Capitolo 1
L’analisi delle politiche sociali e del welfare state
1. POLITICHE SOCIALI E WELFARE STATE: I CONCETTI FONDAMENTALI
L’analisi delle politiche pubbliche è lo studio di COME, PERCHè, e CON QUALI EFFETTI i diversi sistemi politici
perseguono certi corsi di azione per risolvere problemi di rilevanza collettiva.
L’analisi delle politiche sociali è lo studio dei provvedimenti per risolvere problemi e raggiungere obiettivi di natura
sociale: problemi e obiettivi che hanno a che fare con il dei cittadini.
benessere
POLITICHE SOCIALI -> definiscono le norme, gli standard, le regole in merito alla distribuzione di alcune risorse e
opportunità rilevanti per le condizioni di vita e meritevoli di essere garantite dallo Stato -> nelle moderne democrazie
queste norme, standard e regole sono incorporate nel concetto di [Marshall 1950] =>essere
cittadinanza sociale
cittadino vuol dire infatti godere non solo dei diritti civili e politici, ma anche di specifici diritti sociali.
I paesi dell’UE spendono più di ¼ del loro PIL per prestazioni e servizi sociali dello Stato.
Oltre alla nozione di benessere ci sono altre 2 nozioni importanti che caratterizzano le politiche sociali e sono:
1. una carenza, la mancanza di qualcosa di importante e allo stesso tempo un bene mancante oppure
Bisogno:
necessario per sopperire o rimediare alla mancanza (es. un bisogno sanitario nasce da un deficit di salute)
2. esposizione a determinate eventualità che possono accadere (malattia) e quando si verificano
Rischio:
producono effetti negativi e generano dei bisogni
Ad entrambi si può far fronte ricorrendo a risorse ed opportunità del mercato oppure della famiglia oppure a quella di
associazioni intermedie (vicinato, associazioni di categoria e org di volontariato)
Lo Stato ha però assunto un ruolo sempre + rilevante nel garantire tutela ai rischi e soddisfare i bisogni
Le politiche sociali forniscono ai cittadini rispetto rischi e bisogni della società
protezione sociale
Diamante di welfare (fig 1.2)è costituito da Stato, Famiglia, Mercato (del lavoro) e Mondo Associativo -> Stato ha un
ruolo dominante all’interno del diamante
Le politiche sociali importanti sono:
- riguardano il rischio della vecchiaia e la perdita della capacità lavorativa => di
politiche pensionistiche:
sicurezza economica
- il rischio di malattia ed i bisogni sanitari connessi
politiche sanitarie:
- dalla perdita dell’autosufficienza personale alla povertà economica, dalla
politiche di assistenza sociale:
difficoltà di accesso all’abitazione ai “carichi familiari” ossia la presenza di persone deboli (minori, portatori di
handicap…)
QUESTE POLITICHE SERVONO A GARANTIRE O A PROMUOVERE L’ ”INCLUSIONE SOCIALE”
L’insieme delle politiche sociali è spesso denotato con l’espressione di stato di benessere o welfare state
concetto basato su 3 elementi:
Welfare State
1. Processo di E’ un insieme di politiche pubbliche che si poggiano su trasformazioni
modernizzazione:
economiche, sociali e politico-istituzionali (urbanizzazione, passaggio da famiglia estesa a famiglia nucleare,
miglioramento tenore di vita)
2. La (Welfare State): lo Stato fornisce protezione vs rischi e bisogni
natura sociale delle politiche di WS
secondo 3 modalità
a. Assistenza
b. Assicurazione
c. Sicurezza sociale
3. i introduce specifici diritti sociali nonché doveri di contribuzione finanziaria
diritti sociali:
2. ASSISTENZA, ASSICURAZIONE E SICUREZZA SOCIALE
Negli anni ’50 sono stati individuati 3 modelli tipici di intervento pubblico ai fini della protezione sociale
1. interventi a carattere condizionale e spesso discrezionale, volti a risp in modo mirato a specifici
assistenza:
bisogni individuali, a categorie circoscritte di bisognosi -> es. XVII sec Poor Laws =”Leggi sui poveri” in
Inghilterra -> i poveri dovevano essere internati in apposite case di lavoro simili a delle prigioni;
Ciò che caratterizza l’assistenza come modalità di protezione sociale è il fatto che le sue
prestazioni sono subordinate all’accentramento da parte pubblica di 2 condizioni:
a. un bisogno individuale manifesto (disagio familiare, la non autosufficienza personale…)
b. l’assenza di risorse, verificata attraverso qualche (una valutazione da parte di una
prova dei mezzi
autorità pubblica)
date le sue caratteristiche l’assistenza è una forma di protezione (rispetto le condizioni di bisogno e
selettiva
di reddito) e (rispetto alle capacità di risp individuale o familiare)
residuale 1
Teto84
2. tipo di intervento pubblico nettamente diverso dall’assistenza; l’assicurazione sociale
assicurazione:
costituisce il nucleo centrale del moderno WS; ai suoi albori, fine ottocento, l’assicurazione sociale
obbligatoria aveva un’impostazione di tipo attuarile (specialmente in campo pensionistico) -> al momento
dell’iscrizione per ciascun lavoratore assicurato veniva aperto un conto individuale, nel quale fluivano i
contributi versati direttamente dal datore di lavoro -> quando subiva dei danni previsti (infortunio, malattia,
vecchiaia) il lavoratore riceveva una prestazione commisurata ai contributi versati. I nuovi schemi assicurativi
pubblici avevano xò 2 principali tratti di grande originalità rispetto alle precedenti forme di assicurazione
privata e volontaria
a. (mirava non solo a contrastare i comportamenti di irresponsabilità e
obbligatorietà dell’adesione
“imprevidenza” individuale, ma voleva impedire fenomeni di “scrematura” tipici del settore
assicurativo: rifiuto ad assicurare lavoratori pericolosi, i lavoratori non + giovani.
b. finanziamento tramite il passaggio dai ai comportò notevoli
contributi: premi contributi sociali
vantaggi economici -> il premio è una somma forfetaria indipendente dalla situazione reddituale
dell’assicurato, ma collegata al suo profilo di rischio (premio + elevato col crescere dell’età o in
presenza di patologie pregresse)
Grazie all’obbligatorietà e al suo finanziamento tramite contributi l’assicurazione sociale ha potuto
coprire rischi come la “disoccupazione” ed ha attivato flussi redistributivi non solo in direzione
“ORIZZONTALE” (fra non danneggiati e danneggiati) ma anche in direzione “VERTICALE”(dai
redditi + elevati a quelli - elevati)
Dagli anni ’50 in molti Paesi sono state introdotte salvaguardie minime di prestazione (soprattutto x le
pensioni) e si è passati da un modello contributivo(prestazioni in base ai contributi versati) ad un
modello retributivo (prestazioni in base alle retribuzioni percepite)
3. la terza modalità attraverso cui il WS fornisce protezione ai cittadini ->il termine comparve
Sicurezza sociale:
negli USA per designare i primi schemi di assicurazione vs la vecchiaia, l’invalidità e i superstiti introdotti con
il Social Security Act del 1935; 1938 in Nuova Zelanda battezzò col nome Social Security il primo servizio
sanitario nazionale completamente “fiscalizzato” (cioè finanziato dal gettito fiscale e non da contributi sociali)
rivolto a tutta la popolazione residente; Durante la 2° GM il rapporto di un’importante commissione
istituita dal governo britannico e presieduta da Lord Beveridge (Rapporto Beveridge) consolidò ed estese
l’accezione neo-zelandese: la sicurezza sociale venne ad indicare un nuovo sistema di protezione esteso a tutta
la popolazione attiva per quanto riguarda la garanzia del reddito e a tutti i cittadini x quanto riguarda
l’assistenza sanitaria; La Svezia fu il 1° paese ad adottare un nuovo approccio in campo pensionistico:
nel 1946 istituì il 1° esempio di “pensione popolare” non contributiva, a somma fissa, fruibile da tutti i cittadini
con + di 65 anni;
3. UNA PANORAMICA STORICA
La traiettoria evolutiva del WS europeo può essere suddivisa in 5 fasi distinte
3.1 Instaurazione
Origini WS nelle misure di assistenza ai poveri XVII sec, il decollo vero e proprio si ebbe nel XIX sec preceduto da un
periodo di “rottura liberale” che mise in crisi la legittimità del paternalismo assistenziale conservatore; punto di
svolta rappresentato dall’introduzione dell’assicurazione obbligatoria in quasi tutti i paesi europei negli ultimi 20 anni
del XIX sec; L’assistenza ai poveri si basava su interventi occasionali, residuali, e discrezionali, erano considerate
elargizioni che la società concedeva a persone ritenute immeritevoli e comportavano l’emarginazione politica e civile
dei beneficiari -> l’assicurazione obbligatoria ribaltava questa impostazione ->il primo paese ad introdurla fu la
Germania (cancelliere Bismarck 1883:vs le malattie, 1884vs infortuni, 1889: vs vecchiaia e invalidità);
1. Il primo schema obbligatorio fu quello contro gli infortuni x 3 motivi:
a. vicino alle idee liberali -> poteva infatti essere ricavato dalla vecchia idea della responsabilità
individuale per danni causati a terzi
b. verso la fine 800 impennata infortuni nel mondo del lavoro a causa dell’industrializzazione
c. questo schema era il meno osteggiato dal mondo socialista
2. e 3. Il secondo passo portò l’assicurazione obbligatoria ad estendersi verso il settore delle malattie o della
vecchiaia/invalidità (a seconda dei Paesi)
4. Quello contro la disoccupazione fu molto contrastato e rappresentò una rottura radicale con la tradizione
liberale e conservatrice che aveva sempre considerato la disoccupazione come risultato di incapacità
individuali e non come rischio sociale
L’elevata prossimità degli anni di introduzione del 1° schema assicurativo obbligatorio nei vari paesi suggerisce
l’esistenza di una causa comune
a. problemi funzionali emersi dal processo di modernizzazione (garantire la
fattori cornice:
riproduzione e l’integrazione sociale delle masse lavoratrici sganciate ormai dalla rete di solidarietà
pre-industriale) 2
Teto84
b. di ordine politico istituzionale-> mobilitazione operaia decisiva x l’introduzione
fattori specifici:
dell’assicurazione obbligatoria.
3.2 Consolidamento
Instaurazione durò fino alla 1° GM, consolidamento tra le 2 GM; Molte nazioni cominciarono ad estendere il raggio
d’azione di tali schemi includendo al loro interno segmenti della popolazione oltre ai lavoratori dipendenti (es. assegni
familiari); si passa da una nozione + ristretta di “assicurazione ai lavoratori” a quella + ampia di “assicurazione
sociale”-> si faceva strada l’idea di una protezione minima in base ai bisogni;
3.3 Espansione
Il trentennio che va dal 1945 alla metà anni ’70 fu un periodo di sviluppo impetuoso e generalizzato; Dopo la 2° GM la
prova dei mezzi venne abolita e la copertura venne così estesa a tutta la popolazione -> percorso questo seguito dai
paesi anglo-scandinavi dove si consolidò un di welfare (detto anche beveridgeano-ispirato al
modello universalistico
rapporto Beveridge) ->schemi omnicomprensivi e finanziato dal gettito fiscale; Nell’Europa Continentale si consolida il
di welfare (detto anche Bismarckiano, inaugurato dalle riforme del cancelliere Bismarck) ->
modello occupazionale
basato sulla pluralità di schemi professionali, con regole e formule di prestazione differenziate, finanziato tramite
contributi sociali. => Trentennio Glorioso (1945-1975) la spesa sociale crebbe a ritmi sempre + sostenuti
3.4 Crisi
A partire dalla metà anni ’70 il welfare è entrato in una lunga e travagliata crisi originata dalla crescente inadeguatezza
delle vecchie soluzioni di fronte ai nuovi problemi-> sia mod. universalistico che quello occupazionale si basavano su
una serie di premesse venute meno:
a. entrambi i mod. davano x scontata un’economia in rapida crescita capace di produrre elevati dividendi
fiscali da ridistribuire sotto forma di protezione sociale -> ma negli anni ’70 crisi economica
b. il WS degli anni d’oro era stato tarato su economie e società prevalentemente industriali di stampo
fordista (produzione e consumo di massa, forza lavoro maschile impiegata nelle grandi fabbriche…)
-> ma negli anni ’70: decentramento produttivo, consumi differenziati, flessibilità nei rapporti di
lavoro.
c. Il mod occupazionale si basava sulla stabilità dell’istituzione famiglia e sulla divisione del lavoro fra i
2 generi ->anni ’70 partecipazione femminile al lavoro aumenta
d. Declino fertilità ed invecchiamento popolazione aveva alterato gli equilibri demografici su cui si
basava il WS
e. “Rivoluzione delle aspettative crescenti” nei confronti delle provvidenze pubbliche a dispetto
dell’austerità imposta dalla crisi economica
f. WS nei suoi anni d’oro si basava inoltre sulla centralità dello Stato-nazione come bacino di
riferimento ai fini della redistribuzione e della giurisdizione
3.5 Riforma
Passaggio da uno sviluppo economico sostenuto ad uno lento o nullo ha portato politiche di controllo dei costi
soprattutto nei settori pensionistico e sanitario -> elevata età pensionabile rafforzando il legame con i contributi
effettivamente versati; in campo sanitario introdotte misure di contenimento dei consumi e misure x accrescere
l’efficienza del servizio; introduzione di nuovi ammortizzatori x sorreggere processi di de-industrializzazione, di
flessibilizzazione dei rapporti di lavoro, di marginalizzazione dei lavoratori + deboli; ammortizzatori x immigrati
provenienti da paesi in via di sviluppo; Globalizzazione, liberalizzazione del commercio internazionale, crescente
integrazione dei mercati internazionali richiedono un riadattamento del WS su base nazionale = ricalibratura.
4. LOGICA, POLITICA E WELFARE STATE
4.1. Lo scivolamento distributivo della politica sociale durante la fase espansiva
Nel suo primo mezzo sec di vita la politica sociale fu una questione di -> quando furono inseriti i primi
redistrbuzione
schemi di assicurazione obbligatoria vi furono lunghe controversie sulle modalità di finanziamento -> l’estensione della
copertura assicurativa sollevò dilemmi di solidarietà orizzontale (tra categorie) e verticale (tra fasce di reddito) -> metà
anni ’50 carattere redistributivi è andato attenuandosi - > crescita economica trasforma le società da piramidali a forma
di rombo dove la maggioranza è costituita dalla “massa media” beneficiaria e contribuente allo stesso tempo
Politica sociale acquista così una natura distributiva, si sa chi riceve e quanto, ma non si sa chi paga precisamente ->
passaggio da una politica redistributivi ad una distributiva ha profondamente alterato il funzionamento del ws; Le
politiche operano secondo un modello caratterizzato da:
distributive
Asimmetria tra benefici e costi: benefici tangibili e concentrati mentre i costi difficilmente visibili
• L’elevata disaggragabilità dei benefici: vantaggi adatti ad essere dispensati in forma selettiva e differenziata
• Impatto esterno relativamente contenuto: di ciascuna singola misura che non ha effetti dirompenti sulle finanze
• pubbliche 3
Teto84
Vengono così incentivati gli attori politici ad adottare strategie di:
Cooperazione -> x massimizzare le dimensioni della torta da spartire
• Compromesso -> affinchè ciascuno riceva qualcosa
•
Le cause di questo scivolamento distributivo della politica sociale sono molti ma ciò è stato reso possibile soprattutto da
2 fattori:
1. Gli alti tassi di sviluppo economico che hanno messo a disposizione di partiti e governi quote crescenti di
risorse da reimpiegare sotto forma di interventi pubblici
2. progressiva conversione del deficit spending (spesa pubblica non coperta da entrate tributarie ma
dall’emissione di titoli di debito pubblico) da parte dei responsabili della politica economica, nonché
l’adozione di tecniche finanziarie capaci di attenuare o nascondere i costi immediati dell’intervento pubblico
es: Italia 1957-1966 istituzione delle gestioni pensionistiche per i lavoratori autonomi: adozione della
ripartizione -> la prima generazione può ricevere la pensione “gratis” infatti le pensioni in suo favore possono
essere finanziate dai versamenti della prima generazione di contribuenti che erano a loro volta soddisfatti
perché x la prima volta vedevano la loro vecchiaia tutelata dallo Stato -> gli oneri derivanti da possibili
squilibri nel rapporto tra contribuenti e beneficiari venivano scaricati sulle generazioni future, politicamente
irrilevanti -> esempio emblematico dello scivolamento distributivo della politica sociale
La politica di classe lascia al posto alla politica di “categorie” (nuovi aggregati sociali in base al settore occupazionale
di appartenenza: commercianti, ferrovieri…) che si sono poi trasformati in gruppi di interesse x ottenere privilegi dai
governi;
Settore sanitario -> la sua espansione ha portato ad un aumento delle condizioni di salute MA la categoria “pazienti”
(mutevole e disorganizzata) è stata solo una comparsa nelle politiche sanitarie che hanno risposto alle sollecitazioni di
categorie come: medici, case farmaceutiche… => il miglioramento della qualità dei servizi nell’interesse dei pazienti è
stato relegato ad obbiettivo quasi residuale
nelle contemporanee società a forma di rombo il WS è diventato una riserva di caccia dei gruppi di interesse
delle svariate che questi hanno formato x appropriarsi di quote di reddito superiori a
coalizioni distributive
quelle da essi prodotti; si sono così affermati i elettorale non è + una questione di
partiti pigliatutto->sostegno
lealtà ideologica ma si basa sulla quantità di welfare categoriale promessa dal partito.
4.2. Crisi e riforma del welfa
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