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Riassunto esame Storia Contemporanea, prof. Conti, libro consigliato Ottocento e Novecento, Sabbattucci, Vidotto Appunti scolastici Premium

Riassunto per l'esame di Storia Contemporanea, basato su appunti personali e studio autonomo del testo consigliato dal docente Ottocento e Novecento, Sabbattucci, Vidotto. Si analizzano i seguenti argomenti: la nascita degli Stati Uniti, la Rivoluzione francese, la figura e il ruolo di Napoleone, le origini dell'industrializzazione, il movimento dei lavoratori... Vedi di più

Esame di Storia contemporanea docente Prof. G. Conti

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ESTRATTO DOCUMENTO

 INGHILTERRA: acquistò l’isola di Malta, strategicamente importante per il controllo del

Mediterraneo.

 ITALIA: rimase politicamente divisa. L’Austria ebbe la sovranità sul Lombardo- Veneto. Il

Regno di Sardegna aggiunse ai suoi possedimenti i territori dell’ex repubblica di Genova. Il

a Maria Luisa d’Asburgo, moglie di Napoleone

ducato di Parma, Piacenza e Guastalla fu attribuito

e figlia dell’imperatore austriaco. Nel granducato di Toscana fu restaurata la dinastia asburgo-

Este. L’Italia

lorenese. Il ducato di Modena e Reggio a Francesco IV di Asburgo- Lorena-

meridionale e la Sicilia furono restituite a Ferdinando IV di Borbone, che divenne Ferdinando I re

delle Due Sicilie.

Il nuovo ordine internazionale.

Per iniziativa dello zar Alessandro I, il 26 settembre 1815, fu firmata a Parigi la Santa Alleanza tra

cui i monarchi erano responsabili dell’ordine cristiano nella società e

Austria, Prussia e Russia, per per

questo dovevano collaborare.

Con l’ingresso dell’Inghilterra nacque la Quadruplice Alleanza (Inghilterra, Russia, Austria e Prussia),

alla quale nel 1818 aderì anche la Francia.

dell’intervento e politica di consultazioni garantiscono all’Europa

Il principio la un lungo periodo di pace,

che durerà, salvo alcune crisi, fino alla I Guerra Mondiale.

I fautori della Restaurazione erano principalmente coloro che erano stati penalizzati durante la

Rivoluzione e l’età napoleonica: nobili e alto clero, ma anche gran parte della gente comune, ormai stanca

delle guerre e dei saccheggi.

La restaurazione in Europa.

Un grande interprete della politica della Restaurazione fu il principe di Metternich, che diresse la politica

austriaca fino al 1948; infatti egli cercò di coordinare l’azione delle grandi potenze nella difesa

dell’ordine europeo. Per quanto riguarda la politica interna egli si schierò dalla parte dei governi di tipo

assolutistico-illuminato, i quali, secondo lui, erano gli unici in grado di assicurare una corretta

amministrazione ed un buon governo.

 PRUSSIA: nonostante la crescente grandezza economica non attuò le trasformazioni istituzionali

che erano state progettate. Negli altri stati della Confederazione Germanica si registrarono invece

progressi economici che spingevano verso una maggiore integrazione delle varie regioni.

 RUSSIA: il regno del successore di Alessandro I, Nicola I cominciò con la repressione di un moto

organizzato da gruppi di ufficiali che volevano avviare in Russia una trasformazione in senso

liberale; il suo regno fu caratterizzato da un intransigente autocrazia.

 SPAGNA: Ferdinando VII reintrodusse i privilegi ecclesiastici e l’Inquisizione, abrogando la

costituzione del 1812.

 FRANCIA: Luigi XVIII attuò una restaurazione “morbida” cercando di non esasperare le tensioni.

Concesse una Carta costituzionale che riconosceva le fondamentali libertà civili e la funzione

legislativa di un Parlamento bicamerale; questa carta non metteva affatto in discussione il diritto

divino del re. Cercò di tener testa alle forze più oltranziste, anche con la collaborazione dei

monarchici costituzionalisti. A partire dal 1820 si spostò su posizioni più conservatrici. In seguito

il governo francese, d’intesa con la Santa Alleanza, decise l’intervento armato contro i liberali

spagnoli e le elezioni videro vincitore lo schieramento ultra-conseravatore.

 legata all’alto clero anglicano e

GRAN BRETAGNA: la classe dirigente tory, ai grandi proprietari

terrieri, non era capace di confrontarsi con le trasformazioni produttive e le tensioni sociali della

rivoluzione industriale, e quindi si attenne ad una linea politica di immobilismo e repressione.

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Nello stesso tempo i grandi proprietari terrieri continuarono a condizionare le scelte di politica

A causa del clima di agitazioni fu abolito l’habeas

economica del Parlamento. corpus che tutelava

le libertà personali dei cittadini. A causa della repressione di un comizio da parte degli ussari il

governo emanò dei Six Acts, con i quali venivano vietati i comizi pubblici, veniva istituita la

censura preventiva sulla stampa ed era introdotta una tassa sulle pubblicazioni periodiche. Però

nel corso degli anni ’20 all’interno del partito tory nacque la consapevolezza della necessità di

alcune riforme, i cui maggiori interpreti furono Robert Peel e George Canning. Venne anche

ripristinato l’habeas corpus e furono approvate alcune leggi per assicurare un minimo di

protezione al lavoro di fabbrica.

La restaurazione in Italia

 REGNO DI SARDEGNA: sotto Vittorio Emanuele I fu abrogata la legislazione napoleonica,

vennero ripristinate le barriere doganali interne, vennero ridotte o soppresse le libertà civili,

mentre vennero reintrodotti i privilegi aristocratici ed ecclesiastici. I Savoia volevano espandersi

verso il milanese per cui vi era una latente ostilità verso l’Austria.

 DUCATO DI MODENA E REGGIO: anche qui vi era una politica conservatrice con

un’ambizione al ruolo di protagonista nella politica estera.

 LOMBARDO-VENETO: il governo di Vienna adottò una linea politica non traumatica; il nuovo

ordine austriaco cercava di ottenere il consenso non solo dagli aristocratici, ma anche dai ceti

borghesi e dagli intellettuali. Per quanto riguarda l’economia pesavano le norme commerciali che

facevano venire meno i tradizionali legami con la Francia e l’Europa occidentale inglobandola nel

mercato economico asburgico.

 IL DUCATO DI PARMA E PIACENZA E IL GRANDUCATO DI TOSCANA: nel primo vi era

Maria Luisa d’Asburgo Lorena, la quale governò con moderazione; nel secondo Ferdinando III di

Lorena mantenne anch’esso un orientamento moderato.

 LO STATO DELLA CHIESA: con la restaurazione venne ripristinato il monopolio ecclesiastico

sulle cariche politiche. Era comune una certa diffidenza verso le novità soprattutto con Gregorio

XVI; a causa di ciò lo Stato della Chiesa si trovò in condizioni di grave arretratezza economica,

civile, culturale.

Il cattolicesimo e la restaurazione

In Italia la chiesa cattolica diede un sostegno decisivo alla restaurazione, contro i principi laici di libertà.

ciò non fu più possibile e l’alleanza tra trono ed altare

Con il tempo, però, si dovette fondare su basi

nuove, in quanto anche i ceti più elevati considerano la religione uno strumento di controllo politico delle

popolazioni. Per riconquistare le posizioni perdute la chiesa si pose come unico baluardo contro

l’influenza dei principi liberali e delle ideologie rivoluzionarie; per fare ciò puntò soprattutto sul mondo

rurale, sfruttandone il noto tradizionalismo, e reclutando al suo interno i suoi sacerdoti, considerando la

parrocchia rurale come la cellula vitale della società cristiana. Però, verso la fine del secolo, il rapporto di

vicinanza tra parroco e fedeli entrò in crisi e si profilarono nuove forme di azione cattolica.

Il liberalismo e le prime correnti democratiche

La riflessione e la propaganda liberale si svilupparono in opposizione alle elaborazioni teoriche del

pensiero politico della Restaurazione. alle Carte dei diritti, all’Umanesimo e alla

Le matrici del liberalismo sono legate al giusnaturalismo,

Riforma protestante. 14

Il termine indica una concezione che mira a salvaguardare le libertà individuali e a favorire l’esercizio

e nell’ambito di istituzioni regolate da leggi. È una teoria

delle libertà politiche in una società pluralistica

che tutela i cittadini da ogni eccesso di potere, e che ammette l’esistenza di una sfera dell’esistenza umana

che deve restare fuori da ogni competenza pubblica; inoltre pone attenzione alle forme istituzionali, le

uniche che possono garantire e tutelare i diritti degli individui.

Era perciò indispensabile l’istituto della rappresentanza, formato da persone scelte per la loro capacità e la

dedizione al bene pubblico, che decidevano ciò che è giusto confrontandosi fra loro; perché ci fosse

questo confronto era necessaria la libertà di stampa.

Un altro orientamento politico che si sviluppò, anche se in misura minore, fu quello democratico. Esso

puntava sui temi dell’uguaglianza, della sovranità popolare e della giustizia sociale, e si distingueva da

l’importanza data ad una partecipazione politica collettiva, al principio di nazionalità e

liberalismo per per

la diffidenza verso le soluzioni di tipo diplomatico. Questo pensiero si sviluppò soprattutto negli ambienti

dell’emigrazione.

In Italia il rappresentante più importante fu Giuseppe Mazzini.

I moti del 1820-1823

Contro la Restaurazione, soprattutto in Europa meridionale. Essa aveva provocato lo scontento di quanti

derivanti dall’applicazione dei principi

avevano conosciuto i vantaggi rivoluzionari di libertà e

uguaglianza.

Si accentua così il fenomeno delle società segrete con finalità eversive per abbattere i regimi assoluti della

Restaurazione; questo fenomeno nasce prima in Francia e in Inghilterra.

Il pisano Filippo Buonarroti coordina diverse società segrete internazionali con un programma

estremistico a scopo egualitario.

Dal 1815 si diffonde in Italia, Spagna e Francia la Carboneria, che in Italia auspica l’indipendenza della

nazione e l’instaurazione di un regime costituzionale; la loro azione culmina nei moti del 1820-21.

I moti spagnoli:

Con Ferdinando VII si era instaurato un clima di intransigente assolutismo.

Contro questo clima si mossero per primi i militari, che nel 1820 si sollevarono e chiesero la

reintroduzione della Costituzione del 1812; Ferdinando dovette piegarsi alle richieste e la ripristinò.

Ma nel 1823 intervenne la Santa Alleanza che inviò un esercito francese per sedare i moti e restaurare il

regime di Ferdinando.

Dal 1820 al 1823 anche in Portogallo i militari tentarono di instaurare un governo costituzionale, ma non

ebbero successo a causa dell’appoggio dell’Inghilterra alle forze conservatrici.

Il regno delle due Sicilie:

Le adesioni alla ribellione contro i Borboni nel napoletano vi furono anche da parte delle alte gerarchie

dell’esercito, tra cui Gugliemo Pepe. Dapprima Ferdinando I fu costretto a concedere una Costituzione

simile a quella concessa in Spagna. I rivoluzionari erano divisi in due schiere: quella dei moderati, e

quella dei radicali, di derivazione carbonara.

In Sicilia, dietro all’obiettivo della Costituzione, vi era il desiderio dei palermitani di recuperare

l’autonomia dal governo centrale di Napoli. Ferdinando I sollecitò l’intervento armato della Santa

Venne poi convocato il congresso di Lubiana, in cui

Alleanza contro la rivoluzione. L’esercito di Pepe venne sconfitto e nel 1821 gli Austriaci entrarono a

Napoli.

I moti piemontesi: di Vittorio Emanuele I; c’era

Gran parte della società piemontese manifestava disagio verso la politica

l’esigenza di una politica più moderna e si chiedeva la concessione della Costituzione e l’unificazione del

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Lombardo-Veneto al Piemonte. Si sperava inoltre di coinvolgere il presunto erede al trono, Carlo Alberto,

che mostrava sentimenti filo-liberali.

L’insurrezione ebbe luogo ad Alessandria; Vittorio Emanuele abdica in favore del fratello Carlo Felice,

anche se all’inizio sale al trono Carlo Alberto, il quale concesse la Costituzione e formò un governo di

liberali; ma quando arrivò Carlo Felice si fece da parte.

A questo punto i liberali furono sopraffatti dalle truppe reali.

La repressione dei vincitori fu dura.

L’indipendenza della Grecia (1821)

Cominciò con un’insurrezione contro l’Impero ottomano.

europee sotto il sultano, i Greci avevano un’importanza cruciale, perché occupavano

Tra le popolazioni

posizioni chiave nell’amministrazione e nell’economia della penisola balcanica e dell’Egeo; la loro

dell’Impero.

indipendenza rappresentava dunque una grave minaccia per i già precari equilibri

L’insurrezione però non prese le mosse dalla Grecia, ma fu lo studio della civiltà ellenica classica che

contribuì a risvegliare il sentimento nazionale delle elitès greche che vivevano fuori dalla Grecia; a ciò si

unì, come elemento di identificazione nazionale, la religione cristiano-bizantina.

Uno degli esponenti dell’insurrezione fu Ypsilanti e la Grecia fu appoggiata dalla Russia, protettrice delle

popolazioni greco-ortodosse e vogliosa di strappare agli Ottomani il controllo degli accessi al

Mediterraneo.

Con il congresso di Epidauro nel 1821 venne proclamata l’indipendenza, a cui seguì la controffensiva

ottomana. Anche l’Inghilterra adottò una politica filo-ellenica, come la quasi totalità dell’opinione

pubblica europea.

chiese l’aiuto della flotta egiziana, promettendo l’indipendenza, e riuscì a riconquistare la

Ma il sultano

penisola greca.

Lo czar Nicola I minacciò un intervento militare contro la Turchia; per scongiurare una vittoria si fece a

la Turchia a riconoscere l’esistenza dello Stato greco.

Londra una conferenza in cui si obbligava

Con la battaglia di Navarino la flotta turco-egiziana venne sconfitta da quella franco-inglese.

Nel 1829 venne sancita la pace di Adrianopoli, che concluse la guerra tra Turchia e Russia; la Turchia

riconobbe l’indipendenza della Grecia e l’autonomia di Serbia, Moldavia e Valacchia.

Nel 1830 ci fu il trattato di Londra, in cui Inghilterra, Francia e Russia definirono il profilo del nuovo

Stato greco.

La crisi dell’Impero ottomano divenne irreversibile.

La conquista dell’indipendenza da parte della Grecia fu anche una sconfitta per la politica conservatrice

dell’Austria e rivelò la fragilità della Santa Alleanza.

Il movimento operaio inglese

Gli operai specializzati e gli artigiani fondano le società di mutuo soccorso, alle quali i lavoratori versano

una quota in cambio dell’aiuto economico qualora si infortunino o si ammalino, per tutelarsi dallo

sviluppo selvaggio del capitalismo industriale.

Riprende anche vigore l’associazionismo clandestino per rivendicare il suffragio universale, le libertà di

associazione, di stampa e di riunione.

Il governo fa interrompere una manifestazione degli operai di Manchester da parte della forza pubblica,

che provoca 11 morti (viene ricordato come massacro di Paterloo -1819-).

Lo sdegno dell’opinione pubblica rafforza il movimento operaio e induce il governo nel 1824 ad

autorizzare la costituzione ufficiale delle Trade Unions.

L’America

Il presidente Monroe dichiara nel 1823 che nessuna potenza straniera può arrogarsi il diritto di interferire

del continente americano (“l’America agli americani”), frenando così i progetti di

negli affari interni

Francia e Spagna di riportare i paesi dell’America Latina alla condizione di colonie.

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Latina era la frammentazione amministrativa, ereditata dal

Il problema politico principale dell’America

governo spagnolo; Bolivar cerca di rimediare creando la Grande Colombia, una repubblica autoritaria

retta da un presidente a vita scelto da pochi. Nascono così subito dei contrasti interni.

Nel 1815 comincia l’intervento militare spagnolo restaurare l’antica dominazione coloniale; dopo una

per

lunga guerra risultarono decisivi gli interventi di Josè di San Martin, di Simon Bolivar e di Antonio

Josè de Sucre. Il conflitto ebbe fine nel 1825 con la vittoria dei ribelli: le diverse regioni proclamarono la

propria indipendenza.

Particolare fu l’indipendenza del Messico, raggiunta nel 1821: qui non si ebbero scontri tra creoli e

Spagnoli, ma tra i gruppi privilegiati residenti nel luogo e alcuni movimenti di masse diseredate.

Fu ancora diverso il caso del Brasile; qui il figlio del vecchio regnante portoghese accolse le richieste di

indipendenza delle oligarchie brasiliane e venne nominato imperatore sotto il nome di Pedro I;

l’indipendenza venne proclamata nel 1822.

Dopo il conseguimento dell’indipendenza i grandi proprietari terrieri divennero i veri detentori del potere,

sia a livello economico, sia a livello politico e militare.

Per quanto riguarda l’organizzazione politica interna, la parte portoghese conservò la sua unità, mentre la

parte spagnola si divise in una molteplicità di Stati indipendenti, che non riuscirono a formare una

confederazione. Tutti i tentativi di creare una struttura confederale, tra cui quelli di Bolivar culminati nel

Congresso di Panama del 1826, furono sconfitti. Inoltre Gran Bretagna e Stati Uniti non appoggiarono

questi progetti di federazione.

Si profila inoltre il fenomeno politico dei “caudillos”, i capi delle fazioni vincitrici instaurano crudeli

dittature militari che si succedono.

L’Europa liberale dal 1830 al 1848

La rivoluzione di luglio in Francia

La crisi dell’assetto politico sancito dal congresso di Vienna parte dalla Francia.

aveva idee reazionarie: ripristinò l’antico rituale dell’incoronazione-

Il nuovo monarca Carlo X

consacrazione e la cerimonia delle miracolose guarigioni reali; nel 1825 emanò due leggi, la “legge del

miliardo”, che indennizzava le famiglie aristocratiche per le proprietà perdute durante la rivoluzione, e la

“legge del sacrilegio”, che equiparava gli atti contro il culto cattolico ai crimini di lesa maestà.

Chiamò inoltre al governo un altro conservatore, il principe di Polignac. Nel 1830, insieme, occuparono

l’Algeria, con lo scopo di distogliere l’attenzione dalle vicende interne e di rilanciare la Francia come

grande potenza.

Contro l’opposizione liberale ogni giorno più forte, Carlo X emanò le quattro ordinanze, con le quali

abolì la libertà di stampa, restrinse il corpo elettorale e indisse nuove elezioni, realizzando un vero e

proprio colpo di stato.

Nel paese si diffonde la protesta; a Parigi scoppia un’insurrezione che costringe Carlo X a fuggire. I

liberali chiamano sul trono di Francia il liberale Luigi Filippo d’Orleans, il quale assunse il titolo di re dei

la bandiera tricolore, simbolo della rivoluzione e dell’età napoleonica.

francesi e ripristinò

La rivoluzione di luglio sancì il principio che la legittimità del potere monarchico derivava da un accordo

con la nazione; inizia così la monarchia di luglio.

Le ripercussioni europee della rivoluzione di luglio

La rivoluzione si propagò:

Belgio: gli indipendentisti liberali e cattolici insorsero chiedendo la separazione dai Paesi Bassi,

respingendo l’esercito olandese. L’Austria e le altre potenze non intervennero.

Luigi Filippo si oppose ad un intervento controrivoluzionario della Santa Alleanza, affermando il

principio del “non intervento” negli affari interni degli Stati. Inoltre alla Francia non dispiaceva la nascita

d’influenza.

di uno stato belga, che avrebbe potuto entrare nella sua sfera

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Il Belgio si proclamò così indipendente e nel 1831 si dette una costituzione monarchica di tipo liberale; la

corono fu attribuita ad un principe tedesco, Leopoldo I di Sassonia-Coburgo.

Polonia: nel 1830 insorge contro la dominazione russa, ma il moto viene soffocato dallo zar Nicola I con

l’appoggio di Austria e Prussia.

Portogallo: l’imperatore del Brasile Pedro I torna in Portogallo e cerca di spodestare il fratello reazionario

Michele, con l’Aiuto delle forze costituzionali. Ne nasce una guerra civile dal 1832 al 1834, che vede

vincitore Pedro I.

Spagna: alla morte del re Ferdinando VII di Borbone i discendenti si contendono il trono: don Carlos, con

le forze reazionarie, e Cristina e Isabella con i liberali costituzionali. La guerra civile termina nel 1839

con la vittoria dei costituzionali.

Francia e Inghilterra, che hanno appoggiato i regimi liberali in Portogallo e Spagna, stringono con essi la

Quadruplice Liberale.

I moti italiani:

Nel 1831 il patriota carbonaro Ciro Menotti organizza comitati insurrezionali nei ducati emiliani e in

Romagna, sperando che il duca di Modena Francesco IV lo appoggi per realizzare una politica di

all’ultimo momento il duca si ritira e fa imprigionare e fucilare Menotti.

espansione territoriale; però

l’insurrezione scoppia nel Ducato di Modena, nel Ducato di Parma e nello Stato

Nonostante questo

pontificio. I patrioti riescono a proclamare il governo delle Province unite, ma presto gli Austriaci

intervengono militarmente sconfiggendo i rivoluzionari e ristabilendo la situazione preesistente.

Il liberalismo in Inghilterra

Nel 1830 ci fu la caduta del ministero conservatore a favore di un governo di coalizione composto da

“whigs” e “tories” liberali, presieduto da lord Charles Grey; egli presentò subito in Parlamento un

progetto di riforma elettorale, che venne approvato con fatica nel 1832 (“Reform Bill”); con esso la legge

elettorale rimase censitaria ma uniformata, e venne ridimensionato il predominio politico dei proprietari

terrieri a favore dei nuovi interessi mercantili ed industriali.

Ci furono anche numerose riforme amministrative in ambito locale: nelle grandi città furono poste

amministrazioni elette dai contribuenti, mentre nei centri minori furono posti dei giudici di pace.

poi alcune misure di protezione sociale, tra cui la legge sulle fabbriche (“Factory

Il parlamento adottò

Act”), la legge sui poveri, i quali potevano essere accolti nelle case di lavoro.

A partire dagli anni 30 i lavoratori dettero vita al movimento cartista, che prendeva il nome dalla Carta

del popolo, un documento redatto da alcuni intellettuali radicali per una risistemazione della costituzione;

essa però non venne mai accolta dal Parlamento.

Sorse anche il problema delle “Corn-Laws”, delle leggi che tenevano il prezzo del grano artificialmente

elevato nell’interesse dei produttori agricoli; contro q,te leggi si schierarono i fautori del libero

commercio capeggiati da Richard Cobden, i quali vinsero. L’Inghilterra ormai sarebbe stata guidata dalla

borghesia industriale, finanziaria, commerciale.

La Francia sotto Luigi Filippo

Furono prese misure riformatrici: vennero aboliti la censura e i tribunali straordinari; la religione cattolica

passò da religione di stato a religione “della maggioranza”; fu organizzata una guardia nazionale; fu

varata una nuova legge elettorale.

capo del governo, proclamò il principio del “non intervento” a sostegno delle parti

Jacques Laffitte, schierate contro l’assolutismo;

politiche europee questo principio fu ribadito anche dal successore

Casimir-Pierre Perier. Ciò portò però anche allo spegnimento dei valori ideali; inoltre la monarchia di

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Luigi Filippo era avversata dai borbonici nostalgici dell’ancien regime, dai cattolici e dai bonapartisti, che

volevano restituire alla Francia una posizione di prestigio in Europa.

Nel 1840 divenne ministro degli esteri François Guizot, fautore di una politica di centro, lontana dagli

estremismi dei reazionari e dei rivoluzionari.

I rapporti internazionali

Il nuovo assetto dell’Europa fu sancito dall’ accordo di Munchengratz, con il quale Austria, Russia e

Prussia riconfermarono la fedeltà ai principi della Restaurazione; si formò anche la Quadruplice Alleanza

tra Gran Bretagna, Francia, Spagna e Portogallo.

Ma a scompaginare l’assetto europeo fu la questione d’Oriente, in cui la Russia voleva accelerare le

disgregazioni dell’impero ottomano, mentre Austria e Inghilterra

si opponevano→ il pascià d’Egitto attaccò la Turchia per ottenere il controllo della Siria che gli era stato

promesso per il suo aiuto offerto alla flotta egiziana contro i greci insorti; il sultano turco riuscì a

respingere gli egiziani con l’intervento della Russia, alla quale fu concesso di essere la sola ad

attraversare gli stretti con le sue navi.

C’erano inoltre rivalità fra Francia e Gran Bretagna.

Le correnti politiche del Risorgimento

L’Italia economica nel Risorgimento

I sovrani italiani si attennero ad una politica conservatrice: Carlo Alberto nel Regno di Sardegna,

Gregorio XVI nello Stato Pontificio e Ferdinando II nel Regno delle due Sicilie.

L’epoca del Risorgimento è quella che va dai moti del 1831 alla proclamazione del Regno d’Italia nel

essa vide uno scontro tra coloro che auspicavano riforme capaci di apportare modernità all’Italia e

1861;

coloro che volevano un’Italia ancorata al proprio passato, nonostante le relazioni con il resto d’europa

divenissero sempre più fitte.

Il panorama economico e sociale italiano era molto diversificato:

AGRICOLTURA:

Nella Pianura padana dominava la grande azienda agraria, in Toscana, Umbria e Romagna prevaleva la

mezzadria; nel meridione le strutture agrarie erano di tipo feudale, tramite latifondi in concessione in

affitto.

INDUSTRIA:

Intorno al 1840 in Lombardia vi fu un sensibile risveglio industriale, anche grazie all’efficiente

amministrazione austriaca, ad una buona rete stradale e ad un diffuso sistema scolastico. Il settore guida

anche l’industria

era quello tessile, in cui comparvero le prime fabbriche meccanizzate; si sviluppò

metalmeccanica.

Anche in Piemonte erano presenti elementi di crescente dinamismo economico, dapprima nel settore

tessile.

Questa crescita economica era favorita dalle protezioni doganali e dalla disponibilità di forza-lavoro a

buon mercato.

In Veneto la situazione era meno vivace; il porto di Venezia era in decadenza.

In Toscana si svilupparono alcune attività industriali, ma di poco conto; Livorno si distingueva per il suo

porto vivace.

Lo Stato Pontificio faticava a far sorgere moderne attività manifatturiere.

Nel Regno delle due Sicilie furono fondati importanti stabilimenti tessili e metalmeccanici, anche se la

società rimaneva troppo povera e arretrata.

LA QUESTIONE FERROVIARIA: 19

le strutture erano inadeguate; per sviluppare la rete ferroviaria si mossero i gruppi politici di ispirazione

liberale e democratica, i quali incalzarono i vari Stati.

Giuseppe Mazzini

Nacque a Genova e si iscrisse subito alla Carboneria, ma venne arrestato e nel 1831 andò in esilio in

Francia, entrando in contatto con gruppi democratici e repubblicani francesi, tra cui Filippo Buonarroti,

legato alla tradizione giacobina della rivoluzione francese.

Secondo Mazzini i moti italiani avevano fallito a causa del tipo di azione politica svolta dalla

Carboneria→ la segretezza aveva impedito ai cospiratori di creare intorno alle loro idee un ampio

consenso; la mancanza di un programma ben definito aveva creato incertezze e divisioni interne.

quindi la Giovine Italia, un’associazione semi-segreta

Nel 1831 fondò con impostazione repubblicana e

democratica, che si diffonde tra i patrioti italiani esiliati in Francia. Il suo compito era quello di fare

un’opera di educazione per formare una nazione italiana decisa a conquistare da sé il diritto alla libertà

per mezzo di una partecipazione alla guerra armata per bande. I fondamenti erano la propaganda e la lotta.

L’Italia doveva essere unita e repubblicana (“Una, Indipendente e Sovrana”), grazie all’eliminazione delle

divisioni politiche e della dominazione straniera.

La futura Italia doveva essere una repubblica.

l’avanzamento dell’umanità l’associazione tra uomini.

Era importante per

Roma si sarebbe posta come guida della nuova Europa dei popoli, senza l’aiuto della Francia (Mazzini si

considera il profeta della terza Roma). Il movimento nazionale doveva avere come protagonista il popolo.

Mazzini concepiva il popolo e la nazione solo in chiave morale e spirituale, non precisando però il tipo di

istituzioni giuridico-politiche.

Non riconosceva inoltre le condizioni reali delle popolazioni italiane.

Il suo fine essenziale era il riscatto morale e politico della nazione italiana, senza indicare obiettivi

economici e sociali reali. dall’azione congiunta dei ceti borghesi e delle classi popolari.

La rivoluzione doveva essere realizzata

Il suo pensiero era pervaso da una forte carica di religione laica: Dio manifesta la sua volontà attraverso la

nazione, cioè il popolo. Il progresso è una missione che spetta ad ogni popolo.

Le iniziative della Giovine Italia si diffusero presto anche in Liguria, Lombardia, Emilia, Toscana e

Piemonte; le azioni però non riescono a coinvolgere le popolazioni e sono represse dalla polizia. Il

l’ammutinamento della flotta sabauda a Genova, è

marinaio Giuseppe Garibaldi, che doveva organizzare

costretto a fuggire prima in Francia e poi in Sudamerica.

Nonostante ciò nel 1834 Mazzini fonda la Giovine Europa, un movimento rivoluzionario internazionale,

che però non produsse risultati di rilievo.

In seguito Mazzini venne accusato dai moderati di lanciare i suoi giovani seguaci allo sbaraglio e fu

costretto ad andare in esilio a Londra.

Tra il 1840 e il 1846 si ebbero in Italia numerosi tentativi insurrezionali, tra cui quello dei fratelli

nel 1844→ i due veneziani sbarcarono con altri compagni in Calabria, dove pareva fosse in atto

Bandiera

una sollevazione popolare antiborbonica; furono però catturati dalla gendarmeria borbonica e poi fucilati.

Il liberalismo moderato

La strategia insurrezionale dei democratici uscì screditata da queste sconfitte, mentre presero piede le

posizioni dei moderati che proponevano soluzioni graduali e pacifiche.

Il movimento liberale moderato riuniva un ampio numero di scrittori e la gran parte dell’opinione

Era caratterizzato dall’avversione l’immobilismo della Restaurazione e dalla

pubblica borghese. per

convinzione che l’Italia doveva essere avviata verso la modernizzazione civile ed economica. Privilegiava

il riformismo graduale.

L’iniziativa dei moderati cominciò nel campo della CULTURA→ in letteratura: Alessandro Manzoni, che

nei “Promessi Sposi” del 1827 inserì intendimenti morali e pedagogici, Silvio Pellico, Massimo

d’Azeglio.

In filosofia: fu riallacciato il dialogo con il criticismo kantiano e con l’idealismo tedesco.

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In campo scolastico: furono editi libri con espliciti intendimenti educativi; furono istituite scuole

professionali e fondati asili infantili; fu data particolare importanza agli studi di storia, al fine di trarvi

auspici per il presente; ci si concentrò anche sullo studio di problemi concreti, di ordine tecnico,

economico e amministrativo.

Importante fu l’opera di informazione svolta da alcune riviste.

Nel 1839 si tenne a Pisa il primo Congresso degli scienziati italiani.

POLITICA→ il progetto politico del federalismo moderato scaturì dallo studio del passato e dalla

riflessione sulle condizioni presenti.

Mancò però per molti anni una precisa strategia politica.

Vincenzo Gioberti: un abate piemontese convinto che la religione avesse una funzione essenziale per la

società, in quanto senza di essa non era possibile dare unità e disciplina alla società. Il primato dell’Italia

rispetto alle altre nazioni consisteva appunto nell’essere stata sede del Papato.

era la creazione di una confederazione di stati monarchici sotto l’egida della

La proposta giobertiana

Chiesa; con ciò egli riuscì anche ad accostare al moto nazionale il mondo cattolico, che prima era rimasto

sempre ostile o in disparte. dal 1843 al 1848 fu l’ideologia dominante nell’ambito del

La posizione di Gioberti, detta neoguelfismo,

alcuni limiti: l’improbabilità dell’unione tra cattolicesimo e libertà,

liberalismo moderato. Presentava però

a causa del papa reazionario Gregorio XVI e dell’ordine dei Gesuiti, in opposizione al liberalismo; la

mancanza nel programma della soluzione del problema della presenza austriaca in Italia.

programma, sostenendo l’esigenza di affidare al Piemonte il

Nel 1851 Gioberti rinunciò però a questo

compito di realizzare uno Stato nazionale unitario.

Sulla questione della presenza austriaca nel 1844 era stata pubblicata l’opera di Cesare Balbo; egli

condivideva la scelta monarchico-confederale di Gioberti, ma si rendeva conto che il problema italiano

toccava la questione dell’equilibrio diplomatico dell’Europa.

Gli Stati italiani dovevano conquistare l’indipendenza quando la crisi dell’Impero ottomano avrebbe

spinto l’Austria verso i Balcani. Con l’espansione balcanica l’Austria avrebbe rinunciato più facilmente

alle province italiane, che avrebbero potuto essere assegnate al Regno di Sardegna. Grazie a questa

espansione la monarchia sabauda avrebbe assunto la guida della Confederazione italiana.

Dopo l’opera ci fu un riavvicinamento di Carlo Alberto al moto nazionale.

del 1845: Massimo d’Azeglio bloccò un moto insurrezionale che si stava lì

Gli avvenimenti romagnoli

preparando.

In seguito d’Azeglio scrisse su avvenimento un opuscolo, “Degli ultimi casi di Romagna”, che

questo

divenne un vero e proprio manifesto del moderatismo liberale. Vi era denunciato il malgoverno pontificio

e venivano indicate le vie della libertà e dell’indipendenza; inoltre era presente una dura critica dei metodi

cospirativi e insurrezionali.

Per la creazione di un vero mercato nazionale era necessario abolire i dazi doganali che impedivano la

libera circolazione delle merci tra gli Stati italiani.

Nello stesso periodo Camillo Benso conte di Cavour pubblicava su una rivista francese un articolo sulle

ferrovie in Italia, in cui affermava che erano ormai passati i tempi del dispotismo conservatore e delle

cospirazioni, e che si doveva guardare con fiducia ai progressi della civiltà e allo sviluppo della società.

Anche i moderati cattolico-liberali toscani, tra cui Gino Capponi e Bettino Ricasoli, si impegnarono a

realizzare opere di utilità sociale per migliorare la condizione dei contadini.

Nel 1846 venne eletto il nuovo papa, Pio IX. 21

Il federalismo di Carlo Cattaneo

Per Cattaneo l’Italia dove mettere da parte l’orgoglio nazionale e concentrarsi per raggiungere il

progresso economico e civile.

L’Italia doveva diventare un paese moderno, con una legislazione progredita, un’amministrazione

efficiente e una cultura tecnico-scientifica aggiornata.

Si distingueva dalla posizione dei moderati per il suo netto laicismo e per la sua spregiudicatezza

intellettuale; quindi Cattaneo fu un radicale.

Secondo lui il progresso della civiltà era la conseguenza dell’esercizio della libertà; si schierò quindi

contro il protezionismo statale, contro le limitazioni poste al diritto di proprietà e contro il dispotismo.

Era convinto che la Lombardia era retta da un’amministrazione sicuramente più laica ed efficiente di

quella degli altri Stati italiani, ma era anche convinto che bisognava trasformare l’impero asburgico in

una federazione degli Stati, sul modello dei cantoni svizzeri, di cui avrebbe fatto parte anche il

Lombardo-Veneto, in modo che fosse garantito un ordinato sviluppo della libertà. Era necessario uno

stato federale in quanto con uno Stato centralizzato non si sarebbero tenute adeguatamente in conto le

l’Italia la soluzione federalista era la più ragionevole, date le profonde diversità

diverse realtà locali; per

tra le varie regioni.

A causa delle sue posizioni ostili ai neoguelfi e moderati, ai mazziniani e ai socialisti, Cattaneo si trovò

però in una condizione di isolamento politico.

Anche Giuseppe Ferrari ebbe in comune l’ideologia federalista.

Il 1848

I moti del 1848 nacquero a causa della contraddizione tra l’immobilismo politico dei regimi esistenti e i

processi di trasformazione economica, sociale e culturale che si stavano delineando attraverso le varie

correnti dell’epoca.

Tra il 1845 e il 1846 si verificò in Europa una crisi economica nel settore dell’agricoltura, a partire dai

cattivi raccolti di patate in Irlanda.

1846 in Galizia (Polonia) scoppia un’insurrezione contro l’oppressione di Austria, Prussia e Russia.

Nel

Ciò fu preso dall’Europa democratica e liberale come un segnale per tutti i popoli oppressi. Però il

ma mise i contadini contro l’aristocrazia terriera

governo austriaco non solo riuscì a domare il moto,

polacca, accusata del moto nazionale per le sue idee liberali e patriottiche.

A Roma nel 1846 fu eletto il nuovo papa, Pio IX, considerato liberale.

Concesse infatti un’amnistia ai detenuti per reati politici, introdusse una certa libertà di stampa, istituì una

provvedimenti erano molti distanti dall’oltranzismo conservatore precedente.

Guardia Nazionale; questi

Una parte del clero assunse posizioni più aperte.

Nel 1847 in Svizzera la Lega dei Cantoni cattolici, il Sonderbund, insorse contro il resto della

ottenere la secessione, confidando di ottenere l’appoggio della Santa Alleanza. Ma

Confederazione per

l’appoggio fu minimo e la Confederazione Elvetica, nelle simpatie dei liberali europei, riscì ad evitare la

secessione.

Nel 1848 ancora in Italia, a Palermo, ci fu un’insurrezione di giovani democratici contro la monarchia

borbonica, che coinvolse poi tutta l’isola; le truppe borboniche furono costrette ad abbandonare Palermo.

I disordini si propagarono anche in altre zone del Regno delle due Sicilie, tra cui a Napoli; qui Ferdinando

II chiese l’intervento austriaco, che però fu negato dal Papa, il quale non voleva il transito dei soldati sul

suo territorio. Ferdinando fu così costretto a concedere una Costituzione a tutto il Regno.

Anche gli altri sovrani italiani dovettero concedere costituzioni, ispirate al modello della moderata

Costituzione francese del 1830.; così fecero Carlo Alberto, Leopoldo II e Pio IX.

22

Gli avvenimenti del 1848 non ebbero un carattere unitario, ma fu furono nei singoli paesi delle rivoluzioni

sociali, liberali e nazionali.

Uno dei tratti tipici di queste rivoluzioni fu il coinvolgimento di numerosi strati popolari, anche se la

borghesia illuminata e gli studenti furono i più tenaci promotori.

La rivoluzione in Francia

Sotto la monarchia di Luigi Filippo e il governo di Guizot era cresciuta negli intellettuali e in vasti strati

popolari l’insoddisfazione per una Francia che aveva perso i suoi ideali.

Guizot si rifiutò di attuare riforme richieste dall’ala moderata

La situazione precipitò quando

dell’opposizione. Le forze contrarie a Luigi Filippo e a Guizot si coalizzarono mettendo in atto una

campagna politica con progetti di riforme sempre più radicali. Quando Guizot cercò di fermare questa

protesta la rivoluzione esplose.

In 3 giornate di febbraio la monarchia cadde.

Il 24 febbraio ci fu la proclamazione della repubblica e la formazione di un governo provvisorio, con

esponenti democratici→ fu introdotto il suffragio universale, venne abolita la schiavitù nelle colonie,

furono creati degli opifici nazionali, gli “ateliers

venne ridotta a 10-11 ore la giornata lavorativa;

nationaux”.

queste misure però non ebbero i successi sperati.

l’Assemblea Costituente, che diedero la maggioranza alle forze

Il 23 aprile si tennero le elezioni per

moderate, le quali abolirono le precedenti riforme sociali e imposero una dittatura militare per stroncare la

minaccia operaia. Il 21 giugno vennero chiusi gli ateliers.

La popolazione operaia di Parigi organizzò allora una dimostrazione al Campo di Marte, la quale venne

sedata nel sangue dall’Assemblea.

A novembre venne varata una Costituzione che affidava il potere esecutivo a un Presidente della

repubblica, con il compito di nominare i ministri e di comandare le forze armate; venne ridimensionato il

ruolo del Parlamento.

A dicembre si tennero le elezioni presidenziali, in cui vinse, grazie al consenso delòle classi abbienti,

Luigi Carlo Napoleone Bonaparte, nipote di Napoleone

l’Assemblea Legislativa, che confermarono lo spostamento

Nel maggio del 1849 ci furono le elezioni per

a destra della situazione politica.

Luigi Bonaparte riuscì a costringere in esilio i democratici e i socialisti francesi.

La rivoluzione in Austria

La rivoluzione del 1848 evidenziò due problemi: la trasformazione in senso liberale delle istituzioni e la

delle diverse nazionalità.

convivenza nell’Impero

Gli scontri ebbero come scenaio le città, nelle quali la diffusione delle idee liberali e della cultura

romantica aveva favorito la nascita di una coscienza nazionale.

La prima città ad insorgere fu Praga, che voleva l’autonomia dal governo centrale e maggiori libertà

politiche.

Poi toccò a Vienna, in cui gli insorti chiesero le dimissioni di Metternich, la concessione della

Costituzione e l’introduzione di riforme liberali.

Seguirono poi le ribellioni dell’Ungheria e delle provincie italiane.

Metternich venne licenziato e il sovrano Ferdinando I formò un nuovo governo, promettendo la

Costituzione.

Il Parlamento abolì le servitù feudali da parte dei contadini.

All’inizio della rivoluzioni le varie popolazioni dell’Impero promisero di collaborare tra loro; in realtà i

contrasti furono subito evidenti.

I conflitti etnici si manifestarono al congresso panslavo di Praga, soprattutto tra Boemia e Germania.

Il comandante delle truppe imperiali in Boemia approfittò dell’occasione e cercò di riportare i sudditi di

Praga all’obbedienza; a Praga venne instaurato un regime di occupazione militare.

23

La stessa cosa avvenne con l’Ungheria: qui venne sfruttata l’ostilità antimagiara degli Slavi, ai quali non

venivano concessi dall’Ungheria gli stessi diritti nazionali; l’Austria inviò così contro l’Ungheria dei

reparti di soldati croati.

L’Ungheria nel 1849 riuscì a proclamare l’indipendenza

però

A Vienna nel mentre successe a Ferdinando, Francesco Giuseppe.

chiedere l’aiuto militare della Russia; Budapest venne così riconquistata

Il nuovo sovrano decise quindi di

dalle truppe zariste nel 1849.

La rivoluzione in Germania

I moti tedeschi ebbero due obiettivi: la trasformazione liberale delle istituzioni e l’unificazione.

Nel Regno di Prussia, lo stato più forte, vi erano ancora i tradizionali meccanismi politici.

Il re Federico Guglielmo IV promise così una Costituzione e convocò un’Assemblea Costituente. Il

Parlamento prussiano proclamò la libertà di stampa, il suffragio universale maschile, la parità delle

confessioni religiose, e il controllo sui bilanci dello Stato.

Anche tutti gli altri stati tedeschi si dettero Costituzioni e Parlamenti..

A dicembre Federico sciolse l’Assemblea Costituente e concesse ai prussiani una Carta costituzionale,

che prevedeva una Camera dei Deputati eletta a suffragio universale con il sistema delle 3 classi di

elettori in base al reddito; era previsto inoltre un doppio turno di votazioni; il voto era espresso in modo

palese e poi registrato. La nomina del capo del governo spettava al sovrano.

Lo stesso avvenne negli altri stati tedeschi.

La misura più importante presa dalle assemblee legislative fu nel 1848 l’abolizione delle servitù feudali.

Per quanto riguarda la questione nazionale, nel 1834 era stato realizzato un mercato comune tedesco, che

aveva accelerato l’integrazione dei 39 stati della Confederazione Germanica; era ora necessario eliminare

anche la frammentazione economica, per permettere alla Germania di svolgere un ruolo di potenza

internazionale.

La cultura romantica aveva contribuito a dare forza ed espressione a queste tendenze; infatti in Germania

il romanticismo aveva puntato molto sul tema dell’unità nazionale e dell’originalità del popolo tedesco.

Per occuparsi della questione si riunì l’Assemblea di Francoforte, eletta a suffragio dalle popolazioni della

Confederazione.

I contrasti riguardarono: la futura Germania unita→ si optò

Il tipo di forma istituzionale per per una forma monarchico-

costituzionale.

La sua configurazione territoriale→ da una parte c’erano coloro che volevano l’inserimento dell’Austria,

con i suoi domini plurinazionali, nello Stato tedesco (“Grande Germania”), in modo da radunare tutte le

popolazioni di lingua tedesca; dall’altra coloro che volevano una riunificazione intorno alla Prussia,

escludendo i possedimenti asburgici (“Piccola Germania”); infine un terzo gruppo voleva la nascita di un

grande Stato federale dell’Europa centrale che comprendesse anche i popoli di lingua non tedesca

(“Grande Austria”). Vinse la soluzione della Piccola

sottomessi agli Asburgo, come Boemi, Ungheresi…

Germania.

La corona venne affidata a Federico Guglielmo IV di Prussia, che però la rifiutò ritenendo inammissibile

ricevere il potere da un’assemblea eletta dal popolo.

L’unificazione tedesca era fallita e gli intellettuali tedeschi ripiegarono su posizioni di adesione alle

istituzioni statali esistenti.

Le rivoluzioni in Italia

Dal 1846 al 1848 ci fu il “biennio riformatore”, in cui i sovrani italiani dovettero introdurre delle

innovazioni nella conduzione politica dei loro Stati.

Piemonte→ Carlo Alberto promosse un ammodernamento dei codici e dei sistemi amministrativi e

concesse la libertà di stampa; in politica estera e nella politica religiosa però rimase conservatore.

24

Toscana→ fu parzialmente abolita la censura, venne creata la Guardia Civica e si cercò di allargare la

partecipazione alla vita dello Stato. Si cercò di formare una lega doganale tra i governi di Torino, Firenze

e Milano.

Da parte dei moderati però le richieste per una svolta più decisiva aumentarono. Dopo la costituzione

concessa da Ferdinando II nel Regno delle due Sicilie, anche gli altri sovrani fecero altrettanto.

In Piemonte, il 4 marzo 1848, venne promulgato lo Statuto Albertino e venne eletto come Presidente del

nuovo governo costituzionale il liberale Cesare Balbo.

però non bastava alle popolazioni dell’Italia centro-settentrionale.

QUESto

Scoppiaro rivolte a Venezia, a Milano e nelle altre città del Lombardo-Veneto.

A Venezia gli insorti liberarono dal carcere Daniele Manin, il quale assunse la guida del movimento e

cacciò gli Austriaci, formando un governo provvisorio.

A Milano Carlo Cattaneo si unì al Consiglio di guerra e, dopo 5 giorni (le “Cinque giornate di Milano”),

l’esercito del maresciallo Radetzky si dovette ritirare dalla città. Fu creata una municipalità presieduta dal

conte Gabrio Casati e composta da aristocratici di idee liberali-moderate; essi però non si unirono in

governo con i democratici che avevano guidato l’insurrezione, ma preferirono costituirsi autonomamente

chiedendo l’intervento militare di Carlo Alberto.

in governo provvisorio, l’idea nazionale, ma

Carlo Alberto pensò di dichiarare guerra agli Austriaci non per per altri motivi: la

pressione dell’opinione pubblica un sostegno ai milanesi in rivolta; data la situazione dell’Impero

per

austriaco, c’era possibilità di espandersi nella pianura Padana; appoggiava una guerra combattuta a fianco

degli altri sovrani italiani e con la partecipazione del papa. stipulati con l’Austria.

Egli però indugiò per ragioni di impreparazione militare e per trattati di amicizia

ci fu l’attesa dichiarazione di guerra; ormai

Il 23 marzo però però era troppo tardi ed inoltre le operazioni

militari vennero condotte molto lentamente, tanto da consentire al comando austriaco di riordinare il suo

esercito e di organizzarsi per la resistenza.

La guerra assunse subito un carattere federale e nazionale, contruppe regolari (dei sovrani) e reparti di

volontari. Carlo Alberto però voleva prima la garanzia che la Lombardia, una volta liberata, avrebbe

accettato la fusione con il Regno di Sardegna.

Carlo Alberto riuscì ad assicurarsi l’annessione della Lombardia, ma perse la guerra con Radetzky; il

generale infatti riuscì a rifugiarsi nei territori del Quadrilatero, allo sbocco della valle dell’Adige, dalla

quale attraverso il Brennero ricevette rinforzi.

Nonostante ciò l’esercito piemontese vinse a Pastrengo e a Goito e riuscì a prendere Peschiera.

In seguito si ritirò dalla guerra papa Pio IX, e il suo gesto segnò la fine del neoguelfismo; si ritirò anche

Ferdinando di Napoli e così anche Leopoldo II.

Un contingente di universitari toscani venne sterminato a Curtatone e Montanara; l’esercito piemontese

però sconfisse gli Austriaci a Goito e riuscì a conquistare Peschiera, una fortezza del Quadrilatero

L’esercito sardo venne sconfitto a Custoza e abbandonò Milano al ritorno degli Austriaci. Venne infine

negoziato con gli austriaci un armistizio che ripristinava il vecchio confine tra Lombardia e Regno di

Sardegna (Armistizio di Salasco).

Erano fallite le proposte del neoguelfismo e del federalismo monarchico.

Inoltre si era manifestato un altro problema: come ottenere un’adesione al moto nazionale da parte delle

masse contadine, che si erano schierate con Radetzky.

La direzione del movimento nazionale passò dai moderati ai democratici:

A Venezia resisteva ancora la repubblica di Manin.

In Toscana si formò un nuovo governo diretto dal democratico Francesco Guerrazzi e da Giuseppe

Montanelli. Nel 1849 il granduca Leopoldo si allontanò da Firenze.

Nello Stato pontificio si aprirono contrasti tra il papa e il movimento nazionale; il tutto culminò

nell’uccisione del ministro degli interni ad opera di un reduce della guerra. Pio IX fuggì e si rifugiò a

25

Gaeta. Nello Stato pontificio crebbe il peso della parte democratica, grazie anche ai patrioti tra cui

Garibaldi e Mazzini. Nel febbraio del 1849 venne così proclamata la fine del potere temporale dei papi e

l’instaurazione della Repubblica Romana, con un governo formato da Mazzini, Armellini e Saffi.

Nel Regno di Napoli ci furono tentativi da parte dei democratici e dei moderati di mettersi a capo

fallirono. Prese quindi vigore la restaurazione dell’assolutismo, con il

attraverso sollevazioni; esse però

ricorso a forme di dura repressione. Il malcontento si espresse soprattutto in Sicilia, la quale aveva

precedentemente proclamato la sua indipendenza da Napoli e si era data una Costituzione.

In Piemonte si era formato un nuovo governo moderato, presieduto da Cesare Alfieri di Sostegno, che era

però attaccato da Gioberti e dai democratici perchè restio a riprendere la guerra nazionale contro

l’Austria; egli puntava su una mediazione anglo-francese. Quando fu chiaro che l’Austria non voleva

cedere la Lombardia al Regno sardo, Carlo Alberto diede a Gioberti l’incarico di formare un nuovo

governo, orientato verso l’indipendenza e l’unità italiana. Gioberti cercò una linea unitaria di azione con

gli altri governi italiani, ma ciò era ormai superato. Perciò egli cerco di riportare al potere il granduca in

contro l’Austria il granduca, Pio IX e Ferdinando II.

Toscana, sperando di riunire Però si spaccò

l’alleanza con il Piemonte e Gioberti dovette dimettersi.

Carlo Alberto decise quindi da solo di riprendere le ostilità contro l’Austria. Il 20 marzo fu proclamato

l’armistizio, e 3 giorni dopo, a Novara, l’esercito piemontese venne sconfitto. Carlo Alberto abidica a

favore del figlio Vittorio Emanuele II, il quale avviò accordi di pace con il generale Radetzky. Ci furono

numerose dimostrazioni popolari a favore della prosecuzione della guerra; a Genova si verificò una vera e

propria insurrezione contro il governo e contro il re, sedata dall’esercito sardo. A Brescia ci fu

un’insurrezione contro gli Austriaci, che riuscirono però a riconquistare la città.

Il tracollo sabaudo incoraggiò le forze reazionarie.

In Sicilia ritornò Ferdinando II, mentre in Toscana i democratici furono vinti dai moderati che permisero

il ritorno del granduca Leopoldo al seguito dell’esercito austriaco.

Roma aveva appoggiato la ripresa della guerra da parte di Carlo Alberto, ma dopo la sconfitta di Novara

venne istituito un triumvirato, composto da Mazzini, Saffi e Armellini, con il compito di proseguire la

guerra di indipendenza e di salvare la repubblica.

Pio IX decise di rivolgersi alla Francia per riconquistare Roma; la Francia voleva infatti controbilanciare

la presenza austriaca in Italia e conservare l’appoggio degli ambienti cattolici. Il 30 aprile, nel primo

scontro coi difensori della repubblica,comandati da Pisacane e Garibaldi, l’esercito francese fu sconfitto.

A giugno i francesi lanciarono un attacco a sorpresa a Roma, la quale dovette arrendersi il 3 luglio→ fine

della repubblica romana.

Venezia resisteva ancora, ma ben presto anche la sua repubblica dovette arrendersi.

L’unificazione d’Italia

Le relazioni internazionali

Elementi di novità:

Ascesa al potere in Francia di Luigi Bonaparte, eletto il 10 dicembre 1848 e divenuto imperatore dei

Francesi col nome di Napoleone III; intesificò l’espansione coloniale della Francia (in Africa

in Estremo Oriente, in Africa centrale) cercando l’egemonia continentale. Era di idee

settentrionale,

conservatrici.

Cercò di modificare l’assetto europeo sancito dal Congresso di Vienna.

Napoleone III è considerato tra gli artefici della nuova Europa che si formò tra il 1860 e il 1870.

Fine della solidarietà tra Russia e Austria in relazione alla questione d’Oriente:

26

negli anni ’50 scoppiò la Guerra di Crimea, che oppose tra loro le grandi potenze europee e aprì

un’insanabile frattura tra Austria e Russia.

Nel 1852 lo czar Nicola I di Russia accentuò la politica anti-ottomana per vari motivi: espandersi verso il

Mar Nero e gli Stretti, proporsi come protettrice dei cristiani ortodossi e cercare l’egemonia sulle

popolazioni slave della penisola balcanica.

L’Inghilterra ragioni economiche → l’Impero ottomano infatti era

però non appoggiava i disegni russi per

un buon partner commerciale, mentre la Russia stava adottando una politica protezionistica che

ragioni politiche→

ostacolava la penetrazione dei prodotti inglesi; e per gli Inglesi volevano che la Russia

salvaguardare il loro controllo sulle rotte verso l’Egitto e l’Oriente.

restasse fuori dal Mediterraneo per

La Francia aveva invece solo l’interesse di stabilire rapporti amichevoli con l’Inghilterra e quindi la

la Russia appariva a Napoleone III come un’occasione

guerra contro per rinsaldare i rapporti con la Gran

Bretagna e ottenere la leadership politica e militare sul continente.

Nel 1853 scoppiarono le ostilità tra Russia e Turchia; Francia e Inghilterra posero l’assedio a Sebastopoli,

in modo da togliere alla Russia la possibilità di minacciare la Turchia, ma incontrarono difficoltà e perciò

cercarono un’alleanza con la Prussia o con l’Austria. ottenere l’aiuto dell’Austria contro la Russia

PER

firmarono un trattato con il Regno di Sardegna,il quale, in cambio di una riconsiderazione dei problemi

italiani, inviarono truppe in Crimea (Guerra di Crimea) Nel 1855 Sebastopoli cadde e Francesco Giuseppe

lanciò un ultimatum contro la Russia. L’attuale czar era ora Alessandro II.

La Russia capitolò; nel 1856 ci fu il Congresso di Parigi→ l’Impero ottomano fu posto sotto la garanzia

collettiva delle potenze europee, la Russia fu costretta a a rinunciare ad ogniu mira sugli Stretti, Turchi

mantennero i loro territori a patto di garantire a cristiani e musulmani gli stessi diritti e si delineò la

Romania indipendente. Al Congresso partecipò anche il Piemonte con Camillo Cavour; la questione

italiana fu portata all’attenzione delle potenze divenendo una questione di rilievo internazionale, anche se

i rappresentanti austriaci cercarono di opporsi.

Le conseguenze della Guerra di Crimea→ isolamento diplomatico dell’Austria e ridimensionamento della

potenza della Russia.

La reazione in Italia e il Piemonte costituzionale

La Restaurazione attuata da Francesco Giuseppe cercò di creare una compagine statale assolutistica e

centralizzata; sospese quindi ogni istituzione rappresentativa, accentò il controllo poliziesco e si

riavvicinò alla Chiesa.

Lombardo-Veneto: fu affidato ad un governo generale capitanato da Radetzky con un forte regime

militare. La repressione dei moti del 1848-1849 fu molto dura. Venne adottata una politica finanziaria di

tipo punitivo, con un notevole aggravio fiscale. Il progresso non venne promosso.

Stato pontificio: Pio IX ripristina le vecchie forme di governo; la legislazione rimase arretrata, la pubblica

amministrazione inefficiente e corrotta. Il diffuso malcontento per queste condizioni si espresse nel

brigantaggio.

Regno delle Due Sicilie: Ferdinando II adottò una politica di spietata reazione. Venne cancellata ogni

traccia di liberalismo e venne instaurato un regime di terrore contro i patrioti. La spesa pubblica era

molto contenuta e quindi non veniva svolta alcuna attività di promozione.

L’opposizione politica ai Borboni fu forte: da una parte vi era l’orientamento democratico e

rivoluzionario di Carlo Pisacane, dall’altra l’orientamento moderato, il murattismo, che voleva portare sul

trono Napoleone Luciano Carlo Murat.

Toscana: la reazione fu abbastanza mite. La politica di Leopoldo II abbandonò la strada del cauto

riformismo e della buona amministrazione; stipulò un concordato con la Chiesa, aumentò la vigilanza

poliziesca, emarginò i liberali dal governo, abolì lo Statuto, istituì la censura sulla stampa, aumentò il

carico fiscale. 27

Regno di Sardegna: qui invece il movimento liberale riuscì, dopo molte difficoltà, a far mantenere lo

Statuto e condusse alla modernizzazione politica e civile. I democratici volevano riaprire le ostilità contro

gli Austriaci, mentre a ciò si opponevano i moderati e il re. Il 20 novembre 1849 nacque il proclama di

Moncalieri: d’intesa con il capo del governo d’Azeglio il re sciolse le Camere e indisse nuove elezioni; i

democratici vennero sconfitti.

I democratici però continuavano a premere per una decisa politica antiaustriaca e promuovevano

agitazioni governative, mentre il partito reazionario voleva l’abrogazione del costituzionalismo e il

ripristino dell’ancien regime. Il governo di d’Azeglio nel 1850 presentò un pacchetto di leggi, le leggi

Siccardi→ colpivano alcune prerogative ecclesiastiche: abolizione del diritto d’asilo dei luoghi sacri,

abolizione della censura religiosa preventiva sulle pubblicazioni,l soppressione del tribunale della Chiesa.

La protesta dei clericali e dei conservatori fu durissima ma inutile. Le leggi erano anche appoggiate da

Cavour, che fece anche un discorso conclusivo alla Camera.

Cavour entra poi nel governo d’Azeglio, anche se lui l’equilibrio politico raggiunto dal Piemonte non

per

era un traguardo, ma un punto di partenza per ulteriori svolte in senso liberale.

Il fronte democratico

In prima fila su questo fronte vi era ancora Giuseppe Mazzini.

Egli costituì con Saffi un Comitato nazionale italiano che ripropose il programma mazziniano: l’unità

d’Italia come obiettivo e l’insurrezione popolare come metodo.

1853 creò il Partito d’Azione, composto da combattenti disposti a prendere le armi.

Nel

Mazzini si occupò della sempre più importante questione sociale; infatti accentuò il suo interesse verso gli

strati popolari ed i problemi dei lavoratori. Intensificò anche la polemica contro i socialisti, perchè non

bisognava legare l’unità d’Italia ad un rivolgimento delle condizioni sociali.

Alcuni democratici criticarono il programma di Mazzini, tra cui Giuseppe Ferrari, il quale riteneva che la

agli obiettivi dell’indipendenza e dell’unità non riusciva a mobilitare veramente

priorità data da Mazzini

le popolazioni; per Ferrari era invece prioritario un cambiamento rivoluzionario nei diversi Stati, che si

la guerra all’Austria era un falso

sarebbero trasformati in repubbliche socialiste confederate. Anche

obiettivo. Infine, a differenza di Mazzini, Ferrari riteneva che la rivoluzione in Italia potesse avvenire solo

all’interno di una rivoluzione europea, il cui segnale doveva venire dalla Francia.

Le idee di Ferrari vennero condivise da Carlo Pisacane, secondo il quale la futura rivoluzione italiana

doveva avere un carattere socialista; per il suo successo bisognava infatti far leva sullo spirito di

ribellione latente nelle masse contadine e spingerle a tentare un movimento decisivo. Si convinse ben

presto che i tempi per una ribellione erano sempre più vicini; nel 1857 sbarcò quindi a Sapri, contando di

sollevare le popolazioni contadine del Cilento, ma Pisacane e i suoi uomini furono uccisi dalla

popolazione e dai gendarmi borbonici.

Anche Carlo Cattaneo era molto critico verso il mazzinianesimo, in quanto era convinto che la libertà era

più importante dell’unità e dell’indipendenza; non condivideva le posizioni socialiste, in quanto riteneva

che la rivoluzione non dovesse partire dal popolo oppresso ma da persone istruite e politici; per questo si

dedicò all’educazione dell’opinione pubblica, cercando di rendere partecipi delle cause del fallimento dei

moti del 1848.

Cavour d’intraprendenza economica e cosmopolitismo culturale. Fu

La sua formazione fu caratterizzata da spirito

tra i primi fautori dello sviluppo ferroviario e tra i fondatori della Banca di Torino.

Il suo ingresso in politica avvenne nel 1847, con la pubblicazione del giornale “Il Risorgimento”. Era un

liberale, moderato, piemontese, di cultura europea. La vita pubblica spettava ai rappresentanti dei ceti

istruiti ed industriosi.

Era avverso ai miti nazionali del primato e dell’iniziativa del popolo; secondo lui il Piemonte e l’Italia

Paesi dell’Occidente e in particolare all’Inghilterra, tramite l’acquisizione di

dovevano accostarsi ai

competenze tecniche, produttive e professionali, e l’incremento del benessere e dell’istruzione; ciò poteva

avvenire solo con i metodi della libertà. 28

Dal 1849 Cavour divenne la figura più importante della maggioranza moderata nel Parlamento di Torino,

ricoprendo poi la carica di ministro dell’agricoltura e delle finanze.

Dopo il colpo di stato del 1851 compiuto da Bonaparte in Francia, decise di chiedere l’appoggio dei

moderati dell’opposizione di sinistra, guidati da Urbano Rattazzi; con essi strinse un accordo

settori

politico, il “connubio”→ Rattazzi fu nominato presidente della Camera, Cavour si dimise, e ciò provocò

una crisi politica che fu risolta nel 1852 con la sua nomina a primo ministro al posto del troppo moderato

d’Azeglio. Il connubio fu molto importante per vari motivi:

-Segnò la trasformazione del regime piemontese da costituzionale puro a parlamentare; il governo

divenne espressione del Parlamento.

Segnò una svolta politica in senso liberale emarginando le forze conservatrici che frenavano lo sviluppo

del Piemonte.

modo Cavour riuscì a governare assieme al Parlamento e ad attuare con il suo consenso l’azione

In questo evitare l’estremismo

riformatrice da lui voluta per rivoluzionario.

L’obiettivo della sua azione era quello di incanalare il movimento nazionale italiano all’interno delle

istituzioni del Regno Sardo divenute liberali.

Politica interna:

mirò alla modernizzazione del Piemonte; cercò di svecchiare la pubblica<amministrazione sostituendo i

funzionari dell’ancien regime

Politica economica:

favorì i settori più dinamici abbandonando il tradizionale regime protezionistico; utilizzò gli strumenti del

liberismo nel commercio estero e del forte incremento della spesa pubblica.

L’apertura ai mercati esteri provocò un maggiore interessamento da parte dei capitali stranieri. La politica

liberistica valse anche la simpatia dell’Inghilterra, favorevole alla libera circolazione delle merci e dei

capitali.

PER favorire le iniziative economiche il governo potenziò il sistema bancario e fondò la Banca

l’Italia abbia una vera banca di Stato, la

Nazionale, anche se si dovrà attendere il 1893 perchè Banca

d’Italia.

Risanò il deficit finanziario precedente non attraverso il contenimento della spesa pubblica, ma con un

forte incremento del carico fiscale. Si fece anche una politica di investimenti in settori strategici, che

aumentò il debito pubblico.

Fu estesa la rete delle comunicazioni ferroviarie e potenziati alcuni porti.

L’accrescimento della ricchezza nazionale permisero di rafforzare l’esercito e la marina.

Politica ecclesiastica:

le minacce maggiori al governo di Cavour provennero dalla Destra reazionaria e clericale che era

appoggiata dalla Chiesa. Essa chiedeva la limitazione della libertà di stampa, una politica di accordo con

l’Austria e una finanza prudente.

Cavour invece si era impegnato nel limitare le prerogative ecclesiastiche e nel realizzare uno Stato laico,

di tipo moderno e occidentale.

Nel 1845 Cavour propose una legge per eliminare i conventi tenuti da religiosi contemplativi (Legge dei

il clero si mobilitò e scoppiò una crisi, detta “calabiana” dal nome di un vescovo. Cavour, non

conventi);

appoggiato dal re, dovette dimettersi nel 1855. Fu però richiamato subito al potere e dovette mitigare la

legge.

Cavour si rese conto che il principio del “libera Chiesa in libero Stato” poteva attuarsi solo dopo che i

privilegi ecclesiastici fossero stati eliminati e fosse stata realizzata l’uguaglianza civile dei cittadini.

Cavour però non si occupò della riforma del sistema legislativo e i codici piemontesi, destinati a diventare

i codici dell’Italia unita, che rimasero di tipo pre-costituzionale.

Politica estera:

intuì che Napoleone III avrebbe scosso gli equilibri internazionali esistenti.

29

Cavour, in accordo con il re Vittorio Emanuele, decise di intervenire a fianco della Francia e

dell’Inghilterra nella Guerra di Crimea; i soldati che vennero inviati erano capitanati da Alfonso La

Marmora.

Al successivo Congresso di Parigi il Piemonte ottenne che la questione italiana fosse per la prima volta

discussa davanti ad un congresso europeo.

Molti politici italiani emigrarono ben presto in Piemonte e qui iniziò a prefigurarsi la futura classe

dirigente dell’Italia unita. Il Piemonte svolgeva sempre più una funzione nazionale, così come aveva

intuito Gioberti. Alla politica di Cavour espressero consenso molti intellettuali, tra cui Francesco De

Sanctis e Bertrando Spaventa.

Anche molti ex-mazziniani auspicavano una soluzione sabauda al problema italiano.

Nel luglio 1857 Cavour fondò la Società Nazionale, in cui confluirono molti patrioti, tra cui Manin,

Garibaldi e Giuseppe La Farina, che ne divenne il segretario; si formarono nei Ducati dei gruppi

l’annessione al Piemonte.

organizzati di liberali che si battevano per

Nel 1858 però il mazziniano Felice Orsini tentò un attentato contro Napoleone III, considerato nemico

della repubblica. Grazie al discorso fatto alla Francia da Orsini sulle sorti dell’Italia e all’abilità di Cavour

che condannò duramente l’attentato, Napoleone III capì che trovare una soluzione politico-diplomatico-

l’Italia era ormai nell’interesse della pace e dell’ordine in Europa.

militare per III e Cavour→ la Francia doveva intervenire in

Furono stipulati gli accordi di Plombieres tra Napoleone

aiuto del Piemonte qualora fosse stato attaccato dall’Austria, e al termine della guerra, in caso di vittoria,

si sarebbe costituito un Regno dell’Alta Italia, sotto Vittorio Emanuele II; il papa avrebbe conservato

Roma e i territori vicini. In cambio di ciò il Piemonte doveva cedere alla Francia Nizza e la Savoia. Si

parlò anche di costituire un Regno dell’Italia Centrale e uno dell’Italia Meridionale.

Subito gli ambienti conservatori e clericali francesi e le potenze europee, tra cui Gran Bretagna e Russia,

cercarono di evitare la guerra, cercando di organizzare una conferenza internazionale; ma gli Austriaci si

evitare che fosse messo sotto accusa l’operato austriaco in Italia, e chiesero il disarmo

opposero per del

Regno di Sardegna, che fu però respinto.

l’Austria dichiara guerra al Piemonte→ II Guerra d’Indipendenza.

26 aprile 1859:

La seconda Guerra d’Indipendenza e passò all’offensiva

Napoleone III assunse il comando delle forze alleate franco-piemontesi facendo

ripiegare gli Austriaci.

battaglia di Magenta→ l’esercito franco-piemontese

4 giugno: ha via libera su Milano.

Gli austriaci comandati da Giulay, abbandonano Milano e si concentrano sul Quadrilatero; i patrioti

chiesero l’unione con il Piemonte eliminando i vecchi governi.

8 giugno: Napoleone e Vittorio Emanuele entrano a Milano, mentre Garibaldi libera Bergamo e Brescia.

24 giugno: i Piemontesi a San Martino e i Francesi a Solferino sconfiggono gli Austriaci.

Venezia, Napoleone III aprì i negoziati con l’imperatore austriaco;

Ma quando ci si apprestava a liberare

le ragioni erano: in Francia l’opposizione di destra voleva la fine delle ostilità per evitare che, con la

situazione italiana, fosse compromesso anche lo Stato del papa; inoltre l’Inghilterra temeva il

rafforzamento delle posizioni francesi e la Prussia sembrava volesse intervenire in aiuto dell’Austria in

cambio di un riconoscimento di egemonia sulla Confederazione germanica. Infine c’era il rischio che si

formasse un Regno d’Italia nel Centro-Nord senza che la Francia ottenesse compensi.

Austria e Francia firmano l’armistizio di Villafranca. La Lombardia sarebbe stata ceduta alla

11 luglio:

Francia e poi al Regno di Sardegna; sarebbero stati restaurati i governi legittimi a Modena e in Toscana; il

papa doveva introdurre riforme nel suo Stato; doveva crearsi una confederazione italiana sotto la

presidenza del papa; l’Austria conservava il Veneto.

Cavour si dimise, e l’incarico per il nuovo governo fu affidato ad Alfonso Lamarmora e a Rattazzi.

situazione di stallo i mazziniani cercarono di riprendere in mano l’iniziativa, con l’intento di

In questa

marciare verso il Meridione (dove regnava Francesco II di Borbone), attraverso gli Stati del papa e

ricongiungersi con le insurrezioni locali che sarebbe state nel mentre organizzate in Sicilia e in altri

30

compiere l’unificazione si dichiarò pronto a collaborare anche con i governi

luoghi. Mazzini per

provvisori dell’Italia centrale e con Vittorio Emanuele.

ma si alimentò di nuovo l’idea unitaria.

La proposta di Mazzini non ebbe succeso

Nel 1860 Napoleone III pubblicò un opuscolo nel quale indicava che con il prossimo congresso

internazionale sulla questione italiana, il papa rinunciasse alla Romagna, alle Marche e all’Umbria e si

regno indipendente dell’Italia centrale.

costituisse un

Il 20 gennaio Cavour ritornò al governo e offrì subito a Napoleone la cessione della Savoia e di Nizza,

come era stato concordato a Plombieres, in cambio dell’accettazione delle annessioni dell’Italia centrale

al Piemonte.

A Marzo si tennero i plebisciti, che furono a favore dell’unione al Regno di Sardegna.

Le successive elezioni per la Camera del nuovo regno furono favorevoli a Cavour.

La spedizione dei Mille e l’annessione del Mezzogiorno

Nel Regno delle Due Sicilie il sovrano era Francesco II detto Franceschiello, contrario ad ogni tipo di

riforma che era proposta dal presidente del consiglio Carlo Filangieri, che si dimise nel 1860.

Vi erano forti possibilità di moti insurrezionali in Sicilia, particolarmente avversa al regime borbonico. I

mazziniani Rosolino Pilo e Francesco Crispi cercarono di organizzare un moto antiborbonico e si

rivolsero a Garibaldi, che si dimostrò disponibile per guidare una spedizione in Sicilia.

L’insurrezione scoppia in Sicilia tra il 3 e il 4 aprile; Cavour cercò per ò di constrastare questo moto,

mentre Vittorio Emanuele si mostrò favorevole a Garibaldi.

6 maggio: I volontari salpano da Quarto.

11 maggio: giungono a Marsala

15 maggio: entrano a Calatafimi e sconfiggono la truppa borbonica

27 maggio: i Mille raggiungono Palermo. La città insorge e poco dopo i borboni sono costretti a fuggire a

Napoli. un possibile conflitto con la Francia qualora Garibaldi avesse avuto l’intenzione di

Cavour temeva però

marciare fino a Roma o qualora la liberazione del Mezzogiorno, compiuta da forze democratiche o da

volontari, non fosse compiuta dalle forme parlamentari e costituzionali dello Stato, come egli aveva

desiderato.

Quindi incoraggiò il rientro nel Mezzogiorno degli esuli più moderati; inviò dei rappresentanti in Sicilia

per controllare la situazione; cercò di organizzare una sollevazione liberale moderata nel Napoletano.

Tutto ciò non riuscì, anche se la spedizione garibaldina fu tenuta sotto controllo e il Regno Sardo tolse

sull’iniziativa.

ogni responsabilità

In Sicilia però, di fronte alla disgregazione dello Stato borbonico scoppiò un conflitto tra proprietari

terrieri e contadini, i quali si appropriarono delle terre demaniali a loro esurpate.

Il caso più noto fu quello di Bronte, dove il luogotenente di Garibaldi, Nino Bixio cercò di reprimere le

agitazioni contadine.

20 luglio: battaglia di Milazzo

27 luglio: presa di Messina; la Sicilia era liberata.

21 agosto: cade Reggio; tutto lo Stretto è sotto il controllo di Garibaldi.

7 settembre: Garibaldi raggiunge Napoli e fa fuggire Francesco II a Gaeta.

Cavour decise allora di intervenire per evitare che Garibaldi avanzasse verso Roma e per recuperare i

territori meridionali all’autorità dello Stato sabaudo, anche per evitare il possibile intervento di altre

potenze. l’esercito piemontese entra nello Stato pontificio e sconfigge le truppe papali a

18 settembre:

Castelfidardo. 31

1 ottobre: la controffensiva di Francesco II fallisce nella battaglia di Volturno.

l’esercito piemontese entra nell’ex-

13 ottobre: Regno borbonico.

Nel Mezzogiorno però esponenti reazionari filoborbonici e membri del clero stavano organizzando

movimenti contadini contro i liberali e i sostenitori della nuova politica.

a Teano Garibaldi si incontra con l’esercito

26 ottobre: di Vittorio Emanuele e rimette il Regno da lui

liberato nelle mani del re; si ritira poi a Caprera. l’annessione al Regno di Vittorio Emanuele, che

Si tennero nel Mezzogiorno i plebisciti per

proclamarono il sì.

17 maggio 1861: a Torino si riunisce il primo Parlamento italiano, che proclamò Vittorio Emanuele re

d’Italia.

L’Europa dal 1850 al 1870

La crescita economica

Nonostante le profonde trasformazioni che si verificarono, esistevano ancora in Europa regioni più

arretrate, con minimi progressi.

I progressi erano dovuti a vari fattori:

 La realizzazione e la diffusione delle precedenti innovazioni

 La concentrazione delle attività produttive in unità sempre maggiori

 La riorganizzazione e la redistribuzione delle industrie

 La diffusione delle ferrovie e della navigazione a vapore.

 Le scoperte aurifere in California e Australia.

Ciò portò ad un incremento del commercio, che si manifestava sia tra i paesi industrializzati e le aree

meno sviluppate, sia tra i paesi industrializzati.

Importante fu la diffusione del liberismo, il libero commercio, per lo sviluppo economico; solo negli Stati

Uniti rimase un moderato protezionismo.

L’industria più sviluppata era quella siderurgica del ferro e del carbone, e il settore più attivo era quello

delle costruzioni ferroviarie.

Il legame tra industria e ricerca scientifica si faceva sempre più stretto, soprattutto con l’industria chimica

ed elettrica che stavano appena nascendo.

Divenne più stretto anche il legame tra sviluppo industriale e finanza; si diffusero società azionarie

formate da più capitalisti singoli. Sorsero le banche miste, che attuavano anche prestiti alle imprese.

Maggiori capitali provennero anche dagli investimenti esteri, con il trasferimento di capitali da un paese

all’altro. divenne ora decisivo; l’aumentata spesa pubblica rese necessaria l’emissione di

Il ruolo dello Stato

obbligazioni e titoli di Stato.

La Gran Bretagna

Era all’avanguardia nello sviluppo industriale e commerciale.

Vi era il regno della regina Vittoria.

Grazie ai numerosi progressi ci fu un incremento del reddito nazionale e una crescita demografica.

La situazione favorevole portò ad un clima di maggiore concordia sociale.

Il movimento operaio si organizzò nel cooperativismo e nelle Trade Unions, le quali volevano

l’introduzione di aggiustamenti nel sistema produttivo capitalistico per favorire i lavoratori.

Il fenomeno più importante nella società inglese del secondo Ottocento fu però il superamento delle

divisioni tra ricchi e poveri, grazie all’emergere di un nuovo ceto operaio formato da lavoratori qualificati

e ben retribuiti e alla pressione esercitata dallo Stato e dalle autorità locali con la diffusione di alcuni

strumenti del tempo libero che realizzarono l’integrazione delle classi lavoratrici.

Tale sviluppo derivò anche dalla solidità delle istituzioni politiche.

32 d’accordo sul

Sulla scena politica le forze opposte erano i liberali e i conservatori, che erano cmques

sistema politico-istituzionale vigente.

Dal 1846 al 1874 furono però i liberali a dirigere la politica inglese, soprattutto con le figure di

Palmerston→ si concentrò nella politica estera, garantendo il dominio dei mari,la difesa dell’equilibrio in

Europa, la presenza vigile nelle controversie internazionali, la pressione per ottenere la piena libertà dei

commerci e il dominio coloniale in varie parti del mondo. Si realizzò così la pax britannica, una sorta di

protettorato economico e politico su gran parte della terra.

Gladstone→ riuscì a mettere d’accordo gli interessi della borghesia liberale con quelli dei lavoratori,

grazie a riforme riguardanti soprattutto l’istruzione e l’esercito. Dovette anche fronteggiare la questione

irlandese, reprimendo duramente le rivendicazioni indipendentiste. attuarono un’importante riforma

Dal 1866 al 1868 furono al governo i conservatori, con Disraeli, che

elettorale, il Reform Bill, che estese il diritto di voto alla totalità dei lavoratori di città.

La Francia del secondo Impero

1850: l’Assemblea modificò in senso restrittivo la legge elettorale; Luigi Bonaparte, ponendosi come

difensore del popolo, si oppose, con l’intento di instaurare un governo personale. Era appoggiato dal

clero, dalla borghesia, dall’esercito e dai contadini.

1 dicembre 1851: attua il colpo di Stato e dichiara sciolta l’Assemblea

21 dicembre: un plebiscito legittima il colpo di Stato

1852: nuova Costituzione, che assegnò al Presidente della repubblica tutto il controllo esecutivo; il potere

legislativo venne invece diviso tra un’Assemblea, un Senato e un Consiglio di Stato.

Il regime ebbe un carattere autoritario e centralistico, che si manifestò con una legge che limitava la

libertà di stampa e potenziava l’istituto delle prefetture.

2 dicembre 1852: restaurazione dell’Impero; Bonaparte assume il titolo di Napoleone III.

Napoleone puntò sulla stabilità sociale, la crescita economica e la tutela degli interessi nazionali.

Politica economica:

riuscì ad aumentare il volume del commercio e la crescita industriale, soprattutto grazie al suo sostegno

alle forze produttive e ai numerosi investimenti esteri.

In altri settori produttivi ( tessili, edilizia, legno) però rimasero ancora le strutture tradizionali e la crescita

demografica fu più contenuta che in Inghilterra. L’agricoltura inoltre rimase arretrata e dominata dalla

piccola proprietà contadina.

Affidandosi a tecnici di formazione saint-simoniana, attuò la trasformazione di Parigi; il prefetto

Haussmann trasformò molti quartieri in boulevards.

Politica estera:

proclamò il sostegno al principio di nazionalità, per permettere alla Francia di riconquistare le sue

posizioni in Europa. Il secondo Impero doveva continuare l’opera del primo: ridare alla Francia il suo

primato. e contro l’Austria nella Guerra d’Italia, perdendo

Combattè contro la Russia nella Guerra di Crimea però

il sostegno cattolico; si erse a protettore del cattolicesimo e del papa.

Nel 1864 intervennè anche nella guerra civile scoppiata in Messico; qui il presidente Garçia aveva

sospeso per difficoltà finanziarie il pagamento dei debiti ad alcuni Stati, tra cui la Francia; Napoleone III

allora di imporre come imperatore del Messico il principe Massimiliano d’Asburgo, fratello minore

cercò

di Francesco Giuseppe, ma i patrioti messicani sconfissero le truppe francesi e uccisero Massimiliano.

La politica estera poco brillante fece diminuire il consenso a Napoleone III.

Dopo le elezioni del 1863 egli decise quindi di attuare una cauta conversione in senso liberale,

ripristinando la libertà di stampa e di propaganda politica, e di concedere aperture verso i lavoratori.

popolarità dimunì, e così nel 1870 decise di affidare l’incarico di formare il

Alle elezioni del 1869 la sua

governo a Ollivier. sconfitto e catturato a Sedan; l’Impero finì.

Nella guerra di Prussia venne però 33

4 settembre 1870: viene proclamata la III repubblica francese.

L’Impero austriaco

Dal 1848 era al trono Francesco Giuseppe; la classe dirigente era immobilista.

Dopo il 1849 il governo puntò sul rafforzamento del potere centrale e su un intransigente autoritarismo,

rispondendo in maniera repressiva ai movimenti nazionali delle province del Regno.

Nel 1859 ci fu la sconfitta in Italia nella II Guerra d’Indipendenza.

avvenimenti risultò opportuno moderare l’assolutismo

Dopo questi per dare spazio alla modernizzazione

e all’industrializzazione; le forze che si contrastavano ciò auspicavano l’una il centralismo,

per realizzare

l’altra il federalismo.

Nel 1866 scoppiò la guerra con la Prussia, in cui l’esercito austriaco fu sconfitto; si decise quindi nel

1867 di creare una “duplice monarchia” (compromesso istituzionale), che diede l’autonomia all’Ungheria

e trasformò l’Impero d’Austria in Impero austro-ungarico; venne quindi sancita l’alleanza tra le

nazionalità dominanti dell’Impero a discapito della maggioranza della popolazione che era d’origine

slava.

Fu creato un sistema istituzionale tripartito: istituzioni centrali a carattere unitario e istituzioni specifiche

i due Regni d’Austria e d’Ungheria.

per

L’unità dell’Impero fu salvaguardata indicando che le decisioni in materia di politica estera, di guerra e di

finanza spettavano ai ministeri centrali unitari.

Vi era anche un Consiglio della Corona, composto dai responsabili dei ministeri centrali, dai primistri dei

due governi e presieduto dall’imperatore.

I territori vennero suddivisi in 17 province dotate di autonomia amministrativa.

Furono anche promosse riforme costituzionali e civili.

Restava ancora irrisolto il problema dei rapporti tra le varie etnie, i cui contrasti creavano instabilità

politica.

Nel 1873 si verificò una crisi economica molto grave.

La Russia estendeva dalla Polonia all’Alaska e i suoi confini erano sempre in movimento.

Il territorio si

All’interno dell’Impero vi erano gruppi etnici vari e nazionalità diverse.

Si registrò l’incremento di popolazione più forte in Europa.

Rimaneva cmq un Paese molto arretrato; per questo il nuovo czar Alessandro II intraprese una politica di

riforme.

Un problema grosso era quello della diffusa servitù, con servi appantenenti ai privati e servi appartenenti

allo Stato che spesso alimentavano ribellioni.

L’agricoltura era ancora antiquata e caratterizzata da immobilismo.

Alessandro II emanò un decreto che liberava i contadini di Stato e nel 1861 fu varata una normativa che

aboliva la servitù. I contadini ricevettero così la libertà personale, ma dovettero pagare un prezzo fissato

per legge per la terra loro assegnata. La maggioranza dei terreni furono acquistati dai mir, gli organi

amministrativi dei villaggi, che li assegnarono ai loro membri ponendo su di loro un controllo vincolante.

Fu tentata una riforma anche in campo amministrativo. Nel 1864 furono istituite delle assemblee elettive

l’assistenza pubblica, la sanità, l’istruzione e le strade.

nelle province, con funzioni di autogoverno per

PER amministrare le città furono istituiti dei consugli elettivi, le dume.

Ci furono riforme anche in campo giudiziario: vennero abolite le pene coroporali più dure, furono

introdotte le giurie popolari…

Venne potenziata l’istruzione.

Durante quest’azione riformatrice ci fu un periodo di crescita economica.

L’azione riformatrice si arrestò però dopo poco.

1863: insurrezione nazionale nelle province polacche dell’Impero, repressa da Alessandro.

l’arretratezza e la miseria formò un’opposizione radicale, che si espresse con il:

Il malcontento per

populismo→ movimento per liberare il popolo russo e creare una società socialista e legata alle tradizioni

comunitarie del mondo rurale russo, diversa da quella del capitalismo occidentale; si ispirò a Herzen.

34

anarchismo→ propagandato da Bakunin, che voleva la formazione di piccoli gruppi organizzati che

innescassero un movimento rivoluzionario attraverso azioni violente e terroristiche.

nichilismo→movimento filosofico e letterario contro il dispotismo e le limitazioni della libertà

individuale imposti dalla società e dalle tradizioni.

Gli atti terroristici che seguirono portarono, nel 1881, all’assassinio di Alessando II.

L’industrializzazione e l’unificazione della Germania

4 periodi dello sviluppo industriale tedesco:

-fino al 1830: periodo di immobilismo

crescita dell’industria dopo la fondazione del mercato comune tedesco (Zollverein)

-1830-1840: nascita dell’industria delle costruzioni ferroviarie

-1840-1850: decollo dell’industria tedesca

-1850-1873:

Tra il 1830 e il 1870 anche l’agricoltura progredì; l’aumento della popolazione portò un rialzo dei prezzi

agricoli, che produsse forti investimenti e fecero sorgere aziende agrarie moderne.

Si verificò anche una grossa espulsione di forza lavoro dalle campagne verso il settore industriale. In

questo periodo la regione della Ruhr divenne una delle regioni a più forte concentrazione urbana nel

mondo.

Fu rapida anche l’industrializzazione, in cui ebbe un ruolo importante l’industria pesante.

Un’altra caratteristica fu il ruolo avuto dalla scienza e dall’industria sullo sviluppo; la Prussia promosse

infatti la ricerca e l’insegnamento tecnico-scientifico.

L’industrializzazione non fu accompagnata da un ‘evoluzione in senso democratico delle strutture

però

sociali e politiche, ma i vertici della politica, dell’amministrazione e dell’esercito furono occupate

dall’aristocrazia. La società tedesca era infatti ancorata ai valori etici di origine nobiliare.

La questione costituzionale:

la Prussia fu il solo Stato che non abrogò la Costituzione, anche se la modificò in senso restrittivo e limitò

le libertà di stampa e di associazione.

La questione nazionale:

il nuovo sovrano Guglielmo I rilanciò questa questione.

I sostenitori della Grande Germania erano sempre di meno dopo l’isolamento dell’Austria in seguito alla

Guerra di Crimea e il suo indebolimento dopo la guerra con i Franco-Piemontesi.

La Prussia quindi ebbe più spazio d’azione e cercò di conquistare un ruolo nazionale, cercando di dotarsi

di un più efficiente apparato militare attraverso una riforma militare.

Essa fu predisposta nel 1860 dal generale von Roon; prevedeva il prolungamento a 3 anni del periodo di

leva, l’aumento del numero di soldati nell’esercito statale e la riduzione della milizia territoriale, che

doveva essere sostituita da un esercito tecnicamente e professionalmente preparato. La Camera dei

si oppose all’incremento delle spese militari; infatti essa voleva che

deputati, che era liberale, però

l’unificazione tedesca avvenisse solo grazie ad un consolidamento delle istituzione parlamentari e ad un

allargamento del ruolo politico dei ceti borghesi.

Il 22 settembre 1862 Guglielmo I affidò la direzione del governo a Otto von Bismarck, di posizioni

conservatrici; egli infatti attuò subito la riforma senza ascoltare l’opposizione del Parlamento.

riuscì ad avere il pieno controllo del paese grazie all’esautoramento del Parlamento,

Bismarck

all’attribuzione di poteri speciali alle forze di polizia, e ad un’intensa campagna nazionalistica.

inevitabile uno scontro con l’Austria e

Si rese conto che per unificare la Germania sotto la Prussia era per

questo si assicurò la neutralità di Napoleone III, grazie a possibilità di ingrandimenti territoriali, e

l’appoggio dell’Italia, con cui stipulò un’alleanza antiaustriaca.

La guerra con l’Austria:

16 giugno 1866: inizio della guerra

3 luglio: a Sadowa l’esercito austriaco viene battuto dalle truppe di von Moltke

35

scioglimento della Confederazione germanica ed espulsione dell’Austria

23 agosto: pace di Praga→

dalla Germania, oltre che dal Veneto. Nasce la Confederazione tedesca del nord, presieduta da Guglielmo

I, con Bismarck cancelliere. I territori degli Stati tedeschi sconfitti vengono incorporati al Regno di

Prussia. Gli Stati meridionali rimasero indipendenti e protetti dalla Francia, che voleva evitare la

formazione di un troppo grosso Stato tedesco unificato.

Il liberalismo tedesco fu sconfitto, vinse l’autoritarismo prussiano.

l’Italia fu la III guerra d’indipendenza: infatti l’Italia alleata con la Prussia mirava a

PER questa

completare l’unificazione nazionale conquistando il Veneto e Venezia.

allargare la Confederazione del Nord con gli Stati meridionali; l’unico

Bismarck si adoperò poi per

problema per questa unificazione era rappresentato dalla Francia, che proteggeva la loro indipendenza.

La guerra franco-prussiana

L’occasione del conflitto venne dalla Spagna, dove una rivoluzione aveva fatto cadere la monarchia

borbonica; il Parlamento spagnolo offrì la corona a un principe degli Hohenzollern. Napoleone III si

oppose, mentre Bismarck appoggio questa successione, anche per spingere la Francia alla guerra e

manipolò un telegramma inviatogli da Guglielmo I (telegramma di Ems) comunicandolo in modo

offensivo per la Francia.

19 luglio 1870: Napoleone dichiara guerra alla Prussia

circondano l’esercito francese a Sedan

2 settembre: i Prussiani

4 settembre: cade il secondo Impero francese; viene proclamata la repubblica e costituito un governo

provvisorio. l’assemblea Nazionale che danno la vittoria ai moderati, con a capo

8 settembre: elezioni in Francia per

Thiers viene firmato l’armistizio e proclamata la nascita dell’Impero tedesco, con imperatore

18 gennaio 1871:

Guglielmo I. pace di Versailles con Bismarck; la Francia cede l’Alsazia e la Lorena, ciò alimenta nei

26 febbraio:

Francesi un forte sentimento di rivincita antitedesco, accorda facilitazioni doganali ai prodotti tedeschi e

paga un’indennità.

La guerra portò anche alla fine del Regno di Prussia e alla formazione del Reich tedesco.

L’Italia unita e la destra storica

La classe politica dell’Italia unita

A partire dal 1861 per la classe dirigente l’obiettivo principale era la salvaguardia dell’unità conseguita.

I gruppi liberali e democratici si resero però conto che le masse popolari erano avverse ai principi dello

stato unitario; si proposero quindi il compito di creare uno Stato e il senso della sua sovranità attraverso il

rispetto delle leggi: era necessario definire un organismo statale, realizzare l’effettiva sovranità dello stato

nazionale e l’integrazione della società civile; realizzare queste cose non era però un compito facile.

La classe politica che diresse l’Italia negli anni dopo l’unità fu quella formatasi negli anni del

Risogimento.

La Destra : della

Era formata dagli eredi del liberalismo moderato di Cavour, e venne detta storica per l’importanza

sua azione; tra i suoi esponenti vi furono: Bettino Ricasoli, Marco Minghetti, Urbano Rattazzi,

Alfonso La Marmora, Quintino Sella.

Era legata al mondo dei proprietari terrieri settentrionali e aperta agli interessi del mondo finanziario, con

connotati culturali di tipo aristocratico-borghese.

La Sinistra: 36

Era invece formata da uomini legati alle cospirazioni mazziniane ed al volontariato garibaldino. Tra i suoi

esponenti vi furono: Agostino Depretis, Francesco Crispi, Giovanni Nicotera, Francesco De Sanctis.

Erano legati ai ceti commerciali e industriali; richidevano azioni più energiche per risolvere i problemi di

Roma e Venezia e appoggiavano le iniziative di Garibaldi.

Tra Destra e Sinistra c’erano molte affinità, tra cui la prossimità delle rispettive basi elettorali e l’assenza

di profonde divisioni ideali.

Fu però la Destra ad avere la maggioranza in parlamento e al governo fino al 1876.

Il sistema elettorale durante la formazione del Regno era quello dei plebisciti a suffragio universale, che

divenne un suffragio a base censitaria; queste restrizioni elettorali furono mantenute perché si riteneva

che la partecipazione politica poteva allargarsi solo dopo la diffusione dell’istruzione e del benessere.

I candidati alle elezioni non erano esponenti di partiti organizzati, ma notabili locali.

La costruzione dello Stato italiano

Le basi dello stato unitario furono poste tra il 1861 e il 1865 dalla Destra.

La classe dirigente liberale scelse un’ordinamento dello stato di tipo acentrato, soprattutto per evitare che

autonomie troppo ampie e non controllate dall’alto potessero favorire le forze dominanti nelle singole

località, certamente non disponibili a promuovere il progresso. l’ordinamento

Nel marzo 1965 furono proclamate delle leggi che estesero a tutto il Regno

piemontese e che lasciarono un’autonomia molto ridotta agli enti locali. Il sindaco era

amministrativo per controllare gli atti delle amministrazioni comunali →

nominato dal re, mentre fu posto un prefetto

unificazione amministrativa.

l’unificazione dei codici l’unificazione delle tariffe doganali

Ci fu anche e e della moneta.

Questa unificazione fu detta “piemontesizzazione”, cioè adozione delle norme piemontesi. Contro ciò

operavano i gruppi clericali e reazionari, d’intesa con Pio IX e con i Borboni.

Politica finanziaria:

lo Stato italiano nacque con un bilancio in deficit; la politica della Destra si orientò quindi verso il

l’aumento delle entrate con l’aggravio delle imposte; venne

contenimento della spesa pubblica e

anche reintrodotta la tassa sul macinato, avversata dai ceti popolari.

La spesa pubblica (costruzioni ferroviarie ed armamenti) privilegiò le regioni del centro nord mentre il

Meridione ebbe pochi benefici. Queste popolazioni, non abituate a una forte pressione fiscale si

ribellarono; inoltre l’eliminazione delle dogane interne privò molte imprese meridionali della protezione

in passato offerta dal regime doganale borbonico. A tutto ciò si aggiunsero l’obbligo di leva e le

incomprensioni tra le popolazioni meridionali e il nuovo apparato di funzionari statali piemontesi. Di

questo malcontento approfittarono gli agenti pontifici e borbonici; nacque il fenomeno del brigantaggio,

formato da bande che si opponevano alle forze governative. Lo stato italiano, per eliminare il fenomeno,

emanò nel 1863 la Legge Pica e inviò nel sud reparti militari.

Erano ostili allo stato unitario anche le popolazioni rurali siciliane, che portarono alla rivolta di Palermo

nell’area napoletana nacque

nel 1866 ed alla diffusione della mafia; invece la camorra.

L’annessione del Veneto e di Roma (III Guerra di Indipendenza)

10 novembre 1859: pace di Zurigo; gli accordi di Villafranca vengono ufficializzati e lì

Austria conserva il Veneto e il Mantovano.

l’Italia entra in guerra con la Prussia contro l’Austria. Dal punto di vista militare la guerra però non

1866:

va bene, tuttavia gli austriaci vengono sconfitti dai prussiani a Sadowa.

3 ottobre 1866: pace di Vienna tra Italia ed Austria; Mantova e il Veneto vengono ceduti a Napoleone III

all’Italia.

e poi 37

Grazie alla III Guerra d’Indipendenza all’unificazione mancavano ora solo le terre del Trentino e della

Venezia Giulia, ed inoltre lo stato italiano era ufficialmente riconosciuto dall’Austria e dalla diplomazia

europea.

Questione di Roma:

L’annessione di Roma al Regno d’Italia era necessaria per spostare la capitale a Roma, per limitare le

iniziative insurrezionali di Garibaldi e perché si riteneva che Torino non potesse rimanere a lungo la

capitale del Regno, anche per far tacere le accuse di piemontesizzazione.

Occupare Roma però non era semplice perché Napoleone III difendeva Pio IX.

Un altro problema era quello che riguardava la futura configurazione dei rapporti tra lo Stato italiano e

la quale aveva ostacolato l’unificazione italiana.

la Chiesa, I rapporti tra la Chiesa e lo Stato

peggiorarono ancora quando i governi italiani, per esigenze finanziarie, vararono nel 1866-1867 un

pacchetto di leggi che espropriarono e misero in vendita i beni appartenenti agli ordini ed alle

corporazioni religiose.

Per risolvere la questione romana il presidente del consiglio Ricasoli nel 1861 si rivolse al pontefice

chiedendo alla Chiesa di rinunciare al potere temporale.

Con il governo seguente di Rattazzi Garibaldi diede il via ad un’azione, che però venne bloccata

dall’esercito regio sull’Aspromonte nel 1863.

1864: il governo di Minghetti stipula con Napoleone III la Convenzione di settembre, in base alla quale

la Francia si impegnava a ritirare il suo presidio militare da Roma, mentre l’Italia si impegnava a non

attaccare lo Stato pontificio.

Il pontefice, deluso per questo accordo, emana l’enciclica Quanta cura, contro il liberalismo.

1865: la capitale italiana è trasferita da Torino a Firenze.

Garibaldi riprende l’iniziativa, ma anche questa volta,

1867: a Mentana, viene fermato dai soldati francesi

in difesa del papa.

1870: le truppe francesi sono allontanate da Roma a causa della guerra con la Prussia, nella quale

Napoleone è sconfitto a Sedan. Le truppe piemontesi comandate da Cadorna ne approfittano e penetrano

nello Stato pontificio. Il 20 settembre c’è la breccia di Porta Pia; i soldati occupano Roma tranne il

Vaticano. I plebisciti seguenti sanciscono l’annesisone del Lazio.

Per risolvere il rapporto con il papa il parlamento italiano votò nel 1871 la legge delle guarentigie. Pio

IX non accettò però la legge e riconfermò l’opposizione all’avvenuta unificazione italiana, come era

emerso dal Concilio Ecumenico Vaticano I.

L’opposizione del papa all’unificazione ebbe numerose conseguenze: tenne la borghesia catotlica lontana

dal processo di costruzione dello Stato, alimentò nelle classi poplari l’estraneità alle istituzioni.

Nonostante ciò lo Stato italiano continuò nel suo progetto, dimostrando la propria adesione al liberalismo

per quanto riguarda la separazione tra Stato e Chiesa.

Gli Stati Uniti (1800-1865)

Espansione territoriale

Nel 1803 il presidente Jefferson acquistò la Louisiana da Napoleone I.

Tra il 1812 e il 1815 ci fu la guerra con la Gran Bretagna, la quale voleva che gli Americani non avessero

più rapporti commerciali con la Francia; la guerra terminò con una pace che ristabilì lo status quo.

In seguito ottennero la Florida spagnola, durante la ribellione delle colonie centro e sudamericane.

della politica estera americana (“dottrina

Il presidente Monroe enunciò i principi fondamentali

gli Stati Uniti si astenevano dall’intervenire nelle questioni europee, ma si opponevano ad ogni

Monroe”):

colonizzazione di regioni americane da parte europea e ad ogni intervento politico, in America, di forze

politiche non americane. 38

Nel 1863 i coloni americani proclamarono una repubblica indipendente nel territorio messicano del

Texas. Nella successiva guerra con il Messico gli Usa vinsero e acquistarono i territori del su-ovest.

1867: acquisto dell’Alaska dallo czar Alessandro II.

L’avanzamento verso l’Ovest ebbe però molti problemi.

Il più grave era quello dei rapporti con le popolazioni native, gli Indiani; infatti gli americani penetravano

nelle loro terre e li aggredivano. La soluzione era quella del loro allontanamento; gli Indiani furono

deportati a forza nelle riserve.

Analoghe restrizioni territoriali furono imposti ad altre minoranze (indios, meticci, mormoni, neri).

Si verificò un grosso aumento della popolazione, grazie alla salubrità del clima e alle prospettive

economiche.

Un altro fenomeno fu l’immigrazione, soprattutto protestanti dal Centro e dal Nord Europa; a partire dal

1840 era composta in prevalenza da Irlandesi cattolici. dagli anni ’30 ci fu la costruzione delle

Ci fu un potenziamento delle vie di comunicazione. A partire

prime linee ferroviarie.

Intorno al 1860 gli Usa divennero il secondo paese industriale del mondo.

Le nuove imprese industriali si localizzarono soprattutto nel Nord-Est.

Nell’Ovest l’agricoltura divenne più produttiva anche grazie a nuovi macchinari e allo sviluppo delle

ferrovie, che abbatteva i costi di trasporto.

Negli stati del Sud si espanse invece la piantagione del cotone, con l’impiego di schiavi neri; il Sud però

cresceva meno del Nord e dipendeva da esso per i mezzi finanziari, industriali e alimentari.

dell’Unione; infatti,

Il primo forte contrasto tra Nord e Sud si manifestò riguardo alla politica doganale

nell’interesse delle industrie settentrionali, erano state votate alte tariffe protezionistiche. A ciò si ribellò

soprattutto la Carolina del Sud. Si giunse poi ad un compromesso e vennero ribassate le tariffe.

Il secondo contrasto era la questione della schiavitù, in quanto gli stati del Nord erano contrari ad

estendere la schiavitù ad Ovest; si giunse a dei compromessi. La difesa della schiavitù divenne per gli

Stati del Sud una questione di principio.

Il sistema politico americano

1801: Jefferson presidente repubblicano-democratico, appoggiato dagli Stati del Sud.

In seguito le posizioni di repubblicani e federalisti si avvicinarono.

Il rinnovamento in politica venne dal West, che dotò i suoi Stati di Costituzioni e portò al suffragio

universale. leader dei democratici e candidato della gente comune→

Nel 1828 divenne presidente Jackson,

avanzamento della democrazia.

Il presidente diventa con lui il rappresentante di tutto il popolo americano

La politica populistica-democratica di Jackson fu però avversata dai repubblicani-nazionali, difensori

degli interessi del mondo finanziario ed industriale→ ritorno al bipartitismo.

Nel mentre però il movimento antischiavista diventava sempre più forte e per evitare scontri tra

abolizionisti e schiavisti all’interno dello stesso partito, nel 1854 venne creato il partito repubblicano,

formato da abolizionisti prima nel partito democratico; il loro candidato alle elezioni del 1860 era

Lincoln.

Democratici: sostenitori della schiavitù e partito del Sud

Repubblicani: abolizionisti e partito del Nord. 39

La guerra civile (1861-1865)

1860: i repubblicani vincono le elezioni con Lincoln

1861: gli Stati del Sud dichiarano la secessione dall’Unione e formano la Confederazione degli Stati del

Sud, con presidente Davis.

12 aprile 1861: le truppe della Confederazione dichiarano guerra all’Unione.

Il capo della Confederazione era Lee.

Gli Stati del Nord ebbero come obiettivo quello di abolire la schiavitù.

12 settembre 1862: Lincoln dichiara la fine della schiavitù negli Usa.

L’Unione riuscì ad attuare un blocco navale lungo le coste del Sud.

1863: Lee viene sconfitto a Gettysburg

Il generale dell’Unione Grant spacca la Confederazione in due.

9 aprile 1865: Lee si arrende ad Appomattox. La guerra finisce.

15 aprile 1865: Lincoln viene assassinato da un estremista sudista.

La seconda rivoluzione industriale

dell’economia capitalistica subì trasformazioni di grande portata..

Periodo in cui il sistema

La nuova fase dell’economia ebbe inizio con una crisi di sovrapproduzione nel 1873, che si fece sentire

anche nei due decenni successivi con una caduta dei prezzi; essa fu un prodotto delle trasformazioni

organizzative e delle innovazioni tecnologiche che ridussero i costi di produzione. Gli scambi

commerciali cmques crebbero.

QUESta fase fu caratterizzata soprattutto dal declino dei valori della libera concorrenza.

Nacquero così grandi consociazioni (holdings) per il controllo finanziario di diverse imprese, consorzi

(cartelli) fra aziende dello stesso settore che si accordavano sulla produzione e sui prezzi e le

concentrazioni (trusts) fra imprese.

Un ruolo importante in questi processi fu svolto dalle banche, infatti tra imprese e banche si creò uno

stretto rapporto ( capitalismo finanziario). favorire l’economia nazionale, o

Con la fine del liberismo i governi intervennero maggiormente per

tramite interventi diretti o tramite l’aumento delle tariffe doganali per proteggere la produzione interna e

scoraggiare le importazioni.

La Gran Bretagna invece rimase sempre un Paese liberista, ma per questo fu danneggiata; vide infatti

ridursi gli sbocchi di mercato e dovette assistere allo sviluppo delle industrie nei paesi concorrenti. Essa

reagì ampliando il vasto impero d’oltremare e intensificando gli scambi con le colonie.

Assunse grande importanza la corsa ai nuovi mercati→ età dell’imperialismo.

La crisi agraria

La caduta dei prezzi si fece più sentire nel settore dell’agricoltura.

Alla fine dell’800 l’agricoltura realizzò importanti progressi tecnici, tra cui la meccanizzazione, opere di

bonifica, progressi nell’ingegneria idraulica, introduzione di nuove colture e di nuovi sistemi di rotazione.

solo alcuni paesi, come la Gran Bretagna, la Germania, il Belgio…

QUESti progressi interessarono però

Nel resto dell’Europa persistevano invece i latifondi ed erano praticate le colture estensive.

Negli Usa si stava sviluppando una nuova agricoltura, grazie alla vasta disponibilità di terreni e

all’adozione di tecniche avanzate. Quando si abbassarono i costi di trasporto, i prodotti americani, che

avevano prezzi più competitivi, cominciarono ad arrivare in Europa; l’agricoltura europea subì un duro

colpo. Conseguenze della crisi furono l’aumento delle tensioni sociali nel mondo rurale e l’aumento

dell’emigrazione verso le aree industriali e l’America del Nord.

I governi adottarono perciò la streada del protezionismo, riuscendo a tamponare parzialmente gli effetti

della crisi con interventi che ebbero costi molto elevati.

40

Scienza e tecnologia

La vera novità fu l’applicazione delle scoperte fatte in vari rami dell’industria e il legame stretto tra

scienza e tecnologia e tecnologia e mondo della produzione.

Il tratto distintivo dell’epoca fu il grosso impiego dell’acciaio grazie a nuove tecniche di fabbricazione

meno costose; permise anche la costruzione di grandi edifici e ponti.

Furono importanti anche gli sviluppi dell’industria chimica (coloranti, dinamite, fibre tessili artificiali).

sviluppo furono anche l’industria farmaceutica e l’industria alimentare.

Legati a questo

Rivoluzione fu caratterizzata dall’invenzione del

La Seconda motore a scoppio, che nel 1885 portò alla

che usavano benzina; si diffuse così anche l’estrazione del petrolio,

nascita delle prime automobili

soprattutto in Nord America.

Un’altra industria tipica fu quella dell’elettricità, la cui invenzione decisiva fu, nel 1879, la lampadina

di Edison. Negli anni ’80 nacquero così le prime grandi centrali termiche l’illuminazione privata e

per

pubblica e per i mezzi di trasporto; furono costruite anche centrali idroelettriche.

Legate all’elettricità furono l’invenzione del telefono nel 1871 da Meucci e del cinematografo nel 1895

dai fratelli Lumiere.

Sviluppo industriale

Tra il 1896 e il 1913 ci fu uno sviluppo generalizzato della produzione e crebbe il livello medio dei salari

e il reddito pro-capite.

La crescita dei redditi portò un allargamento del mercato, con la diffusione dei prodotti in serie e una

rete commerciale più estesa.

Nel 1913 fu introdotta la prima catena di montaggio, che riduceva i tempi di lavoro ma lo rendeva anche

ripetitivo e spersonalizzato.

La razionalizzazione produttiva ebbe come sostenitore Taylor.

Il boom demografico

Fu caratterizzato dalla caduta della mortalità, grazie ai progressi della medicina e dell’igiene e

dell’industria alimentare, e dalla riduzione della natalità, con il controllo della fecondità e la diffusione di

metodi contraccettivi.

La società di massa

Nacque a partire dalla fine dell’800 grazie alla diffusione dell’industrializzazione e dei fenomeni

dell’urbanizzazione.

della società di massa furono: gli agglomerati urbani, le grandi istituzioni nazionali, l’economia

I caratteri

di mercato.

Aumentò anche la stratificazione sociale, con la distinzione fra manodopera generica e lavoratori

qualificati e la nascita di nuovi ceti medi, più vicini alla borghesia.

Un ruolo importante nel plasmare la nuova società fu assunto dalla scuola, che divenne un vero servizio

pubblico da cui nessuno doveva essere escluso.

Attraverso la scuola lo stato poteva diffondere i suoi valori tra le giovani generazioni, oltre che favorire la

promozione sociale.

A partire dagli anni ’70 i governi cercarono di rendere l’istruzione elementare obbligatoria e gratuita, che

portò ad un aumento della frequenza scolastica e ad una diminuizione del tasso di analfabetismo.

Legato a ciò ci fu la diffusione della stampa quotidiana e periodica.

41

Un contributo allo sviluppo della società di massa fu dato anche dall’introduzione del servizio militare

dagli anni ’70. Gli ostacoli erano

obbligatorio però di carattere economico e politico, in quanto non si

poteva ora più negare il diritto di voto.

I fattori che spingevano verso la trasformazione dell’esercito erano di carattere politico-militare, in quanto

serviva un esercito che fungesse da deterrente anche in tempo di pace, ed inoltre era ora possibile la

produzione in serie di armi e la possibilità di spostamento veloce grazie allo sviluppo delle ferrovie.

Suffragio universale, partiti di massa, sindacati

La partecipazione alla vita politica aumentò.

Nel 1890 il suffragio universale maschile era presente solo in Francia, Germania e Svizzera; esso negli

anni successivi si diffuse anche in altri paesi, tra cui in Italia nel 1912.

Con la diffusione del suffragio universale nacquero anche i partiti di massa.

Crebbero anche le organizzazioni sindacali, soprattutto quelle dei lavoratori, dopo la diffusione del

movimento socialista, che fecero valere i loro diritti contro le classi dirigenti conservatrici. Si

svilupparono anche le associazioni sindacali cattoliche.

La questione femminile

Le donne erano ancora escluse dall’elettorato e a a volte anche dagli studi universitari.

In Gran Bretagna il movimento femminile riuscì ad imporsi all’opinione pubblica, combattendo

soprattutto per il diritto al suffragio (suffragette). Nel 1918 esse riuscirono in Gran Bretagna ad allargare

il voto anche alle donne.

Riforme e legislazione sociale

Anche grazie ai sindacati furono introdotte forme di legislazione sociale: assicurazione contro gli

infortuni, previdenza per la vecchiaia, sussidi per i disoccupati.

Per sopperire alle nuove spese sociali i governi dovettero però aumentare le imposte dirette.

I partiti socialisti e la Seconda Internazionale

I partiti socialisti diffusero il modello del partito di massa.

Il più importante partito socialista fu quello socialdemocratico tedesco, nato nel 1875, di base ideologica

marperista. (sezione francese dell’Internazionale operaia), nata

In Francia il partito di ispirazione marxista fu la Sfio

nel 1905.

In Inghilterra l’ideologia marxista non riuscì a diffondersi; nacque nel 1906 il Partito laburista.

Tutti i partiti operai europei erano però accomunati dal voler superare il sistema capitalistico

e dal creare una gestione sociale dell’economia e si ispiravano a ideali internazionalisti e pacifisti.

Nel 1889 ci fu la Seconda Internazionale, in cui i partiti europei, soprattutto di ideologia marxista, si

riunirono a Parigi e approvarono deliberazioni→ giornata lavorativa di 8 ore, primo maggio. Essa fu una

federazione di partiti nazionali autonomi e sovrani.

Il movimento operaio adottò come sua dottrina quella marxista, nella versione elaborat da Engels e

interpretata dal leader della socialdemocrazia tedesca, Kautsky.

La dottrina marxista ebbe due aspetti:

l’esponente principale fu

Democratico-riformistico→ Bernstein, secondo il quale i partiti operai

dovevano collaborare con le altre forze progressiste; la società socialista sarebbe nata solo grazie ad una

trasformazione graduale realizzata dalle organizzazioni operaie e dal movimento sindacale. Le tesi di

Bernstein furono definire revisioniste, perchè implicavano una revisione della teoria marxista.

42

formato da correnti estrema sinistra. Particolare fu la corrente della socialdemocrazia

Rivoluzionario→

russa, guidata da Lenin; egli voleva un partito votato alla lotta. Il partito in seguito siu divise in due

correti: bolscevica, guidata da Lenin, e menscevica (minoritaria).

In Francia nacque il sindacalismo rivoluzionario, guidato da Sorel, per cui il compito dei sindacati era

quello di educare i lavoratori alla lotta contro la società borghese, con il mezzo dello sciopero, utile per

prepararli al grande sciopero generale rivoluzionario che avrebbe fatto cadere la società borghese.

I cattolici e la “Rerum novarum”

Reazioni della Chiesa all’industrialismo, al movimento operaio e alle manifestazioni della società di

massa:

Nuove pratiche religiose, come la promozione di forme di religiosità più individuali.

La Chiesa riuscì a supplire ai fenomeni di disgregazione socialee di perdita di identità indotti

dall’urbanizzazione, attraverso strutture come le parrocchie, le associazioni caritative e i movimenti di

azione cattolica. Ciò si verificò soprattutto durante il nuovo pontificato di Leone XIII, successore di Pio

IX. Leone XIII emana l’enciclica

Maggio 1891: Rerum novarum, dedicata ai problemi della condizione

operaia; vi era la condanna del socialismo, l’auspicio di realizzare la concordia fra le classi e di creare

delle società operaie e artigiane ispirate ai valori cristiani.

In politica, soprattutto in Italia e in Francia, nacque la democrazia cristiana, che voleva conciliare la

dottrina cattolica con la democrazia.

Legato a ciò fu la nascita di una corrente di riforma religiosa, il modernismo, che voleva reinterpretare la

dottrina cattolica in chiave moderna.

nuovo papa; legato ad una visione più tradizionale della Chiesa, che limitò l’azione della

1903: Pioper

democrazia cristiana e probì il modernismo.

Il nuovo nazionalismo

Fra il 1815 e il 1870 il nazionalismo era collegato all’idea di sovranità popolare ed era alleato con il

liberalismo e la democrazia.

Dopo l’unificazione tedesca e l’imperialismo coloniale, che legava la grandezza nazionale alle guerre, il

nazionalismo si spostò a destra e si legò alle matrici romantiche e tradizionaliste e alle teorie razziste, che

dividevano tra “razze superiori” e “razze inferiori”.

Nazionalismo francese:

era appoggiato da nostalgici del militarismo bonapartista e da gruppi reazionari che volevano il ritorno

alla monarchia e ad una società cattolica e rurale. Il nazionalismo era rivolto verso i nemici interni,

soprattutto gli ebrei.

Nazionalismo tedesco: antiebraica ed una vena anticapitalistica e borghese; cercava anch’esso le sue

aveva una forte componente

basi nel mito del popolo, che alimentò i movimenti pangermanisti, che auspicavano la riunificazione in

un unico Stato di tutte le popolazioni tedesche.

nato in Russia e diffuso poi nei Paesi slavi dell’Europa

Un movimento simile fu il panslavismo,

orientale. un movimento che voleva dare un’identità

Contro questo antisemitismo diffuso nacque il sionismo,

nazionale alle popolazioni israelite sparse per il mondo e costituire uno Stato ebraico in Palestina.

43

La prima Guerra Mondiale

1914: ci sono tutte le premesse per lo scoppio della guerra:

rapporti tesi fra le grandi potenze → Austria contro Russia, Francia contro Germania, Germania contro

Inghilterra (per la supremazia navale);

corsa agli armamenti;

spinte pro-guerra nei singoli paesi;

inasprimento della concorrenza economica.

La Germania mirava a ridisegnare la mappa della supremazia politica, dal momento che il suo peso

politico era inferiore al peso industriale, commerciale e finanziario che aveva acquistato negli ultimi

decenni. Il governo di Berlino non credeva nella solidità dell’Intesa (Inghilterra, Francia e Russia) e dava

per scontata la neutralità dell’Inghilterra, troppo impegnata nel difficile problema irlandese. Riteneva

pertanto che l’occasione fosse propizia per battere la Duplice franco–russa e porre su salde basi la propria

potenza mondiale. Il piano, che il generale von Moltke aveva ereditato dal suo predecessore von

Schlieffen, affidava alle deboli forze di von Prittwitz nella Prussia Orientale e agli Austro-Ungarici

l'incarico di contenere i Russi, mentre lo sforzo principale sarebbe stato operato immediatamente verso la

Francia. all’assassinio dell’arciduca fu sproporzionata al fatto in sé. E' più verosimile

La reazione austro-ungarica mirasse a servirsi dell’incidente per risolvere una buona

pensare che l'Austria-Ungheria volta a suo favore

la questione balcanica e liberarsi per sempre dell’ingombrante Serbia, ritenuta responsabile dell'instabilità

della regione in quanto forza emergente nei Balcani. Il piano austro-ungarico, elaborato dal Conrad,

prevedeva l'eliminazione rapida della Serbia e un attacco alla Russia dalla Galizia.

La Francia sognava la rivincita contro la Prussia che la aveva umiliata nel 1870 e ancora di più rivoleva i

territori dell'Alsazia e Lorena persi nel 1871. Il piano francese prevedeva un'offensiva generale in Lorena,

partendo dai due lati delle fortificazioni di Metz

Woodrow Wilson giustificò l’intervento degli USA con il motivo che la democrazia era ormai in pericolo

ovunque e che la Germania aveva annunciato un attacco sottomarino indiscriminato contro tutte le navi

dirette ai porti nemici, violando i diritti dei paesi neutrali.

L’Austria cercava di estendere il proprio dominio sull'intera penisola balcanica (ai danni della Serbia).

La Serbia difendeva la propria indipendenza e rivendicava la fine del dominio austro-ungarico sulle

regioni abitate da serbi e da altri popoli slavi nella penisola

28 giugno 1914: uno studente bosniaco uccide l’erede al trono d’Austria, Francesco Ferdinando, a

Sarajevo.

23 luglio 1914: l’Austria invia un ultimatum alla Serbia.

La Russia da il suo appoggio alla Serbia, la quale accetta solo in parte l’ultimatum.

l’Austria dichiara guerra alla Serbia.

28 luglio 1914:

La Russia quindi ordina la mobilitazione delle forze armate, anche per previnere un eventuale attacco

tedesco. La Germania interpreta ciò come un atto di ostilità.

in seguito al rifiuto dell’ultimatum.

31 luglio 1914: la Germania dichiara guerra alla Russia,

1 agosto: la Francia, legata alla Russia da un trattato di alleanza militare, mobilita le forze armate.

3 agosto: la Germania dichiara guerra alla Francia. 44

La Germania sperava che l’attacco alla Francia fosse rapido, e per questo voleva passare attraverso il

Belgio, anche se questo era neutrale, per attaccare la Francia da nord-est.

5 agosto: la Gran Bretagna dichiara guerra alla Germania, perchè era scossa dalla violazione della

neutralità belga.

Allo scoppio della guerra l’Italia si dichiarò neutrale; in seguito le forze politiche e l’opinione

però

dell’intervento in guerra:

pubblica si divisero in tre fazioni sul problema

Interventisti→ sinistra democratica, nazionalisti, liberal-conservatori, borghesi

Neutralisti→ gran parte dei liberali, con a capo Giolitti, cattolici, socialisti.

Contrari → masse operaie e contadine

La guerra segnò la fine dell’Internazionale socialista, che si era sempre battuta contro la guerra;

l’esaltazione del nazionalismo travolse l’ideale della solidarietà internazionale.

I due schieramenti erano: Imperi centrali (Germania, Austria-Ungheria e Impero Ottomano) VS. Intesa

(Inghilterra, Francia e Russia).

I tedeschi ottennero clamorosi successi iniziali e si attestarono ai primi di settembre lungo la Marna,

vicino Parigi. Il piano da loro utilizzato era il piano Schlieffen, che prevedeva prima un attacco massiccio

alla Francia e poi contro i russi.

La Francia però contrattacca e allontana i tedeschi.

Sul fronte orientale i tedeschi sconfissero i russi a Tannenberg e sui Laghi Masuri; i russi però

riuscirono ad invadere l’Ungheria

La guerra si configurò come una guerra di logoramento.

Gli austriaci riusciro a sconfiggere i serbi e ad entrare a Belgrado, venendo però subito respinti.

1915: l’Italia entra in guerra.

Maggio 1915:

L’esercito austro-tedesco vinse sui russi, anche se il governo russo non è ancora costretto alla pace.

far fronte all’esercito italiano sull’Isonzo, che si è schierato a fianco dell’Intesa.

Gli austriaci devono

La guerra sottomarina dei tedeschi spinge gli inglesi a decretare il blocco commercialedella Germania;

inoltre, a causa dell’affondamento del piroscafo americano Lusitania, i rapporti con gli Usa si

deteriorano.

L’Impero ottomano approfitta della guerra contro Russia e Francia per organizzare il genocidio degli

popolo cristiano che rivendicava l’autonomia dal dominio turco.

Armeni,

1916:

La Germania attacca la roccaforte di Verdun.

L’Austria avvia una spedizione punitiva contro l’esercito italiano guidato dal generale Cadorna

L’Italia riesce a conquistare Gorizia→ VIII battaglia dell’Isonzo

(Strafexpedition). però

Gli inglesi attaccano sulla Somme.

I russi constringono gli austriaci alla ritirata.

La Romania attacca l’Austria, ma subito Austria e Germania reagiscono e portano alla caduta di

Bucarest. 45

I tedeschi fanno affondare un altro piroscafo americano, il Sussex, e gli Usa minacciano di rompere con

essi le relazioni diplomatiche.

La flotta tedesca cerca di spezzare il blocco britannico nella battaglia dello Jutland, ma viene sconfitta.

sempre più numerose le richieste di pace nelle conferenze dell’Internazionale socialista,

Si fanno però rifiutino l’appoggio ai governi e impongano la pace.

facendo appello ai popoli perchè

Le trattative di pace però falliscono e la guerra continua.

1917:

3 fatti mutano il corso della guerra e della storia:

uno sciopero generale degli operai di Pietrogrado

Marzo: rivoluzione in Russia→ si trasforma in una

manifestazione politica contro il regime zarista.

Lo zar abdica e viene poi arrestato. La Russia si preparava al collasso militare.

l’intervento americano→ gli Stati Uniti decidono di entrare in guerra contro la Germania,

Aprile: a

causa della sua guerra sottomarina.

si intensificano le manifestazioni di insofferenza popolare contro la guerra e

Il malessere delle truppe→

gli ammutinamenti. l’esercito austro-tedesco

24 ottobre 1917: disastro di Caporetto→ approfitta della disponibilità di truppe

attaccare l’esercito italiano e avanzare nel Friuli.

provenienti dal fronte russo per

Il rimanente dell’esercito italiano riesce poi ad attestarsi sulla nuova linea difensiva del Piave.

Al generale Cadorna succede Armando Diaz.

Dopo la disfatta però il senso di coesione patriottica aumentò e le forze politiche del nuovo governo di

Vittorio Emanuele Orlando erano concordi tra loro.

rivoluzione d’ottobre→ in Russia i bolscevichi prendono il potere; il nuovo

6-7 novembre 1917: presieduto da Lenin, decise di terminare la guerra e firmò l’armistizio con gli

governo rivoluzionario,

Imperi centrali. la Russia dovette accettare tutte le dure condizioni imposte dai

3 marzo 1918: pace di Brest-Litovsk→

tedeschi, come la perdita di grandi parti del territorio.

Gli stati dell’Intesa accentuarono il carattere ideologico della guerra, presentandola come una crociata

della democrazia contro l’autoritarismo, contro i disegni egemonici dell’imperialismo tedesco.

QUESta concezione della guerra ebbe come sostenitore anche il presidente americano Wilson, che

delineò le linee della sua politica in un programma di pace in 14 punti; in uno di essi si auspicava un

nuovo organismo internazionale, la Società delle nazioni.

Giugno 1918: l’esercito tedesco è sulla Marna e attacca Parigi.

Attacca anche l’esercito italiano sul Piave, ma viene respinto.

Anche l’offensiva tedesca si affievoliva.

si giovano dell’apporto degli Usa.

Gli anglo-francesi l’Intesa sconfigge i tedeschi.

Agosto 1918: battaglia di Amiens→

Anche gli alleati tedeschi stavano crollando; ad ottobre l’Austria-Ungheria subirono la crisi finale

Gli Austriaci sono sconfitti dall’Italia nella battaglia di Vittorio Veneto.

con l’Italia.

3 novembre 1918: armistizio di Villa Giusti 46

In Germania una parte della flotta tedesca si ammutinò e diede vita, assieme agli operai della città, ad un

mentre il Kaiser e l’Imperatore d’Austria

moto rivoluzionario. Capo del governo venne nominato Ebert,

furono costretti a fuggire.

La Germania aveva perso la guerra.

I trattati di pace e la nuova carta d’Europa si doveva ridisegnare la carta politica dell’Europa,

18 gennaio 1919: conferenza di pace a Versailles;

sconvolta dal crollo dei 4 imperi (tedesco, austro-ungarico, russo e turco).

fu un’imposizione alla Germania, sotto la minaccia

28 giugno 1919: trattato di Versailles→

dell’occupazione militare e del blocco economico.

La Germania doveva restituire alla Francia l’Alsazia e la Lorena e alla Polonia alcune regioni orientali;

Danzica veniva tolta alla Germania e dichiarata libera; le colonie vennero spartite tra Francia, Gran

Bretagna e Giappone.

Dovette impegnarsi a ripagare ai vincitori i danni subiti nel conflitto, abolire il servizio di leva, ridurre

l’esercito e smilitizzare la valle del Reno.

Bisognava anche riconoscere le nuove realtà nate dalla dissoluzione dell’Impero asburgico.

La nuova Repubblica di Austria aveva un territorio ridotto e la sua indipendenza era affidata alla Società

evitare un’eventuale

delle nazioni, anche per unificazione con la Germania.

Con il crollo dell’Impero nacquero la nuova Polonia, la Repubblica di Cecoslovacchia e il Regno di

Jugoslavia.

L’Impero ottomano divenne lo Stato nazionale turco.

In Russia gli Stati vincitori cercarono di abbattere la Repubblica socialista; riconobbero e protessero le

l’Estonia,

nuove repubbliche indipendenti: la Finlandia, la Lettonia e la Lituania.

Stato libero d’Irlanda;

Nel 1921 nacque anche lo in tutto si erano formati 8 nuovi stati.

ITALIA fu dato:

Trentino,

Alto adige,

Venezia Giulia

Dodeccaneso

ma non la Dalmazia (prima romana e poi veneziana, di lingua e tradizioni italiane) come promesso dal

Trattato di Londra.

Non si volle ricorrere a un plebiscito, nostante il principio dell'autodecisione dei popoli.

Settembre 1919

Gabriele D'Annunzio con un gruppo di volontari marciò su Fiume e l'occupò.

1920 Trattato di Rapallo tra Giolitti e la Jugoslavia: l'Italia ebbe Zara, mentre Fiume fu dichiarata città

autonoma

1924 : Fiume divenne italiana

Nazionalisti ed ex combattenti nutrivano malcontento verso gli alleati per la vittoria "mutilata".

Ad assicurare il rispetto dei trattati e la salvaguardia doveva provvedere la Società delle nazioni; il suo

nasceva con delle contraddizioni, tra cui l’esclusione

statuto però iniziale dei paesi sconfitti e della

Russia.

Gli Usa non aderirono alla Società, la quale finì con l’essere egemonizzata da Gran Bretagna e Francia e

non fu in grado di prevenie le successive crisi internazionali.

47

La rivoluzione russa

Distinzione fra bolscevìchi e menscevìchi, che in realtà, nonostante i ripetuti tentativi di conciliazione,

costituirono due diversi partiti e nel 1912 si separarono anche formalmente:

Bolscevichi: guidati da Lenin, sostenevano la tesi del partito compatto, centralizzato, formato

sostanzialmente da rivoluzionari di professione, impegnati fino in fondo nella lotta politica;

Menscevichi: proponevano invece una prospettiva più aperta e graduale, capace di mobilitare un grande

movimento di opinione, che doveva in primo luogo battersi per una riforma democratica della società

lasciando al futuro il trapasso al socialismo. Essi accusavano Lenin di bonapartismo e denunciavano il

pericolo implicito nelle tesi da lui sostenute che - secondo quanto sosteneva Trotzki, allora militante nelle

file dei menscevichi - avrebbero portato a una dittatura sul proletariato e non del proletariato, perché la

rigida disciplina necessaria per bruciare le tappe verso la rivoluzione avrebbe imposto l'egemonia

dell'apparato organizzativo sul partito, del comitato centrale sull'apparato, e infine del potere personale di

un dittatore sullo stesso comitato centrale.

Marzo 1917: il regime zarista di Nicola II viene abbattuto dalla rivolta degli operai e dei soldati di

Pietroburgo. formato da borghesi di orientamento liberale, con l’obiettivo di

Si instaura un governo provvisorio,

continuare la guerra a fianco dell’Intesa e di promuovere l’occidentalizzazione. Condividevano questi

obiettivi anche i menscevichi e i socialisti rivoluzionari, che entrano nel governo provvisorio. Gli unici a

non farne parte sono i bolscevichi.

Al potere del governo provvisorio si affianca subito quello dei soviet, soprattutto quello di Mosca,

guidato da operai, contadini e soldati, che emanava ordini spesso in contrasto con il governo. Era nato un

movimento di massa, contrario all’autorità centrale e che voleva porre fine alla guerra.

I rapporti fra governo provvisorio e soviet - nel periodo del «doppio potere», che si protrarrà fino alla

rivoluzione di ottobre - non sono ovviamente regolati da alcuna norma giuridica e variano dalla

collaborazione all'antagonismo, a seconda delle circostanze e del prevalere di questo o quel partito:

mentre infatti i menscevichi vogliono che i soviet si limitino a sorvegliare e stimolare il governo

provvisorio, i bolscevichi, sotto l'influenza di Lenin, considerano i soviet come uno strumento

rivoluzionario, destinato in prospettiva a eliminare e sostituire il governo provvisorio.

Lenin, leader del partito bolscevico, ritornò in Russia in opposizione al governo provvisorio e subito

emanò le “tesi un documento in cui si affrontava il problema della presa del potere. Gli

di aprile”,

obiettivi immediati erano quelli di conquistare la maggioranza nei soviet, di porre fine alla guerra, di dare

la terra ai contadini poveri e di lasciare il controllo della produzione ai consigli degli operai.

Luglio 1917: a Pietrogrado soldati e operai armati scendono in piazza per impedire la partenza per il

fronte di alcuni reparti. L’insurrezione è però sedata dal governo.

Settembre 1917: tentato colpo di Stato represso dal governo di Kerenskij. I bolscevichi però riescono lo

stesso a conquistare la maggioranza nei soviet di Pietrogrado e di Mosca.

rivoluzione d’ottobre→ soldati rivoluzionari

Novembre 1917: e guardie rosse (milizie operaie)

Palazzo d’Inverno,

comandate da Trotzkij circondano il sede del governo provvisorio, e se ne

impadroniscono. l’assemblea dei delegati dei soviet di tutte

A Pietroburgo si riunisce il Congresso panrusso dei soviet, le

provincie dell’ex Impero russo. Vengono approvati due decreti voluti da Lenin: uno che invocava la pace

e uno che aboliva la proprietà terriera.

Viene costituito un nuovo governo rivoluzionario, composto da bolscevichi e con Lenin presidente,

chiamato Consiglio dei commissari del popolo. 48 l’Assemblea costituente; i risultati non

I menscevichi e i socialrivoluzionari convocano le elezioni per

sono favorevoli ai bolscevichi, mentre trionfano i socialrivoluzionari.

che viene subito sciolta dall’intervento dei militari bolscevichi.

Gennaio 1918: si riunisce la Costituente,

l’instaurazione di una dittatura di partito bolscevica.

Si pongono le premesseper

I bolscevichi speravano di conquistare in tempi brevi l’appoggio delle masse popolari e di costruire un

nuovo stato proletario, secondo il modello delineato da Lenin in “Stato Lenin prevedeva

e rivoluzione”→

che, abbattuto il dominio borghese, lo Stato si sarebbe estinto e le masse si sarebbero autogovernate

secondo i principi della democrazia.

Si voleva creare una sollevazione generale dei popoli europeiperfar scaturire una pace equa. Ciò non si

realizzò.

3 marzo 1918: pace con la Germania (trattato di Brest-Litovsk)

Le potenze dell’Intesa considerarono però questa pace come un tradimento e quindi appoggiarono le forze

antibolsceviche e inviarono contingenti militari (armate bianche)perscatenare una guerra civile.

Il regime rivoluzionario dovette allora accentuare l’autoritarismo; creò una polizia politica, la Ceka, e

istituì il Tribunale rivoluzionario centrale,per processare i disubbiedienti al governo operaio e contadino.

La capitale fu trasferita da Pietrogrado a Mosca.

Giugno 1918: tutti i partiti d’opposizione vengono messi fuori legge, viene reintrodotta la pena di morte e

riorganizzato l’esercito (armata rossa)

La guerra russo-polacca

Aprile 1920: inatteso attacco esterno da parte della nuova Repubblica di Polonia, insoddisfatta dei confini

definiti a Versailles.

Marzo 1921: pace con la Polonia, che incorpora varie parti della Bielorussia e dell’Ucraina.

La Terza Internazionale

La vittoria dei bolsceviche nella guerra civile permise a Lenin di sostitiuire alla vecchiab Internazionale

socialista una nuova Internazionale comunista,per coordinare i partiti rivoluzionari di tutto il mondo.

Marzo 1919: la Terza internazionale (Comintern) o Internazionale comunista si riunisce a Mosca.

vengono fissate da Lenin le condizioni a cui i singoli partiti

Luglio 1920: II congresso a Mosca→

essere ammessi all’Internazionale (i

dovevano sottostareper 21 punti). I partiti aderenti dovevano ispirarsi

al modello bolscevico, cambiare il proprio nome in Partito comunista, difendere la causa della Russia

sovietica e rompere con le correnti riformiste.

Tra il 1920 e il 1921 in tutto il mondo nacque una rete di partiti sul modello bolscevico e con lo scopo di

fare della Russia sovietica il centro del comunismo mondiale.

La nuova politica economica (Nep)

Quando i comunisti presero il potere l’economia russa era in grave dissesto; si finì con il ritornare al

sistema del baratto.

Il governo bolscevico cercò quindi di attuare una politica più autoritaria, definita comunismo di guerra. Si

di fornire gli approvvigionamenti alle città dalle campagne, fu incoraggiata la creazione di “fattorie

cercò

collettive” (kolchoz) e furono istituite “fattorie sovietiche (sovchoz), gestite dallo stato o dai soviet locali.

Vennero nazionalizzate tutte le industrie più importanti.

49

Grazie a ciò il governo bolscevico riuscì ad armare e mantenere il suo esercito, anche se l’economia era

sempre in dissesto.

Nel 1921, a causa della guerra civile e della siccità, ci fu una terribile carestia che colpì le campagne della

Russia e dell’Ucraina.

Marzo 1921: i marinai della base di Kronstadt si ribellano al governo chiedendo maggiori libertà politiche

e sindacali; la protesta viene subito repressa.

Si tiene a Mosca ilper congresso del Partito comunista: viene avviata una parziale liberalizzazione nella

produzione e negli scambi→ nuova politica economica (Nep), con il compito di stimolare la produzione

agricola e l’approvvigionamento nelle città. Lo stato mantiene cmques il controllo delle banche e dei

maggiori gruppi industriali.

La Nep ebbe conseguenze benefiche sull’economia, ma nelle campagne portò al riemergere del ceto dei

contadini ricchi (kulaki), che controllavano il mercato agricolo; la liberalizzazione commerciale portò

invece alla comparsa di trafficanti (nepmen).

La questione costituzionale della Russia rivoluzionaria→ il potere doveva appartenere alle masse

Luglio 1918: prima costituzione

lavoratrici e ai loro organi rappresentativi; il nuovo stato doveva avere un carattere federale; si voleva

creare un’unica repubblica socialista mondiale.

In realtà si attuò solo l’unione alla Repubblica russa delle altre province dell’ex Impero zarista (Ucraina,

Bielorussia, Azerbaigian, Armenia e Georgia)

l’Unione delle repubbliche socialiste sovietiche

Dicembre 1922: nasce (Urss)

nuova costituzione dell’Urss→ il potere supremo dell’Unione; il

1924: spetta al Congresso dei soviet

potere reale al Partito comunista, il quale fornisce le direttive al governo, controlla la polizia politica e

propone i candidati alle elezioni dei soviet.

La questione sociale

I comunisti russi miravano a cambiare la società, a cancellare i vecchi valori e a creare una nuova

cultura;per compiere ciò furono intraprese due direzioni:

la scristianizzazione del paese fu condotta con molta durezza,

La lotta contro la Chiesa ortodossa→

anche se l’influenza della chiesa non fu del tutto eliminata. per quanto riguarda i valori morali il governo

il divorzio, legalizzò l’aborto,

rivoluzionario riconobbe il matrimonio cvile, semplificò le procedureper

proclamò la parità fra i sessi e favorì la liberalizzazione dei costumi.

L’educazione della gioventù→l’istruzione fu resa obbligatoria fino ai 15 anni; ci furono innovazioni nei

metodi e nei contenuti d’insegnamento, che privilegiò l’istruzione tecnica; fu incoraggiata l’iscrizione in

massa nell’organizzazione giovanile del partito; fu introdotto l’insegnamento della dottrina marxista.

Da Lenin a Stalin

viene nominato segretario generale del Partito comunista dell’Urss.

Aprile 1922: Stalin

Gennaio 1924: Lenin muore.

Gli scontri all’interno del partito si fecero più aspri.

Il più importante fu quello tra Trozkij e Stalin sul problema della burocratizzazione del partito:

Trozkij riteneva inoltre che l’Urss doveva accelerare i ritmi di industrializzazione e favorire il processo

rivoluzionario nell’Occidente capitalistico→ tesi della rivoluzione permanente.

50 l’Urss capace di fronteggiare da

Stalin sosteneva invece la tesi del socialismo in un solo Paese e riteneva

sola l’ostilità del mondo capitalista→ teoria del socialismo in un solo paese.

L’idea di Stalin fu condivisa dalle altre potenze europee e Trozkij fu emarginato.

Un secondo scontro si ebbeper la politica economica:

volevano l’interruzione dell’esperimento della Nepper

Zinov e Kamenev un rilancio

dell’industrializzazione a spese degli strati contadini privilegiati.

invece, con l’appoggio di Stalin, voleva la prosecuzione della Nep e la piccola impresa agricola.

Bucharin

I primi si unirono a Trozkij e cercarono di organizzare un fronte unico di opposizione, ma vennero espulsi

dal partito→ sconfitta dell’opposizione di sinistra.

La nuova fase vide la crescita del potere di Stalin e il suo tentativo di portare l’Urss alla condizione di

grande potenza industriale e militare. 51

Il dopoguerra in Europa

Trasformazioni sociali

La guerra fu un acceleratore dei fenomeni sociali: le donne erano subentrate nel lavoro ai mariti in guerra

e si erano rese più indipendenti, le strutture della famiglia patriarcale erano state messe in crisi, nuove

mode provenienti dall’America, maggiore ricerca di divertimenti e tempo libero.

Il primo problema fuper le classi dirigenti il reinserimento dei reduci. Con la guerra si era dimostrata

l’importanza del principio di organizzazione applicato alle masse, e il popolo era più fiducioso nel

chiedere rivendicazioni di massa. Si auspica la creazione di un ordine nuovo, governato dalla pace e dalla

giustizia.

Si accentuò la massificazione della politica; gli iscritti ai partiti aumentarono.

Aumentarono le manifestazioni pubbliche basate sulla partecipazione diretta dei cittadini.

Conseguenze economiche

Tranne gli Usa, tutti i paesi uscirono dalla guerra in dissesto economico.

I governi avevano fatto fronte al fabbisogno di denaro stampando carta moneta in eccedenza e

provocando così un processo inflazionistico molto rapido, che distrusse posizioni economiche solide e

consumò i risparmi dei ceti medi. passaggio dall’economia di Usa e il

Un altro problema era quello del guerra a quella di pace→gli

Giappone avevano sostituito l’Europa negli scambi commerciali; altri stati avevano sviluppato una

propria produzione industriale allentando la dipendenza dall’europa; Francia e Gran Bretagna persero

molti partner commerciali europei stremati dalla guerra o smenbrati, come la Germania, la Russia e

l’Impero austro-ungarico.

Si ebbe una ripresa del nazionalismo economico e del protezionismo doganale.

Il “biennio rosso”

Tra la fine del 1918 e il 1920 i lavoratori europei organizzati dai sindacati diedero vita ad una serie di

migliorare le retribuzioni e ottenere la riduzione dell’orario di lavro a 8 ore a parità di

agitazioniper

salario.

Oltre a questi gruppi organizzati si alimentarono, anche ispirandisi alle vicende russe, aspirazioni più

radicali, portate avanti da consigli operai.

In Francia e Gran Bretagna le classi dirigenti riuscirono a contenere il fenomeno.

In Germania, Austria e Ungheria, anche a causa della sconfitta, ci furono veri e propri tentativi

rivoluzionari, che furono però rapidamente stroncati.

In Italia

L’economia aveva i tratti tipici della crisi postbellica: deficit, inflazione…

La classe operaia chiedeva miglioramenti economici, maggior potere in fabbrica e manifestava tendenze

rivoluzionarie. l’attuazione dei diritti promessi dalla classe dirigente.

I contadini del centro-sud volevano

I ceti medi si mobilitavano più che in passatoper difendere i loro interessi e gli ideali patriottici.

Di fronte a ciò la classe dirigente liberale perse l’egemonia a favore delle forze socialiste e cattoliche.

Gennaio 1919. i cattolici creano il Partito popolare italiano (Ppi), che ebbe come segretario don Luigi

Sturzo; il programma si presentava laico e aconfessionale.

52

Importante fu anche la crescita del Partito socialista; in esso prevalevano le correnti di sinistra, detta

i massimalisti volevano l’instaurazione della repubblica socialista fondata sulla dittatura

massimalista→

del proletariato e si ispiravano alla rivoluzione bolscevica.

La questione adriatica:

L’Italia aveva stipulato il fosse annessa all’Italia e

Patto di Londra, in cui si stabiliva che la Dalmazia

restasse all’Impero austro-ungarico.

che la città di Fiume

Al congresso di Versailles la delegazione italiana capeggiata dal ministro degli esteri Sonnino e dal

chiese l’annessione di Fiume, ma trovarono l’opposizione degli alleati,

presidente del Consiglio Orlando

tra cui quella di Wilson.

Orlando si dimise e gli succedette Francesco Saverio Nitti.

Si creò un clima di ostilità verso gli ex alleati e si diffuse la sensazione di aver raggiunto una vittoria

D’Annunzio.

mutilata, secondo alcuni militari ribelli e voltari capeggiati da D’annunzio occupano Fiume e ne

Settembre 1919:

proclamano l’annessione all’Italia. Si instaura la reggenza di Quarnaro.

Tra il 1919 e il 1920 l’Italia fu percorsa da agitazioni sociali, legate soprattutto all’aumento dei prezzi.

Anche nel settore del servizio pubblico ci fu una serie di scioperi.

Anche i lavoratori agricoli erano in agitazione.

si verificò il fenomeno dell’occupazione

Nelle campagne del centro-sud delle terrre incolte e dei latifondi

da parte di contadini poveri.

Novembre 1919: prime elezioni politiche del dopoguerra; furono tenuteper la prima volta con il metodo

della rappresentanza proporzionale con scrutinio di lista.

I gruppi liberal-democratici persero, mentre i socialisti si affermarono come il primo partito, i popolari

come secondo; dato che il Psi non voleva collaborazioni, la maggioranza al governo fu assunta dalla

coalizione fra popolari e liberal-democratici.

Giugno 1920: nuovo governo di Giolitti.

↓ con la Jugoslavia; l’Italia conserva Trieste, Gorizia e l’Istria; la

Novembre 1920: Trattato di Rapallo

Jugoslavia ottiene la Dalmazia, tranne Zara. Fiume viene dichiarata città libera.

1920: agitazione degli operai metalmeccanici e occupazione delle fabbriche, in risposta

all’atteggiamento intransigente degli industriali del settore. Alla fine viene stipulato un accordo che

accoglie le vertenze sindacali.

I ceti borghesi accusavano il governo di debolezza nei confronti di queste manifestazioni, mentre i

lavoratori erano ancora delusi. e dalla rivista “Ordine Nuovo”, di

Le correnti più radicali del movimento operaio, capeggiate da Gramsci

cui facevano parte anche Togliatti e Terracini, accusavano la Cgil di aver abbandonato le prospettive

rivoluzionarie.

Gennaio 1921: congresso del Partito socialista a Livorno; la minoranza di sinistra esce dal Psi e forma il

Partito comunista, guidato da Bordiga, con un programma ispirato a Lenin.

Il fascismo

Marzo 1919: a Milano nasce il movimento fascista, quando Benito Mussolini fonda i Fasci di

combattimento.

Il fascismo chiedeva riforme politiche e sociali, ostentava un acceso nazionalismo e una forte

avversioneper i socialisti. 53

Tra il 1920 e il 1921 il movimento abbandonò il programma radical-democratico e si fondò su strutture

squadre d’azione,

paramilitari, le ed ebbe come obiettivo la lotta al socialismo.

I socialisti nella campagne padane attraverso le leghe rosse controllavano il mercato del lavoro e avevano

una rete di cooperative.

i fascisti cercano di impedire l’insediamento della nuova amministrazione comunale

21 novembre 1921:

socialista a Palazzo Accursio; i socialisti,per errore, sparano sulla folla.

In seguito a ciò i fascisti scatenano una serie di ritorsioni.

I proprietari terrieri capirono che grazie al fascismo potevano sconfiggere le leghe; nuove reclute

affluirono al partito fascista. Il fenomeno dello squadrismo (camicie nere) si estese.

spedizioni dell’offensiva squadrista

Le partivano dalle città alle campagne verso i municipi, le sedi delle

leghe, le case del popolo, che venivano incendiate.

Maggio 1921: elezioni; i socialisti diminuirono in modo lieve; entrarono in Parlamento dei fascisti,

capeggiati da Mussolini.

Il successore di Giolitti è Ivanoe Bonomi.

Agosto 1921: firma di un patto di pacificazione tra socialisti e fascisti.

Novembre 1921: congresso dei Fasci a Roma; Mussolini annulla il patto di pacificazione e il movimento

fascista diventa Partito nazionale fascista (Pnf)

Febbraio 1922: ministero Facta

1 agosto 1922: sciopero generale legalitario del Psi in difesa delle libertà costituzionali.

Ottobre 1922: i riformisti guidati da Turati abbandonano il Psiper fondare il Partito socialista unitario

(Psu)

Il progetto di Mussolini era ora quello di salire al potere;per questo intrecciò trattative con i liberali, con

la monarchia, con gli industriali. Nello stesso tempo si preparòper attuare un colpo di stato.

stato d’assedio,

Il re però non firmò la proclamazione dello richiesta da Facta, che affidava tutti i poteri

alle autorità militari.

30 ottobre 1922: marcia su Roma: squadristi entrano a Roma; Mussolini è ricevuto dal re. Secondo

Vittorio Emanuele il fascismo poteva attuare l’obiettivo risorgimentale mancato dai liberali.

Francia interna l’obiettivo della stabilizzazione fu raggiunto.

Sul piano della pilitica

Al governo vi era dal ’19 il centro-destra, che attuò una politica conservatrice che faceva ricadere il peso

della ricostruzione sulle classi popolari.

1924: i radicali uniti ai socialisti in coalizione (cartello delle sinistre) guadagnanoper breve tempo la

maggioranza e nominano presidente del Consiglio il loro leader Edouard Herriot. Il governo però dura

poco anche a causa di una crisi finanziaria.

1926: il governo è assunto dal leader dei moderati Raymond Poincarè; in 3 anni riesce a stabilizzare il

corso della moneta e a risanare il bilancio fiscale aumentando le tasse sui consumi popolari. C’è un boom

economico ed un aumento della produzione. 54

Gran Bretagna

Anni ’20: fase di ristagno economico.

1926: i domini di Canada, Sudafrica e Australia vengono associati al Commonwealth britannico, una

libera federazione di Stati utileper assicurare il mantenimento di legami economici ed istituzionali fra

Gran Bretagna ed ex-colonie.

Fra il 1918 e il 1929 i conservatori furono sempre al potere, tranne nel 1924 quando ci fu un esponente

primo governo a guida labourista.

del Labour Party, James Mac Donald→

I governi laburisti portano avanti una politica di austerità finanziaria e di contenimento dei salari, eper

questo si scontrano con i sindacati.

1926: imponente sciopero dei minatori.

1929: i laburisti vincono le elezioni e si forma un governo di coalizione liberal-laburista con a capo

ancora Mac Donald.

La rivoluzione in Germania

Durante la firma dell’armistizio la Germania si trovava in una situazione rivoluzionaria; il governo legale

era esercitato da un Consiglio dei commissari del popolo presieduto da Ebert, ma nelle città comandavano

in realtà i consigli degli operai e dei soldati.

I leader democratici però non volevano una rivoluzione di tipo sovietico, ma una democratizzazione del

sistema politico basato sul sistema parlamentare e la convocazione di un’assemblea costituente (linea

moderata); condivideva questa opinione anche la vecchia classe dirigente, in particolare i capi

dell’esercito. scelta moderata erano le correnti più radicali del movimento operaio tedesco, l’Uspd e i

Contrari a questa

rivoluzionari della Lega di Spartaco, che puntavano sui consigli.

durante una manifestazione a Berlino contro la

5-6 gennaio 1919: insurrezione spartachista→

destituzione di un esponente della sinistra dalla carica di capo della polizia, i dirigenti spartachisti (Rosa

Luxemburg) incitano i lavoratori a rivesciare il governo.

La reazione del governo socialdemocratico è durissima ed è sostenuta dal commissario alla difesa Noske,

che riesce a sedare la rivolta. l’Assemblea costituente.

19 gennaio 1919: elezioniper

I socialdemocratici (Spd) si riconfermano il partito più forte, ma non raggiungono la maggioranza

assoluta, e quindiper governare devono cercare un accordo con i cattolici.

Presidente della repubblica è nominato Ebert; si forma un governo di coalizione a direzione

costituzione di Weimar→

socialdemocratica e si vara la nuova costituzione repubblicana, la struttura

federale dello stato, suffragio universale, Parlamento, elezione diretta del Presidente della repubblica.

L’estrema destra però cercò di screditare la Repubblica e la classe dirigente, accusandola di tradimento in

guerra.

Nelle elezioni del 1920 la Spd venne sconfitta e cedette il governo ai cattolici.

ebbe motivi di debolezza, tra cui l’accentuata frammentazione dei gruppi

La Repubblica di Weimar però

politici e l’assenza di una forza egemone.

L’unica forza era la Spd, la socialdemocrazia, che rimase il partito più forte.

Le classi medie si riconoscevamno nel Pattito tedesco-nazionale e nel Partito tedesco-popolare.

I borghesi e i progressisti si riconoscevano invece nel Partito democratico tedesco.

Un altro elemento di debolezza era la diffidenza nei confronti del sistema democratico.

55

Nel 1921 venne reso noto l’ammontare delle riparazioni post-guerra; la grossa cifra da pagare a rate

provocò un’ondata di proteste.

I gruppi dell’estrema destra nazionalista, tra cui il Partito nazionalsocialista di Hitler, scatenarono

un’offensiva terroristica contro la classe dirigente repubblicana.

I governi furono così costretti a pagare con l’aumento della stampa di carta-moneta, ma in pochi mesi il

valore del marco precipitò e si creò un processo inflazionistico.

Gennaio 1923: la Francia e il Belgio, traendo il pretesto da un mancato pagamento, occupano il bacino

la Germania attiva una resistenza passiva. Ma l’occupazione toglieva molte risorse alla

della Ruhr; praticamente più potere d’acquisto.

Germania; il marco non ha

Agosto 1923: si forma un governo formato da tutti i gruppi costituzionali con a capo Gustav

Stresemann; egli ordina la fine della resistenza passiva nella Ruhr e riallaccia i contatti con la Francia.

d’emergenza e così reprime un’insurrezione comunista ad Amburgo e fronteggia la

Decreta lo stato

ribellione della destra nazionalista.

c’è un

8-9 novembre 1923: a Monaco complotto di Hitler contro il governo centrale; viene subito represso

e Hitler incarcerato.

Ottobre 1923: il governo emette un nuovo marco e avviata una politica deflazionistica basata sulla

limitazione delle spese e sull’aumento delle imposte.

riparazioni elaborato da Dawes→ la Germania poteva far fronte ai suoi impegni solo

1924: accordo sulle

se la sua situazione sarebbe migliorata; la finanza internazionale, in particolare degli Usa, avrebbe

finanziato la Germania con dei prestiti a lunga scadenza.

In politica i partiti di centro e centro-destra mantennero il potere fino al 1928; dopo la guida del governo

passò ai socialdemocratici. Germania, Francia e Belgio riconoscono le frontiere comuni

Ottobre 1925: accordi di Locarno→ e l’Italia si impegnano a fare da garanti contro eventuali

tracciate a Versailles; la Gran Bretagna

violazioni.

C’è il superamento dello storico contrasto franco-tedesco.

1929: la Germania è ammessa nella Società delle nazioni.

l’entità delle riparazioni è ridotta

Giugno 1929: piano Young→ e il pagamento è in 60 anni.

Settembre 1930: incrinazione dei rapporti con la Francia; la Francia costruisce fortificazioni difensive, la

linea Maginot, lungo il confine con la Germania.

Repubblica in Austria

I socialdemocratici furono al governo nel passaggio verso la democrazia.

1920: alle elezioni vince il Partito cristiano-sociale.

Repubblica in Ungheria

Dopo un esperimento breve di Repubblica sovietica, si instaurò un regime autoritario guidato da Horty.

I regimi autoritari in Europa

Negli anni ’20 in Europa si assiste ad una crisi delle istituzioni liberal-democratiche.

56

In Ungheria, Polonia, Bulgaria e Jugoslavia si instaurarono regimi autoritari, sostenuti dall’esercito e dai

gruppi conservatori.

Spagna:

1923: il generale Primo de Rivera conquista il potere fino al 1930; in seguito si instaura una repubblica,

con vita breve.

Portogallo:

1926: l’economista Antonio Oliveira de Salazar guida il regime autoritario e clericale.

Turchia:

Era oggetto di un tentativo di spartizione da parte della Gran Bretagna e della Francia e parte del suo

territorio era stato occupato dalla Grecia.

Le forze armate guidate da Mustafà Kemal fondano un movimento di riscossa nazionale; la Turchia

sconfigge la Grecia, ottiene la sovranità su tutta l’Anatolia e recupera il controllo sugli Stretti.

La Turchia si avvia a diventare uno Stato nazionale, laico e repubblicano.

Novembre 1922: viene abolito il sultanato e proclamata la repubblica con presidente Kemal; egli si

impegna in una politica di occidentalizzazione e laicizzazione dello Stato.

Gli Stati Uniti e la crisi del ‘29

Durante la Guerra gli Usa avevano concesso prestiti ai loro alleati ed erano divenuti i maggiori esportatori

di capitali. Il dollaro era la nuova moneta forte dell’economia mondiale.

degli anni ’20-’21 il sistema economico statunitense conobbe una grande

Dopo la depressione post-bellica

prosperità.

Si diffuse la produzione in serie e la razionalizzazione del lavoro in fabbrica secondo i principi del

taylorismo, che aumentò la produttività.

reddito nazionale, anche se dimunuirono gli occupati dell’industria;crebbero invece gli

Crebbe anche il

occupati nel settore dei servizi.

l’euforia speculativa,

Conseguenza di ciò fu la frenetica attività di Wall Street; però la capacità produttiva

era maggiore della possibilità di acquisto (crisi di sovrapproduzione), sia perchè i beni di consumo

eranoper la maggior parte durevoli, sia a causa della crisi del settore agricolo.

Gli Usa avevano ovviato a ciò con l’aumento delle esportazioni all’estero; fra economia americana ed

europea si venne così a creare uno stretto rapporto di interdipendenza: gli Usa finanziavano la ripresa

europea, e l’Europa alimentava lo sviluppo degli Usa importandone i prodotti.

Nel 1928 però molti capitali americani furono usati in operazioni speculative a Wall Street; subito

l’Europa ne risentì le conseguenze e fece calare l’indice delle esportazioni americane.

il corso dei titoli raggiunse livelli elevati e gli speculatori

1929: Crollo della borsa di New York→

liquidarono i loro pacchetti azionariper realizzare i guadagni. QUESta corsa alle vendite provocò una

precipitosa caduta del valore dei titoli che impoverì molti.

ceti ricchi diminuì e ciò ebbe conseguenze negative sull’intero sistema

La capacità di acquisto dei

economico mondiale.

Gli Usa contribuirono al crollo economico mondiale anche aumentando il protezionismo e riducendo

l’erogazione dei crediti all’estero. Anche gli altri paesi adottarono misure protezionistiche.

Fra il 1929 e il 1932 il valore del commercio mondiale diminuì del 60%.

A causa della diminuizione degli scambi la recessione economica si diffuse in tutto il mondo, tranne in

aggravio della crisi dell’agricoltura.

Urss: industria in chiusura, lavoratori senza occupazione,

57

La crisi in Europa

La crisi finanziari si mostròper prima in Germania ed in Austria.

Essa portò ad un allarme sulla solidità delle finanze inglesi; le banche dovettero far fronte al ritiro dei

capitali stranieri e alle richieste di conversione delle sterline in oro.

la Banca d’Inghilterra esaurisce le riserve auree e deve sospendere la convertibilità della

Settembre 1931:

sterlina;la valuta inglese è svalutata. rifacendosi ai principi dell’economia liberale, come

I governi europei cercarono di fronteggiare la crisi il

pareggio del bilancio;per ottenerlo venne tagliata la spesa pubblica e imposte nuove tasse.

QUESti provvedimenti ridussero però ancora la domanda interna.

miglioramenti, ma solo con la guerra l’Europa e il mondo

Solo a partire dal 1933 ci furono i primi

uscirono dalla grave depressione.

La crisi in Germania:

In Germania la crisi si fece sentiredi più a causa del sistema di prestiti internazionali con l’economia

statunitenseper fronteggiare le riparazioni.

Marzo 1930: la guida del governo passa al leader del Centro cattolico Heinrich Bruning.

Con una politica di sacrifici riesce a tenere fede all’obbligo delle riparazioni, che nel 1932 vengono

ridotte.

La crisi in Francia

Anche qui fu applicata una politica di austerità.

La crisi giunse solo nel 1931 ma durò più a lungo e coincise con un periodo di instabilità politica.

La crisi in Gran Bretagna

Mac Donald cercò di fronteggiare la crisi con un programma che prevedevaun drastico taglio del sussidio

ai disoccupati. Le Trade Unions del partito laburista però si opposero. formare un “governo

Mac Donald ruppe con il suo partito e si accordò con liberali e conservatoriper

nazionale” con lui alla guida. Con questo governo la sterlina si svalutò e venne adottato un sistema di

tariffe doganali.

l’Inghilterra cominciò ad uscire dalla crisi.

Nel 1933-1934

grazie a due piani economici quinquennali che aumentarono l’industrializzazione, non

La Russia,

conobbe la crisi. Anzi le masse operaie, con il sistema a cottimo, aumentarono la loro produttività e

didero vita al fenomeno dello stacanovismo.

la produzioneindustriale aumentò e l’Urss divenne una grande potenza industriale.

Nel 1929-37

Roosvelt e il “New Deal”

Novembre 1932: elezioni in Usa; vince il democratico Franklin Delano Roosvelt, anche grazie al

rapporto che riesce ad instaurare con le masse infondendo loro speranza e coraggio.

Nei primi mesi del suo governo (i “cento venne avviato il “New (“nuovo corso”), che

giorni”) Deal”

comprendeva una serie di provvedimentiper arrestare la crisi: ristrutturazione del sistema creditizio;

svalutazione del dollaroper rendere più competitive le esportazioni; aumento dei sussidi di

disoccupazione e concessioni di prestiti.

In seguito furono varati vasti programmi di lavori pubblici e aumentata la spesa pubblica.

1935: Roosvelt vara una riforma fiscale, una legge sulla sicurezza sociale e una nuova disciplina dei

rapporti di lavoro. 58

Con il New Deal era stato smentito il liberismo, mostrando che l’intervento statale era indispensabileper

arrestare la crisi.

a ridare slancio all’iniziativa economica dei privati.

Non riuscì però

Il nuovo ruolo dello Stato

Con la crisi del ’29 lo Stato dovette assumersi la maggior parte degli oneri: sostegno esterno alle attività

produttive, adozione di più radicali misure di controllo ; lo Stato assunse il ruolo di soggetto attivo

dell’espansione economica.

1936: l’economista inglese John Keynes diede una sistemazione teorica delle trasformazioni in corso.

Egli confutò alcune proposizioni fondamentali della teoria economica classica; i meccanismi spontanei

del capitalismo da soli non erano in grado di consentire un’utilizzazione ottimale delle risorse, xciò

doveva intervenire lo Stato con l’espansione della spesa pubblica.

Le teorie di Keynes erano simili al New Deal di Roosvelt.

L’età dei totalitarismi

Negli anni ’30 la democrazia attraversò la sua crisi peggiore; infatti in molti Stati d’Europa si erano

affermati regimi autoritari, soprattutto dopo la grande crisi, i successi del nazismo in Germania e la

crescita dei movimenti autoritari.

Nella maggioranza dell’opinione pubblica si diffuse l’idea che i sistemi democratici sarebbero presto

crollati perchè troppo deboliper tutelare gli interessi nazionali e inefficientiper garantire il benessere.

Le alternative erano rappresentate dal comunismo sovietico e dai regimi autoritari di destra.

Il fascismo

La loro caratteristica era quella di proporsi come artefici di una propria rivoluzione.

accentramento del potere nelle mani di un capo, struttura gerarchica dello

Organizzazione politica→

stato, inquadramento delle popolazioni nelle organizzazioni di massa, controllo sull’informazione e la

cultura. aveva indicato una terza via fra

Organizzazione economico e sociale→ capitalismo e comunismo;

soppressione della dialettica sindacale, maggior intervento statale in economia.

Il fascismo fu appoggiato soprattutto dagli strati sociali intermedi, mentre le classi popolari lo accettarono

di malavoglia. Ai ceti medi il fascismo dava la sensazione di appartenere a una comunità e di riconoscersi

in un capo, di essere inseriti in una gerarchia basata sul merito e non sui privilegi; li difendeva dai

processi di massificazione.

Il fascismo riuscì a capire più di altri la società di massa e sfruttò controllandoli i mezzi di propaganda, i

canali di informazione e di istruzione, le strutture associative. Così fecero anche gli altri regimi definiti

totalitari, in quanto cercavano di dominare tutta la società, di condizionare i comportamenti e la mentalità

dei cittadini.

La crisi della Repubblica di Weimar e l’avvento del nazismo

Novembre 1923: Hitler è incarcerato; è ancora semisconosciuto ed è il leader del Partito

nazionalsocialista dei lavoratori tedeschi.

Fino al 1929 il suo partito, definito nazista, rimase un gruppo minoritario; si serviva della violenza contro

gli avversari politici e possedeva una forte organizzazione armata, le SA (reparti d’assalto), comandato da

Ernst Rohm.

Il suo programma prevedeva: la denuncia del trattato di Versailles, la riunione dei tedeschi in una nuova

“grande Germania”, l’adozione di misure discriminatorie contro gli ebrei.

QUESto programma venne esposto nel libro Mein Kampf (La mia battaglia).

59

Hitler credeva nell’esistenza di una razza superiore e conquistatrice, quella ariana, ormai inquinata dalla

commistione con altre razze inferiori; essa doveva diminare sull’Europa e sul mondo→ utopia

nazionalista e fascista.

X realizzare ciò era necessario sconfiggere i nemici interni, primi fra tutti gli ebrei, popolo senza patria,

considerato portatore di dissoluzione morale, responsabile di misfatti del capitale finanziario e del

bolscevismo.

Dopo aver costituito un nuovo stato guidato da un nuovo capo, i tedeschi dovevano respingere le

imposizioni di Versailles, recuperare i territori perduti ed espandersi verso est a danno dei popoli slavi,

considerati anch’essi inferiori.

programma trovò dapprima scarsi consensi, e alle lezioni del ’24 e del ’28 i nazisti ottenero

QUESto

pochi voti.

Con lo scoppio della grande crisi però la maggioranza dei tedeschi perse ogni fiducia nella Repubblica e

nei suoi partiti.

Settembre 1930: il cancelliere Bruning, sostenuto dal presidente Hindenburg, convoca le nuove elezioni. I

nazisti conquistano molti voti

1932: apice della crisi economica.

Si verificano nelle città vari scontri tra nazisti e comunisti, agguati e spedizioni punitive.

Marzo 1932: elezioniper la presidenza della Repubblica; i partiti democratici appoggiano ancora

Hindenburg.

Una volta rieletto cede alle pressioni militari e della grande industria: congeda Bruning e chiama alla

guida del governo due uomini della destra conservatrice, Franz von Papen e Schleicher.

30 gennaio 1933: Hitler è convocato dal presidente della Repubblica e messo a capo del governo.

Il Terzo Reich

27 febbraio 1933: incendio al Reichstagh, il Parlamento nazionale.

un’imponenente operazione di polizia

Di ciò viene accusato un comunista olandese; nasce contro i

comunisti e vengono varate misure eccezionali che limitavano le libertà di stampa e di riunione.

Hitler, nonostante avesse vinto le elezioni del marzo 1933, e potesseformare un nuovo governo con la

destra, mirava ad abolire il Parlamento. Il Reichstagh lo appoggiò e conferì con una legge pieni poteri al

governo, tra cui quello di legiferare e modificare la costituzione.

Pian piano tutti i partiti si sciolsero. A luglio Hitler varò una legge in cui il Partito nazionalsocialista era

l’unico consentito in Germania.

“notte reparti delle (“squadre assassinano Rohm,

30 giugno 1934: dei lunghi coltelli”→ SS di difesa”)

capo delle SA, e tutto il suo stato maggiore.

Hitler chiede alle forze armate l’assenso alla sua candidatura alla successione di Hindenburg.

Agosto 1934: Hitler ricopre le cariche di cancelliere e capo dello Stato. Gli ufficiali sono costretti a

prestare giuramento di fedeltà ad Hitler e al nazismo→ nasce il Terzo Reich, il terzo Impero (dopo il

Sacro Romano Impero).

Nel nuovo regime il capo (Fuhrer) era anche la fonte suprema del diritto, colui che esprimeva le

aspirazioni del popolo.

Attorno al partito vi erano una serie di organizzazioni di massa: il Fronte del lavoro, che sostituiva i

sindacati; le organizzazioni giovanili che facevano capo alla Hitlerjugend (gioventù hitleriana), il cui

era quello di trasformare l’insieme dei cittadini in una

compito comunità del popolo compatta e

disciplinata.

Gli ebrei erano concentrati nelle grandi città e occupavano le zone medio-alte della scala sociale; la

propaganda nazista riuscì a risvegliare nei loro confronti i sentimenti di ostilità contro la diversità etnica e

religiosa e contro il rpivilegio economico. 60

Settembre 1935: leggi di Norimberga→ tolgono agli ebrei la parità dei diritti e proibiscono i matrimoni

tra ebrei e non ebrei. dei cristalli→ dopo l’uccisione di un diplomatico tedesco a Parigi per mano di un

Novembre 1938: notte

ebreo, i nazisti organizzano un pogrom in tutta la Germania.

La difesa della razza prevedeva anche manifestazioni razziali contro altre minoranze.

La Chiesa si adattò al regime, anche in seguito al concordato stipulato dalla chiesa di Roma col governo

nazista del luglio 1933.

Marzo 1937: Papa Pio XI interviene con un’enciclica per condannare il nazismo.

Il consenso generele dato al nazismo dipendeva anche dall’apparato repressivo e terroristico,

rappresentato dalle molte polizie, tra cui la Gestapo e le SS, e i lager.

Un altro fattore di consenso fu la ripresa economica, grazie all’impulso dato ai lavori pubblici ed alla

formule e miti per toccare l’anima popolare, anche

politica di riarmo. Inoltre il nazismo riuscì ad imporre

grazie alle comunicazioni di massa; l’ideale era la formazione di una società patriarcale lontana dalle

metropoli moderno e dalle malattie della civiltà industriale (mito della terra e del sangue).

quest’utopia antimoderna, il regime si servì però di mezzi moderni; istitui un ministero per

Per diffondere

la Propaganda, affidato a Goebbels; la stampa fu sottopoasta a stretti controlli; gli intellettuali furono

inseriti in un’organizzazione nazionale.

L’Unione Sovietica

Stalin tra il 27 ed il 28 decise d accellerare lo sviluppo industriale e di porre fine alla Nep. Egli voleva

costruire un’economia collettivizzata e industrializzata; l’ostacolo era il ceto dei contadini benestanti, i

kulaki.

1929: Stalin vuole la collettivizzazione del settore agricolo; contro di lui si schierò Bucharin, teorico della

Nep. La maggioranza del partito si schiero con Stalin.

Milioni di contadini furono deportati in Siberia o nella Russia settentrionale; i kulaki vennero eliminati.

Il vero scopo della collettivizzazione era quello di favorire l’industrializzazione con lo spostamento di

risorse economiche ed energie umane.

1928: primo piano quinquennale per l’industria

1937: secondo piano quinquennale.

L’aumento dell’industrializzazione avvenne anche grazie al clima di entusiasmo che Stalin seppe

suscitare nella classe operaia intorno agli obbiettivi del piano.

Nacque il mito dell’URSS in occidente.

Stalin riuscì ad assumere in URSS il ruolo di capo assoluto, sorretto da un grande apparato burocratico e

poliziesco e dal consenso di milioni di lavoratori; divenne il depositario della dottrina marxista-leninista.

1934: periodo delle “grandi → viene assassinato

purghe” Kirov, membro del gruppo dirigente comunista;

segue un’imponente ondata di arresti soprattutto tra i quadri del partito, attuata con una repressione

poliziesca o con pubblici processi irregolari. Tutti gli antichi oppositori di Stalin vengono eliminati.

Trotzkij venne ucciso nel 1940.

La crisi della sicurezza collettiva e i fronti popolari

Ottobre 1933: Hitler ritira la Germania dalla Società delle nazioni.

Luglio 1934: in Austria gruppi nazisti tentano di impadronirsi del potere ed uccidono il cancelliere

Dollfuss per preparare l’unificazione fra Austria e Germania. Mussolini fa schierare quattro divisioni al

confine italo-austriaco e riesce a fermare Hitler.

Aprile 1935: Il governo tedesco reintroduce in Germania la coscrizione obbligatoria, vietata dal trattato di

Versailles → conferenza di Stresa: i rappresentanti di Italia, Francia e Gran Bretagna si riuniscono per

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flaviael

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DESCRIZIONE APPUNTO

Riassunto per l'esame di Storia Contemporanea, basato su appunti personali e studio autonomo del testo consigliato dal docente Ottocento e Novecento, Sabbattucci, Vidotto. Si analizzano i seguenti argomenti: la nascita degli Stati Uniti, la Rivoluzione francese, la figura e il ruolo di Napoleone, le origini dell'industrializzazione, il movimento dei lavoratori e gli esponenti del pensiero socialista, il Congresso del Partito comunista, la questione costituzionale, la guerra di Spagna (1936-1939).


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in relazioni internazionali
SSD:
A.A.: 2012-2013

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher flaviael di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia contemporanea e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università La Sapienza - Uniroma1 o del prof Conti Giuseppe.

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