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Il panorama della rivista italiana

Il panorama della rivista italiana era caratterizzato da uno stile assiro-babilonese e da un fasto magniloquente. Gli stranieri andavano a ruba, e le locandine erano zeppe di nomi esotici. Allo sfarzo della cornice corrispondeva lo squallore del quadro, alla ricchezza del contenitore, la miseria del contenuto. Quasi sempre era tutto affidato alla bravura del comico, che da solo doveva reggere lo spettacolo.

La scarsa voglia di alcuni autori e i tagli imposti dalla censura fecero sì che la politica rimanesse sempre un argomento abbastanza estraneo alle tematiche della rivista. Allo stesso modo, gli spunti di critica erano vaghi e ripetitivi, mentre i temi ricorrenti erano quella della nostalgia per i “bei tempi andati” e l’esotismo.

Il corpo di questo testo consiste nell’insieme delle recensioni scritte dall’autore per La Notte fra il dicembre 1952 e il settembre 1961.

1952

Tarantella napoletana

Di Armando Curcio: tematiche portanti la ricerca del bel tempo perduto, ovvero i primi anni del secolo.

Tutto fa Broadway

Spettacolo di rivista con Walter Chiari, in cui spiccano tanto le sue doti di intrattenitore e mattatore, quanto i difetti nel non sapersi misurare, nonché i difetti congeniti di un genere poco organico e privo di trovate.

1953

Attanasio, cavallo vanesio

Garinei e Giovannini si staccano dagli schemi desueti della rivista e riscoprono l’importanza del filo conduttore. In sede di stesura questo si sente, in sede di rappresentazione un po’ di meno, le pause sono frequenti e pare mancare mordente, ma va detto che le fondamenta gettate possono dare buoni frutti in futuro. Inoltre non va trascurato il fatto che la compagnia, soprattutto Rascel, potesse non trovarsi in uno stato di grazia. Fenomenale è invece il numero delle Peters Sisters. Altra dote dello spettacolo è il buongusto di costumi e scenografie di Coltellacci.

Pericolo rosa

Macario mette in mostra i numeri del suo repertorio e riesce sempre a divertire il pubblico, pur concedendosi forse troppo alla battuta scollacciata.

Caccia al tesoro

Spettacolo affidato ai due comici romani Billi e Riva.

Carnet de Notes

La formula del teatro dei Gobbi è semplice: è un teatro da camera con tre attori e cento personaggi, non c’è bisogno né di scene né di costumi, e in un certo senso non c’è nemmeno bisogno di testo. Il testo infatti è costituito da appunti che i tre ragazzi annotano andando in giro e riportano sul palcoscenico. Franca Valeri e i suoi compagni non hanno fatto che sviluppare, organizzare e sceneggiare tutto ciò. In un tempo come il nostro il comico straripa e fa parte della struttura stessa della società (rif. Monicelli): basta isolare certi gesti perché l’effetto comico scocchi come una scintilla. Attraverso il distillatorio della loro intelligenza i Gobbi filtrano elementi diversi ed eterogenei che tutti conosciamo perché sono nell’aria: osservazioni da settimanale umoristico, satira sul costume, trovate mimiche e dialettali, gusto intellettuale del pettegolezzo. Fra la Valeri, Caprioli e Bonucci è la prima a destare le maggiori attenzioni.

Il dito nell’occhio

È l’esordio del trio Parenti-Fo-Durano, ed è diviso in due tempi. Si tratta di uno spettacolo goliardico con sbalzi intellettuali e spettacolari rispetto alla media. L’operazione è simile a quella dei Gobbi, ovvero mettersi di fronte ai luoghi comuni che cementano la nostra vita di ogni giorno, la cultura e di dare al tutto un’espressione plastica, una mimica spettacolare (in questo caso con una costruzione scenica e una mimica più vasta rispetto ai Gobbi).

Il piccolo naviglio

Spettacolo di rivista inoffensivo e prevedibile.

B, come… Babele

Spettacolo con Nino Taranto, il comico più cordiale della rivista.

Baracca e burattini

Spettacolo di rivista in cui una parte coreografica di acrobati ruba la scena a tutto il resto: se la rivista è mediocre, la parte coreografica ha il sopravvento sul testo.

Funiculì funiculà

Spettacolo napoletano a cui manca un tessuto connettivo vero e proprio.

Quattro passi in galleria

Classico spettacolo di rievocazione degli “altri tempi”.

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-ART/05 Discipline dello spettacolo

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