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Algebra lineare

Definizione di spazio vettoriale

Dato un insieme V e potendo definire:

  • Addizione: Sommando ad un elemento di V un altro di V si ottiene un altro elemento di V.
  • Moltiplicazione: Moltiplicando un elemento di V con uno scalare (un numero reale) si ottiene un altro elemento di V.

Tale terna è detta spazio vettoriale se sono soddisfatte alcune proprietà. Gli elementi di V prenderanno allora il nome di vettori.

Proprietà dell'addizione

  • Associativa: (x+y)+z = x+(y+z) ∀ x, y, z ∈ V
  • Commutativa: x+y = y+x ∀ x, y ∈ V
  • Esistenza dell'elemento neutro: ∃ 0 ∈ V : x+0 = x ∀ x ∈ V
  • Esistenza dell'opposto: ∀ x ∈ V, ∃ y ∈ V : x+y = 0

Proprietà della moltiplicazione

  • Associativa: a*(b*x) = (a*b)*x ∀ a, b ∈ IR e x ∈ V
  • Esistenza dell'elemento neutro: x*1 = x ∀ x ∈ V
  • Distributiva: (a+b)*x = a*x + b*x ∀ a, b ∈ IR e x ∈ V

Proprietà comune di addizione e moltiplicazione

  • Distributiva: a*(x+y) = a*x + a*y ∀ a ∈ IR e x, y ∈ V

È importante notare che: 0*x = 0 e a*0 = 0.

Esempi di spazi vettoriali

L'insieme IR può essere considerato come uno spazio vettoriale: dato a ∈ IR posso moltiplicare/sommare a con uno scalare, ottenendo un altro numero reale, e valgono tutte le proprietà sopra elencate. Ogni numero reale può essere visto come un vettore che appartiene allo spazio vettoriale dei numeri reali.

Spazi vettoriali nel piano e nello spazio tridimensionale

La coppia ordinata (x1, y1) individua il punto P, ma ogni punto è caratterizzato da due coordinate. Ogni punto del piano può essere visto come un vettore, caratterizzato da due coordinate.

  • Somma: (x1, y1) + (x2, y2) = (x1+x2, y1+y2)
  • Moltiplicazione: a*(x, y) = (ax, ay)

Perché sia uno spazio vettoriale dimostro che valgono le proprietà:

  • Esistenza dell'elemento neutro: (x, y) + (0, 0) = (x, y)
  • Esistenza dell'opposto: (x, y) + (-x, -y) = (0, 0)
  • Vale la commutativa: (x1, y1) + (x2, y2) = (x2, y2) + (x1, y1)

IR2 è uno spazio vettoriale, i cui vettori sono le coppie di scalari. Anche lo spazio tridimensionale è uno spazio vettoriale, i cui vettori sono triplette ordinate.

  • Somma: (x1, y1, z1) + (x2, y2, z2) = (x1+x2, y1+y2, z1+z2)
  • Moltiplicazione: a*(x, y, z) = (ax, ay, az)

Le proprietà sono dimostrabili come per lo spazio bidimensionale.

Spazi vettoriali di matrici

Una tabella di questo tipo è una matrice m×n. Le matrici si indicano con lettere maiuscole. L'insieme delle matrici m×n è uno spazio vettoriale, poiché ogni matrice può essere pensata come un vettore.

Operazioni con le matrici

Addizione

Somma di matrici con uno stesso numero di righe e colonne:

1  -1  0  1    5  3  2  1    6  2  2  2
2   1  0  1  + 7 -1  0  2  = 9  0  0  3
3  -1  2  1    4  3  2  1    7  2  4  2

Date due matrici A e B, A+B darà luogo a una matrice C, il cui generico elemento sarà cij = aij + bij.

Moltiplicazione

Moltiplicare uno scalare per una matrice qualsiasi:

   5  3  2  1         15  9  6  3
3* 7 -1  0  2   =    21 -3  0  6
   4  3  2  1         12  9  6  3

Per dimostrare che una matrice è spazio vettoriale bisogna a questo punto dimostrare le proprietà.

Proprietà delle matrici come spazio vettoriale

  • Esistenza dell'elemento neutro:
            a11  a12  a1n    0  0  0          a11  a12  a1n
            a21  a22  a2n +  0  0  0   =     a21  a22  a2n
            a31  a32  a3n    0  0  0        a31  a32  a3n
            
  • Esistenza dell'opposto: -amn esiste per ogni amn in V.

È uno spazio vettoriale perché valgono tutte le proprietà.

Polinomi come spazio vettoriale

Si considerino ora tutti i polinomi di grado minore o uguale a 2, cioè del tipo:

  • Addizione: (a1x2 + b1x + c1) + (a2x2 + b2x + c2) = (a1 + a2)x2 + (b1 + b2)x + (c1 + c2)
  • Moltiplicazione: d*(ax2 + bx + c) = (da)x2 + (db)x + dc

Le proprietà valgono tutte, quindi i polinomi di grado minore o uguale a 2 sono dei vettori dello spazio vettoriale dei polinomi di grado minore o uguale a 2.

Invece i polinomi di grado uguale a 2 non sono uno spazio vettoriale, perché potrebbe non esistere l'elemento neutro e perché si potrebbe ottenere, in seguito ad addizione, un polinomio di grado minore.

Generalizzando il discorso, tutti i polinomi di grado minore o uguale a m costituiscono uno spazio vettoriale.

Sottospazio vettoriale

Dato S ⊆ V (S sottoinsieme proprio di V), S ⊆ V è un sottospazio vettoriale se e solo se S è spazio vettoriale.

Dato S ⊆ V, S è spazio vettoriale se e solo se sono verificate queste tre condizioni indispensabili:

  • S ≠ ∅
  • x, y ∈ S ⇒ x+y ∈ S
  • a ∈ IR, x ∈ S ⇒ a*x ∈ S

Se l'insieme S non è vuoto e se è chiuso rispetto all'addizione e alla moltiplicazione, allora è un sottospazio vettoriale. Basta dimostrare queste tre condizioni per dimostrare che S sia un sottospazio vettoriale.

Esempio di matrice triangolare alta come sottospazio vettoriale

Si dimostra ora che una matrice triangolare alta (cioè quella matrice che sotto una diagonale presenta solo 0) è un sottospazio vettoriale dell'insieme delle matrici.

  • B è non vuoto: La matrice triangolare alta contiene almeno l'elemento neutro.
  • Chiusura rispetto all'addizione: Sommando due matrici triangolari alte ottengo un'altra matrice triangolare alta.
  • Chiusura rispetto alla moltiplicazione: Moltiplicando una matrice triangolare alta per uno scalare si ottiene un'altra matrice triangolare alta.

Sottospazi banali

Si dicono sottospazi banali di V: V stesso e il sottoinsieme vettore nullo (0). Riguardo a IR2, sono sottospazi banali il vettore nullo (0,0) e IR2 stesso. Ma oltre a questi due sottospazi, IR2 ne ammette un altro: la retta passante per l'origine degli assi, definita da y=mx.

Combinazione lineare finita

Considerando n vettori x1, x2, ..., xn ∈ V e considerando n numeri reali, detti combinatori, c1, c2, ..., cn ∈ IR, si può affermare che:

  • Combinazione lineare: x = c1x1 + c2x2 + ... + cnxn è una combinazione lineare finita.

È finita, perché di n elementi. È una combinazione perché gli elementi sono combinati tra loro attraverso le operazioni di somma e moltiplicazione. È lineare, perché ogni vettore che compare, compare linearmente (non ci sono quadrati).

La stessa scrittura può essere vista come:

∑ (cixi)

Si ottiene attraverso una combinazione lineare finita un sottospazio vettoriale S di V, perché valgono le tre condizioni:

  • S ≠ ∅ (contiene almeno il vettore nullo).
  • c1x1 + c2x2 = (c1 + c2)xi
  • (c1x1 + c2x2) * a = ac1x1 + ac2x2

Questo particolare sottospazio prende il nome di sottospazio generato dai vettori x1, x2, ..., xn e si indica con la notazione <x1, x2, ..., xn>, che è l'insieme di tutte le possibili combinazioni lineari finite di n vettori.

Ogni elemento di S è, quindi, esprimibile come una particolare combinazione finita.

Esempio di combinazione lineare

Esempio: S = <x1, x2, ..., xn>

x1 = (1, 0) ∈ IR2

x2 = (0, 1) ∈ IR2

Il punto V(x, y) può essere espresso come combinazione di x1 e x2.

V = x*(1, 0) + y*(0, 1) (x e y saranno i combinatori) V = (x, 0) + (0, y) = (x, y)

Esempio: V(3, 7)

V = 3*(1, 0) + 7*(0, 1) V = (3, 0) + (0, 7) = (3, 7)

IR2 = <(1, 0), (0, 1)>, perché ogni punto del piano può essere espresso come combinazione di questi vettori.

IR3 = <(1, 0, 0), (0, 1, 0), (0, 0, 1)>, perché ogni punto nelle tre dimensioni può essere espresso come combinazione di questi vettori.

Spazio finitamente generato

Si definisce a questo punto lo spazio finitamente generato come spazio creato da un numero finito di vettori generatori.

Dipendenza e indipendenza lineare di vettori

Dati dei vettori: x1, x2, ..., xn e dati dei numeri reali: c1, c2, ..., cn, i vettori x1, x2, ..., xn sono linearmente dipendenti se esiste una loro combinazione lineare finita con combinatori non tutti nulli tale che:

  • c1x1 + c2x2 + ... + cnxn = 0

Quindi, se riesco a ottenere il 0 come combinazione lineare usando combinatori non tutti nulli, i vettori sono linearmente dipendenti.

Viceversa: se l'unico modo per ottenere il vettore nullo è quello di porre tutti i combinatori uguali a 0, allora i vettori sono linearmente indipendenti.

Esempio di indipendenza

1  0  0
0  1  0
0  0  1

Sono linearmente indipendenti:

  • c1*(1, 0, 0) + c2*(0, 1, 0) + c3*(0, 0, 1) = 0
  • L'unico modo perché l'operazione sia uguale a 0 è che tutti i combinatori siano uguali a 0. Di conseguenza, i vettori sono linearmente indipendenti.

Esempio di dipendenza

1  2
2  4
3  6

Sono linearmente dipendenti:

  • c1*(1, 2, 3) + c2*(2, 4, 6) = 0
  • Se c1 = 1, allora c2 = -1/2
  • I vettori sono linearmente dipendenti perché la loro combinazione è uguale a 0 per c≠0.

Base di uno spazio vettoriale finitamente generato

Una base di uno spazio vettoriale V è un insieme di vettori x1, x2, ..., xn tali che:

  • V è lo spazio generato da x1, x2, ..., xn (cioè i vettori sono generatori di V).
  • x1, x2, ..., xn sono linearmente indipendenti.

È importante l'"una" perché di basi ce ne sono infinite.

Esempio di base

1  0  0
0  1  0
0  0  1

Questi vettori sono linearmente indipendenti e sono generatori di uno spazio vettoriale.

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I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher cecilialll di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Geometria 1 e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi di Napoli Federico II o del prof Olanda Domenico.
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