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Storia contemporanea

Lezione 19-9-2016

Periodo che va dal 1815 a oggi. L’avvenimento principale è il congresso di Vienna. Il contesto del periodo è caratterizzato da 3 rivoluzioni fondamentali:

  • Rivoluzione francese
  • Rivoluzione industriale
  • Rivoluzione americana

Rivoluzione francese

Si basa sui tre principi fondamentali di libertà, uguaglianza e fraternità; abolisce le barriere tra ceti, tutti sono uguali davanti alla legge e tutti hanno gli stessi diritti. Si abbattono le barriere verticali tra gli uomini, si afferma l’idea di nazione e di stato nazionale.

Mario Bettini ha scritto che con la rivoluzione francese si afferma una contrapposizione: “si verifica un’affermazione della democrazia nel campo nazionale e una negazione della democrazia in campo internazionale”. Con questo vuol dire che in Francia si affermano i diritti interni, però i cittadini francesi hanno più diritti degli abitanti delle colonie.

Rivoluzione americana

1776: indipendenza delle 13 colonie inglesi. Ogni colonia aveva un rapporto privilegiato con la madrepatria. Nel 1787: convenzione di Philadelphia, riunione dei rappresentanti delle colonie nella quale si decide che questi stati avrebbero agito come una confederazione cioè avrebbero mantenuto la propria sovranità. Si rendono conto che questo non avrebbe funzionato.

Facevano fatica a pagare l’esercito in quanto non tutti gli stati mandavano i soldi. Durante le guerre gli stati più vicini ai luoghi di scontri mandavano soldati, gli altri no, manca la solidarietà. Vengono innalzate le dogane, che in alcuni casi tagliavano i fiumi in più parti. Si arriva al 1786 anno in cui viene convocata la convenzione di Annapolis che fallisce perché si presentano i rappresentanti di soli 5 stati. Il rappresentante di New York, Hamilton, convoca una nuova convenzione per decidere le sorti della confederazione.

Nella convenzione di Philadelphia si ha lo scontro tra due mentalità con basi solide:

  • Jefferson: ritiene che la democrazia si possa applicare solo nei piccoli stati. Concezione simile a quella di Aristotele. Quindi voleva mantenere le 13 colonie divise.
  • Hamilton: ritiene che la democrazia non possa vivere nella piccola dimensione perché gli stati sono portati a ottenere un’egemonia sugli altri e a fare guerra. Nel piccolo spazio, quando gli stati sono uniti da un punto di vista geopolitico, non è possibile avere una democrazia. Hamilton chiedeva un unico stato.

Durante i lavori della convenzione si collabora con il presidente Benjamin Franklin e si arriva alla costituzione e alla seguente divisione dei poteri all’interno dello stato. Bisogna fare una distinzione tra lo stato federale che ha potere in politica estera, di difesa, economico e gli Stati federati che mantengono i loro poteri (anche la pena di morte).

Il compromesso più importante si ha sul legislativo affidato al Parlamento con due camere:

  • Senato: formato da due senatori per stato. È il simbolo della rappresentanza paritetica in quanto rappresenta tutti gli stati.
  • Congresso: viene eletto dai cittadini ed è simbolo della rappresentanza proporzionale in quanto rappresenta il popolo.

In tale modo l’idea di popolo unitario di Hamilton e quella del senato di Jefferson hanno trovato un compromesso.

Rivoluzione industriale

Nel 1700 si ha il culmine della rivoluzione industriale. Si hanno innovazioni nel settore industriale, tessile, siderurgico... È l’elemento di passaggio tra storia moderna e storia contemporanea. Inizia nel 1500 in Inghilterra con il fenomeno delle enclosures. La nobiltà terriera rivendica i territori per l’allevamento di pecore utili per l'industria laniera e toglie le terre ai contadini che si spostano nelle città e iniziano a lavorare ed essere sfruttati nelle industrie.

I panni di lana britannici sostituiscono quelli italiani e i nobili prendono possesso delle loro terre. Cambia lo stile di vita delle persone. In una comune prenapoleonica c’erano i capifamiglia che gestivano il villaggio e le varie famiglie gestivano un settore specifico (pascolo, possibilità di fare la legna, seminare i campi comuni), non c’era una mentalità rivoluzionaria, si tramandavano i mestieri da padre in figlio.

Con le recinzioni i contadini credevano di possedere la terra, ma dovevano pagare un affitto e c’erano le corvée. Si crea una massa di sfruttati. I proprietari terrieri accumulano capitali che vengono usati per l’avvio della prima rivoluzione.

I tre settori più interessati dalla rivoluzione furono:

  • Settore tessile: si parte dalla lana e si passa al cotone. I tre momenti della lavorazione erano la cardatura, la filatura e la tessitura. Nel 1733 viene inventata la spoletta volante di John Key. Nel 1765, prima macchina per filare: spinning Jenny. Nel 1768: water frame. Nel 1778/9: mule Jenny. Nel 1784 viene inventato il telaio e nel 1805 la prima macchina per fare i ramage. Innovazioni legate all’uso del vapore: 1782, pompa a vapore di James Watt, applicata a vari settori.
  • Settore siderurgico: uso del carbone di legna. Il ferro doveva essere trasformato e per farlo si trasformava in carbone di legna con un procedimento molto lungo. La famiglia Darby è nota per la scoperta del coke che permetteva di produrre il ferro e i suoi derivati in maniera industriale e quindi velocemente.

Tutte queste invenzioni arrivano da tecnici che lavorano e non vengono studiate a tavolino. All’interno della rivoluzione industriale troviamo la rivoluzione delle comunicazioni e dei trasporti. Alla fine del 1700 il trasporto avveniva via acqua soprattutto nel nord Europa. Le strade erano sterrate, i giovani studiavano sui testi di Vitruvio perché il modello di strada era ancora quello romano. Poi nel medioevo si è passati alle strade sterrate. All’inizio venivano spostati beni leggeri come sale o spezie. Ancora nell’800 è stato studiato il prezzo del grano, ad esempio ad Alessandria il prezzo del grano era superiore a quello di Asti però non andavano a comprarlo perché il costo del trasporto era molto alto. La trazione era sempre animale. I ponti non erano in muratura.

Nel 1700 inizia ad affermarsi il servizio postale. La prima rivoluzione si ha tra il 1790 e il 1800 ed è la rivoluzione dei canali artificiali per permettere il trasporto di merci su navi soprattutto nel nord Europa, ma inizia anche in Italia (Canale Cavour). Innovazioni anche nella navigazione a vela per velocizzare i trasporti. 1819, prima barca che utilizza il vapore ma solo per poche ore durante la navigazione, per la barca che usa solo vapore dovranno passare 20 anni. A metà dell’800 si usano le prime barche che hanno lo scafo di ferro, poi sostituite da quelle con lo scafo in acciaio. Altra novità sono le navi frigorifero.

L’innovazione che unisce tutte le altre è la ferrovia. L’idea deriva dalle miniere, strade con rotaie che subito erano in legno sostituite poi dal ferro. Prima passavano diligenze, a cui poi vengono applicate motrici a vapore. L’invenzione della ferrovia risale al 1815 ed è attribuita a Stevenson, il primo tratto sperimentale è del 1825 in Inghilterra. Il primo tratto effettivo è la Manchester-Liverpool del 1830. Dal 1840 si diffonde in Europa e il primo tratto italiano è del 1839 Napoli-Portici.

Quindi si può dire che, se la rivoluzione francese spezza le barriere verticali tra i ceti, quella industriale spezza le barriere orizzontali tra Stati. Questo fa sì che venga meno l’isolamento e che ci siano cambiamenti sociali a seguito della circolazione delle idee.

Lezione 20-9-2016

La storia contemporanea ha nuove fonti e documenti rispetto alla storia medievale che usava, per esempio, le foto aeree dei campi. Non sempre avere tanti documenti è un aspetto positivo in quanto diventa difficile capire quali siano quelli essenziali. Prima molte informazioni erano scritte, ora si usano strumenti che non lasciano traccia, come il telefono, e quindi non è facile risalire alle fonti.

Il primo limite della storia è la documentazione, il secondo è il punto di vista. La storia è composta dalla scelta dei documenti che viene fatta dagli attori. Gli storici mutano i loro racconti. Si cercava di fare una storia più veritiera possibile (epistemologia nomotetica), in realtà si è trasferito il problema sulla quantità e non sulla qualità. Gli storici hanno comunque effettuato delle scelte. L’attività dello storico consiste nel reperimento di documenti, nella contestualizzazione, nella scelta dei fatti fondamentali e alla fine nella narrazione.

Essere storico contemporaneo è difficile perché manca la conoscenza del risultato finale. Paragone: lo storico contemporaneo è come un uomo che si trova in un bosco e deve indicare la direzione corretta per uscire, vede i particolari ma non l’uscita; invece uno storico che narra fatti non contemporanei è come se vedesse la situazione dall’alto e quindi anche l’uscita.

Il congresso di Vienna

Tale evento dá inizio alla storia contemporanea. Si basa su due principi fondamentali:

  • Restaurazione delle vecchie monarchie presenti prime della rivoluzione francese per garantire un maggior controllo.
  • Equilibrio per stabilire un periodo di pace.

Nell’ 800 ci furono 3 congressi importanti:

  • Vienna (1815)
  • Parigi (1856)
  • Berlino (1878)

Nel 1815 l’Austria ha la leadership sugli altri stati. L’obiettivo del congresso è di creare un assetto territoriale e politico di pace, di limitare la Francia ma non solo. L’equilibrio è un metodo adottato per garantire la pace.

Nell’età moderna si affermano gli stati assoluti (a legibus solutis). Il potere del monarca era simile a quello dell’imperatore, quasi assoluto. Era possibile una conflittualità tra stati. La dottrina dell’equilibrio era stata provata per la prima volta nel 1400 con la pace di Lodi. Gli stati italiani capiscono che la loro conflittualità può creare una debolezza per il territorio e allora è necessario il bilanciamento dei poteri, cioè creare stati con una potenza simile in modo che nessuno potesse prevaricare sull’altro. In Italia tale dottrina fallisce. In età moderna si verificano tentativi egemonici in Spagna con Carlo V e in Francia con Napoleone. Quindi con la dottrina dell’equilibrio si voleva riportare la Francia alla situazione ante-napoleonica. Occorreva rafforzare gli stati intorno alla Francia.

Circa la restaurazione i sovrani precedenti tornarono sui loro troni, anche se non fu una restaurazione totale perché ormai il feudalesimo è finito e restano alcune libertà e i beni confiscati rimangono tali. Inoltre c’è un mantenimento parziale delle innovazioni napoleoniche nel settore amministrativo e prefettizio.

Stati più importanti nel 1815:

  • Gran Bretagna: Giorgio III di Hannover. Da qui è partita la rivoluzione industriale. L’obiettivo è il mantenimento dell’equilibrio all’interno del continente. Se non c’è equilibrio c’è egemonia. L’Inghilterra è lo stato che interviene sempre a guerra iniziata per sedare i conflitti. Ottiene piccoli territori, ma fondamentali per i suoi traffici commerciali e per le rotte. Tra questi:
    • Malta, passaggio verso l’oriente.
    • Protettorato delle isole Ionie, dell’ ex repubblica di Venezia che poi fu eliminata dal congresso insieme a quella di Genova.
    • Isola di Ceylon
    • Territorio del capo
    • Isole di Trinidad e Tobago
  • Impero asburgico: impero multietnico che ingloba nuovi territori, ma perde il Belgio. Acquisisce:
    • La Galizia dalla Polonia
    • Tutti i territori della ex repubblica di Venezia (Jugoslavia: Istria e Dalmazia).
    Ciò che caratterizza l’impero è il fatto di essere multietnico. Prima era visto come un elemento di debolezza e oggi invece può essere visto come un tentativo di convivenza tra le diversità. Si cerca di mantenere la coesione. L’impero d’Austria avrà forte influenza sul territorio tedesco e italiano.
  • Russia: zar Alessandro I, molto colto, abbastanza liberale, politica europea. Stato in espansione verso sud: zona caucasica ma anche Iran e Afghanistan e verso l’Europa. Ottiene la Finlandia e la Bessarabia (oggi divisa tra Moldavia e Ucraina) e parte della Polonia (granducato di Varsavia). La Gran Bretagna teme l’espansionismo russo e quindi l’obiettivo del congresso è il contenimento russo.
  • Francia: ritorno di Luigi XVIII di Borbone. La carta costituzionale è concessa dal sovrano (octroyee). Torna ai territori prenapoleonici. Il congresso non è stato punitivo per la Francia che infatti partecipa. Viene deciso che la Francia avrebbe dovuto tenere le truppe di occupazione sul territorio per 5 anni. Perde parte del Belgio, della Svizzera, del regno di Savoia, ma sono piccole restrizioni di confine.

La restaurazione è vissuta male in Francia dai filonapoleonici e ultra conservatori, la situazione viene mediata dal sovrano con una politica conciliativa. Nel 1816 deve sciogliere la camera che era conservatrice e passa a moderata. In Francia c’è un notevole ministro degli Esteri: Richelieu che riesce a ottenere il ritiro delle truppe di occupazione dopo 3 anni. La Francia tende ad essere anonima, si trova in secondo piano.

  • Confederazione germanica: 38 stati. La nuova carta del congresso di Vienna semplifica il territorio. Questi stati vengono uniti in confederazione (mantengono la sovranità), si riuniscono a Francoforte e a capo c’è l’Austria.
  • Prussia: Federico Guglielmo III di Hohenzollern. Riceve dei territori:
    • Posnania: ceduta dalla Polonia che non esiste più, rimane solo Cracovia.
    • Pomerania svedese
    • Renania (vicino alla Francia), questi territori non hanno soluzione di continuità con la parte orientale della Prussia in quanto c’è il corridoio della confederazione germanica.
    Questa conformazione porterà la Prussia a tentare di unificare i territori.
  • Confederazione svizzera: 22 cantoni. Associazione unitaria che si riunisce a Lucerna.
  • Regno dei Paesi Bassi: Belgio (sottratto all’Austria) + Olanda (sotto Guglielmo I d’Orange Nassau). Unione in funzione di contenimento della Francia.
  • Regno di Svezia: acquisisce la Norvegia sottraendola alla Danimarca, ma ha perso Finlandia e Pomerania.
  • Regno di Danimarca: perde la Norvegia e acquisisce l’Holstein.
  • Spagna e Portogallo: vengono ripristinate le vecchie dinastie: i Borbone in Spagna e la dinastia di Braganza in Portogallo. Il territorio rimane uguale.

Al congresso di Vienna non si parla dell’impero ottomano.

PENISOLA ITALIANA

Territorio italiano diviso in 7 stati:

  • Lombardo Veneto, acquisito dall’impero austriaco, guidato da un viceré.
  • Regno di Sardegna, sottratto all’Austria, regno conservatore dove sono stati restituiti privilegi a nobiltà e clero e sono stati ripristinati i vecchi tribunali. Si contrappone per ragioni dinastiche all’Austria perché vuole espandere il proprio territorio in Lombardia. Acquisisce i territori della Savoia, della ex repubblica di Genova, si trova ad avere al suo interno una zona vivace dal punto di visto della finanza ed economico. A Vienna il regno di Sardegna riesce a ottenere che L’Austria non abbia il passo del Sempione, piccolo successo del regno di Sardegna che riesce a dirottare il passaggio attraverso un’altra strada (Moncenisio).
  • Granducato di Toscana sotto gli Asburgo Lorena, regno liberale, acquisisce piccoli territori dello stato dei presidi.
  • Ducati di Parma e Piacenza che viene tolto ai Borbone e dato a Maria Luisa d’Austria con la clausola che alla sua morte il ducato sarebbe tornato ai Borbone che nel frattempo venivano indennizzati con il ducato di Lucca. Nel momento in cui fossero tornati a Parma, Lucca sarebbe stata acquisita dal Granducato di Toscana.
  • Ducato di Modena e Reggio che é sotto gli Amburgo Este.
  • Massa Carrara sotto Maria Beatrice d’Este Cybo che alla sua morte sarebbe rientrata nel ducato di Modena.
  • Stato pontificio sotto Pio VII. L’impero austriaco ha il diritto di tenere delle guarnigioni a Ferrara e da queste guarnigioni partirà per sedare i moti che ci saranno.
  • Regno delle due Sicilie andava a unire due realtà distinte: il regno di Napoli e il regno di Sicilia poi porterà a tentativi di secessione.

L’equilibrio non é sufficiente, allora vengono create due alleanze che mirano a mettere in evidenza l’esigenza di associazioni.

Santa alleanza

Austria + Russia + Prussia sulla base della carità, della solidarietà, del cristianesimo in realtà non vi è nessun caso di guerra, ma è un accordo tra monarchi che si promettono aiuti nel caso in cui ci fossero stati tentativi insurrezionali. Alcuni hanno detto sia stata una nullità politica perché non c’erano i presupposti nello statuto che definissero il funzionamento dell’alleanza che era dato dalla volontà dei singoli monarchi. Si può dire sia stata un’alleanza conservatrice.

Altra alleanza

Il trattato di garanzia tra Austria, Russia, Prussia e Gran Bretagna. Trattato voluto dalla Gran Bretagna in funzione anti francese, vuole contenere l’espansione francese, ma non accetta di intervenire a difesa del mantenimento territoriale e politico a favore degli stati europei, cioè i principi della Santa alleanza.

Un articolo importante è l’art 6 sulla base del quale sono previste delle conferenze periodiche dei rappresentati di questi stati per affrontare tematiche comuni di politica estera. Per la prima volta ci si trova di fronte alla volontà di prendere decisioni comuni. Questo trattato avrà successo dal 1818 al 1822, poi verrà lasciato cadere dalla nuova politica europea perché la

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-STO/04 Storia contemporanea

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher simonetotti96 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia contemporanea e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi di Genova o del prof Preda Daniela.
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