Dieci possibili ragioni della tristezza del pensiero
1. Limiti del pensiero
Il pensiero sembra privo di limiti; tuttavia ci sono domande che il pensiero si pone ma cui non è in grado di trovare risposta. Aporia: nel pensiero coesiste limitatezza e illimitatezza, un'illimitatezza perlomeno potenziale ed estensiva, ma una limitatezza intensiva. Da qui, "pesantezza dell'animo".
2. Controllo del pensiero
Non abbiamo controllo sul nostro stesso pensiero: esso è ondivago, e raramente si concentra su un unico obiettivo. Ciò, probabilmente, a salvaguardia delle nostre stesse facoltà mentali. Fatto sta che il più delle volte il nostro pensiero è ordinario e banale. Da qui, una "melanconia indistruttibile".
3. Pensiero comune
Pensare è ciò che vi è di più proprio e privato, ma nello stesso tempo è ciò che vi è di più comune: tutti si pensa; di più: tutti si pensa le stesse cose! Un pensiero autenticamente, letteralmente originale è rarissimo. Da qui, la "tristezza connessa".
4. Antinomia del pensiero
Nel pensiero è un'ulteriore antinomia: esso persegue una ricerca disinteressata della verità, ma opera sempre inevitabilmente una messa in prospettiva, un'effettiva relativizzazione. Il rapporto col linguaggio è inevitabile per il pensiero, ma è un rapporto da cui il pensiero è vincolato e limitato. Da qui, tristezza e tristezza.
5. Spreco del pensiero
Si spreca, il pensiero. E ciò che si pensa trapassa costantemente nell'oblio. Ma ogni tentativo di "razionalizzare" l'uso del pensiero, di "incanalarlo" per evitarne la dispersione si traduce in odioso totalitarismo. Da qui, la coscienza di un "fondamento oscuro".
6. Incongruenza tra pensiero e azione
Tra pensiero e azione vi è sempre incongruenza, fra l'aspettativa pensata e la sua realizzazione c'è sempre stacco. Tutte le nostre speranze vanno deluse. Da qui, tristezza e ancora tristezza.
7. Limiti della comprensione del mondo
Il pensiero coglie sì il mondo, ma in modo strutturalmente limitato e inadeguato. Il mondo non è "trasparente" al pensiero. Empiristi o idealisti, poco importa: tra pensiero e mondo c'è come una barriera, appena scalfita dalle metafore dei poeti. Da qui, il "velo di pesantezza dell'animo".
8. Privatizzazione del pensiero
I nostri pensieri sono del tutto privati e impenetrabili: ci rendono estranei gli uni agli altri. Persino l'amore non riesce a svelare il pensiero dell'amato, che paradossalmente si manifesta con maggiore chiarezza nell'odio, nello scatto d'ira, o nel riso. Da qui, ancora, tristezza.
9. Varietà del pensiero
C'è pensiero e pensiero: c'è il "grande" pensiero, il pensiero "profondo", e il pensiero triviale, superficiale. Eppure è sempre...
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Sociologia dei processi culturali e comunicativi – Tristezza
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Sociologia dei processi culturali e comunicativi