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La grande guerra (prima guerra mondiale)

Quando

1914-1918

Dove

Combattuta prevalentemente in territorio europeo, ma coinvolse anche Giappone e Stati Uniti.

Come

In campo erano stati messi eserciti mai stati così grandi con grande potenziale distruttivo, ingigantito dal massiccio uso bellico degli apparati industriali e delle tecnologie che avevano avuto tanto sviluppo nei secoli precedenti.

Effetti

Provoca la scomparsa di 4 imperi:

  • Impero russo: abbattuto nel 1917 da una rivoluzione
  • Impero degli Asburgo: da cui sorsero nuovi stati nazionali
  • Tedesco: lasciò il posto ad una repubblica democratica
  • Impero turco

Gli Stati Uniti soppiantarono la Gran Bretagna nel ruolo di superpotenza mondiale.

I contrasti politici in Europa nel dopoguerra segnarono:

  • La definitiva sconfitta dell’antico regime
  • L’avvento della moderna società di massa

Da questa guerra avrebbero tratto forte impulso i movimenti nazionalisti di liberazione dei popoli coloniali del cosiddetto Terzo Mondo.

Cosa scatenò il conflitto

Assassinio dell’arciduca Francesco Ferdinando, erede al trono d’Austria-Ungheria, che assieme alla moglie rimase vittima di un attentato a Sarajevo (giugno 1914).

Attentato a Sarajevo

Gesto terroristico ad opera di un gruppo irredentista slavo (favorevoli all’irredentismo, movimento politico mirante a congiungere alla madrepatria territori sottoposti al dominio straniero; in particolare, quello sorto in Italia dopo il 1866 per liberare le terre italiane ancora soggette all'Austria) e il governo austro-ungarico reagì dando per certa la corresponsabilità della Serbia (mai dimostrata).

La Serbia era il punto di riferimento del nazionalismo slavo nei Balcani.

(Balcani = Bulgaria, la Grecia, parte della Turchia (Tracia orient.), la Serbia, il Montenegro, l'Albania, la Macedonia, la Bosnia, la Croazia e la Slovenia, Romania).

La Serbia era considerata un pericolo perché nelle guerre del 1912-13 aveva conquistato molti territori. L’attentato fu un pretesto per dare una lezione alla Serbia e ridimensionare l’influenza in tale area.

Austria ottiene l’appoggio dei tedeschi suoi alleati, ed impone a Belgrado (Serbia) un ultimatum con la richiesta di una serie di misure per far cessare ogni attività antiaustriaca in quel paese.

Ultimatum

Era di carattere provocatorio perché:

  • Esigeva risposta entro 48 ore
  • Pretendeva che rappresentanti austriaci partecipassero all’inchiesta sull’attentato: se avesse accettato, la Serbia avrebbe rinunciato alla propria sovranità ed infatti la sua replica su questo punto fu negativa.

(Motivo scoppio guerra tra Austria-Ungheria e Serbia) Così l’Austria - Ungheria dichiara guerra alla Serbia.

Chi entra nel conflitto

Russia: sosteneva la Serbia perché entrambi erano di religione ortodossa, per mire egemoniche sulla penisola balcanica e per la propria strategia di controllo nel Mediterraneo.

Germania:

  • Chiese alla Russia di revocare il provvedimento e alla Francia di impegnarsi alla neutralità. Ricevendo risposte negative da entrambe, la Germania muove guerra sia alla Russia sia alla Francia.
  • Invase il neutrale Belgio, che non intendeva lasciar attraversare il territorio dal suo esercito, come esigevano i piani militari tedeschi.

Italia: apparteneva alla Triplice Alleanza, si era dichiarata neutrale, ma il conflitto era ormai generalizzato.

Giappone: muove guerra alla Germania per scalzarne le posizioni in Estremo Oriente.

Turchia

2 anni dopo entrano:

  • Bulgaria a fianco della Triplice Alleanza
  • Romania
  • Stati Uniti
  • Dal Portogallo alla Cina molti stati dell’America Latina

Chi portò la responsabilità della guerra?

Causa scatenante della guerra: Aggressione tedesca

Responsabilità: Austria e Germania cercarono di imporre alla Serbia e alla Russia la propria volontà, i due imperi svilupparono nei loro confronti una politica coercitiva che implicava la possibilità di una guerra e condussero tale strategia di rischio fino alle estreme conseguenze.

Francia e Russia: opponendosi stettero al gioco opta per il negoziato, ma il suo tentativo fu incerto e si scontrò contro Gran Bretagna: l’intransigenza degli altri stati.

La storiografia più recente ha concentrato la propria attenzione sulla condotta concreta dei singoli stati nazionali. Ogni ceto politico e dirigente opera le proprie scelte di politica estera in un quadro teorico e pratico dominato dal dilemma della sicurezza: accrescere la propria sicurezza spesso significa aumentare l’insicurezza degli altri e indurli a fare altrettanto, innescando una spirale di tensioni e di corsa agli armamenti. Fondato su reciproche ostilità, questo meccanismo fece sì che l’Austria percepisse come un pericolo il rafforzamento della Serbia e che la sua iniziativa incutesse alla Russia un timore uguale e contrario. Da tempo la crescita della potenza economica germanica era fonte di preoccupazione per: Gli stati confinanti L’Inghilterra che temeva per la propria supremazia

Tali tensioni si erano acuite per due fattori:

  • Esaurirsi della corsa alle colonie
  • Crescente bipolarismo del sistema di alleanze fondato sulla Triplice Alleanza (Austria, Germania e Italia) e la Triplice Intesa (Francia, Russia e Inghilterra)

A complicare le cose era poi l’incongruenza delle posizioni dei vari paesi:

  • La politica mondiale di partenza perseguita dalla Germania, postulava la conquista di un’egemonia continentale inaccettabile per l’Inghilterra, la cui leadership poggiava sulla conservazione di un ruolo arbitrale in Europa e quindi su un equilibrio tra Francia e Germania.
  • Francia: la sua vita politica si consumava attorno alla rivincita della sconfitta del 1870.
  • Altri Stati: i conflitti si collocavano su scala regionale più ridotta: Austria: aspirava a salvare l’integrità del suo impero Russia mirava ad espandersi verso Costantinopoli

Le rivalità imperialistiche, la corsa agli armamenti e le continue tensioni internazionali che coinvolsero le grandi potenze, i movimenti nazionalisti contribuirono a provocare il conflitto, ma non basta a chiarirne le cause e le caratteristiche. Neanche gli eventi del luglio 1914 sono riconducibili a una meccanica conseguenza di fenomeni precedenti, che condizionarono pesantemente le decisioni, ognuna delle quali determinò a sua volta le successive.

Una guerra nuova

Piano Schlieffen: caso più famoso di disposizione strategico – offensiva. Prevedeva una campagna veloce e risolutiva contro la Francia. Per realizzarla occorreva attraversare il Belgio. Ma prima ancora che l’invasione del Belgio provocasse l’intervento inglese, quel piano influì sulla crisi prefigurando un preciso tipo di guerra, dando così al potere politico tedesco la misura del rischio e accelerando i tempi delle decisioni. Fermati dagli anglo-francesi così non riuscirono a mettere in atto l’annientamento auspicato. Tedeschi fallirono negli attacchi sul fronte orientale Russi: spedizione nei Dardanelli fallimentare Inglesi:

Battaglie anni seguenti

  • 1915: Operazioni nei Balcani a favore della Triplice Alleanza
  • 1916: Tedeschi non riuscirono a espugnare la fortezza di Versailles Francesi e inglesi vincono dal campo della Somme
  • Italia, intervenuta a fianco dell’intesa contro l’Austria (vince Italia)
  • 1916: Spedizione punitiva avversaria fermata (Strafexpedition)
  • Sfondamento delle linee italiane a Caporetto arginato sul fiume Piave dopo che erano fallite due campagne anglo - inglesi
  • Offensiva tedesca sul fronte occidentale venne fermata

Tra le varie atrocità della guerra vi era anche il genocidio. Ad esserne vittima fu il popolo armeno, accusato di disfattismo, fu usato dal governo turco come capro espiatorio delle sconfitte belliche sfruttando l’antico contrasto religioso che divideva i cristiani armeni dai turchi mussulmani.

Aspetti distintivi della grande guerra

Tecnologie usate: Tedeschi: gas asfissiante, aerei da caccia, sottomarini, polvere da sparo senza fumo, cannoni a tiro rapido senza rinculo, mitragliatrici portatili.

Comunicazioni: Nonostante l’uso massiccio di telefoni e del telegrafo la grande novità fu costituita dalla scala delle operazioni. Ruolo importante delle ferrovie per trasportare truppe e approvvigionamenti anche se non era nuovo (già usato in guerra civile americana).

Carattere totale della mobilitazione dei paesi belligeranti: Più che sul campo di battaglia le sorti della guerra si giocarono sulla capacità di ciascuno di essi di sostenere uno sforzo umano, sociale ed economico immane. Mandare al fronte sempre nuove truppe, produrre sempre più velocemente armi e munizioni, alimentare ed equipaggiare gli eserciti: all’interno di ogni paese tutta la vita fu riorganizzata intorno a questi obiettivi. La vittoria sarebbe andata a chi fosse riuscito a portare l’avversario allo stremo, non solo i soldati ma l’economia e le stesse popolazioni.

Fu da questo punto di vista che risultò decisiva la guerra per mare: l’Inghilterra più forte dei tedeschi in mare cercò di battere la Germania impedendole con un blocco navale il rifornimento di materie prime e generi alimentari all’estero. La Germania vinse e intervennero gli Stati Uniti. Dopo varie battaglie la Germania chiede l’armistizio.

Battaglia di Amiens 1918: importante per l'introduzione carri armati, segna la fine della guerra.

Stato, industria e società nella guerra

Durante la guerra:

  • Crescita delle industrie di: Armamenti, acciaierie, cantieri navali, aziende chimiche, automobili
  • Le industrie aumentarono di dimensioni, addetti e di numero
  • Uso di tecnologie e forme di organizzazione avanzate ne moltiplicarono la produttività.

Nei paesi meno progrediti, come la Francia e l’Italia, fu proprio la guerra a portare a compimento il processo di industrializzazione.

Domanda che sostenne questo sviluppo veniva da stati per i quali doveva be garantito quanto serviva per la guerra mettendo sotto controllo la produzione; intervento dello stato nell’economia. P.d.p di questo processo = approvvigionamenti. Si concentrarono così le imprese maggiori, si chiusero le meno efficienti e se ne aprirono di nuove. Tutto ciò porta alla modificazione dei rapporti tra stato, economia e società.

Altri cambiamenti importanti causati dalla guerra:

  • Rafforzamento di trust e cartelli provoca concentrazione industriale e finanziaria e creandone di nuove a danno delle imprese minori.

Tuttavia non ci furono mutamenti qualitativi nel quadro strutturale dell’industria. Maggiori alterazioni si verificarono nel campo della finanza:

Per pagare i costi della guerra c’erano tre modi:

  • Imporre tasse
  • Contrarre debiti
  • Stampare carta moneta

L’aumento delle imposte indirette non dette i risultati sperati perché i consumi crollarono con l’abbassarsi del tenore di vita e con l’ascesa dei prezzi. I prezzi erano alzati dall’inflazione a sua volta incrementata dall’aumento del denaro circolante. E poiché neppure il lancio dei prestiti garantì un gettito adeguato, sul fronte dell’Intesa la guerra fu finanziata con un complesso sistema di prestiti internazionali che vide i paesi più deboli indebitarsi con quelli più forti e tutti quanti con gli Stati Uniti: Così alla fine della guerra gli americani si trovavano a vantare molti crediti rispetto agli avversari, l’Europa aveva perso la sua supremazia.

Cambiarono gli stati nazionali:

  • Assunzione di specifiche funzioni imprenditoriali.
  • Coordinamento di un’economia sempre più regolamentata.
  • Smette di esserci il modello elitario liberale e liberista.

Effetti della partecipazione dello stato nell’economia:

  • Moltiplicazione del numero degli uffici, degli organi e degli enti pubblici
  • Risultato = dilatazione della burocrazia e della creazione di centri decisionali esterni alle istituzioni rappresentative

Effetti dell’emergenza bellica:

  • Svuotamento del ruolo dei parlamentari
  • Concentrazione del potere nelle mani dei governi
  • Aumento del peso delle gerarchie militari
  • Regimi di censura e di controllo nei confronti della stampa
  • Governi e vertici militari si dotarono di uffici per la propaganda per il rafforzamento del morale patriottico di soldati e di civili.

In Europa: Si instaurarono meccanismi di tipo autoritario connessi all’eccezionalità del momento. Sorso quindi uno stato centralizzato, burocratico e interventista sia per le esigenze dell’economia sia per l’ampiezza della mobilitazione di massa cui fu sottoposta la società civile.

L’intervento statale nella società fu caratterizzato da un intreccio di repressione e ricerca del consenso. Si toglieva qualcosa dando qualcos’altro.

Es: alle società civili a restrizioni della libertà individuali, di associazioni e di stampa corrispose il moltiplicarsi di enti pubblici e privati, laici e religiosi con funzioni miste di propaganda, assistenza e controllo sociale. La società era diventata di massa. Vi fu un cambiamento nella condizione femminile, per ovviare la carenza di manodopera creata dallo sviluppo dell’industria e dall’arruolamento di milioni di lavoratori, le donne vennero inserite nella produzione e il loro ruolo nella società cambiò di conseguenza.

Il fronte interno

I popoli europei accolsero la guerra con entusiasmo.

Perché:

  • La tensione accumulata dai contrasti internazionali aveva predisposto l’opinione pubblica ad avvertire la guerra come un fatto liberatorio.
  • Una lunga abitudine alla pace aveva diffuso insofferenza per la normalità borghese del vecchio mondo liberale.
  • La fiducia in un progresso illimitato e nella soluzione razionale dei conflitti si era incrinata cedendo il passo al mito della violenza come strumento di liberazione.

Da dove nasce l’idea della guerra come impresa rigeneratrice?

Dalla cultura europea influenzata da pensatori come Nietzsche. Insieme alle correnti irrazionaliste ci fu la crescita di movimenti antidemocratici che manifestarono l’amor di patria attraverso un nazionalismo aggressivo. Tali fenomeni riguardavano i ceti medi colti (parte influente ma minoritaria della società). I contadini, più spesso sottomessi che integrati negli stati, ne rimasero immuni subendo la guerra come una sorta di calamità naturale.

In pochi rifiutarono la leva, vi furono deboli manifestazioni per la pace e i contrasti interni passarono in secondo piano.

Perché:

  • I popoli europei erano relativamente ignari della tragicità della guerra perché da decenni erano stati impegnati in conflitti brevi e in genere non molto cruenti.
  • I principali mezzi di comunicazione (scuola e l’esercito) non avevano solo trasmesso valori e sentimenti nazionali, ma sparso una retorica patriottica e imperialistica intrisa di ostilità per l’altro.

Aspetto politico

Tutti i maggiori partiti si schierarono a favore del conflitto, tranne i partiti socialisti dei paesi neutrali: Italia, Stati Uniti, Russia.

Tra gli effetti della guerra:

  • Divisione per linee nazionali e per le linee interne (tra favorevoli e contrari al conflitto) del movimento operaio europeo.
  • Fallimento della II Internazionale
  • Lacerazioni in altre e più radicate istituzioni sovranazionali religiose (pace = imperativo etico).

Man mano che la guerra andava avanti il fronte interno si accese di contrasti. Ci furono varie lotte operaie e proteste spontanee. Col tempo anche tra gli intellettuali si estese il disgusto per la guerra.

L'Italia in guerra

Lo scoppio della guerra colse l’Italia in una fase di transizione. La crisi del sistema giolittiano aperta dalla guerra in Libia e dal suffragio universale maschile aveva lacerato la classe dirigente liberale, mentre interessi economico-finanziari premevano per una politica espansionistica.

1914: Settimana Rossa: espressione di rivolta popolare in Romagna e nelle Marche di uno spirito di ribellione contro le autorità, ma le preoccupazioni che suscitò si unirono a quelle già esistenti per l’ascesa della conflittualità operaia. Per tale contesto l’Italia si proclamò neutrale anche se faceva parte della Triplice Alleanza, ma il primo ministro Salandra contrattò le condizioni dell’intervento.

1915: L’entrata in guerra fu decisa da Salandra e dal ministro degli esteri Sonnino con una sorta di colpo di stato contro la maggioranza del parlamento e del paese. Il ruolo del re fu incerto, il governo venne esautorato e la Camera convocata solo a cose fatte.

Obiettivi dell’intervento sul piano interno

  • Affossare il sistema giolittiano
  • Affermare un blocco di potere conservatore.
  • Battere il movimento operaio.

Politica estera

Il trattato di Londra, con cui l’Italia era già stata segretamente impegnata ad entrare in guerra con l’intesa, mostra che l’obiettivo di una espansione nei Balcani e nel Mediterraneo contava più della conquista di Trento e Trieste. La scelta di campo maturò soltanto dopo che i tedeschi furono fermati sulla Marna.

1917: Italia venne sconfitta a Caporetto e perde il Friuli. Il trauma di Caporetto fece sì che si formasse un nuovo governo. Governo di prima = presieduto da Emanuele Orlando e Cadorna. Nuovo = presieduto da Armando Diaz.

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-STO/04 Storia contemporanea

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher trick-master di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia contemporanea e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Verona o del prof Camurri Renato.
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