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Appunti di storia contemporanea

© Lisa Bonetti

Età contemporanea: che cosa si intende con "contemporanea"?

  • Qualcosa che succede in contemporanea a qualcos’altro
  • Effettuiamo una periodizzazione della storia → interrogarsi su dove facciamo iniziare la storia contemporanea e dove la facciamo finire (elemento arbitrario, interpretativo, riflette un punto di vista)

Generalmente, noi consideriamo il punto di inizio della storia contemporanea dalla Restaurazione (Rivoluzione francese, età napoleonica), ma in altri Paesi vi sono periodizzazioni diverse a seconda dei vari punti di vista nazionali. Infatti, vi sono eventi, come nel caso della Rivoluzione francese, che hanno influito di più in determinati Paesi (Europa continentale) rispetto ad altri (UK, USA).

  • Dipende dal Paese, dalle sue tradizioni storiografiche e nazionali
  • Dipende se consideriamo o no il contesto globale (punto di vista)
  • Dipende dai temi storici che si vogliono trattare

2 interpretazioni differenti per definire il Novecento

Interpretazione del Novecento secondo lo storico "Il Leviatano 2.0" di Maier

Nei suoi studi britannico Eric Hobsbawm: "il secolo breve" = il Novecento inizia quando si conclude la Prima guerra mondiale, e termina nel 1989 col crollo del muro di Berlino.

Interpretazione secondo Eric Hobsbawm

Eric Hobsbawm è giunto alla conclusione che il Novecento è da considerarsi un "secolo lungo": nello specifico, ne identifica l'inizio con i primi anni della 1850-1860, mentre ne individua l'ideale conclusione negli anni '80 del XX secolo.

  • Tesi che il periodo compreso fra la prima decade guerra mondiale ed il crollo dell'Unione Sovietica presenti un carattere coerente, molto diverso da quello del lungo XIX secolo (iniziato con la Rivoluzione francese del 1789 e chiuso dalla Belle Époque) di cui Hobsbawm si era occupato nelle sue opere precedenti.
  • Approccio differente da quello di Hobsbawm, analizzando più che i grandi eventi storico-politici, i cambiamenti territoriali, sociali ed economici.
  • L'inizio del Novecento è quindi per Maier da individuare nell'inizio del successo del modello di produzione fordista sino al suo declino.
  • Trasformazione radicale nella mentalità, nella politica e nell'economia che ha investito la seconda metà dell’Ottocento → da qui parte la considerazione del Novecento come "secolo lungo".
  • Interpretazioni differenti per lo stesso periodo storico
  • Importanza di 2 punti di vista: storiografico (storiografia) e geopolitico

Punto di vista storiografico

  • Ogni volta che si affronta un problema storico bisogna tener conto delle varie interpretazioni che sono state date al medesimo problema, bisogna fare attenzione alla storiografia (interpretazione degli eventi storici) → ruolo fondamentale della storiografia
  • Benedetto Croce: << ogni storia è storia contemporanea >> → ogni volta che ci occupiamo di un problema storico, lo facciamo con i nostri occhi da uomini del nostro tempo (la nostra interpretazione sarà condizionata dal nostro tempo) → guardiamo al passato attraverso i nostri occhi di oggi, perché i fatti sono già stati raccontati, ora bisogna interpretarli
  • La storiografia vive nel proprio tempo, dunque i singoli processi vengono visti in maniera differente a seconda del tempo in cui ci si trova

Punto di vista geopolitico

  • Giuliano Amato (Presidente del Consiglio, politico, giurista membro della Corte costituzionale, presidente del comitato per le celebrazioni per il 150° anniversario dell’Unità d’Italia): << si può studiare ancora il passato se facciamo fatica ad individuare il futuro davanti a noi? >> → la storia è il rapporto con i morti, col passato → la storia si è sempre occupata della dimensione temporale
  • Geopolitica → il territorio è un elemento fondamentale, che spesso è stato dimenticato dallo studio della storia a favore del punto di vista temporale
  • È difficile penetrare nella cultura di popoli altri da noi, importanza del punto di vista spaziale per lo studio della storia

Secondo il nostro punto di vista: il punto di partenza dell’età contemporanea è l’Età napoleonica

Età napoleonica: tra rivoluzione e restaurazione

"L’Ancien Régime et la Révolution" (Alexis de Tocqueville, 1856): << la rivoluzione francese: continuità/discontinuità >> → interpretazione politico-sociale sui rapporti fra continuità e fratture nella società francese.

Tocqueville (1805-1859), storico e politico francese; viaggio in America (1831-32) su incarico del Ministro dell’interno con l’amico Gustave de Beaumont per studiare il sistema penitenziario; deputato nel 1839, relatore della legge sull’abolizione della schiavitù e sulla riforma carceraria; alla caduta di Luigi Filippo e proclamata la Repubblica venne eletto all’Assemblea costituente nel 1849, poi abbandona la vita politica.

Ancien Régime: termine coniato dai rivoluzionari stessi (che volevano abbattere il vecchio per costruire il nuovo), ma che noi abusiamo perché lo utilizziamo per definire tutto ciò che sta prima (per noi è meglio utilizzare la definizione "epoca moderna" per indicare tutto ciò che sta prima) → ma è vero considerare vecchio tutto ciò che sta prima? E nuovo tutto ciò che viene dopo?

Nuovo linguaggio:

  • Termine "rivoluzione", ispirandosi al movimento orbitale degli astri, designava il ritorno a una perduta condizione originaria anziché un mutamento; ma assunse nel 1789 il significato di radicale e violenta trasformazione di un intero assetto politico e sociale.
  • Espressione "antico regime" → volontà di rigenerazione non solo della Francia ma del genere umano, senso dei rivoluzionari di radicale frattura con il passato

Tesi: in realtà c’è stata più continuità tra periodo pre-revoluzionario e post-revoluzionario di ciò che si è sempre pensato → elementi di continuità amministrativa fondamentali (sistema amministrativo): le riforme dell’apparato amministrativo della monarchia francese erano già iniziate negli anni ‘70 del ‘700 → Napoleone Bonaparte esemplifica questa continuità amministrativa tra monarchia e repubblica.

Ma c’è discontinuità in relazione ai diritti individuali, che non esistevano nell’antico regime, dove esistevano solo le libertà al plurale (privilegi distinti per ogni ceto sociale). Invece la rivoluzione sancisce la Libertà al singolare come valore: per esserci una costituzione deve esserci rispetto e garanzia dei diritti individuali.

➔ Nell’età napoleonica si concentra il nuovo e il vecchio.

Le Repubbliche Sorelle nella penisola italiana

"Sorelle" perché si tratta di repubbliche che nascono in tutta Europa (occupazione francese della riva sinistra del Reno, conquista di Napoleone Bonaparte della Nizza e della Savoia, infine quasi tutta la penisola italiana era direttamente o indirettamente legata alla Francia) che condividono le idee rivoluzionarie francesi (comunità di vedute).

Teoria delle Repubbliche Sorelle: la Francia non avrebbe potuto dirsi sicura, finché non fosse stata circondata da una rete di repubbliche alleate, a far argine contro le forze dei tiranni coalizzati; era quindi nel suo interesse liberare i popoli oppressi → guerra di liberazione significava conquista di territori che potevano fornire nuove risorse economiche e finanziarie al paese.

Napoleone Bonaparte: spazio, confini, geopolitica

Napoleone esiliato a Sant’Elena, dove scrive il suo "Memoriale di Sant’Elena" soffermandosi moltissimo sugli aspetti territoriali (capitolo dedicato all’Italia, affermando che l’Italia è "troppo lunga" e questo handicap le fa mancare un centro politico che possa essere adeguatamente difeso).

Importanza del territorio, delle distanze e delle misure per Napoleone.

Napoleone Bonaparte: la Corsica

Bonaparte: famiglia di origine toscana trasferitasi in Corsica nel XVI secolo (dai primi del ‘600 membri del Consiglio degli anziani di Ajaccio, carica riconosciuta dopo l’annessione alla Francia equivalente ad un titolo nobiliare, o meglio di un notabilato provinciale).

La Corsica venne ceduta con il Trattato di Versailles (15 maggio 1768) alla Francia dalla Repubblica di Genova incapace di esercitare i suoi diritti sull’isola. Questa era sostanzialmente governata dal generale Pasquale Paoli, l’artefice dell’indipendenza dell’isola; all’arrivo dei francesi i corsi si ribellarono e dopo che la ribellione venne sedata il padre di Napoleone, Carlo, si schierò con i francesi.

Napoleone rinnega la scelta del padre e pur essendo un ufficiale dell’esercito regio si schiera violentemente contro i francesi: Criscuolo p.30 sulle idee del giovane Napoleone << la sovranità appartiene al popolo (popolo sovrano), non ci sono leggi che il popolo non possa abrogare>> → considera legittimo il tentativo di ribellione da parte dei corsi → dopo la Rivoluzione francese, Napoleone muterà completamente opinione.

➔ Tema della Corsica ci permette di penetrare nelle idee del giovane Napoleone, che cambieranno radicalmente dopo la Rivoluzione → da sostenitore dell’indipendenza dell’isola a sostenitore della Rivoluzione francese.

Napoleone Bonaparte: spedizione in Egitto nel 1798, insuccesso militare, successo scientifico

Napoleone intende rivaleggiare con Cesare e Alessandro Magno → megalomane. Interesse verso le scienze da parte di Napoleone. Il nemico è l’Inghilterra (dalla Guerra dei cent’anni), ma l’Egitto fa parte dell’Impero ottomano: prima bisogna sconfiggere l’Impero ottomano.

  • Battaglie delle Piramidi (vittoriosa) e distruzione della flotta francese nella rada di Abukir da parte dell’ammiraglio Horatio Nelson.
  • Fallimento dell’impresa militare: esercito bloccato in Egitto e alcuni reparti colpiti dalla peste.
  • Napoleone riesce, eludendo il blocco navale inglese, a rientrare in Francia nell’ottobre 1799.

La Guerra dei Cent’anni

La GUERRA DEI CENT’ANNI fu un conflitto tra il Regno d'Inghilterra e il Regno di Francia che durò, con varie interruzioni, centosedici anni, dal 1337 al 1453. Si concluse con l'espulsione degli inglesi da tutti i territori continentali fatta eccezione per la cittadina di Calais, conquistata dai francesi solo nel 1558. Nel processo di formazione dello Stato unitario francese rappresentò una lunga pausa, ma alla sua conclusione la Francia aveva sostanzialmente raggiunto l'assetto geopolitico moderno.

Il re inglese detiene ancora il titolo di re di Francia fino agli inizi del 1800, perché il re di Francia Carlo IV era morto senza eredi. Carlo IV, col matrimonio della sorella Isabella con Edoardo II d'Inghilterra, consolidò l'influenza francese su quel regno, di cui assunse, alla deposizione di Edoardo (1327), la reggenza. Ultimo dei Capetingi, la sua morte aprì il problema della successione francese, contesa dal nipote Edoardo III d'Inghilterra e dal cugino Filippo (VI) di Valois. Il sovrano inglese sarebbe il parente più vicino, ma i francesi rivedono la legge salica (non solo divieto per le donne, ma anche per gli eredi attraverso parentela femminile) ➔ lunga tradizione di inimicizia tra Francia e Inghilterra.

Napoleone Bonaparte: valore scientifico della spedizione in Egitto

Perché viene ricordata questa spedizione? Il valore non sta nell’aspetto militare, ma bensì scientifico. Napoleone non porta con sé solo navi, militari e cannoni, ma si fa supportare da linguisti, cartografi, ingegneri, archeologi, topografi → studio dell’Egitto.

Dominique-Vivant Denon (primo direttore del Louvre aperto al pubblico) coordina la pubblicazione della monumentale Descrizione dell’Egitto in 23 volumi dal 1809 al 1823.

Allievi e ingegneri dell’Ecole Polytechnique (creata dai rivoluzionari) → per completare la formazione ci sono gli studi di specializzazione nelle scuole create sotto la monarchia → ulteriore elemento di continuità.

Canale di Suez: iniziano allora i primi propositi di aprire una via di comunicazione tra Mar Rosso e Mediterraneo.

1799: ritrovamento della Stele di Rosetta, una pietra con iscrizione in egizio geroglifico, egizio demotico (VII sec a.C. e V sec d.C.) e in greco antico, che consentirà all’egittologo Jean-François Champillon nel 1822 di decifrare la scrittura geroglifica.

➔ Oggi noi possiamo conoscere meglio la storia dell’Egitto ➔ grande successo scientifico.

Cosa fa Napoleone Bonaparte: uno stato militare

Società quella rivoluzionaria e soprattutto napoleonica fortemente militarizzata (la Nazione in armi deve difendersi dai nemici interni e soprattutto esterni).

Leva generale (leva di massa) del 1793 (la Francia rivoluzionaria giunse a schierare 600.000 uomini) → forza raggiunta dall’esercito francese durante il periodo del governo del Direttorio.

Legge Jourdan (Jean-Baptiste)-Delbrel (Pierre) del 5 settembre 1798 sulla coscrizione o requisizione obbligatoria, che ha gestito il servizio militare in Francia fino a quasi ai giorni nostri. La legge prevedeva la coscrizione obbligatoria per maschi celibi da 20 a 25 anni e ciò garantiva stabilità di contingente militare francese.

Napoleone Bonaparte: il colpo di stato del 18-19 brumaio

Spedizione in Egitto e politica europea del Direttorio allargarono i fronti di guerra → sconfitte militari, aggravarsi della fiscalità, coscrizione obbligatoria imposta dalla legge Jourdan → malcontento generale.

Nella Francia post monarchica, il colpo di Stato del 18 brumaio anno VIII della Rivoluzione (9 novembre 1799), compiuto da Napoleone Bonaparte di ritorno dall’Egitto e sbarcato in Provenza, segnò la fine del Direttorio e della Rivoluzione stessa, dando inizio al Consolato guidato dalle personalità di Bonaparte, Sieyès e Ducos.

Espressione utilizzata per la prima volta nel XVII secolo da Gabriel Naudé nelle sue Considérations politiques sur les coups d’Etat (1639); in questo piccolo trattato di machiavellismo applicato, Naudé legittima qualsiasi provvedimento straordinario o traumatico dettato dallo stato d’eccezione → si possono sospendere le libertà se le condizioni lo richiedono → stato d’eccezione legittima tutto, anche il colpo di stato e la soppressione delle libertà → legittima il massacro della notte di San Bartolomeo (strage di ugonotti).

Naudé era un erudito, bibliofilo, bibliotecario, autore del primo trattato di biblioteconomia (direttore della biblioteca di Cristina di Svezia e responsabile della biblioteca di Mazarino).

➔ Fine della fase di instabilità del regime del Direttorio ➔ cesura nella storia della rivoluzione ➔ inizio dell’Età napoleonica → salvaguardia di alcune conquiste rivoluzionarie e recupero di alcune esperienze modernizzatrici del dispotismo illuminato ➔ attraverso le armate di Napoleone, la Rivoluzione francese si fa rivoluzione europea.

La Révolution est finie

Il nuovo organismo politico che sostituì il Direttorio a seguito del colpo di stato fu un Consolato provvisorio di 3 membri incaricato di redigere una nuova carta costituzionale.

Proclama dei 3 consoli (Bonaparte, Sieyès e Ducos) con cui viene presentata ai francesi la costituzione dell’anno VIII a seguito del colpo di stato (25 dicembre 1799):

  • "I consoli della repubblica ai francesi. Una costituzione è presentata a voi. Essa fa cessare le incertezze che il Governo provvisorio comportava nelle relazioni verso l’estero, nella situazione interna e militare della Repubblica. Essa sistema nelle istituzioni che viene a stabilire i primi magistrati, la cui devozione è parsa necessaria alla sua attività. La costituzione è fondata sui veri principi del governo rappresentativo, sui diritti sacri della proprietà, dell’eguaglianza, della libertà; i poteri che essa istituisce saranno forti e stabili, come questi devono essere per poter garantire i diritti dei cittadini e gli interessi dello Stato. Cittadini, la Rivoluzione è fissata ai principi che l’hanno cominciata. Essa è finita."

Costituzione presuppone un’istituzione rappresentativa del popolo fondata sui diritti sacri (proprietà, eguaglianza, libertà) → libertà non più al primo posto, come invece era nella Dichiarazione dei Diritti dell'uomo e del cittadino del 1789.

Emblema per Napoleone: << Rivoluzione fissata sugli stessi principi che l’hanno cominciata. Essa è finita >>

Napoleone normalizza la Rivoluzione → idea ciclica della rivoluzione (tempo politico vissuto in modo ciclico, ad esempio gli Stati nascono, fioriscono e degenerano) → non più tempo vettoriale (del progresso), ma ciclico (vecchia percezione del tempo, politico e astronomico, termine "rivoluzione" proviene innanzitutto dall’astrologia e da Copernico).

Breve, non conteneva una Dichiarazione dei diritti → svolta in senso autoritario.

I rivoluzionari pretendono di cambiare il calendario come segno di voler cambiare il mondo.

Costituzione e potere costituente → nati con la Rivoluzione francese

Potere costituente/potere costituito ("tutte le costituzioni hanno paura del potere costituente") → durante la Rivoluzione francese il potere costituente è incarnato dalle Assemblee nazionali costituenti elette dal popolo per redigere il testo costituzionale.

◦ In Italia: plebiscito per approvare lo Statuto Albertino nei vari Stati per l’ammissione al Regno di Italia → è possibile consid...

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-STO/04 Storia contemporanea

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher ellebi98 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia contemporanea e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Trento o del prof Bianco Luigi.
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