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Ingegneria edile-architettura Unipd: architettura delle origini

Stonehenge (cromlech)

− 2900-1500 a.C.
− Gran Bretagna
− 1a costruzione
− Carattere cosmologico
− Utilizzato il sistema trilitico: un sistema portante + sistema portato (da ciò deriverà poi il sistema architravato anche moderno)
− Realizzato in pietra che resiste

Tarxien (templi megalitici)

− II-III millennio a.C.
− Malta
− Stanze vere e proprie realizzate col sistema trilitico, sequenza di ambienti che si aprono l’uno sull’altro
− La pietra non è lasciata grezza ma varie incisioni

Saqqara (complesso funerario di Zoser)

− 2650 a.C.
− Egitto
− Eretto sotto la direzione di Imhotep che era medico, architetto, scriba e quindi le sue competenze gli davano modo di capire un progetto architettonico
− Sistema trilitico + piramide a gradoni alta 60 m (dimora del defunto con atrio cerimoniale colonnato)
− Litizzazione delle forme naturali = dall’uso del legno si passò alla pietra che durava di più (infatti Vitruvio disse che le forme doriche erano una imitazione in pietra di elementi in legno)
− Nozioni storiche sull’Egitto: due architetti (Imhotep e Amenhotep) furono divinizzati per le loro opere. La maggior parte dell’architettura egizia lungo il Nilo era in mattoni crudi, legno, canne intrecciate infatti non rimane molto di questa architettura. Il complesso di Saqqara fu l’inizio di un'importante fase per l’architettura.

Tempio funerario di Ramses II

− XIII sec. a.C.
− Egitto
− Colonne isolate con base più larga e si stringono verso l’alto con una parte terminale che collega il fusto alla trave, fatte a conci
− Fa parte dell’architettura monumentale = fatta per durare nel tempo

Deyr el-Bahri (tomba di Hatshepsut)

− 1470 a.C.
− Vicino all’argine del Nilo nella parte occidentale di Tebe
− Struttura porticata, le cui colonne anticipavano un po’ il carattere dorico, ma non avevano un capitello ma solo un dado che collega architrave e fusto
− L’edificio si ispira, anche se su scala più grande, al contiguo tempio di Mentuhotep che aveva colonnati doppi di carattere protodorico

Tempio di Horus (tipologia di tempio egizio)

− 237 a.C.
− Edfu
− Naos: spazio per la venerazione degli dei riservato solo ad alcune classi sociali
− 2 piloni massicci tra cui si apriva la porta
− Cortile con porticato
− Piccoli ambienti funzionali al culto delle divinità
− Sale ipostile: ambienti coperti ma con molte colonne ravvicinate per sostenere il peso della copertura, perciò le colonne tanto ravvicinate impediscono di creare spazi enormi e allo stesso tempo coperti (cosa che poi sarà possibile con l’arco e la volta)
− Una volta era tutto colorato

Porta di Ishtar

− VII sec. a.C.
− Babilonia (adesso conservata e ricostruita al Pergamon-Museum di Berlino)
− Mattoni smaltati in blu vivido + materiale ceramico + decorazioni a rilievo di tori e draghi gialli e bianchi
− Era la porta che si trovava sulla via di accesso alla città che fu ricostruita da Nabucodonosor II che regnò dal 604 al 562 a.C. La via di accesso era lastricata, chiamata via delle processioni.

Architettura minoica

Palazzo di Cnosso

− 1800-1400 a.C.
− Creta
− 5 piani
− Superficie di circa un ettaro e mezzo
− Grande scalinata
− Molte stanze (magazzini, stanze della regina) con affreschi tramite i quali capirono le varie destinazioni d’uso delle stanze
− Tutto concentrato intorno a un cortile (chiostri e peristili)
− Due spazi più importanti: teatro + sala del trono
− La complessità della pianta lo ha fatto associare a un labirinto (come quello voluto dal re Minosse per rinchiudervi il Minotauro)
− Il sito è stato molto ristrutturato dagli archeologi
− Colonna (lignea): stretta in basso e capitello con forma arrotondata e poi una tavoletta collegata agli architravi

Festos (Creta)

− 1800 a.C.
− Vi era il palazzo più grande della città di cui non è rimasta alcuna traccia a causa dei materiali che non durano nel tempo

Architettura micenea

Le sinistre fortezze di Micene e Tirinto sono in contrasto con i palazzi aggraziati di Creta. Tirinto è meglio conservata di Micene.

Micene

− Mura di protezione (a differenza di Creta) composte da grandi blocchi di pietre squadrate senza legante ma solo appoggiate per mezzo del peso
− Tombe reali (zona delle sepolture)
− Nel punto più alto della città vi era il palazzo dove risiedeva il re (megaron): il palazzo conteneva un piccolo cortile per la guardia, una sala d’onore che Omero definì come la dimora di Ulisse, poi la sala del trono in cui, al centro, quattro colonne sostenenti il tetto, circondavano un rotondo focolare.
− Abitazioni dei ricchi
− Porta dei Leoni: (1200 a.C.) (per l’accesso e l’uscita dalla città)

  • Era chiusa di notte e controllata. Entrando da questa porta si trovava a destra un cimitero con tombe sotterranee a tholos
  • Sistema trilite: senza legante (di cui la parte orizzontale è più spessa, infatti lo spessore maggiore impedisce la frattura della pietra)
  • Il pezzo triangolare è più sottile e serve a spostare il peso anche ai lati
  • I leoni affiancano una colonna stretta in basso con capitello a cuscino (come a Cnosso => connessione tra le civiltà), la colonna è simbolo di congiunzione tra culture. I leoni realizzati su una lastra calcarea.
− Tombe a tholos:
  • 1300 a.C.
  • “Tesoro di Atreo” o “tomba di Agamennone”
  • Tombe circolari risalenti ai complessi funerari del Mediterraneo orientale
  • Ambiente inserito in una collina da cui si accedeva attraverso un corridoio inclinato (dromos), una porta e poi un ambiente secondario e poi quello principale
  • Porta d’ingresso realizzata col sistema trilitico-architrave-triangolo di scarico. È decorata all’esterno con elementi in pietra colorata
  • Cupola: struttura ogivale che non funziona né come arco né come volta ma come sistema trilitico poiché le pietre sono disposte come tante mensole e levigate, poi, per dare la forma ogivale

Tirinto

− Più piccola di Micene
− Sistema di mura
− Palazzo: (nel punto più alto) (rifletteva l’influenza minoica nella costruzione con mattoni essiccati al sole e colonne lignee e affreschi) sala del trono o megaron (sequenza di ambienti con cortile all’aperto, doppia fila di portici e poi la vera e propria sala del trono con un focolare al centro, probabilmente aperto sopra per il fumo e a destra il trono sopra a un basamento) -> questo sarà il punto di partenza per il tempio greco

Medioevo ellenico

Fase di passaggio e assestamento tra fase micenea e cultura greca dovuto ai vari spostamenti delle popolazioni => architettura monumentale greca

Architettura greca

→ XII-VII secolo a.C. cambiamenti e sviluppo della civiltà greca, trovati molti reperti (civiltà geometrica)

→ VIII secolo a.C. periodo arcaico (dura circa 2 secoli) in cui la cultura greca si sviluppa dal punto di vista linguistico, politico e artistico

Elemento centrale della civiltà: edificio di culto tempio

  • Edificio in uno spazio delimitato con un recinto in pietra (santuario o temenos) ed è il luogo di proprietà del dio
  • Temenos: recinto di separazione tra il luogo di abitazione dell’uomo e la casa della divinità. Temenos deriva da templum che dal latino riprende l’idea di tempo tra la vita del dio e dell’uomo
  • All’interno del tempio non si svolgevano riti ma si svolgevano all’esterno in un altare
  • Boschetto sacro
  • Vitruvio, nel de Architectura, disse che la forma del tempio deriva dalla forma della casa dell’uomo (infatti esistono dei piccoli modelli che ricordano delle case e che rappresentano proprio i templi
  • Tempio delle origini: naos + portico + tetto spiovente in paglia o argilla

Caratteristiche dell'architettura greca

− Sino al V secolo a.C. Le colonne (usate nel sistema trilitico) venivano solo associate a edifici sacri e solo in seguito verranno associate anche a palazzi e altri edifici. Esistono infatti anche colonne isolate utilizzate per celebrare un luogo
− Vitruvio nel suo trattato “de Architectura” non usa mai la parola “ordine” ma usa “genere” come se assomigliasse a una famiglia ma che può cambiare
− Nel VII secolo a.C. Iniziano a sorgere nuovi edifici che utilizzano un ordine vicino a quello che poi sarà l’ordine dorico
− L’architettura greca subì un influsso egizio dovuto probabilmente ai collegamenti via mare
− Tre tipologie di tegole (VII secolo a.C.) (l’introduzione della tegola determina un importante cambiamento strutturale in quanto sono più pesanti della paglia):
1. La più diffusa è la tegola corinzia, ritrovata a Thermos
2. Tegola laconica, ritrovata a Olimpia

Tempio a Lefkandi

− 1050 a.C. (scoperto nel 1981, ritrovamento della penisola ellenica e anche nelle isole egee ne furono trovati di simili e anche in Asia dove vengono chiamati “ecatombe don”)
− Isola di Eubea
− 10x45 m
− Pianta allungata che ricorda quello periptero
− Si pensava a un “heroon” ossia un luogo di culto per celebrare un eroe
− Peristilio (portico esterno che circonda il corpo centrale)
− Tetto a capriate e travature e sorretto da pali che reggono il peso della copertura
− Pareti in mattoni crudi rifinite all’interno con stucco

Tempio di Hera (Heraion di Samo)

− 750 a.C.
− Isola di Samo, costruito nel santuario di Olimpia (=santuario di Zeus)
− Importante per capire il passaggio tra elementi lignei e più duraturi
− Rettangolo allungato
− Sostegni all’interno per sorreggere il tetto realizzato con tegole in terracotta (importanti per lo sviluppo poiché il loro peso fece sì che le colonne da lignee diventarono in pietra)
− Rifatto 2 volte: nel secondo tempio compare il peristilio interno e scompaiono i sostegni interni

Tempio di Apollo

− 625 a.C.
− Thermos
− Varie fasi del tempio (dalle varie forme tipologiche al tempio periptero → fase di litizzazione) (dal IX alla fine del VII secolo a.C.):
1. Forma absidata
2. Peristilio
3. Con elementi lignei, tempio più complesso, tegole che fanno sì che venisse diminuita l’inclinazione del tetto (30-35°)
− Il tetto in tegole era sostenuto da 15 colonne lignee su ciascun lato lungo e 5 su ogni lato corto
− Nel sito hanno trovato delle metope in cotto (che erano situate sulla trabeazione) di 18 cm. Con colori vivaci e cornici rossi, rappresentazioni mitologiche

Tempio di Olimpia

− Seconda metà del VII secolo a.C.
− 19x50 m
− 6 colonne frontali e 16 laterali
− Si trova nel santuario di Zeus dove vi sono 2 templi: Heraion di Samo e il tempio di Zeus
− Naos con 2 file di colonne
− Pronao e opistodomo (alle spalle del tempio)
− Non vi è una logica per la disposizione degli edifici ma i templi peripteri avevano sempre la porta d’ingresso alla cella a est
− Particolarità: in origine era realizzato in legno con tetto spiovente e tegole con laterizi, dopo la fase di costruzione (VII secolo a.C.) Le colonne esterne furono sostituite da colonne in pietra grazie alle offerte dei fedeli. (Pausania disse che lo visitò quando ancora c’erano le colonne in quercia decorate con foglie di bronzo). Sono tutte colonne doriche, scanalate e rastremate verso l’alto.

VII secolo a.C. Definitivo cambiamento della tipologia del tempio → uno dei primi templi costruiti interamente in pietra è il tempio di Apollo a Corinto (560 a.C.) (ne rimangono solo 7 colonne monolitiche alte 6,40 m e realizzato sul sito di un precedente tempio risalente al primo quarto del VII secolo. Della cella non rimase nulla, perciò si pensa che fosse realizzata in mattoni)

Santuario di Aphaia a Egina

− VII secolo a.C. (ma il tempio risale al V secolo a.C.)
− Dedicato ad Aphaia dea protettrice dei naviganti e dei cacciatori
− Tempio + temenos
− Tempio (510-480 a.C.): periptero, in pietra calcarea senza legante, impianto longitudinale, pronao, opistodomo, naos, timpano con statue che richiamano il culto interno. Colonne costruite a blocchi sovrapposti. Colorato con intonaco colorato
− Anastilosi: ripristini fatti dagli archeologi a partire da pezzi che già esistevano e aggiungendo i pezzi mancanti ma distinguendoli per far vedere la parte aggiunta

Nascita dell'ordine dorico

→ Nascita di nuova forma linguistica dell’architettura
In Grecia ordine dorico mentre nell’Asia Minore ordine con caratteristiche diverse dal dorico cioè ionico. Parallelamente elaborazione del tipo architettonico attorno del sesto secolo, origine lignea, materiali non duratori fino a pietra (litizzazione) quindi cambiamenti anche sul piano delle tecniche costruttive.

Tipologie dei templi greci

Caratteristiche che troviamo nel trattato di Vitruvio che raccoglie un sapere e diventa un modello per l’architettura e ci dà molte indicazioni che ci rimandano alle forme dell’architettura greca → fa sempre riferimento alle fonti cioè trattati o testi precedenti spesso scritti da autori greci precedenti a lui:

  • In antis: (naos a cui si accede attraverso il pronao/porticato che presenta due colonne e i fianchi del pronao sono chiusi da ante cioè murature, nel caso le ante non siano presenti è il tempio prostilo)
  • Doppiamente in antis: sia la parte frontale che posteriore come quello in antis
  • Prostilo: fila di colonne staccate dal muro senza ante
  • Anfiprostilo: simmetrico sia frontalmente che posteriormente a quello prostilo
  • Periptero: definito da un peristilio, fila di colonna che recinge i 4 lati, rettangolare
  • Pseudo periptero: forme che riprendono alcuni aspetti del periptero ma non tutti gli elementi sono presenti come nella figura non ci sono colonne ma semicolonne addossate a un muro continuo
  • Diptero: due file di colonne che recingono la cella
  • Pseudo diptero (forma poco usata): distanza tra peristilio e muri della cella è maggiore rispetto alla proporzione che caratterizza il tempio periptero tradizionale
  • A tholos: cella interna circolare chiusa da un muro continuo e circondata da una fila di colonne libere (peristilio)
  • Monoptero: fila di colonne libere intorno ma non c’è la cella chiusa, anche se spesso c’è una statua da venerare
  • Templi con cella a cielo aperto = ipetrale

Parti del tempio periptero

  • Eutinteria: gradino più basso che sta appena sopra le fondazioni su cui poi veniva realizzato, con pietra diversa dell’elevato del tempio, la crepidine o crepidoma
  • Crepidoma o crepidine: basamento di tre gradini su cui si creava un piano: lo stilobate
  • Stilobate: piano sopra i gradini, base su cui poggiano le colonne
  • Rampa frontale (ad esempio nel tempio di Zeus a Olimpia) che serviva per portare dentro oggetti, ma non c’è sempre
  • Peristasi: fila di colonne intorno
  • Cella o naos: doppio affaccio da un lato aperto su un pronao e dietro chiuso con un opistodomo
  • Pronao: parte da cui si accede alla cella
  • Opistodomo: spazio chiuso non in comunicazione con la cella
  • Fusto di colonna
  • Sommoscapo: parte sommitale della colonna
  • Imoscapo: parte più bassa della colonna
  • Rocchio: quando i templi saranno sempre più grandi anche le colonne saranno tanti pezzi e non più monolitiche quindi questi pezzi sono chiamati rocchi, tanto poi tutto veniva rivestito dall’intonaco
  • Timpano: tetto non più a quattro falde che viene sostituito dal timpano, che consente di collocare anche delle statue all’interno che possono raccontare i contenuti religiosi relativi alla figura religiosa contenuta all’interno
  • Tegole: inizialmente in laterizio
  • Tetto: 30-35°, la grondaia finiva con elementi decorativi (acroterio)
  • Acroterio: parte decorativa o alla sommità o alla fine delle tegole
  • Antefissa: elemento che chiudeva l’allineamento tra le tegole

Sistemi di costruzione

Tutti questi templi sono costruiti a secco e non c’è un legante, non c’è malta, ma in qualche modo dovevano dare un modo di coesione:

  • Sistema a grappe: collegando i vari blocchi attraverso dei tagli riempiti di metalli o bronzo o piombo che davano una certa stabilità al sistema, poiché la Grecia era una zona abbastanza sismica.
  • Sistema di sollevamento: in grado di agganciare i vari pezzi, le travi vengono composte da vari elementi (costruire in elevato). Aggancio con imbragatura, ad esempio, dei rocchi i quali arrivano grezzi e poi la finitura e le scanalature venivano realizzate dagli scalpellini in sito. I tagli nelle pietre quelli cavi (disegno a U) servivano a legare le corde per il sollevamento.
  • Olivelle: elementi triangolari che si infilano e tirando su si allargano e permettono il sollevamento.

Tempio di Segesta

  • 420 a.C.
  • Tempio dorico
  • Tempio incompiuto: colonne prive di scanalature, gradini del crepidoma con elementi sporgenti ossia le grappe lasciati dagli scalpellini per agganciare i pezzi che poi avrebbero dovuto livellare e rifinire, non c’era la cella
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Ingegneria civile e Architettura ICAR/18 Storia dell'architettura

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher fedegabbin di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia dell'architettura e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Padova o del prof Zaggia Stefano.
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