I moti del 1848
mercoledì 28 settembre 2016 12:27
A partire dai primi mesi del '48 si verificò un ondata di moti rivoluzionari
borghesi senza precedenti che coinvolsero l'Europa da occidente ad oriente.
In Europa si diffusero movimenti che chiedevano la liberalizzazione della
sfera pubblica (diritto di libertà, di parola, di stampa ed opinione che in
Europa non erano ancora garantiti), e la democratizzazione intesa come
estensione della libertà politica (diritto di voto, solo l'alta borghesia
maschile* potevano votare).
*Le donne erano escluse dalla vita politica per tre motivi principali: 1) erano ritenute per
natura emotive e non adatte dunque per motivi caratteriali alla vita pubblica; 2) non
competeva loro la sfera politica in quanto avevano altri compiti (fare figli); 3) si riteneva che
il peso politico non sarebbe cambiato perché avrebbero votato come i propri mariti e padri.
Tutte teorie che vennero smentite dopo che fu concesso il diritto di voto femminile.
I moti tuttavia non attecchirono nelle due grandi potenze Russia ed
Inghilterra, unici Paesi esenti dalle rivoluzioni, per ragioni totalmente
opposte:
Gli ideali rivoluzionari non arrivarono in Russia a causa dell'arretratezza della
Russia: società civile, e la durezza che bloccava l'emergere di pensieri democratici.
Infatti in Russia non vi erano stati i fermenti liberali che invece hanno
attraversato le società Europee per due motivi principali:
• Motivazione economica: perché vi era ancora un sistema feudale, con
la servitù della gleba dove il lavoratore era sotto possesso del padrone,
e dunque l'economia non era sviluppata. La classe borghese era
praticamente inesistente, quantomeno forte abbastanza per pensare
di ribellarsi.
• Motivazione politica: perché non vi era ancora distinzione fra il potere
spirituale e temporale, lo zar era a capo dello stato e della chiesa
ortodossa, il suo potere derivava da dio. Per questo motivo se lo zar
avesse rinunciato ad una parte del proprio potere avrebbe compiuto
un sacrilegio nei confronti di dio.
Completamente opposte alle motivazioni russe furono quelle inglesi per la
Inghilterra: quale non attecchirono gli ideali rivoluzionari:
In Inghilterra vi era un sistema politico ammirato dal resto d'Europa, in
quanto in grado di accogliere le spinte della società ed assimilarle a pieno nel
suo sistema, dunque la società si trovava rappresentata all'interno dello
stato.
Regina Vittoria (1819 - 1901) segnò l'epoca vittoriana, ossia un periodo di
stabilità politica ed economica.
Tratti che accomunano i moti.
La crisi che ha investito il settore agricolo e che ha poi contagiato il settore
Situazione Economica: commerciale ed il nascente settore industriale. Crisi che, ovviamente,
provocano carestie, morti, migrazioni che contribuiscono ad alimentare il
malessere politico.
Un elite legata al mondo della cultura alimentava con scritti e discorsi gli
Azione dei democratici: ideali democratici. Non è un caso che le rivendicazioni sono
democratizzazione, diritti sociali ed autonomia da parte delle nazionalità in
Lezioni Pagina 1
democratizzazione, diritti sociali ed autonomia da parte delle nazionalità in
un clima intellettuale simile.
Si diffondono le cosiddette "giornate rivoluzionarie", una sorta di
Dinamica dei moti, manifestazioni, o meglio banchetti, che spesso degenerano in scontri
"Giornate Rivoluzionarie": violenti, nella quale interviene l'esercito e che si estendono dalla capitale alla
provincia.
A livello pratico, i veri protagonisti sono proprio i ceti popolari, artigiani,
Coinvolgimento dei ceti contadini, commercianti etc (lo vediamo a Milano, Berlino etc). Ancora
popolari: questi ceti non hanno una voce che li rappresenti, sono emarginati, esclusi
dalla sfera politica. Nasce così una paura della massa, di cui faranno tesoro i
regimi totalitari che si dimostrano i primi a saper governare le masse.
1848 come "snodo storico".
Gli esclusi rivendicano i propri diritti, vogliono avere una voce, finiscono le
Irruzione delle masse nella rivendicazioni della borghesia e si espandono ai ceti più bassi. È una società
scena politica (paura del dove tutti vogliono contare qualcosa, vogliono avere una voce.
"numero"): Nel Febbraio 1848 alla vigilia di questi movimenti una serie di autori, fra i
Emergere di precisi quali il filosofo, politico, Tocqueville avevano sottolineato come il mondo
obbiettivi sociali accanto fosse troppo Eurocentrico, nel suo testo "La democrazia in America" invitava
alle rivendicazioni politiche a guardare dall'altro lato dell'oceano, dove nasceva la vera democrazia.
(nascita movimento Tocqueville definisce l'Europa come "stiamo vivendo su un vulcano" dove le
operaio): masse stanno per rivoltarsi.
E proprio nel febbraio, Marx e Engles, i padri del socialismo scientifico,
pubblicano a Londra (pur essendo tedeschi, Londra era la patria del
liberalismo, mentre in Germania avrebbero subito severe conseguenze) Il
Manifesto del Partito Comunista. Nel loro testo presentano la storia come
una continua lotta fra classi, fra proletari e borghesia ed indicavano come
unica soluzione la rivoluzione proletaria, nella quale i proletari si sarebbero
dovuti ribellare per rivoltare la situazione politica e salire al potere.
Già prima di Marx ed Engles esistevano teorie di stampo socialista, come
quelle sviluppate da Fourier e Fernut, che erano definiti socialisti di tipo
Utopistico, essi sostenevano che in futuro la società sarebbe stata più libera
e giusta, senza però indicare come si dovesse arrivare a quel punto, come
invece fecero i socialisti scientifici.
Questi nuovi filosofi portano sulla scena politica anche i ceti più bassi, il
proletariato, spronandoli alla rivolta.
Rivendicazioni di carattere
"nazionale" L'inizio dei moti.
I moti iniziano in Francia, dove al potere vi era Luigi D'Orleans, ma essendo il
pensiero culturale molto avanzato, i limiti imposti dal potere politico erano
ritenuti assurdi.
Dell'opposizione fanno parte liberali, democratici e socialisti, e proprio da
loro inizia una vera e propria rivoluzione. Per questo, il cambiamento non
La Seconda repubblica parte dal parlamento, quanto dalle piazze e dalle strade. Proprio in una
francese piazza di Parigi, il 22 Febbraio 1848, il divieto da parte della polizia di tenere
Lezioni Pagina 2
francese piazza di Parigi, il 22 Febbraio 1848, il divieto da parte della polizia di tenere
una raccolta di firme innesca una crisi rivoluzionaria. Lavoratori e studenti
parigini protestano al divieto del banchetto con la violenza e gli scontri con la
polizia vanno avanti per due giorni, con 250 morti. La polizia, non avendo più
sotto controllo la città, richiede l'intervento dell'esercito, ma ormai, la
perdita di controllo della capitale permette di rovesciare il regime
monarchico, cade il sovrano e si instaura un nuovo governo repubblicano, di
cui fanno parte liberali, democratici e socialisti. Dal 25 Febbraio 1848 si
forma la Seconda Repubblica francese.
Si producono diverse riforme significative e rivoluzionarie per l'epoca:
libertà di associazione, nuovo giornale e soprattutto l'abolizione della pena
di morte per reati politici. I liberali, vogliono dimostrare di essere diversi, e
vogliono vincere attraverso la legittimazione del suffragio, vogliono batterli
alle urne non con il sangue.
Nonostante ciò, le prime elezioni, ossia quelle del 10 Dicembre 1848
portavano un esito di schiacciante sconfitta per i liberali.
Il partito liberal democratico prese circa 1.5 milioni di voti, contro i 5 milioni
dei conservatori.
Il candidato conservatore era il nipote di Napoleone Bonaparte, una
candidatura che rassicurava cattolici e conservatori. Mentre dall'altro lato,
portava delusione ai liberali che erano stati traditi dal loro stesso suffragio
universale che premia i loro avversari.
Anche la democrazia più avanzata (quantomeno per l'epoca) spesso fa
ottenere risultati non democratici. La democrazia è fragile e ben più
complessa, dove la maggioranza governa ma rispetta l'opposizione.
Concetto di nazione
Autonomia nazionale In poche settimane i movimenti nati in Francia si estendono a gran parte
dell'Europa, e infiammando città come Berlino, Praga, Budapest e Vienna
molti di questi contesti si somma l'autonomia nazionale.
Sottolineiamo il caso dell'impero Asburgico dove operai e studenti prendono
controllo della capitale, e l'imperatore Ferdinando I fu costretto ad
allontanare il principe Metternich, costretto a lasciare il potere dopo quasi
40 anni di dominio. Questo evento agita tutte le regioni circostanti (Praga,
Budapest, Venezia, Milano, che stavano tutte sotto l'impero asburgico), che
riconoscendo il momento di debolezza dell'Impero rivendicano l'autonomia
nazionale (o il Veneto che chiede autonomia rispetto Vienna).
Cosa è la nazione? L'articolo 3 della costituzione francese dice che il principio di sovranità
risiede nella nazione.
Con l'insorgere delle richieste di autonomia, la domanda sorge spontanea, e
le risposte sono diverse e proprio da queste due diverse idee di nazione
deriva l'attribuzione del diritto di cittadinanza tutt'oggi:
Teorizzato da Fichte è la concezione di patria come terra dei padri. La patria
Naturalismo si trasmette e conquista con il sangue e la spada.
Ius sanguinis Legato al sangue (figlio).
Teorizzato da Renan è la concezione di nazione che privilegia l'adesione
Volontarismo volontaria, il sentirsi e voler far parte della nazione, "patria come plebiscito
di tutti i giorni".
Ius solis Vi sei nato.
I criteri di attribuzione della cittadinanza hanno diviso gli stati, in quanto
Lezioni Pagina 3
I criteri di attribuzione della cittadinanza hanno diviso gli stati, in quanto
ognuno ha optato per una o per l'altra teoria.
In particolare gli stati figli d'immigrazione (quelli i quali padri migravano
fuori, fra cui l'Italia), per sentirsi in qualche modo legati alla patria scelsero lo
ius sanguinis.
Al contrario le terre che accoglievano la migrazione scelsero lo ius solis.
Lezioni Pagina 4
Il risorgimento italiano
sabato 1 ottobre 2016 12:14 Progetto di unificazione italiana
L'Italia all'epoca era divisa in tanti stati e per proseguire
all'unificazione vi erano due scuole di pensiero, o meglio due
possibili opzioni predominanti:
Un opzione era quella di trasformare i vari regni in un'unica
Opzione repubblicana repubblica. Il genovese Mazzini era il maggiore esponente di
Giuseppe Mazzini quest'ideale e tenta di rovesciare i regnanti e programmare la
repubblica diverse volte, proprio per questo motivo Mazzini viene
esiliato (non gradito dai sovrani). A Mazzini si affianca la figura di
Giuseppe Garibaldi, che diventa quasi una sorta di celebrità
rivoluzionaria.
I tentativi di insurrezione di Mazzini e Garibaldi, tuttavia, venivano
percepiti come utopistici in un paese come l'Italia, dove la
maggioranza (80%) della popolazione era agricola, legata alla terra
ed alle stagioni, dunque ben lontani dall'idea di patria e repubblica.
L'altra opzione era quella federalistica, portata avanti da Gioberti.
Opzione federalistica Questa era ritenuta più rispettosa dello stato vigente dove gli
Vincenzo Gioberti staterelli stavano sotto un sovrano morale unico, identificato nella
figura del Papa. Infatti Gioberti era un sacerdote e nel 1843 esalta il
ruolo del pontefice e lo indica come figura che dovesse prendere in
carico lo stato.
Questo modello sarà poi ribattezzato Neoguelfo come lo scontro
fra guelfi e gibellini avvenuta nel medioevo.
Carte costituzionali da Palermo Sin dal gennaio del 1848 nel Regno delle due Sicilie
allo Stato della Chiesa. sopraggiungono movimenti rivoluzionari che richiedono
liberalizzazione politica e rivendicazioni di tipo autonomistico
(movimenti che accompagneranno la Sicilia a lungo).
A Palermo il 12 Gennaio 1848 si solleva un insurrezione col
desiderio di rendere autonoma la Sicilia da quello che era
percepito come il dominio napoletano, Ferdinando II di Borbone
viene costretto a promettere la concessione di una carta
costituzionale. Una carta costituzionale significava limitazioni al
potere del sovrano, e nuovi diritti ai cittadini, eppure non ha
conseguenze politiche immediate, nel senso che non mette a
tacere il movimento rivoluzionario, ma ha conseguenze nei regni
limitrofi.
Gli altri grandi sovrani della penisola seguono l'esempio di
Ferdinando II di Borbone, in modo da tenere a bada le rivolte, e
concedono delle costituzioni:
Leopoldo di Toscana, Carlo Alberto nel regno del Piemonte
Sardegna, e anche Pio IX nello Stato della Chiesa.
Sono tutte carte di ispirazione moderata che non accettano le
rivendicazioni dei democratici o dei socialisti, ad esempio non
estendono il diritto di voto a tutti.
La più importante di queste carte fu lo Statuto Albertino concessa
da Carlo Alberto nel Regno di Sardegna-Piemonte che diventò la
Lezioni Pagina 5
da Carlo Alberto nel Regno di Sardegna-Piemonte che diventò la
carta fondamentale del Regno di Italia una volta unificato il paese.
Statuto Albertino (1848)
Lo statuto aveva tre caratteristiche principali:
Carta Octroyèe: Ossia "concessa", non è presentata come una conquista dei
cittadini, ma Carlo Alberto la definisce concessione dal sovrano
"con lealtà di re e affetto di padre" da un impulso del proprio
cuore.
In questo modo, implicitamente, così come era stata concessa
poteva essere ritirata in ogni momento.
Costituzionalismo puro: Il re, che aveva concesso la carta costituzionale, mantiene a se i
poteri. Non c'è una vera limitazione nel suo potere, perché
nonostante i poteri siano divisi è il re a nominare i vari organi.
Il potere esecutivo: spetta al re che nomina presidente del
consiglio e ministri.
Il potere giudiziario: sempre il re che nomina i magistrati.
Il potere legislativo: è il re ad eleggere il Senato dei Regni, mentre
il popolo elegge la camera dei deputati.
I cittadini non hanno nessun potere di controllo o scelta del
governo, non e un sistema parlamentare, dove il parlamento
nomina e fa cadere il governo. Tra l'altro ricordiamo che a votare
sono solo i ricchi maschi.
Impostazione liberale: Infatti concede una serie di diritti individuali ai cittadini senza però
estenderli in maniera generalizzata a tutti (a partire dai diritti
politici, come il diritto al voto).
Il diritto di voto era riservato agli uomini che sapessero leggere e
scrivere, avessero più di 25 anni e potessero pagare una tassa di 40
lire all'anno (poteva votare meno di un adulto su dieci).
Insurrezioni a Venezia e I fermenti di nazionalità scoppiati a Palermo si estendono fino a
Milano. Milano e Venezia.
A Venezia nel Marzo 1848 scoppiano rivolte che cacciano gli
Austriaci e viene proclamata la repubblica.
A Milano si instaura un potere rivoluzionario democratico guidato
da Carlo Cattaneo che costringe alla fuga il maresciallo Radetzky.
Intervento di Carlo Alberto contro l'Austria.
Pressioni per liberare l'Italia In questo clima di insurrezioni rivoluzionarie, convinto da pressioni
dagli Austriaci. esterne dei democratici e i moderati, Carlo Alberto si getta
nell'impresa di liberare l'Italia dagli Austriaci.
Tradizione Sabauda Lo stato Sabaudo cioè dei Savoia (Piemonte Sardegna) era
dominato da nobili che tradizionalmente avevano costruito il loro
regno approfittando degli stati di debolezza degli stati vicini.
In questo modo si erano ampliati verso est perché dagli altri lati
avevano Francia e Spagna che erano avversari troppo duri, in rari
stati di debolezza.
Lezioni Pagina 6
stati di debolezza.
Timore di agitazioni Ultimo aspetto per la quale si getta in quest'impresa è legato al
repubblicane timore dei focolai repubblicani che lo circondano, vuole essere lui
colui che libera l'Italia dagli austriaci in modo da non permettere la
vittoria dei repubblicani, eliminando la possibilità che essi
rivendichino anche i suoi territori in Piemonte.
Per questi motivi, alla fine del Marzo 1848 dichiara guerra
all'Austria, e viene seguito a catena gli altri re ossia Leopoldo di
Toscana, Ferdinando di Borbone e Pio IX.
Diventa una vera guerra di indipendenza benedetta dal papa che
partecipa con ingenti forze militari.
La coalizione fra i re italiani, però, si sfalda presto, e soprattutto il
I re italiani si ritirano papa si trova in una situazione imbarazzante, perché l'Austria era
cattolica, e dunque a un mese dall'inizio della guerra il 29 Aprile
ritira le truppe ed è presto seguito da Ferdinando II di Borbone e
Leopoldo di Toscana.
A questo punto Carlo Alberto si trova in una situazione
particolarmente difficile, e subisce diverse sconfitte militari.
Radetzky torna in forza e reprime le nuove repubbliche che erano
nate sia in Lombardia che in Veneto.
Carlo Alberto per tentare di salvare il proprio regno decide di
abdicare in favore del figlio Vittorio Emanuele II.
Gli austriaci accettano questo compromesso ma chiedono al nuovo
sovrano di placare il partito democratico rivoluzionario "a cui tuo
padre ha lasciato briglia sciolta".
Movimenti rivoluzionari a Roma.
Ripristinata la calma a Venezia e Milano l'unico focolaio
rivoluzionario rimane al centro Italia. Epicentro rivoluzionario
diventa lo Stato della Chiesa ed in particolare Roma.
A Roma nel Novembre 1848 ci fu un golpe politico e Pellegrino
Rossi, il primo ministro pontificio, che ovviamente era un moderato
viene ucciso. La popolazione insorge e il papa è costretto a
scappare e rifugiarsi a Gaeta, sotto la protezione di Ferdinando di
Borbone.
Elezioni democratiche Quindi i democratici prendono il potere a Roma con la forza e nel --
Gennaio 1849 indicono elezioni a suffragio univ
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.