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ANALISI DELLE POLITICHE PUBBLICHE

Riassunto cap.1 libro del welfare state e politiche pubbliche

Concetto di cittadinanza sociale= essere cittadino significa avere dei doveri, ma anche

godersi di diritti che permetto di ottenere risorse, fruire di opportunità che sorreggono

le condizioni di vita; welfare state significa proprio questo e, anche il fattore che lo

stato prevede a una corretta distribuzione di queste risorse nella popolazione.

Soprattutto in Europa l’apparato statale svolge un ruolo di primo piano come fornitore

diretto di servizi e prestazioni a finalità sociale, i paesi europei spengono più di un

quarto del loro PIL per le prestazioni e i servizi sociali dello stato.

Oltre alla nozione di benessere prima citata, sono importanti anche altre due nozioni:

- Nozione di bisogno, che connota una carenza che crea la necessità di creare

quale forma di assistenza es: deficit di salute, crea l’esigenza di qualche forma

di assistenza medica per poter rispondere all’esigenza del paziente

- Nozione di rischio, connota invece l’esposizione verso qualcosa che accade e

che porta all’esposizione di effetti negativi, che generano dei bisogni.

Bisogni e rischi fanno parte della vita quotidiana degli individui, a entrambi si può far

fronte ricorrendo a risorse e opportunità connesse al mondo del mercato (es: mondo

del lavoro se si ha un bisogno economico), sfera della famiglia (es: se si ha il rischio di

qualche problema affettivo) e quella delle associazioni intermedie, si fa riferimento a

comunità informali come il vicinato o uno specifico quartiere e le associazioni di

categoria o ai lavoratori del terzo settore, coloro che forniscono dei servizi che

operano senza fini di lucro, le no profit organization. È noto che il benessere di un

soggetto dipende dal posto che l’individuo occupa nelle reti familiari, nel mondo del

lavoro ecc. RUOLO DELLO STATO

Lo stato attraverso le politiche sociali fornisce protezione sociale ai cittadini rispetto a

insiemi codificati di rischi e bisogni che riflettono le caratteristiche di una data società.

Le politiche più importanti sono le politiche pensionistiche (sicurezza economica che

caratterizza l’età anziana, oltre all’anzianità queste politiche coprono anche il rischio di

invalidità e il rischio di morte in presenza di familiari “superstiti”)/ le politiche sanitarie

(rischio di malattia e i bisogni sanitari a essi connessi) / le politiche del

lavoro( rispondono al rischio di restare disoccupati, mirano anche a regolare il mondo

del lavoro e far combaciare la domanda/offerta, in modo da prevenire per quanto

possibile il problema della disoccupazione e poi sostenere il processo di reinserimento

delle persone all’interno del mondo del lavoro) e le politiche socio-assistenziali

(coinvolgono più settori come la perdita dell’autosufficienza personale, povertà

economica, politiche si tutela e assistenza familiare come l’assegno unico familiare,

congedi parentali, servizi di conciliazione vita-lavoro ecc).

Queste politiche sono volte all’inclusione sociale, cioè l’ancoramento di individui e

famiglie al tessuto sociale che li circonda, assicurando loro risorse ed opportunità.

IL WELFARE STATE

La definizione comprende tre elementi principali di queste politiche:

Si tratta, come si è detto, di un insieme di politiche pubbliche volte al benessere

sociale, frutto di un processo sociale che ha coinvolto le società europee a partire dal

XIX secolo, trasformando la loro struttura produttiva e occupazionale

(industrializzazione) in politiche invece di organizzazione sociale (urbanizzazione,

passaggio dalla famiglia estesa a quella nucleare, alfabetizzazione), verificando il

cambiamento anche nei loro sistemi politici e amministrativi (democratizzazione,

burocratizzazione e così via). Il welfare state è nato proprio a seguito del mutamento

sociale delle società post-industriali tipiche del nostro secolo. Tramite queste politiche

lo stato fornisce protezione contro rischi e bisogni tramite l’erogazione di servizi di

assistenza, assicurazione e sicurezza sociale. Diritti sociali, si tratta di un’innovazione

apportata all’arrivo dello stato moderno, ovvero una trasformazione della natura e

della logica di funzionamento dello stato come la fonte di diritti, l’uguaglianza formale

di fronte alla legge ecc ASSISTENZA, ASSICURAZIONE, SICUREZZA SOCIALE

L’assistenza (pubblica o sociale) comprende tutti quegli interventi a carattere

condizionale e spesso discrezionale, volti a rispondere in modo mirato a specifici

bisogni individuali o a categorie circoscritte di persone. I primi esempi di assistenza

pubblica o sociale sono le poor laws con le work houses, poi arrivarono le prime forme

di assistenza sociale come l’assicurazione e la sicurezza sul posto di lavoro. Oggi

l’assistenza è caratterizzata dal fatto che le sue prestazioni sono subordinate

all’accertamento da parte pubblica di due condizioni: uno specifico bisogno individuale

manifesto (particolari condizioni di disagio familiare e/o abitativo…) e l’assenza di

risorse (in particolare il reddito) per farvi fronte autonomamente, una condizione

accertata tramite una verifica della situazione economica dei richiedenti (prova dei

mezzi). Date queste caratteristiche l’assistenza è una forma di protezione selettiva

(rispetto alle condizioni di bisogno e di reddito) e residuale (rispetto alle capacità di

risposta individuale o familiare)

Assicurazione sociale (obbligatoria)che prevede l’erogazione di prestazioni semi

standardizzate in forma tendenzialmente automatica e non discrezionali, sulla base di

precisi diritti/doveri individuali (come il pagamento di tasse) e secondo modalità

istituzionali altamente specializzate e centralizzate. Questi aiuti sono derogati a

seguito di vecchiaia, malattia, infortuni, disoccupazione, morte del capofamiglia.

Quest’assicurazione affonda le proprie radici nell’ottocento aveva una direzione più

specialistica delle politiche, ora invece gli aiuti sono derogati a più soggetti.

Nell’ottocento pero questo innovativo modello di assicurazione aveva due tratti

fondamentali: - principio dell’obbligatorietà, mirava non solo a contrastare

comportamenti di irresponsabilità ma soprattutto per ripartire i rischi all’interno di

platee di lavoratori ampie, prevedibili e relativamente stabili nel tempo - passaggio da

premi (soldi che dipendevano dalla percentuale di rischio alla quale il lavoratore era

sottoposto) a contributi fiscali (soldi che sono indipendenti rispetto al rischio

individuale ma si basano sul reddito dell’ assicurato). Grazie al suo carattere

obbligatorio e al suo finanziamento tramite contributi, l’assicurazione sociale è

innanzitutto andata a coprire rischi particolarmente difficili come la disoccupazione e a

fronteggiare rischi anche in verticale (dai redditi più elevati a quelli meno elevati).

Sicurezza sociale, termine che nasce negli Stati Uniti nel 1935 per designare i primi

schemi di assicurazione obbligatoria contro la vecchiaia, l’invalidità, la Nuova Zelanda

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/01 Economia politica

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