cavour , un armistizio ( di Villafranca ) con l’ Austria. Sul piano

interno, lo scontro con l’Austria determinò un contrasto fra l’Imperatore ed i gruppi cattolico-

conservatori nonché il crollo del secondo impero.

LA TERZA REPUBBLICA

Bismarck, intanto, procedeva nel suo piano , passando alla successiva tappa che prevedeva il

conflitto con la Francia di Napoleone 3 . Questa tappa era l’ ultima per il raggiungimento dell’ unità

territoriale , in quanto fra le due nazione c’ era un accordo del 1866 che portò i Francesi sino alle

rive del Meno ( vicino a Francoforte ) .

Il pretesto per la guerra fu trovato con la successione al trono di Spagna ;

Bismarck , provocatoriamente , propose la candidatura di Leopoldo , capo del ramo cattolico , che

suscitò l’ ira della Francia e lo scoppio della guerra . L’ Italia rifiutò l’ alleanza con Napoleone

aspettando il momento buono per conquistare Roma ( protetta da Napoleone stesso ) , e l’ Austria

ripagò i francesi ancora una volta con la neutralità ( nell’ ordine sono : 1854 Austria , 1866 Francia

e 1870 Austria ) . Nel 1870 la Francia subì una rovinosa sconfitta e lo stesso Napoleone 3 fu

catturato .

Nel 1871, stretta d’ assedio, Parigi cadde , ed il 18 gennaio dello stesso anno , a Versailles i tedeschi

proclamarono Guglielmo I imperatore del nuovo Impero federale germanico .

Thiers , il capo del governo francese firmò la pace di Francoforte ; questa prevedeva la cessione

della Francia alla Germania delle regioni dell’ Alsazia e della Lorena , e prevedeva un indennizzo di

guerra pari a 5 miliardi di franchi d’ oro. Il 18 marzo del 1871 Parigi scoppiò in rivolta ; era la

quarta volta dopo quella del 1789/95 , luglio 1830 e del 1848 .

Le elezioni del 1871 avevano espresso una maggioranza moderata guidata da Theirs , con evidente

ritorno alla monarchia. Il governo rivoluzionario della comune di Parigi ( il municipio ) , provò ad

attuare il primo esempio di autogoverno del popolo : unificazione dei poteri legislativo ed esecutivo

, controllo della magistratura , eleggibilità e revocabilità dei funzionari pubblici , soppressione dell’

esercito a favore di una milizia volontaria .

La repressione della Comune da parte del governo do Thiers fu durissima e nella settimana di

sangue 21/28 maggio 1871, portò alla morte di 20.000 cittadini .

Nel 1873 la maggioranza legittimista dell’ Assemblea costringeva Thiers alle dimissioni , affidando

il potere al generale Mac Mahon .Questo avrebbe dovuto aprire la strada per la salita al trono del

nipote di Carlo 10 .

L’ insistenza di un ripristino della sovranità portò all’ unione di un nuovo filone composto da

orleanisti , bonapartisti e repubblicani , che rese impossibile il ritorno alla monarchia , e così il 2

febbraio del 1875 fu , per un voto , accolta la Terza Repubblica . Il potere legislativo era affidato ad

una Camera eletta a suffragio universale , e ad un Senato , i cui rappresentanti erano votati nei vari

dipartimenti in numero uguale .

Primo presidente fu Mac Mahon , che tese a dare un ruolo fortemente autoritario ; dopo

avercostretto alle dimissioni il ministero progressista di Simon , sciolse le Camere nel 1877 ed andò

vicino al colpo di Stato .

Le elezioni del 1877 riportarono , però , alla formazione di maggioranze repubblicane . In Francia

prevalse la guida dei moderati , il cui leader , Ferry , rimase alla guida del governo dal 1879 al 1885

.

Il Paese conobbe in quell’ arco di tempo un importante periodo di assestamento della sua vita

politica e sociale ( ci fu l’ approvazione delle leggi dell’ insegnamento ) .

Nacque così sotto il governo Ferry la Terza Repubblica , che portò subito alla variazione di leggi sul

diritto di stampa e di associazione , sull’ elezione dei sindaci da parte dei consigli municipali e leggi

sulla completa eleggibilità del Senato , fino ad allora rappresentato in larga misura da nominati del

governo .

L’ avversario diretto di questa democratizzazione era la Chiesa , che con le nuove leggi sull’

istruzione vedeva ridursi i propri poteri nell’ organizzazione della società . L’adozione di un nuovo

sistema elettorale , nel quale i candidati erano inseriti in liste , aumentarono i radicali di

Clemancaeu .

In questo clima di confusione sfumò il colpo di Stato del generale Boulanger , ministro della Guerra

nel 1886 , che aspirava ad un ritorno del governo alle tradizioni bonapartiste . Nasceva intanto un

nuovo partito socialista , che si presentava come una via di mezzo tra il gruppo di intransigenti di

Guesde e quello favorevole alla collaborazione coi partiti borghesi di Brousse . Appariva perciò

necessario un immediato rafforzamento del potere radicale per contrastare il neonato , ma già

fortissimo , Partito Socialista . L’ evento che maggiormente contribuì al fissaggio dei caratteri

democratici della Terza Repubblica fu l’ affare Dreyfus ; Dreyfus , capitano dell’ esercito di origini

ebraiche , fu , nel 1894 , accusato di spionaggio a favore della Germania , così venne deportato all’

esilio in Guinea .

Le elezioni del 1899 , portarono al Governo una maggioranza composta dall’ alleanza tra socialisti ,

radicali e repubblicani moderati , che consentì la formazione di un ministero radical-socialista

guidato dal radicale Rousseau , e presto appoggiato dal socialista Millerand . Tra il 1902 e il 1905

furono stabiliti da Combes il divieto di insegnamento per le congregazioni religiose , molte delle

quali furono anche sciolte , e l’ espropriazione di beni ed edifici di proprietà della Chiesa .

COLONIALISMO (vedi eventi chiave)

LA PRIMA GUERRA MONDIALE (vedi eventi chiave)

LA SECONDA GUERRA MONDIALE (vedi eventi chiave)

IL DOPOGUERRA IN FRANCIA - QUARTA E QUINTA REPUBBLICA

Nel 1958 la Francia si trovò di fronte al fallimento della Costituzione del 1946. I costituenti

avevano ipotizzato che dopo la designazione del Capo dello Stato, avesse luogo l’investitura del

Presidente del Consiglio a cui sarebbe poi succeduta la nomina del Capo del Governo e dei ministri.

In realtà il gabinetto veniva costituito in connessione con la fiducia al Presidente del Consiglio

senza una vera distinzione di fasi. Nel 1954 si decise che l’investitura avvenisse facendo conoscere

all’Assemblea nazionale la lista dei ministri, il che indeboliva il premier e rafforzava i singoli

partiti. De Gaulle aveva sottolineato i limiti della Costituzione della IV Repubblica ed ottenne un

cambiamento della procedura revisionale della Costituzione stessa. Da De Gaulle scaturì un testo

complesso che risponde a tre ispirazioni distinte e sovrapposte: quella risalente a De Gaulle stesso,

ovvero l’idea di un Presidente della Repubblica scelto da un più ampio Parlamento dotato di vasti

poteri (il Presidente non il Parlamento...) come quello di nomina del Primo Ministro, dei ministri,

nonché della presidenza della riunioni del consiglio dei ministri e di potere di scioglimento delle

Camere e per finire il potere di sottoporre a referendum popolare ogni progetto di legge relativo a

pubblici poteri. Possiede, tra l’altro, ampie competenze sulla politica estera e militare, nonché poteri

eccezionali in caso di crisi e di veto sospensivo sulle leggi.

Vi è poi l’ispirazione legata alle idee di Debré: stretta regolamentazione dei lavori parlamentari e

rafforzamento dei poteri normativi del Governo, il quale dirige la politica nazionale e che è

incentrato sulla figura del premier.

Infine vi è l’ispirazione dovuta a ministri non gaullisti del ‘Governo De Gaulle’: regolamentazione

della questione di sfiducia per la quale si richiede un’apposita mozione da parte di un decimo dei

deputati e l’approvazione a maggioranza assoluta dei membri dell’assemblea. All’evoluzione del

sistema contribuirono due scelte di De Gaulle: quella del 1958 del sistema maggioritario

uninominale a doppio turno, e quella del ‘62 di introdurre l’elezione diretta del Presidente della

Repubblica modificando la Costituzione. L’intento di De Gaulle di utilizzare il potere dei

referendum, un potere ritenuto non applicabile alla revisione costituzionale, fece sì che si

verificasse la procedura della mozione di censura. Il Governo Pompidou fu battuto proprio a causa

della volontà di procedere al referendum per l’elezione diretta ; iniziò così la prima fase della V

Repubblica tutta incentrata sul Presidente, vero capo della maggioranza, con un Primo Ministro che

era esecutore del suo indirizzo politico. Nel 1986, che vide prevalere una maggioranza di centro-

destra, si è potuta registrare la seconda interpretazione della Costituzione: è il Primo ministro il

perno del sistema perché dispone lui di una maggioranza parlamentare. Il Presidente poté difendere

il classico ambito riservato del potere estero e militare fino a mettere il veto sulle proposte iniziali

per le cariche di Ministro della difesa e degli esteri. In politica interna il potere del Capo dello Stato

si riduce: non può incidere sulla scrittura del testo, ma conserva il non irrilevante potere di rifiutare

la controfirma, da non confondere però, col diritto di veto.

Con l’elezione di Mitterand nell’88 si ebbe un nuovo scioglimento anticipato ed una maggioranza

socialista relativa. Con la schiacciante vittoria, però, del centro-destra nel ‘93, la seconda

‘coabitazione’ si aprì in un rapporto molto diverso dalla prima. Il centro-destra vincolò il Presidente

sia sulla scelta del Primo Ministro, sia sull’intera composizione del Governo; il nuovo Primo

Ministro si impose in materia di politica estera e militare, ora condiviso col Presidente. L’elezione

presidenziale del 1995 di Chirac ha portato ad una terza coabitazione.

GERMANIA

LA RIVOLUZIONE DEL 1848

La rivoluzione scoppiata a Berlino nel 1848 ebbe una dinamica identica a quella parigina. Il re

Federico Guglielmo IV di Prussia fu costretto a concedere la libertà di stampa e a convocare un

Parlamento prussiano. Era scaturita la richiesta di un’Assemblea costituente rappresentante tutti gli

stati tedeschi, Austria compresa. Un preparlamento stabilì che la Costituente tedesca sarebbe stata

eletta a suffragio universale ed avrebbe avuto la sua sede a Francoforte. Fu chiaro però fin da subito

che la Costituente di Francoforte non aveva la forza necessaria per imporsi ai sovrani tedeschi ne

per avviare un processo di unificazione tedesca. In Prussia, il movimento liberaldemocratico

conobbe un rapido declino ed il re Guglielmo IV si servì del forte nazionalismo per sciogliere il

Parlamento prussiano e per emanare una Costituzione assai poco liberale. Intanto i lavori della

costituente di Francoforte erano quasi esauriti; rimaneva attrito su una questione, quella fra ‘grandi

tedeschi’ e ‘piccoli tedeschi’. I primi volevano tutti gli stati germanici intorno all’Austria imperiale,

i secondi uno Stato nazionale compatto attorno al forte nucleo prussiano. Prevalse la seconda teoria,

ma quando nel 1849 una delegazione dell’Assemblea si recò a Berlino per offrire al re di Prussia la

corona, questi la rifiutò in quanto offerta da un’assemblea popolare rivoluzionaria. Il rifiuto di

Guglielmo IV segnò la fine della Costituente di Francoforte e lo scioglimento dell’Assemblea.

BISMARCK - L’UNITA’ TEDESCA

Ad avviare l’unione fu Otto von Bismarck , il quale poté contare soprattutto sull’espansione di idee

liberali sui modelli francesi ed inglesi .

L’ ascesa al potere di questo esponente della classe agraria prussiana (junkers) era stata fortemente

voluta dal nuovo re di Prussia Guglielmo I , per sbloccare la delicata situazione col Parlamento , che

si rifiutava di approvare la nuova riforma militare che prevedeva la leva obbligatoria triennale .

Questa riforma , naturalmente , prevedeva un’imminente ripresa di politica estera , questa volta

mirata ad annientare l’Austria dalla scena politica tedesca .

Dopo un accordo (1864), la guerra scoppiò nel 1866; la Prussia poté contare sulla neutralità

francese ( l’Austria si era dichiarata neutrale quando la Francia era in guerra con la Russia ...), sull’

alleanza con l’Italia e sul suo potentissimo esercito , tanto che lo scontro venne definito guerra-

lampo , in quanto ebbe una durata di poco superiore ad un mese .

Nell agosto del 1866, così, ci fu la pace di Praga ; questa portava sotto la Prussia l’Hannover ,

l’Assia , il Nassau e Francoforte, ma soprattutto obbligava gli Asburgo ad uscire dalla vecchia

confederazione tedesca , e ad accettare una nuova riorganizzazione del territorio tedesco : La

Prussia avrebbe guidato la Confederazione Nord , l’Austria quella meridionale, confederazione Sud

che si alleò subito con la Prussia .

Così rafforzato, Bismarck poté procedere nel suo piano , passando alla successiva tappa che

prevedeva il conflitto con la Francia di Napoleone 3. Questa tappa era l’ ultima per il

raggiungimento dell’ unità territoriale, in quanto fra le due nazione c’ era un accordo del 1866 che

portò i Francesi sino alle rive del Meno ( vicino a Francoforte ) .

Il pretesto per la guerra fu trovato con la successione al trono di Spagna ;

Bismarck , provocatoriamente , propose la candidatura di Leopoldo , capo del ramo cattolico , che

suscitò l’ira della Francia e lo scoppio della guerra . L’Italia rifiutò l’alleanza con Napoleone

aspettando il momento buono per conquistare Roma ( protetta da Napoleone stesso ) , e l’Austria

ripagò i francesi ancora una volta con la neutralità ( nell’ ordine sono: 1854 Austria, 1866 Francia e

1870 Austria). Nel 1870 la Francia subì una rovinosa sconfitta e lo stesso Napoleone 3 fu catturato .

Nel 1871 , stretta d assedio Parigi cadde, ed il 18 gennaio dello stesso anno, a Versailles i tedeschi

proclamarono Guglielmo I imperatore del nuovo Impero federale germanico .

Thier , il capo del governo francese firmò la pace di Francoforte ; questa prevedeva la cessione della

Francia alla Germania delle regioni dell’ Alsazia e della Lorena, e prevedeva un indennizzo di

guerra pari a 5 miliardi di franchi d’ oro . Nel 1873 ci fu l’ alleanza dei tre imperatori, grazie all’

iniziativa di Bismarck ,che legava così gli imperi nordici di Germania, Austria e Russia, ed isolava

così la Francia per la quale sarebbe stata impensabile un’ intesa con l’ Inghilterra

a causa delle rivalità coloniale .

Questo accordo comunque non faceva chiarezza ai problemi balcanici;

La situazione maturò tra il 1875 e il 1876 per effetto delle insurrezioni di Bosnia , Erzegovina ,

Serbia e Bulgaria .

La repressione del sultano turco fu denunciata da Gladstone al Parlamento inglese , ma tuttavia

l’Inghilterra esitava per non avvanteggiare i piani Russi , che tra l’altro assunsero le difese degli

Stati ortodossi oppressi .

La guerra russo - turca si concluse inevitabilmente con la vittoria dell’ esercito zarista , che portò

alla pace di Santo Stefano : mentre la Russia occupava direttamente la Bessarabia , veniva creata

una grande Bulgaria .

Fu allora che la flotta inglese minacciò di intervenire, così a Bismarck toccò il ruolo di mediatore ,

portando i contendenti al Congresso di Berlino del 1878 , congresso che ribaltava completamente

gli esiti della paca russa-turca .

La bulgaria fu ridimensionata , gran parte dei territori balcanici tornarono sotto gli Ottomani , la

Bosnia e l’ Erzegovina passavano sotto la protezione diretta dell’ Austria . Alla Russia restava solo

la Bassarabia , mentre gli Inglesi si

" accontentarono " dell’ isola di Cipro .

In definitiva , la Russia , che aveva vinto la guerra , era quella che aveva guadagnato di meno .

A partire da questo Congresso , la Francia repubblicana e la Russia autocratica si riavvicinarono .

Questo riavvicinamento era , però , proprio quello che Bismarck voleva evitare , ovvero una duplice

minaccia da est e da ovest .

LA GERMANIA DI BISMARCK

La costituzione dell’Impero tedesco del 1871 , seppur fondata su caratteri liberali , ne era solo

parzialmente improntata ;

Anche se il Parlamento era eletto a suffragio universale , alcuni meccanismi elettorali , la divisione

per ceti , circoscrivevano ancora la potenzialità democratica di questo suffragio universale .

Il Governo era allora suddiviso in due filoni : uno delle grandi famiglie proprietarie prussiane

legava i conservatori col partito dell’ Impero , mentre l’ altro filone politico, quello nazional-

liberale , era dalla parte di Bismarck .

La prima mossa di Bismarck per ottenere il consolidamento fu la lotta col Partito di Centro ; questo

infatti dominava i territori meridionali che Bismarck sperava di unire al proprio filone, ma questi

territori erano conservatori dei Parlamenti locali e contavano prevalentemente sulla Chiesa .

La lotta che Bismarck condusse, quindi , fu proprio contro la Chiesa cattolica , lotta che prese il

nome di " lotta per la civiltà " , e che mirava , dunque, a sottrarre una parte rilevante della borghesia

tedesca all’ influenza del Papato romano , estraneo dal realizzare un blocco di forze sociali moderne

ma centraliste , su cui fare perno per lo sviluppo economico e politico della Germania .

Nel 1873 , Bismarck avviò così la sua politica anti ecclesiastica , ma , il successo ottenuto nel 1874

dal Centro con ben 94 seggi , schiacciò totalmente Bismarck ed i suoi progetti .

Nel 1875, col Congresso di Gotha , nacque il partito Socialdemocratico tedesco , che si proponeva

la tutela dei diritti dei lavoratori .

Nel 1879 il Governo approvò quindi la riforma sull’abolizione del liberoscambismo ( in Inghilterra

ci fu tra il 1884 e il 1889 ) e si passò al protezionismo del mercato interno , con l’ accordo degli

imprenditori di non ostilità fra loro .

Per contrastare le crescenti dimensioni del nuovo partito socialista , Bismarck riuscì a fare

approvare in Parlamento una serie di incredibili provvedimenti contro i socildemocratici ,

provvedimenti che vietavano associazioni tendenti a mutare l’ ordine sociale e proibivano la stampa

di orientamento socialista .

Nel 1884 e nel 1889 vennero rispettivamente approvate leggi sui fondi assicurativi per malattie ed

infortuni e imposte per l’ assicurazione per la vecchiaia .

Nel 1891, col Congresso di Erfurt , venne approvato un ordine del giorno di Kausky , che indicava

come principale obbiettivo della socialdemocrazia , la crescita politica ed elettorale per giungere ad

un diretto controllo delle istituzioni .

Lo sviluppo economico si fondò soprattutto sulla siderurgia , l’elettricità e sulla chimica ; furono

proprio questi crescenti progressi nello sviluppo che determinarono il declino della politica di

Bismarck .

Il primo segnale si ebbe in politica estera, quando dopo che Bismarck ottenne una nuova Triplice

Alleanza con Austria e Russia ed un accordo segreto con la stessa Russia contro la Francia ( 1887 ) ,

sul trono salì Guglielmo 2 che detestava completamente l’ ormai vecchio cancelliere .

Nel 1890 Bismarck rassegnò le dimissioni ma nuovo orientamento tedesco , fece concludere però

un accordo tra lo Zar Alessandro 3 e la Francia nel 1893 ( la Russia quindi , cancellava in un certo

senso il trattato segreto con la Germania del 1887) .

Sul piano politico, la Germania si trovava ora nella situazione che Bismarck era sempre riuscito ad

evitare , ovvero accerchiata da est e da ovest .

COLONIALISMO (vedi eventi chiave)

PRIMA GUERRA MONDIALE (vedi eventi chiave)

DA WEIMAR AL NAZISMO

La fine della guerra aveva portato in Germania forti agitazioni popolari e la creazione di consigli di

lavoratori e soldati . Nel 1917 si creò la Lega di Spartaco di Kautsky , che raccoglieva i

Socialdemocratici indipendenti contrapposti al vecchio partito socialdemocratico tedesco .

La repressione di quest’ultimo delle agitazioni operaie organizzate dal primo , portò il vecchio

partito guida tedesco ad orientamenti in parte della destra nazionalista e all’utilizzo dei corpi franchi

, corpi militari . Il culmine di queste repressioni fu a Berlino nel 1919 durante l’insurrezione

spartachista ; l’episodio fu chiamato settimana di sangue .

Intanto le elezioni mostrarono l’impossibilità di un governo affidato unicamente ai

socialdemocratici , così si venne formando una coalizione tra Spd , centro e liberali . Nel 1919 a

Weimar , sede del Parlamento , fu dichiarata la nascita della nuova Repubblica e fu stilata la nuova

costituzione basata sul suffragio universale .

La politica interna comunque presentava forti contrasti : da una parte vi era la spaccatura tra

comunisti e socialdemocratici , nella destra invece era nata la convinzione che la sconfitta in guerra

era dovuta alle agitazioni operaie.

Si assistette così ad una serie interminabile di assassini politici e colpi di stato .

La fine della guerra sancita con l’armistizio del 9-11-18 e l’abdicazione dell’imperatore , avvennero

in un clima di generale disgregazione del vecchio ordine sociale e politico .

In tutta la Germania nacquero consigli di operai e di soldati - i soviet - che esercitarono funzioni di

governo .

Sulla scena politica agivano tre gruppi socialisti :

1. I socialdemocratici ( SPD )

2. I Socialisti indipendenti ( VSPD )

3. La Lega di Spartaco

I socialdemocratici erano i più moderati ; nel loro programma era previsto che fossero sciolti

• i soviet e fosse eletta , a suffragio universale , un’assemblea nazionale per dare una

costituzione alla Germania .

I socialisti indipendenti si proponevano di non sciogliere i soviet , ma di riservare loro solo

• una funzione di semplice collaborazione con l’assemblea nazionale .

La Lega di Spartaco , guidata da Karl Liebknecht , considerava fondamentale il ruolo dei

• soviet e si batteva per l’instaurazione della repubblica socialista . Rifiutava il sistema

parlamentare e propugnava l’azione rivoluzionaria che doveva essere realizzata con la

partecipazione consapevole delle masse .

Fu formato un governo provvisorio di cui fecero parte i socialdemocratici e i socialisti

indipendenti ; gli spartachisti passarono all’opposizione .

La situazione politica tedesca fu caratterizzata dalla netta divisione all’interno del movimento

socialista che sfociò in una violenta repressione dell’estrema sinistra da parte del governo

socialdemocratico .

Furono poi soffocati nel sangue gli scioperi scoppiati a Berlino e fu eliminata dai < corpi franchi >

la Repubblica dei soviet , che era stata proclamata in Baviera .

Nel 1919 si insediò l’Assemblea nazionale , eletta a suffragio universale , che approvò la Nuova

Costituzione della Repubblica .

La Repubblica fu detta di Weimar , dal nome della città in cui era stata fissata la sede

dell’assemblea nazionale . La Repubblica di Weimar ebbe come presidente il socialdemocratico

Ebert .

La situazione economica

Dal 1921 al 1923 la situazione economica si fece disastrosa a causa di un’inflazione che fece

perdere rapidamente valore al marco tedesco .

Le cause dell’inflazione tedesca vanno ricercate nei gravosi impegni di spesa per la guerra , nelle

sanzioni da pagare ai vincitori , nelle difficoltà dell’apparato produttivo tedesco dopo la guerra -

privato della Saar - nella crisi dei rapporti commerciali internazionali .

Gli effetti della crisi furono particolarmente gravi per i ceti medi , che videro gravemente

compromessi i loro redditi fissi e il potere d’acquisto degli stipendi .

Anche gli operai subirono gli effetti negativi dell’inflazione , ma riuscirono a limitarli in parte

perché erano organizzati sindacalmente e potevano avanzare rivendicazioni economiche in modo da

attenuare la perdita di valore dei salari .

L’inflazione arrecò invece vantaggi ai proprietari di immobili e soprattutto agli industriali che

poterono vendere i loro prodotti all’estero con maggiore facilità e poterono pagare i debiti con una

moneta ormai deprezzata .

Nei confronti della Germania i paesi vincitori ebbero atteggiamenti diversi .

La Francia puntava all’annientamento della potenza industriale tedesca e all’utilizzazione delle

riparazioni di guerra per pagare i propri debiti contratti con gli USA .

Inghilterra e Stati Uniti propendevano invece per una ripresa economica della Germania , che

sarebbe potuto diventare perciò l’elemento cardine per isolare la Russia comunista .

Nel 1923 la situazione economica tedesca appariva talmente compromessa che fu evidente la

necessità di urgenti interventi risanatori .

Venne così applicato il piano Dawles che prevedeva facilitazioni nel pagamento delle riparazioni e

massicci finanziamenti per l’economia tedesca .

Hitler al potere

Questo processo di crescita economica e di stabilizzazione politica si sarebbe interrotto bruscamente

con la crisi del 1929 che avrebbe avuto come sbocco politico la presa di potere da parte di Hitler .

Hitler fonda il Partito Nazional Socialista e nel 1921 costituì le S.A. - Sturm abteilungen = sezioni

d’assalto - , un’organizzazione paramilitare da impiegare contro le forze della sinistra .

Nel 1923 tentò un colpo di stato a Monaco che fallì ; durante la carcerazione si occupò del suo libro

Mein Kampf . Uscì di prigione nel 1925 e si dedicò a riorganizzare il partito , che aveva ancora un

peso politico irrilevante .La travolgente crescita del partito di Hitler , il nazionalsocialista , è legata

alla grande crisi economica del ’29 ; i partiti politici più forti della Repubblica di Weimar , infatti ,

ossia il Partito socialdemocratico e quello cattolico , non seppero reggere all’urto della crisi

economica . Nelle elezioni del 1930 il Partito nazionalsocialista ottenne il 18 % dei voti .

Nelle nuove elezioni del ’32 il nazismo era riuscito a conquistare il consenso elettorale di gran parte

dei disoccupati e della piccola borghesia , nonché degli operai .

Nel gennaio del 1933 , il presidente Hindenburg affidò ad Hitler l’incarico di formare il nuovo

governo . Nell’arco di pochi mesi Hitler riuscì a organizzare il nuovo Stato tedesco , che ebbe il

nome di Terzo Reich .

Sciolto il Parlamento , le elezioni furono indette per il 5 marzo . furono chiusi dai nazisti numerosi

giornali , furono date istruzioni alla forza pubblica di non ostacolare le S.A. , che intensificarono le

loro azioni contro gli avversari politici .

Nelle elezioni , la destra , egemonizzata dai nazisti , ottenne una tanto schiacciante quanto scontata

vittoria .

Poco dopo le S.A. occuparono tutte le sedi sindacali e ne arrestarono i dirigenti ; i sindacati furono

sostituiti dal Fronte del lavoro , un’organizzazione di tipo corporativo .

Nel mese di giugno fu sciolto il partito socialdemocratico , mentre quello cattolico si sciolse

spontaneamente . La Chiesa cattolica infatti aveva stipulato un Concordato con il nuovo regime ,

riuscendo così a mantenere la propria autonomia di culto , ma dovette rinunciare ad ogni forma di

impegno sindacale e politico dei cattolici .

Hitler conquistò rapidamente e conservò saldamente il potere , facendo leva su una serie di spinte e

di esigenze presenti nella società tedesca :

1. Si era fortemente opposto alla classe governativa considerata da molti Tedeschi come

incapace

2. Aveva eliminato ogni forma di conflittualità sociale

3. Aveva attaccato ed eliminato le organizzazioni dei lavoratori

4. Aveva esaltato le aspirazioni nazionalistiche ed imperialistiche , in particolare negli

ambienti militari

5. Era riuscito a contrastare efficacemente gli effetti portati dalla crisi del ’29

6. Aveva attuato un eccezionale piano di investimenti statali per gli armamenti e per le opere

pubbliche

7. Aveva astutamente saputo approfittare del drastico calo dei prezzi delle materie prime sui

mercati internazionali , devastati dalla Grande Crisi .

Il regime nazista

Il mito della superiorità della razza ariana è un elemento fondamentale della storia dello Stato

nazista; l’organizzazione dello Stato aveva infatti come fine la conservazione e l’affermazione della

razza superiore .

Ne derivava la legittimazione della costituzione di un apparato totalitario . LA teoria della

superiorità e della purezza della razza giustificò la persecuzione contro gli ebrei , che con le leggi di

Norimberga del 1935 , furono esclusi dal diritto di voto , dalle cariche pubbliche , dall’esercizio

delle libere professioni e del commercio , sino a giungere alle deportazioni di massa e allo sterminio

.

Il regime seppe sfruttare le moderne tecniche di propaganda e di comunicazione per coltivare

l’adesione della popolazione tedesca all’ideologia nazista .

Ogni forma di opposizione fu neutralizzata ; per eliminare gli avversari del regime , era stata

allestita una serie di strumenti di repressione e indagine , come la Gestapo , potente polizia politica ,

le SS , truppe sceltissime , i campi di concentramento .

Nella notte del 3/6/34 , la cosiddetta notte di lunghi coltelli , le SS furono impegnate per massacrare

le SA . Appartenevano a quest’ultima quegli esponenti del partito nazista che volevano un più

radicale cambiamento della società tedesca e puntavano ad eliminare il capitalismo privato .

La soppressione di quest’ala nazista fu necessaria per rassicurare la borghesia capitalistica .

Nel 1934 Hindenburg morì e la carica di presidente venne assunta da Hitler .

La politica estera di Hitler

L’ascesa di Hitler e la costruzione del regime nazista non furono correttamente valutati dagli Stati

europei che non seppero contrastare i rischi di un nuovo conflitto che incautamente veniva favorito .

Hitler riuscì così ad inserirsi nel gioco diplomatico internazionale e a svolgervi un ruolo di primo

piano .

Nel 1933 stipulò un patto con Inghilterra , Francia e Italia , finalizzato a mantenere la pace . Nel ’34

firmò un patto di non aggressione con la Polonia in funzione anti-russa .

Favorì poi il tentativo dei nazisti austriaci di annettere l’Austria al Reich tedesco , lAnschluss , atto

proibito dal trattato di Versailles col quale si era conclusa la Prima guerra mondiale .

Nel ’35 , violando il trattato di pace , introdusse la leva obbligatoria portando l’esercito ad un

potenziale cinque volte maggiore del precedente . Stipulò quindi , lo stesso anno , un accordo con

l’Inghilterra che le permise di ricostruire la flotta militare . Nel ’38 , stretti i rapporti con l’Italia ,

riuscirà poi a realizzare l’Anschluss e stringerà l’asse Berlino - Roma .

La guerra in Spagna

L’occasione di misurare la propria forza fu fornita la nazifascismo dalla guerra civile spagnola ;

in Portogallo era stata adottata una costituzione repubblicana nel 1910 . Nel 1926 i contrasti interni

sfociarono nel colpo di stato militare di Oliveira .

In Spagna la lotta politica cedette il posto ad una lunga e sanguinosa guerra civile .

In questo paese agiva un forte movimento anarchico , con un suo sindacato : si stava diffondendo un

movimento democratico - repubblicano .

Nel 1931 cadde il governo di carattere dittatoriale di Primo de Riveira . La Repubblica spagnola

appena nata dovette affrontare una difficilissima situazione economica che provocò la crescita della

disoccupazione e un’aspra opposizione politica .

Il governo avviò così una riforma agraria e la concessione dell’autonomia alla Catalogna ; però

questa compagine governativa non seppe impostare una politica efficace per arginare la crisi

economica e così , nel ’34 scoppiarono moti operai che diedero vita al cosiddetto ottobre spagnolo ,

poiché il governo diede vita ad una sanguinosa repressione da parte dell’esercito guidato da

Francisco Franco .

A ciò si aggiunsero ben presto gli atti di terrorismo della destra e la ribellione delle guarnigioni

militari.

Alla testa della ribellione dei militari si pose sempre il generale Franco , il che provocò , da parte

del governo repubblicano , prima il tentativo di controllo della rivolta , quindi la scissione

dell’esercito con la distribuzione di armi al popolo ; ebbe inizio in tal modo la guerra civile .

Le forze di destra guidate da Francisco Franco ricevettero cospicui aiuti da parte del regime fascista

e nazista .

L’Italia e la Germania riconobbero infatti che i rispettivi interessi in buona parte coincidevano tanto

da creare l’asse Roma - Berlino.

L’Inghilterra , coi conservatori al governo , voleva evitare ogni motivo di contrasto nei rapporti

internazionali e perciò si astenne da ogni forma di intervento .

Anche la Francia non fornì alcun aiuto alla Repubblica spagnola , come del resto fecero gli Stati

Uniti .

L’Unione Sovietica invece , non solo fornì armi e denaro , ma favorì anche l’intervento di volontari

europei a favore della repubblica spagnol .

Con questo intervento l’URSS si proponeva di contrastare l’avanzata fascista in Europa e di

riavvicinarsi agli Stati democratici occidentali.

Le formazioni volontarie che combatterono in Spagna erano fortemente indirizzate verso il

comunismo ; ciò ebbe come conseguenza la crescita dell’influenza del Partito comunista spagnolo

all’interno del Fronte popolare .

Sorgono comunque conflitti all’interno dello schieramento di Sinistra ; i comunisti sostennero

infatti la necessità di raccogliere tutte le forze repubblicane sotto la direzione unitaria e ritenevano

che per realizzare tale coordinamento fosse necessario ricostruire l’apparato statale spagnolo .

Queste posizioni non erano condivise dagli anarchici che furono favorevoli invece , alle esperienze

di collettivizzazione di terre e di fabbriche , che furono fatte in quel periodo , spesso di spontanea

iniziativa popolare .

I contrasti sfociarono in scontri e rappresaglie ; si ha quindi una guerra civile nella guerra civile .

Dall’altra parte dello schieramento i ribelli , guidati da Francisco Franco , poterono contare sugli

aiuti finanziari e militari di Italia e Germania , sul deciso sostegno della gerarchia ecclesiastica e su

una sostanziale unità interna . Tutte le divisioni interne alla destra erano state , infatti , eliminate e si

era creata una struttura organizzativa unica , la Falange Nazionalista.

La guerra civile durò tre anni e si concluse nel 1939 con la caduta di Madrid , ed ebbe inizio la

dittatura di Francisco Franco ; moltissimi antifascisti furono uccisi , altri imprigionati o costretti

all’esilio .

LA SECONDA GUERRA MONDIALE (vedi eventi chiave)

LA GUERRA FREDDA - DA POSTDAM ALLA CADUTA DEL MURO DI BERLINO (vedi

anche eventi chiave)

Il più importante terreno di scontro del dopoguerra fu la questione della Germani, divisa in quattro

zone d’occupazione (americana, inglese, francese e russa). Berlino, che si trovava nella zona di

occupazione russa fu anch’essa divisa in quattro blocchi. Saltata ogni possibilità d’intesa coi

sovietici, stati Uniti ed Inghilterra integrarono le loro zone d’azione liberalizzando l’economia e

rivitalizzandola poi con gli aiuti del Piano Marshall. Di fronte alla nascita di un forte Stato Tedesco

occidentale, Stalin reagì con la prova di forza del blocco di Berlino. Nel 1948 l’URSS chiuse gli

accessi alla città impedendone il rifornimento, nella speranza di indurre gli occidentali ad

abbandonare la zona ovest da loro occupata. La crisi, invece di risolversi con le armi, lo fece senza

alcuno scontro militare: gli Americani, infatti, organizzarono un gigantesco ponte aereo per rifornire

la città finche nel ‘49 i sovietici si risolsero a togliere il blocco inefficace.

Furono poi unificate tutte e tre le zone occidentali e fu proclamata la Repubblica Federale Tedesca

con capitale Bonn. La risposta sovietica fu la creazione di una Repubblica democratica tedesca con

capitale Pankow.

La decisione assunta dai nuovi dirigenti ungheresi di rimuovere i controlli e le barriere al confine

con l’Austria innescò una serie di reazioni in tutto il mondo comunista. A partire dell’estate ‘89,

decine di migliaia di cittadini della Germania orientale abbandonarono il loro Paese per raggiungere

la Repubblica Federale tedesca attraverso Ungheria ed Austria. La fuga di massa mise in crisi il

regime comunista costringendo alle dimissioni il leader Honecker. Nella notte tra il 9 ed il 10

novembre del 1989 furono riaperti i confini fra le due Germanie con l’abbattimento del muro di

Berlino, emblema della Guerra Fredda: grandi masse di cittadini orientali abbandonarono il Paese

per raggiungere l’ala occidentale.

LA GERMANIA RIUNIFICATA

Le conseguenze più clamorose del crollo dei regimi comunisti si ebbero in Germania est dove le

elezioni del 1990 punirono non solo gli ex comunisti, ma anche i socialdemocratici e gli altri gruppi

di sinistra, colpevoli di essere troppo ‘timidi’ di fronte alla prospettiva di un’immediata unificazione

tedesca nel segno dell’economia di mercato e della democrazia liberale.

In questa situazione si inserì l’azione del Governo Kohl che riuscì a preparare in pochi mesi

l’assorbimento della Germania orientale nelle strutture della Repubblica federale tedesca e a fare

accettare al mondo intero, in primis ai sovietici, una Germania unita ed integrata nell’Alleanza

Atlantica e nella NATO. I due governi firmarono un trattato per l’unificazione economica e

monetaria, poi, il 3 ottobre, dopo che Gorbacev aveva dato il suo assenso, entrò in vigore il vero e

proprio trattato di unificazione politica.

INGHILTERRA

L’800 IN INGHILTERRA - PROSPERITA’ ECONOMICA E SOCIALE

Nel periodo successivo al 1848 l’Inghilterra visse una lunga stagione di stabilità politica e sociale e

di notevole prosperità economica; era di gran lunga la più progredita fra le grandi potenze europee.

Aveva la rete ferroviaria più sviluppata, le istituzioni politiche più liberali ed era il centro

commerciale e finanziario del vecchio continente.

Il ventennio 1846 - ‘66 segnò un ulteriore consolidamento del sistema parlamentare, di quel sistema

cioè, nato proprio in Inghilterra che subordinava la vita di un Governo alla fiducia del Parlamento.

Alla corona era affidato un ruolo essenzialmente simbolico, ruolo che si manifestò nel regno della

regina Vittoria (dal 1837 al 1901). Il sistema parlamentare non era però sinonimo di democrazia,

poiché molti poteri spettavano ancora alla Camera alta, alla quale si accedeva per diritto ereditario o

per nomina regia.

La riforma elettorale rappresentò il principale oggetto di dibattito nella vita politica britannica. Le

cose cambiarono nel 1865 quando la guida dei liberali fu assunta da Gladstone. Questi presentò un

progetto di legge che prevedeva una limitata estensione del diritto di voto. Il progetto incontrò la

resistenza dell’ala moderata del partito, il che provocò nel 1866 la caduta del governo liberale ed il

ritorno dei conservatori al potere.

Furono proprio i conservatori, sotto la spinta del nuovo leader Disraeli, ad assumersi l’iniziativa di

varare una nuova riforma elettorale. La nuova legge, varata nel ‘67 col nome di Reform Act,

ammetteva al voto anche i lavoratori con un reddito alto. Disraeli mostrava di riconoscere il peso

che i lavoratori dell’industria avevano assunto nella società inglese e cercava di allargare in quella

direzione la base di consenso del suo partito. Ma nelle elezioni del 1868 i conservatori furono

sconfitti e Gladstone tornò al potere. Sotto questo governo, rimasto in carica fino al 1874

l’Inghilterra conobbe un periodo di incisive riforme: il sistema di istruzione pubblica fu

incrementato e migliorato, fu ridimensionato il ruolo della Chiesa nella scuola, fu affermato il

principio del reclutamento tramite concorsi per i lavori pubblici e fu proibita nell’esercito la

compravendita dei gradi. Nel 1872 fu, infine, abolita la pratica del voto palese che aveva costituito

una potente arma di condizionamento a favore dell’aristocrazia terriera.

Nonostante la concorrenza dei nuovi Stati industriali, Germania e Stati Uniti, l’Inghilterra rimase

fino alla fine del secolo la prima potenza economica mondiale in quanto, all’immagine di prosperità

economica contribuiva non poco la grande espansione coloniale.

Il periodo aureo dell’imperialismo britannico ebbe inizio dopo il 1874 col ritorno al potere dei

conservatori di Disraeli. Questi mutò gli indirizzi e lo stile della politica estera e la rese più consona

allo stile ‘bismarckiano’ allora dominante in Europa. Diede priorità assoluta alla conquista coloniale

cercando anche il consenso popolare con riforme sociali: furono approvati la legge sulla salute

pubblica e sulle case operaie, mentre le Trade Unions poterono giovarsi della caduta di numerose

restrizioni al diritto di sciopero. L’esperimento di conservatorismo popolare fu però interrotto dalle

elezioni del 1880 nelle quali i conservatori pagarono caro alcune difficoltà economiche e alcuni

insuccessi coloniali. Tornato al potere, Gladstone corresse parzialmente le linee della politica estera

britannica, pur senza mutarne l’indirizzo imperialistico. Una nuova legge elettorale, nell’84, allargò

il corpo elettorale comprendendovi la maggioranza anche la maggioranza dei lavoratori agricoli. Il

ministero liberale dovette inoltre dedicare buona parte delle sue energie alla questione irlandese;

l’Irlanda, divisa da secoli dal resto del Regno, era rimasta esclusa dalla rivoluzione industriale ed

era costretta ad affidarsi sull’agricoltura. La reazione del movimento nazionalista irlandese a questa

condizione fu in un’esaltarsi delle azioni terroristiche. Per fronteggiare questa pressione Gladstone

tentò dapprima la strada della riforma agraria, varando nel 1881 una legge, la Land Act,

convincendosi però in fretta che l’unica vera soluzione stava nella concessione all’Irlanda di

un’ampia autonomia politica. Quando però, nel 1886, presentò il suo progetto di Home Rule,

autogoverno irlandese, Gladstone dovette affrontare l’opposizione dei conservatori e del suo stesso

partito. Fra i ‘ribelli’ dell’ala moderata spunta la figura di Chamberlain, esponente della corrente di

sinistra, che aveva cercato di dare al partito la struttura di un moderno partito di massa. La

secessione degli unionisti, così chiamati in quanto contrari alla Home Rule, fece fallire il progetto di

autogoverno e provocò la caduta del governo di Gladstone, seccamente battuto nelle elezioni del

1886.

IL COLONIALISMO (vedi eventi chiave)

I PRIMI DEL ‘900 - L’INGHILTERRA POST-VITTORIANA

Fra i due secoli, gli anni della fine dell’età vittoriana, l’Inghilterra fu governata dalla coalizione fra i

conservatori ed i liberali ‘unionisti’ con Chamberlain ministro per le colonie. Fra il 1897 ed il 1905

furono varate leggi che stabilivano la responsabilità degli imprenditori in materia di infortuni sul

lavoro, leggi che aumentavano i finanziamenti per le scuole ed altre che prendevano misure atte a

favorire il collocamento dei disoccupati. A mettere in crisi l’egemonia conservatrice fu il progetto

di Chamberlain di introdurre il protezionismo doganale, sconvolgendo così una tradizione

liberoscambista che durava da mezzo secolo. Nelle elezioni del 1906 i liberali, opposti al progetto,

conquistarono la maggioranza, mentre per la prima volta faceva il suo ingresso alla Camera il

gruppo dei laburisti. I governi liberali si impegnarono in un’organica politica di riforme sociali:

riduzione dell’orario di lavoro a otto ore per i minatori, istituzione di uffici di collocamento. Ma

l’aspetto più nuovo fu il tentativo di sopperire alle spese per le riforme con una politica fiscale

mirante a colpire i ceti alti; il tentativo si scontrò inevitabilmente con la Camera dei Lords. Quando

nel 1909 questi ultimi respingono il bilancio preventivo presentato dal governo liberale, ne nacque

un conflitto che opponeva la Camera alta, dominata dai conservatori, e la Camera bassa, a

maggioranza liberale. Quest’ultima presentò allora un progetto di legge parlamentare, il

Parliamentary Bill, che negava ai Lords il diritto di respingere leggi di bilancio. Nel 1911 i Lords,

grazie alle pressioni del nuovo re Giorgio V, si piegarono ad accettare la legge che limitava i loro

privilegi. Il progetto liberale fu così approvato nel 1914, ma la sua applicazione fu subito bloccata

dallo scoppio del conflitto mondiale.

PRIMA GUERRA MONDIALE (vedi eventi chiave)

L’INGHILTERRA FRA LE DUE GUERRE

Lenta ed incerta fu la stabilizzazione economica in Inghilterra, il cui apparato produttivo si

dimostrava sempre meno in grado di reggere il confronto con i Paesi di più recente

industrializzazione. Furono le forze moderate a guidare il Paese negli anni critici del dopoguerra;

fra il ‘18 ed il ‘29 i conservatori furono sempre al potere salvo nel 1924, che vide l’affermazione dei

laburisti. La novità secca di questo periodo, in capo politico, fu la netta scomparsa dei liberali, che

consentì ai laburisti di assumere il ruolo di principali antagonisti ai conservatori, ed al sistema

politico inglese di riassumere la tradizionale forma bipartitica.

SECONDA GUERRA MONDIALE (vedi eventi chiave)

LA GUERRA FREDDA (vedi U.S.) ISRAELE

Regione di grande importanza economico-strategica, il Medio Oriente aveva visto svilupparsi un

movimento nazionale arabo indirizzato soprattutto contro le potenze europee. In questo movimento

confluivano due diverse componenti: una tradizionalista, fautrice di una reislamizzazione della

società mediante l’applicazione integrale dei precetti coranici - da qui il nome integralismo islamico

-; ed un’altra laica e nazionalista, più attenta alle esigenza di modernizzazione economica. Questa

seconda tendenza finì nel complesso col prevalere sulla componente tradizionalista. Anche in

Medio Oriente la seconda guerra mondiale accelerò il processo di emancipazione; nel 1946

l’Inghilterra riconobbe l’indipendenza alla Transgiordania, mentre la Francia ritirò le truppe da Siria

e Libano. L’Iraq aveva ottenuto l’indipendenza già nel ‘32. Insieme all’Egitto, all’Arabia Saudita ed

allo Yemen, questi sette Paesi formarono nel 1945 la Lega degli Stati Arabi.

Restava però da sciogliere il nodo della Palestina. Negli anni della guerra la pressione per la

creazione di uno Stato ebraico si fece sempre più forte, alimentata dall’immigrazione degli ebrei

europei che fuggivano dal terrore nazista. La causa trovò un potente alleato negli Stati Uniti dove la

comunità ebraica era influente, ma fu ostacolata dagli Inglesi, più preoccupati a non rovinare i

rapporti coi Paesi Arabi. Le organizzazioni ebraiche in Palestina passarono così alla lotta armata

non più solo contro gli Arabi, ma contro gli stessi Inglesi. Trovatasi l’impossibilità di formare uno

Stato binazionale, l’Inghilterra si tirò fuori dal conflitto nel 1947, rimettendo alle Nazioni Unite il

compito di trovare una soluzione al problema. L’ONU approvò un piano di spartizione in due Stati

che venne però respinto dagli arabi. Nel ‘48 gli ebrei proclamarono la nascita dello Stato di Israele e

gli Stati della Lega Araba reagirono subito attaccandolo militarmente. La prima guerra arabo-

israeliana (maggio ‘48 - gennaio ‘49) si risolse con la sconfitta delle forze arabe e segnò

l’affermazione definitiva del nuovo Stato ebraico, Stato moderno ispirato ai modelli delle

democrazie occidentali, dotato di strutture sociali e civili molto avanzate e di un’organizzazione

economica in cui il capitalismo industriale conviveva perfettamente con il cooperativismo delle

comunità agricole ( i kibbutz). Israele rivelò fin dai primi anni di vita una forza insospettata rispetto

alle sue piccole dimensioni, forza che gli derivava anche dalla preparazione e dall’intraprendenza

dei suoi dirigenti, in particolare dei leader laburisti come Ben Gurion. Con la guerra del ‘48, lo

Stato ebraico si ingrandì rispetto al piano di spartizione dell’ONU, occupando la parte occidentale

di Gerusalemme, mentre la Transgiordania, ora nominata Giordania, approfittò della situazione per

occupare parte dei territori destinati ai palestinesi. Un milione di profughi arabi fuggirono nei Paesi

vicini, per lo più proprio in Giordania.

Il nazionalismo arabo trovò il suo centro e la sua guida nell’Egitto. In seguito ad un compromesso,

sembrava ormai esaurita la presenza inglese nel Canale di Suez, compromesso stipulato fra il

governo inglese e la monarchia egiziana. Ma una forte scossa venne dall’esercito: nel 1952 un

Comitato di militari guidato da Nasser rovesciò la monarchia assumendo il potere del Paese. Il

nuovo regime avviò una serie di riforme in senso socialista e tentò di promuovere un processo di

industrializzazione. In politica estera, Nasser si mosse con decisione per affrancare il Paese da ogni

condizionamento da parte delle potenze ex coloniali e rivelò subito l’ambizione di assumere la

guida dei Paesi arabi nella lotta contro Israele: ottenne lo sgombero definitivo inglese dalla zona del

Canale e stipulò accordi con l’URSS per aiuti economico-militari. Gli Statunitensi reagirono

bloccando, nel ‘56, il finanziamento da parte della Banca mondiale, della grande diga di Assuan,

necessaria per l’elettrificazione dell’Egitto. Si aprì a questo punto una crisi internazionale di vasta

portata: sul finire del ‘56, d’intesa coi governi di Londra e Parigi, Israele attaccò l’Egitto e lo

sconfisse, penetrando nella penisola del Sinai, mentre Francesi ed Inglesi occupavano la zona del

Canale. L’URSS inviò un ultimatum ai tre Paesi aggressori. Prive dell’appoggio americano, le due

potenze europee dovettero cedere, mentre Israele lasciò la zona del Sinai. L’effetto più immediato

fu quello di rafforzare la posizione dell’Egitto e di Nasser: l’impatto del nasserismo sugli equilibri

politici dell’area mediorientale fu dirompente. In generale, però, i sogli di un’unità panaraba si

scontrarono ben presto con la realtà delle gelosie nazionali e delle divisioni ideologiche. Tuttavia, il

richiamo del panarabismo rimase molto forte. Di ispirazione nasseriana fu la rivoluzione che nel ‘69

depose la monarchia in Libia e portò i militari al potere guidati da Gheddafi.

Dopo la crisi di Suez del ‘56, il Medio Oriente continuò a rappresentare un pericoloso focolaio di

tensione a causa della permanente ostilità fra Israele e la Lega araba, ma anche terreno di scontro fra

sovietici, protettori dell’Egitto, e Statunitensi, sostenitori di Israele. Nel ‘67 il presidente egiziano

Nasser chiese il ritiro delle forze dell’ONU che presidiavano il confine del Sinai, proclamò la

chiusura del Golfo di Aqaba, vitale per gli Israeliani e strinse un patto militare con la Giordania. Gli

Israeliani risposero sferrando in giungo un attacco contemporaneamente contro Egitto, Giordania e

Siria in quella che sarà ricordata come ‘guerra dei sei giorni’. Gli Israeliani travolsero i tre Paesi

arabi sottraendo loro territori di posizione strategica fondamentale: l’Egitto perse la penisola del

Sinai, la Giordania la striscia di Gaza e la parte orientale di Gerusalemme, mentre la Siria perse le

alture del Golan. La disfatta della guerra dei sei giorni segnò il declino di Nasser e con lui della sua

politica panaraba. Ma i Paesi arabi, riuniti nell’OLP guidata dal 1969 da Arafat, già leader del

gruppo Al Fatah, posero le loro basi in Giordania, nei campi profughi, creandovi una specie di Stato

nello Stato. Ma il re di Giordania Hussein, esposto così ai bombardamenti israeliani che

rispondevano agli attentati terroristici dell’OLP, reagì con una sanguinosa repressione dei profughi

palestinesi - settembre nero del 1970 -.Morto proprio nel 1970, Nasser lasciò la guida del Paese a

Sadat, il quale procedette ad una revisione della politica egiziana. Deciso a recuperare il Sinai

preparò il confronto con Israele. Il 6 ottobre del 1973, giornata della festa ebraica del Kippur, le

truppe egiziane attaccarono di sorpresa le linee israeliane, dilagando nel Sinai. Ma Israele riuscì a

capovolgere le sorti del conflitto grazie anche ai massicci aiuti americani. La guerra del Kippur non

portò significativi cambiamenti territoriali, ma ebbe gravi ripercussioni sul piano politico mondiale:

la chiusura del Canale di Suez ed il blocco petrolifero, decretato dagli stati arabi contro i Paesi

occidentali ‘amici’ di Israele, portò ad una crisi economica mondiale. All’indomani di quest’ultima

guerra, il presidente egiziano Sadat si convinse della necessità di trovare una soluzione politica al

conflitto con Israele e dunque decise di avvicinarsi agli Stati Uniti. Nel ‘75, con un clamoroso

rovesciamento di alleanze, espulse i tecnici sovietici dall’Egitto, congelò i rapporti con l’URSS ed

impresse alla sua politica un segno filoccidentale. Nel 1977 formulò la sua offerta di pace che portò,

nel ‘78 agli accordi di pace di Camp David, sotto la ‘sorveglianza’ di Carter, presidente

statunitense. L’Egitto riottenne il Sinai e si impegnò a mantenere la pace con Israele. Gli accordi di

Camp David prevedevano ulteriori negoziati, i quali non furono mai avviati. L’ostacolo principale,

infatti, veniva ora dagli Stati Arabi e dell’OLP, traditi dall’Egitto ed indisposti a qualsiasi negoziato

con i nemici. Ma a partire dalla meta degli anni ‘80, furono proprio i Paesi dell’OLP a dichiararsi

disposti a trattare con Israele: Cisgiordania e Gaza in cambio del riconoscimento ufficiale di

esistenza di Israele. Questa volta furono proprio gli Israeliani a rifiutare l’OLP di Arafat,

considerandola un’offerta fatta da ‘terroristi’. La tensione crebbe ancora quando, a partire dall’87, i

Palestinesi che vivevano nei territori occupati diedero vita ad una lunga rivolta conosciuta come

‘intifada’ (risveglio) contro gli occupanti israeliani, che reagirono con una forte repressione. I

riflessi della situazione si fecero sentire anche in Libano, dove i leader dell’OLP avevano trasferito

le loro basi dopo il settembre nero del ‘70. Dal ‘75 il Libano entrò in una sanguinosa guerra civile in

cui tutte le fazioni combattevano contro queste milizie armate; la situazione degenerò nell’82

quando Israele inviò l’esercito spingendosi fino a Beirut per scacciare l’OLP. Lì fu inviata anche

una forza multinazionale composta da U.S., Francia, Italia ed Inghilterra col compito di proteggere

l’evacuazione dell’OLP, trasferitosi poi a Tunisi.

Una spinta al processo di pace, invece, venne ,nel giugno del ‘92, dalla vittoria del Partito laburista

nelle elezioni politiche, dopo un ventennio di egemonia della destra nazionalista (il Likud). Il nuovo

primo ministro, Rabin, bloccò i nuovi insediamenti ebraici nei territori occupati e si mostrò più

propenso dei suoi predecessori a concessioni territoriali in cambio di pace con i Paesi arabi. Nel ‘93

Rabin prese la sofferta decisione di trattare direttamente con l’OLP, approfittando

dall’indebolimento di Arafat, privato ora del supporto di Saddam Hussein. Un negoziato segreto

portò ad un primo accordo fondato sul reciproco riconoscimento e su un avvio graduale

dell’autogoverno palestinese nei territori occupati, a partire da Gerico, in Cisgiordania e dalla

striscia di Gaza. Il 13 settembre del ‘93 l’accordo fu solennemente sottoscritto a Washington da

Rabin ed Arafat sotto il ‘patrocinio’ del neo presidente americano Clinton. Ma su tale negoziato

pesava un numero di quesiti senza risposta: forme e tempi dell’autogoverno, il destino degli

insediamenti ebraici nei territori, la sorte di Gerusalemme proclamata capitale eterna ed indivisibile

di Israele. L’attività terroristica dei gruppi integralisti israeliani si intensificò in seguito agli accordi

di Washington e portò all’uccisione del premier Rabin, avvenuta a Tel Aviv il 4 novembre 1995.

Privato del suo leader, il partito laburista perse di misura le elezioni del ‘96, vinte dal Likud di

Netanyahu. La vittoria dei nazionalisti ha bruscamente arrestato il processo di pace, ma nel 1998,

ancora sotto la supervisione di Clinton Netanyahu ‘spontaneamente’ firma con Arafat un nuovo

accordo che prevede il ritiro israeliano da un’altra parte di territori occupati in cambio di un

maggior impegno palestinese nella lotta contro il terrorismo.

RUSSIA

LA RUSSIA DI ALESSANDRO II E DI ALESSANDRO III

Nell’800 il primato dell’arretratezza spettava indubbiamente all’Impero russo: più del 90% della

popolazione era occupato nell’agricoltura ed oltre 20 milioni di contadini erano soggetti alla servitù

delle gleba. L’organizzazione del sistema agricolo era fondata sui mir, ossia sulle comunità di

villaggio. L’impero zarista era inoltre l’unico assolutamente privo di istituzioni rappresentative e

governato da un gigantesco apparato burocratico-poliziesco.

Qualche spiraglio cominciò ad aprirsi nella vita politica e sociale dell’Impero quando, nel ‘55, alla

morte di Nicola I, salì sul trono imperiale Alessandro II. Questi iniziò una serie di riforme per

modernizzare la burocrazia, la scuola e l’esercito; attuò anche un parziale decentramento

amministrativo attraverso la creazione degli zemstvo, ossia dei consigli distrettuali.

Ma la riforma più importante dello zar fu nel 1861 l’abolizione della servitù della gleba.

L’abolizione tuttavia deluse coloro che avrebbero dovuto beneficiarne; l’assegnazione delle terre

agli ex schiavi avvenne con criteri non uniformi e comunque tali da salvaguardare le grandi

proprietà. Già nel 1963, comunque, la stagione ‘liberalizzante’ di Alessandro II si chiuse quando

represse nel sangue manifestazioni di autonomia in Polonia., dando così il via a grandi manovre di

‘russificazione forzata’.

Sotto i successori di Alessandro II, Alessandro III e Nicola II, ogni tentativo di

‘occidentalizzazione’ fu decisamente accantonato. Furono ridotti i poteri degli zemstvo ed

intensificata l’opera di ‘russificazione’ delle minoranze nazionali. Mentre restava immobile sul

piano delle strutture politiche, la Russia compiva il suo primo tentativo di decollo industriale grazie

al primo ministro Vitte, il quale inasprì il protezionismo, moltiplicando gli investimenti pubblici e

favorendo l’afflusso di capitali stranieri. Il decollo industriale non cambiò tuttavia i tratti

fondamentali della società russa, nè elevò il tenore di vita della popolazione.

LA RIVOLUZIONE DEL 1905

Agli inizi del 900 lo sviluppo economico dell’Impero Russo cominciò a mostrare la fragilità dei

suoi presupposti .

La linea innovativa seguita dal ministro Witte aveva sì avuto il merito di attirare in Russia cospicui

investimenti stranieri , ma non aveva potuto innescare un processo interno di accumulazione di

capitali e di allargamento del mercato .

Appariva , in particolare , evidente che non sarebbe stato possibile ottenere risultati soddisfacenti

nel settore industriale .

Ad impedire ciò si aggiungeva il fatto che vi era una totale assenza di una vita politica e di

istituzioni moderne , fondate sino ad allora sul rapporto proprietà agraria-contadini .

Il nuovo zar Nicola II , salito al trono nel 1894 , non sembrava intenzionato a modificare l’

atteggiamento autocratico e conservatore . Quando , anzi , a partire dal 1902 gli scioperi operai si

fecero più frequenti e nel 1904 una ripresa del terrorismo portò all’ assassinio del ministro dell’

interno , lo zar pensò di allontanare Witte .

Il malcontento , tra l’ altro , era destinato a crescere , alimentato dall’ andamento della guerra del

1904 contro il Giappone .

Quest’ ultimo distrusse la flotta russa nel 1904 e l’ esercito nel 1905 ; il negativo andamento delle

vicende militari determinò gravissimi contraccolpi nella situazione interna russa . Nel 1905 , oltre

centomila persone guidate dal leader ortodosso Gapon , sfilarono pacificamente chiedendo un

Parlamento , ottenendo invece una violenta carica della polizia che uccise oltre mille manifestanti ,

coniando l’ evento col nome di Domenica di sangue .

Scoppiarono immediatamente altre agitazioni a Mosca , Pietroburgo e Odessa , ma fu soprattutto a

Pietroburgo che la formazione di un Soviet (consiglio) di operai indusse lo zar Nicola II a creare

una Duma (Parlamento) e a concedere libertà politiche e civili .

Tale manovra non fermò comunque la nascita di altri Soviet , così il governo russo adottò contro

essi una repressione resa ancor più dura dalle ‘centurie nere’ , organizzazioni di destra protette dalla

polizia .

La Duma che stava per formarsi avrebbe comunque presentato una forte prevalenza della grande

proprietà terriera .

La Duma fu eletta nel 1906 e presentava moltissimi esponenti costituzional-democratici detti cadetti

, tanto che lo zar la sciolse subito indicendone un’ altra l’ anno seguente .

Così , nel 1907 , fu eletta una nuova Duma , anch’essa stroncata subito , di carattere socialista detta

Duma rossa .

Si giunse così alla terza Duma , detta dei Signori poichè in essa vi era una netta prevalenza

aristocratica agraria ; quest’ ultima duma durò dal 1907 al 1912 .

Questi anni furono anche detti ‘reazione stolypiniana’ , dal nome del ministro Stolypin , il quale

attuò una fortissima politica di repressione del movimento operaio contadino.

Accanto a questo indirizzo, rafforzato dalla temibilissima polizia segreta , Ochrana , Stolypin avviò

una riforma agraria volta a costituire quella piccola proprietà terriera contadina che avrebbe

rappresentato un ceto conservatore .

Con successivi decreti , tra il 1907 ed il 1910 , vennero sciolte le comunità di villaggio , mir , e le

terre furono messe in vendita con il proposito , da un lato , di creare una piccola e media proprietà

contadina , e dall’ altro , di costringere i contadini più poveri a lasciare le campagne per essere

utilizzati come manodopera nelle industrie .

Dopo l’ assassinio di Stopylin nel 1911 , la Russia si trovò ad affrontare crescenti tensioni interne ;

alle elezioni della quarta Duma nel 1912 partecipò infatti anche la frazione maggioritaria del Partito

socialdemocratico , i bolscevichi che si erano definitivamente staccati dai menscevichi . Questi

ritenevano che occorresse concentrarsi su rivendicazioni di carattere economico , mentre i

bolscevichi , al contrario , ritenevano che solo il proletariato avrebbe potuto realizzare quelle libertà

che i partiti della borghesia russa non avrebbero potuto ottenere .

Il 3 maggio del 1912 uscì il primo numero della " Pravda " ( verità ) , giornale simbolo della

rivoluzione russa dell’ ottobre del 1917 .

PRIMA GUERRA MONDIALE (vedi eventi chiave)

LA RIVOLUZIONE D’OTTOBRE

In Russia il 28 febbraio 1917 ( secondo il calendario russo ) lo zar Nicola II abdicò e si costituì la

Repubblica . Sulla scena politica russa agivano ora alcune formazioni che avevano acquistato una

certa importanza :

Il Partito socialdemocratico , fondato nel 1898 , di ispirazione marxista . Nel 1903 si era

• spaccato in due correnti : i bolscevichi e i menscevichi .

I Socialisti rivoluzionari , che tenevano conto quasi esclusivamente del ruolo e delle

• esigenze del mondo contadino .

Il Partito costituzionale democratico , detto dei cadetti , che si proponeva la trasformazione

• del regime autocratico russo in un regime liberal-democratico di tipo parlamentare .

Le contraddizioni della società russa avevano già provocato una rivoluzione nel 1905 , durante la

quale si erano costituiti i soviet , consigli di base di lavoratori e di soldati . Questa prima

rivoluzione aveva anche portato a libertà costituzionali e all’elezione di un parlamento , la duma .

La Prima guerra mondiale , in maniera più veloce e decisiva che non la guerra del 1905 , fece

precipitare la grave situazione politica e sociale in cui la Russia si trovava .

- Per sostenere lo sforzo bellico era stata intensificata la produzione industriale . Moltissimi

contadini si erano trasferiti nelle città .L’attesa di una radicale riforma agraria diventava sempre più

sentita sia tra i contadini che erano stati mandati sul fronte a combattere sia su quelli rimasti a

lavorare .

- La guerra aveva reso particolarmente difficili le condizioni di vita nelle città operaie a causa della

scarsità di cibo .

- Tra i socialisti prevalevano le convinzioni pacifiste

- Partiti moderati , i cadetti , erano stati favorevoli alla guerra e alla politica estera voluta dallo zar.

Volevano però che lo zar attuasse una serie di riforme interne per rendere partecipi della vita

politica strati sempre più ampi della popolazione russa. Lo zar non era disponibile , però , a questo

genere di richieste e ancora una volta sciolse la duma .

I primi scioperi sorsero a Pietrogrado alla fine di febbraio ; i soldati comandati di reprimere lo

sciopero fraternizzarono con i manifestanti e , insieme a loro , penetrarono nel Palazzo d’Inverno e

costrinsero lo zar ad abdicare il 28 .

Con l’abdicazione dello zar , il potere politico fu esercitato da un governo provvisorio voluto dai

partiti che avevano rappresentanti nella duma . Intanto i soviet sorsero in tutto il Paese .

I partiti conservatori e i liberali moderati - i cadetti - si proponevano di riorganizzare il paese

• secondo un ordinamento costituzionale e parlamentare e di continuare la guerra a fianco

dell’Intesa .

Erano contrari alla riforma agraria .

I partiti socialisti ( Kerenskij ) appoggiavano il governo provvisorio anche se avevano

• sostenuto la necessità di far cessare la guerra e di procedere alla riforma agraria .

Nonostante questo contrasto, sia i menscevichi che i socialisti rivoluzionari sostenevano il governo .

Un aspetto molto importante della situazione politica in Russia era la presenza dei soviet . Si erano

perciò costituiti due distinti poteri , il governo provvisorio e i soviet , che cercavano di non

ostacolarsi .

Il potere politico ed amministrativo doveva essere esercitato dal governo , i soviet esercitavano

un’azione di controllo che diventava forma di pressione e condizionamento dell’operato

governativo .

Questa sorta di equilibrio era però destinata a finire presto .

I partiti moderati puntavano a coinvolgere anche i settori moderati dei socialisti così da bloccare i

soviet .

Una posizione radicalmente diversa venne espressa , invece , dalle Tesi di aprile , proposte da Lenin

, leader dei bolscevichi .

Lenin riteneva che in Russia si potesse realizzare una rivoluzione proletaria direttamente , ovvero

avrebbe dovuto avere come protagonisti i contadini e gli operai alleati fra loro sotto il ruolo di guida

dei bolscevichi .

Lo strumento di questa organizzazione sarebbero stati i soviet , ai quali sarebbe andato il potere .

Continuava intanto a crescere il malcontento contro il governo provvisorio e ci furono

manifestazioni di protesta di operai e soldati . I soviet continuavano ad essere attivi e in essi

cresceva il potere dei bolscevichi . In settembre si verificò un tentativo di colpo di stato da parte di

vecchi dirigenti guidati da Kornilov ; il tentativo fu battuto grazie ai bolscevichi ; il loro intervento

cancellava dalla scena il governo provvisorio guidato dal social-rivoluzionario Kerenskij . Il 25

ottobre i bolscevichi si impadronirono del Palazzo d’Inverno , la sede del governo . Furono subito

confiscate le terre dei ricchi e distribuite ai contadini .

Il nuovo governo indisse le elezioni dell’Assemblea costituente ; i risultati furono però sfavorevoli

ai bolscevichi , poiché la maggioranza votò per i socialisti rivoluzionari .

Intanto l’esercito russo si stava già sfaldando nei mesi precedenti la presa del potere dei

bolscevichi ; le diserzioni erano numerosissime . La fine della guerra era perciò uno dei punti

cardine del programma politico dei bolscevichi .

Il 3 marzo 1918 , a Brest - Litovsk , venne firmato l’accordo di pace che sanciva l’uscita della

Russia dal conflitto mondiale . La Russia perdeva i territori dell’Ucraina , la Lettonia , l’Estonia , la

Lituania , la Polonia e la Finlandia . Le potenze dell’Intesa cercarono comunque di contrastare il

governo comunista perché volevano che la Russia riprendesse la guerra contro la Germania .

Contingenti di truppe dell’Intesa furono mandate in Russia per far scoppiare la guerra civile , che

divampò nei territori meridionali e nella regione del Don .

Il governo sovietico reagì con la riorganizzazione dell’esercito , che prese il nome di Armata

Rossa .

Le truppe dell’Intesa si ritirarono ben presto ;Molto più a lungo durò la guerra civile tra l’Armata

Rossa e gli eserciti controrivoluzionari . Il governo russo , oltre che alla polizia politica , ripristinò

anche la pena di morte .

Finita la guerra civile , la Russia fu aggredita dalle truppe polacche ; nel 1920 si giunse alla pace di

Riga che portava nuove perdite territoriali per i Russi . Intanto il governo russo finì con

l’isolamento diplomatico e nel 1922 firmò un accordo con Austria e Germania .

I prodotti alimentari continuarono a scarseggiare anche dopo la riforma agraria attuata dai

bolscevichi, perché ai contadini non conveniva né cedere i propri terreni al governo , né metterli sul

mercato .

La mancanza di razioni alimentari si faceva sentire ora , non solo nelle città tra la gente , ma anche

tra le truppe dell’Armata Rossa .

All’inizio del 1918 , il governo russo prese drastici provvedimenti per ovviare alla grave situazione

alimentare , dando il via al comunismo di guerra . Il governo confiscava infatti ai contadini tutto il

grano che producevano in eccesso . Tale manovra non fece altro che mettere in cattiva luce agli

occhi della gente i soviet .

Il malcontento si manifestò con gli scioperi del 1921 a Pietrogrado e soprattutto con la ribellione

della base marina di Kronstadt .LA ribellione venne repressa , ma fu dato anche l’avvio ad una

nuova politica economica .

Questa svolta politica partì così nel ’21 ed è definita NEP , Nuova politica economica . Si

diffondeva infatti l’idea che l’Unione Sovietica doveva rafforzare la sua organizzazione per

resistere alle ostilità dei paesi capitalisti . Fu introdotta la liberalizzazione generale economica e

cessarono le requisizioni di prodotti agricoli .

LO STALINISMO

Negli anni della grande depressione e del fascismo trionfante, mentre gli Stati capitalistici si

dibattevano nelle spire della grande crisi, l’Urss, in virtù del suo stesso isolamento economico, non

ne era affatto toccata, ma anzi si rendeva protagonista di un gigantesco sforzo di industrializzazione.

La decisione di forzare lo sviluppo industriale e di porre fine all’esperienza della Nep fu presa da

Stalin nel ‘27. L’idea dell’industrializzazione si univa alla convinzione che solo un deciso impulso

all’industria pesante avrebbe potuto fare dell’Urss una grande potenza militare. Per raggiungere

questo scopo era necessario che lo Stato acquistasse il controllo completo dei processi economici. Il

primo e più importante ostacolo alla costruzione di un’economia totalmente collettivizzata fu

individuato nel ceto dei contadini benestanti, i kulaki. Contro di loro furono adottate misure

restrittive ed operate ingenti requisizioni, ma poiché queste misure si rivelarono inefficaci, Stalin

proclamò nel ‘29 la necessità di procedere alla collettivizzazione del settore agricolo e di eliminare i

kulaki come classe. Contro questa linea prese posizione Bucharin, numero due del regime e

convinto teorico della Nep. Ma la maggioranza del partito si schierò con Stalin: Bucharin fu

condannato nel 1930 coma deviazionista di destra e così il gruppo dirigente comunista procedette

sulla via della collettivizzazione forzata attraverso una sanguinosa repressione.

Nel giro di pochi anni i kulaki furono eliminati non solo come classe ma anche come persone

fisiche. L’eccesso di popolazione nelle campagne fu drasticamente ridotto con le deportazioni e con

l’emigrazione verso i centri industriali. I costi economici dell’operazione furono altissimi ed i

risultati immediati disastrosi.

Alla lunga però i risultati furono indubbiamente notevoli, anche se il primo piano quinquennale per

l’industria, varato nel 1928, fissava infatti una serie di obbiettivi tecnicamente impossibili da

conseguire.

Sorretto da un onnipotente apparato poliziesco ed artefice dell’industrializzazione, Stalin finì con

l’assumere in Urss un ruolo di capo carismatico. Era l’autorità suprema, ogni critica al suo regime

assumeva i caratteri del tradimento. Le stesse attività culturali dovevano ispirarsi alle direttive del

leader comunista; la letteratura, il cinema, la musica e le arti figurative furono sottoposte ad un

regime di rigida censura. La storia fu riscritta per mettere meglio in luce il ruolo di Stalin e sminuire

quello di Trotzkij e degli altri oppositori. Il motivo per il quale lo stalinismo si impose malgrado la

sua violenza è da ricercare nel fatto che lo stalinismo è un fenomeno profondamente inserito nella

storia della Russia e nella tradizione imperiale, ma è anche inseparabile da quella traumatica

esperienza modernizzatrice che fu l’industrializzazione forzata. Stalin introdusse, però, nella

gestione di questo sistema un carattere di spietatezza estraneo alla mentalità del vecchio gruppo

dirigente comunista. Non solo emarginò politicamente tutti i suoi rivali, ma li eliminò fisicamente, e

fece eliminare assieme a loro migliaia di semplici cittadini sospetti di deviazionismo. Questo

periodo, detto delle ‘grandi purghe’ cominciò nel 1934.

SECONDA GUERRA MONDIALE (vedi eventi chiave)

LA GUERRA FREDDA E LA DISSOLUZIONE DELL’URSS (vedi U.S.)

STATI UNITI

LA GUERRA DI SECESSIONE - SITUAZIONE SOCIO-ECONOMICA PRIMA E DOPO

LA GUERRA

La popolazione negli Stai Uniti nella metà dell’800 era in costante aumento grazie all’ininterrotto

flusso migratorio proveniente dall’Europa, e nel contempo i confini continuavano a spostarsi verso

Ovest. La produzione agricola progrediva per lo sviluppo di una moderna agricoltura capitalistica

negli Stati del Mid West e contemporaneamente la regione del Nord Est conosceva un rapido

sviluppo industriale.

Ma a questa vitalità dell’economia facevano riscontro profonde fratture interne. Negli U.S.

coesistevano tre diverse società, corrispondenti a diverse zone del Paese, ciascuna col suo sistema

economico, coi suoi valori e le sue tradizioni. Gli Stati del Nord Est, la zona più progredita, più

ricca ed industrializzata, erano sottoposti a sollecitazioni influenzate da valori del più puro

capitalismo imprenditoriale. Gli Stati del Sud costituivano invece una società agricola e

profondamente tradizionalista che fondava la sua economia sulle grandi piantagioni di cotone; la

manodopera era costituita in gran parte da schiavi neri.

A queste due società così diverse se ne contrapponeva una terza, quella dei liberi agricoltori ed

allevatori di bestiame degli Stati dell’Ovest, un insieme di Stati in rapida evoluzione dove

l’agricoltura assumeva ruolo fondamentale in quanto alimentava anche tutto il Nord Est. Fu proprio

l’Ovest a costituire il pomo della discordia ed al tempo stesso il risolutore dei problemi tra il Nord

industriale ed il Sud agricolo; fino alla metà del secolo infatti, il cotone esercitava un peso decisivo

sull’economia dell’intero Paese, costituendo anche il primo nucleo importante dell’industria.

Quando però lo sviluppo industriale si allargò a nuovi settori, diminuì l’importanza della

produzione cotoniera e si allentò il rapporto di dipendenza fra i due sistemi a causa di una nuova

‘alleanza’ Nord-Est e Ovest. Lo stabilirsi di questi legami ebbe l’effetto di mutare le alleanze sociali

in quanto andò a rompere il legame tra gli agricoltori dell’Ovest e del Sud nella difesa del liberismo

economico e nell’avversione all’oligarchia industriale e finanziaria del Nord Est. Su queste

premesse si inserì l’acutizzarsi dello scontro sulla schiavitù. Già nel 1820 il Compromesso del

Missouri aveva stabilito che la schiavitù fosse permessa solo a sud del parallelo 36° 30’ e proibita a

nord di esso .

L’ ingresso nell’ Unione della California nel 1850 , Stato a maggioranza anti-schiavista , ma posto

sotto il parallelo stabilito nel Missouri , mostrò la difficoltà dell’ applicazione di quel accordo . Lo

scontro fece sentire i suoi effetti anche in campo politico; la scena politica americana era stata

dominata da due grandi partiti, il Partito Democratico ed il Whig: il primo si ispirava a modelli di

democrazia rurale, di liberismo economico e di rispetto dell’autonomia dei singoli Stati, mentre il

secondo invocava invece un forte potere centrale ed un antiliberismo economico. Entrambi i partiti

entrarono in una profonda crisi negli anni ‘50. Il Whig si divise in due ali, una progressista ed una

conservatrice. Dalla prima, nel 1854, nacque l’attuale Partito Repubblicano, antischiavista,

accoglieva le richieste degli industriali favorendo dazi doganali più alti, ma anche quelli dei

cittadini dell’Ovest grazie alla proposta di distribuire terra gratis.

Nel 1860 l’ elezione alla presidenza del repubblicano Abraham Lincoln ( 1860-65 ) , un

abolizionista , portò alla secessione di 11 Stati del Sud : Carolina del sud , Georgia , Alabama ,

Florida , Mississipi , Louisiana , Texas , Arkansas ,

Carolina del nord , Virginia e Tennessee .

Questi Stati formarono gli Stati Confederati d’ America eleggendo alla presidenza Jefferson Davis (

1861-65 ) .

L’ America era quindi così divisa . Gli Stati Uniti a Nord sotto Lincoln , gli Stati Confederati sotto

Davis .

Il paese si trovò così coinvolto in una sanguinosa guerra civile che provocò oltre 600.000 morti .

La guerra può essere suddivisa in 20 momenti principali :

1 Febbraio - Giugno 1862 - Le forze dell’Unione , sotto il comando dei generali Grant , Pope e

Buell , con l’aiuto dei cannonieri fluviali , s’ impadroniscono di due punti chiave sul Mississipi :

Tennessee e Cumberland .

2 I Confederati sotto il comando di Johnston , attaccano l’esercito dell’ Unione comandato da

Grant, presso Shiloh , ma sono sconfitti e respinti fino a Corinth dopo la più sanguinosa delle

battaglie del primo anno di guerra .

3 Aprile - Maggio 1863 - La flotta dell’Unione comandata da Farragut , con l’aiuto del generale

Butler , espugna i forti alla foce del Mississipi , costringe New Orleans alla resa ai Nordisti .

4 Marzo - Luglio 1862 - La campagna peninsulare del generale McClellan non porta alla conquista

di Richmond ;

gli unionisti si ritirano .

5 Marzo - Giugno 1862 - Le brillanti campagne del generale confederato Jackson nella valle del

Shenandoah , impediscono agli unionisti di mandare rinforzi a McClellan a Richmond .

6 Agosto - Settembre 1862 - Lee ( Conf. ) invade il Maryland ma è fermato da McClellan e si ritira

in Virginia .

7 Ottobre 1862 - Il tentativo dei generali confederati Bragg e Smith di impadronirsi del Kentucky è

sventato con la battaglia di Perryville .

8 Nov. 1862 Luglio 1863 - Dopo diversi tentativi falliti di espugnare il forte di Vicksburg , Grant

( Unione ) attraversa il Mississipi a valle del forte e sconfigge le forze di Johnston a Jackson e

costringe Vicksburg alla resa dopo 6 settimane di assedio . Port Hudson cade dopo 5 settimane dopo

, dando all’ Unione il completo controllo del Mississipi e spaccando in due la Confederazione .

9 Dicembre 1862 - Maggio 1863 - Le armate dell’ Unione sotto il comando di Burnside e Hooker

invadono la Virginia , ma sono respinte da Lee e da Jackson a Fredericksburg .

10 Giugno - Luglio 1863 - Il generale Lee ( Conf. 9 invade ls Pennysylvania , ma è sconfitto da

Meade e si ritira in Virginia .

11 Gennaio - Agosto 1863 - Dopo la battaglia di Murfreesboro , le truppe dell’ Unione costringono

Bragg a ripiegare su Chattanooga .

12 Agosto - Novembre 1863 - I Confederati di Bragg evacuano Chattanooga , sconfiggendo gli

Unionisti ed assediando gli Unionisti a Chattannoga , finchè le truppe di Grant non intervengono e

cacciano i Confederati in Virginia .

13 Maggio - Settembre 1864 - Sherman invade la Georgia ed espugna Atlanta .

14 Maggio 1864 - Aprile 1865 - Nella più lunga campagna della guerra Grant invade la Virginia e

costringe Lee a ritirarsi intorno a Richmond e Petersburg .

15 15 Novembre - 13 Dicembre 1864 - Sherman avanza da Atlanta verso il mare distruggendo

impianti e risorse dei Confederati .

16 I Confederati al comando di Hood invadono il Tennessee cercando di tagliare fuori dai

rifornimenti Sherman .

17 15-16 dicembre 1864 - Il generale unionista Thomas sconfigge l’ armata di Hood presso

Nashville , costringendo i superstiti a rifugiarsi nel Mississipi .

18 Febbraio - Marzo 1865 - Sherman e Grant cercano di chiudere Lee in un’ imboscata .

19 2-9 Aprile 1865 - Lee abbandona Richmond e Petersburg : Grant e Sherman lo inseguono sino a

Appomatox , nel cui tribunale il comandante sudista firma la resa .

20 26 Aprile 1865 - A Bennet’s House Johnston si arrende a Sherman ; la guerra è finita .

Durante il conflitto che Lincoln fece approvare due provvedimenti: nel 1862 l’Homestead law , che

assicurava ai coloni la possibilità di acquistare le terre nei nuovi territori.

Nel 1863 Lincoln abolì la schiavitù. militare e di sfruttamento economico, specialmente in

conseguenza dell’assassinio di Lincoln, il 14 aprile.

In realtà la legge del ‘62 fu revocata pochi anni dopo, mentre gli schiavi acquistarono sì la libertà,

ma le loro condizioni economiche erano gravissime, equiparabili a quelle dei servi della gleba

dell’impero zarista (aboliti nel 1861).

Non giovarono alla causa della democrazia i metodi sbrigativi con cui i Repubblicani condussero la

riunificazione del Paese. Dopo la guerra il Sud venne sottoposto a vere e proprie forme di

occupazione. Il risultato di ciò fu la lotta clandestina prima con l’istituzione del Ku Klux Klan,

quindi con la riaffermazione del Partito democratico.

COLONIALISMO - AFFERMAZIONE COME POTENZA MONDIALE

Negli ultimi decenni dell’800, gli Stati Uniti conobbero un periodo di grandi trasformazioni interne

e di rapido sviluppo territoriale. Chiuso il capitolo guerra di secessione, riprese con slancio la

colonizzazione dei territori dell’Ovest; vittime principali della corsa all’Ovest furono le tribù dei

pellirosse; contro di essi il Governo federale condusse una serie di campagne militari che avevano

lo scopo di proteggere le vie di comunicazione e di rendere più sicura l’opera di colonizzazione dei

pionieri. I pellirosse furono confinati, dopo il quasi sterminio, in alcune riserve.

La crescita più imponente si verificò nell’industria, specialmente nei settori siderurgico, meccanico,

elettrico e petrolifero. Per contrastare le tendenze monopolistiche e la conseguente lievitazione dei

prezzi, fu varata nel 1890 una legge, lo Sherman Antitrust Act, che vietava accordi sui prezzi fra

imprese operanti nello stesso settore. Gli Stati Uniti, quindi, non solo avevano superato l’Inghilterra

e la Germania nel volume della produzione industriale, ma erano anche diventati un Paese

prevalentemente esportatore di capitali e di prodotti industriali. Questo sviluppo economico fu reso

possibile soprattutto dall’esistenza di un mercato in continua espansione dovuto al continuo afflusso

di immigrati dall’Europa, e quindi di nuovi potenziali acquirenti. L’espansionismo statunitense si

esercitò in due direzioni. LA prima verso il Pacifico rappresentava il prolungamento della corsa

all’Ovest; la seconda, verso l’America Latina, costituiva un aggiornamento della dottrina Monroe

(penetrazione economica e tutela politica dell’intero continente). La prima importante

manifestazione di politica di potenza degli Stati Uniti si ebbe con l’intervento a Cuba dove, dal

1895, era in atto una violenta rivolta contro i dominatori spagnoli. Nel 1898, l’affondamento di una

nave americana portò alla guerra con gli Spagnoli che furono rapidamente sconfitti. Cuba divenne

una Repubblica indipendente sotto ‘tutela’ (dottrina Monroe) degli U.S. La Spagna fu inoltre

costretta a cedere Portorico e l’intero arcipelago delle Filippine.

Si andava rafforzando, perciò, nel continente americano, il ruolo egemonico degli Stati Uniti. Fino

alla prima guerra mondiale, l’imperialismo statunitense si rivolse non tanto verso il Sud America

però, quanto verso l’America centrale. Qui la presenza degli Stati Uniti si fece sentire in forme

pesanti (dottrina Monroe...), soprattutto negli anni della presidenza Theodore Roosvelt, esponente

del Partito Repubblicano, salito al potere nel 1901. Mostrò grande decisione nella difesa degli

interessi americani nel mondo alternando pressione economica a minacce di interventi armati.

L’occasione di mettere in pratica l’una e l’altra fu offerta dalla questione del canale di Panama. Nel

1901 gli U.S. ottennero dal governo della Colombia l’autorizzazione a costruire ed a gestire per un

periodo di cento anni, un canale che tagliasse l’istmo di Panama. Quando però nel 1903 il

Parlamento colombiano rifiutò di ratificare l’accordo, gli U.S. non esitarono ad organizzare una

sommossa a Panama ed a minacciare un intervento armato. Panama divenne una repubblica

indipendente sotto ‘tutela Monroe’ americana.

Imperialista ed aggressivo all’estero, la linea di Roosvelt si caratterizzò in politica interna per

un’apertura ai problemi sociali. A Roosvelt si devono i primi provvedimenti della legislazione

sociale: limitazioni dell’orario lavorativo, tutela del lavoro minorile ed assicurazioni contro gli

infortuni. Una volta terminati i due mandati, nel 1908, T. Roosvelt lasciò la presidenza il Partito

repubblicano precipitò e le elezioni del 1912 videro vincere il democratico Wilson, intellettuale di

solide convinzioni democratiche. Wilson riprese l’impegno sociale di Roosvelt, però fu contrario ad

ogni limitazione dell’autonomia dei singoli Stati dell’Unione.

LA PRIMA GUERRA MONDIALE (vedi eventi chiave)

IL BOOM ECONOMICO E LA CRISI DEL ‘29 - IL NEW DEAL

Durante il conflitto mondiale gli Stati Uniti avevano consolidato la loro posizione di primo Paese

produttore divenendo anche il maggior esportatore di capitali. Il superamento della depressione

postbellica del 1920-21 segnò per il sistema economico statunitense l’inizio di un periodo di grande

prosperità. La diffusione della produzione in serie secondo i principi del taylorismo favorì notevoli

aumenti di produttività. Tuttavia il numero di occupati nell’industria calò a causa della cosiddetta

disoccupazione tecnologica: gli sviluppi della tecnica diminuivano infatti la quantità di lavoro

necessaria. Parallelamente andava invece crescendo l’occupazione nel settore dei servizi.

Dal punto di vista politico, gli anni ‘20 furono segnati da un’incontrastata egemonia del Partito

Repubblicano, sostenitore di un rigido liberismo economico, convinto che l’accumulazione della

ricchezza privata costituisse la miglior garanzia di prosperità, ridusse le imposte dirette e mantenne

la spesa pubblica a livelli molto bassi rinunciando ad operare in favore delle classi più povere. A

tutto questo si aggiunse una diffusa ondata di conservatorismo ideologico che investì le minoranze

nazionali e razziali. Furono introdotte leggi limitative dell’immigrazione per impedire la

‘contaminazione’ con la popolazione europea. Il punto cruciale di questo processo fu l’esecuzione

capitale per due innocenti italiani, Sacco e Vanzetti, nel 1927. Contemporaneamente si inasprirono

le pratiche discriminatorie nei confronti della popolazione di colore e la setta del Ku Klux Klan

raggiunse le dimensioni di un’organizzazione di massa. Lo stesso proibizionismo, cioè il divieto di

produrre e vendere bevande alcoliche, introdotto nel ‘20 e rimasto in vigore fino al ‘34, scaturì da

questo retroterra culturale, poiché l’ubriachezza era ritenuta un vizio tipico di negri e proletari.

Tuttavia, l’incontenibile euforia speculativa americana poggiava in realtà su fondamenta assai

fragili. La domanda dei beni di consumo aveva fatto sì che nel settore industriale si formasse una

capacità produttiva sproporzionata alle possibilità di assorbimento del mercato, possibilità limitate

sia dalla natura stessa dei beni di consumo durevoli, che non avendo bisogno di essere

continuamente sostituiti saturavano il mercato, sia dalla crisi del settore agricolo che teneva bassi i

redditi dei ceti rurali. Fra economia americana ed europea poi, si era venuto a creare uno stretto e

proficuo rapporto di interdipendenza: l’espansione americana finanziava la ripresa europea e questa

a sua volta alimentava con le sue importazione lo sviluppo degli Stati Uniti. Ma quando nel 1928

molti capitali americani furono dirottati verso le più redditizie operazioni speculative di Wall Street,

le conseguenze sull’economia europea si fecero sentire immediatamente, ripercuotendosi subito

dopo sulla produzione industriale americana.

I titoli a Wall Street raggiunsero i livelli più alti all’inizio di settembre del ‘29. Il 24 ottobre, il

cosiddetto ‘Giovedì nero’, furono venduti ben 13 milioni di titoli in una vera e propria corsa alle

vendite che determino la precipitosa caduta del valore dei titoli stessi. Il crollo del mercato,

riducendo drasticamente la capacità di acquisto e di investimento, finì con l’avere conseguenze

disastrose sull’economia di tutto il Paese e sull’intero sistema economico mondiale che dipendeva

ormai da quello statunitense. Gli effetti planetari furono aggravati dal fatto che gli U.S. cercarono

innanzitutto di difendere la loro produzione inasprendo il protezionismo o riducendo, fino alla

sospensione, l’erogazione di crediti all’estero.

Nel 1932, da tre anni in profonda crisi, si tennero negli Stati Uniti le elezioni presidenziali. Il

presidente uscente, Hoover, non avendo conseguito alcun successo nella lotta contro la crisi fu

nettamente sconfitto da Franklin Roosvelt. Già nel discorso inaugurale questi annunciò di voler

iniziare un ‘New Deal’ (nuovo corso) nella politica economia e sociale: un nuovo stile di governo

che si sarebbe caratterizzato soprattutto per un più energico intervento dello Stato nei processi

economici e per la stretta associazione fra l’obbiettivo della ripresa economica e gli elementi di

riforma sociale. Il New Deal fu avviato immediatamente con una serie di provvedimenti: fu

ristrutturato il sistema creditizio, fu svalutato il dollaro per rendere più competitive le esportazioni,

furono aumentati i sussidi di disoccupazione e furono concessi prestiti ai cittadini. L’Agricoltural

Adjustament Act limitava la sovrapproduzione agricola, mentre il National Industrial Act imponeva

alle imprese codici di comportamento per evitare una concorrenza troppo accanita. Il Tennessee

Valley Authority era invece un ente volto a sfruttare le risorse idroelettriche del bacino del

Tennessee a favore degli agricoltori.

COLONIZZAZIONE -

DECOLONIZZAZIONE

IL COLONIALISMO

Il termine imperialismo si affermò in Inghilterra per indicare il programma di espansione coloniale

ed entrò poi nell’uso comune come sinonimo di politica di potenza e di conquista territoriale su

scala mondiale. In generale, rappresentò la tendenza degli Stati europei a proiettare più

aggressivamente verso l’esterno i propri interessi economici e la propria cultura.

L’Europa si era lanciata alla conquista del mondo raggiungendo l’apice del suo espansionismo sul

finire dell’800, con obbiettivi nuovi rispetto a quelli della colonizzazione tradizionale. La nuova

espansione venne assunta sempre più come un obbiettivo di politica nazionale da parte dei governi.

Alla penetrazione commerciale subentrò un disegno di assoggettamento politico e di sfruttamento

economico.

Alla competizione coloniale si unirono anche Stati privi di tradizione imperiale come Germania,

Belgio ed Italia; l’unica assente di rilievo fu l’Impero Austro-Ungherico. I fattori all’origine di

questo fenomeno erano numerosi, ma fondamentalmente economici: accaparramento di materie

prime a basso costo e ricerca di sbocchi commerciali. Le motivazioni politico-ideologiche ebbero

un’importanza pari a quelle economiche; esse affondavano le loro radici in una mescolanza di

nazionalismo e di politica di potenza, ossia l’idea di appartenere ad una ‘razza dominatrice’.

L’Europa portò in tutto il mondo l’impronta della sua tecnica, della sua economia e della sua civiltà.

Quasi tutte le conquiste coloniali furono segnate dall’uso della forza contro le popolazioni indigene.

Dal punto di vista economico, l’esperienza coloniale ebbe alcuni effetti positivi sui Paesi che ne

furono investiti: vennero introdotte nuove tecniche, infrastrutture ed attività industriali e

commerciali.

Gli sviluppi più spettacolari si ebbero nel continente africano. Quando gli europei procedettero alla

conquista dell’Africa, ben poco restava delle antiche civiltà locali. I primi atti dell’espansione

furono l’occupazione francese della Tunisia nel 1881 e quella inglese dell’Egitto nell’anno

successivo. In entrambi i Paesi le potenze europee avevano consistenti interessi economici e

strategici. I due Paesi colonizzatori dapprima imposero la costituzione di commissioni

internazionali di controllo sulle finanze dei due Paesi, screditando così i governi locali, quindi

scelsero la strada dell’intervento militare.

L’azione inglese in Egitto provocò il risentimento della Francia, suscitando tra le due potenze

rivalità destinata a scatenare la corsa alla conquista dell’Africa. Altri contrasti si ebbero in Congo:

Re Leopoldo II di Belgio si era costruito lì una sorta di impero personale suscitando l’ira dei

portoghesi. La questione fu oggetto di una conferenza internazionale convocata a Berlino da

Bismarck, conferenza che stabilì tra l’altro le ‘regole’ per la conquista dell’Africa, fondate

sull’effettiva occupazione territoriale. La conferenza riconobbe anche la sovranità personale di

Leopoldo II sul Congo. L’Inghilterra non interferì con le altre potenze concentrandosi sul lato

orientale dal continente, onde controllare meglio l’Oceano Indiano. Ma quando i Francesi si

spinsero fino al Sudan, gli Inglesi si trovarono in ‘rotta di collisione’ coi transalpini rischiando di da

vita ad un conflitto. Ma il governo francese, impreparato ad una guerra, acconsentì di ritirare le

proprie truppe aprendo così una fase di distensione col popolo d’oltremanica.

A differenza di quanto accadeva in Africa, agli inizi dell’età dell’imperialismo, gli Europei avevano

già messo profonde radici nel continente asiatico. Gli Inglesi, oltre all’India, possedevano Ceylon,

Singapore ed Hong Kong; gli Olandesi dominavano l’arcipelago indonesiano, i Portoghesi avevano

Macao, mentre la Spagna possedeva le Filippine. La Francia si gettò invece sui territori della

penisola indocinese. La penetrazione francese si limitò all’inizio a qualche stazione commerciale,

oltre che alle numerose missioni cattoliche. Furono proprio le persecuzioni contro i missionari a

fornire alla Francia il pretesto per un intervento militare. Anche la Russia zarista si era mossa:

occupò la Siberia e si interessò all’estremo Oriente, dove costruì alcuni porti strategici. Decise

invece di vendere agli Americani l’Alaska per sette milioni di dollari nel 1867 in quanto il territorio

richiedeva spese troppo onerose.

Anche gli arcipelaghi del Pacifico vennero inglobati negli imperi coloniali, soprattutto dagli Inglesi

e dai Tedeschi. I primi occuparono Australia, Nuova Zelanda, Isole Fiji, le Salomone e le Marianne,

mentre i secondi si ‘accontentarono’ della Nuova Guinea.

LA DECOLONIZZAZIONE

Lo smantellamento del sistema coloniale e l’accesso all’indipendenza dei popoli afroasiatici sono

tra i fenomeni più importanti di questo secolo. Il processo di decolonizzazione ricevette la spinta

decisiva del secondo conflitto mondiale. Un altro fattore di importanza decisiva fu la pressione

congiunta degli Stati Uniti e dei Sovietici per scalzare gli Europei dall’Asia e dall’Africa e quindi

per accelerare le liquidazione del vecchio ordine mondiale fondato sull’eurocentrismo. Per volontà

americana gli alleati avevano proclamato con la Carta Atlantica del ‘41 il ‘diritto di tutti i popoli a

scegliere la forma di governo da cui intendono essere retti’. Il principio di autodeterminazione si

impose e l’Europa non poteva sottrarvisi. La Gran Bretagna procedette ad una graduale abdicazione

al proprio dominio, preparando i popoli all’indipendenza e cercando di trasformare l’Impero

coloniale in una comunità di Nazioni liberamente associate nel Commonwealth. LA Francia invece

oppose resistenza armata ai movimenti indipendentisti. Sul piano delle istituzioni politiche, la

democrazia parlamentare di tipo europeo si affermò solo in pochi Paesi: il peso della tradizione era

diverso e soprattutto l’Europa aveva mostrato ai popoli assoggettati il suo volto autoritario, non

quello liberale; difficile quindi che, raggiunta l’indipendenza, questi Paesi volessero mantenere

‘ricordi’ di chi li aveva assoggettati. Il risultato fu perciò la prevalenza di regimi di stampo

autoritario, di sistemi a partito unico e di dittature militari.

Il continente asiatico fu il primo a raggiungere l’indipendenza. Il motivo di ciò sta nel carattere

relativamente più avanzato dell’organizzazione politica e della struttura sociale del continente

rispetto all’Africa. Fra le potenze coloniali fu l’Inghilterra la prima a comprendere la necessità di

ridimensionare la sua posizione imperiale, opponendo una resistenza elastica: rinunciò ad Iraq e

Transgiordania, quindi all’Egitto, pur restando però, in quest’ultimo caso, ‘controllore’ del Canale

di Suez. Il processo di decolonizzazione più drammatico fu senza dubbio quello dell’India, la più

importante sul piano economico-strategico delle colonie britanniche. Già nel ‘19 le truppe inglesi

repressero con la forza una manifestazione popolare indipendentista. L’anno seguente vide

l’affermarsi dell’uomo simbolo dell’indipendenza del Paese, Gandhi, teoretico della lotta basata

sulla resistenza passiva, sulla non violenza e sul rifiuto di qualsiasi collaborazione con i dominatori.

Già nel ‘21 i risultati si vedevano: il popolo indiano otteneva spazio politico con l’elezione di propri

organismi rappresentativi e si spianava la lenta strada verso l’indipendenza. Nel ‘41, in piene guerra

mondiale, Nehru, collaboratore di Gandhi ottenne per l’India lo status di dominion, che equivaleva

all’indipendenza. A guerra finita l’Inghilterra aprì i negoziati per concedere l’indipendenza

definitiva, ma mentre Gandhi si batté per uno Stato unitario, i musulmani reclamarono la

separazione degli induisti. Gli Inglesi, nel ‘47 concessero l’indipendenza all’Unione indiana a

maggioranza indù, ed al Pakistan musulmano, creato alle due estremità orizzontali dell’India. La

parte orientale prenderà poi il nome di Bangladesh nel ‘71 dopo la scissione dal Pakistan.

Pesante fu altresì l’indipendenza del Vietnam dai Francesi, parte del territorio sorto dalla

dissoluzione dell’impero francese in Indocina. Nel Vietnam i comunisti, sotto la guida di Ho Chi

Minh proclamarono nel 1945 la Repubblica democratica del Vietnam, ma i Francesi non la

riconobbero e ne rioccuparono la parte meridionale con le armi. Nel 1946 iniziò una lunga guerra

fra i Transalpini e le forza indipendentiste del Vietminh. La guerra si concluse solo nel 1954 con gli

Accordi di Ginevra che stabilirono il ritiro dei Francesi e la divisione del Vietnam in due Stati: a

nord uno comunista, a sud uno filoccidentale.

Anche in Africa il processo di indipendenza non fu indolore, soprattutto nella zona del Maghreb

(Marocco, Algeria e Tunisia), anch’essa sotto dominazione francese. I Francesi concessero ‘subito’

l’indipendenza a Marocco e Tunisia in quanto essi avrebbero mantenuto in futuro una posizione

filoccidentale.

Più drammatica fu la lotta per la liberazione in Algeria, dove la presenza di oltre un milione di

Francesi rendeva rigida la posizione del Governo di Parigi e della stessa opinione pubblica riguardo

l’indipendenza. Dopo il successo della rivoluzione nasseriana in Egitto, il movimento nazionalista

algerino si radicalizzò e si affermò il Fronte di liberazione nazionale (FLN) guidato da Ben Bella.

Comincia così lo scontro che avrebbe portato in crisi la situazione politica della stessa Francia. Lo

scontro culminò nel ‘57 con la battaglia di Algeri che durò nove mesi e vide l’intera città araba

stringersi attorno ai combattenti del FLN. I Francesi riuscirono a piegare l’insurrezione con la

repressione. Nel 1958, i coloni crearono, con l’appoggio dell’esercito, un Comitato di salute

pubblica che aveva tutto l’aspetto di preludere ad un colpo di Stato militare in Francia e che portò

alla fine della Quarta Repubblica e al ritorno sulla scena politica transalpina di De Gaulle, il quale

capì che ormai l’Algeria era perduta. Stabilì così i contatti con l’FLN, stroncò un tentato colpo di

Stato militare ad Algeri e reagì alla campagna terroristica in Francia. Nel 1962 il Governo francese

ed il governo rivoluzionario, espressione politica del FLN, si accordarono su un progetto di

indipendenza del Paese da sottoporre a referendum.

LA PRIMA GUERRA MONDIALE

La crisi del sistema internazionale

Con i primi anni del secolo il sistema delle relazioni internazionali , dopo un trentennio di pace ,

entrò in una crisi sempre più accelerata .

Esisteva solo una alleanza definita formalmente , la Triplice Alleanza tra Italia , Austria e Germania

. La Gran Bretagna restava isolata , essendo divisa dai tedeschi dal timore della loro aggressività

militare , e da Francia e Russia per le rivalità coloniali in Africa e Asia .

I primi segnali vennero dopo l’ incidente di Fashoda tra Inghilterra e Francia ; dal nuovo ministro

degli esteri francese Delcassè fu inaugurata , allora , una politica filobritannica che mirava all’

isolamento tedesco, e quindi al rovesciamento della politica bismarckiana .

Nel 1904 ci fu così un accordo , l’ Entente cordiale , raggiunto tra le due nazioni , col quale veniva

riconosciuta la legittimità francese sul Marocco ; anche l’ Italia aveva trovato un accordo con la

Francia , accordo stipulato nel 1902 , accordo che la sottraeva del legame con la Germania .

L’ evidente carattere anti-tedesco non sfuggì a Guglielmo II , il quale nel 1905 proclamò l’

indipendenza del Marocco . L’ anno seguente , 1906 , ad Algerisas vi fu una conferenza che diede

ragione ai Francesi , appoggiati nell’ occasione , in primis dall’ Italia , quindi da Russia e Spagna .

Nel 1907 Russia ed Inghilterra trovarono un accordo sulla Persia .

Si faceva sempre più concreta la possibilità , quindi , di un conflitto militare ; ad aumentare le

possibilità che ciò accadesse contribuì il mutamento politico nell’ Impero Ottomano nel 1908 ad

opera dei Giovani Turchi guidati da Kemal , il quale destituì il sultano Abdulhamid II .

Egli propose una politica interna fondata su un regime costituzionale guidato da un Parlamento ,

mentre esternamente si proponeva di arrestare il processo di decadenza dell’ Impero ottomano .

Questo progetto minacciava seriamente i progetti espansionistici dell’ Austria , che già da tempo

mirava ai Balcani , così annesse a sè la Bosnia-Erzegovina e proclamò , nel 1908 , l’ indipendenza

della Bulgaria .

L’ annessione era stata possibile solo grazie all’ appoggio tedesco , che però suscitò grande attrito

fra la Germania e la Russia , che ancora una volta si faceva paladina delle popolazioni slave nei

territori Balcani .

Tra l’ altro i Serbi , guidati da Pietro I , erano orientati ad una forte politica anti-austriaca .

Nel 1911 l’ occupazione militare francese del Marocco indusse Guglielmo II ad inviare la

cannoneria Panther ; giunsero , però , in soccorso dei Francesi , gli Inglesi , che , forti della loro

potenza militare , convinsero il sovrano tedesco a rinunciare , 1911 , e ad accontentarsi del Congo .

La conquista italiana della Libia portò ad una violenta riaccensione della questione balcanica ;

infatti , della debolezza degli Ottomani approfittarono una coalizione di Stati - Serbia , Grecia ,

Montenegro e Bulgaria - , guidati dalla Russia ,

tanto da eliminare definitivamente la presenza turca dall’ Europa . Nella pace di Londra del 1913 il

territorio della Macedonia fu diviso tra quegli stati . Ma l’ Austria si irrigidì contro la Serbia che

aveva raggiunto il mar Adriatico , e giunse a minacciare di guerra la Russia , facendo creare a quest’

ultima uno stato tra la Serbia ed il mare , l’ Albania .

Il disaccordo tra Serbia e Bulgaria sulla spartizione della Macedonia provocò l’ insorgere di un

secondo conflitto balcanico , dove la Bulgaria venne a trovarsi contro serbi , greci , turchi e rumeni ;

la pace di Bucarest del 1913 vide Grecia e Serbia spartirsi la Macedonia .

In questo primo quarto di secolo , quindi , si venne a sgretolare il sistema di pace internazionale e

vide nascere nuovi stati protagonisti tra i quali spicca la Serbia che aveva visto il suo territorio

raddoppiare , apparendo ormai come il vero ostacolo al pieno controllo austriaco dei Balcani .

La situazione europea allo scoppio della guerra

Il 28 giugno 1914 l’arciduca Francesco Ferdinando erede al trono fu ucciso a Sarajevo da un

nazionalista serbo . L’attentato provocò una drammatica serie di reazioni nei rapporti

internazionali , da cui ebbe origine la prima guerra mondiale .

Da una parte si trovavano schierati la Russia, la Francia , l’Inghilterra , il Giappone , l’Italia , la

Romania, la Grecia e gli Stati Uniti . Sull’altro fronte combatterono l’Austria , la Germania , la

Bulgaria e l’Impero turco .

Le condizioni che prepararono un conflitto furono sia di ordine economico , sia politico che

ideologico .

Nella sfera economica si era registrato una forte crescita produttiva e finanziaria , che aumentava di

conseguenza la necessità di procurarsi maggiori quantità di materie prime e di trovare mercati

sempre più ampi per la vendita dei prodotti .

Si era stabilito in tutti i Paesi uno stretto collegamento tra potere economico e potere politico , per

cui quest’ultimo aveva cercato di sostenere gli interessi del potere economico con una conseguente

linea di politica estera : le conquiste coloniali . Questa non risultava però sufficiente perché la

spartizione delle aree da occupare era stata quasi completata .

La concorrenza tre le economie dei diversi paesi si era fatta sempre più dura ; la necessità di

fronteggiare le cicliche crisi di sovrapproduzione rendeva più forte la spinta che il potere economico

esercitava perché lo Stato adottasse una politica estera aggressiva .

La Germania aveva ormai raggiunto la potenza economica dell’Inghilterra , ma i possedimenti

tedeschi erano molto inferiori all’impero britannico ; la Germania avvertiva perciò il bisogno di

trovare spazi per l’espansione economica , mentre da parte inglese si avvertiva la necessità di

contrastare la Germania .

Proprio a causa della crescita economica degli stati europei l’Inghilterra aveva perso il suo ruolo di

potenza dominante , e ciò la indusse a prendere posizione nell’Intesa franco-russa a funzione

antitedesca .

Motivi di contrasto tra gli Stati europei

In questa situazione , gli Stati cercano di rafforzare le proprie posizioni cercando alleanze .

Si vengono così a creare intrecci di alleanze , accordi e contrasti fra gli stati europei :

La crescita economica della Germania e in particolare il potenziamento della sua flotta militare

avevano messo in allarme l’Inghilterra , che uscì dall’isolamento e strinse un’intesa con la Francia

( 1904 ) e con la Russia ( 1907 ) .

Motivi di tensione esistevano anche tra la Francia e la Germania . Per i transalpini continuavano a

pesare la sconfitta nella guerra del 1870/71 e la perdita dell’Alsazia e della Lorena .

La Francia già nel 1893 aveva stipulato un’alleanza con la Russia in funzione antitedesca .

Un altro gravissimo motivo di tensione era costituito dalla questione balcanica ; gli stati europei

erano interessati ad approfittare del decadimento dell’impero Ottomano , in particolare si

fronteggiavano gli interessi russi ed austriaci .

In Italia , poi , diventava sempre più forte la spinta di un nazionalismo che puntava ad estendere i

confini italiani fino alle coste della Dalmazia .

All’interno dei diversi Stati si diffusero la paura di aggressioni straniere e la ricerca di coesione

interna per fronteggiare al meglio l’urto dell’imminente guerra .

Solo pochi partiti socialisti , tra cui l’italiano , il russo e lo statunitense , continuarono ad essere

decisamente a favore della pace ; gli altri accettarono la scelta dei propri governi di entrare in guerra

.

Questa spaccatura segnò la fine della Seconda Internazionale ( 1889 - 1914 ) .

La guerra

Il 28 luglio del 1914 l’Austria dichiarò guerra alla Serbia che non aveva accettato integralmente le

condizioni contenute nell’ultimatum austriaco . L’impero russo , alleato della Serbia , mobilitò il

proprio esercito . La Germania , alleata dell’Austria , dichiarò guerra alla Russia e alla Francia .

I piani di guerra tedeschi prevedevano prima la sconfitta dell’esercito francese , quindi la

concentrazione sul fronte orientale contro la Russia .

Il 4 agosto 1914 la Germania invase il Belgio e ne violò la neutralità garantita dalla Conferenza di

Londra del 1831 . L’Inghilterra alleata di Francia e Russia , dichiarò guerra alla Germania .

Poco dopo il Giappone si schierò contro i tedeschi ; intendeva impossessarsi dei loro possedimenti

in oriente . La Turchia invece , si schierò con la Germania .

I paesi belligeranti erano preparati ad un conflitto di breve durata ; in realtà la rapidissima avanzata

tedesca fu fermata sulla Marna dall’esercito francese , dando vita al massiccio uso di trincee .

Sul fronte orientale gli eserciti austro-tedeschi ottennero successi più significativi , riuscendo a

bloccare l’offensiva russa e ad avanzare in Polonia e Lituania .

Il 2 agosto del 1914 , l’Italia dichiarò la sua neutralità . Non entrava in guerra accanto ad Austria e

Germania , di cui era alleata , perché la Triplice alleanza aveva carattere difensivo , mentre era stata

l’Austria a dichiarare guerra alla Serbia senza informarne l’Italia .

In Parlamento la maggioranza era a favore della neutralità ; a favore dell’intervento erano Salandra ,

capo del governo e lo stesso re .

Fu invece più sentito l’intervento in guerra a fianco degli Stati dell’Intesa ; a favore di ciò erano i

socialisti riformisti e i democratici per l’aspirazione a completare l’unificazione italiana e per la

volontà di combattere il militarismo tedesco .

Furono interventisti soprattutto i nazionalisti che consideravano la guerra uno strumento di

espansione territoriale e di affermazione di potenza .

Furono interventisti anche i liberali di destra , come Salandra e Sonnino . Furono neutralisti i

liberali giolittiani perché :

1. erano convinti che l’Italia avrebbe potuto ottenere dell’Austria con una trattativa

impegnandosi a non entrare in guerra a fianco dell’Intesa , quei territori che si volevano

ottenere con la guerra .

2. prevedevano che la guerra sarebbe stata lunga , e ritenevano che l’Italia fosse impreparata ad

in tale sforzo bellico .

3. temevano che la guerra avrebbe peggiorato la situazione sociale

4. vedevano nella neutralità una condizione di sviluppo economico , in quanto avrebbe

consentito alle industrie italiane di continuare ad esportare verso tutti i paesi .

Fu neutralista il Partito Socialista italiano , che condannava la guerra perché contraria agli interessi

del proletariato e alla solidarietà di classe dei lavoratori .

Furono neutralisti anche i Cattolici :

1. per la netta condanna della guerra , proclamata dal papa Benedetto XV

2. perché le masse contadine , cattoliche , avrebbero dovuto sostenere il peso del conflitto e

subirne i disagi .

3. perché la guerra sarebbe stata combattuta contro l’Austria , paese cattolico .

Salandra condusse trattative con l’Austria che però non fu disposta a concedere immediati compensi

in cambio della neutralità e successivamente con gli Stati Uniti , con i quali , il 26 aprile del 1915 ,

sottoscrisse il Patto di Londra , patto che prevedeva l’entrata in guerra dell’Italia contro l’Austria

entro un mese .

Il patto di Londra fu stipulato senza che il Parlamento ne fosse informato ; la decisione fu presa da

Salandra , da Sonnino e dal Re . L’Italia entrò in guerra il 24 maggio dello stesso anno .

Alla fine del 1915 la Germania e l’Austria si trovavano in una situazione più favorevole del punto

di vista militare , ma l’isolamento economico non garantiva loro la possibilità di sostenere lo sforzo

bellico per lungo tempo . Nel 1916 gli austro-tedeschi lanciarono una massiccia offensiva sul fronte

francese a Verdun dove furono fermati dopo cinque mesi .

Poco dopo gli Austriaci lanciarono una poderosa offensiva contro l’Italia per punirla del tradimento

" la spedizione punitiva " . L’offensiva fu bloccata , anche perché l’esercito austriaco era impegnato

anche sul fronte orientale dagli attacchi russi .

Il generale italiano Cadorna attaccò gli austriaci e conquistò Gorizia . I successivi tentativi di

continuare l’avanzata fallirono .

Guerra sottomarina

Gli Imperi centrali erano entrati in guerra puntando ad un esito vittorioso da ottenere in tempi

brevi , poiché una guerra di lunga durata li avrebbe messi in crisi perché sarebbe diventato sempre

più difficile reggere il pesantissimo sforzo economico richiesto .

La situazione economica degli Imperi centrali fu notevolmente aggravata dal " blocco navale " che

l’Inghilterra riuscì ad imporre . Per i due paesi si fece grave anche la situazione alimentare , perché

le importazioni erano diventate più difficoltose e la produzione agricola interna era diminuita .

All’inizio del 1917 la Germania annunciò l’intensificazione della guerra sottomarina per paralizzare

il commercio marittimo e costringere l’Inghilterra alla resa . Furono inflitti ingenti danni alle flotte

dell’Intesa , ma senza provocare il crollo inglese , mentre gli Stati Uniti , il 6 aprile del 1917

dichiaravano guerra agli Imperi centrali .

Conclusione della guerra

Nel 1917 , gli Imperi centrali poterono sfruttare il crollo dell’esercito russo ( ritiratosi dalla guerra

pagando per ciò la perdita di Lettonia , Lituania ed Estonia ) e concentrare perciò le loro forze

militari sul fronte francese e su quello italiano . L’esercito austro-tedesco sfondò le linee italiane a

Caporetto e si spinse fino al Piave . L’avanzata austro-tedesca venne stroncata il 4 novembre sul

Piave e sul Monte Grappa con la vittoria di Vittorio Veneto . Il governo italiano cadde ed il potere

passò a Orlando , mentre l’esercito fu affidato a Diaz . Gli Imperi centrali rimasero militarmente

forti ancore per tutta la prima metà del 1918 e solo con l’arrivo delle truppe statunitensi ( luglio ) ,

la situazione volse a loro sfavore .

I trattati di pace e la Società delle Nazioni

Le potenze vincitrici si riunirono nella Conferenza di Parigi per concordare le condizioni della

pace .

Nel 1919 fu firmato il trattato di Versailles con la Germania :

1. Venne costituita la Repubblica polacca

2. La Germania cedette l’Alsazia e la Lorena alla Francia

3. La Germania perse tutti i suoi possedimenti coloniali

4. Il bacino della Saar , ricchissimo di carbone , fu dato ala Francia per 15 anni

5. Alla Germania fu imposta la riduzione dell’esercito e la smilitarizzazione sul fronte ovest

6. Alla Germania fu addebitata la colpa della guerra e le furono imposte le spese di guerra pari

a 132 miliardi di marchi d’oro

Lo stesso anno fu firmato il trattato di Saint-Germain con Austria e Ungheria :

1. L’impero austro-ungarico fu smembrato

2. L’Austria divenne una Repubblica

3. Il regno d’Ungheria divenne indipendente

4. Si formarono la Repubblica cecoslovacca , polacca e il regno jugoslavo

5. Divennero indipendenti la Lituania , la Lettonia , l’Estonia e la Finlandia , prima sotto la

Russia

6. Il Trentino , l’Alto Adige , Trieste e l’Istria furono ceduti all’Italia , che però non poté

ottenere la Dalmazia ( che finirà alla Iugoslavia ) per l’opposizione del presidente americano

Wilson .

Nel 1920 venne quindi il trattato di Neuilly che fissò le condizioni per Bulgaria e Turchia :

1. La Bulgaria cedette alcuni territori alla Grecia , alla Romania e alla Iugoslavia

2. L’impero turco fu dissolto

I territori turchi furono affidati in " mandato " ai vincitori : la Palestina , la Giordania e l’Iraq

all’Inghilterra , mentre il Libano e la Siria alla Francia .

Questo mandato doveva preparare le condizioni per la concessione dell’indipendenza , ma di fatto si

trattò di una forma di controllo coloniale .

Alla conferenza di Parigi non furono ammessi né i vinti , né la Russia .

Anche tra gli stati vincitori si manifestarono tensioni e divergenze :

1. Gli Stati Uniti non condividevano l’aspetto territoriale voluto dall’Italia nella penisola

balcanica ; la delegazione italiana , guidata da Orlando , si ritirò per protesta .

2. La Francia chiedeva che fossero imposte condizioni di pace durissime alla Germania

andando contro Inghilterra e Stati Uniti .

Comunque le condizioni imposte dai trattati di pace agli sconfitti furono tanto dure da

compromettere , soprattutto per la Germania , ogni possibilità di rinascita economica . Nello stesso

tempo , anche i paesi vincitori non si consideravano pienamente soddisfatti da quanto ottenuto .

Il presidente americano Wilson aveva chiarito con il discorso dei 14 punti al Congresso , i fini che

gli Stati Uniti si erano posti intervenendo in guerra . Al momento di stipulare la pace , però ,

l’applicazione proprio di quei principi causò problemi perché alcuni di essi risultavano

contraddittori ( anche il contrasto italo-americano nacque da ciò ) .

Il presidente Wilson aveva pensato ad un organismo internazionale che vigilasse sul mantenimento

della pace tra i popoli , così , nel 1919 nacque a Ginevra la Società della Nazioni ; questa però

risultava compromessa poiché non ne facevano parte ne Russia , né Germania né gli stessi Stati

Uniti . LA SECONDA GUERRA MONDIALE

La Germania nazista stava attuando con grande lucidità ed abilità diplomatica la prima fase del suo

progetto di un nuovo ordine internazionale che prevedeva l’espansione territoriale tedesca e

l’asservimento degli altri popoli .

Costituì perciò un sistema di alleanze :

Asse Roma - Berlino 1936

• Patto Antikomitern col Giappone 1936 ( cui aderirono Italia , Ungheria e Spagna )

L’Italia fascista intanto si stava sempre più legando alla Germania nazista , spinta a ciò da diversi

motivi :

le affinità ideologiche e politiche tra fascismo e nazismo

• la necessità di uscire dall’isolamento diplomatico scattato dalla guerra in Etiopia

• il desiderio di ricavare vantaggi dall’alleanza con un Paese militarmente forte

Il legame tra Italia e Germania si era rafforzato anche grazie all’esperienza della guerra civile

spagnola . E’ comunque vero che in Italia sussistevano motivi di resistenza all’alleanza coi

Tedeschi :

il peso dell’antica inimicizia

• il rischio di dover subire l’iniziativa tedesca

• il desiderio di non compromettere definitivamente i rapporti con le potenze occidentali

• la consapevolezza dell’impreparazione militare italiana


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niobe

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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in relazioni internazionali e politiche di cooperazione
SSD:
Università: Macerata - Unimc
A.A.: 2013-2014

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher niobe di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia contemporanea e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Macerata - Unimc o del prof Ventrone Angelo.

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