Lezione 10/10/2017 e-learning: architettura arcaica in Ionia
Età arcaica: 650 al 480 a.C.
Il livello tecnologico dell’architettura greca ottimizza strumenti per lavorare i materiali come la pietra. Si assiste a una forma di abbandono di strutture murarie in conglomerato, più resistente e con migliori caratteristiche.
L’uso della pietra, specialmente il marmo, verrà esteso, e il ferro verrà usato maggiormente (anche il piombo) per l'ancoraggio orizzontale e verticale dei blocchi e altri componenti delle strutture edilizie. Dal VI secolo a.C. sarà limitato l’uso del legno per le strutture del tetto, che verrà sostituito dai sistemi di tegolatura in terracotta.
Livello tipologico
Edificio periptero a pianta rettangolare. La cella trova la sua articolazione interna canonica in naos, pronao e opistodomo, mentre la peristasi perde la sua funzione originaria di protezione dai fenomeni atmosferici allo spiccato dei muri.
Interrelazione reciproca di cella e peristasi, come dimensioni e proporzioni dell’ambulacro sulle fronti e sui lati, distanza inter-colonnare, rapporti con trabeazione e frontoni, è un tema vitale affrontato dall’architettura templare greca. È fissato il tipo di copertura degli edifici templari maggiori con tetto a due spioventi di pendenza moderata.
Edifici significativi
Hekatonpedon VIII sec. a.C
Dimensioni: 32.85x6.5 metri (100 piedi ionici). Compare agli inizi del VIII secolo. È una grande sala allungata con muri di mattoni crudi e uno zoccolo basso di pietre. Il tetto piano è sostenuto da una fila assiale di colonne interne. Si sviluppa un peristileo che crea il primo esempio in pianta periptera nel VIII secolo.
Samo - Tempio di Hera - VII secolo
Edificio maggiormente adeguato al culto. La cella interna non presenta più sostegni centrali. Misura 30x7 metri. Il peristileo è composto da 18 colonne lignee ai lati, mentre in facciata diventano 6. Il peso della copertura piana viene ripartito sui pilastri quadrati addossati alle pareti.
Samo - Tempio di Hera - prima metà del VI secolo a.C
Architetti: Rhoikos e Teodoro. Questi due architetti iniziano i “commentari” che riguardano le loro opere, i quali ci giungono solo tramite Vitruvio. Alcune voci ci aiutano a capire molti aspetti dell’architettura ionica greca. Il tempio ha un aumento delle proporzioni: 105x52 metri, coprendo l’area del vecchio tempio e parte del portico meridionale. Doppio colonnato di 8x21 colonne. Peristileo: pianta dittera, segue l’organizzazione interna della cella. Sulla fronte opposta le colonne hanno un ritmo regolare. Cedimento fondazioni sul lato della facciata.
Tempio di Creso (Artemision D) - Chersiphron e Metagenes
Incendiato nel 356. Struttura in marmo su maglia ortogonale. Diptero con 8 colonne sulla facciata anteriore e 9 su quella posteriore, regolarmente spaziate. Decorazioni su colonne esterne delle due facciate nella parte inferiore, con ricche ornamentazioni in rilievo.
Ordini architettonici antichi
Lo ionico è presente in 2 tipologie: Ionico Attico e Ionico Asiatico. Coesistono fino a che in Asia Minore viene introdotto uno stile che fonde i due ordini, rimanendo invariato in tutta l’età romana. Tratti distintivi sono il capitello, la base con modanature alternate (convesse-concave). Lo stilobate poggia su un crepidoma di molti gradini. Base della colonna scanalata non a spigolo vivo. Trabeazione presenta un architrave a fasce e una cornice con dentelli.
Dorico: 600 a.C Termo, 650 a.C Olimpia. Linee doriche nel tempio di Apollo e di Era. Le linee del genere templare sono fissate prima del passaggio da strutture in legno a strutture in pietra. Nasce nel Peloponneso la colonna dorica. Colonna dorica: senza base, senza modanatura di raccordo, capitello schiacciato con echino sporgente e abaco quadrato, architravi di legno, fregi in mattone e terracotta.
In pianta le dimensioni del tempio dorico sono di forma allungata, con celle con supporti interni, muretti e colonne intermedie.
Tempio di Hera - Olimpia
Ritmo facciate regolare: 6x12 colonne. Legno e mattoni crudi poi in pietra. 5 cappelle lungo i lati lunghi. Inspessimento proporzioni nei portici. Linee molto sobrie. Perfetta corrispondenza con architetture contemporanee realizzate.
Selinunte, Tempio “C”
Incontro tra materiali locali abbondanti e spirito politico-religioso che vuole affermarsi anche attraverso l’architettura. Creazioni originali dal 550-540 a.C, primo tempio di Selinunte. Si trova nel santuario a sud dell’Acropoli. Pianta con cella allungata con aditon per la statua di culto accessibile solo al sacerdote. Colonnato di 6x10, cella separata dalla peristasi, colonnato con ritmo libero, doppia linea di colonne, fitta schiera di scalini attorno.
Ricostruzione per anastilosi: ricostruzione in opera di parti originali recuperate. Unione di architettura e scultura specialmente nell’ambito greco. I vari rocchi vengono montati uno sull’altro e poi scanalati. Le metope sono scolpite a parte e poi montate, per innalzare gli elementi vengono usati piani inclinati. Lo stucco serviva a coprire eventuali imprecisioni e come base per la decorazione del manufatto.
Selinunte, Tempio G
Consacrato a Zeus. Iniziato nel 520 a.C, le dimensioni ricordano i santuari di Samo e di Efeso. Gli spazi privilegiano il senso dell’ampiezza. Il colonnato esterno non ha la doppia fila ma ha la stessa distanza dalla cella come se ci fosse una doppia fila di colonne. Cappella indipendente in fondo alla sala, divisa in 3 navate, corrispondenza assiale dei sostegni.
Tempio di Era - Paestum
530 a.C detto anche “La basilica”. Presenta particolarità importanti: la pianta ha ritmo dispari di colonne frontali (9 colonne), no ingresso centralizzato, infatti si usa il doppio ingresso. Cella divisa in navate uguali da un colonnato centrale, pronao con doppio ingresso che corrisponde alle 2 navate. I muri divisori sono in relazione con le colonne esterne. Lo spazio del peristileo è diviso in 4 parti uguali. Colonne interne non hanno corrispondenza con quelle del peristileo (avvicinamento per collocazione spazio culto). Colonne molto rastremate.
Schema progetto della basilica: Schema progetto parte dall’elemento ad angolo (in basso a destra) a cui diamo valore di 1, la parte centrale della cella avrà quindi valore doppio. Lo stesso “modulo” vale per la dimensione longitudinale della cella.
Corinto - Tempio di Apollo
Colonne ricavate in monoliti alti oltre 6 metri.
Egina: Tempio di Aphaia
Pianta esastila, maggiore esempio conservato nella madrepatria. Colonne rivestite in stucco chiaro, sono leggere e slanciate. Manifestano il ricordo della struttura lignea. Linee scanalatura portano al capitello con struttura proporzionata. Decorazioni in marmo ornate con colori vivaci, opera più raffinata e progredita. Colonne in parte monolitiche, blocchi isodomi indicano una regolarizzazione degli elementi e l’uso di apparecchi di sollevamento. Cella divisa in 3 navate, presenta 2 file di colonne sovrapposte.
Architettura e finanziamenti romani
Ricchi committenti romani finanziano opere ispirate a modelli ellenistici, realizzate su terrazzamenti artificiali. Santuario di Giove Anxur a Terracina. Si pensa che il tempio fosse dedicato alla divinità Venere. Ne restano pochissime tracce, le strutture vengono ricostruite in età sillana. Il promontorio roccioso guarda su Via Appia. L’opera risale al I secolo a.C. Due bassi terrazzamenti, uno superiore e uno inferiore. In quello inferiore troviamo un tempio e un pozzo oracolare. Le 12 volte a botte sono disposte a pettine e sono ortogonali rispetto al portico, sono tamponate verso l’esterno e comunicanti. Sopra la terrazza c’è un tempio orientato rispetto a un tempio più antico. Pozzo collegato a una grotta naturale sotto al terrazzamento. Criptoportico illuminato da finestre nelle tamponature. Tempio pseudo periptero, gli spigoli hanno un rivestimento con blocchetti regolari.
Foro Romano
Si trova ai piedi del Campidoglio. La sua sistemazione risale alla tarda età repubblicana, seconda metà del I secolo a.C. Era una valle tra il Palatino e il Campidoglio, originariamente una zona paludosa poi drenata con la costruzione della Cloaca Massima e pavimentata in tufo (VII secolo a.C).
Campidoglio: in età arcaica si divideva in due terrazzamenti scoscesi, il Capitolium, dove sorgeva il tempio di Giove, e a destra l’Arx. Primi edifici arcaici costruiti a partire dal VI-V secolo a.C nella valle del foro. Principali strade di collegamento: Argiletum collega il foro romano con la Suburra (rione Monti), Clivo Capitolino collega la valle del foro con il Campidoglio, Clivo Argentario. Attorno a questi percorsi c’erano: Comizio, recinto dove si radunavano i Romani per le assemblee pubbliche; Arx, sito fortificato da mura, nella Rupe Tarpea venivano mostrati i prigionieri al popolo; Comizium cura ostilia, luogo di riunione del senato romano. Foro romano prima di Cesare, Silla regolarizzò lo sfondo verso il Campidoglio costruendo sul colle il Tempio di Giove.
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