Seconda guerra mondiale
La guerra che insanguinò il mondo tra il 1939 e il 1945 fu la seconda guerra mondiale. Questa coinvolse tutti i continenti e vide le operazioni militari spargersi con un’intensità mai vista, in Europa, Africa e Asia, sugli oceani e nei cieli; e richiese un numero impressionante di materiale (risorse) e uomini. Mentre la prima guerra mondiale era stata combattuta dagli eserciti e i civili si erano limitati a sostenere l’esercito dietro il fronte, nella seconda guerra mondiale essi furono colpiti dalla distruzione, in conseguenza ai bombardamenti. Questo causò la devastazione di numerosi stati. Il volto dell’Europa venne cancellato, per esempio con i suoi tesori d’arte e cultura.
L’industria divenne la forza principale della guerra, grazie alle risorse tecnologiche e umane. Le potenze fasciste e il Giappone crearono il mito di un “nuovo ordine” che doveva dare ai paesi “giovani e poveri” il diritto storico di creare un ordine internazionale, ponendo così fine all’imperialismo delle “vecchie e ricche” potenze democratiche.
L'inizio delle ostilità
La seconda guerra iniziò il 1 settembre 1939, quando la Germania senza dichiarazione di guerra attaccò la Polonia, il 3 settembre Francia e Gran Bretagna dichiararono guerra alla Germania, mentre il 5 settembre USA e Giappone dichiararono la loro neutralità. L’esercito polacco era inferiore rispetto all’esercito tedesco, il 18 settembre la guerra tedesco-polacca cessò, così i tedeschi diedero inizio ad una politica di occupazione, padroneggiata dalla brutalità.
L’URSS attaccò la Finlandia che fu costretta a firmare la pace. Il 9 aprile 1940 la Germania attaccò la Danimarca e la Norvegia: la prima venne subito occupata, la seconda si arrese dopo due mesi. In seguito Hitler ordinò l’offensiva contro la Francia sul fianco più debole e il 14 giugno Parigi fu occupata. L’armistizio tra Germania e Francia fu concluso il 22 giugno 1940. Secondo le clausole una parte del territorio francese restò occupata dai tedeschi, e nell’altra metà si costituì un governo collaborazionista con sede a Vichy e guidato da Pétain.
L'entrata in guerra dell'Italia
L’Italia aveva proclamato il “Patto di non belligeranza” (cioè non entrava in guerra ma nemmeno si manteneva neutrale) e non era neanche pronta militarmente per una guerra di tale portata, però la prospettiva di espandere il territorio e inoltre tutte le vittorie tedesche avevano convinto Mussolini ad entrare in guerra. Dunque il 10 giugno 1940 l’Italia entrò in guerra, alleata della Germania contro Inghilterra e Francia.
Dopo il crollo francese sembrava imminente la caduta dell’Inghilterra; la flotta britannica manteneva la sua superiorità, ed era pronta a contrastare un tentativo di attraversamento della Manica da parte dei tedeschi. Hitler decise di avviare l’operazione “Leone Marino” cioè l’invasione delle grandi isole, ma l’Inghilterra grazie all’utilizzo dei radar, inflisse gravissime perdite ai tedeschi. La battaglia d’Inghilterra fu così una decisiva vittoria per gli inglesi. Successivamente l’operazione “Leone Marino” fu da Hitler rinviata a data non precisa.
Così i tedeschi ricorsero all’intensificazione dei bombardamenti terroristici contro le città. La “guerra lampo” già come nella prima guerra mondiale...
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Storia contemporanea - la Seconda Guerra mondiale
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