Storia antica
A.A. 21/22
LEZIONE 23/02 4 H (1)
Conoscenza critica→ didattica per competenze. Studio dei dati della storia che serve poi per poterli usare
successivamente
Storia antica e medievale collegate per evidenziare i processi di transizione e continuità/discontinuità della storia.
Dal punto di vista storico è importante isolare questi momenti, vedere gli esiti che hanno avuto queste frazioni e quando
si passa da antichità a medievale tante cose rimangono invariate mentre altre cambiano→ la storia è estremamente
dinamica.
Fonti= laboratorio per lo storico.
Manuale= “Insegnare il mondo antico”
➔ Come si indicava la data?
Datazione cronologica→ Nascita ‘tarda’ del sistema di datazione basato sugli anni di Cristo – Dionigi il Piccolo, monaco
vissuto in Scozia tra V e VI secolo.
Osservazione dei cicli lunari→ presso alcune società era molto diffuso il calcolo del tempo sulla base dell'osservazione
dei cicli lunari. ogni ciclo dura più o meno 29 giorni quindi l'anno durava 12 mesi, 354 giorni, cioè 10 giorni meno
dell'effettiva durata dell'anno solare. Ciò comportava un continuo sfasamento rispetto al procedere delle stagioni, per
cui si ricorreva ai «sistemi di intercalazione». Il «sistema di intercalazione» prevedeva l’aggiunta di un periodo di tempo
prestabilito per riequilibrare la sfasatura tra procedere delle stagioni e ciclo lunare.
Calendario solare→ Nell’antico Egitto si adottò un metodo di calcolo del tempo diverso, basato sulla levata eliaca della
stella Sirio. Per «levata eliaca» di intende la prima apparizione di questa stella all’orizzonte all’alba, dopo un periodo in
cui non era stata più visibile perché superava la linea dell’orizzonte solo nelle ore diurne. Poiché la levata eliaca di Sirio
ricorre ogni 365 giorni, si otteneva in questo modo un calendario basato che coincideva col ciclo solare (con un ritardo
di un solo giorno ogni quattro anni), diviso poi per dodici mesi di trenta giorni ciascuno.
Come si indicava la data? In diversi modi:
1) Liste di re, imperatori, magistrati;
2) Generazioni;
3) Prima o dopo qualche evento giudicato significativo: un terremoto, una carestia, una guerra e così via.
In che modo si divide ora la storia? 2 o 3 parti fondamentali:
• Preistoria→ tutto ciò che viene prima dell’uso della scrittura;
• protostoria→ introdotta recentemente considerata come lungo periodo di mezzo in cui non ci sono proprio
tutti gli elementi della storia ma ci sono alcuna novità importanti legate, ad esempio, all’uso della scrittura, alla
vita stanziale ecc. Elementi tipici della preistoria ma anche usanze nuove della storia→ problema non in tutti i
posti si è iniziato a scrivere nello stesso momento. Fase passaggio tra preistoria e storia è diversa anche nei
diversi luoghi;
• →
epoca propriamente storica uso della scrittura. le prime forme di scrittura che conosciamo risalgono al
Vicino Oriente Antico (questo significa quindi che lì la storia è iniziata prima di quanto sia iniziata ad esempio
in Europa, la quale si trovava ancora in una fase preistorica).
Queste sono ovviamente delle definizioni arbitrarie e indicative, però sono utili per capire, delimitare e scandire il tempo
e per capire quali sono le transizioni e i processi che permettono di vedere l’evoluzione dei fenomeni.
Oriente antico→ Trigri ed Eufrate, mezza luna fertile→ prime forme di agricoltura, prime società complesse e prime
forme di scrittura (scritture pratiche che servivano a tendere conto, ad esempio, di quanto era grande un campo).
Non è stato chiamato oriente antico perché? Cambia il modo di denominazione dei luoghi→ no corrispondenza attuale
ma chiamato in questo modo per convezione.
Differenze principali tra preistoria e storia
1) Non può essere studiata sulla base di fonti scritte.
2) Non abbiamo testimonianze intenzionali – cioè testimonianze di individui, gruppi sociali, istituzioni che ci
raccontano il loro punto di vista su come sono andati i fatti.
3) Gli studiosi della preistoria si servono principalmente dell’archeologia e di discipline ausiliare ad essa correlate:
la paleoetnologia, l’antropologia fisica, l’archeobotanica, ma anche la linguistica (a partire dalle prime
testimonianze sulla lingua si cerca di risalire indietro attraverso l’individuazione di nuclei originari antichi che
possono rimandare all’esistenza di aggregazioni sociali e istituzionali in una determinata area).
-fase storica→ scrittura
-preistoria→ no studiata su fonti scritte→ ci si serve dell’archeologia, linguistica→ a partire dalle prime testimonianza
scritte su fonti scritte si cerca di studiare quanto queste lingue siano antiche
Metodi usati per capire i processi evolutivi in epoca preistorica:
• carbonio 14→ isotopo radioattivo del carbonio. La datazione col metodo del «carbonio 14» (isotopo
radioattivo del normale carbonio) si fonda sul fatto che esso, formandosi in continuazione nell’alta atmosfera,
in combinazione con l’ossigeno dà luogo ad anidride carbonica radioattiva, che viene assimilata dagli organismi
viventi analogamente a quella normale. Dopo la morte, rimanendo attivo solo il processo di disintegrazione,
nei resti delle materie organiche (legni carbonizzati, semi, ossa, ecc.) la quantità residua di carbonio 14 andrà
affievolendosi progressivamente nel tempo. Misurando la percentuale di carbonio 14 superstite, espressa dal
suo indice di radioattività, si determina con una certa approssimazione (andando indietro nel tempo a partire
da oggi) l’età del materiale. Tale metodo consente di risalire fino a circa 40000-50000 anni fa (con margini di
esattezza progressivamente calanti per il periodo più antico, a causa di vari fattori).
• dendrocronologia→ studio accrescimento anelli degli alberi→ simile in una determinata area. La
dendrocronologia si basa sullo studio degli anelli di accrescimento visibili nella sezione trasversale del tronco
degli alberi. Si è potuto constatare che il differente spessore di questi anelli (legato di anno in anno alle
variazioni climatiche) si riscontra regolarmente identico per i medesimi anni in alberi della stessa specie
legnosa viventi nella medesima area geografica. Utilizzando manufatti lignei di sicura datazione provenienti da
alberi a vita di solito plurisecolare, è stato possibile ricostruire una sequenza continua di serie cronologiche
anulari che riportano (regione per regione) il variare dell’ampiezza degli anelli nel corso dei secoli, risalendo
all’indietro nel tempo fino all’epoca più remota alla quale (luogo per luogo) sia possibile pervenire. Le serie
dendrologiche più complete difficilmente consentono di risalire oltre il 6000 a.C. All’interno di questo
periodo l’analisi dendrologica ha talora consentito di ricalibrare dati desunti col metodo del carbonio 14. In
non pochi casi, confrontando gli anelli di manufatti lignei di data incerta con le serie cronologiche regionali, si
è riusciti a darne una datazione sufficientemente precisa e sicura.
La preistoria viene suddivisa in Ere geologiche:
1) era archeozoica→ formazione crosta terrestre circa 4 miliardi di anni fa→ forma di vita unicellulari (alghe e batteri);
2) era paleozoica→ da circa 550 a 250 milioni di anni fa→ compaiono delle felci, piante e forme invertebrati
multicellulari, batteri spugne ecc. alla fine di questo periodo si sviluppano primi anfibi, pesci (trilobiti) ecc;
3) età mesozioca→ 250- 65 milioni di anni fa→ rettili→ dinosauri ma anche primi uccelli e primi mammiferi e molluschi
bivalvi. Evento cataclismatico che ha provocato estinzione di molti dinosauri.
4) età cenozoica→ da 65 a 2,5 milioni→ evoluzione biologica con sviluppo di flora e fauna e si diffondono i mammiferi
con comparsa scimmie e primati→ alla fine compaiono ominidi più evoluti (australopiteco)
5) età neozoica→ da 2,5 milioni fino ad oggi→ comparsa il genere homo che si sviluppa attraverso adattamenti
evolutivi→ l’Homo habilis, l’Homo erectus, linee collaterali come l’Homo neanderthalensis, fino alle prime attestazioni
in Africa dell’Homo sapiens e ai suoi esiti nell’Homo sapiens sapiens.
Immagine evoluzione uomo→ immagine lineare ma non è vero.
Con l’arrivo dei primi ominidi le cose si fanno più interessanti e possiamo iniziare a studiare, anche se in maniera non
complessa le prime articolazioni di vita (cosa facevano e come si alimentavano).
Per quanto riguarda la storia dell’uomo, si è soliti dividere questo lungo periodo di tempo in 3 età sulla base dei materiali
caratteristici delle diverse fasi:
-età pietra (paleolitico, mesolitico e neolitico);
-eta bronzo;
-età ferro.
Come siamo arrivati all’uomo? Dagli ominidi all’uomo:
1) Ominidi presenti sulla terra dai 4 ai 5 mln di anni fa circa
2) Il passaggio decisivo dagli Ominidi all’uomo si ebbe circa 2,5 mln di anni fa.
Un ruolo fondamentale ebbe la Great Rift Valley (GRV). Di cosa si tratta?
È faglia, formatasi in conseguenza della separazione delle placche
tettoniche africana e araba (che ebbe inizio circa 35 milioni di anni fa) che
procede dal Mediterraneo e scende lungo costa orientale dell’Africa. Si
estende per circa 6000 km da nord a sud, dall’attuale Siria fino al
Mozambico e ha larghezza e profondità variabile.
Secondo la ricostruzione degli studiosi, l’espansione della faglia, ha
provocato in quella zona dell’africa la creazione di rilievi e depressioni
quindi di montagne e laghi contribuendo in quella parte all’estinzione delle
foreste pluviali perché diversi fattori concorrenti impedirono l’accesso
delle correnti umide occidentali, mentre consentirono l’incanalamento
delle correnti secche orientali.
Questi fenomeni ambientali consentirono la nascita della savana, dove
sono stati ritrovati fa i primi ominidi (risalenti a 4- 2,5 milioni di anni fa)→
→
Australopitechi alti al max 1,5 m, pesavano tra i 35 e i 45 kg e erano in
gradi di camminare in posizione eretta (anche se non esclusivamente).
nati grazie a questo lungo periodo geologico
Fenomeni ambientali→formazione ambiente savana→ primi ominidi
Teorie evoluzione
1) Vecchia teoria lineare→ ogni specie ha progressivamente sostituito l’altra fino ad arrivare all’homo sapiens
sapiens ma sono teorie superate.
2) Teorie recenti→ diverse specie hanno convissuto in spazi diversi nello stesso periodo. Solo col passare del
tempo si è avuto la prevalenza di una sola specie
➔ Come si è arrivati dall’australopiteco all’homo sapiens sapiens:
Primi ominidi nati quindi grazie al fenomeno geologico di lunga durata.
1) Australopiteco→ suddivisioni:
- Gruppo meridionale (Australopiteco Africanus)
- Gruppo orientale (Australopiteco Afarensis) che risale a 3,5 milioni di fa→ reperto più completo e noto è
rappresentato da Lucy rinvenuto in Etiopia, zona lambito da GRV. un esemplare femmina (statura e peso
stimati intorno a 110 cm e 40,6 kg rispettivamente; capacità cranica compresa tra 340 e 470 ml).
(Grandezza cranio→ Più la scatola cranica è ampia e più ci troviamo a un livello successivo di evoluzione→ capacità
intellettive maggiori.)
2) Homo habilis→la più antica specie del genere Homo apparve intorno a 2,5 milioni di anni fa. Il maggior numero
di esemplari rinvenuti si concentra nell’Africa Orientale centro-meridionale. Essi rivelano un’altezza tra 100 e
150 cm, un peso di 33-55 kg e una capacità cranica di 650 ml circa.
A questa specie si associano i più antichi manufatti litici→ choppers cioè semplici pietre scheggiate da un lato
(monofacciali) da cui si poteva ottenere qualcosa di simile a una lancia, margine tagliente da utilizzare in vario
modo su materiali diversi e per staccare la carne dalle carcasse degli animali.. Non siamo ancora nel momento
in cui questi manufatti sono usati per la caccia perché si ritiene che derivino dalla specie successiva
probabilmente con l’Homo ergaster (variante africana dell’Homo erectus).
→
3) Homo erectus→ 1,8 milioni di anni fa associazione di sviluppo “industria” litica→ sviluppo notevole di
→
manufatti di pietra→ erano punte e lame di selce bifacciali importanti perché le schegge di homo habilis
erano caratterizzate e intagliate solo da un lato rendendole come coltelli che gli permettevano solo un uso
quotidiano non legato al procacciamento del cibo. Queste invece vengono scheggiate su due lati tramite
asportazione per percussione per ottenere così strumenti taglienti su entrambe le facce a forma di mandorla
(chiamate amigdale). Grazie a questi manufatti si sviluppa un’economia della caccia e della raccolta. Ruolo
centrale e chiave, dunque, nello sviluppo di un’economia nuova.
Visto che si sviluppa un’economia basata sulla caccia come si sviluppano le forme di organizzazione sociale? in
questo periodo gli studiosi vedono le prime strutture abitative→ l’insieme delle nove strutture abitative ci dice
che c’era una struttura più complessa. →
4) Dall’Homo antecessor all’Homo sapiens arcaico Intorno a 800-600 mila anni fa compaiono in Africa, Europa
e Asia nuove specie di uomini, in un arco di tempo di 200 mila anni. Prima c’erano solo singole specie, mentre
in questa finestra temporale molto breve, contemporaneamente, in diversi luoghi, si vedono apparire nuove
specie di uomini:
-Homo antecessor e Homo heidelbergensis (600000 anni fa),
-Homo neanderthalensis (300000-200000 anni fa)
-Homo sapiens arcaico
Novità→ accresce la dimensione del cervello a cui corrisponde un aumento delle abilità intellettive→ elemento
fondamentale anche la rete interneuronica ovvero la rete che si trova nel cervello che contribuisce alla
connessione dei singoli neuroni→ maggiore elaborazione di info e quindi compiere azioni sempre più
complesse.
Quindi le differenze principali tra tutte queste specie viste qui sopra fin ora sono:
• l’allargamento della capacità cranica;
• Capacità di svolgere attività sempre più complesse (ma per quanto siano complesse siamo sempre in un contesto in
cui l’economia è basata sulla caccia e sulla raccolta e non sull’agricoltura e allevamento e dove è vero che si elaborano
oggetti sempre più raffinati, ma stiamo sempre parlando di un grado di raffinatezza collegato alla lavorazione della
pietra per la caccia).
Tutto questo tramite reperti archeologici che sono stati comparati con quelli attuali→ ricostruzioni comunque sempre
ipotetiche. Chi studia queste cose deve essere sia un archeologo che un biologo ecc.
rappresentazione dell’evoluzione (possibile domanda all’esame)
Questo schema ci dice che l’evoluzione non è una cosa lineare ma nello stesso periodo, in luoghi diversi, abbiamo diverse
tipologie di homo. Per gli stessi segmenti cronologici abbiamo diverse tipologie di uomini→ homo habilis in africa ha
convissuto con homo ergaster.
Domanda possibile “commentare lo schema”→ ragionare sui segni grafici e interpretarlo
Le frecce dall’alto verso il basso ipotizzano delle “contaminazioni” che hanno portato all’evoluzione di stadi successivi,
degli incontri, contatti di specie diverse che hanno dato origine a diverse specie.
→
CURIOSITÁ→ Homo sapiens sapiens→ cromosoma 3 studi su autopsie di morti covid→ i genetisti hanno isolato la
regione del cromosoma 3 come una regione che ci deriva dall’uomo di neanderthal. Chi è stato molto male dal covid ha
questa derivazione genetica da neanderthal molto evidente.
→
5) Homo sapiens sapiens 300-250 mila anni fa→ Circa 300 000-250 000 anni fa comparvero, in gran parte
dell’Africa, dapprima le versioni arcaiche di Homo sapiens sapiens e successivamente (200 000-160 000 anni
fa) i primi umani anatomicamente moderni. Intorno a 60 000 anni fa essi iniziarono ad espandersi nel Levante
e nell’Asia Orientale (dove sono attestati intorno a 40 000 anni fa) e infine in Europa (circa 35 000 anni fa). In
Europa essi sono stati spesso definiti «uomo di Cro-Magnon», dalla località nel sud della Francia (in Dordogna)
in cui è avvenuto il primo ritrovamento importante dei loro resti (alta statura: 180-190 cm; capacità cranica:
1300-1650 ml).
A questa specie attribuiamo le prime forme di espressione figurativa non è un passaggio scontato perché non
è scontato dare una rappresentazione di ciò che i nostri occhi vedono. (Picasso “non abbiamo inventato nulla”
vedeva la modernità). Esse trovarono il loro culmine nei dipinti di animali delle Grotte della Francia Meridionale
(Grotte di Chauvet: i più antichi conosciuti, risalenti a circa 30000 anni fa; Grotte di Lascaux: circa 17500 anni
fa; Grotte di Niaux: circa 12000 anni fa) e della Spagna Nord Occidentale (Grotte di Altamira: circa 15000 anni
fa). Oltre alle pitture delle caverne vanno ricordate anche alcune piccole e rudimentali sculture e le statuette
femminili in pietra, note sotto il nome di «Veneri litiche». →
Domanda fatta in aula→ gli studiosi possono prevedere come ci evolveremo? età attuale→ antropocene dall’età
→
dell’industria complessità degli eventi ambientali quindi evoluzione biologica legata ai cambiamenti climatici.
RIASSUMENTO
➔ →
paleolitico, età della pietra schegge di pietra per la caccia. C’è una vita nomade→ si va dove c’è cibo da
raccogliere. No allevamento né agricoltura.
➔ Le cose cambiano attorno a 10-8 mila a.c. passiamo da Paleolitico al Mesolitico→ elementi innovativi:
-utensili sono sempre più raffinati, più taglienti, innestati su lance c
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