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Risolvono utilizzando l’arco con muro pieno incorniciato dall’ordine.

La risposta più manifesta la troviamo nel Colosseo.

Qui i colonnati hanno parziale funzione strutturale e riecheggiano l’architettura di un tempio.

2 discipline si sono armoniosamente incontrate.

Questa disposizione è soddisfacente perché è stata ottenuta mediante un attento equilibrio tra 2

diverse esigenze: dittatura estetica e necessità pratica.

Dunque il Colosseo ci ha portato a parlare di correlazione fra arco e ordine, e fu uno degli edifici da

cui gli uomini del rinascimento appresero di più. Di edifici di questo tipo ne abbiamo anche altri

come il teatro di Marcello o l’arena di Verona.

Ancora più istruttivi furono gli archi trionfali.

Questi archi, avendo funzione di parata abbondavano in particolari architettonici e scultorei.

Furono “istruttivi grammaticalmente”

Vennero ripresi da più artisti, lo stesso Leon Battista Alberti utilizzò il motivo dell’arco di trionfo per

progettare il cosiddetto tempio Malatestiano o Sant’Andrea a Mantova.

Vi sono molti altri tipi di architettura romana, terme, Pantheon, Basilica di Costantino…

Ma la grande conquista del Rinascimento non fu la rigorosa imitazione degli edifici romani,

bensì la riconquista della grammatica dell’antichità come disciplina di carattere universale:

quella disciplina ereditata dal più remoto passato dell’umanità e applicabile nella

costruzione di tutti gli edifici di qualche importanza.

Importante nell’architettura romana: distanza fra colonne o intercolumnio

5 classi tipiche, riportante anche da Vitruvio, calcolate in base ai diametri delle colonne

• Picnostilo  un diametro e ½

• Sistilo

• Eustilo

• Diastilo  3 diametri

• Aerostilo  4 diametri

Possiamo apportare analogie di carattere metrico/musicale con ad es un “alt” per il picnostilo o un

largo per l’aerostilo.

Ma l’importanza dell’intercolumnio, di questo “battere di tempo” in architettura è senza dubbio

immensa.

Questa grammatica vista fin ora appare impersonale e frustrante, se così sembra è perché questo

fa parte del gioco, ma c’è un altro aspetto: l’identificazione dell’architetto con gli elementi che lo

sfidano. Cosi nel contempo egli è immedesimato negli ordini dei quali si serve, e in antagonismo

con essi.

Per esprimere questo stato di angoscia citiamo le parole di Sir Edwin Lutyens:

“ho l’audacia di usare il dorico, così bello. Non si può copiare, bisogna impadronirsene e poi

realizzarlo; è un duro travaglio, ma se affronti tutto questo l’ordine è tuo”.

Egli al tempo stesso amava rispettava e sfidava gli ordini.

CAPITOLO 3

LINGUISTICA DEL XVI SECOLO

Vediamo adesso come la grammatica di cui abbiamo parlato fu usata da alcune delle personalità

innovatrici del 500, soprattutto:

DONATO BRAMANTE

Egli è l’architetto che più di ogni altro riprese la grammatica dell’antica Roma in opere di

importanza fondamentale.

La sua autorità venne universalmente riconosciuta.

Serlio scrisse di lui che fece rivivere la sepolta architettura dell’antichità.

Soffermiamoci su Tempietto di San Pietro in Montorio, edificio che si riallaccia alla cultura

romana del tempio circolare.

Non assistiamo alla ricostruzione di un tempio romano, bensì ad un suo sviluppo. (vedi tempio di

Vesta)

Egli lo trasforma, da corinzio in dorico, lo colloca sopra 3 gradini e pone sotto l’ordine un plinto

ininterrotto con modanature. Plinto che conferisce una “spinta verso l’alto”.

Questo tempietto è un perfetto esemplare di prosa architettonica, un’affermazione nitida come il

suono di una campana.

L’opera diviene famosa in tutto il mondo come edificio “classico”.

Il plinto è il cilindro centrale che spinge verticalmente oltre il colonnato fino alla cupola, invenzione

di Bramante che ispirò molti altri architetti;

per esempio Wren progettando la cattedrale di St. Paul tentò di riprodurre il tempietto,

Nel 600 e nel 700 l’idea del tempietto, cioè colonnato che circonda il nucleo cilindrico sormontato

da una cupola fu ripetutamente sfruttato, ad es vediamo Hawksmoor nel Castle Howard o la

Radcliffe Library di james Gibbs a Oxford che presentano lo stesso tema.

Un’altra trovata classica di Bramante è il palazzo romano con la parte abitativa al piano sup e le

botteghe al piano inf.

Bramante diede alla parte inferiore il carattere rude ma rigoroso dell’ingegneria romana, limitandosi

ad inserire un ordine solo al piano nobile. Potrebbe sembrarci banale, invece è una grande novità!

Si tratta ancora una volta di uno sviluppo di modelli romani.

In Italia sotto la guida di Bramante, l’architettura pervenne a quello stadio di completa

conquista dello stile antico e di completa padronanza nello sviluppo e adattamento di esso che

in ogni campo dell’arte è chiamato Rinascimento maturo.

Passiamo adesso a PALLADIO

Egli divenne uno studioso di architettura, il più dotto e meticoloso del tempo. Superò anche

bramante nella padronanza della grammatica dell’architettura, e ogni qualvolta ne ebbe occasione

costruì edifici in cui il linguaggio di Roma era più eloquente e articolato di quanto si fosse mai

visto.

Nei lavori di Palladio possiamo vedere come egli fa degli ordini il fattore dominante della

costruzione.

Di fronte a quasi tutti i suoi edifici si avverte il suo profondo amore per gli ordini e la fierezza di

mostrarli nelle versioni da lui perfezionate.

Nell’esaminare contemporaneamente Bramante e Palladio notiamo la grande sobrietà propria

dell’architettura dell’Italia del 500, cioè la riaffermazione del latino dell’architettura.

I 5 ordini comunque possono annoiare e far sentire a disagio, come successe ad alcuni posteri di

Bramante, in GIULIO ROMANO ad esempio si nota una reale rivolta, uno slancio romantico

verso la libertà.

Giulio romano utilizzerà il bugnato portandolo ai massimi espressivi conferendogli efficacia

espressiva.

• Che cos’è il bugnato?

Con il termine bugnato vogliamo indicare dapprima una maniera rustica e grossolana di disporre le

pietre, in modo che ciascuna di esse conservasse un po’ delle caratteristiche che aveva al momento

dell’estrazione in cava.

Da assolutamente rozzo esso è divenuto, estremamente artificioso, con sfaccettature intagliate in

modo geometrico.

Quello che vediamo nel palazzo del tè è un insieme che difetta di armonia ed esattezza.

Che cosa significa tutto ciò? Rifiuto degli insegnamenti di Bramante.

Ma il vero rivoluzionario non fu Giulio Romano, ma bensì MICHELANGELO

Egli violò veramente i dogmi dell’architettura classica.

Come scultore aveva già una padronanza della forma e della materia che superava quella degli

antichi, e quando si volse all’architettura, la sua capacità di guardare, oltre le forme morte e

accettate, a qualcosa di intensamente vivo lo mise in grado di trascendere la grammatica di Vitruvio

con estrema sicurezza.

CAPITOLO 4

LA RETORICA DEL BAROCCO

Spiegare come mai la cappella medicea ebbe tanto successo non è facile.

Se però proviamo a confrontare un’edicola di Raffaello ed una di Michelangelo ci accorgiamo

subito di quanto sia convenzionale la prima e del tutto anticonformista la seconda.

Questo confronto può aiutarci a capire come Michelangelo ha apportato al latino dell’architettura

deformazioni che ricordano il corpo umano in molte delle sue sculture.

Un esempio è l’ordine corinzio gigante che Michelangelo usa in piazza del Campidoglio a Roma.

Quest’ordine presenta 2 novità:

• La sua stessa monumentalità (pilastri di 14m)

• Il fatto che questi pilastri occupino 2 piani.

I romani non avevano mai fatto una cosa simile.

Tra il palazzo del Campidoglio e le facciate delle chiese barocche il passo è breve.

Ma prima parliamo del periodo intermedio che intercorre tra l’influenza di Giulio Romano e

Michelangelo e il Barocco, ovvero: il manierismo.

Per capire il manierismo possiamo paragonarlo ad una persona “a maniera”, ovvero che si ostina a

fare le cose imitando un modello, mostrando così artificiosità.

Il manierismo è dunque lo stato d’animo di un’epoca.

Esempi manieristi: - Chiesa del Gesù di Vignola

Dove non troviamo un ritmo costituito da una ripetizione evidente, le

superfici avanzano ed indietreggiano nel piano inferiore sembra quasi che

un pilastro si nasconda dietro un altro.

È importante capire i prodotti del manierismo in quanto questi fecero a lungo sentire la loro

influenza (ad esempio in epoca vittoriana).

Possiamo ricordare Charles Robert Cockerelle per la grande abilità manieristica artistica.

Egli vedeva con gli occhi dei manieristi italiani, ma non solo, vedeva anche altro, particolari tratti

dell’arte greca di cui aveva approfondito lo studio influirono molto sulla sua arte.

Gli esempi di: - Palazzo della prefettura a Lucca

- Il cortile di Palazzo Marino a Milano

- Il cortile quadrato del Louvre

- Wollanton Hall a Nottingham

Mostrano il diffondersi del manierismo in tutt’altra direzione.

Se adesso guardiamo Santa Susanna a Roma e proviamo a confrontarla con il Gesù ci accorgiamo

che:

• Santa Susanna è più compatta, e presenta una spinta verso l’alto

• Pone l’attenzione sul portale

È una chiesa Barocca.

Ma molto spesso non è semplice dire “barocco” “manierista”, non possiamo metterci ad

“etichettare”.

Se guardiamo ad esempio Val-de-Grace, troviamo difficoltà a dire di che si tratta, infatti non è né

barocca né manierista, si tratta invece di un’ interpretazione personale del tema del Gesù da parte di

un francese.

Il barocco è quasi sempre retorico, nel senso di un’oratoria magniloquente, ricercata e suadente.

Si sviluppa nel 17 secolo.

Esaminiamo ora 3 opere barocche:

• Piazza San Pietro a Roma

Bernini la progettò come un cortile chiuso, antistante alla chiesa.

Prescindendo dai 2 corridoi rettilinei che si riallacciano alla facciata della chiesa, esso consiste in un

immenso ovale parzialmente circondato da 2 reggimenti curvilinei di colonne in 4 file (Summerson

li paragona ad una foresta sacrale) alte ben 15m, in totale abbiamo 280 colonne.

Ma queste colonne presentano un ordine che è un vero e proprio ordine progettato e ideato da

Bernini: un ordine indimenticabile per la sua originalità.

• Louvre a Parigi

La progettazione di questa facciata fu uno dei grandi avvenimenti della storia dell’architettura

europea.

Per la sua realizzazione furono interpellati tutti i maggiori architetti, il risultato è veramente

spettacolare.

Nessun architetto italiano era mai riuscito ad adattare su così vasta scala l’architettura dei

templi romani alle esigenza di un palazzo.

Il colonnato è un elemento saliente e scenografico (il muro arretra per far spazio alle colonne), ma

non è l’unico fattore che contribuisce alla riuscita.

Essa dipende dal modo di trattare l’ordine nel suo complesso e d’integrarlo nell’edificio in modo da

dominarlo.

Il Louvre è uno splendido esempio di come attraverso il gioco di un ordine classico, si può

padroneggiare una facciata lunghissima non soltanto senza cadere in monotonia, ma con

intelligenza, grazia e logica estetica.

• Blenheim Palace

L’edificio costa di molte parti, ha una siluette vivacemente in moto e fu l’opera congiunta di

Vanbrugh e Hawksmoor.

Vanbrugh fuse nella sua opera 2 influenze completamente diverse.

• Architettura romana

• Castelli medioevali

il risultato è affascinante, se pur in apparenza caotico. Ma in realtà presenta estrema eleganza e

logica.

Presenta torri con bugnato e dunque prive di ordine mentre tutto il resto del palazzo è caratterizzato

da ordine corinzio (15m di h) e dorico (7m di h).

Ma i due architetti non avrebbero mai potuto fare di Blenheim Palace quel che fecero se non

avessero conosciuto attraverso incisioni ciò che mezzo secolo prima Bernini e i suoi predecessori

avevano fatto.

Questi edifici si servivano del linguaggio classico dell’architettura con forza e drammaticità allo

scopo di vincere la nostra resistenza e persuaderci della verità di quanto hanno da dire.

CAPITOLO 5

LA LUCE DELLA RAGIONE E DELL’ARCHEOLOGIA

Il linguaggio classico dell’architettura non mai andato disgiunto da una certa filosofia ogni qual

volta che ha raggiunto un’eloquenza elevata.

La fede nella fondamentale autorità degli ordini ha assunto diverse forme.

La più semplice delle quali possiamo così riassumerla:

“Roma era la più grande, Roma sapeva di più”.

L’incondizionata venerazione per Roma è la chiave per spiegare molte cose della nostra civiltà.

Anche se ora che conosciamo fin troppo su Roma magari non condividiamo questa venerazione.

Burckhardt ci riporta la suggestiva leggenda dell’episodio della matrona romana nel sarcofago (…)

Aneddoto che spiega questa fede commovente ed irrazionale nella superiorità romana, propria

soprattutto nel 400.

Possiamo chiederci:

• Perché in architettura ogni cosa meritevole di apprezzamento derivava da Roma?

- Tutti concordavano sulla bellezza romana


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luisa18

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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in ingegneria civile
SSD:
Università: Brescia - Unibs
A.A.: 2014-2015

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher luisa18 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia dell'architettura e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Brescia - Unibs o del prof Giustina Irene.

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