Estratto del documento

Introduzione al corso di storia: l’illuminismo

L'illuminismo è una filosofia, un modo di interpretare le cose, un modo di pensare, che si riflette nella

letteratura. Si cerca di illuminare con la ragione le tenebre dell'ignoranza e della superstizione. Il

capolavoro dell'illuminismo europeo è l'enciclopedia (raccolta del sapere umano, ordinata in ordine

alfabetico). Si palesava l'ambizione di reinterpretare tutto, in modo critico, alla luce della ragione. Con

l'ordine alfabetico erano state messe sullo stesso piano tutte le cose, non c’erano più gerarchie nel sapere

umano (la parola Dio era sullo stesso piano della parola Dado). Si ebbe una rivalutazione della cultura

tecnica e pratica e di conseguenza una rivoluzione di tipo borghese. La cultura illuminista è alla base della

nostra cultura moderna europea. Il rinnovamento culturale ha una funzione concreta:contribuire al

progresso dell'umanità.

Di seguito i concetti chiave dell’illuminismo:

1. Progresso: basato sulla convinzione che la storia dell'uomo sia un lento processo di miglioramento

(cammino verso il miglioramento). Gli illuministi vogliono incidere sulla realtà grazie al bagaglio

culturale. La cultura illuminista è legata alla concretezza e al miglioramento delle cose.

2. Divulgazione e cosmopolitismo: cosmopolitismo vuol dire avere per città il mondo. Non c'è

distinzione fra gli abitanti del mondo, si è tutti sullo stesso piano. Se si crede solo nella ragione,

allora tutti l'abbiamo e quindi tutti siamo uguali. Il cosmopolitismo si basa sull'uguaglianza (diritti

naturali).

3. Antistoricismo: l'illuminismo è antistoricista. La tendenza è di partire da zero e quindi

sottovalutare il passato e la sua importanza. Il passato è da processare. La storiografia è

ideologica. C'è una tendenza critica verso il passato.

4. Religione: gli illuministi combattono contro le chiese, vedevano le religioni rivelate (che hanno

una rivelazione dall'alto), come religioni non razionali. Le religioni hanno dei dogmi e devi

credere senza chiedere spiegazioni. Le chiese vogliono il monopolio della verità e non tollerano

che gli altri affermino di avere anch'essi la verità, agli occhi degli illuministi tutto ciò è fonte dei

mali dell'umanità. La maggior parte degli illuministi era deista, cioè credeva nell'esistenza di un

Dio, ma non credeva nella Chiesa. Diderot, attraverso la ragione, nega anche l'esistenza di un Dio.

5. Agnosticismo (non conoscere): è la dichiarata impossibilità di conoscere. –vedi

6. Gli aspetti della società: l'autorità politica è governata dal cittadino che ha dei diritti naturali

punto 2-. Tale autorità politica può essere concretizzata attraverso varie forme di governo, esse

sono:  "…tutto deve essere fatto per il popolo,

Dispotismo (Voltaire): ma nulla deve essere

fatto dal popolo…" Il sovrano assoluto, proprio perché è tale, può aiutare il popolo

avendo autorità. (illuminismo paternalistico).

 Liberalismo (Montesquieu): nel 1748 ha scritto un libro fondamentale "Lo spirito delle

leggi", che è alle basi del liberalismo moderno. Presuppone che il popolo abbia libertà

e diritti che non sono garantiti dal governo dispotico. Montesquieu prevede che lo stato

moderno non debba più avere poteri assoluti;oltretutto ipotizza anche una divisione dei

poteri.

 Democrazia (Rosseau): Rosseau è un illuminista che porterà avanti, a suo modo, una

critica all'illuminismo. La sua idea è quella di poter lavorare sopra ad una testa non

ancora colta, seguendo la sua natura e i suoi istinti. Spesso affiancherà la natura alla

civiltà e questo è un aspetto poco illuminista: ciò che è natura è buono, l'uomo civile è

schiavo della società. Vede tutto il civile come una costrizione e considera come per

natura gli uomini sono tutti uguali. Egli crede che " Il contratto sociale" sia un patto fra

i cittadini, sulla cui base poter convivere. E' scritto liberamente e attraverso questo si

decide di autolimitare le propria libertà per una buona convivenza. Egli sostiene la

democrazia diretta anche perché se si delegano altre persone al proprio posto, non si è

più liberi. 2

Durante l’illuminismo si sviluppano anche varie teorie economiche. La prima è quella del Quesnay: egli

cerca di analizzare l'economia, la società e quindi le classi sociali da produrre. Secondo lui l'unica forma

economica con prodotto netto è l'agricoltura. Definisce le altre classi "parassite", anche se sa che è anche

grazie agli altri campi, se l'agricoltura viene migliorata (come le macchine per l'agricoltura). E'

considerato il padre del liberismo, che vuol garantire ad ogni individuo la possibilità di produrre; compito

dello stato è fissare delle regole per impedire la formazione dei monopoli e degli oligopoli.

La nascita degli Stati Uniti

Con la rivoluzione americana è nato il modello di stato che costituisce ancora oggi, per noi, un

riferimento. Essa è stata sostanzialmente una guerra d'indipendenza delle colonie americane

dall’Inghilterra. Alla base di tale rivoluzione e di tale senso di libertà ci sono le teorie illuministe.

Le colonie inglesi in America erano tredici e si estendevano da nord a sud.

a causa del clima sfavorevole fiorì l’industria: nacque così

NORD una società costituita da artigiani, mercanti e piccoli

industriali.

clima favorevole all’agricoltura, si sviluppò un’aristocrazia

SUD terriera, che sfruttava i neri deportati dall’Africa che erano

trattati in modo disumano.

Nacquero malcontenti tra colonie e madrepatria: pur avendo una certa autonomia, i coloni non potevano

inviare i propri rappresentanti al Parlamento londinese e quindi non potevano discutere sulle leggi che li

riguardavano. Infatti, gli inglesi consideravano le colonie un mercato riservato allo sfruttamento da parte

della madrepatria: le materie prime dovevano arrivare solo all’Inghilterra;

1)

2) i prezzi erano decisi dagli inglesi;

3) le importazioni solo dalla madrepatria.

A seguito dell’attivo contributo alla politica con la guerra dei sette anni, i coloni pensavano di ottenere un

trattamento migliore dall’Inghilterra, rispetto dell’autonomia, libertà nel commercio e la possibilità di

migrare. Dopo la pace di Parigi (1763) l’Inghilterra non alleggerì le restrizioni e si oppose

all’ampliamento coloniale, per paura di perdere la supremazia sulle colonie. Si determinò, inoltre

un’impostazione parlamentare di tasse sui generi importati dalle colonie. Gli inglesi imposero tasse su

giornali, fatture commerciali, documenti legali: tutto per debellare il commercio clandestino delle colonie.

l’Inghilterra concede il monopolio del

La risposta delle colonie fu rapida e dura: dopo il Tea Act, con cui

commercio del tè alla Compagnia delle Indie, danneggiando i commercianti delle colonie, si ebbero

insurrezioni decisive da parte dei coloni nel porto di Boston.

Nel settembre 1774 si stilò la Dichiarazione dei Diritti al Congresso Continentale di Philadelphia. La

dichiarazione era fondata su tre diritti:

1- Gli uomini sono tutti uguali;

2- Gli uomini hanno diritti inalienabili;

3- Il governo legittimo si ha quando si governa col consenso dei governati.

dichiarazione fu respinta dal re George III: questo portò ad una guerra d’indipendenza. Nell’aprile

Tale

1775 venne convocato un nuovo congresso, nel quale fu arruolato un esercito che fu affidato al comando

di George Washington.

Il quattro luglio 1776 venne firmata dalla tredici colonie la Dichiarazione di Indipendenza, redatta da

basata sull’opposizione ad un regime tirannico. Ovviamente l’Inghilterra

Thomas Jefferson e non accettò

tale dichiarazione, e si ebbe la guerra. La guerra si pose male per i coloni che non potevano fronteggiarle

3

truppe inglesi, l’Europa soprattutto per togliere all’Inghilterra

però corse in loro aiuto, la sua supremazia.

Le truppe del re George III dovettero ritirarsi ed il sovrano riconobbe con la pace di Versailles, il 3

l’indipendenza delle tredici colonie e la loro trasformazione negli Stati Uniti d’America.

settembre 1783,

Il 17 settembre 1783fu promulgata la costituzione, che fu un frutto dell’illuminismo, poichè:

1. fu esteso il diritto di voto;

2. furono abolite le disposizioni che ostacolavano la vendita terriera;

3. furono eliminati i privilegi ecclesiastici;

4. fu data piena tolleranza a tutti i culti religiosi.

Si stabilisce inoltre che il presidente ha potere esecutivo e il congresso potere legislativo. Quest'ultimo si

divide in :

 Camera dei rappresentanti (eletti in modo democratico)

 Senato (camera federalista). Ogni stato mandava due rappresentanti per eguagliare gli stati

grandi e quelli piccoli.

 La corte suprema di giustizia aveva potere giudiziario ed era composta da nove membri eletti a

vita.

La rivoluzione francese

Gli antefatti

Durante il lungo regno di Luigi XV (1723-74) la situazione economica della Francia era andata

progressivamente peggiorando: la guerra e i crescenti bisogni della vita di corte (Versailles) richiedevano

l’imposizione di continue tasse. Per accrescere il gettito delle imposte e contenere il deficit di bilancio, il

concessione di alti tassi d’interesse sui prestiti

governo era ricorso a manovre finanziarie assai pericolose:

dei cittadini, indiscriminata vendita di uffici pubblici, alterazioni del valore della moneta, riduzione

arbitraria dei debiti dello Stato (bancarotta). Tutto questo perché le classi privilegiate (nobiltà e clero)

erano riuscite, per interi decenni, a bloccare ogni provvedimento fiscale che estendesse anche a loro il

peso tributario. Le tasse erano prevalentemente pagate dai contadini e dalla borghesia. Nelle campagne il

diritto di proprietà spettava ancora quasi interamente alla Corona, alla nobiltà e al clero. I contadini non

erano più servi della gleba, come nel Medioevo, perché disponevano della libertà personale, però, non

essendo proprietari di nulla, erano costretti a versare al clero le decime (cioè una parte dei prodotti dei

campi), pagavano imposte e gabelle regie, erano obbligati dallo Stato a prestazioni di lavoro gratuite

(corvées) per la costruzione di strade e caserme, ecc. Gli stessi nobili li obbligavano a pagare tasse sul

al minuto, pedaggi per l’uso di strade e ponti, tributi in natura, in denaro, in corvées. La

commercio

borghesia si era arricchita notevolmente, ma non aveva alcun potere politico. Solo una piccola parte s’era

procurata titoli nobiliari ereditari mediante l’acquisto degli uffici pubblici. Le piccole aziende

manifatturiere si erano trasformate in opifici di vaste dimensioni. La ricchezza dovuta ai commerci,

all’industria, alle società per azioni e agli istituti bancari aveva indotto la borghesia a chiedere la fine del

regime del privilegio di clero e nobiltà, la libera disponibilità della terra, la piena libertà dei commerci

(senza vincoli doganali e corporativi).

La rivoluzione

L’incapacità della monarchia (Luigi XVI) a dirigere dall’alto le istanze di rinnovamento dei ceti borghesi

(dispotismo illuminato) rese inevitabile la convocazione degli Stati Generali, non convocati dal 1614 (non

avevano potere legislativo ma solo consultivo). Il ministro delle finanze Necker si batté perché la

all’Assemblea più delegati di quanti non potessero disporre nobiltà e

borghesia (Terzo stato) mandasse

clero messi insieme, di contro alla consuetudine che prevedeva invece, per ogni circoscrizione elettorale,

la designazione di un candidato per ciascun ordine sociale. Nell’Assemblea la borghesia propose che il

voto non fosse dato per ordine ma per testa (per avere la maggioranza) e che i lavori non si svolgessero in

camere separate secondo gli ordini, ma in un’unica assemblea (per affermare la parità sociale dei

delegati). Di fronte al rifiuto di nobiltà e clero, la borghesia si costituì in Assemblea Nazionale,

proclamandosi rappresentante della volontà nazionale (giugno 1789).

4

La maggioranza dei delegati del clero, che provenivano da parrocchie rurali, decise di unirsi alla

borghesia. Il re fece chiudere la Camera delle riunioni, ma il Terzo stato si trasferì in una sala adibita dalla

Corte al gioco della pallacorda, giurando di riunirsi finché la Costituzione non fosse stabilita (Giuramento

di sciogliersi e di tornare a riunirsi l’indomani separatamente

della Pallacorda). Il re ingiunse agli eletti

nelle sale assegnate a ciascun ordine. La borghesia non obbedì. Evitando di usare la forza, il re invitò

clero e nobiltà a unirsi alla borghesia: l’assemblea così si proclamò Assemblea Nazionale Costituente.

Sospinto dagli aristocratici, Luigi XVI licenziò Necker e ammassò truppe mercenarie svizzere e tedesche

nei pressi di Parigi. Il popolo di Parigi rispose occupando la Bastiglia, cioè la prigione per i condannati

politici, simbolo dell’autorità assoluta del monarca. Il popolo creò nuovi organi di governo (a Parigi) e di

difesa (la Guardia Nazionale, capeggiata da La Fayette, che già aveva combattuto a fianco degli insorti

americani). L’esempio di Parigi viene seguito da altre città, che considerano la Costituente come l’unica

vera fonte d’autorità. Nelle campagne si diffonde la “Grande Paura” dei nobili, che vedono le loro

proprietà saccheggiate o espropriate dai contadini. Nell’agosto ‘89 l’Assemblea dichiara abolito il sistema

decime), anche se vincola questa abolizione all’indennità che i contadini devono pagare

feudale (corvées,

ai nobili per le proprietà requisite.

L’atto di morte dell’ancien régime viene ratificato con la Dichiarazione dei diritti dell’uomo e del

cittadino.

Principi fondamentali:

1. sovranità popolare,

2. diritti di libertà (opinione, stampa, religione, riunione),

3. uguaglianza giuridica,

4. tutela della sicurezza personale e della proprietà individuale.

La Costituente si preoccupò non solo di convogliare le forze popolari contro i ceti privilegiati, ma anche

d’impedire che queste forze potessero dirigere il corso della rivoluzione. Venne perciò introdotto il

principio della separazione dei poteri dello Stato:

 quello esecutivo spettava al re, che aveva il diritto di veto, col quale poteva bloccare per 4

anni le decisioni dei rappresentanti eletti;

 la borghesia si riservava l’assoluta preminenza nella funzione legislativa;

 fu approvato il sistema monocamerale (cioè senza una Camera Alta da riservare alla

nobiltà);

 il criterio censitario come condizione per l’esercizio dei diritti politici (solo i

viene sancito

cittadini, cioè i maschi con almeno 25 anni di età, che pagassero un’imposta diretta pari a 3

giornate lavorative, potevano votare ed essere eletti).

Il re rifiutò l’abolizione dei diritti feudali, la suddetta Dichiarazione e la Monarchia costituzionale, ma una

folla affamata si recò a Versailles per costringerlo ad approvvigionare la capitale, a ratificare le decisioni

della Costituente e a trasferire la corte a Parigi. Questa parte di popolazione venne sempre più definendosi

come Quarto Stato o Sanculotti, e i due circoli politici che esprimevano di più le sue esigenze erano i

giacobini e i cordiglieri. prese la decisione d’incamerare i

Intanto la Costituente, per fronteggiare la grave situazione finanziaria,

beni degli ordini religiosi a favore del demanio statale. L’esecuzione della vendita dei latifondi

ecclesiastici fu affidata ai Comuni, ma siccome l’operazione era lunga e complessa, e l’erario aveva

l’Assemblea autorizzò il Tesoro ad emettere dei titoli di stato (assegnati) col valore di

bisogno di soldi,

cartamoneta, garantiti dai beni espropriati. In tal modo chi comprava gli assegnati si sentiva strettamente

legato agli esiti della rivoluzione. L’Assemblea inoltre abolì il clero regolare, trasformò quello secolare in

funzionari stipendiati dallo Stato mediante la Costituzione civile del clero, la quale prevedeva il principio

elettivo per tutti i gradi della gerarchia ecclesiastica, senza diritto di conferma canonica da parte del papa.

Il clero si divise in due parti: costituzionali e refrattari (questi ultimi favorevoli al papa, che condannò sia

la Dichiarazione che la Costituzione del clero). 5

Luigi XVI, dopo essere stato costretto a ratificare la Costituzione del clero, decide di fuggire dalla

Francia, ma alla frontiera belga viene riconosciuto e arrestato. Il sistema della monarchia costituzionale

entra in crisi: il re passa per un traditore della nazione, fomentatore di guerra civile e alleato delle potenze

straniere antifrancesi.

Cordiglieri e giacobini ne approfittano per rivendicare maggiori poteri in seno all’Assemblea, la quale

però al Campo di Marte (Parigi) fa sparare sulla folla, sospende la libertà di stampa e di riunione.

L’Assemblea (ove dominano i girondini) cerca di superare la paralisi del movimento democratico in 3

modi: fa credere all’opinione pubblica che la fuga del re era un rapimento tramato da

1. controrivoluzionari;

2. si scioglie, trasformandosi in Assemblea Legislativa, eletta a suffragio censitario (impedisce a tutti

quanti avevano fatto parte della Costituente di poter partecipare anche alla Legislativa);

dichiara una guerra preventiva all’imperatore d’Austria e Prussia.

3.

Alla guerra contro Austria-Prussia si giunse per tre ragioni:

1) fame e disoccupazione dilagavano nel Paese;

2) gli ambienti di corte erano convinti che la Francia rivoluzionaria

Anteprima
Vedrai una selezione di 23 pagine su 111
Riassunto esame Storia Contemporanea, prof. Conti, libro consigliato Ottocento e Novecento, Sabbattucci, Vidotto Pag. 1 Riassunto esame Storia Contemporanea, prof. Conti, libro consigliato Ottocento e Novecento, Sabbattucci, Vidotto Pag. 2
Anteprima di 23 pagg. su 111.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Storia Contemporanea, prof. Conti, libro consigliato Ottocento e Novecento, Sabbattucci, Vidotto Pag. 6
Anteprima di 23 pagg. su 111.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Storia Contemporanea, prof. Conti, libro consigliato Ottocento e Novecento, Sabbattucci, Vidotto Pag. 11
Anteprima di 23 pagg. su 111.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Storia Contemporanea, prof. Conti, libro consigliato Ottocento e Novecento, Sabbattucci, Vidotto Pag. 16
Anteprima di 23 pagg. su 111.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Storia Contemporanea, prof. Conti, libro consigliato Ottocento e Novecento, Sabbattucci, Vidotto Pag. 21
Anteprima di 23 pagg. su 111.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Storia Contemporanea, prof. Conti, libro consigliato Ottocento e Novecento, Sabbattucci, Vidotto Pag. 26
Anteprima di 23 pagg. su 111.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Storia Contemporanea, prof. Conti, libro consigliato Ottocento e Novecento, Sabbattucci, Vidotto Pag. 31
Anteprima di 23 pagg. su 111.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Storia Contemporanea, prof. Conti, libro consigliato Ottocento e Novecento, Sabbattucci, Vidotto Pag. 36
Anteprima di 23 pagg. su 111.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Storia Contemporanea, prof. Conti, libro consigliato Ottocento e Novecento, Sabbattucci, Vidotto Pag. 41
Anteprima di 23 pagg. su 111.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Storia Contemporanea, prof. Conti, libro consigliato Ottocento e Novecento, Sabbattucci, Vidotto Pag. 46
Anteprima di 23 pagg. su 111.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Storia Contemporanea, prof. Conti, libro consigliato Ottocento e Novecento, Sabbattucci, Vidotto Pag. 51
Anteprima di 23 pagg. su 111.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Storia Contemporanea, prof. Conti, libro consigliato Ottocento e Novecento, Sabbattucci, Vidotto Pag. 56
Anteprima di 23 pagg. su 111.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Storia Contemporanea, prof. Conti, libro consigliato Ottocento e Novecento, Sabbattucci, Vidotto Pag. 61
Anteprima di 23 pagg. su 111.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Storia Contemporanea, prof. Conti, libro consigliato Ottocento e Novecento, Sabbattucci, Vidotto Pag. 66
Anteprima di 23 pagg. su 111.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Storia Contemporanea, prof. Conti, libro consigliato Ottocento e Novecento, Sabbattucci, Vidotto Pag. 71
Anteprima di 23 pagg. su 111.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Storia Contemporanea, prof. Conti, libro consigliato Ottocento e Novecento, Sabbattucci, Vidotto Pag. 76
Anteprima di 23 pagg. su 111.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Storia Contemporanea, prof. Conti, libro consigliato Ottocento e Novecento, Sabbattucci, Vidotto Pag. 81
Anteprima di 23 pagg. su 111.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Storia Contemporanea, prof. Conti, libro consigliato Ottocento e Novecento, Sabbattucci, Vidotto Pag. 86
Anteprima di 23 pagg. su 111.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Storia Contemporanea, prof. Conti, libro consigliato Ottocento e Novecento, Sabbattucci, Vidotto Pag. 91
Anteprima di 23 pagg. su 111.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Storia Contemporanea, prof. Conti, libro consigliato Ottocento e Novecento, Sabbattucci, Vidotto Pag. 96
Anteprima di 23 pagg. su 111.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Storia Contemporanea, prof. Conti, libro consigliato Ottocento e Novecento, Sabbattucci, Vidotto Pag. 101
Anteprima di 23 pagg. su 111.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Storia Contemporanea, prof. Conti, libro consigliato Ottocento e Novecento, Sabbattucci, Vidotto Pag. 106
1 su 111
D/illustrazione/soddisfatti o rimborsati
Acquista con carta o PayPal
Scarica i documenti tutte le volte che vuoi
Dettagli
SSD
Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-STO/04 Storia contemporanea

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher flaviael di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia contemporanea e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Roma La Sapienza o del prof Conti Giuseppe.
Appunti correlati Invia appunti e guadagna

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community