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PRIMO CAPITOLO

LA BUROCRAZIA COME ORGANIZZAZIONE RAZIONALE E LE SUE VARIANTI

STORICHE

1.1 COMPRENDERE LE ISTITUZIONI. IL CONCETTO DI MODELLO IDEALE

1.2 Il primo grande nome che incontriamo è Max Weber (1864 - 1920), il suo metodo

"comprendente e istituzionale".

di analisi puè essere definito

• Comprendente perchè l'oggetto di studio della sociologia è l'agire dotato di

"l'atteggiamento umano a cui l'individuo

senso, che Weber definisce come

che agisce attribuisce un suo senso soggettivo in riferimento

all'atteggiamento di altri individui". Scopo della ricerca sociologica è fornire

"spiegazione comprendente"

una dell'agire sociale di una o piè persone,

spiegare vuol dire trovare le cause che si suppone abbiano provocato un

dato agire, comprendere vuol dire rendere evidente il senso che il soggetto

ha dato al suo agire in rapporto a quelle cause.

• Istituzionale perchè studia le condizioni e i vincoli che determinate istituzioni

sociali pongono sia all'agire umano che al senso che i soggetti danno del

loro agire. Gli uomini hanno creato istituzioni statali (monarchia, repubblica),

politiche (democrazia, dittatura etc), giudiziarie (magistratura) economiche

(latifondo agrario, capitalismo etc) religiose (chiese sette monasteri etc) etc.

A differenza di Marx che privilegia i rapporti economici, di Freud che privilegia gli

impulsi libidici dell'individuo, Max Weber non privilegia nessun fattore, non mira a

dare spiegazioni generali della storia, la sua attenzione è rivolta a studiare le

infinite forme istituzionali apparse nel corso della storia umana, i presupposti

materiali, sociali, culturali, religiosi, economici che le hanno fatte nascere, le affinitè

tra varie istituzioni in apparenza lontane tra loro. Un esempio che fa comprendere

meglio il pensiero di Weber è la sua ricerca sui rapporti tra spirito del capitalismo

ed etica protestante, indicè nell'insieme delle convinzioni etiche e religiose di

ispirazione calvinista (rigore di costumi, vita attiva ed ordinata, propensione al

risparmio) un importante elemento di legittimazione dell'agire capitalistico ai suoi

primordi.

Weber e i tipi ideali: suo fondamentale strumento di ricerca, sono modelli che

esistono solo nella mente del ricercatore, per costruire il tipo ideale il ricercatore

osserva e seleziona fra tutti gli aspetti di una data realtè gli elementi che

sembrano piè significativi, li collega tra loro, li accentua e coordina in un quadro

che deve essere coerente; è sempre un concetto limite, una forma che non si trova

in realtè; il ricercatore osserva una realtè e valuta in che misura essa si avvicina o

discosta da un certo tipo ideale.

Il tipo ideale

• è un concetto qualitativo costruito selezionando e accentuando aspetti della

realtè osservata, la sua capacitè euristica dipende dalla bravura del

ricercatore;

• non indica qualcosa che si possa desiderare, per Weber un tipo ideale non h

nulla a che fare con una perfezione che non sia puramente logica;

1.2 FORME PURE DI POTERE, LEGITTIMAZIONE E BUROCRAZIA. "la

Weber costruisce tipi ideali per lo studio del potere. Definisce il potere come

possibilitè per specifici comandi di trovare obbedienza da parte di un determinato

gruppo di uomini" .Il potere ha una natura relazionale e specifica.

• E' relazionale perchè nasce dal rapporto tra chi comanda e chi accetta di

obbedire.

• E' specifica perchè bisogna sempre stabilire le circostanze, condizioni e limiti

in cui un rapporto di potere si instaura.

Il potere ha due proprietè:

1. se esercitato in modo continuativo richiede di essere legittimato.

2. per essere esercitato ogni potere legittimo ha bisogno di un apparato

amministrativo, diverso a seconda del tipo di legittimazione di cui gode il

potere, dove la forma di legittimazione del potere è il vero oggetto di studio

sociologico.

Weber distingue tre forme di potere legittimato:

1. Potere carismatico: da carisma (dono della grazia) si basa su qualitè

eccezionali e a volte sovraumane che i seguaci attribuiscono a un capo. Non

è detto che tale potere duri, nella sua forma pura secondo Weber questo

potere è irrazionale, manca di regole, è rivoluzionario perchè rovescia il

passato. Secondo Weber tale potere nasce da una rottura radicale con le

Istituzioni. L'apparato amministrativo del potere carismatico è rudimentale,

formato da discepoli a diretto contatto con il capo, persone che hanno dato

prova di fedeltè. Tale potere trova la sua forma piè pura nella sfera religiosa

ma anche nella sfera politica dei grandi rivoluzionari e nella sfera economica

dei grandi imprenditori. Tale movimento si affievolisce con la scomparsa del

capo o se si ritira e i suoi seguaci trasformano il carisma in pratica

quotidiana, Weber la definisce routinizzazione del carisma, diventando alla

fine un potere burocratico o tradizionale.

2. Potere Tradizionale o burocratico: fonda la sua legittimitè su ordinamenti

antichi ed esistenti da sempre, chi ha il potere è rispettato in virtè della

tradizione, puè non avere personali doti di comando, un esempio è il sovrano

che regna in base a un diritto di sangue. In tale potere si assegnano cariche

in base all'appartenenza ad un gruppo privilegiato e in questo si trova il

punto debole di tale potere, sempre minacciato dall'insorgere di un capo

carismatico, oppure alla messa in discussione dell'assenza di capacitè del

detentore del potere.

3. Potere legale o razionale: chi comanda lo fa in virtè di una nomina legale,

l'ordinamento in tal caso è ispirato a criteri astratti ed universali, applicabilki

in modo equo a tutti i casi simili, anche il detentore di potere è tenuto a

rispettare l'ordinamento stesso, il carattere universalistico del potere legale è

prerogativa degli stati di diritto dove i soggetti sono dei cittadini con diritti

riconosciuti.

1.3 SUPERIORITA' TECNICA ED AMBIVALENZE DELLA BUROCRAZIA

L'apparato amministrativo tipico è la burocrazia che assume la sua forma piè

completa nella societè moderna. Weber distingue razionalitè rispetto al valore e

razionalitè rispetto allo scopo. Il valore è buono, lo scopo è qualcosa che si

prefiggono vari soggetti indipendentemente dal suo valore etico. Weber non

sostiene che la burocrazia sia orientata verso dei valori, con scopi sempre benefici

ma pensa che la burocrazia puè anche essere usata per scopi di sfruttamento

oppressione e morte. Weber pensa che la burocrazia in quanto strumento tecnico è

superiore a qualsiasi altra amministrazione, il suo studio è rivolto è rivolto ad

esaminare le ragioni per cui un modello puro di burocrazia è superiore ad altri

modelli puri di amministrazione. Weber vede la burocratizzazione come una

tendenza generale della societè moderna, la sua originalitè sta nel fatto che in

un'epoca segnata dall'avvento di grandi progetti politici come il socialismo, il

liberalitarismo o il comunitarismo cristiano, capisce che non sono queste le novitè

destinate ad affermarsi nel mondo bensè è la burocratizzazione, un processo

universale che accompagna la realizzazione di qualsiasi processo politico-sociale

nel mondo contemporaneo. Il potere burocratico ha una particolaritè, è acefalo,

non ha cioè dentro di sè le direttive supreme di natura politica che guidano le

scelte di un paese o di un’organizzazione. La burocrazia è sempre un apparato al

servizio di un potere politico che si puè basare su forme di legittimazione

carismatica, tradizionale o razionale ossia è conforme ai principi di uno Stato di

diritto. Responsabile di un apparato burocratico è il funzionario che segue le

direttive di un capo politico, mentre il capo politico cambia a seconda delle vicende

politiche il funzionario resta. tra capo politico e funzionario si instaura un rapporto

complesso, uno ha bisogno dell'altro, i funzionarti attuano i programmi dei politici

interpretandoli e adattandoli, grande il loro potere perchè li possono attenuare,

ritardare sabotare di nascosto. La burocrazia puè anche essere avversa a un

parlamento democraticamente eletto, se quest'ultimo è male informato diventa

impotente, il problema è quello di evitare degenerazioni burocratiche nel

funzionamento dello Stato, impostando un rapporto corretto tra potere politico e

potere burocratico. Weber crede che si controlla bene il potere burocratico in paesi

dove esiste libertè di stampa e di denuncia, e dove c'è una classe politica non

dilettante, professionalizzata e capace di controllare la macchina burocratica.

1.4 LA BUROCRAZIA TRA TIPO IDEALE E VARIANTI STORICHE

Weber delinea un modello ideale di burocrazia espresso in dieci punti:

1. Fedeltè di ufficio: dovere di obbedienza ai superiori anche se questi

cambiano, cosa che non accade con il potere carismatico e tradizionale.

2. Competenza disciplinata: i dipendenti svolgono compiti precisi secondo

norme prestabilite, capaci di svolgere e tenuti a svolgere.

3. Gerarchia degli Uffici: rigido sistema di subordinazione dell'autoritè con

poteri di controllo e direzione dei superiori sugli inferiori.

4. Preparazione specializzata: corso di studi predeterminato per acquisire

conoscenze per svolgere i compiti preposti.

5. Concorsi pubblici: cosè si entra in burocrazia, per merito con un concorso.

6. Sviluppo di una carriera: possibilitè di ricoprire funzioni sempre piè alte.

7. Attivitè a tempo pieno: professione continuativa che diventa l'attivitè

primaria da svolgere.

8. Segreto di ufficio: non divulgazione delle pratiche di ufficio.

9. Stipendio monetario fisso: si è pagati per l'amministrazione per cui si lavora.

10. Non possesso degli strumenti del proprio lavoro: gli strumenti sono in

dotazione dell'amministrazione per cui si lavora.

Anche se l'ideal-tipo della burocrazia si presenti in modo astratto ed universale si

rispecchia nell'epoca in cui Weber si trova, tra il XIX e XX secolo, e cioè

l'immaginario che egli aveva in mente era quello di un mondo maschile fatto di

funzionari servitori dello Stato prussiano, un ordinamento statale simile a una

sorta di assolutismo burocratico come dice Bendix (1966). Inoltre quel modello,

proprio perchè puro ed estremo, consente di assumere tutti i suoi tratti ideali come

aspetti che nella realtè possono variare: possono essere considerati come variabili

con valori anche lontani da quelli indicati da Weber. I mutamenti consentono di

costruire tipi puri delle varianti e delle deviazioni da quelle istituzioni.

1.5 LA LEADERSHIP NELLA BUROCRAZIA: RAZIONALE, CARISMATICA O

TRADIZIONALE ?

Il Burocrate puro non chiede nè di essere amato nè di essere temuto per i suoi tratti

caratteriali, trae la sua autorevolezza dalla legge, non sono previsti nè tradizione,

nè carisma nella burocrazia pura vige solo la fedeltè di ufficio. Weber sa di definire

un tipo ideale puro e privo di spessore umano, non esiste un uomo cosè perfetto

ma lui vuole vedere in termini di analisi sociologica le conseguenze che derivano

dal riconoscere che in un’organizzazione burocratica si puè obbedire e per quali

ragioni. Uno spunto su ciè arriva da un sociologo israeliano, Etzioni (1961) che

osserva che il carisma non nasce solo dal rifiuto di un ordine preesistente ossia

fuori e contro le istituzioni, ma puè nascere dentro le istituzioni sull'onda del

successo che il capo ottiene nell'opera di rafforzarle e rinnovarle. Il carisma puè

anche essere esercitato su persone esterne all'organizzazione. Biggart (1989) parla

di capitalismo carismatico a proposito dei venditori che riescono a fare un grande

fatturato imbambolando i clienti con la loro capacitè di persuasione. Fin qui gli

effetti benefici del carisma, ma non è sempre cosè. Osserva Etzioni che personaggi

come un medico un professore etc porta prestigio all'organizzazione senza che

questa lo possieda direttamente e in tal caso l'obbedienza al professionista

carismatico si avvicina all'obbedienza razionale della burocrazia pura, elemento di

differenza tra le due è l'attaccamento emotivo al professionista che non c'è nella

burocrazia pura. altro problema si pone nelle carceri, l'apparato di custodia ha

criteri burocratici ma tra i detenuti vi sono spesso leader con carisma che

conservano un attivo appoggio negli ambienti malavitosi esterni. Infine in una

burocrazia ci possono essere aspetti tradizionali, un agire tradizionale si presenta

quando dirigenti funzionari o impiegati fanno carriera non per merito ma per

appartenenza a determinati gruppi sociali, le raccomandazioni sono una pratica

attiva perseguita e verbalmente deprecata come segno di nepotismo e

clientelismo. Altra situazione d’intreccio tra criteri tradizionali e razionali o

meritocratici, si ha nelle carriere accademiche dove un docente porta un proprio

allievo in concorso.

1.6 BUROCRAZIA PROFESSIONALE O BUROCRAZIA MECCANICA ?

Mentre Weber era interessato solo a delineare i tratti generali e comuni della

burocrazia pura, la sociologia post-weberiana sente l'esigenza di distinguere tra i

diversi tipi di burocrazia, con doveri, competenze precise, controlli piè o meno

diretti, carriere piè o meno potenti e prestigiose. Gouldner (1954) osserva che il

principio weberiano di competenza disciplinata si basa su una tensione che lo

rende instabile, la competenza contrasta con la disciplina, chi svolge un ruolo di

alta competenza e responsabilitè, è autonomo e padrone delle conoscenze

professionali necessarie, ogni intervento esterno è visto come un'interferenza che

minaccia l'autonomia se poi gli interventi sono volti a dare indicazioni sui contenuti

del lavoro si apre un conflitto tra la competenza professionale e la fedeltè alla

gerarchia dell'organizzazione. Nella maggior parte delle burocrazie ci sono lavori

di elevata professionalitè con un principio di competenza istituzionalmente

riconosciuto come superiore a quello di disciplina, e lavori di scarso livello

professionale con il principio di disciplina che sovrasta quello di competenza. Da

qui la tesi di Gouldner di superare il modello weberiano per giungere a un

modello duale che si divide in burocrazia basata sul principio di competenza e

burocrazia basata sul principio di disciplina. Si sviluppa da qui si giunge alla

visione di Mintzberg (1979) che distingue in burocrazia professionale (ruoli con

margini discrezionali, e iniziativa personale, gli addetti operano al chiuso nei loro

uffici, riservatezza e non controllo diretto da parte dei superiori) e burocrazia

meccanica (mansioni ripetitive standardizzate, procedure prestabilite, gli addetti

operano in ambienti aperti, controllo diretto da parte dei superiori) sulle quali,

secondo Mintzberg, l'organizzazione esercita dei controlli: nella burocrazia

professionale il controllo è esercitato sulla formazione iniziale dei funzionari

(capacitè e risultati), in quella meccanica il controllo è esercitato sulle modalitè di

prestazione del lavoro affidato. Chi invece valuta i gradi di professionalitè in seno

a un organizzazione burocratica è Jaques (1976) che dice che se un lavoro è ricco di

contenuti discrezionali e di professionalitè si allunga il periodo di iniziativa

personale e l'organizzazione esercita il controllo di merito solo per le decisione

prese, piè si sale di livello piè diminuiscono i controlli, un operaio controllato

sempre un direttore solo due tre volte all'anno. Jaques offre una scala a livelli di

professionalitè crescente che consente di precisare il concetto di burocrazia

professionale, ma tale modello fu elaborato negli anni 60 e oggi va rivisitato a

fronte di monitoraggi elettronici e figure professionali complesse, oggi alcuni lavori

vanno monitorati permanentemente per garantire sicurezza ed entra in crisi il suo

presupposto di equivalenza tra responsabilitè e autonomia. Infine, comparando il

processo di burocratizzazione di Weber e l'organizzazione scientifica del lavoro di

Taylor (taylorismo), notiamo che, mentre Weber vede nella razionalizzazione

burocratica il processo distintivo della societè moderna, la taylorizzazione che

investè le fabbriche nella prima metè del XX secolo, si impone come espressione

piè coerente ed estrema di quel processo. Il taylorismo puè essere giudicato come

la manifestazione piè estrema di burocrazia meccanica, Taylor calcolè che si

poteva aumentare di tre o quattro volte l'efficienza produttiva delle fabbriche se si

separava completamente il lavoro tecnico da quello esecutivo e si standardizzava

quest'ultimo prescrivendo meticolosamente tempi, movimenti fisici e strumenti da

usare, il lavoro umano diventa dunque appendice della macchina. La penositè del

primo taylorismo si è attenuato per effetto delle nuove tecnologie, della protesta

operaia e dei nuovi orientamenti del managment. Oggi si parla di neotaylorismo

sfiorito nelle fabbriche e diffuso nei servizi, Mc Donald's, lavoro telefonico nei call

center, moderni studi dentistici, medici o legali dove il lavoro segue delle strette

procedure predeterminate e allo stesso tempo le le competenze diventano sempre

piè settoriali.

1.7 GERARCHIA DI UFFICIO

Il burocrate puro di Weber è inserito in una gerarchia che occupa un grado preciso,

ha dei superiori, dei pari grado e degli inferiori. In un organizzazione burocratica

comandi e controlli procedono sempre attraverso gerarchie (esempio guarnigione

militare, convento, sindacato). Tra gli anni '30 e '50 la scienza del managment ha a

lungo esaminato e discusso le diverse forme che puè assumere una gerarchia:

gerarchie lunghe, con

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Scienze politiche e sociali SPS/09 Sociologia dei processi economici e del lavoro

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Moses di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Sociologia dell'organizzazione e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Trieste o del prof Zenarolla Anna.
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