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Capitolo primo

Colonizzazione e colonialismo

Il colonialismo indica il dominio esercitato da un popolo su un altro estraneo mediante lo sfruttamento economico, politico ed ideologico del differente grado di sviluppo esistente fra i due. Quindi è importante l'estraneità (per essere colonialista la dominazione deve essere avvertita come straniera) e il differente grado di sviluppo. Mentre imperialismo ingloba tutte le forme di brama espansionistica ed egemonica di una comunità.

Il colonialismo ha i suoi presupposti logici nel concetto di colonia, essa rappresenta un nuovo insediamento. Nella storia è possibile individuare tre tipologie di colonie:

  • Colonie come basi di appoggio (Portogallo) per rendere possibile il commercio.
  • Colonie di insediamento (Inghilterra) miranti a un progressivo popolamento della terra.
  • Domini coloniali (Spagna) la potenza conquistatrice lascia che la situazione precedente continui a esistere sotto il proprio dominio.

Si possono identificare tre cause legate al colonialismo:

  • Spinta socioeconomica che mira al conseguimento di profitti e può concretizzarsi in un miglioramento dello status sociale.
  • Motivazioni politiche per accrescere il proprio potere.
  • Motivazioni ideologiche (ad esempio l’idea del XIX secolo che il capitalismo dovesse espandersi all’esterno), religiose (portare ai pagani la vera fede), culturali (portare ai barbari la vera civiltà).

Capitolo secondo

L'Europa e l'Atlantico

Già nel Medioevo gli europei si erano spinti fino all'Oceano Atlantico, facendone in età moderna un nuovo Mediterraneo. Questo era dovuto al perfezionamento delle costruzioni navali fondendo le tecniche di navigazione di due settori europei: mediterraneo (navi miste, vele più remi) e nordico (navi a vela che potevano navigare anche controvento).

La causa dell'espansione europea nell'Atlantico è dovuta oltre che alle conquiste, anche al nuovo individualismo dell'Uomo del Rinascimento (in Spagna nel 1492 si passa dalla Reconquista alla Conquista). L'espansione europea non soltanto fu raramente pianificata ma fu anzi improvvisa, i primi a scoprire l'America nell'estremo nord furono nell'anno mille i Vichinghi.

La vera scoperta però avvenne solo quando ci si avventurò talmente verso sud da lasciarsi sospingere dagli alisei verso ovest (il viaggio di Colombo fu infatti senza intoppi). Spagna e Portogallo già nel XII-XIII secolo avevano un loro flotta. Dopo la scoperta delle Canarie nel 1312 ad opera di un genovese (Lacellotto), le isole furono meta di molte spedizioni italiane e portoghesi, anche il papa si inserì nella contesa proclamando propositi di evangelizzazione.

Dal momento che Castiglia e Aragona già nel 1291 si erano spartiti la costa nordafricana, il Portogallo si sentiva escluso e cercò di assicurarsi delle basi strategiche nell'Africa settentrionale, le motivazioni possono essere ricondotte alla guerra di religione, alla brama di potere e alla prospettiva economica ma questo calcolo non funzionò a causa dell'ostilità dei musulmani.

Iniziatore e organizzatore delle successive imprese fu il principe Enrico il Navigatore. Gli uomini al suo servizio scoprirono nel '400 le isole dell'arcipelago di Madera e le Azzorre. Per quanto riguarda le Canarie, qui vi erano le basi castigliane e il Portogallo tentò invano di sottomettere i nativi. Successivamente una nave di Enrico riuscì a superare Capo Bojador (1434), negli anni quaranta e cinquanta vennero raggiunti Rio de Oro, il Senegal, Capo Verde e la Sierra Leone e vennero importati i primi schiavi africani. Per la Corona in questo modo si istituì un monopolio sugli affari con l'Africa.

I Castigliani non si lasciarono certo escludere, dalla Reconquista passarono alla Conquista oltremare (protagonista sociale importante fu la piccola nobiltà degli hidalgos). In Castiglia la corona era il fulcro di tutte le imprese, anche la chiesa soggiaceva al controllo della corona. Sul versante Portoghese il sovrano Giovanni II prese le redini dell'espansione oltremare. Nel 1481 fu eretto nel Ghana il forte di Elmina. Nella parte settentrionale dell'Angola i portoghesi scoprirono il regno del Congo i cui governanti erano interessanti a realizzare un programma di evangelizzazione e di sviluppo, ma finirono per prevalere gli interessi dei mercanti portoghesi di schiavi e dei proprietari di piantagioni di canna da zucchero insediati nell'isola Sao Tomé.

Nel 1483 Colombo arrivò a Elmina nelle vesti di capitano portoghese e l'anno dopo propose a Giovanni II il suo piano di raggiungere le Indie circumnavigando il globo dall'occidente. I consulenti scientifici della corona tuttavia rifiutarono il piano di Colombo. Nel 1485 si recò in Spagna ma anche qui il suo progetto fu rifiutato. Nel frattempo Giovanni II nel 1487 tentò di trovare la via per le Indie non limitandosi all'esplorazione della costa africana ma promuovendo la risalita del Niger. Nel 1488 giunse la notizia che Bartolomeo Diaz aveva doppiato l'estremità meridionale del continente africano. Poiché il successo dei portoghesi era notevole, il piano di Colombo appariva l'unica carta in mano ai sovrani spagnoli per trovare l'accesso alle Indie via mare. Così Colombo nel 1492 ottenne tre caravelle e il 10 ottobre raggiunse una delle isole delle Bahamas, poiché le nuove isole scoperte si trovavano a sud della linea di Alcáçovas, si profilava la minaccia di un conflitto con il Portogallo, ma il Papa Alessandro IV assegnò le terre agli Aragonesi.

Nel 1494 Spagna e Portogallo siglarono il trattato di Tordesillas che stabiliva la spartizione delle aree di conquista, fu tracciato un meridiano (la raya), una linea convenzionale che divideva l'Atlantico dal Polo Artico all'Antartico. Le future scoperte a ovest della raya sarebbero appartenute alla Spagna, quelle a est al Portogallo. Colombo compì altri viaggi nel corso dei quali esplorò le Piccole e le Grandi Antille, le zone costiere del Sudamerica e la costa dell'America centrale fra l'Honduras e Panama. Egli fu un grande marinaio ma non fu un bravo colonizzatore, l'economia di sussistenza degli indigeni crollò sotto le pretese degli spagnoli e il lavoro forzato mirato a realizzare profitti a qualunque costo. Il commercio degli schiavi indiani avviato da Colombo fallì per l'insufficiente reclutamento, così nel 1500 egli venne soppiantato nella carica di governatore da un uomo di fiducia della corte.

Nel frattempo Vasco de Gama portò a compimento il tentativo di raggiungere le Indie orientali, nel 1497 abbandonò le isole di Capo Verde e approdò sulle coste dell'Africa sud-occidentale, nessuno, nemmeno Colombo aveva osato tanto. In seguito i portoghesi si avventurarono lungo la costa fino a mettersi in contatto con il mondo mercantile dell'Oceano Indiano. Di fronte a tutto questo le Indie occidentali di Colombo facevano ben magra figura. Si doveva trovare il prima possibile un passaggio per arrivare a quella metà. Così la Corona recedette dal contratto monopolistico con Colombo e acconsentì ad altri viaggi di scoperta (a tali viaggi parteciparono anche i protagonisti della Reconquista). Venne esplorata la costa del Sudamericana, a tali viaggi partecipavano anche i portoghesi dopo che nel 1500 arrivarono sulle coste del Brasile. Ben presto ci si rese conto che si trattava di un continente sconosciuto a cui nel 1507 si diede il nome America da Amerigo Vespucci.

Da quel momento la scoperta si trasformò in conquista (tranne nell'America del Nord dove le pretese ispaniche furono messe in questione da Portoghesi, Inglesi e Francesi). In tutto questo ebbero un ruolo anche gli italiani che scoprirono i fondali pescosi di Terranova, esplorarono le coste dei futuri Stati Uniti e Brasile. Nel 1533 il papa Clemente VII concesse un'interpretazione favorevole delle bolle papali di Alessandro VI, esse si sarebbero riferite solo alle terre scoperte fino ad allora, non a quelle scoperte in tempi più recenti. Così furono effettuati dei viaggi lungo il fiume San Lorenzo fino in Quebec, successivamente fu attraversato da nord a sud lo stretto di Panama scoprendo l'Oceano Pacifico.

Il sogno di Colombo venne infine soddisfatto Ferdinando Magellano il quale ottenne da Carlo V cinque navi, egli attraversò lo stretto all'estremità meridionale del continente americano (1520), navigò per due mesi senza mai toccare terra e finì per venire ucciso nelle Filippine in seguito del suo coinvolgimento in contese locali. Due delle sue navi raggiunsero le isole delle spezie, una di esse sfuggì ai portoghesi e fece ritorno con un prezioso carico di prodotti esotici. Nel 1565 venne trovata una via per tornare in Messico (Nuova Spagna). Nei successivi cento anni tutte le parti dell'America vennero trasformate in colonie europee così come le coste occidentali dell'Africa. L'Atlantico divenne un mare interno europeo.

Capitolo quarto

Le tesorerie del Nuovo Mondo

Malgrado le progredite civiltà, che gli europei incontrarono soprattutto nell'America centrale, sussisteva una notevole differenza di sviluppo. L'America Latina diventò pertanto il primo caso di colonialismo europeo su grande scala. La maggior parte degli spagnoli e dei portoghesi erano spinti a vacare l'oceano dalla brama di ricchezza, i sovrani stessi vedevano nel Nuovo Mondo la possibilità di rimpinguare le proprie casse (da qui la definizione "tesorerie del Nuovo Mondo" rappresentate non tanto dai tesori accumulati dagli Indios ma dai giacimenti d'argento scoperti in Messico e Perù e d'oro trovati in Brasile).

Conquista e sistema di dominio degli spagnoli

Inizialmente ad Haiti si ci rifaceva al modello portoghese, bisognava costruire un sistema di basi di appoggio per procurarsi oro, schiavi e merci come in Guinea. L'apertura del Nuovo Mondo all'iniziativa privata portò alla ribalta, accanto a navigatori, i membri della piccola nobiltà e i soldati provenienti dall'ambiente della Reconquista. Tali individui erano interessati ad ogni genere di affare, soprattutto a bottini di guerra e ad azioni di conquista (anche Cortés che aveva preso il mare in un viaggio esplorativo con intenti mercantili, finì per conquistare l'impero azteco).

La corona non pensava di tollerare la riproduzione nel Nuovo Mondo dei rapporti di potere aristocratico-feudali ma mirava a un impero burocratico controllato da giuristi. Dal punto di vista giuridico i Conquistadores sottoscrivevano fin da subito la loro abdicazione quando stipulavano la Capitulacion con la corona, con essa venivano nominati comandanti supremi, giudici o governatori e circoscriveva i loro incarichi e poteri. (i Conquistadores dovevano autofinanziare le proprie spedizioni e provvedere al reclutamento delle truppe).

Dal punto di vista politico e finanziario i conti della corona tornavano in quanto la conquista si sviluppò come un processo controllato. Erano previsti dei centri dove attraverso l'estrazione di metalli preziosi, il lavoro forzato degli indios, il commercio e i bottini di guerra si accumulasse capitale. Il primo di questi centri fu Hispaniola (Haiti), occupata da Colombo con capoluogo Santo Domingo. Da qui ci furono molte spedizioni verso la terraferma dei Caraibi (funestate da commercianti di schiavi), Portorico, Colombia, Panama (perché vi erano oro e perle), Giamaica e Cuba.

Nel 1519 Hernan Cortes entrò nella capitale degli Aztechi, Tenochtitlan, e la distrusse. Poi si diresse verso nord e sud nella sfera di potere azteca e conquistò Guatemala e Honduras. Nel 1526 venne conquistato il paese dei Maya, lo Yucatan. Il sud degli attuali Stati Uniti venne esplorato ma fu ritenuto poco interessante, all'occupazione del Nuovo Messico si arrivo nel 1600. Nel frattempo nel centro di Panama si parlava dell'Eldorado, il Perù. Francisco Pizzarro conquistò nel 1531 i centri dell'impero incaico e la capitale Cuzco. Fu fondata Lima come capitale gravitante sul mare e il bottino peruviano fu investito in altri tentativi di penetrazione, fu conquistato l'Ecuador, il Venezuela e fu fondata Bogotà. Dal Perù fu conquistato il Cile e fondato Santiago de Cile, sempre dal Perù Gonzalo Pizarro discese verso le foreste pluviali dell'Amazzonia, un gruppo dei suoi uomini si spinse fino alle foci del Rio delle Amazzoni.

I punti di cristallizzazione del sistema di dominio ispanico erano le città spagnole, esse durante la Reconquista avevano acquisito...

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-STO/02 Storia moderna

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher eowyn87 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia delle Americhe in Età Moderna e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi Gabriele D'Annunzio di Chieti e Pescara o del prof Pizzorusso Giovanni.
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