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Il trattato di pace

Il trattato di pace è duro per l’Italia e solleva, perciò, un grande smarrimento e delusione soprattutto tra i giovani educati sotto il Fascismo che si erano illusi che l’Italia fosse una grande potenza. Le condizioni del trattato sono:

  • Limitazioni numeriche all’esercito, ai carabinieri, all’aeronautica e alla marina;
  • Riparazioni di guerra imposte all’Italia verso i Paesi contro cui aveva combattuto (URSS, Etiopia, Albania, Grecia e Jugoslavia);
  • Complicata è la questione della Venezia Giulia e dell’Istria. Il problema nasce già con la Prima Guerra Mondiale, quando si forma la Jugoslavia. L’Italia, nonostante il Patto di Londra, non ebbe la Dalmazia (nacque, perciò, l’idea di vittoria mutilata), ma annette la penisola istriana, Trento, Trieste e Gorizia. In parte della Venezia Giulia e dell’Istria, però, vivono etnie diverse (gli Slavi, cioè Sloveni, Croati e Serbi). C’è, quindi, un problema di coesistenza di minoranze linguistiche diverse.

In questi territori, il Fascismo attua un’italianizzazione forzata e delle forti repressioni con deportazioni. Con l’entrata nella Seconda Guerra Mondiale, l’Italia occupa la Slovenia. Verso la fine della guerra, l’esercito di liberazione nazionale jugoslavo guidato dal comunista Tito ha grande prestigio perché esso è stato l’unica resistenza che è riuscito a sconfiggere militarmente i Tedeschi. L’esercito titino, quindi, riesce ad occupare l’Istria e parte della Venezia Giulia arrivando fino a Trieste.

Quest'ultima è occupata dopo il 25 luglio 1943, poi l’esercito titino si ritira per rioccupare definitivamente la città nel 1945 per 45 giorni. Infatti, con l’arrivo degli Alleati, l’esercito jugoslavo si ritira dietro la linea Morgan (cioè dietro il confine a pochi chilometri da Trieste). La Jugoslavia ottiene l’Istria e parte della Dalmazia, mentre Trieste è posta sotto la dominazione alleata.

Si arriva ad una soluzione provvisoria: dare, cioè, alla Jugoslavia tutta l’Istria (tranne Trieste e Capo d’Istria) e una parte della Venezia Giulia. Tale soluzione è rifiutata sia dall’Italia che dalla Jugoslavia. Dopo vari negoziati, nel novembre 1946, c’è un incontro tra Togliatti e Tito, in cui Togliatti convince Tito a cedere Trieste in cambio di parte della Gorizia. Anche questa soluzione, però, è rifiutata.

Verso la fine del 1946, c’è un’altra soluzione provvisoria: l’Istria sarebbe andata alla Jugoslavia, mentre Capo d’Istria e Trieste avreb...

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-STO/04 Storia contemporanea

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