Estratto del documento

STORIA CONTEMPORANEA

LA REALIZZAZIONE DELL’UNITA’ ITALIANA E LA VITTORIA POLITICA DI CAVOUR

Dopo le repressioni del 1849 fino al 1857 (anno in cui si cerca di inaugurare un

• nuovo corso politico), l’Italia ritorna sotto regimi autoritari.

Nel lombardo-veneto l’Austria si attiene a una linea di chiuso conservatorismo e di

• controllo militare poliziesco. Il divorzio fra le classi sociali e il governo è più che mai

profondo.

Nello stato pontificio la reazione ha via libera. Papa Pio IX rinnega le “debolezze”

• del 1848 e diventa l’erede dello spirito reazionario di Gregorio XVI e non tiene in

nessun conto i consigli di chi lo invitava a mantenere una parvenza di governo

civile.

Nel 1850 nasce la Civiltà Cattolica, rivista dai gesuiti, con il compito di difendere il

• tradizionalismo cattolico.

Nel Regno delle Due Sicilie, Ferdinando II, liquidato il parlamentarismo, procede a

• una reazione durissima isolando la monarchia dalla pubblica opinione intellettuale.

Il Piemonte sabaudo diventa sempre più il punto di raccolta e di riferimento della

• parte più viva del movimento liberale nazionale.

PACE DI MILANO firmata con l’Austria 6 agosto 1849.

• Il governo piemontese, presieduto da Massimo D’Azeglio, si trova a dover

• affrontare ben presto un momento molto delicato sul piano dei rapporti fra stato e

Chiesa. La Chiesa, nel regno sabaudo, ha conservato privilegi ampissimi, per

questo, ora, il governo tenta di modificare una legislazione troppo favorevole al

Clero, troppo limitante, invece, per la corona e per la società civile laica.

Nel 1850 il ministro della giustizia è Giuseppe Siccardi. Il suo progetto di legge

• (più restrittivo per la Chiesa) viene approvato dal Parlamento suscitando una forte

reazione negli ambienti clericali e alta tensione nei rapporti fra Piemonte e Santa

Sede.

Nell’ottobre del 1850 D’Azeglio chiama al ministero dell’agricoltura, commercio e

• marina Camillo Benso detto Conte di Cavour (1810-61).

Nasce a Torino da famiglia di antica nobiltà. Avviato alla carriera delle armi, nel

• 1831 si dimette dopo essere stato punito per i suoi entusiasmi verso l’insurrezione

del luglio 1830 in Francia. Da qui inizia a compiere numerosi viaggi in Europa con

acuto interesse per lo sviluppo capitalistico moderno.

Nel 1848 inizia la sua vera attività politica: è eletto deputato e dirige un giornale

• di orientamento liberale “il Risorgimento”.

Cavour viene notevolmente influenzato dal liberismo e liberalismo inglese e crede

• in un inscindibile legame tra libertà politica e economia.

L’Italia ha bisogno di un mercato nazionale e il sistema migliore per raggiungere

• questo obiettivo saranno le ferrovie. L’indipendenza nazionale, secondo Cavour,

non verrà da sogni astratti ma dal comune sviluppo economico.

Contrario alla democrazia e al suffragio universale, Cavour, si forma in un

• orizzonte europeo: per la parte economico-sociale prende spunto dall’Inghilterra,

per la parte politica prende spunto dalla Francia. Il programma, dunque, con cui

Cavour si presenta alla ribalta può essere così sintetizzato:

liberalismo moderato basato sullo sviluppo capitalistico

 1

blocco tra aristocrazia e borghesia fondato sul liberalismo e

 parlamentarismo

lotta alla democrazia

 indipendenza nazionale da raggiungere attraverso diverse fasi ( una

 prima doveva

portare all’unità dell’alta Italia, una seconda all’unità della penisola)

Nel 1850 riesce a concludere trattati commerciali tra Piemonte, Francia,

• Inghilterra; Belgio e Austria ispirati a criteri liberalistici ma la sua personalità politica

va ancora più nettamente delineandosi nel corso di una battaglia parlamentare

condotta in difesa delle libertà di stampa. E’ in occasione di questa battaglia che

emerge l’avvicinamento politico tra le forze di centro destra (guidate da Cavour) e

di centro sinistra (guidate da Rattizzi).

Si tratta di quello che è passato alla storia come il “connubio”: un’alleanza politica

• che isola la destra più conservatrice e l’estrema sinistra di orientamenti democratici.

Il Piemonte è pronto per una nuova direzione politica. Nel novembre del 1852,

• caduto il ministero D’Azeglio a causa di un progetto di legge relativo al matrimonio

civile, Re Vittorio Emanuele II incarica Cavour di fondare un nuovo governo.

Mazzini riorganizza tra il 1850 e il 1852 una rete clandestina. Secondo il suo piano

• strategico è necessario organizzare una nuova ondata insurrezionale partendo

dalla Lombardia per colpire l’Austria, riaccendere lo spirito nazionale italiano e

quindi estendere la lotta all’Italia centrale e meridionale.

Questo piano, però, non riesce. Nel lombardo veneto la rete Mazziniana è via via

• decapitata dalla repressione austriaca.

Mazzini, però, ritiene di poter ritentare un’insurrezione a Milano il 06 febbraio

• 1853: è nuovamente un totale fallimento che porta a centinaia di arresti e 15

impiccagioni.

L’insuccesso determina una crisi profonda. Mazzini, accusato di avventurismo,

• reagisce intensificando l’attivismo politico (fonda il Partito d’Azione). Ma le sconfitte

sono state troppe e troppo dure

Inizia cosi a delinearsi una scissione nel movimento democratico mazziniano: la

• democrazia non avrebbe avuto avvenire se fosse restata avvolta nel formalismo

politico mazziniano senza dare al programma una base sociale la cui soluzione era

legata sulla questione agraria.

Direttrici fondamentali della politica di Cavour:

• Politica interna:

o Contenimento influenza della destra più conservatrice

 Limitazione dell’influenza del re nella vita politica

 Laicizzazione dello stato

 Sviluppo economico

 Consolidamento del libero scambio

Politica estera:

o Inserimento del Piemonte nella politica di Inghilterra e Francia

 Alleanza militare con la Francia

 Primato piemontese sabaudo in Italia

 Opposizione all’Austria in vista della creazione di un Regno dell’alta

 Italia.

Elezioni del dicembre 1853 danno forte maggioranza al centro, il che significa il

• consolidamento di Cavour.

Cavour si trova a dover fronteggiare due problemi: 1) quale linea doveva tenere

• il Piemonte di fronte alla guerra di Crimea 2) i rapporti tra stato e chiesa.

2

Guerra di Crimea: Francia e Inghilterra cercano di attrarre l’Austria nella loro

• alleanza anti-Russia. Dovevano anche rassicurare Vienna che il Piemonte non

avrebbe approfittato dell’impegno delle truppe austriache sul fronte russo per

effettuare un’azione contro il Lombardo- Veneto. Per ciò fanno pressioni affinché

anche il Piemonte si allei nella guerra. (Piemonte partecipa alla guerra mentre

l’Austria si rifiuta. Per Francia e Inghilterra il vero alleato è il Piemonte)

Cavour accetta (gennaio 1855): Il 4 marzo viene dichiarata guerra alla Russia

• Superato questo scoglio, Cavour si trova a dover fronteggiare una crisi politica

• interna: Rattazzi vuole sopprimere gli ordini religiosi contemplativi e il

passaggio dei loro beni all’amministrazione dello stato.

Pace della guerra di Crimea: il congresso di pace, apertosi a Parigi nel febbraio

• 1856, vede Cavour ammesso alle trattative in condizione di parità rispetto alle altre

potenze.

Nascita della Società nazionale nel 1857: questo è un grande successo per

• Cavour. Si tratta di un organismo politico volto a conseguire un’unità italiana,

accettazione della monarchia Sabauda come trait d’union tra i patrioti vicini a

Mazzini e il Piemonte.

La Società nazionale accresce enormemente il proprio prestigio con l’adesione di

• Garibaldi.

Dopo l’attentato di Orsini a Napoleone III (gennaio 1858) quest’ultimo comincia

• a considerare in modo diverso l’instabilità politica dell’Italia. Solo nel Piemonte vede

un forza responsabile non sovversiva.

Napoleone III: cacciare l’Austria dall’Italia, porre la Francia come protettrice della

• nuova unità italiana e divenirne il nuovo punto di riferimento

Cavour capisce tutto ciò e ne approfitta della situazione: i due stati avrebbero

• provocato una guerra contro l’Austria.

Un incontro segreto, a Plombières, ne definisce i punti comuni. (Si sarebbe

• fatto apparire come un’aggressione austriaca al Piemonte)

Iniziano continue provocazioni contro l’Austria per indurla a reagire.(

• Napoleone III fa sapere all’ambasciatore austriaco il suo disappunto per il

deterioramento dei rapporti Francia Austria)

26 aprile 1859: inizia così la seconda guerra d’indipendenza.

• 04 giugno 1859: battaglia di Magenta: i francesi vincono e gli austriaci sgombrano

• la Lombardia.

08 giugno 1859: Napoleone III e Vittorio Emanuele II entrano a Milano

• 24 giugno 1859: Battaglie decisive. Sia francesi che piemontesi sconfiggono gli

• austriaci sui rispettivi fronti.

Le ripercussioni della guerra e delle vittorie degli alleati determinano

• l’insurrezione delle regioni centrali (Toscana, Romagna, Marche e Umbria). Questa

insurrezione, però, altera gli accordi di Plombières e irrita Napoleone III.

Napoleone III quindi decide per un armistizio con l’Austria 06 luglio 1859

• Clausole di Villafranca (11 luglio): Lombardia ceduta alla Francia che la cede al

• Piemonte, Mantova e Peschiera restano all’Impero, in Italia centrale restaurate le

autorità legittime, si sarebbe così favorita la creazione di una confederazione sotto

la presidenza del Papa.

Vittorio Emanuele II accetta di buon grado clausole che avrebbero ingrandito il

• suo stato con l’acquisizione della Lombardia.

Cavour protesta energicamente in quanto teme che una mezza vittoria dia spazio

• nuovamente ai movimenti repubblicani di Mazzini e da le dimissioni il 13 luglio.

Si forma un nuovo ministero La Marmora-Rattazzi

• 3

I governi provvisori dell’Italia centrale chiedono l’annessione al Piemonte.

• L’Inghilterra è favorevole e quei governi, incoraggiati da Cavour, organizzano sotto

la direzione di Garibaldi un esercito per la difesa comune.

Il 16 gennaio 1860 Cavour viene richiamato al potere

• 11 e 12 marzo 1860 dei plebisciti espressero la volontà di annessione allo stato

• sabaudo di Toscana, Emilia e ducati

15 aprile 1860 Nizza e la Savoia vengono cedute alla Francia sempre dopo

• plebisciti.

3 e 4 aprile 1860: scoppia una rivolta a Palermo sanguinosamente repressa. (In

• Sicilia operava una rete clandestina che faceva capo ad elementi mazziniani come

Crispi e Rosolino Pilo contrari alla dinastia borbonica.)

Crispi chiede a Garibaldi di organizzare una spedizione contro i borboni.

• Garibaldi accetta e Vittorio Emanuele II si dimostra segretamente favorevole.

I preparativi per la Sicilia avvengono con netta opposizione di Cavour.

• Notte tra il 5 e il 6 maggio 1860, con armi e vecchie e poco equipaggiamento,

• circa un migliaio di garibaldini partirono da Quarto per la Sicilia.

Cavour, di fronte ai successi di Garibaldi, effettua una significativa svolta nella sua

• politica: favorisce l’invio di uomini e armi in Sicilia ( l’idea di Cavour è sostenere

Garibaldi per poi annettere la Sicilia al Piemonte. Questo piano, ovviamente, urta

con le intenzioni di Garibaldi)

Garibaldi sbarca in Calabria: 20 agosto 1860

• Il 7 settembre entra a Napoli accolto come liberatore

• 1 e 2 ottobre: Garibaldi ottiene la sua più grande vittoria militare nella battaglia del

• Volturno.

Il 3 ottobre le truppe piemontesi, guidate da Vittorio Emanuele II, si mettono in

• marcia verso il Mezzogiorno mentre Cavour fa approvare dalla Camera una legge

sull’annessione incondizionata del sud. Cavour era sostenuto dalle classi alte

del Mezzogiorno mentre fu una delusione per le masse. A seguito di ciò scoppiò un

fenomeno detto brigantaggio.

Il 21 ottobre hanno luogo nell’ex regno di Napoli i plebisciti che sanzionano

• l’annessione il 26 ottobre Garibaldi si incontra con Vittorio Emanuele II a Teano

per sciogliere l’esercito garibaldino. Finisce così l’impresa dei Mille.

4 novembre si tengono nelle Marche e in Umbria i plebisciti per l’annessione delle

• due regioni al regno piemontese.

Il 17 marzo 1861 a Torino il primo parlamento nazionale proclama Vittorio

• Emanuele II re d’Italia

E’ il trionfo di Cavour e del liberalismo moderato. L’Italia non è, però, ancora

• completamente unita: mancano il Veneto, ancora sotto l’impero austriaco, e lo Stato

della Chiesa.

Mazzini è il grande sconfitto

BISMARCK E L’UNIFICAZIONE DELLA GERMANIA

Re di Prussia nel 1849 è Federico IV, malato di mente nel 1858 cede il trono al

• fratello Guglielmo I che sarà re nel 1861.

In politica estera si accentuano i contrasti tra Prussia e Austria per il controllo del

• mondo tedesco. 4

Nel 1862 il re chiama al potere il barone Otto Von Bismarck, un tipico

• esponente della classe Junker (aristocrazia della Prussia), per guidare la lotta

contro la Camera liberale

Dal confronto con Bismarck il liberalismo tedesco esce totalmente sconfitto e

• la borghesia deve definitivamente assoggettarsi alla guida politica della casta

militare.

Il primo atto militare offensivo condotto dalla Prussia di Bismarck è contro tre

• ducati posseduti a titolo personale dalla corona di Danimarca. Uno dei tre è di

popolazione mista, gli altri due sono di popolazione tedesca.

A causa di complessi problemi di successione dovuti alla morte del re di

• Danimarca, Prussia e Austria stringono una breve alleanza sotto lo scudo della

confederazione germanica. Attaccano la Danimarca e la sconfiggono

strappandole i ducati.(1864)

La breve alleanza, a questo punto, finisce. La Prussia vorrebbe annettere i

• ducati che, tra l’altro, hanno grande valore strategico, l’Austria, invece, dato che le

sono così lontani come posizione geografica, vorrebbe la loro indipendenza.

Nel 1865 si raggiunge un compromesso senza avvenire (compromesso di

• Gastein). La guerra è inevitabile.

Bismarck contatta Napoleone III a Biarritz nell’ottobre 1865, il quale vede di buon

• occhio il conflitto tra Austria e Prussia per una maggiore espansione francese e si

dimostra anche favorevole all’alleanza tra Prussia e Italia interessata, quest’ultima,

a una guerra contro l’Austria per strappare i territori del Veneto.

Alleanza conclusa nell’aprile 1866 con lo scopo di dividere le forze austriache e

• di portare all’annessione dei territori tedeschi alla Prussia e il Veneto all’Italia

Nel maggio 1866 le truppe prussiane invadono l’Holstein. L’Austria chiede

• spiegazioni che non riceve e dichiara guerra alla Prussia

La guerra fulminea dura poco più di un mese.

• Bismarck consegue tutti i suoi obiettivi. La confederazione germanica viene

• disciolta e tutti i ducati annessi alla Prussia. All’Austria non viene strappato alcun

territorio eccetto il Veneto che sarà annesso dall’Italia.

L’ITALIA NELL’ETA’ DELLA DESTRA

Nel 1861 l’Italia, nonostante il Veneto sia ancora territorio austriaco e Roma

• territorio papale, ha raggiunto sostanzialmente la sua unità nazionale.

La legge elettorale concede il diritto soltanto ai cittadini che abbiano 25 anni, che

• sappiano leggere e scrivere (e il tasso di analfabetismo era tra l’80% e il 90%) e

che paghino almeno 40 lire di imposte all’anno.

I problemi che si presentano sono di enorme portata:

• creare un apparato burocratico e militare omogenei

• elaborare una linea di sviluppo economico

• dare una saldo direzione politica

• soluzione dei rapporti con la Chiesa

• strappare il Veneto all’Austria

Cavour, capo del partito liberale moderato, muore il 6 giugno del 1861

• Gli eredi di Cavour sono coloro che formano la Destra, in seguito definita

• “storica”. Ne fanno parte persone più o meno omogenee: proprietari terrieri,

5

aristocratici, conservatori che attraverso l’unità vogliono salvaguardare i propri

interessi o comunque delle classi alte.

Alla Destra si contrappone la Sinistra. Erede della democrazia risorgimentale

• che però risentiva delle sconfitte del 59-60 era divisa tra repubblicani di fede

mazziniana (Crispi), ex garibaldini, ex democratici.

La Sinistra vuole principalmente diffondere il diritto di voto, vuole il suffragio

• universale.

Anche socialmente le due correnti si differenziano: la Destra è legata

• all’aristocrazia e alla grande borghesia, la Sinistra alla base piccolo borghese.

Dopo la morte di Cavour il potere passa a Bettino Ricasoli ( giugno 1861-

• marzo 1862)

Ricasoli affronta il problema di Roma. Sa che lo Stato italiano deve conquistare

• Roma e mettere fine al potere temporale dei papi.

I suoi tentativi falliscono completamente e nel marzo 1862 si dimette.

• Gli succede Urbano Rattazzi (candidato al potere da Vittorio Emanuele II)

• Rattazzi riprende le linee di politica cavouriana ovvero sfruttare l’azione garibaldina

• contro Roma e sfruttarne i seguito i frutti. Egli, però, non considera l’appoggio che

Napoleone III dava la Papa e Vittorio Emanuele II sconfessa l’opera di Garibaldi.

Garibaldi, intanto, si era già organizzato in Sicilia con dei volontari per liberare il

• Veneto e Roma e quando sbarca in Calabria si trova a dover fronteggiare l’esercito

ufficiale italiano in

Anteprima
Vedrai una selezione di 16 pagine su 72
Storia Contemporanea - Italia nell'800 e 900 Pag. 1 Storia Contemporanea - Italia nell'800 e 900 Pag. 2
Anteprima di 16 pagg. su 72.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Storia Contemporanea - Italia nell'800 e 900 Pag. 6
Anteprima di 16 pagg. su 72.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Storia Contemporanea - Italia nell'800 e 900 Pag. 11
Anteprima di 16 pagg. su 72.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Storia Contemporanea - Italia nell'800 e 900 Pag. 16
Anteprima di 16 pagg. su 72.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Storia Contemporanea - Italia nell'800 e 900 Pag. 21
Anteprima di 16 pagg. su 72.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Storia Contemporanea - Italia nell'800 e 900 Pag. 26
Anteprima di 16 pagg. su 72.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Storia Contemporanea - Italia nell'800 e 900 Pag. 31
Anteprima di 16 pagg. su 72.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Storia Contemporanea - Italia nell'800 e 900 Pag. 36
Anteprima di 16 pagg. su 72.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Storia Contemporanea - Italia nell'800 e 900 Pag. 41
Anteprima di 16 pagg. su 72.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Storia Contemporanea - Italia nell'800 e 900 Pag. 46
Anteprima di 16 pagg. su 72.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Storia Contemporanea - Italia nell'800 e 900 Pag. 51
Anteprima di 16 pagg. su 72.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Storia Contemporanea - Italia nell'800 e 900 Pag. 56
Anteprima di 16 pagg. su 72.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Storia Contemporanea - Italia nell'800 e 900 Pag. 61
Anteprima di 16 pagg. su 72.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Storia Contemporanea - Italia nell'800 e 900 Pag. 66
Anteprima di 16 pagg. su 72.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Storia Contemporanea - Italia nell'800 e 900 Pag. 71
1 su 72
D/illustrazione/soddisfatti o rimborsati
Acquista con carta o PayPal
Scarica i documenti tutte le volte che vuoi
Dettagli
SSD
Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-STO/04 Storia contemporanea

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Menzo di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia contemporanea e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi dell' Insubria o del prof Orecchia Antonio Maria.
Appunti correlati Invia appunti e guadagna

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community