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Storia contemporanea

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Esame di Storia contemporanea docente Prof. D. Preda

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Questo interessamento inglese porta ad un altro aspetto importante: quale è stata la reazione dei

paesi europei all’indipendenza dell’America latina?

Al congresso di Vienna non si parla dell’impero ottomano per evitare scontri, i paesi europei della

Santa alleanza iniziano ad interessarsi dal 1822/23. La Francia aveva avuto un mandato per

intervenire in Spagna, ministero Villele, conservatore, afferma di voler intervenire anche in America

Latina a favore dei Borbone.

Altro stato favorevole a sostenere i Borbone è la Russia.

La Francia nel periodo napoleonico aveva avuto un piccolo territorio in America Latina e quindi

voleva tornarci per ragioni economiche, fino al 1822 non c’è stato nessun riconoscimento da parte

degli stati europei, quello degli USA avviene nel 1822.

Dal 1823 di fronte alla volontà francese di aiutare la Spagna si ha un duplice intervento: il primo è

un intervento britannico, si tenta anche un intervento comune che non riesce. Il 9 ottobre 1823

arriva una nota dagli USAal governo britannico in cui si afferma che la Gran Bretagna non avrebbe

tollerato un intervento francese in America Latina che andasse a ledere la libertà di scelta di tali

stati.

A dicembre si ha la dottrina Monroe, l’allora presidente, in cui si dice che gli stati della

penisolaLatina che avevano deciso di liberarsi dall’oppressione spagnola, non potevano essere

influenzati dall’intervento esterno.

Questo segna il distacco dell’America dall’Europa, che è un distacco politico in quanto dal punto di

vista economico la Gran Bretagna è ben presente.

Parallelamente anche in Brasile succede una cosa simile, la monarchia portoghese abbandona

l’Europa dopo il 1808 e sceglie come sede Rio de Janeiro dove rimarrà fino al 1820, anno in cui il

monarca Giovanni torna in Europa e lascia in Brasile il figlio don Pedro che non ha un grande

esercito, si trova a lottare contro la richiesta d’indipendenza della borghesia che si era creata in

Brasile in modo simile a quella spagnola. Decide di mettersi a capo di questa volontà di

indipendenza e verrà proclamato imperatore.

Dopo 3 anni, nel 1823, il Brasile diventa indipendente e l’indipendenza verrà riconosciuta dal

Portogallo dopo. A capo del Brasile rimane una personalità legata alla monarchia e questo fa sì

che il Brasile non si disgreghi.

Anche il Messico e i paesi dell’America centrale sono interessati da un processo di indipendenza.

In Messico il processo inizia nel 1821, ci sono due motivazioni: precedentemente in Messico si

erano avute delle sollevazioni di Indios che vengono contrastate insieme dai creoli e da coloro che

sono legati alla monarchia spagnola.

Nel momento in cui vengono sedati i moti può iniziare il processo di indipendenza.

Secondo motivo: 1821, anno in cui la Spagna era in profonda crisi politica e non poteva

intervenire.

A capo del processo di indipendenza c’è Augustine de Iturbide, che verrà proclamato imperatore, è

un militare ma viene subito spazzato via, nel 1824 ci sarà una rivolta liberale durante la quale verrà

giustiziato. Dal 1824 in Messico si avrà un governo liberale che abolirà la schiavitù creando una

secessione tra nord e sud del paese, in particolare in Texas che chiederà di poter uniti agli USA.

America centrale, 1821, data d’indipendenza, si crea la repubblica delle province unite

dell’America centrale: Costa Rica, El Salvador, Guatemala, Nicaragua, Honduras.

Alla Spagna rimangono Cuba e le isole nei Caraibi.

All’interno dell’America latina si hanno 20 stati.

La Gran Bretagna non è interessata però andrà ad occupare una serie di piccoli territori

nell’America centrale vicino a Panamá (Belize, isole di Roatan, città di Rey Town) in quanto era

una zona scelta per la costruzione di un canale interoceanico, che verrà bloccato e ci sarà una

lotta tra Gran Bretagna e Stati Uniti fino all’accordo del 1850 che bloccherà la costruzione del

canale fino alla fine del secolo.

La posizione della Gran Bretagna è mutevole, ha anche molti porti per il commercio.

Moti del ’30-‘31

Si inseriscono in un più ampio contesto di insurrezioni che partono nel 1820-21 e culminano nel

’48.

Momento di svolta perché chiudono un periodo e ne aprono un’altro, si ha qualche successo e

sono sempre moti costituzionali. In Francia una frase del periodo era “vive la charte”.

Si comincia ad avere qualche primo accenno di nazionalismi, il romanticismo diventa fonte di

ispirazione per il nazionalismo.

Normalmente tali moti non modificano i territori.

Francia

Sono moti riusciti in Francia perché pongono fine alla monarchia e sul trono sale Luigi Filippo

d’Orleans. Il via viene dato in Francia, la tre giornate vengono chiamate le “ Trois glorieuses” , che

prendono nome dalla rivoluzione inglese del 1688. Luigi Filippo d’ Orleans porta avanti la volontà

di mantenere una monarchia solida ma limitata dalle istituzioni politiche che controllano cosa fa il

monarca.

Scendono in piazza i borghesi, ma anche il popolo.

Dal ’30-31 si inizia a parlare di proletariato.

Sono moti borghesi, alla testa dei moti ci sono grandi banchieri.

La borghesia vuole avere un controllo politico.

Alcuni sostengono che i moti siano causati da un accidente storico:c’era Carlo X che è un

conservatore, nel 1827 era stata eletta un’assemblea moderata, Carlo X decide di nominare come

presidente del consiglio un conservatore molto reazionario che era il principe di Polignac.

Nel 1830 emana i 4 decreti:

- Limitare il diritto di voto,

- Abolire la libertà di stampa,

- Sciogliere la camera dei deputati,

- indire nuove elezioni, questo era possibile perché il re poteva fare decreti fuori dall’iter

costituzionale.

I moti in Belgio, Svizzera, Polonia, Italia sono tutti conseguenti a quelli francesi.

Le condizioni generali dal punto di vista economico, l’insoddisfazione degli operai, dei contadini,

degli imprenditori, crea una vasta situazione di disagio.

Mirano a modificare la carta e a ridurre i poteri del sovrano. Riescono a ottenere che ci sia un

aumento di coloro che hanno il diritto di votare. Al momento votava solo l’1% che dà potere alla

grande borghesia.

Viene impedito al re di emanare ordinanze, viene creata una guardia nazionale in cui potevano

operare solo quelli con diritto di voto. Viene eliminata l’ereditarietà della camera dei pari.

Finisce l’assolutismo e si va verso una limitata apertura a carattere liberale questo perché i

borghesi hanno paura dell’insurrezione.

Luigi Filippo d’Orleans si attesterà su quello che viene chiamato “le justemilieu” tra la monarchia e

il liberalismo. Significa che gli Orleans non faranno mai grandi riforme. Dal punto di vista della

politica estera dice di non avere volontà rivoluzionaria e di esportare la rivoluzione.

Scoppiano moti in altre zone perché c’erano situazioni che presupponevano lo scoppio dei moti,

ma c’era bisogno di una scintilla che furono le Trois glorieuses.

Belgio

Collegato alla Francia in quanto inserito nei Paesi Bassi con l'Olanda.

Il Belgio è industriale a differenza dell’Olanda che si occupa di commerci internazionali.

Gli olandesi sono meno numerosidei belgi, i 4/5 dell’amministrazione dei Paesi Bassi è gestita

dagli olandesi, quindi Guglielmo I di Orange Nassau privilegia gli olandesi rispetto ai belgi nella

gestione amministrativa, nonostante siano meno numerosi i voti dei Belgi e degli olandesi sono

paritari, non sono proporzionali. I belgi chiedono una riforma interna che concedesse loro

maggiore spazio nei Paesi Bassi sia di carattere politico che economico , non una rivoluzione.

Altra questione: ci sono gli olandesi e i belgi divisi tra valloni e fiamminghi.

Questo era stato già notato al congresso di Vienna. Taillerand aveva detto che i belgi non esistono,

ma esistono solo valloni e fiamminghi.

Nel 1992 viene deciso un nuovo governo belga di tipo federale, lo stato unitario del Belgio si è

allentato e comprende valloni, fiamminghi e lo stato di Bruxelles che fa da mediazione.

Negli ultimi anni ci sono state tendenze indipendentistiche.

Per arrivare all’indipendenza dall’Olanda si è dovuto prima arrivare alla creazione della nazionalità

belga anche sulla base di un’operazione culturale che riguarda la chiesa cattolica e in particolare il

cattolicesimo liberale per conciliare il liberalismo con l’altra parte della popolazione cattolica.

Ad agosto inizia il moto del Belgio che chiede delle riforme che non vengono accettate, riesce ad

attaccare Bruxelles, a settembre gli olandesi cercano di riprendere Bruxelles con la forza, solo a

questo punto diventa una lotta per l’indipendenza nazionale che viene proclamata il 4 ottobre

1830.

Dopo si avrà un tentativo di alcune potenze di inserimento che andrà a fallire.

Viene chiesto aiuto alle 4 grandi potenze: Austria, Russia, Prussia e Gran Bretagna.

Austria, Russia e Prussia vorrebbero intervenire, ma l’ Austria ha paura dei moti in Italia e quindi

non può mandare contingenti. La Prussia e la Russia sarebbero favorevoli.

La Gran Bretagna no perché ha paura di un intervento della Francia, perché ha detto che nel caso

di intervento della Santa alleanza sarebbe intervenuta, a difesa del Belgio o della Russia. Questo

avrebbe portato al rafforzamento o della Francia o della Russia e allora preferisce la divisione tra

Belgio e Olanda.

L’unico stato che si mette in moto per intervenire è la Russia che viene bloccata dai moti polacchi.

Il 20 novembre 1830 il Belgio ottiene l’indipendenza. Al Belgio non vengono dati due territori: il

Lussemburgo e un parte di Edimburgo.

Allora il Belgio, siccome gli era stato impedito di porre sul trono un principe regnate e collegato con

la Francia, non rispetta l'accordo e i belgi offrono la corona al duca di Nemur che è uno dei figli di

Luigi Filippo di Orleans, questo voleva dire la possibilità per il Belgio di essere annesso alla

Francia.

Immediata reazione della Gran Bretagna, allora Luigi Filippo non accetta per il figlio.

Guglielmo I dei Paesi Bassi non accetta questa indipendenza, cerca di recuperare il territorio, non

ce la fa, nel 1831 la Francia interviene per mantenere la divisone tra Belgio e Olanda su mandato

europeo e al Belgio andrà una parte di Edimburgo e una parte del Lussemburgo. L’Olanda

accetterà il fatto compiuto solo nel 1839. In Europa occidentale é il primo moto che modifica la

situazione territoriale precedente, cioè quella del congresso di Vienna.

Polonia

Il moto fallisce. 21 novembre 1830.

La Polonia era stata divisa in 3 parti e quella più importante era il granducato di Varsavia legato

alla Russia, che mantiene in Polonia una certa autonomia.

In Polonia viene creata una dieta votata dai polacchi, libertà di stampa, libertà religiosa cattolica,

viene creato un esercito formato da polacchi e ufficiali polacchi tranne il generale che é russo.

C’è il viceré che controlla la dieta che è russo, ma alla Polonia è stata lasciata buona autonomia.

Non ci sono motivi di ribellione da parte della nobiltà, né del clero, né dei contadini.

La situazione non sembra rivoluzionaria se non per il fatto che si sta affermando una forte presa di

coscienza nazionale. Viene chiesta una revisione della costituzione concessa alla Polonia con

maggiori libertà e di recuperare l’unita territoriale polacca perché una parte era Austriaca e una

prussiana. La Polonia storicamente è alleata con la Francia che però non sarebbe intervenuta e dà

solo dei consigli di moderazione e allora la Russia chiede aiuto all’Austria e alla Prussiache non

avevano interesse ad intervenire perché avevano già territori polacchi, si limitano a chiudere le

frontiere per evitare il passaggio di polacchi austriaci e prussiani che avrebbero potuto aiutare

l’insurrezione.

I polacchi rimangono isolati e la repressione russa sarà molto forte e causerà un’emigrazione

polacca in tutta Europa.

La confederazione svizzera

22 cantoni con spinte riformistiche di carattere liberale e costituzionale.

Si parte da 7 cantoni chiamati “rigenerati” e poi durante il periodo del ‘30-31 approvano riforme in

senso liberale.

Si tenta di fare una modifica della confederazione, ma non si riesce se non in maniera limitata, si

passa all’unità di pesi e misure e a competenze relative all’istruzione elementare, quindi c’è un

progressivo allargamento delle competenze della confederazione rispetto ai cantoni, ma la

richiesta fatta da un gruppo di studio del 1830 era il passaggio dalla confederazione alla

federazione. Uno dei collaboratori del gruppo era Pellegrino Rossi, che aveva studiato con

Rosmini un’ idea di Italia confederale che desse maggiore libertà agli stati e alle regioni.

Italia

I moti in Italia furono sostenuti da Ciro Menotti. I cospiratori contavano sull’aiuto del duca di

Modena Francesco IV. Le forze di polizia arrestarono i congiurati, ma la rivolta si estese lo stesso

anche al ducato di Parma, Bologna e altre città della Romagna, ma fallì.

Dopo il fallimento, Mazzini fondo un’associazione patriottica: la giovine Italia che puntava a

coinvolgere tutta la nazione con chiari obiettivi:

~Indipendenza dell’Italiadall’Austria,

~Unità nazionale

~La repubblica

Gioberti voleva invece la creazione di una federazione di stati sotto la guida del papa.

Balbo invece l’intervento dei Savoia e della diplomazia internazionale.

Lezione 30 settembre 2016

La questione d’oriente: c’è l’avanzamento russo verso ovest, in particolare verso la zona degli

stretti, cioè Bosforo e Dardanelli (primo obiettivo di lunga durata della politica russa).

Contemporaneamente c’è un obiettivo di ampliamento territoriale ed economico da parte

dell’impero austriaco nei Balcani e quindi l’emergere di una potenziale conflittualità. L’interesse

della Gran Bretagna e della Francia non è territoriale ma economico e c’è un collegamento stretto

tra la questione orientale e la questione mediterranea, nel senso che Gran Bretagna e Francia

sono interessate ad avere punti strategici e una sorta di controllo nel mediterraneo per avere un

accesso facile al vicino oriente in prospettiva al medio oriente, cosicché la Gran Bretagna potesse

arrivare alla sua colonia più importante, cioè l’India. Viene tollerato da questi Stati qualsiasi

intervento esterno che possa instaurarsi sul territorio dell’Impero ottomano. Questo è un regime

debole perché è multinazionale ed è poco evoluto dal punto di vista economico e delle tecniche

militari. È un impero multietnico guidato da una minoranza turca che si stanzia nella penisola

anatolica e che comprende territori disparati che vanno dai Balcani, all’Armenia, all’Arabia Saudita,

al Vicino Oriente e alla zona del Nord Africa. Le nazionalità che lo compongono, mano a mano che

l’Impero si sposta ai margini di questo territorio, riescono ad essere abbastanza autonome,

cosicché nel Nord Africa c’è la presenza di Pashà e l’autonomia di questi paesi aumenta rispetto al

centro. Sono territori che rimangono “vassalli” integrati nell’impero ottomano a cui devono tributi,

ma si comportano in maniera indipendente. Al Congresso di Vienna non si parla del futuro che

potrebbe avere questo impero. L’interesse delle grandi potenze è di mantenerlo perché non da

fastidio a nessuno proprio per la sua debolezza. Meglio avere un impero ottomano debole

presente piuttosto che un’occupazione di paesi come la Russia in certe zone che invece sarebbero

più consistenti. All’interno di questo vasto territorio incominciano a esserci dei moti di carattere

indipendentistico da parte degli stati. Il primo riguarda la Serbia che parte dal 1803 e si comincia a

instaurare un principato. Moti di questo tipo si instaurarono in Grecia, a partire da marzo 1821.

Anche il moto greco si è inserito in un contesto di moti europei del 20-21. C’era la speranza che il

moltiplicare di questi moti in Europa si rafforzassero a vicenda ed evitare una forte resistenza degli

stati interessati. Al cominciare di questi moti la Turchia reagisce in maniera forte. In questa

situazione la Grecia rappresenta un unicum perché è vivace (la Grecia delle isole non quella

continentale) ci sono gli esattori delle tasse dei turchi. Si trova una classe borghese che comincia a

essere molto sviluppata. Le idee cominciano a svilupparsi all’interno dei quartieri d’affari di

Costantinopoli dove circolano i mercanti greci. Vengono create società segrete a cui partecipano

personalità russe. Quindi c’è anche la volontà russa di creare uno spazio in cui avere un’influenza

predominante. Per esempio partecipano ai moti generali e ministri dello zar. Il moto è debole

perché all’interno del panorama italiano la Grecia rappresenta una piccola parte. È rafforzato dalla

presenza della Chiesa ortodossa, che sicuramente gioca un ruolo fondamentale, perché all’interno

dell’impero popolazioni ortodosse si oppongono alla presenza dei turchi (il primo a essere ucciso

sarà il patriarca di Costantinopoli). La Grecia chiede aiuto all’esterno . Il moto greco diventa un

simbolo dei moti europei, infatti molti stranieri vanno combattere volontariamente a favore dei

greci. C’è un moto unitario europeo a favore della Grecia. Riesce a resistere per alcuni anni. Non

c’è l’intervento di uno stato a difesa della Grecia. Fino al 1825 riesce a resistere agli attacchi turchi

ma è sul punto di soccombere perché manca una vera presenza di un esercito. La Gran Bretagna

vorrebbe intervenire ma ha paura di un influenza predominante della Russia (che è più vicina alla

Grecia) su Bosforo e Dardanelli. Nel 1825 muore Alessandro I che viene sostituito da Nicola I.

Questo cambiamento produce un piccolo e insignificante moto russo (moti costituzionalisti

decabristi). Nicola I è molto più conservatore rispetto ad Alessandro I (che era un fautore del

trattato di garanzia, fautore di una politica europea). Nicola I vuole condurre una politica estera

molto forte, vuole allargare territori russi, arrivare al Bosforo e ai Dardanelli. La Grecia chiede aiuto

alla Russia che non interviene di fatto ma interviene secondo quelli che sono i suoi obiettivi e cioè

Bosforo e Dardanelli. Sono anche allargamento nei Balcani. L’interesse russo si focalizza su

Moldavia e Valacchia (zona dell’attuale Romania) zona dove ci sono risorse molto importanti di

carattere cerealicolo, alimentare, poteva diventare zona importante dal punto di vista

dell’approvvigionamento alimentare (arriva il Danubio, quindi anche interessante dal punto di vista

dei commerci). A questo punto c’è una reazione britannica, perché è preoccupata dell’eccessivo

allargamento russo. Già nel 1774 la Russia con un trattato aveva ottenuto diritto alla protezione

dei cristiani all’interno dell’impero ottomano. La Gran Bretagna interviene, chiede una riunione

diplomatica con diplomatici russi e alla fine si decide che la Gran Bretagna avrebbe portato

all’impero ottomano una proposta anche dal punto di vista della Grecia. La proposta era di dare

autonomia alla Grecia che non si sarebbe staccata del tutto dall’Impero ottomano ma che avrebbe

avuto autonomia all’interno pur dovendogli un tributo. La Gran Bretagna fa dei passi diplomatici

all’interno dell’impero ottomano. L’impero ottomano dice di no a questo compromesso ma

acconsente alle proposte della Russia relative ai principati della Moldavia e della Valacchia. Firma

nel 1826 la Convenzione di Hackerman che prevede dei regolamenti organici che stabiliscono

autonomia dei due principati all’interno dell’impero ottomano, in cui è previsto sempre pagamento

dei tributi, sotto la difesa della Russia. Che riesce ad avere influenza sui principati danubiani. La

Gran Bretagna per essere più efficace coinvolge anche la Francia per rafforzare la propria

posizione. La Francia a sua volta è interessata ad avere buoni rapporti per i commerci verso

l’oriente. A questo punto c’è una conferenza a tre all’interno della quale si decide di procedere a un

blocco navale atttuato alla base di Navarrino per permettere l’indipendenza della Grecia. Per

iniziativa dei militari questo blocco navale diventa una dimostrazione navale. È una flotta britannica

che interviene contro la flotta dell’impero ottomano, che viene fortemente aiutata dalla flotta

egiziana (anche se fa parte dell’impero ottomano). Questa dimostrazione navale gli ammiragli non

riescono a tenerla ai limiti della dimostrazione. Qualcuno spara un colpo e comincia una guerra. La

flotta britannica distrugge la flotta ottomana. Questo permette alla Grecia di diventare indipendente

all’inizio del 1830. In realtà la diplomazia britannica sosterrà che l’episodio di Navarrino è una

vittoria deprecabile perché questo episodio ha reso ancora più debole l’impero ottomano, mentre

tutti questi stati volevano mantenerlo anche se debole. Questo provoca l’intervento della Russia

che cerca di occupare una parte del territorio ottomano. La conseguenza sarà che l’impero

ottomano schiacciato proclamerà la guerra santa. Quindi tutti i credenti uniti contro gli occidentali.

Dall’altro la Russia che era difensore delle popolazioni cristiane. Quindi se c’è una guerra santa la

Russia ha tutti i diritti per entrare. C’è un momento in cui l’esercito russo avanzò così tanto da

arrivare quasi a Costantinopoli. Siamo nel momento in cui l’Impero ottomano dovrebbe cadere. Di

fronte a questa prospettiva gli altri stati reagiscono. La Francia poteva essere in qualche modo

interessata ad una sorta di divisione dell’impero ottomano ma che di fatto la gran Bretagna era

contraria che , dopo aver sconfitto l’impero ottomano, manderà una flotta in difesa di quest’ultimo

per contrastare l’avanzata russa. La Gran Bretagna diventa difensore dell’Impero ottomano.

Questo non pregiudica le sorti della Grecia che verrà proclamata indipendente nel 1830. Nel 1829

in conseguenza della vicenda greca era stato stipulato il trattato di Adrianopoli, all’interno del quale

la Russia ottiene il Danubio smilitarizzato, ottiene porto sul mar nero, passaggio attraverso gli

stretti delle navi commerciali (quando l’impero ottomano è in pace), ottiene libertà di commercio in

tutto l’impero ottomano quindi ha un’influenza predominante.

Francia: Carlo X, in politica internazionale, per cercare di far passare le sue quattro ordinanze, fa

leva su un successo esterno per cercare di risolvere i problemi interni. Nel 1830 Carlo X decide di

fare una politica di allargamento territoriale in particolar modo verso l’Algeria, basandosi sulla

constatazione di fatto che era quella della presenza dei pirati barbareschi che potevano dare

fastidio ai commerci della Francia. Nel 1830 comincia la conquista francese dell’Algeria. La Francia

voleva attuare una politica mediterranea, al punto che quando arriverà al potere Napoleone III

metterà in evidenza la volontà di fare del mediterraneo un lago francese. Quindi l’Algeria fu il primo

passo verso questo obiettivo. La volontà in questo momento è quello di contrapporsi alla Gran

Bretagna che aveva avuto notevole successo anche a livello territoriale all’interno del

mediterraneo. Quindi impedire che la Gran Bretagna fosse così presente ed egemone. La

conquista di Carlo X causa una reazione da parte degli algerini guidati da Abdel El Kader che porta

avanti una resistenza algerina contro la conquista francese. Nel frattempo la Francia diventa più

debole perché ci sono i moti, arriva al potere Luigi Filippo d’Orlean che in un primo tempo pensa di

non mantenere questa conquista perché ha paura che possa rafforzare i reazionari. Ma quando

vede che il suo potere si è consolidato decide di mantenerla. La Gran Bretagna si era

immediatamente opposta alla conquista dell’Algeria perché ovviamente non voleva concorrenti nel

mediterraneo, ma il principe di Polignac continua nella conquista. La Gran Bretagna è convinta

che negli successivi gli organisti non avrebbero mantenuto questa volontà di conquista, proprio per

la difficoltà che avevano incontrato in Algeria. Quindi la Gran Bretagna non si muove proprio

perché da un lato non c’era una volontà di conquista molto forte, dall’altro perché le resistenze

erano notevoli, quindi possono dissuadere la Francia dalla conquista. In realtà non fu così perché

Luigi Filippo, nel 1831, decide di mantenere la conquista nella parte costiera. In quel momento si

riteneva che non fosse utile conquistare tutta l’Algeria e quindi anche la parte interna. Gli

economisti sostenevano che non sarebbe stata una mossa positiva quella di occupazione del

territorio che dal punto di vista economico sarebbe stata poco valida per la Francia. A partire dal

1836 decide di continuare la conquista perché riteneva che la conquista nella parte costiera non

poteva essere mantenuta senza un controllo interno. A questo punto c’è una reazione da parte di

Palmerston che cerca di intervenire mentre la Francia va avanti, quindi l’unica cosa che riesce ad

ottenere è una sorta di promessa da parte della Francia di non allargare i suoi territori fino all’Egitto

e alla Tripolitania. In realtà non sarà così perché nella seconda metà degli anni ’30 la Francia

aveva alla guida della politica estera un fautore del colonialismo Tier che porta avanti una politica

di conquista.

Egitto: fa parte dell’impero ottomano. A partire dal 1806 arrivare un turco Mehmet Alì per

fronteggiare le armate napoleoniche. Consoliderà il suoi potere diventando Pashà e cerca di

rafforzare l’Egitto. I suoi obiettivi sono quelli di raggiungere un’autonomia di fatto dall’impero

ottomano, progressivamente cerca di trasformarla in un’autonomia di diritto. Stabilire l’ereditarietà

del suo governo serve quindi per continuare questa autonomia e fare una politica di potenza che

significa allargare i territori dell’Egitto. Fa parte dell’impero ottomano ma vuole allargare i suoi

territori all’interno dell’Impero e quindi contrapporsi al Sultano. Fa un’abile politica all’interno: si

occupa di agricoltura e del suo sviluppo. Quindi fa costruire numerosi canali di irrigazione per

allargare il territorio legato alle colture e soprattutto di passa da un’agricoltura di sussistenza ad

un’agricoltura per l’esportazione. Da qui anche una crescita economica e delle risorse. È uno dei

primi a pensare ad uno sviluppo industriale, in particolare nel settore del tessile e quindi del lino,

ma cerca di allargarsi in altri settori, al fine poi di portare avanti una politica che consenta di portare

avanti le infrastrutture, che possono permettergli di fare una politica di potenza. Queste

infrastrutture sono principalmente i porti. A questa modernizzazione dell’Egitto partecipano tecnici

stranieri tra cui la maggioranza è composta da francesi. La Francia porta in Egitto i rappresentanti

delle congregazioni religiose che vanno a creare delle scuole francesi in Egitto. Quindi c’è

un’influenza francese sia economica e sia culturale. È il preludio ad un allargamento territoriale

della Francia. L’altro punto focale è il rafforzamento dell’esercito e della flotta. Come si esprime

questa politica di potenza ? Mehment Alì cerca di occupare dei territori che non interessano a

nessuno e velocemente li occupa. Il primo è il nord del Sudan. Formalmente fa parte dell’impero

ottomano, perché l’Egitto fa parte dell’impero ottomano. A nord del paese è popolato da una

popolazione araba. È diviso dal sud del paese da una zona che è quasi non percorribile, perché p

un groviglio di foresta vergine e fiumi. Di fatto le due parti del paese non hanno rapporti. Il sud del

paese è occupato da una popolazione nera di animisti, c’è una prevalenza di una religione

cattolica (premessa dello scontro con il nord). Alì conquista anche Creta. Questo significa che

anche lui vuole fare una politica mediterranea. Si vuole sostituire all’impero ottomano che era

molto debole, al contrario dell’Egitto. Alì comincia a fare paura agli occidentali. Nel 1832 conquista

la Siria e a questo punto l’impero ottomano reagisce. Riuscirà a mantenerla fino al 1839. I suoi

eserciti avanzano fino a Costantinopoli. A questo punto c’è la reazione degli occidentali. La Francia

sarebbe interessata a sostenere Mehmet Alì mentre la Gran Bretagna e la Russia no perché

volevano un impero ottomano debole che poteva essere subito spazzato via. Sia la Russia che la

Gran Bretagna avevano ottenuto dall’impero ottomano un regime di carattere doganale molto

favorevole cosicché i prodotti britannici potevano essere venduti all’interno dell’impero senza

grandi dazi d’importazione. Stessa cosa per la Russia. Si oppongono e sarà ancora una volta la

Russia ad intervenire e stipulerà una convenzione. La Siria rimarrà all’Egitto, verrà bloccato

l’esercito egiziano nella sua avanzata verso Costantinopoli e c’è una sorta di trattato di alleanza tra

Russia e Impero ottomano. È il trattato di Unkiar-Skelessi del 1833, all’interno del quale si precisa

la disponibilità dell’esercito russo a difendere l’impero ottomano in caso di attacco esterno,

attraverso la dislocazione degli eserciti con l’occupazione degli stretti. Dall’altro lato l’Impero

ottomano si impegna a chiudere gli stretti in caso di guerra per evitare il passaggio di navi nemiche

della Gran Bretagna e difendere la Russia. Passa qualche anno dal 1833 e si arriva al 1839

quando l’Impero ottomano cercherà di recuperare i territori perduti in Siria. Nel frattempo si è

rafforzato dal punto di vista militare perché la Gran Bretagna, rendendosi conto che c’è stato un

rafforzamento dell’influenza russa in tutta la zona, cerca di recuperare da un punto di vista

diplomatico, cerca di stipulare trattati sia di carattere commerciale e sia di carattere politico con

l’impero ottomano. Non vuole lasciare che la Russia sia il suo unico alleato. Per far ciò concede

un aiuto nel rafforzamento dell’esercito ottomano (perché poco efficace) . La conquista della Siria

fallisce perché si scontra con l’esercito egiziano, molto più forte. Aveva continuato il processo di

rafforzamento interno, guidato dal figlio di Mehment Alì e ancora una volta l’impero ottomano viene

sconfitto dall’esercito egiziano e ancora una volta c’è il pericolo che marcia verso Costantinopoli.

Questa volta c’è una più forte reazione britannica. Probabilmente per il fatto che alla guida c’era

Palmerston che farà una politica diplomatica con cui riuscirà ad ottenere una serie di vantaggi.

Interviene coinvolgendo, nei suoi tentativi di frenare l’avanzata egiziana anche altri stati, in

particolar modo i membri della Santa Alleanza contro la Francia che è favorevole all’Egitto (che

infatti chiede aiuto alla Francia). La Francia dice che va bene ma in realtà non è in grado di portare

il suo aiuto perché altrimenti dovrebbe scontrarsi con gli altri stati. L’Egitto a sua volta si sentirà

isolato e la Gran Bretagna riuscirà ad ottenere un grande successo. In Francia Tier viene

allontanato dal potere. Palmerston riesce ad ottenere :

Il blocco dell’avanzata dell’Egitto, quindi bloccare l’instaurazione di un governo egiziano nella zona.

Riesce nel contempo a bloccare la Francia e le sue mire nel Mediterraneo

Riesce a frenare la politica russa, nel senso che la Russia è stata fino a quel momento la

protagonista sia all’interno del caso greco sia all’interno di quello egiziano, è costretta a fare un

passo indietro.

Con la convenzione di Londra nel 1841 si prevede che l’impero ottomano debba tenere chiusi gli

stretti anche in tempo di pace. Quindi i russi non potevano uscire ma anche se ci sarebbero riusciti

non avrebbero avuto vita facile (la flotta britannica era più forte di quella russa). La politica

francese nel mediterraneo continuerà fino agli anni ’50. Completa la conquista dell’Algeria e si

esprime la volontà della Francia di occupare anche l’Egitto (seconda metà 800).

1869: apertura del canale di Suez. Ferdinando de Seps apre una società privata francese che apre

il canale, le vie e sicuramente c’è l’appoggio da parte del governo francese.

Anni 50-60: presenza importante della Francia a difesa dei cattolici, in Libano e parzialmente in

Siria, da parte di Napoleone. Perché ? Come la Russia aveva diritto di tutelare gli ortodossi anche

Napoleone aveva ottenuto il diritto di difendere i cristiani cattolici in questa zona. I francesi

interverranno quando ci saranno degli scontri tra musulmani e cattolici. Quindi la presenza

francese sarà continua in queste zone. L’obiettivo francese era di ottenere un’influenza

predominante su tutto il territorio italiano. L’idea francese era di dividerlo in 3 parti : una parte al

nord sotto il dominio del Regno di Sardegna, una parte centrale della Chiesa a una parte a sud

collegata ai Borbone. Il disegno complessivo è quello di aiutare il processo di indipendenza

dell’Italia per costruire tre tronconi sotto controllo francese. Quindi l’unificazione italiana rientra nel

disegno globale di presenza della Francia del mediterraneo. L’altro stato che verrà occupato sarà

la Tunisia. Come in Egitto, in Tunisia vengono mandati tecnici francesi, commercianti, entrano in

maniera forte le congregazioni religiose, costruiscono scuole. Ci sono anche italiani che, a

differenza dei francesi, sono migranti che non trovano lavoro in Italia e non riescono ad ottenere

quel ruolo di leadership che i francesi ottengono in Tunisia.

Lezione 3 ottobre 2016

Conseguenze sociali rivoluzione industriale : si allargano i mercati provocando conseguenze

economiche, sociali e politiche. Aumentano i legami e i contatti tra gli uomini d’affari. Se

aumentano i contatti che esigenze sorgono ? C’è una rivoluzione delle comunicazioni che permette

di avvicinare gli stati, le persone, iniziando a superare i confini economici e politici. Viene creato

una sorta di integrazione orizzontale tra gli stati. Nella prima metà del’800 , questo fenomeno ha

maggiore influenza ed efficacia dove c’è maggiore frammentazione, quindi nella Confederazione

germanica e territorio italiano. In conseguenza della rivoluzione industriale, della rivoluzione delle

comunicazioni, si creano le condizioni per una maggiore produzione, aumenta la produzione e si

crea l’esigenza di avere dei mercati. La rivoluzione delle comunicazioni (1830, primo pezzo di

ferrovia), progressivamente permette agli uomini d’affari (e non solo a loro) di venire in contatto fra

di loro. Quindi permette alle merci di veicolare meglio e agli uomini di conoscersi e cominciare a

conoscere nuove culture e nuove idee, quindi c’è una maggiore circolazione delle idee. Il primo

passo è quello di unificare quei territori dell’Europa occidentale che sono troppo fomentati,

partendo dalla Confederazione germanica (38 stati) e dal territorio italiano. Si cerca di creare

mercati statali, che siano degli stati nazionali più ampi. Questa ricerca della nazionalità viene

aiutata dalla diffusione del principio del nazionalismo, questo principio che troverà forte

espressione nel 1848.

Allargamento dei mercati e dell’orizzonte territoriale: la Gran Bretagna è il paese dove c’è

maggiore produzione e che quindi ha più bisogno di mercati , muovendosi in America negli USA

(che bloccheranno la Gran Bretagna nella sua espansione) , in tutto l’Impero ottomano, Medio

oriente, Cina. La Cina era chiusa da secoli, guidata da una dinastia mancese (Manciù) che non

riesce a controllare il territorio anche perché ha forti opposizioni interne espresse attraverso delle

sette segrete che si fanno sentire in momenti di forti difficoltà economica e sociale. Era chiusa nel

senso che il commercio con i paesi stranieri poteva avvenire solamente attraverso un porto che

era quello di Canton e attraverso un intermediario di un’associazione cinese chiamata Co - hong.

Dall’altra parte fino al 1833 agisce la compagnia delle Indie . A partire dal 1833 la concessione del

monopolio del commercio delle merci in quella zona, viene tolta dalla Gran Bretagna alla

compagnia delle Indie e viene sostanzialmente rivendicata dallo stesso governo e portata avanti

dagli ambasciatori. Quindi la diplomazia non era solo politica ma anche economica. Ci sarà quindi

un diplomatico commerciale che andava a Canton cercando dei contatti con il viceré di Canton che

rifiuta di avere un colloquio . La reazione britannica è sdegnata perché la Gran Bretagna non

poteva commerciare e non potevano avere un interlocutore di rango adeguato. Alla guida della

Gran Bretagna c’era Palmerston che comincia a cercare una soluzione alternativa. L’occasione

viene dal fatto che a un certo punto la Cina vede arrivare non solo l’oppio (che veniva scambiato

con la seta e con il the) ma anche prodotti e manufatti britannici in particolar modo nel settore del

tessile (cotone) che sono altamente concorrenziale nei confronti dei prodotti tessili, artigianali

cinesi che non riescono a competere con i prezzi dei prodotti realizzati dalle macchine britanniche.

Il problema è che la Cina ha i dazi molto alti e la Gran Bretagna da un lato vuole che la Cina

annulli questi dazi , la Cina è preoccupata del fatto che c’è un’uscita di valuta pregiata cinese a

vantaggio della Gran Bretagna. Quindi la prima azione della Cina sarà quella che renderà effettiva

quella legge che impediva l’ingresso dell’oppio nel paese (che esisteva già da un secolo e non era

mai stata applicata e che viene applicata nel 1839). Vengono colpiti commercianti (sia quelli che

vendevano oppio e sia quelli che vendevano altro) che hanno i magazzini a Canton. Questo fece

scoppiare la guerra. Una guerra che viene portata avanti dalla Gran Bretagna, da forze molto

ristrette . La Cina ha paura di un’invasione che possa occupare tutta la Cina quindi sente di dover

difendere il suo territorio per una questione di vita o di morte. La guerra durerà 2 anni nonostante

la Cina si difenda in maniera inadeguata, ovvero dalla parte della Cina ci sono i moschetti, mentre

la Gran Bretagna ha una flotta che è ancora la più importante, la più forte fino al ‘900. Quindi c’è

una sproporzione enorme. Qui si vede la differenza tra un paese industrializzato e un paese che

non era stato al passo con i tempi. L’imperatore ha 2 eserciti: uno è l’esercito imperiale che ha il

compito principale di difendere l’imperatore; l’altro è l’esercito delle province che non viene

considerato dall’imperatore abbastanza sicuro perché ha paura che possa collegarsi con l’esercito

britannico per sovvertire il potere all’interno della Cina. D’altra parte l’imperatore ha paura anche di

usare l’esercito imperiale perché, in caso fosse spazzato via, non avrebbe più le sue difese. Si

arriva al 1842 quando c’è un massacro da parte di britannici che riescono a sbaragliare quasi 8000

cinesi senza perdere nessun soldato nella battaglia di Ning Po. Dopo questa battaglia la Cina si

decide, nel momento in cui l’imperatore ha capito che la Gran Bretagna non aveva nessuna

intenzione di occupare il suo territorio, a chiedere l’armistizio e a firmare il trattato di nanchino.

Viene stipulato nel 1842 e prevede alcune clausole. Parliamo di trattati ineguali, da un punto di

vista soprattutto commerciale, perché era tra stati industrializzati e stati arretrati. Il trattato di

Nanchino prevede :

l’abbassamento dei dazi doganali al 5%;

l’abolizione del Co – hong e quindi la possibilità di mercanti britannici di entrare in contatto con

mercanti cinesi;

l’apertura di altri quattro porti per il commercio estero, tra cui il porto di Shangai; porti all’interno dei

quali dovevano sorgere dei quartieri britannici e viene affermato che i britannici, nella legge penale,

sono sottomessi alla legge britannica e non cinese (diritto di extraterritorialità per i britannici;

la Gran Bretagna ottiene Hong Kong che deve diventare il centro della presenza britannica su

territorio dell’estremo oriente.

La Gran Bretagna pretendeva anche che le concessioni fatte dall’impero cinese ad altre potenze

straniere dovessero essere estese anche ai britannici.

Nel 1856 avverrà la seconda guerra, meno importante, fino al ’60, in cui partecipa anche la Francia

e ha come obiettivo permettere l’abolizione delle resistenze alla circolazione sulle grandi linee

fluviali. Questo permetterà ai mercanti britannici di entrare in territorio cinese e avere rapporti

direttamente con la popolazione cinese. Questo in linea teorica perché in pratica non sempre

avviene, c’era la resistenza cinese che consisteva nel bloccare l’applicazione di questi trattati e lo

fanno soprattutto impedendo alla libertà di circolazione di mercanti sul territorio cinese impedendo

quindi il rapporto diretto tra mercanti britannici e quelli cinesi.

A partire dall’inizio degli anni ’50 cominciano all’interno dell’impero, dei movimenti di opposizione

all’imperatore che aveva ceduto agli occidentali, non aveva saputo difendersi creando le condizioni

di un assoggettamento commerciale . Si uniscono diverse forze : le sette segrete che hanno un

obiettivo politico preciso e cioè il ritorno della dinastia cinese al posto di quella mancese; dall’altro

lato movimenti di protesta che hanno come base fondamentale la questione economica perché

dopo la firma dei trattati avevano visto peggiorare la loro situazione finanziaria, per esempio c’era

una doppia circolazione di moneta, una d’oro e una d’argento , e i britannici pretendono di essere

pagati in oro causando quindi un deprezzamento della moneta che avevano i contadini, la maggior

parte della popolazione. Il tutto riesce a passare all’azione politica nel momento in cui cattivi

raccolti e situazioni di quasi carestia, creano condizioni per insurrezioni. I contadini creano gruppi

armati per la difesa dei loro prodotti che venivano minacciati dall’esistenza di bande di

saccheggiatori . Comincia uno scontro di guerra civile per circa 10 anni. Quindi la stipulazione dei

trattati ineguali non avrà buoni risultati e una reazione positiva e unitaria dell’Impero, ma rischia la

disgregazione che causa debolezza.

Questa vicenda dei mercati sta alla base della considerazione sul 1848.

Per avere un mercato occorre avere un prodotto concorrenziale. Un prodotto concorrenziale deve

avere un prezzo competitivo e quindi avere una manodopera a basso costo , materia prima a

basso costo facilmente reperibile. Per avere manodopera a basso costo i salari devono essere

bassissimi, al limite della sussistenza. Questo significa che nel momento in cui c’è un aumento del

prezzo della materia prima fondamentale, ovvero il grano che serve per fare il pane , per un

qualsiasi accidente, per esempio perché c’è un cattivo raccolto, a quel punto il lavoratore non può

neanche comprare il pane, è mal nutrito. Oltre ai salari bassi ci sono anche orari di lavoro

lunghissimi (14-15 ore) che coinvolgono anche bambini e donne. Nessuna protezione, nessuna

garanzia, nessuna sicurezza. Quindi se qualcuno si ammalava o si faceva male sul lavoro non

avevano diritto a nulla. Il lavoratore non ha diritti. Si ammala e si fa male facilmente, perché le

macchine sono insicure; è stanco perché dopo 14 ore di lavoro è facile avere accidenti sul lavoro.

Si ammala spesso perché nelle abitazioni di quel tempo non c’erano né fognature né acquedotti,

quindi pessima situazione igienica. Ci sono dei pozzi facilmente inquinabili e che portarono

malattie (tifo, colera). Le industrie non avevano depuratori. I fumi delle città provocano malattie

polmonari. A partire dall’800 le organizzazioni di lavoratori vengono proibite. Fino alla metà

dell’800, nel 1824 ci fu una legislazione che attenua l’organizzazione di lavoratori. Nel 1833

verranno a crearsi le prime trade union (organizzazioni di mestiere) da parte di Robert Owen.

Queste organizzazioni verranno unite e verrà creata la trace union. A livello continentale verranno

accettate solo nel ’48. Nel 1812 è stata emanata una legge per coloro che distruggevano le

macchine ( i luddisti) , quindi era stata affermata la supremazia della macchina sull’uomo la cui vita

non era molto considerata. Progressivamente cominciano a crearsi le organizzazioni di mutuo

soccorso che ha permesso ai lavoratori di aiutarsi fra di loro. Si diffondono progressivamente e

alla fine della seconda metà dell’800 queste organizzazioni non saranno più solo di tipo socio

economico ma anche politico. Dal punto di vista politico nella prima metà dell’800 si diffonde il

socialismo utopistico legato per esempio a Saint Simon. Il passaggio al socialismo politico si ha

negli anni ’30. Viene creata anche delle associazioni di carattere comunistico (nel ’34). Nel ’47 si

forma la lega dei comunisti e nel ’48 il manifesto di Marx e di Engels che trova la sua base in

questa situazione. Il socialismo si diffuse in Francia. Per esempio c’era la società delle stagioni,

nata per la difesa dei lavoratori e che progressivamente assunse caratteri insurrezionali.

I moti del ’48 sono ampissimi e che riguardano tutta Europa ad eccezione della Gran Bretagna e

della Russia. La Russia perché era troppo ancora autocratica. La Gran Bretagna perché le riforme

riescono a bloccare le insurrezioni, quindi di fatto vengono meno le condizioni per un’agitazione

popolare, quindi viene applicata una politica intelligente. Nel 1832 ci fu il reform act (che ci fa

capire la continuazione della protesta) era quello delle riforme elettorali, quello che da un potere

politico alla borghesia, ai ceti emergenti.

1846 abolizione corn laws (leggi sul grano). Le idee di politica economica vedono due tendenze :

- Ricchard Cobden, fautore libero scambio, voleva l'abbassamento delle barriere doganali e

possibilità di scambiare prodotti commerciali senza dazi doganali. Riteneva che si fosse una

naturale armonia tra libero scambio e la realizzazione pacifica delle relazioni internazionali. Diceva

che se ci fosse il libero scambio gli Stati non avevano la necessità di cercare altri mercati e quindi

occupare altri territori (colonialismo) e che quindi riescono a vendere i loro prodotti sulla base della

libera circolazione.

- Friederich List, fautore del protezionismo, diceva che se però non c'è parità di condizioni di base,

la concorrenza viene falsata. Per la Gran Bretagna era facile, perché avendo conosciuto per prima

la rivoluzione industriale, aveva prodotti più concorrenziali a scapito degli altri Stati che stanno

conoscendo la rivoluzione industriale in questo periodo, e che quindi non avevano prodotti tanto

concorrenziali, quindi rischiavano di essere schiacciati nella scena internazionale e di non trovare

mercati. Quindi List proponeva di chiudere gli stati con le barriere doganali fino al momento in cui

si possono avere prodotti concorrenziali con gli altri Stati e allora si che si potrà parlare di libero

scambio.

L'idea di Cobden si realizza concretamente nel 1846 , quando si metta alla testa della Lega di

Manchester il cui obiettivo viene approvato da Robert Peel , primo ministro britannico. Cobden

chiedeva l'eliminazione delle corn laws, leggi che artificialmente tenevano alti i prezzi dei cereali in

generale, andando a difendere gli agricoltori britannici. I prodotti britannici agricoli hanno

sicuramente dei costi più alti rispetto ai prodotti del centro Europa, dove ci sono migliori condizioni

climatiche, ECC. Per riuscire a difendere questa agricoltura (votava chi aveva una base agraria è

che quindi avevano in mano il paese ) erano state create leggi apposite che tenevano alte le

barriere doganali. Cobden dice di abolirle perché in questa maniera avrebbero aumentato il salario

reale degli operai, perché se si abbassano le barriere doganali il prezzo del grano diminuisce,

quindi diminuisce il prezzo del pane (base dell'alimentazione dell'operaio) e il salario reale

aumenta perché può acquistare più pane, ma non solo, può comprare altre cose utili come tessuti,

vestiti (tutti prodotti industriali. Questo va a danno degli agricoltori. La Gran Bretagna spera in un

vantaggio ulteriore che è quello dipendente dal fatto che aprendo le sue frontiere avrebbe

acquistato molto più produzione agricola dagli altri paesi che a loro volta avrebbero abbassato le

loro barriere ricevendo i prodotti industriali in cambio di prodotti industriali britannici. Quindi la Gran

Bretagna diventa l'acquirente dei prodotti agricoli in tutta Europa ed esporta i suoi manufatti.

Quando si parla di libero scambio per esempio con Cavour nel regno di Sardegna, non si parla

della stessa cosa. Teoricamente in si, ma in questo caso si parla di vendita di prodotti agricoli alla

Gran Bretagna e acquisizione di manufatti, quindi ha un significato reale diverso.

Questa operazione britannica permette alla Gran Bretagna di non essere toccata dalle vicende del

'48. Si diceva che queste insurrezioni cominciano nelle zone più difficili. Hanno come base, nel

1846, una grande carestia. In Irlanda va in malore il raccolto delle patate, c'è una forte diminuzione

della produzione di cereali cosicché a partire dal '46 gli Stati devono acquistare il grano laddove

non c'era stata la diminuzione (per esempio in Russia) quindi con grandi costi anche nei trasporti.

Aumenta il prezzo del grano perché c'è n'è poco e in più ci sono i costi di trasporto. Di

conseguenza si innesta una crisi finanziaria perché i capitali devono essere utilizzati per andare ad

acquistare il grano. Gli operai non avranno più la possibilità per comprare altre cose (per esempio

vestiti oppure oggetti per la casa) ma utilizzeranno tutto il loro potere d'acquisto nell'acquisizione

del grano. Quindi questo fa sì che cada la domanda di prodotti industriali. Le industrie fanno fatica

e cominciano a chiudere, non c'è nessuna difesa degli operai che vengono lasciati a casa . Si crea

la premessa per i moti del '48. È questo che fa capire l'ampiezza dei moti del'48. Sono talmente

veloci e ampi che i contemporanei pensavano che ci fosse una congiura internazionale . C'erano le

stesse condizioni ovunque. Le insurrezioni potevano innestarsi sul fatto che la borghesia voleva

avere maggiore controllo politico, quindi chiedeva maggiore presenza, chiedeva una costituzione

che tutelavano i suoi diritti, ECC. Quindi continuano a essere dei moti costituzionali , liberali (si

continuano a chiedere le libertà di base, perché in tanti paesi non vengono date) e c'è anche la

sollevazione popolare per il malcontento nei confronti di quelli che sono le conseguenze della

rivoluzione industriale. I moti cominciano a Palermo in gennaio del 1848. Metternich nel '47 aveva

detto che il mondo è malato. Si era difeso aveva mandato dei corpi di occupazione a Ferrara

perché pensava che i moti sarebbero scoppiati nel centro Italia ma in realtà scoppiamo nel sud.

Nel frattempo nello stato pontificio era diventato papà Pio IX, liberale, aveva fatto delle concessioni

liberali (libertà di associazione, di stampa, di parola,ECC.). Questo è l'inizio di una rivendicazione

che diventa più ampia. I moti che partono da Palermo, quindi contro i Borbone, si allargano in altre

parti d'Italia, in particolare modo nel regno di Sardegna, Gran Ducato di Toscana, si prospetta

l'idea di una lega doganale guidato da Carlo Alberto, poi in realtà si vedrà che tra gli Stati italiani

non c'è grande coesione. La lega doganale viene proposta ma non realizzata, viene lasciata

cadere. Ci saranno moti a Roma, Venezia, Milano che ricevono una sorta di forza maggiore

dall'esperienza francese. Quindi la Francia diventa di nuovo centrale di questa esperienza. I moti

francesi scoppiano a febbraio del 1848. Cacciano Luigi Filippo d'Orlean e proclamano la

Repubblica Francese con una modifica della Costituzione. Anche sul territorio italiano vengono

concesse diverse costituzioni, tra cui statuto albertino. Ancora una volta la Francia si fa centro di

irradiamento della volontà di insurrezione popolare e in questo momento i moti scoppiano un po' in

tutta Europa. I più importanti coinvolgono impero austriaco e confederazione germanica, ma

vengono subito spazzati via. L'impero austriaco subisce l'urto maggiore di questi moti perché

l'Impero asburgico è un insieme di nazionalità diverse. Sono moti nazionali, emergono le

nazionalità in particolare modo quella ungherese e quella boema (ceca). Salirà al trono Francesco

Giuseppe e concederà la costituzione. Stessa cosa avviene nella Confederazione Germanica.

Viene riunito il parlamento di Francoforte. I moti coinvolgono anche la Prussia dove Federico

Guglielmo a sua volta è costretto a concedere la costituzione. Al parlamento di Francoforte viene

creata un'assemblea costituente, quindi si pensa al futuro di tutta questa zona. Si comincia a

pensare a due alternative : grande Germania (che comprende anche l'Austria ) e la piccola

Germania (non comprende l'Austria e sceglie come suo leader la Prussia). All'interno

dell'assemblea costituente prevale la Prussia. Si voleva affidare il trono all'imperatore prussiano

Federico Guglielmo IV che rifiuta perché non poteva accettare una proposta che venisse dal

popolo. Cerca di riunire i rappresentanti degli Stati della confederazione germanica per allo stesso

risultato. A partire dal giugno del 1848 comincia la reazione ed entro il 1849 anche gli ultimi Stati

che avevano avuto esperienze repubblicane vengono soggiogati, in particolar modo l'Ungheria,

Venezia, Roma. C'è un aiuto che viene dato all'Austria da parte della Russia per sedare i moti.

Interviene per aiutare l'impero asburgico che viene messo in condizioni per recuperare tutti i suoi

territori e aiuto a quegli stati in Italia che l'avevano chiesto. Nessun moto del '48 ha successo e non

c'è nessuna modificazione territoriale. Da un certo punto di vista i moti del '48 potrebbero sembrare

un fallimento, ma in realtà non fu così perché introduce nuove esigenze e nuove possibilità anche

di leadership.

Lezione 4 ottobre 2016

Nazionalità : è uno dei concetti più difficili della storia, perché noi siamo stati uniti sul principio di

una comune appartenenza, ad una nazione che non c’era ancora, è stata costruita

ideologicamente, politicamente. La Francia è la nazione per eccellenza. Durante la fine del 700,

c’erano i cosiddetti popoli della nazione francese. All’inizio della rivoluzione francese le leggi e i

decreti vengono emanati in tutti i dialetti. Con la convenzione le cose cominciano a cambiare,

vengono emanate solo in francese. In quel momento vengono anche nominati professori di

francese nelle regioni dove non era conosciuto. Operazione culturale e politica. Se si vuole avere

unità allora ci deve essere un’unità di lingua e popolo, un comune senso di appartenenza alla

nazione. Il ministro dell’educazione scriveva che la scuola elementare serviva per imparare a

essere cittadini francesi e servire la patria (dopo anche morire per la patria). Il linguaggio che viene

utilizzato è un linguaggio religioso (la nazione sacra, i martiri della patria). È successo in quegli

anni che Luigi XVI viene ghigliottinato, prima il capo della nazione era il monarca, quindi la nazione

aveva qualcosa di divino, si faceva riferimento al monarca, cade la sua testa e si cerca un

principio di legittimazione che sarà il popolo che dovrà essere unito ideologicamente creando

un’unica nazionalità. I dizionari francesi del 1823, nel dizionario universale, il termine nationalité ha

una spiegazione ambigua (fratellanza, patriottismo, si dice che i francesi non hanno nazionalità).

Ma allora esisteva questa nazionalità ? Fine 700 i contadini che erano andati a militare nelle truppe

di Napoleone, si sono sentiti far parte di una nazione perché sono anche andati a combattere per

quella nazione. Poi sono tornati a casa e sono tornati nei loro piccoli comuni. Li c’è continua a

esserci isolamento di questi comuni anche perché non c’era ancora stata la rivoluzione delle

comunicazioni, quindi ritornano alla loro vita quotidiana fatta del loro dialetto, delle loro feste,

tradizioni, del loro isolamento culturale, sociale, politico. Quindi ritornano nel passato. All’inizio

dell’800 l’appartenenza alla nazione è una cosa che sfugge ai cittadini perché ritornano a una loro

nazionalità che è quella locale. Il senso di nazionalità è cambiato. Prima esistevano delle

nazionalità spontanee, naturali in cui veramente c’era un’unità culturale, di tradizioni, di lingua e di

storia. Lì c’era la vera nazione. Esistevano anche delle sovra nazionalità spontanee (per esempio

cosmopolitismo dei lumi, Voltaire diceva che c’era un’unità di uomini colti che studiano sugli stessi

volumi, esisteva una circolazione delle idee nonostante la difficoltà della comunicazione; cristianità,

c’era un unico impero cristiano e nazioni cristiane; lingua latina perché era parlata in tutta Europa).

L’operazione che è stata condotta che va nel solco di una progressiva razionalizzazione territoriale

all’interno dell’Europa e unificazione territoriale dal punto di vista politico, è quello di usare una di

queste nazionalità spontanee e renderla la nazionalità per eccellenza, quella ufficiale per tutto lo

Stato, cercando di creare l’unità di questo stato intorno a questa nazionalità.

Unificazione tedesca : territorio dell’attuale Germania era molto debole perché diviso in 38 stati;

arretrato da un punto di vista economico; molto fermo dal punto di vista amministrativo; la

rivoluzione industriale all’inizio 800 non è ancora arrivata. La Germania comincia a sentire la

volontà di diventare nazione anche dal punto di vista culturale,qui c’era stato il sacro romano

impero fino al 1806, quindi c’era stata un’unità al di sopra di questi stati. Dopo che cade

l’imperatore non c’è più un simbolo che rappresenti l’unità. C’era una dieta confederale , che però

non vale niente, ci vanno i rappresentanti dei singoli stati ma non ha potere deliberativo perché la

sovranità rimane all’interno dei singoli stati (sia politica che economica). Comincia a diffondersi

un’idea di nazione, perché avevano una storia comune e una lingua comune. Fichte elabora la

teoria dello stato commerciale chiuso: ha il compito di organizzare l’economia, incrementare la

potenza delle nazioni (vicino ad Hegel), stimolare le energie popolari tedesche (scrive “i discorsi

alla nazione tedesca” in cui evidenzia che la lingua, il passato, la cultura diventino propri della

Germania e che diventi la nazione per eccellenza). La Prussia si fa paladino dell’unificazione

tedesca, si fa leader di questa nazione tedesca, vuole allargare il suo territorio a tutta l’unificazione

germanica. C’era stato un allargamento della Posnania, della Pomerania svedese, l’allargamento

della Sassonia e della Renania. Gli obiettivi della Prussia sono : ricongiungere i propri territori a

danno dell’Hesse – Cassel ; avere un corridoio per uscire nel Mare del Nord, quindi attraverso

l’Hannover e fino all’Oldemburgo; l’ultimo obiettivo è prendere le redini della Confederazione

tedesca sostituendo l’Austria. Nel 1818 viene fatta una riforma tariffaria fiscale di Maassen , crea

un’unità all’interno della Prussia (vuol dire che la Prussia a sua volta era un aggregato di province ,

che prima non facevano parte neanche della Prussia, quindi bisogna legarle). Per legarle si attua

una liberalizzazione degli stampi, eliminano tutte le barriere doganali all’interno della Prussia e

creano un mercato unico. C’erano piccoli stati che, a seguito della creazione di un unico mercato,

da un punto di vista sia politico che economico, non avrebbero avuto peso. Nel 1819 uno di questi

piccoli stati decide di entrare in questo spazio tariffario prussiano. La stessa cosa faranno altri

piccoli stati. Le cose cambiano in maniera decisiva nel 1838, quando l’Hesse Darmstadt chiede di

entrare nello spazio tariffario. È uno stato di medie dimensioni ridotto alla banca rotta. Perché

questo spazio tariffario ha successo ? perché prevede sostanzialmente dogane basse

d’importazione, praticamente nulle per quanto riguardava le materie prime. Le altre materie

entravano con dazi molto bassi. Questo permetteva ai semilavorati britannici, che erano a basso

prezzo in virtù di un dazio doganale basso, di essere finiti dagli operai abili tedeschi e di essere

rivenduti all’esterno a prezzi concorrenziali. Questo innesca il decollo industriale all’interno del

sistema tariffario prussiano. I dazi sono alti per i beni coloniali (es. beni di lusso) e ci sono tasse

molto forti di circolazione sul territorio. L’Hesse Darmstadt riesce ad ottenere delle condizioni di

favore, riesce ad ottenere che i proventi doganali, di questo spazio tariffario, vengano suddivisi per

ogni governo sulla base della proporzionalità, della popolazione. Un diritto che pone l’Hesse –

Darmstadt sullo stesso piano della Prussia. Gli stessi diritti di esazione doganale della Prussia.

Riesce ad ottenere un diritto di veto su qualsiasi modifica degli accordi commerciali successivi. Nel

1829 il ministro delle finanze prussiano Motz scrive che l’unione tariffaria, fondata su un’identità di

interessi e su una base naturale che si estende necessariamente alla media Germania, nascerà

una Germania veramente unita sotto direzione della Prussia. Quindi un’unione doganale vista in

funzione di un’unione politica. Nel 1828 vengono create altre unioni doganali : a sud l’unione

doganale della Germania meridionale perché qui cominciano ad avere paura perché basta che

entri l’Hesse Cassel (intanto si era quasi realizzata l’unione tra est e ovest) e tutta la parte a sud

rimane tagliati dai commerci nel nord. Passa poco tempo, e l’Hesse Cassel decide di entrare nello

spazio territoriale prussiano , ricongiungimento tra est e ovest della Prussia è un dato di fatto, gli

altri stati dell’unione centrale entrano a loro volta nello spazio tariffario prussiano. Nel 1833 l’unione

del sud fa un accordo con la Prussia e nel 1834 viene creato la Zollverin, la lega doganale

tedesca. Progressivamente questo territorio verrà completato. Nel 1842 entreranno altri stati, nel

1854 è quasi completo. Questa unione verrà completata da decisioni importanti : 1846 la creazione

di un giornale che si rivolge alla popolazione tedesca, facendo sentire parte di una nazione

tedesca; un’unione delle ferrovie tedesche che uniscono nord e sud (1851 sarà aperta la

comunicazione tra Monaco, quindi a Sud, e Berlino ) quindi sostanzialmente era più facile

raggiungere il nord. L’economia tedesca comincia a gravitare intorno allo spazio prussiano e

comincerà a sganciarsi da quella tedesca. Si arriverà nel ’57 a un’unità monetaria basata su cambi

fissi tra le monete dei vari stati che comprendevano la confederazione tedesca e porterà alla

creazione della nazionalità tedesca.

Lezione 7-10-16

Inizi unificazione italiana in Europa : a differenza dell'unificazione tedesca non parte da

un'unificazione economica, doganale. Ci sono comunque spinte per un'unione doganale. A partire

dal 1839 sul territorio italiano si cominciano a organizzare congressi di scienze applicate a cui

partecipano economisti, professori , docenti, imprenditori, all'interno del quale si delinea la volontà

di superare i confini economici tra gli Stati italiani. Nel 1841 ad uno di questi congressi vengono

chiesti: la creazione di un'associazione agraria nazionale, la creazione di un'esposizione di prodotti

industriali italiani nazionale, la creazione di un'unità di pesi, misure e moneta. Molto vicino

all'esperienza napoleonica. Subito dopo l'ascesa al trono di Pio IX si comincia a pensare a una

lega doganale tra gli Stati italiani. Era stata proposta nel '47-'48. Verranno firmati degli accordi di

intesa che Carlo Alberto rifiuterà. Questa lega doganale avrebbe dovuta essere realizzata tra il

regno di Sardegna, lo stato pontificio, Gran ducato di toscana e regno delle sue Sicilie . Queste

spinte verso la creazione di una lega doganale Falliscono . Seconda differenza con l'unificazione

tedesca è che l'unificazione italiana avviene nonostante gli insuccessi degli eserciti e avviene per

l'intervento di forze esterne , Francia e Austria. È un'unificazione che in parte avviene ma anche

grazie all'intervento dei liberali rivoluzionari le cui idee di diffondono in Italia nella prima metà

dell'800 e si affermano a partire dal '48. Nel 1831 non c'era volontà nazionale (per esempio i

bolognesi avevano disarmato i modenesi considerandoli degli stranieri) . L'idea dell'unificazione

nazionale parte dalla cultura, dalle lettere . Si diffonde progressiva in alcune elite politiche. Cavour

non aveva in mente l'unificazione dell'Italia. In Piemonte ha in mente un'allargamento territoriale

del regno di Sardegna verso la Lombardia. Non c'è nessuna idea di unità italiana . 1856-57 Cavour

incontra a Parigi Daniele Manin (patriota veneto) . Pensa ancora all'unità di Italia. Nel '58 Cavour

scrive che l'Italia unita è una corbelleria. Vuol dire che l'idea di unificazione italiana si impone

progressivamente, che esce dagli avvenimenti . Nel momento in cui diventa realizzabile viene

accettata. Nel '400 si era venuto a creare un sistema italiano degli Stati , la penisola italiana

caratterizzata da una storia di occupazioni progressive e continue che cambiano. Era difficile

portare un'unità italiana che è stata frutto di una serie di fatti che avvengono dagli anni '50 a partire

dal '48.

Chi si muove a favore dell'unità d'Italia ? Volontà che viene dalle Culture (come romanticismo,

supporto del nazionalismo). Gli storici cominciano a rivedere la storia dell'Italia sulla base dell'unità

e non della differenziazione , cominciano a cercare episodi in cui l'Italia voleva la propria

indipendenza. Ci sono due correnti che portano avanti l'unificazione e sono : la corrente dei

rivoluzionari e la corrente dei moderati. Le correnti rivoluzionari sono quelle di Mazzini e Garibaldi .

La differenza tra le due correnti era che i rivoluzionari volevano un'Italia unita e repubblicana . I

moderati volevano una confederazione (gli Stati mantengono la propria sovranità). Tra i moderati

c'era un'altra biforcazione : neoguelfi, coloro che ritengono che la confederazione deve essere

guidata dal papa, mentre l'altra parte vuole che sia guidata dal regno di Sardegna . C'era un altro

filone che voleva il federalismo (cessione di una parte della sovranità )e faceva a capo a Carlo

Cattaneo. Tra le personalità più importanti dei neoguelfi c'erano : Vincenzo Gioberti, che scriverà

primato morale civile degli italiani. Nel 1848 Nicola Tommaseo che scriverà le nuove speranze

d'Italia. I neoguelfi pensano che il primato della civiltà italiana sia dovuto principalmente alla

presenza del papato, alla funzione centrale di Roma nella cristianità. Si voleva che l'Italia avesse

un ruolo futuro importante nell'Europa .Nel 1844 esce un'importante opera (che fa parte del filone

dei moderati) scritta da Cesare Balbo chiamata le speranze in Italia. Ha un approccio totalmente

diverso al tema e parte dalla questione austriaca. È un approccio diplomatico che tiene conto del

sistema europeo degli Stati e soprattutto della dottrina dell'equilibrio europeo. Secondo Balbo

centrale per l'Italia, per il suo successo o insuccesso, è la questione d'Oriente. Ritiene che a breve

l'impero ottomano sarebbe caduto, quindi se l'impero ottomano sarebbe stato smembrato

l'influenza predominante sul suo territorio sarebbe stata della Russia. Sulla base di questa dottrina

sicuramente le grandi potenze si sarebbero accordate per dare una influenza e garantire uno

spazio importante all'Austria (per fare da contrappeso alla Russia) allargando il suo territorio ai

Balcani. Sempre per la dottrina dell'equilibrio, si sarebbe spostata verso est e, a questo punto,

avrebbe avuto successo un'azione diplomatica che mirasse a togliere all'Austria il Lombardo

Veneto e a permettere al Regno di Sardegna (che ha sempre voluto ingrandirsi verso est) di

ottenere il Lombardo Veneto.

Sarebbe stato normale e intelligente dare la presidenza della confederazione al regno di

Sardegna, perché era l'unico ad opporsi all'Austria. Però c'è da dire che fino al 1848 il regno di

Sardegna rimane conservatore e retribo. L'alleanza che avviene è tra il regno di Sardegna che era

anti austriaco e i patrioti italiani che a loro volta combattono l'Austria. Quindi c'è un'alleanza di

interessi che presuppone il compromesso dal punto di vista dell'ideologia. In questo caso

possiamo dire che ci sono delle analogie tra il processo di unificazione italiana e il processo di

unificazione tedesca . In entrambi i casi questi processi sono guidati da Stati conservatori, perché

la Prussia ,sicuramente ,

è uno stato conservatore perché al suo interno non permette lo sviluppo di riforme di carattere

liberale. Il regno di Sardegna comincia a cambiare dai moti del '48, perché viene concessa una

costituzione ,che è lo Statuto Albertino, e nel 1852 Cavour diventa presidente del consiglio. Era

aperto alla modernizzazione. È colui che vorrà il libero scambio. Per il Piemonte libero scambio

significa che escono i prodotti agricoli ed entrano i prodotti industriali. È colui che creerà la prima

raffineria in Piemonte. Sarà fondatore insieme ad altri di un giornale particolarmente importante

chiamato "Il Risorgimento" . Ha bene in mente l'importanza delle banche quindi sostiene il

radicamento di alcune banche nel regno di Sardegna. Ha ben evidente l'importanza dei canali,

sosterrà la creazione dei canali. Ha ben evidente. 'Importanza delle ferrovie. Nel 1846 dirà che la

diffusione della rete ferroviaria avrebbe contribuito all'unificazione italiana. Al Congresso di Vienna

acquisisce i territori della repubblica di Genova, è importante perché porta capitalismo finanziario e

commerciale nel regno di Sardegna, laddove prima il capitalismo era soltanto agrario. Cavour è un

ottimo diplomatico e sfrutterà tutte le occasioni che verranno ottenendo un buon risultato.

Altrettanto gli obiettivi sia di Cavour sia di Bismarck, non sarebbero riusciti se non ci fosse stata

un'altra personalità importante, cioè Napoleone III. Prima diventa presidente della Repubblica nel

dicembre 1848, dopo l'allontanamento di Luigi Filippo e la proclamazione della Repubblica. Poi nel

dicembre 1851 diventa imperatore. Napoleone III ha dei grandi obiettivi. Quello principale è quello

di modificare gli equilibri stabiliti dal Congresso di Vienna. Ritiene che la Francia non abbia avuto

uno spazio adeguato alle sue possibilità e alla sua potenza. Ci sono due elementi costanti:

modificare l'equilibrio e mantenere l'alleanza con la Gran Bretagna , perché ritiene che solo

avendo alleati forti potrà procedere a delle modifiche territoriali sul continente. Dal punto di vista

delle idee è molto vicino ai sensimoniani, ai mazziniani. Nei moti '30-'31 partecipa ai moti dell'Italia

centrale. Questo non significa che nella sua politica estera mantenga questi ideali perché di fatto

sarà una politica estera fortemente francese . Quindi quando ci sarà da restaurare lo stato

pontificio al posto della repubblica romana , Napoleone III manderà le sue truppe che adotteranno

una politica conservatrice. Sia Cavour che Bismarck sfrutteranno le ambiguità di questa politica di

incertezze.

L'altro moderato che ha un'idea di confederazione guidata dal regno di Sardegna è Massimo

D'Azeglio . I moderati hanno un pregio importante che è quello di scardinare la conservazione, il

gruppo dei reazionari, che magari erano interessati all'unità d'Italia, all'unità dei mercati, a una lega

doganale , ma non volevano muoversi, erano chiusi in questa direzione perché pensavano che

l'unica possibilità di modificare la situazione fosse quella rivoluzionaria. Quindi essendo contrari

alla rivoluzione diventavano contrari all'unità d'Italia. I moderati hanno questo grande pregio, cioè

di aver portato supposizioni favorevoli all'unificazione italiana, seppur confederale, alla borghesia

che era rimasta chiusa per paura della possibile rivoluzione, perché d'altra parte c'erano i

rivoluzionari. Chi sono questi rivoluzionari ? Mazzini è un rivoluzionario particolare, ha subito flussi

di qualunque tipo, da Saint Simon, da Filippo Buonarroti (congiura degli eguali 1796), da

Lamennais (cattolicesimo liberale). Ma alla fine ha una sua visione, che è una visione di una

rivoluzione che ha molto dello spirituale. Il centro dell'azione devono essere Dio e il popolo. Dio è il

centro del reale, crea una legge di progresso, il popolo aderisce progressivamente a questa legge

di progresso. Può esserci una rivoluzione soltanto se c'è un rinnovamento dell'uomo, un suo

cambiamento , per questo la rivoluzione non potrà essere solo materialistica ma anche spirituale.

Per Mazzini il materialismo non potrà essere positivo, per questo critica anche la rivoluzione

francese perché è solo materialista. Solo la fede può cambiare l'uomo. Ha in mente questa

religiosità umanitaria che si stacca decisamente dal cattolicesimo, non vuole mediazioni, non vuole

una classe privilegiata che possa interpretare la religiosità perché questa risiede nel popolo.

Mazzini partecipa alle prime sette segrete (carboneria) ma vede immediatamente i difetti della

carboneria che descrive: prima di tutto un difetto di dirigenza, nel senso che secondo lui non c'è un

obiettivo chiaro, l'obiettivo deve essere L'Unità d'Italia. Secondo difetto, la paura di arrivare agli

estremi della rivoluzione, incominciamo i moti , dopo di che la gente si spaventa, i borghesi

cominciano a frenare, quindi ritorna la conservazione. Mazzini dice che i moti devono essere

rivoluzionari. Quindi unità d'Italia attraverso la rivoluzione . Non ci può essere un altro mezzo. Non

può esserci unità d'Italia attraverso i governanti degli Stati nazionali, . Terzo punto , l'attesa

d'intervento dello straniero. Mazzini ritiene che la rivoluzione debba essere del popolo e fatta dal

popolo e non ci devono essere interferenze da parte degli stranieri. Attraverso cosa si può arrivare

a un popolo motivato ? Attraverso l'educazione e l'insurrezione. Quindi attraverso una

preparazione politica da parte dei dirigenti, poi attraverso l'insurrezione e la prova sul campo.

Terzo processo di unificazione : Svizzera che diventa una federazione.

Lezione 10-10-16

Conclusione lezione del 7-10 : principio di nazionalità cambia nell'800, nel senso che nella prima

parte del secolo c'era un'apertura per la fratellanza dei popoli europei, si vuole arrivare ad una

sorta di sistemo europeo degli Stati di carattere confederale, all'interno del quale gli Stati

dovrebbero mantenere la loro sovranità ma si ricononosce che c'è un'unità di carattere culturale

che caratterizza l'Europa, e che quindi, a partire dagli Stati nazionali, sarà possibile creare uno

mondo di pace in Europa, proprio perché gli Stati nazionali avrebbero avuto libertà dall'oppressore

e a quel punto no avrebbero avuto più nessun motivo per fare la guerra agli altri . Questa è una

grande illusione che attraversa la prima metà dell'800, verrà presto sconfitta nella seconda metà

del secolo, dove si affermerà un concetto diverso di sovranità più oppressiva, quindi una

concezione esasperata di nazionalismo che condurrà alle due guerre mondiali. Tutti i moderati in

grosso modo hanno in mente, non semplicemente L'Unità d'Italia, ma un'armonia tra gli Stati

europei. Per esempio Antonio Rossini aveva scritto di unire famiglia, nazione e Europa. Quindi

mettere in evidenza l'unitarietà nella diversità, la necessità di mantenere le autonomie di base ,

dalla famiglia in avanti , per arrivare ad un obiettivo che deve essere sovranazionale, deve essere

europeo , criticando l'accentramento dello stato nazionale. Mazzini nel 1831 fonda il suo

movimento che è la Giovine Italia . Questo movimento, però, non è isolato perché anche Mazzini

ha un'idea più ampia di nazionalità, non ha un'idea di fermarsi alla nazione italiana ma ritiene che

la nazione italiana abbia una missione da compiere, che è quella di creare un'armonia europea,

un'unità morale dell'Europa. Voleva unire alla nazionalità italiana anche altri movimenti, che sono

in Polonia, in Slovacchia , in Gran Bretagna. Voleva dividere in qualche modo l'Europa in Stati

nazionali, ma poi unire quest i Stati nazionali in un unico sistema. Non va mai oltre alla teoria

dell'equilibrio europeo,( balance of powers), perché Mazzini, come la maggior parte degli altri

pensatori, riteneva che non fosse possibile raggiungere un'unificazione europea di carattere

confederale, senza mantenere nel contempo la piena sovranità degli Stati, anzi è la piena

sovranità che garantisce la possibilità di fare una politica nazionale indirizzata al l'armonia tra gli

Stati. È comprensibile nell'ottocento , perché, di fronte all'oppressione del potente di turno, l'idea

principale era che dovevano prima di tutto liberarsi dall'oppressore. C'è un processo di liberazione

che presuppone che gli Stati, una volta liberati, diventino sovrani e assoluti , quindi non vengono

limitati nella sovranità dalla presenza di vincoli. Allora lo Stato deve essere forte, la sua sovranità

non può essere limitata, però questo Stato naturalmente (perché non avrà niente da chiedere e il

principio di sovranità sarà affermato, quindi lo Stato coinciderà con la nazione) si sarebbero create

le basi per un processo di unificazione anche europea. Mazzini scrive un saggio nel 1829 che si

intitola una letteratura europea, e qui afferma che è finita la storia delle nazioni e che è iniziata la

storia europea. Quindi la nazione per Mazzini è un mezzo per raggiungere questi fini, perché da

solo l'individuo non c'è la fa, ed è attratto da due soluzioni non praticabili : da un lato l'inerzia, da

solo non c'è la fa ; dall'altro lato il dispotismo, volontà di prevalere sugli altri. Allora la nazione

diventa una sorta di trade Union tra il periodo individualista della storia ,in cui emergono gli egoismi

nazionali, e il periodo organico, in cui emerge la fratellanza dei popoli. La nazione è il mezzo per

raggiungere la fratellanza tra i popoli. La nazione italiana ha un dovere da questo punto di vista,

Mazzini scriverà un altro saggio che si intitola "dei doveri dell'uomo", non parla mai di diritti ma di

doveri, ognuno di noi ha dei doveri nei confronti dell'umanità. Il dovere e la missione della nazione

italiana (lui parla di primato della nazione italiana), quello di unificare dal punto di vista morale

l'Europa.

Diversamente da tutti quelli che sono stati citati (caso unico dell'Ottocento), si pone Carlo

Cattaneo. È l'unico a proporre istituzioni di carattere federalistico. Ha due peculiarità. La prima è

quella della critica alla nazione , allo stato nazionale considerato dispotico e illiberale , perché è

autoritario e accentrato. La critica va verso la Francia, lo stato nazionale per eccellenza (sistema

prefettizio, sistema di leva in massa). Carlo Cattaneo arriva a sostenere che non esiste nessuna

differenza tra monarchia e repubblica, illiberale uno è illiberale l'altro, nel momento in cui lo stato è

accentrato diventa illiberale. Che fare allora per garantire libertà all'interno degli Stati ? Secondo

Cattaneo è necessario avere istituzioni di carattere federale. Cattaneo aveva vissuto gli ultimi anni

della sua vita in Svizzera, quindi ha conosciuto il passaggio della Svizzera dalla confederazione

alla federazione. Si rifà, quindi, al federalismo svizzero e al federalismo americano. Quindi

propugna la creazione di istituzioni federali, come unico mezzo per garantire governo democratico

all'interno di grandi spazi, quindi all'interno di spazi di carattere anche continentale. Se la

democrazia diretta garantisce un governo democratico all'interno della città stato (Atene), se la

democrazia rappresentativa garantisce la democrazia all'interno dello stato, così secondo

Cattaneo il federalismo garantisce l'applicazione della democrazia anche su ampi spazi, attraverso

la divisone di potere tra diversi livelli di governo. Questo obiettivo può essere raggiunto attraverso

una doppia limitazione del potere (il potere non deve mai essere assoluto) . Limitazione del potere

verso l'alto tra gli Stati nazionali che devono limitare la loro sovranità all'interno di un contesto

sovranazionale, per impedire l'insorgere dell'anarchia e quindi delle guerre. Dall'altro lato una

limitazione di potere all'interno degli Stati , attraverso il decentramento e l'autonomia. Solo il

decentramento può garantire grande libertà e varietà che ha sempre caratterizzato la storia

dell'Europa. Scriverà , in uno scritto del 1848, che ci sarà vera pace solo quando ci saranno gli

Stati Uniti d'Europa e scriverà ancora che il federalismo è l'unica teorica della libertà. Di fatto una

volontà di mantenere libertà all'interno degli Stati ma nel contempo garantire anche la pace.

Garibaldi : ha anche lui delle differenziazioni rispetto a un Mazzini. Sicuramente viene influenzato

dalle idee di Mazzini. Porterà avanti queste idee, tanto è vero nel 1834 parteciperà a un moto a

Genova, in seguito al quale verrà condannato a morte e sceglierà di andare in esilio in America

Latina. Grande viaggiatore sulle navi, lui stesso diventa capitano di una nave, ha la possibilità di

conoscere molte persone durante questi viaggi, conosce alcuni collaboratori sensimoniani, quindi

viene in contatto con il pensiero di Saint Simon (colui che insieme nel 1818 ha scritto un opuscolo

intitolato "la riorganizzazione della società europea"). Quindi viene influenzato anche da Saint

Simon, ma anche di Lamennais e da Carlo Cattaneo. Per questo probabilmente possiamo parlare

di una centralizzazione di Garibaldi rispetto a Mazzini. Possiamo parlare di alcune peculiarità. È

stato anche lui un pensatore politico. La sua idea politica è diversa da quella dei rivoluzionari del

periodo. È mazziniano, arriva in America Latina dove fa pubblicare il programma della Giovine

Italia. Considera questo programma applicabile a livello mondiale, universale, è il programma di

liberazione dall'oppressore. Qualsiasi oppressione. Quindi viene chiamato l'eroe dei due mondi.

Eroe che va a difendere non solo la sua patria ma qualsiasi patria ideale che sia oppressa e quindi

a si fa portatore di idee cosmopolitiche e universali. Lo vediamo combattere in America Latina

contro la dittatura di Rosas in Argentina con un gruppo di volontari italiani. Lo vediamo combattere

anche nel 1870 a favore della Francia attaccata dalla Prussia. Nel 1859 Garibaldi scrive a un

amico inglese a cui propone la creazione di una confederazione europea composta da Inghilterra,

Italia, Germania, Francia, Spagna e Portogallo . Nel 1860 scrive un memorandum alle potenze di

Europa, che viene inviata a tutti i grandi capi di Stato (come Napoleone III). In questo documento ci

sono chiarissime influenze di Carlo Cattaneo, proprio perché anche lui in un suo scritto aveva

sollevato questi temi. Scrive che non era normale che la Francia , per garantire libertà e sicurezza ,

doveva tenere in 600000 soldati in armi, e che le altre potenze facciano altrettanto, con un

immenso spreco di risorse e limitazione della libertà. Dice che per avere sicurezza, bisogna

superare la molteplicità di stati divisi e passare a formare un solo Stato. Allora l'Europa

diventerebbe la sovrana del mondo, e invece di destinare la maggior parte dei bilanci alla guerra,

si dovrebbero orientare le risorse allo sviluppo e all'educazione dei popoli. Agli Stati sarebbero

necessarie milizie nazionali per reprimere i disordini e che lottino contro chi volesse infrangere il

patto europeo. Condizione di tutto ciò l'emancipazione dei serbi in Russia , l'unificazione italiana ,

la crescita di prestigio dell'impero francese che , al pari della Gran Bretagna doveva essere

centrale in Europa. Qui influenza di Saint Simon che metteva al centro dell'azione la Francia.

Successivamente Garibaldi promuove una Lega per gli Stati Uniti d'Europa. Questa lega nel 1867

organizzerà un congresso a Parigi con la collaborazione di Victor Hugo, per la sicurezza e la

libertà dei popoli , durante il quale venne chiesta la creazione di un congresso permanente tra i

popoli, che avrebbe creato l'unità è avrebbe dovuto mantenere nel contempo la pace. Quindi

preservare la pace attraverso l'arbitrato internazionale . Parliamo di un congresso neanche

europeo ma internazionale. È come se venisse prefigurata la società delle nazioni, per prevenire le

guerre tra gli Stati. Quindi l'idea mazziniana che i popoli degli Stati dovevano essere come fratelli,

non teneva, gli scontri si vedevano. Garibaldi terrà fede alla sua idea europea, mentre Mazzini di

meno.

I fatti del '48 trovato una base nell'elezione di Pio IX, un papà riformatore che riesce a vincere

contro il cardinale Lambruschini, papa conservatore. Quindi si creano delle aspettative a cui il papa

risponde creando una guardia civica, creando una consulta di laici, inserimento di laici all'interno

del consiglio dei ministri. Sono riforme ipche infiammano i rivoluzionari di tutta Italia che a loro volta

chiedono riforme all'interno dei loro Stati nazionali. Erano riforme minime perché portano lo stato

dello chiesa a un livello che non raggiungeva neanche quello degli Stati più avanzati dell'epoca.

Nel '47 Pio IX concede libertà di stampa, e qui le cose cominciano a cambiare. Questo significa

creazione dei primi giornali, creazione di partiti politici. A loro volta anche altri governanti italiani

dovranno concedere libertà di stampa e di associazione, in particolare Federico II di Borbone,

Carlo Alberto, Gran ducato di Toscana. Ma tutto questo è considerato insufficiente, il popolo

chiedeva di più. C'erano state carestie, cattivo raccolto delle patate, è un momento rivoluzionario.

Ovviamente gli Stati non sono pronti a concedere ulteriori riforme. Proprio perché il periodo era

infuocato, l'Austria fa occupare per 6 mesi Ferrara dove poteva tenere guarnigioni e questo crea

ulteriore malumore all'interno della popolazione, soprattutto all'interno dello stato pontificio, finché

all'inizio del '48 le insurrezioni a Palermo aprono il grande periodo rivoluzionario, che verrà

consolidato dalla rivoluzione in Francia. Federico II chiede l'aiuto austriaco , ma viene impedito

l'arrivo delle truppe austriache perché il papà non consente il passaggio delle truppe austriache.

Quindi Federico II non può più fare nulla ed è costretto a concedere la costituzione ( quello che

chiedevano i patrioti). La stessa cosa verrà fatta tra il febbraio e marzo del 1848 da Carlo Alberto,

dal Gran Duca di Toscana e anche da Pio IX. Nel frattempo in marzo, inizia l'insurrezione

all'interno dell'impero asburgico e a questo punto anche il Lombardo Veneto può sollevarsi. 17

marzo liberazione di Daniele Manin e Nicola Tommaseo a Venezia , i veneti proclamano la

Repubblica di Venezia . Il 18 marzo inizio delle 5 giornate di Milano con la richiesta da parte degli

insorti (hanno paura che il processo sfugga loro di mano se diventa troppo rivoluzionario e hanno

paura di perdere ) di intervento di Carlo Alberto, perché era visto come l'unico governante

interessato all'annessione della Lombardia (interessato comunque a lottare contro l'Austria) . Il

Piemonte era uno stato conservatore , quindi i liberali chiedono aiuto a Carlo Alberto che è un

conservatore. Carlo Alberto decide di intervenire (prima guerra d'indipendenza) per due motivi

: l'ambizione dinastica, era da tempo che voleva conquistare la Lombardia e questo è il momento

opportuno. In Austria era scoppiata l'insurrezione quindi dal punto di vistA militare era il momento

opportuno. Dall'altro lato Carlo Alberto ha paura del processo rivoluzionario al suo interno , perché

ha dovuto concedere la Costituzione ma non vuole andare troppo oltre, quindi la guerra serve

anche per tenere a bada i rivoluzionari all'interno del regno di Sardegna. Ci sono due campagne

militari concluse con due grandi sconfitte da parte del regno di Sardegna, anche se ci sono prima

delle grandi vittorie. La prima sconfitta è a Custoza della campagna del'48, la seconda a Verona

nella campagna del '49. Ci sono state vittorie precedenti a Peschiera, a Strengo, Vicenza. Le

polemiche sono notevoli sull'andamento della guerra. Sul l'atteggiamento dei piemontesi. Carlo

Alberto e i suoi generali si muovono lentamente verso est, mentre l'Austria in difficoltà si ritira

velocemente , permettono la ritirata di Radezky entro la fortezza del quadrilatero . A questo punto

l'Austria si rafforza ed è in grado di contrattaccare . Nello stesso tempo le polemiche sono dovute

al fatto che Carlo Laberto chiede i plebisciti e l'annessione della popolazione cosiddetta liberata. Al

primo slancio unitario che aveva visto la collaborazione di Carlo Alberto, Federico II di Borbone,

gran duca di Toscana, Pio IX, segue invece l'abbandono della coalizione da parte di Pio IX perché

sostiene di non poter combattere contro uno stato cattolico come l'Austria, quindi ritira le sue

truppe. Questo è l'episodio che fa decadere il neoguelfismo che non ha più una prospettiva, segue

invece la prospettiva del regno di Sardegna come guida della confederazione. Successivamente

anche il Gran duca di Toscana e il regno delle due Sicilie ritirano le loro truppe. La coalizione si

disperde. Il primo segnale è stato il fallimento della lega doganale tra questi Stati, perché Carlo

Alberto non voleva andare avanti. La successiva campagna del marzo '49 è una campagna che

avviene in contesto completamente mutato , dove non c'è più questa debolezza dell'Austria e

quindi sostanzialmente la campagna viene destinata al fallimento. Qui si chiude la prima guerra

d'indipendenza.

Tra il 50 e il 70 l'Europa conosce un periodo di grande sviluppo nel campo della produzione, della

comunicazione, delle ferrovie in tutta Europa, sviluppo del capitale finanziario, aumento dei prezzi

collegato allo scrutamento di nuovi giacimenti (in particolare California e Australia). A partire dagli

anni 60 c'è la realizzazione del libero scambio , quindi delle idee di Richard Cobden, a partire

dall'accordo tra Inghilterra e Francia. Il libero scambio si diffonde in tutta Europa. Ci sono ragioni

anche politiche per applicare il libero scambio, in particolar modo francesi. I francesi hanno un

obiettivo fondamentale, che è quello di mantenere l'alleanza con la Gran Bretagna. Per mantenerla

uno dei mezzi era approvare il libero scambio propugnato dai britannici in quel momento. Questo

servirà anche per impedire all'Austria di entrare nello Zollverin. Quindi periodo di grande sviluppo,

soprattutto agricolo, perché vengono scoperti concimi nuovi, c'è uno sviluppo dell'industria chimica,

che permette un aumento della produzione per ettaro all'interno del territorio europeo. C'è

l'invenzione delle prime macchine agricole, a partire dagli USA. Quindi c'è un aumento della

produzione sia agricola sia industriale, con nuovi scenari industriali, cioè la chimica e la

meccanica. È un momento di grande fervore e grande ottimismo. Pensavano che questo

progresso non si fosse fermato e che avrebbe contagiato anche le relazioni internazionali anche se

in realtà così non è stato.

Guerra di Crimea: dal 53 al 56, ma partiamo dal 52. La centralità è quella di Nicola I di Russia.

Nicola I esce dall'ondata rivoluzionaria del '48 rafforzato, perché la Russia è stato l'unico stato

che , insieme alla Gran Bretagna , non ha conosciuto nessuna insurrezione. La Russia ha aiutato

la repressione delle insurrezioni in Austria e quindi di fatto ha salvato l'impero asburgico. Ha

bloccato nel '49 il tentativo prussiano di allargamento agli Stati della confederazione germanica, gli

Stati medi, perché la Russia ha paura di un rafforzamento della Prussia. C'è un intervento russo

anche all'interno dell'impero ottomano a sedare dei moti scoppiati nella zona della Romania da

parte di rumeni che chiedevano l'indipendenza. Questo fa favorevole non solo per l'impero

ottomano ma anche alla Russia, perché aveva da tempo un influenza predominante in Moldavia e

Valacchia che non voleva perdere. La Russia ha anche il diritto di difendere le popolazioni

ortodosse all'interno dell'impero ottomano, quindi ah una certa influenza sull'impero. Nel 1852

Nicola I comincia a pensare che sia giunto al momento di scardinare l'impero ottomano, debole e

attaccato da più parti, perché ritiene che la Russia sia centrale all'interno dell'Europa , quindi sia lo

stato più forte all'interno del continente. Secondo motivo ritiene anche che in questo momento non

ci sia possibilità di Coalizione tra Francia e Gran Bretagna perché in Francia, nel dicembre del '51

c'era stato il colpo di stato . Quindi Nicola I pensa che nessuno lo potesse ostacolare nella sua

volontà di occupare l'impero ottomano. Cosicché nel '52 comincia a meditare, l'idea principale era

quella di imporre all'impero ottomano una sorta di protezione religiosa di carattere ortodossa , che

sarebbe potuta sbocciare in un protettorato di carattere politico. Questo poteva essere realizzato

con un'alleanza con l'impero ottomano che doveva accettare questa imposizione. Se non avesse

accettato allora l'impero russo avrebbe fatto guerra all'impero ottomano, con ovvia prospettiva di

successo. Esiste un contesto all'interno del quale c'è un'occasione storica. In questo caso

l'occasione storica è quella del febbraio del '52 , in cui ci sono degli scontri nei luoghi santi , tra

monaci ortodossi e monaci latini, per la gestione e difesa di Gerusalemme e Betlemme. In quel

momento l'ambasciatore russo dell'impero ottomano a Costantinopoli è Miscicov , il quale impone

la risoluzione dei problemi dei luoghi santi e chiede un protettorato religioso della Russia su tutto

l'Impero ottomano. L'impero ottomano in quel momento cede, la questione dei luoghi santi viene

risolta velocemente. Non era il problema principale. Quindi si arriva alla stipulazione di un trattato

tra impero ottomano e Russia, ma contrariamente, a quanto Nicola I aveva pensato, c' è una

reazione internazionale che viene prima di tutto dalla Gran Bretagna, che non vuole assolutamente

che si instauri un protettorato russo su questa zona. Vuole mantenere il parlamento dell'impero

ottomano soprattutto da un punto di vista strategico, perché il problema è sempre lo stesso, cioè

gli stretti, non vuole che la Russia ne entri in possesso. C'è un problema geo strategico. Nicola I

aveva le idee confuse perché, nel momento in cui ha cominciato a pensare alla distruzione

dell'impero ottomano, Pensava alla creazione di diversi Stati all'interno dell'impero ottomano,

oppure la ripristina dell'impero bizantino . Poi si mette in contatto con l'Austria, proponendogli una

sorta di spartizione dell'impero ottomano, dandogli i Dardanelli e tenendosi il Bosforo. Vorrebbe

concedere alla Gran Bretagna l'Egitto e l'isola di Creta. La Gran Bretagna trova in quel momento

l'alleanza con la Francia , contrariamente a quanto pensato da Nicola I, perché anche la Francia è

interessata in parte all'apertura dei commerci e alla questione geopolitica strategica. La Francia

era interessata al mediterraneo ,quindi i Dardanelli sono importanti. Ma l'obiettivo della Francia, è

quello di modificare i trattati della conferenza di Vienna . Significa, sostanzialmente, che ha

bisogno dell'alleanza britannica. Quindi la Francia sostiene, anche militarmente , la Gran Bretagna,

in un settore che alla Francia non interessava più di tanto. Allora Nicola I decide di occupare

Moldavia e Valacchia. C'è un tentativo di mediazione da parte dell'Austria tra impero ottomano e

Russia, ma in questo caso l'importanza degli uomini, l'ambasciatore britannico a Costantinopoli fa

in modo di irrigidire la posizione dell'impero ottomano e far si che l'impero ottomano chieda

fermamente alla Russia di abbandonare i principati danubiani. Questo ad ottobre diventa la base

della successiva guerra. Quindi Costantinopoli dice alla Russia di abbandonare e , nel contempo,

chiede aiuto alla Gran Bretagna e alla Francia che mandano una flotta (la Gran Bretagna manda

anche un esercito) che apre i due stretti ed entra nel Mar Nero dando inizio alla guerra di Crimea.

Non era scontato che la guerra avvenisse nel mar nero con l'assedio di Sebastopoli, perché la

Russia era un grande paese ed era difficile muovere guerra contro essa. Che fare ? Qualcuno

pensa ad attaccare i principati danubiani, ma per farlo occorreva un forte esercito e l'unico ad

averlo era la Francia, quindi sostanzialmente la Francia avrebbe dovuto affidare alla Gran

Bretagna l'operazione. Questa ipotesi venne scartata. Un'altra ipotesi fu quella di attaccare le Isole

Aland a nord , che proteggevano San Pietroburgo (la capitale). Anche questa ipotesi viene scartata

e alla fine si decide di attaccare Sebastopoli per togliere capacità di azione alla Russia nel mar

Nero. Inizia la guerra , lunga, penosa è molto lenta, perché il problema è che anche prendendo

Sebastopoli non era detto che la Russia avrebbe ceduto, perché alla fine avrebbe perso un porto.

La questione principale è quella diplomatica , ovvero cercare di allargare l'alleanza verso l'Austria

d la Prussia. Questo perché l'Austria voleva un'espansione nei Balcani, pensava alla questione

d'Oriente. Certamente l'Austria non ha assolutamente piacere che la Russia si stia stabilita in

Moldavia e Valacchia , l'Austria vuole la libera circolazione sul Danubio, non ha neanche piacere

che la Russia abbia un protettorato su tutto l'impero ottomano. Il problema era che l'Austria, nel

'49-'49 , era stata salvata dalla Russia, quindi aveva un debito di riconoscenza, la Russia è sempre

stato un baluardo per l'Austria. Non è un caso che l'imperatore Francesco Giuseppe sia

assolutamente contrario alla guerra, così come tanti militari . Il ministro degli Esteri cerca di fare

una politica compromissoria, cerca di sfruttare la guerra di Crimea per riuscire ad ottenere dei

vantaggi nei Balcani . Quindi magari arrivare a minacciare la guerra per avere un corrispettivo .

Dall'altro lato la Prussia, anch'essa ha qualche motivo per entrare in guerra. In questo caso la

Russia aveva bloccato il suo tentativo di espansione agli Stati della confederazione germanica .

C'è un motivo di risentimento nei confronti della Russia, quindi vorrebbe diminuire la sua forza. Ma

nello stesso tempo vorrebbe fare una politica diversa da quella dell'Austria, che le permetta di

dimostrare agli Stati della confederazione germanica di non essere soltanto una grande potenza

economica , ma anche una grande potenza politica e di fare una politica estera diversa da quella

della Germania . La Russia cerca di scongiurare l'entrata in guerra di Austria e Prussia. all'inizio

del '54 l'Austria viene convinta a firmare i quattro punti di Vienna , i punti fondamentali che

sarebbero stati alla base della futura pace tra Austria e Russia. Viene convinta a partecipare a una

riunione tra le grandi potenze, durante la quale si stabiliscono questi punti fondamentali che poi

saranno i punti fondamentali della pace successiva alla guerra di Crimea, la pace di Parigi. I punti

sono :

1. Abbandono da parte della Russia di Moldavia e Valacchia e di qualsiasi idea di protettorato

religioso sulle popolazioni ortodosse dell'impero ottomano;

2. La sostituzione della presenza russa con una garanzia internazionale;

3. Libertà di navigazione sul Danubio, anche questo garantito a livello internazionale;

4. Revisione della Convenzione (degli stretti) di Londra del 1841, che limitasse le prerogative della

Russia.

L'Austria non voleva ancora la guerra. Viene convinta progressivamente ad entrare, ma dichiarerà

di farlo meglio, alla verifica di due condizioni :

1. La confederazione germanica accettasse la guerra è che partecipasse essa stessa alla guerra;

2. La Francia e Gran Bretagna garantissero che , sia nei territori della confederazione germanica e

sia sul territorio italiano, durante un eventuale guerra dell'Austria contro la Russia, non

avvenissero delle sollevazioni popolari, chiedono una garanzia della Gran Bretagna e della

Francia.

Immediatamente dopo una di queste condizioni salta, perché la confederazione germanica guidata

dal delegato prussiano Bismarck , dice che non voleva entrare in guerra e quindi abbandona

l'Austria. L'altra condizione non era facile che si realizzasse.

Allora si chiede al regno in Sardegna di entrare nella guerra con un contingente militare ,

promettendo a Cavour di guardare con benevolenza alla questione italiana. L'occasione viene

colta da Cavour . Questo è lo scambio. Nel gennaio '55 viene firmato l'accordo che farà entrare il

Piemonte nella guerra di Crimea, con un contingente importante per l'andamento della guerra. La

svolta fondamentale della guerra si avrà dopo la presa di Sebastopoli, quando ancora la guerra

non era finita, per convincere l'Austria ad attaccare. Per convincere l'Austria , l'ultimo atto

diplomatico utilizzato da Napoleone III, invita Vittorio Emanuele e la figlia a Parigi, prospettando

l'alleanza tra Francia e Regno di Sardegna, quindi a questo punto l'Austria si sente isolata e viene

spinta ad attaccare la Russia. Ci sarà quindi un ultimatum mandato dall'Austria nel dicembre del

1855 alla Russia. Nel frattempo cambia lo zar, che sarà Alessandro II che decide di accettare i 4

punti. Con il quarto punto si impone la neutralizzazione del mar Nero, il che significa non solo che

non si potevano avere navi da guerra ma neanche gli arsenali sulle coste. Forte limitazione per la

Russia. Per questo motivo la Russia continuò con la guerra negli ultimi mesi ma anche per volontà

di Palmerston, che voleva imporre questa neutralizzazione.

Conclusione: pace di Parigi nel marzo 1856 con questi punti fondamentali. La pace di Parigi

contiene altre cose, come impedire la fortificazione delle Isole Aland, accettare la creazione di

un'autonomia per l'indipendenza all'interno della Romania (facente parte dell'impero Ottomano) .

Le conseguenze sono : isolamento dell'Austria che a questo punto non ha alleati; dall'altro

limitazione dell'influenza russa sul continente europeo che durerà qualche decennio e sfocerà

nella politica riformistica di Alessandro II con l'abolizione della servitù della gleba. Rafforzamento

politica Napoleone III che attuerà una politica riformistica . Rafforzamento del regno di Sardegna

anche agli occhi dei patrioti dei vari Stati italiani.

Lezione 11-10-16

delle Fine Processo di unificazione tedesca : si compie in maniera decisa con un'unificazione di

carattere doganale, che dà luogo ad un'unificazione più economico e commerciale , è un'abitudine

dei tedeschi a collaborare tra di loro. Nel 1834 Zollverin. Negli anni successivi si completa e

raggiunge il suo completamento agli inizi degli anni '50. Nel '54 lo Zollverin ha raggiunto quasi tutti

gli Stati della Germania , sostanzialmente l'unità commerciale è completa negli anni 50. Subito

dopo la creazione dello Zollverin, si sente la necessità, per avere un'unione doganale, un'unità

della moneta. Dopo 3 anni si ha una sorta di moneta comune, perché gli Stati del nord adottano

tutti una moneta che si chiama tallero , che va ad affiancarsi alla moneta dei singoli stati. Gli Stati

recepiscono e accettano due monete : quella dei singoli Stati e quella dello Zollverin del nord, il

tallero. Nella parte a Sud c'era a sua volta un'unificazione, la moneta si chiama fiorino, quindi

anche in questo caso c'erano due monete , quella degli Stati e quella dello Zollverin del sud. Tra le

due monete, tallero e fiorino, viene poi stabilito ,subito dopo, un tasso di cambio fisso, quindi ormai

si è arrivati alla moneta unica. Nel '57 l'Austria chiede di entrare a far parte di questo spazio

monetario, viene fatto un'accordo tra lo Zollverin e l'Austria, che porterà anche in questo caso un

asso di cambio fisso. L'Austria poi denuncerà questo accordo dopo la guerra austro prussiana del

'66. È interessante come nel centro dell'Europa si vada a costituire un'unità monetaria. Il sistema,

nel Gran tempo fa riferimento all'argento, ma a partire dall'unificazione della Germania, quindi nel

1871, in virtù del fatto che il risarcimento e le riparazioni dovute da Francia a Germania sono in oro

, la consistenza riserve in oro tedesca aumenta, quindi dal '71 la Germania decide di passare alla

moneta aurea . Da questo momento in avanti quasi tutti gli Stati d'Europa adotteranno una moneta

che faccia riferimento all'oro.

Nel 1865 si viene a stabilire una seconda unità monetaria, che è l'unnità monetaria Latina che si

stabilisce attorno alla Francia. Qui partiamo da Napoleone, che ai tempi aveva applicato all'impero

pesi e misure uguali e una stessa moneta che era il franco. In questo caso bimetallica, di oro e

argento. Dopo la caduta di Napoleone il franco viene mantenuta come moneta da parecchi paesi

europei, quelli latini intorno alla Francia in particolare modo. Nel 1865 si arriva a una vera

unificazione monetaria che, oltre la Francia comprende l'Italia , il Belgio, la Svizzera e, a partire dal

'68 anche la Grecia. Questa unione monetaria rimane fino all'inizio della prima guerra mondiale ,

verrà chiusa nel 1925. Dura nel tempo e viene portata avanti in contrapposizione allo strapotere

della sterlina . È chiaro che se c'è un forte potere economico britannico, questo si base su un forte

potere monetario. Quindi Napoleone III per contrastare la forza della sterlina, crea una moneta

Latina , basandosi sull'esempio di Napoleone. Nel 1867, durante l'esposizione universale di Parigi,

Napoleone III arriva a organizzare una riunione a Parigi a cui parteciperanno i rappresentanti di 22

paesi per creare un'unica moneta a livello europeo. Partecipano i paesi del nord e partecipa anche

la Gran Bretagna, ma non si riesce, il tentativo fallisce, perché da un lato la Francia vuole rimanere

ancorata al sistema decimale, mentre la Gran Bretagna contesta il sistema decimale. Ci sono dei

problemi tecnici che nascondono problemi politici.

La terza unificazione monetaria riguarda, nel 1873 , i paesi scandinavi (Svezia, Danimarca e

Norvegia) anche in questo caso adottano una moneta che si chiama tallero. Ha un particolarità ,

l'unificazione non è solo di moneta ma anche di divise, quindi si poteva stampare carta moneta, a

patto che i paesi che stampino carta moneta siano disposti in qualsiasi momento a scambiarla in

oro. Quindi a restituire sostanzialmente in oro la carta moneta emessa. Anche questo tentativo si

blocca alla prima guerra mondiale. Nel 1871, quando la Germania passa all'oro viene creato il

marco. Tutto questo nel suo insieme rappresenta un'unità monetaria a livello europeo, basata su

un comune riconoscimento dell'oro come riferimento. Per sapere il valore reale della moneta basta

pesarla . Quindi il peso della moneta rappresenta il suo valore reale e da qui viene calcolato il

tasso di cambio fra le varie monete. Tutto questo, di fatto, non è sufficiente per arrivare ad una

vera unificazione, per arrivarci sarà necessaria l'azione di uno stato che sarà egemone, la

Prussia , e un cancelliere che porterà avanti una politica prussiana molto forte, Bismarck.

L'unificazione tedesca si baserà sicuramente su un'unità di lingua, commerciale, economica, delle

comunicazioni e della cultura, però di fatto, verrà realizzata attraverso campagne militari . Sarà

provocata da guerre portare avanti da Bismarck. Meno forte sarà la presenza di Guglielmo I che

diventerà imperatore di Prussia nel 1861, mentre Bismarck verrà chiamato, al cancellierato , nel

1862. Guglielmo I chiama Bismarck perché fedele alla corona prussiana e perché è anche un

grande conservatore . Quindi Guglielmo I vorrà fare una politica di potenza, vuole avere un ruolo

nelle relazioni internazionali, vuole risolvere il problema della confederazione germanica a

vantaggio della Prussia , vuole fare tutto questo salendo di non avere il consenso dei liberali in

parlamento. Quindi cerca Bismarck perché sa che può portare avanti una politica forte anche

avendo contro il parlamento. Come ? Partiamo dal 1862, anno in cui l'Austria chiede di far parte

dello Zollverin, dopo l'unificazione monetaria, contro gli industriali austriaci cade hanno paura di

un'unificazione con lo Zollverin, perché sanno di non essere competitivi. L'Austria va avanti ma

Bismarck non è d'accordo, quindi trova un modo per evitare che l'Austria andasse avanti con

questa sua richiesta , è l'accordo commerciale fatto con la Francia di libero scambio. Quindi libero

scambio tra Francia e Zollverin. Negli anni successivi il libero scambio si diffonde in tutta Europa ,

attraverso una serie d'accordi. La Francia farà l'accordo con lo Zollverin , per la Prussia significa

sostanzialmente impedire all'Austria di entrare a far parte dello Zollverin, perché abbassare

ulteriormente le barriere doganali è impossibile per l'Austria, già era difficile entrare in una lega ,

impossibile era entrare in in accordo di libero scambio con la Francia. Quindi l'Austria è costretta a

cedere, che comunque cerca di ostacolare. Come ? Usare la clausola del diritto di veto a qualsiasi

riforma di contratti commerciali con la Prussia , spinge gli Stati tedeschi legati all'Austria (gli Stati

del sud) a opporsi al progetto di trattato con la Francia, ritenendo che questo progetto con la

Francia fosse una riforma del trattato precedentemente stipulato. A questo punto gli Stati si

oppongono, Bismarck denuncia e fa una prova di forza. Quindi è tutto falso ciò che c'era nei

trattati, che gli Stati erano tutti eguali, la Prussia si metteva sullo stesso piano degli altri, di quelli

più povero. Nel momento in cui gli Stati si oppongono col diritto di veto, Bismarck denuncia i

trattati. Scioglie i trattati dello Zollverein e dice di ristabilirli soltanto con quegli Stati che

accetteranno di stipulare un trattato con la Francia per il libero commercio, che abbassi le barriere

doganali. Tutti gli Stati della Germania accettano, perché nessuno di questi può permettersi di


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze internazionali e diplomatiche
SSD:
Università: Genova - Unige
A.A.: 2018-2019

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher simonetotti96 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia contemporanea e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Genova - Unige o del prof Preda Daniela.

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