Rivoluzione francese 1789-1799
Passaggio dalla storia moderna alla storia contemporanea: l'organizzazione dell'Ancien Régime venne abolita e sostituita dalla società borghese basata sulla libertà individuale; il re perse il suo potere e l'aristocrazia i suoi privilegi. Trionfo dei principi dell'illuminismo. Gli uomini da sudditi divennero cittadini titolari di diritti fondamentali e inalienabili.
Situzione della Francia a metà del 1700
Grave crisi politica e sociale. La monarchia doveva diffondere il proprio potere assoluto e rimediare alla crisi finanziaria, ma ogni riforma trovava sempre la forte resistenza dei ceti privilegiati: clero e nobiltà. Sotto la guida del re Luigi XVI, ci fu una grave carestia, rincari nel pane e disoccupazione. L'antica divisione societaria in tre stati (clero, nobiltà e terzo stato) non rispecchiava più l'effettiva organizzazione della società. Il terzo stato, oltre a comprendere le classi popolari rurali e urbane, comprendeva anche la borghesia, la classe più intraprendente che produceva la parte più grande della ricchezza del paese.
Il re accentrava tutti i suoi poteri e gli antichi istituti, Stati generali e Parlamenti provinciali, che avrebbero dovuto limitare i poteri del re, svolgevano solamente una funzione consultiva. Ministri come Turgot e Necker, ottimi conoscitori dell'economia e delle finanze, avevano proposto delle riforme che il re non attuò per paura della resistenza della nobiltà.
5 maggio 1789: convocazione degli Stati Generali
Il re convocò gli Stati Generali per cercare di risolvere i gravi problemi del paese. Ma il nuovo regolamento, che prevedeva il voto per testa e non più per ordine, avrebbe sicuramente avvantaggiato il Terzo stato i cui rappresentanti erano in numero maggiore rispetto al clero e alla nobiltà. Il re colse questo contrasto per ricorrere ad un atto di forza e fece chiudere la sala delle riunioni.
I rappresentanti del Terzo Stato, in risposta, si proclamarono Assemblea nazionale costituente e giurarono di non sciogliersi fino a quando non sarebbero riusciti a dare alla Francia un testo costituzionale. Riunendosi in Assemblea affermarono che la sovranità non apparteneva più al re ma al popolo. Il monarca in risposta si preparava a sciogliere l'assemblea con la forza dell'esercito e nel luglio del 1789 congedò Necker perché si era avvicinato in più occasioni alle ideologie popolari.
14 luglio 1789: assalto alla Bastiglia
Questo atto rappresentò il via alla Rivoluzione francese e mise fine al potere assoluto del monarca che cadeva sotto l'azione del popolo.
Notte del 4 agosto 1789
L'Assemblea approvò un decreto con cui si abolivano per sempre i diritti feudali e i privilegi del clero. Dall'antica società dell'Ancien Régime si passa alla società borghese basata sulle libertà individuali.
26 agosto 1789: dichiarazione dei diritti dell'uomo e del cittadino
Con la quale si abolivano ogni distinzione sociale e tutti potevano ricoprire cariche pubbliche e tutti erano uguali davanti alla legge. Finiva per sempre l'età dell'uomo-suddito e nasceva quella dell'uomo-cittadino (diritti e doveri sanciti e riconosciuti dalla legge).
12 luglio 1790: costituzione civile del clero
Votata dall'Assemblea, lo Stato si impegnava a provvedere al mantenimento dei vescovi e dello stesso clero, alle spese ecclesiastiche, all'assistenza dei poveri. Poco prima i beni della Chiesa vennero utilizzati per sanare le casse dello Stato.
1791: accettazione della nuova costituzione
Il re accettò la nuova costituzione 1791 che proclamava principi di libertà, uguaglianza e sovranità popolare. La monarchia assoluta diventava monarchia costituzionale nel 1791. Divisione del potere: i poteri non erano più nelle mani del re ma erano divisi tra potere esecutivo (affidato ai ministri scelti dal re), potere legislativo (affidato ai rappresentanti eletti dal popolo), e potere giudiziario (affidato ai giudici).
Gli aristocratici tentarono un'opposizione all'interno dello stato e cercarono di trovare appoggio da eserciti stranieri capaci di ripristinare il vecchio ordine. Il re tentò la fuga ma venne fermato a Varennes e ricondotto a Parigi. La fuga fa capire come Luigi XVI non intende sottostare alle forze rivoluzionarie.
Approvata la costituzione, l'assemblea costituente si sciolse e furono indette nuove elezioni per l'assemblea legislativa. Questa dava vita a nuovi equilibri politici del tutto diversi dal passato. Il 1º ottobre si riunì il nuovo Parlamento formato da deputati moderati, costituzionali e giacobini.
Dichiarazione di Pillnitz dell'agosto 1791
Il re di Prussia Federico Guglielmo II e l'imperatore del Sacro Romano Impero Leopoldo II sottolineavano la loro estraneità ai fatti francesi.
20 aprile 1792: dichiarazione di guerra
La Francia dichiara guerra a Francesco II, re di Ungheria e Boemia. Il movimento rivoluzionario dichiara guerra all'impero austriaco dopo che il duca di Brunswick minacciò una vendetta esemplare nel caso fosse stato recato oltraggio al re. L'iniziativa fu presa dal popolo parigino, dai sanculotti aiutati dai federati. Sanculotti e federati chiedevano apertamente la sospensione del re.
L'assemblea legislativa, presso la quale si era rifugiato il sovrano, decretò così la sospensione del monarca dalle proprie funzioni e decise nuove elezioni a suffragio universale.
Settembre 1972: eletta la Convenzione nazionale
Questo è il nome della nuova assemblea formata da girotondini (rifiutavano la violenza e gli eccessi popolari cercando di riportare il paese nella legalità. Vogliono la monarchia costituzionale) e giacobini (con Robespierre, Marat e Danton, erano acerrimi nemici della monarchia. Vogliono la Repubblica).
20 settembre 1792: battaglia di Valmy
Le truppe rivoluzionarie francesi, spinte dal loro sentimento rivoluzionario, riuscirono a battere i prussiani.
22 settembre 1792: nascita della prima Repubblica francese
Dopo Valmy, la Convenzione dichiarò l'abolizione della monarchia dando vita alla repubblica.
17 gennaio 1793: condanna a morte del re
Il re Luigi XVI venne giustiziato (ghigliottinato) il 21 gennaio 1793 nella piazza delle Rivoluzione.
Prima coalizione
Inghilterra, Prussia, Austria e alcuni stati italiani (Regno di Sardegna) si coalizzarono contro la Francia a seguito della morte del re per il timore che la rivoluzione francese si estendesse anche nei loro territori. La Francia repubblicana si trovava così a combattere una nuova guerra per la difesa delle nuove libertà rivoluzionarie appena conquistate. La Convenzione per provvedere alla difesa nazionale adottò misure straordinarie.
Giugno 1793: nuove misure della Convenzione nazionale
- Nuova costituzione democratica 1793 (suffragio universale maschile + riconosceva il diritto-dovere all'insurrezione in caso di violazione dei diritti del popolo) – mai applicata.
- Attribuì pieni poteri a un Comitato di salute pubblica composto da 9 membri (Robespierre era il presidente. Lo scopo era difendere la Francia da attacchi esterni. Decisioni militari, giudiziarie e legislative).
- Un tribunale speciale giudicava e condannava i nemici della rivoluzione.
Periodo del Terrore giacobino
Ogni azione diveniva lecita per raggiungere il bene comune e difendere la popolazione dai nemici interni ed esterni. Venne decretata la leva in massa e tutto l'esercito fu riorganizzato. Gli stessi girondini vennero messi sotto accusa e molti vennero giustiziati come la regina Maria Antonietta e Danton.
Sul fronte la Francia riuscì a vincere diverse battaglie e annettere la Savoia, Nizza, il Belgio e la Renania.
Marzo 1793: rivolta a Vandea
Scoppiò una rivolta contadina contro la rivoluzione appoggiata anche dai nobili, che riuscì a resistere più volte alle spedizioni inviate a reprimerla, rimanendo per anni il fattore più combattivo e tenace controrivoluzionario.
Dopo aver ridotto l'influenza girotondina, i giacobini controllavano così la vita politica francese e fu Robespierre detto "l'incorruttibile" a rappresentare il massimo esponente rivoluzionario.
- Robespierre contribuì alla Costituzione del 1793 mai applicata.
- Istituì in Francia il culto dell'Essere Supremo.
- Nuovo calendario in cui l'anno iniziava il 22 settembre, giorno della rivoluzione.
Terrore bianco
Periodo contrapposto al Terrore giacobino in cui all'interno della Convenzione presero il potere i girotondini con un movimento di reazione detto Termidoro adottando azioni comunque sanguinarie. Luglio 1794: fine del Terrore giacobino, Robespierre giustiziato perché troppo rivoluzionario.
1795: nuova costituzione
Emanata una nuova costituzione 1795 che sostituiva quella precedente mai applicata. Si abolì il suffragio universale e si riservò il diritto di voto solamente alle persone con un alto reddito cercando di tutelare gli interessi dell'alta borghesia.
- Potere esecutivo: affidato a un Direttorio formato da 5 persone.
- Potere legislativo: affidato alle 2 camere: Consiglio degli Anziani e Consiglio dei Cinquecento.
Agosto 1795: regime direttoriale
Con la nascita del regime direttoriale, il processo rivoluzionario cambiava orientamento e alla fine del 1795 solo l'Austria e l'Inghilterra erano ancora in guerra contro la Francia. Il Direttorio decise di intraprendere così due spedizioni: contro l'Austria e una in Italia con il compito di invadere il Piemonte e la Lombardia. Capo di questa missione era il generale Napoleone Bonaparte.
Ascesa di Napoleone Bonaparte
La costituzione del 1795 riprese in molti punti quella del 1791 e accentuò il carattere censitario del sistema elettorale. Contro il movimento popolare, i giacobini e i sanculotti si scatenò la jeunesse dorée monarchica e alto-borghese, protetta e tollerata dai moderati della Convenzione.
Con il terrore bianco, i moderati riescono ad affermarsi nei confronti degli estremisti rivoluzionari e successivamente il potere viene gestito da rappresentanti moderati o nascostamente monarchici.
Il Direttorio perde il suo potere e venne favorita la libertà di stampa e il rafforzarsi di club legati alle idee rivoluzionarie giacobine.
Maggio 1796: congiura degli Eguali
Guidata da Babeuf (seguiva le idee rivoluzionarie di Robespierre) contro il Direttorio che fallì completamente. Tale azione mirava all'uguaglianza, alla comunità dei beni e all'abolizione della proprietà della terra.
Settembre 1797: colpo di stato del Direttorio
A seguito delle difficoltà interne, il Direttorio riprese il potere e fece intervenire nella politica i generali militari degli eserciti francesi che contribuirono al colpo di stato. Il Direttorio continuò la sua azione di espansione in Europa cercando di creare delle "repubbliche sorelle" al di là delle Alpi e del Reno. L'azione dei girondini mirava a sconfiggere l'Austria in modo da liberare i popoli europei. Per sconfiggere l'Austria bisognava eseguire una spedizione verso Vienna ed una verso il Piemonte e la Lombardia in modo da impiegare il nemico in più fronti.
L'avanzata verso l'Italia venne affidata a Napoleone Bonaparte, nato ad Ajaccio in Corsica nel 1769 da una famiglia della piccola nobiltà. Napoleone si distinse subito per le proprie abilità di comandante e in tre giorni sconfisse i piemontesi a Montenotte e Dego e gli austriaci a Millesimo. Maggio 1796: Trattato di Parigi confermò il possesso francese di Nizza e della Savoia.
Napoleone dopo aver sconfitto le truppe austriache a Lodi entrò trionfalmente a Milano e a Mantova per poi oltrepassare le Alpi ed arrivare a 100 km da Vienna costringendo l'Austria alla pace di Leoben.
17 ottobre 1797: Trattato di Campoformio
Condotto direttamente da Napoleone e l'Austria. La Francia ottenne la Lombardia, l'Emilia e i Paesi Bassi austriaci (Belgio) e venne riconosciuta l'organizzazione data da Napoleone al nord Italia. L'Austria venne ricompensata con il Veneto, l'Istria e la Dalmazia (Repubblica di Venezia venne smembrata).
- Nel 1796 fu creata la Repubblica cispadania
- Nel 1797 la Repubblica ligure e in seguito la Repubblica cisalpina
- Nel 1798 nasce la repubblica romana (Lazio, Umbria, e Marche), Pio VI fu deposto e trasferito in Toscana, portato poi in Francia come prigioniero di stato e morì nel 1799.
Il regno di Napoli decise di attaccare la Repubblica romana ma le truppe borboniche vennero sconfitte dal generale Championnet che proclamò la nascita della Repubblica partenopea.
Tali Repubbliche italiane passarono alla storia come repubbliche giacobine ma non ebbero mai estreme caratteristiche rivoluzionarie e vennero modellate secondo la costituzione francese del 1795. Introduzione dello stato civile, abolizione di maggiorascati, soppressione degli enti religiosi e inizio della vendita di beni nazionali.
Napoleone nel 1798 organizzò una spedizione in Egitto (dei mammelucchi). L'esercito francese sconfisse i nemici ma poco dopo venne sconfitto dagli inglesi con l'ammiraglio Nelson ad Abukir. Nel 1799 Napoleone tornò in Francia e divenne elemento indispensabile per un nuovo colpo di stato.
9 novembre 1799: colpo di stato di Napoleone
Interrompe definitivamente la dinamica politica rivoluzionaria. Il successo di Napoleone poggiava sul ruolo dell'esercito. Napoleone impose una nuova riforma costituzionale. Riforma basata su tre consoli. Costituzione del 1799: aumentano i poteri del Primo Console. Al Primo console che era lo stesso Napoleone veniva affidato il potere esecutivo mentre gli altri due consoli svolgevano un ruolo consultivo.
Venne data molta importanza alla cultura, infatti nel 1802 furono creati i licei con il compito di formare una cultura generale. Nel 1806, introduzione del monopolio statale dell'istruzione universitaria e le scuole secondarie furono sottoposte ad un rigido controllo. Anche l'azione militare prosegue e nel giugno 1800 gli austriaci vennero sconfitti a Marengo. Nel 1801 l'Austria firma la pace di Lunéville: l'Austria riconosce la Repubblica cisalpina e la cessione definitiva alla Francia della riva a sinistra del Reno. Nel 1802 pace di Amies: la Francia restituiva l'Egitto all'Impero Ottomano, mentre l'Inghilterra riconosceva le conquiste francesi in Europa.
Napoleone riteneva che si sarebbe potuto mantenere l'equilibrio solamente ricomponendo la relazione con la chiesa. Concordato del 1801 con il quale il pontefice Pio VII riconosceva la Repubblica francese e la vendita di beni nazionali.
Maggio 1804: promulgazione del codice civile
Con lo scopo di salvaguardare le più importanti conquiste del 1789, quelle relative alla abolizione della monarchia, alle libertà civili e alla difesa della proprietà.
Impero napoleonico e cultura del romanticismo
La Repubblica cisalpina si era trasformata in Repubblica italiana nel 1802 con una costituzione simile a quella francese.
2 dicembre 1804: Napoleone incoronato imperatore
Napoleone volle cancellare ogni restaurazione borbonica (ristabilimento dell'assetto politico tradizionale dopo un'interruzione) facendosi nominare imperatore dei francesi e papa Pio VII fu costretto a partecipare alla cerimonia dell'incoronazione nella cattedrale di Notre-Dame. Napoleone prese la corona dalle mani del papa e se la mise sul capo.
1805: la Repubblica italiana fu trasformata in Regno d'Italia
A tutti i Paesi sottomessi, controllati o alleati Napoleone aveva imposto un blocco continentale nei confronti dell'Inghilterra per impedire le relazioni commerciali con lo scopo di indebolirla poiché non riusciva a batterla nelle guerre, specialmente dopo la pesante sconfitta di Trafalgar, il 21 ottobre 1805, dove la flotta francese venne distrutta dagli inglesi comandati da Nelson.
Tra il 1810-1812: massima estensione dell'impero napoleonico
Dominio che Napoleone voleva legittimare sposando la figlia dell'Imperatore d'Austria, la duchessa Maria Luisa, dopo aver annullato il matrimonio con Giuseppina. In tal modo "l'erede" della rivoluzione (Napoleone) sposava una nipote di Maria Antonietta, la regina ghigliottinata.
Il dominio napoleonico rappresentava un potente strumento di svecchiamento nei confronti delle istituzioni: l'Europa era orientata verso il nuovo. L'economia degli stati soggetti all'egemonia francese fu sottoposta alle esigenze della Francia ed erano molto danneggiate dal blocco continentale e ciò fece crescere le ostilità contro la Francia. Ad aumentare le difficoltà per un impero napoleonico esteso erano l'inesorabile ostilità inglese, il conflitto con il Papa, la ribellione spagnola e l'opposizione delle forze nazionali.
1811: Napoleone prepara la campagna di Russia
L'esercito napoleonico non più compatto come nel 1805 ed equipaggiato per una breve battaglia, nell'estate del 1812 avanzò nel territorio russo. I russi non si lasciarono agganciare e indietreggiavano facendo terra bruciata alle loro spalle. L'esercito napoleonico ebbe subito problemi di equipaggiamento e solo a 100 km da Mosca i russi combatterono contro Napoleone, il quale vinse a Borondino. Non fu uno scontro decisivo come non fu decisivo pochi giorni dopo la conquista di Mosca, distrutta da un gravissimo incendio. Lo Zar rifiutò di scendere ad accordi di pace e Napoleone fu costretto alla ritirata per paura di essere tagliato fuori dall'Europa e per il grande freddo.
16-18 ottobre 1813: battaglia delle Nazioni a Lipsia
I francesi vennero sconfitti. A combattere contro i francesi si erano schierate diverse potenze anti-francesi (Russia, Prussia, Austria e Svezia).
Il 6 aprile Napoleone abdicò e i vincitori gli assegnarono l'Isola d'Elba. Sul trono di Francia tornò un Borbone, Luigi XVIII, fratello del re ghigliottinato. Il malessere della popolazione francese a seguito del trono del re Luigi XVIII convinse Napoleone a tornare in Francia e il suo sbarco...
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