cultura è la modalità operativa con cui l'uomo nelle varie epoche affronta
l'ambiente, vi lavora per farvi la sua casa, per conquistare un assetto propizio
alla sopravvivenza.
il motore primario della vita culturale sta nella tecnologia: anche le classi
sociali ne sono delle conseguenze dei condizionamenti invariabili. occorre
andare a ridefinire l'assetto delle forze in campo, non trasferirlo
meccanicamente da uno stato tecnologico a un altro, per attualizzare il
marxismo.
Goldmann elaborò la nozione di omologia: constatazione di un'identitÃ
funzionale da stabilirsi tra territori disciplinari che potrebbero essere
distanti tra loro, in apparenza incomunicanti e di ben diversa incidenza, a
volerne valutare la rispettiva importanza. l'omologia è un'identità di
strutture. l'obiettivo goldmanniano era di stabilire la pari dignità tra tutti
i settori d'indagine e di ricerca. la legge dell'osmosi reciproca tra tutti i
vasi e i canali si impone, va verso la reductio ad unum nel nome della più
piena e dinamica interdisciplinarità consistente nella pretesa che un medesimo
liquido irrori per intero il sistema culturale di un'epoca. oggi il primato
dell'elettronica consente di accettare la collaborazione a distanza e si lalarga
il procscenio su cui seguire queste interconnessioni.
l'omologia può verificarsi tra "operatori" separati da una distanza geografica
o disciplinare, non da una distanza temporale poiché la solidarietà omologica
è accettabile se vede gli operatori impegnati tutti qui e ora in un arco
ravvicinato nel tempo, in un a vicinanza tra generazioni.
dove c'è uomo c'è elaborazione culturale.
stile < stilus: dal gesto della scrittura, dai diversi modi di compierlo, dalle
differenze individuali e collettive tra scriptori, emersero delle costanti.
dallo stile nello scrivere in accezione grafica si passa al più ampio ricorso
allo strumento verbale; da quello verbale ad altri perché sia possibile
esercitarli rispettando qualche istituzione sociale prefissata e compiendo delle
scelte, indididuali o di gruppo.
si parla di stili in modo più appropriato perché è di natura essenzialmente
plurale. ogni individo o gruppo è portato a forgiare le proprie opzioni anche
solo per scarti esigui ma tangibili da quelle di gruppi o individuio attigui.
questa pluralità è destinata a mutare nel passaggio ad altre fasi storiche. si
verificano, quindi, dei fenomeni. la fenomenologia si interroga sull'essere che
si risolve nell'apparire, essa si domanda se vi siano caratteri ricorrenti.
l'intero esercizio degli stili si pone all'interno della cultura, che funge da
contenitore ultimo e inevitabile. il termine viene dal latino utilizzato per
indicare il lavoro materiale dei campi.
la cultura è peculiare solo dell'uomo ed è legata alla proprietà umana di
saper lavorare, resa possibile dall'assunzione di strumenti extra-organici.
l'uomo è un animale che prolunga i suoi arti con oggetti ddel mondo esterno.
l'uomo ha colto la possibilità e l'utilità di agire sull'ambiente. si delinea
il ventaglio della tecnica che fa tutt'uno col primo presupposto della
cultura.l'uomo è questa sua capacità di assumere strumenti e di svolgere, con
essi, la sfera della tecnicità . il secondo criterio per definire la cultura è
da assumersi nella facoltà che l'uomo ha di variare gli stessi strumenti di cui
dispone.
il passaggio da una protesi a un'altra apre alla dimensinoe dell'intelligenza.
si attinge così a una dimensione ideale, di pensiero: sulla riflessione sullo
strumento in prospettiva futura, sul pensiero verso l'ignoto.
l'uomo,poi, è l'unico animale a potersi valere di una memoria extra-oprganica
affidata a corpi materiali estrinseci, durevoli più dello spazio di una vita
fisiologica. la cultura si articola in due livelli: uno propriamente materiale
che riguarda la sfera delle pratiche tecniche, l'altro quella delle fughe in
avanti: il momento in cui l'uomo pensa alle possibilità future. un tale livello
risponde alal cultura ideale, progettuale. lo strato ideale segna ilmomento in
cui l'uomo si callontana dal confronto diretto, fisico, materiale con la natura:
quando la funzione degli strumenti viene tradotta in simboli e sottoposta a
studio, riflessione, in vista di un loro miglioramento o di un'abrogazione e
sostituzione con mezzi più efficaci. lo spazio della cultura nell'accezione
contemporanea è proprio quello di un laboratorio dove si progetta il futuro
tentando di stabilire correlazioni tra strumenti attivi nei vari settori.
l'omologia di Goldmann: sancisce l'uguale dignità di due momenti tra i quali si
stabilisce un rapporto omologico, così respingendo il determinismo; la
sovrastruttura non ha il compito di rendere un'immagine conforme di ciò che
avviene nello stato basso e materiale: per cogliere l'omologia bisogna rifarsi a
strutture profonde e a criteri funzionali.
la fenomenologia va alla ricerca di rapporti omologici sussistenti tra le opere
e la tecnologia. + nelle mani degli operatori visivi di una determinata epoca
trovare le forme visive, plastiche, spaziali atte a estrinsecare, a rendere
tangibile e visibile lal logica insita nelle tecniche che si usano a livello
materiale.
panofsky: forma simbolica: forma che accomuna una serie di componenti della
cultura, ma comunque alta. l'operazione tecnomorfa si traduce nell'impiego a
prpoporre le forme simboliche che facciano cagliare in immagini il modello di
funzionamento condiviso dalla tecnologia di base.
secondo le teorie di mcLuhan c'è uno strato materiale e tecnologico alla base
di forme simboliche. es. alla prospettiva rinascimentale come forma simbolica
corrisponde la stampa a caratteri mobili e quindi una tecnologia funzionante
sull'omogeneità degli elementi impiegati, sulla ripetitività , sulla
possibilità di ordinarli serialmente-> omologia con gli assi cartesiani,
strumenti per analizzare uno spazio infinito e omogeneo.
non c'è una precedenza cronologica degli avvenimenti registrabili a livello
basso su quelli omologhi del versante mentale, ma si dà una cooperazione di
pari dignità con sfasature di tempo contingenti.
è in atto un'unica creatività nella storia che preme in forze su ogni punto
della sfera culturale.
lo strato ideale appartiene a quei vari ambiti operativi che maneggiano idee
piuttosto che cose e che costituiscono le varie discipline o scienze. le idee
non si toccano né si vedono, sebbene l'etimologia stia in v-id : la loro
fortuna dipende dai contesti culturali in cui nascono: se questi privilegiano la
dimensione dei fatti tangibili, le idee sono ombre imperfette, se portano al
disprezzo della manualità e dell'impegno pratico, diventano il territorio più
ricco e più nobile.
si cerca di non privare le idee di una base materiale. quel che distingue l'uomo
dalla condizione animale è la capacità di affidare l'idea a un grumo di
materialità fungibile, leggera e conservabile: è la sua capacità precipua di
significare, di fabbricare segni che stanno per cose o circostanze. la nozione
di segno è troppo generica ed è meglio parlare di simboli: qualcosa di fisico
posto in corrispondenza di un'idea. la capacità segnica è dappertutto, quella
simbolica è nell'uomo. il ricorrrere a simboli non è altro che estendere la
capacità dio una strumentazione extra-organica alla dimensione ideale: le idee
degli animali sono gestite dal corpo e affidate alla memoria organico; l'uomo
dispone di un sistema di memorizzazione esterno oggettivo che gli consente
un'elevata capacità di stoccaggio delle varie nozioni.
l'altro carattere che distingue la cultura umana dal comportamento animale sta
nella capacità di produrre il nuov, di avanzare nuove idee che si concretano in
nuovi strumenti di lavoro o di praticare nuove tecniche non potranno non portare
a una proiezione simbolica mutata. l'uomo ha a portata di mano il sapere
accumulato dai suoi predecessori e quindi può permettersi di dedicare le sue
energie ad arricchirlo e ad andare avanti.
i due strati (materiale e ideale) in realtà sono momenti interagenti
nell'ambito di un unico macro-sistema: la cultura. sono le due facce di una sola
stessa realtà . è inevitabile che risulti l'omologia tra idee materializzate in
strumenti pratici e idee colte nelle loro sedi deputate.
intercorre una relazione dinamica tra i due strati: circolarità , feedback, si
alimentano a vicenda.
una prima articolazione interna all'ambito del sapere porta a distinguere le
arti (< ars, téchne). ma o i sistemi artistici (tecnici) sono fuori dalla
cultura dello strato ideale e restano nell'ambito materiale-tecnologico; o fanno
parte dello strato ideale sputtanando qualsiasi eventuale divisione tra i due
strati. in età antica e medievale c'era una scala continua che assicurava uno
statuto culturale a tutte le arti. tendeva a eslcuderle dalla cultura superiore,
dalle scienze di discorso, ritenute le uniche degne dell'uomo libero (es.
l'esercizio delle lettere, che investiva responsabilità d'ordine etico-
politico, si tiene in un ambito ideale che le distingue dalle pratiche manuali-
servili).
le arti oggi fanno parte delle belle arti e conoscno varie tappe di
nobilitazione. nel rinascimento si ebbe un incremento dei fini ideali di certe
arti investite del compito di raggiungere alti valori qualitativi. ciò non
porta ancora a un mutamento dello status sociale dell'artista. la tappa più
rilevante accade con la prima rivoluzione industriale, quando si dà avvio a
quel processo di proletarizzazione dell'artigiano (poiché l'industria
sostituisce in gran parte l'artigianato) per cui l'artista viene automaticamente
spinto verso l'alto, sottratto a una condizione servile: nel sistema tecnologico
artigianale esisteva un'armonia tra strati bassi e alti: l'esercizio delle
belle arti inizia ora ad avvenire in opposizione alla vile stereotipia della
macchina. l'artista lavora contro il sistema produttivo, diventando gestore di
una protesta, di un vagheggiamento di ideali oppositivi. nel momento in cui
culmina lo sviluppo della rivoluzione industriale nascono le avanguardie
storiche. da allora scatta un processo i segno inverso, di riconciliazione e
osmosi tra le arti meccaniche e le ricerche libertarie degli artisti perché
balena la possibilità che la stessa tecnologia materiale riacquisti opportuni
quozienti qualitativi.
oggi pare essersi ricostruita la scala continua tra un'artisticità generica,
legata all'etimo del vocabolo (sinonimo di tecnologia) e una zona superiore,
sperimentale, innovativa, caricata di alte responsabilità estetiche.
ke arti sono state nella cultura simbolica l'anello di giuntura con lo stato
materiale. le discipline formali (riflessive, facoltà o forme di discorso)
prendono il nome di discipline di contenuto o scienze. in sede di modulazione
astratta aristotele individuò tre forme di discorso: l'analitica, la dialettica
e la retorica. la ragione analitica si applica alle scienze che studiano
contenuti oggettivi esterni all'uomo (fisica) cercando di stabilire posulati o
assiomi veri da cui è lecito inferire conseguenze vere. la ragione dialettica
si rivolge ai principi o postulati delle singole scienze indagando sulla loro
pretesa di verità ; quella retorica va alla ricerca del consenso in assemblee di
uomini comuni.
la cultura materiale, la tecnologia influisce su queste ragioni determinandone
fortune e sfortune.
in epoca romana la retorica col diritto e grandi innovazioni politiche ebbe un
periodo di floridezza; nel basso medioevo prevalse la dialettica, a seguito del
trionfo dei valori codificati in base al principio di autorità ; con la stampa
di gutemberg si ha una battuta d'arresto dei sistemi comunicativi di tipo
retorico, basati sull'oralità . il carattere analitico insito nel modello
gutemberghiano ebbe un suo corrispondente omologo nel modello grafico,
matematico e artistico che fu la prospettiva rinascimentale. la modernità vide
prevalere lo spirito analitico. il modello geometrico-meccanico con cui viene
interpretato l'universo fisico sembra l'unico ragionaevole. le scienze umane o
vi si adattano o perdono lo statuto di scienze. la svolta contemporanea, data
dalle equaszioni di maxwell e dalla scoperta del campo elettromagnitico, porta a
un mutamento toale del quadro: ora ad ogni livello si ragiona con schemi fondati
sulla continuità : nell'ambito delle scienze fisico-matematiche si assiste alla
fluidificazione dei criteri fondanti con crisi della ragione analitica e
riemersione della ragione dialettico-retorica. ciò consente un riavvicinamento
tra il gruppo delle scienze fisico-matematiche e quello delle scienze umane.
la retorica, nel nostro secolo, ha conosciuto punte più basse di sfortuna e
grandi recuperi (dovuto a feedback tecnologici come la registrazione su nastro,
la radio, la tele-diffusione del suono e dell'immagine).
uno dei compiti principale del piano di indagine attuale è ricercare i
possibili coordinamenti e interferenze tra scienza e scienza. in astratto si
danno tre possibilità : convivenza pacifica, coordinazione tra discipline
fisico-matematiche e scienze umane, tipico di epoche culturali complesse e
articolate come quella classica ateniese o la nostra, per la consapevolezza
storica che la contraddistingue; subordinazione di tutte le discipline del
sapere di un'epoca alla ratio analitica e al modello logico-matematico: etÃ
moderna (secondo seicento col predominio del cartesianesimo e del razionalismo->
per mcluhan la tecnologia di gutenberg inizia a plasmare subliminalmente il
senso collettivo trovando un corrispettivo nella filosofia della scienza.
nel XIX sec. c'è un'altra fase positiva: ciò che resta di un vistoso tentativo
di rivolta contro il predominio moderno della reagione analitica, basandosi su
un assetto dinamico-evoluzionista. oggi il calcolo analitico è affidato ai
computer. le costruzioni dialettico-evolutive del pensiero romanico e idealista
tra la fine del settecento e i primi dell'ottocento vengono naturalizzate: il
concetto di evoluzione viene privato dell'iuom, con un trionfo del naturalismo
evolutivo. in fasi di espansione di una ratio sulle altre avviene il
riduzionismo: si tenta di ridurre alle esigenze del pensiero analitico l'ambito
degli interessi umani, per cui le discipline umanistiche sono poste di fornte
all'alternativa tra un adattamento a tale metro riduttivo o la cancellazione
dall'elenco delle discipline suscettibili di essere affrontate con rigore
scientifico, precipitando in un ambito di discorsi valutativi o descrittivi
valutati imprecisi e inconsistenti.
esiste una terza ipotesi: subordinazione dlele varie metodologie alla ratio
retorica, a una logica del probabile, del fluido, sempre alla ricerca di
indicazioni tipologiche generali (umaneismo). in età romana e in quella
umanistico-rinascimentale è avvenuto un indebolimento delle discipline fisico-
matematiche mentre veniva accentuata l'importanza della vita associata. la
nostra cultura dell'età contemporanea potrebbe ritrovare qualcosa del genere,
seppur tenendo conto dei cambiamenti tecnologici.
emergono due blocchi contrapposti divisi tra nucleo matematico-fisico e
umanistico. le arti, a differenza delle scienze, non convogliano un sapere, un
sistema di nozioni, non esercitan un docere ma rispondono a un fare, a un
produrre. pittura, scultura, letteratura, teatro, musica, hanno accentuato nel
corso dell'età moderna un connotato di inutilità che le fa partecipare al
livello delle attività simboliche. a differenza delle scienze, non comunicano,
non trasmettono nozioni ma costituiscono oggetti e cos dense di valori simbolici
che travalicano la loro consistenza fisica.
grazie alla rivalutazione del momento tecnologico, le arti maggiori si sono
riconciliate con quelle applicate. si rafforzano ambiti intermedi. un altro
connotato che distingue le arti (che hanno la prerogativa di poter delectare,
oltre che docere) è, rispetto alle scienze, un loro grado di vasta
applicabilità . le scienze sono settoriali e rientrano nella sfera analitica,
mentre le arti in quella retorico-dialettica. le discipline che nelle varie
epoche si sono preoccupate delle arti hanno sottolineato il fatto che nella
sfera artistica le nozioni sono incorporate nelle cose, non ne possono essere
scisse impunemente. Langer ha introdotto la distinzione tra un simbolismo
discorsivo peculiare delle scienze e uno presentativo proprio delle arti.
in opposizione al riduzionismo e al settorialismo, si propone l'idea dei vasi
comunicanti come della cultura di un'epoca che riempie e satura più discipline
escienze, tutte nutrendosi, quindi della medesima linfa. ogni vaso mantiene una
sua propria forma e capienza (rispetto delle peculiarità settoriali e autonomie
disciplinari) non impedendo che il liquido circolante raggiunga dappertutto il
medesimo livello.
nell'ambito culturale la constatazione del medesimo livello raggiunto in settori
diversi è già essa stessa il risultato di un lavoro tecnico: non si tratta di
un'evidenza che si impone da sé, ma bisogna farla scaturire con operazio
-
Riassunto esame Storia dell'arte contemporanea, prof. Borgogelli, libro consigliato Scienza della cultura e fenomen…
-
Riassunto esame Fenomenologia dell'arte contemporanea, prof. Grandi, libro consigliato Scienza della cultura e feno…
-
Riassunto esame Storia dell'arte contemporanea , Prof. Leone Antonio Maria, libro consigliato Scienza della cultura…
-
Riassunto esame di fenomenologia degli stili, Prof Tunisini, libro consigliato Barilli, Scienza della cultura e fen…