Storia Contemporanea e Commercio Internazionale
26/02
La rivoluzione industriale (1780-1750)
Concetto di rivoluzione industriale: cambiamento drastico e repentino degli assetti economici,
finanziari e produttivi.
L’ industria non nasce con la rivoluzione industriale; c’erano già forme di industrie che
producevano sia per il mercato esterno e interno.
Distinzione tra sistema pre-industriale e quello che si viene a creare dopo la rivoluzione industriale.
Nel sistema pre- industriale ci sono dei limiti intrinsechi all’innovazione, allo sviluppo, al
miglioramento delle condizioni di vita, cosa che viene meno con la Rivoluzione Industriale.
Rivoluzione Industriale: innovazione continua, le condizioni di vita migliorano, quindi secondo
questa concezione ci sarebbe una dicotomia netta tra i due periodi: visione malthusiana—> Teoria
di Malthus= le società si regolano sulla base dell’ equilibrio tra popolazioni e risorse: quando la
popolazione supera le risorse si attivano i ‘’freni preventivi’’, se c’è tanta popolazione i salari sono
bassi perchè l’ offerta di lavoro è elevata, le coppie si sposano dopo e fanno meno figli, la
popolazione cala e le condizioni di vita migliorano perchè se c’è poca popolazione i salari
aumentano.
Questa concezione che si basa sulla considerazione che il settore secondario in età preindustriale
contava un numero basso di addetti: per produrre cibo per tutti dovevano lavorare 8 persone su 10
nel settore primario—> il settore secondario era limitato, dunque veniva frenata la crescita.
Un’ altra visione sostiene che in età moderna non ci sono questi freni.
Gli strumenti finanziari per il commercio internazionale erano già presenti in età moderna.
Per conciliare queste 2 visioni di età preindustriale statica e mondo post rivoluzione industriale
dinamico, contro una visione che mette insieme questi 2 momenti storici possiamo ricorrere a 2
categorie: contrapposizione tra 1) economia organica tipica dell’età preindustriale, concetto legato
alle forze motrici che caratterizzano il sistema economico; 2) economia minerale, in cui si usano,
oltre alle tradizionali forme energetiche, altre fonti energetiche come il carbone.
Questo cambiamento farebbe ricadere i vincoli energetici, e consentirebbe un maggiore sviluppo di
determinati settori—> uso del carbone e della macchina a vapore: cambiano le modalità di
produzione e i macchinari di produzione—> evoluzione del sistema dei trasporti su lunga distanza:
velocizzazione del commercio e degli scambi, maggiore facilità e maggiore sviluppo.
Sistema dell’ industria= sistema di fabbrica.
Età preindustriale: industria domestica, non è la produzione di manufatti per l’autoconsumo, è una
forma di lavorazione che si svolge in casa (filare la seta per il mercato), vi è poi la bottega artigiana
in cui il proprietario è mercante, investitore e produttore e si serve di un numero limitato di addetti
(4/5 persone); a cui si aggiunge una forma di produzione accentrata: meno diffusa e limitata a
determinati settori, unisce un grande numero di lavoratori e li controlla (esempio: Arsenale di
Venezia).
Queste 3 tipologie di industrie non sono scollegate, ma funzionano in maniera stretta e
interconnessa (esempio: artigiano che si rivolge per avere la seta, o l’ Arsenale che si rivolge agli
artigiani per avere determinati prodotti).
Cambia, soprattutto, la bilancia di occupati tra settore primario e settore secondario: una delle
spinte principali della rivoluzione industriale parte dall’agricoltura: con l’introduzione di innovazioni
produttive viene liberato un gran numero di forza lavoro che finisce nel settore secondario.
Rivoluzione sembra un termine esagerato, ma a partire dalla metà del ‘700 vi è un tasso di crescita
demografica e produttività dovuta a innovazioni tecniche mai riscontrata prima—> è quindi
possibile definirla Rivoluzione.
Già all’inizio del ‘700 ci furono innovazioni, ma si diffusero dopo decine di anni e compiutamente a
partire dall’ ‘800.
Innovazioni: telaio meccanico, macchina a vapore, navetta volante —> frutto di un genio
individuale che propone queste migliorie, non è frutto del caso.
E’ importante sottolineare che come quasi tutti i cambiamenti che riguardano l’ ambito economico
si parla di Rivoluzione Industriale e non di Rivoluzione.
Non si tratta di un cambiamento uniforme in tutti i settori e in tutti i comparti.
Modello di crescita bisettoriale: in determinati settori, che sono i settori leader, come quello tessile,
quello che riguarda il cotone e infine anche quello dell’industria pesante (nella seconda
Rivoluzione Industriale saranno la meccanica e la chimica).
E’ indiscutibile il carattere rivoluzionario degli eventi.
Perchè la Rivoluzione Industriale ebbe luogo in Europa e, inizialmente, in Inghilterra?
Ci sono svariati elementi.
Perchè in Europa:
- dopo l’ Impero romano non c’è un’ entità statuale unica, gli stati sono in competizione tra loro,
anche in termini economici: uno stato è forte se la sua economia è forte. Pluralismo politico:
viene incentivata l’ iniziativa privata, stimolata e vengono adottate anche misure normative e
legislative per far si che questo avvenga.
- pluralismo culturale marcato: presenza di diverse culture, è inteso anche come una divisione tra
potere politico e potere religioso. Il potere religioso è di per sè conservatore e restio a indagini
intellettuali e scientifiche che sta alla base dell’ innovazione e dello sviluppo. Il potere politico
non è condizionato da quello religioso: maggiore libertà di indagine intellettuale e ricerca.
- la tradizione giudaico-cristiana: cultura incentrata sulla figura dell’uomo, che è la creazione
principe di Dio, ha un ruolo fondamentale e superiore rispetto al resto del creato, dunque l’uomo
si sente legittimato ad intervenire sulla natura, a modificarla, a cercare di dominarla e questo si
esprime in ambito economico.
Perchè in Inghilterra:
- posizione avvantaggiata—> nel ‘600 l’asse economico europeo si era spostato verso nord.
- vantaggi ambientali: è un isola, è difficile che subisca invasioni, i conflitti portano distruzione nel
campo agricolo a manifatturiero. Inoltre, la conformazione del territorio è vantaggiosa per il fatto
che essendo un’ isola i traffici al suo interno erano facilitati anche grazie alle vie d’acqua,
fondamentali per il commercio.
- presenza di materia prime: carbone e lavorazione del ferro (industria pesante), e questo è
fondamentale per garantire lo sviluppo industriale.
- strozzature economiche: aumento dei prezzi della manodopera e delle materie prime—>
spingono all’innovazione perchè o si alzano i prezzi o si trova il modo di risolvere questi
problemi: più conveniente organizzazione lavoro, più efficace utilizzo di materia prime per
superare queste problematiche.
- volontà di innovazione e ricerca: a differenza di altri paesi, in Inghilterra c’è la presenza di una
nobiltà imprenditoriale/imprenditrice, che vuole proiettarsi sul settore secondario e investire.
- maggiore mobilità sociale: la possibilità di arricchirsi ma anche di perdere posizioni è molto
presente.
- standardizzazione dei consumi: la nobiltà non aveva problemi ad usare prodotti che venivano
usati anche dalle classi sociali medie—> è importante perchè il sistema di fabbrica è un sistema
che ottimizza i costi e i tempi di produzione ma lo fa attraverso una produzione seriale e
standardizzata (mercato ristretto).
- le classi sociali che si trovavano a voler innovare erano le stesse persone che svolgevano un
ruolo importante nel sistema politico: prendevano decisioni in materia di economia pubblica, di
incentivo all’importazione ed esportazione a vantaggio dei propri interessi.
- sistema giuridico inglese (unico): common law (diverso da civil law, basato su un codice), il
giudice si basa sui casi precedenti per stabilire la sentenza. E’ un sistema più snello e veloce.
27/02
Rivoluzione industriale in Inghilterra= fattori demografici.
Il mercato interno è visto come stimolo per le innovazioni tecnologiche e per un cambiamento della
tipologia dei prodotti messi a disposizione dal settore secondario.
Uno dei motori principali della rivoluzione fu il forte aumento demografico dopo la metà del ‘700.
Perchè aumenta la popolazione: non ci sono particolari conquiste mediche anche se l’igiene pare
migliorare, e questo è sicuramente un elemento a favore delle aspettative di vita; vengono
introdotte nuove colture provenienti dal nuovo mondo (mais, patata—> molto resistenti e hanno un
grande rendimento, che ha permesso di nutrire la popolazione); abbassamento presso le classi
intermedie dell’età del matrimonio quindi più alta natalità e crescita della popolazione (dinamica
malthusiana)—> una spiegazione è il fatto che prima ci si trovava nella situazione opposta. Altro
fattore: contrazione dell’offerta di lavoro, i salari aumentano, diminuiscono i prezzi quindi la
popolazione sta meglio e migliorano le condizioni di vita.
Incremento della popolazione: che impatto può aver avuto sul settore industriale? Si allarga il
mercato dovuto alla crescita della popolazione, l’industria ne trae beneficio, ma questo non basta.
L’allargamento della popolazione è un elemento determinante ma non è l’unico elemento
scatenante della rivoluzione industriale.
Il ruolo dell’espansione commerciale in Inghilterra: espansione commerciale al di fuori dei confini.
Mercato coloniale, esterno: due elementi fondamentali da considerare: 1) se è davvero importante
e 2) perchè. Quello che si ricava dall’economia locale viene trasferito nella madrepatria: forma di
sfruttamento dei territori.
Questo fa incrementare le entrate della nobiltà inglese: venivano reinvestite nel settore
manifatturiero.
In Inghilterra arrivano ricchezze provenienti dalle colonie ma anche materie prime (tè, cotone…)—
> incentivano lo sviluppo di determinati settori.
I consumatori devono però accettare i prodotti nuovi.
Le colonie rappresentavano un mercato di sbocco per il mercato inglese.
Il commercio internazionale e l’espansione mercantoriale inglese sono condizioni necessarie ma
non sono sufficienti per l’avvio della Rivoluzione Industriale.
Da prima del ‘700 l’ élite imprenditoriale mercantile e lo stato inglese collaborano—> fu possibile
grazie al fatto che l’ Inghilterra vinse tutte le guerre in cui si trovò a combattere, tranne la guerra
d’indipendenza americana che però non ha causato danni irreparabili. Queste vittorie consentono
all’ Inghilterra di allargare i territori controllati.
Politica mercantilistica: modo di intervento dello stato sull’economia, politica diffusa in Europa già
dal ‘600, che mira a far convergere gli interessi dello Stato con quelli dei mercanti, per tentare di
ampliare lo spazio economico nel quale si faranno agire le classi mercantili—> l’ Inghilterra
affiancherà un mercato più ampio al suo mercato interno; è importante perchè ci sono classi sociali
che possono acquistare nuovi prodotti delle industrie ma è possibile se il mercato interno è
collegato.
Inoltre, la vicinanza al mare è importante.
Ci fu la costruzione di una rete di comunicazioni e trasporti nel corso del ‘700: sistema viario
capillare ed efficiente. Viaggiare via terra è importante ma è un sistema lento e costoso: è più
veloce trasportare le merci via acqua—> dato che il mare è in comunicazione con i fiumi e i canali
navigabili consente di trasportare quantità maggiori di merci e più velocemente.
Un passo in avanti per ciò che riguarda i trasporti inglesi è la costruzione di una rete ferroviaria
(1830 circa-1850: intera isola coperta dalla ferrovia)= mercato interno reso fruibile.
Rivoluzione agraria: la rivoluzione industriale prende avvio grazie alle trasformazioni del settore
primario inglese, anche se alcune trasformazioni prendono avvio già nei secoli precedenti.
In età moderna l’ agricoltura europea è caratterizzata dalla presenza di forme di proprietà private di
varie dimensioni e forme di lavoro subordinato in agricoltura (contadini che dividono a metà con i
proprietari i prodotti, e altre diverse tipologie). Permangono comunque forme importanti di proprietà
collettive: comunità che gestiscono pascoli, boschi, ecc.. e tutti i membri ne beneficiavano, anche
le famiglie povere avevano accesso a mezzi per sostentarsi—> 1500: vendita di proprietà a
beneficio dei privati. Nel ‘700 questo processo viene accelerato e si assiste al fenomeno della
privatizzazione: proprietà più ampie sono nelle mani di famiglie abbienti finalizzate alla produzione
di prodotti da immettere nel mercato. Conseguenze negative: molte famiglie che prima avevano
pezzi di terreno si ritrovano senza nulla.
La produzione agricola si razionalizza: il prodotto più redditizio sono i cereali, quindi queste terre
vengono coltivate principalmente a cereali.
Conseguenze di questo cambiamento:
- cresce la produttività dei terreni grazie all’ introduzione di innovazioni tecniche, come la
rotazione delle colture
- cresce la produzione, la quantità di prodotto immesso nel mercato
- migliorano le condizioni alimentari della popolazione grazie alla maggior disponibilità di beni a
prezzi più bassi
- quantità maggiore di foraggio per gli animali, utilizzati nei campi per l’aratura e per rifornire di
carne il mercato
Privatizzazione (enclosures) delle terre comuni: molti contadini hanno dovuto abbandonare i propri
campi per spostarsi nei centri urbani—> elemento importante: saranno loro a fornire manodopera
ad un costo limitato per la nuova industria inglese.
Forte riduzione del numero di addetti nell’agricoltura: inizia il bilanciamento tra settore primario e
settore secondario (da 62% a 27% nei campi).
I grandi proprietari sono i protagonisti della privatizzazione delle terre, a svantaggio di chi si ritrova
a doversi trasferire e dover abbandonare le terre.
I grandi proprietari dispongono di grandi capitali, dunque portano avanti le innovazioni e i
miglioramenti della produttività dei terreni—> fa si che aumentino i ricavi per i grandi proprietari.
Base economica forte e importante: fondamenti per gli investimenti in ambito manifatturiero—>
questo lega la rivoluzione agraria con la rivoluzione industriale.
I mutamenti del settore secondario
Crescita bisettoriale.
Il primo settore protagonista è il settore tessile: c’era già una tradizione importante per quel che
riguardava la produzione di tessuti di lana—> nel ‘700 viene introdotto un nuovo comparto, quello
cotoniero: elemento di novità importante.
La produttività del settore aumenta grazie ad una nuova organizzazione del lavoro e della
produzione, che avviene in conseguenza alle innovazioni tecnologiche sperimentate in questo
settore—> in breve tempo ci fu una meccanizzazione maggiore della lavorazione del cotone. Ciò
avviene inizialmente a Manchester (1806), per poi diffondersi in tutta l’ Inghilterra.
I prezzi restano a livelli competitivi, garantendo una loro diffusione all’interno del territorio inglese
ma anche in tutta Europa e nelle colonie.
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Innovazioni del settore tessile
Quali sono i cambiamenti che hanno portato all’aumento della produzione e della produttività.
Prime importanti innovazioni sul piano cronologico: la navetta volante, inventata nel 1733 da Kay,
che trova applicazione intorno al 1760—> prima l’addetto lanciava con una mano la spoletta e la
riprendeva con l’altra mano, perciò la dimensione massima del tessuto era circa come l’ apertura
delle braccia dell’addetto. La navetta volante viene invece lanciata da un meccanismo a molla,
basta un unico operatore che aziona il meccanismo e di conseguenza c’ è anche un risparmio dal
punto di vista della forza lavoro.
Questa innovazione porta con sè tutta una serie di innovazioni perchè se aumenta la produttività,
aumenta il ritmo di lavoro e quindi la domanda del mercato.
Nel 1764 viene inventata la ‘’Spinning Jenny’’: dalla matassa di lana o di cotone e si ricava il filo
utilizzato per tessere. Solitamente le donne tessevano un solo fuso per volta, mentre la ‘’Spinning
Jenny’’ permette di filare contemporaneamente da 6 a 100 fusi con una sola addetta. Di
conseguenza la produttività aumenta e diminuisce la forza lavoro. E’ importante sottolineare che
queste due invenzioni rappresentano innovazioni importanti ma non sono la causa del passaggio
da un sistema di produzione a carattere preindustriale al sistema di fabbrica.
Introduzione del filatoio azionato ad energia idraulica (1770 circa): l’ acqua aziona una serie di
filatoi, e ciò permette di concentrare più macchinari in uno stesso ambiente. Sono i contadini che si
spostano in città per andare a lavorare nelle fabbriche, e questo rappresenta un cambiamento
molto importante. Questa è la prima innovazione che porta alla costituzione della fabbrica
ottocentesca, anche se non è considerato l’ elemento scatenante della Rivoluzione Industriale, che
si identifica invece nell’ introduzione del vapore come forza motrice sia dei filatoi sia dei telai
meccanici. La macchina a vapore viene inventata da James Watt nel 1769, anche se applicata nei
telai meccanici dal 1785, data da cui si fa partire la Rivoluzione Industriale.
L’ innovazione di Watt non trova subito una realizzazione, ma
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