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Sociologia

Appunti di sociologia dei processi culturali e comunicativi basati su appunti personali del publisher presi alle lezioni del prof. Stanzani dell’università degli Studi di Verona - Univr, facoltà di Lingue e letterature straniere, Corso di laurea in lingue e culture per il turismo e il commercio internazionale. Scarica il file in formato PDF!

Esame di Sociologia dei processi culturali e comunicativi docente Prof. S. Stanzani

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ESTRATTO DOCUMENTO

> non pensa che la cultura causi la struttura sociale

> sa che l’influenza opera in entrambi i sensi e analizza “un lato solo” della relazione

causale e non afferma che la religione sia causa del capitalismo

> definire la misura in cui la religione ha contribuito alla formazione e espansione dello spirito del

capitalismo

> voleva individuare correlazioni tra credenze religiose da un lato e agire pratico e etica dall’altro

=> capire come un movimento religiosa possa aver influenzato la cultura materiale

> Dibattito metodologico delle scienze sociali e fornisce un importante contributo alla

comprensione sociologica del rapporto tra cultura e società

> scienze della natura > Hegel, empirico sperimentali, fisica, biologia > usano il metodo empirico

sperimentale di Galileo

> scienze delle cose umane e sociali hanno un oggetto di studio diverso rispetto a quelle della

natura => devono avere un metodo di studio diverso => finisce il positivismo: per ottenere gli stessi

successi bisogna usare il metodo delle scienze naturali, metodo induttivo: osservare i fenomeni

come si pongono nella realtà

> scienze dello spirito manipolano oggetti diversi. Erlebnis

> procedere con la comprensione dei fenomeni => capire come gli individui elaborano il

senso della loro azione

> attraverso la ricerca sulle modalità con cui si è affermato storicamente il capitalismo in occidente,

W. mostra come l’elaborazione del senso del proprio agire da parte dei singoli individui => genera

significati culturali che hanno promosso la struttura sociale del capitalismo moderno

> il processo della rivoluzione industriale capitalista è iniziata in contesti in cui gli individui hanno

elaborato un senso della loro professione che hanno modificato gli stili di comportamento =>

genera un nuovo modo di fare commercio

> distinzione

> comprensione (Verstehen)

> spiegazione (Erklaren): variabili indipendenti e dipendenti

> le scienze sociali possono essere oggettive => fornire opinioni, produzione di un’oggettività

intersoggettiva

> mostrare l’influenza dei significati culturali sulle strutture sociali (in particolare quelle

economiche)

> “etica protestante e lo spirito del capitalismo”

W. cerca di rispondere alla domanda: come mai il capitalismo occidentale moderno si è sviluppato

soprattutto a partire dai paesi di religione protestante?

> religione protestante= confessione della religione cristiana, per la quale la salvezza dell’anima

non può essere ottenuta a partire dall’agire individuale => l’uomo non può guadagnarla

comportandosi bene => è dono di Dio

=> ciò potrebbe paralizzare l’attività quotidiana dell’uomo perché vive nel dubbio di essere

salvato o meno e non può farci nulla

=> consiglio che si dava ai fedeli protestanti era quello di:

1) non mettere in dubbio la predestinazione o salvezza > perché sarebbe un indicatore di

predestinazione alla dannazione

2) orientare la propria attività quotidiana a azioni moralmente corrette => valorizzare il

lavoro quotidiano come forma di lode alla divinità, non per guadagnare la salvezza

questo atteggiamento => tra i fedeli protestanti si innesca un’idea del lavoro come vocazione =>

genera l’idea dell’ascesi intramondana => cambiando il modo d’agire

ASCESI INTRAMONDANA

> non bisogna ritirarsi in convento

> non bisogna ritirarsi dal mondo per vivere secondo le volontà di Dio

> impegnarsi nelle professioni che uno vuole

=> generato la Riv. Ind => genera la società capitalista moderna

=> tesi di Weber nasce di paesi di religione protestante

“Da un lato si afferma addirittura che è un dovere ritenere se stessi eletti e respingere ogni dubbio come

assalto del diavolo, poiché la carenza della sicurezza di sé è conseguenza di una fede insufficiente, dunque

di un'insufficiente azione della grazia (...)E d’altro lato era caldamente raccomandato il lavoro professionale

indefesso, che era considerato il mezzo più eminente per raggiungere quella sicurezza di sé. Esso ed esso

soltanto dissipava il dubbio religioso, e conferiva la sicurezza dello stato di grazia.”

> Come accade che da una tale etica religiosa sia favorito lo sviluppo del capitalismo?

> confronto tra imprenditore tradizionale vs imprenditore protestante

“Fino alla metà circa del secolo scorso, la vita di un mercante-imprenditore, almeno in certi rami

dell'industria tessile continentale, era piuttosto comoda, dal nostro punto di vista odierno. Le cose si

svolgevano grosso modo così: i contadini portavano i loro tessuti (...) nella città dove abitavano i mercanti-

imprenditori, e, dopo un esame accurato e spesso ufficiale della qualità, riscuotevano il prezzo corrente.

Clienti dei mercanti-imprenditori, per lo smercio in tutti i paesi più lontani, erano intermediari che si recavano

ugualmente nella loro città, per lo più non compravano ancora secondo i campionari, ma secondo le qualità

- -,

tradizionali e del magazzino, oppure ordinavano in questo caso con grande anticipo dopo di che

l'ordinazione era eventualmente trasmessa ai contadini. Se mai accadeva che i mercanti imprenditori

andassero a visitare i clienti, lo facevano raramente per lunghi periodi, altrimenti bastava la corrispondenza,

-

e l'invio di campionari che si sviluppava lentamente. II numero delle ore d'ufficio era limitato forse cinque o

sei al giorno, talvolta decisamente meno, di più nella stagione degli affari, se c'era, il guadagno era discreto,

sufficiente per un decoroso tenore di vita, e, nei buoni periodi, per mettere da parte un piccolo patrimonio;

nel complesso, una tolleranza reciproca dei concorrenti relativamente alta, sulla base di un grande accordo

sui principi degli affari, visita quotidiana e redditizia al circolo e, inoltre, secondo i casi, un boccale alla sera,

riunione, e in genere un comodo ritmo di vita.”

segue slide

forma di organizzazione capitalista quella dell’imprenditore tradizionale

>

“… nessun cambiamento di principio della forma di organizzazione…” => le basi materiali > riferimento a

Marx

> impr. trad cambia il suo modo agire > va a trovare i contadini che producono la lana, vuole

razionalizzare al sua attività commerciale + rendere compatibile la produzione ai bisogni della

clientela + abbassa i prezzi vende di più

=> tutti devono adeguarsi a questo nuovo modo di produzione perché altrimenti l’impresa

fallisce

> ciò che cambia è il modo di intendere la salvezza dell’anima,religione => il proprio lavoro

> le dimensioni culturali e simboliche => cambiamento del modo d’agire => società capitalista

> struttura sociale può essere modificata a partire dalla cultura ma può accadere anche il contrario

"Il Puritano volle essere un professionista, noi dobiamo esserlo…”

> puritano ha cambiato liberamente il modo d’agire

> noi dobbiamo sottometterci al nuovo modo d’agire innescato dal puritano

> gli industriali del ‘600-‘800 => razionalizzare il modo di produrre => generato un sistema nel

quale noi viviamo e dal quale non possiamo uscire

“Solo come un mantello sottile, che ognuno potrebbe buttar via (...) la preoccupazione per i fini esteriori

doveva avvolgere le spalle degli 'eletti'. Ma il destino fece del mantello una gabbia d’acciaio”

> mantello= scelta che l’imprenditore protestante ha compiuto e che puoi scegliere di indossare o

meno => stile di comportamento frutto di una libera scelta individuale

“Oggi lo spirito dell'ascesi é sparito, chissà se per sempre, da questa gabbia. Il capitalismo vittorioso in ogni

caso, da che posa su di un fondamento meccanico, non ha più bisogno del suo aiuto."

> la struttura sociale non ha più bisogno di dimensioni simboliche per riprodursi e continuare a

sussistere. Continua a riprodurre se stessa senza necessitare della cultura da cui è nata

> superamento del determinismo materialista: la cultura concorre a dare forma alla struttura

sociale, non è però elemento indispensabile

> scarsa attenzione a come i singoli modi d’agire individuali si collegano gli uni con gli altri => non

dice come si genera la gabbia d’acciaio

CULTURA COME CREAZIONE SOCIALE

DURKHEIM 1858-1917

> rapporto tra cultura-società

> tratti caratteristici della cultura moderna

> creazione della cultura come risultato dell’interazione tra individui

> W: storicismo tedesco vs D: positivismo (che precede lo storicismo tedesco) => partire dai

fenomeni => non dalle opinioni o il senso che gli individui attribuiscono a loro agire

> studio della società parte dai FATTI

= esterni all’individuo (io sono altra cosa rispetto al fatto concreto di tavolo)

= carattere oggettivo

= coercitivi (=vincolo. Muro è esterno a me e non posso oltrepassarlo)

= non sono costituiti solo dalle basi materiali della soc. ma anche dalla coscienza collettiva

> per studiare la società si devono spiegare i fatti sociali attraverso altri fatti sociali precedenti (che

possono essere prodotti culturali)

> coscienza collettiva= insieme delle credenze e

sentimenti comuni alla media dei membri della società

=> è un altro modo di definire al cultura

=> è il patrimonio simbolico presente nelle

menti degli individui di una determinata società.

Simboli che hanno una vita propria

= è una fatto sociale => esterno e coercitivo

anche se presente solo nelle menti degli

individui

> Questo insieme di simboli ha una vita propria

che non esiste se non attraverso i sentimenti e le

credenze presenti nelle coscienze individuali.

“divisione del lavoro sociale”

> > come è possibile l’ordine sociale in una

società come quella moderna che ha scelto come

valore di fondo il valore in sé dell’individuo => la sua

unicità, insostituibilità => la sua differenza/diversità

rispetto a altri individui

> come fanno gli individui se sono diversi a

integrarsi nella società? società come sopravvive in

modo ordinato?

> si risolve questa contraddizione se consideriamo la solidarietà sociale come dipendente dallo

sviluppo della divisione del lavoro

> modello produttivo si è affermato della società moderna perché conforme alla cultura della

modernità

> divisone del lavoro si è affermata dal ‘700 perché conforme alle culture della modernità =>

coerente con la cultura moderna, la cultura della società occidentale moderna sottolinea la

specificità dell’individuo => la sua differenza rispetto agli altri individui. Modo di produrre che

sottolinea la specificità si può afferma in quella società perché al struttura concettuale è analoga ai

valori di quella civiltà.

> nuova forma di divisione del lavoro può spiegare l’ordine sociale nelle società moderne => nuova

forma di solidarietà (no religioso perché è ateo), legame sociale.

DIMENSIONE STRUTTURALE

> legame sociale nelle soc. premoderna: uguaglianza tra le parti in cui al soc. era divisa

> tribù suddivise in clan,suddivisi in famiglie (= parte più piccola della società,

assomigliava alla tribù dove vi era un capo tribù => capo famiglia, entrambi

amministrano il potere, distribuiscono le risorse economiche)

=> ciascun segmento ha la stessa struttura degli altri segmenti, vi è solo una differenza di

scala/dimensione. Parti uguali => coordinano le une con le altre => integrazione, se fallisce

e una parte non riesce meccanicamente a integrarsi => non è un grosso problema perché

non è insostituibile ma è uguale alle altre. Ordine sociale è meccanico

SOLIDARIETÀ MECCANICA: parti uguali stanno facilmente le une con le altre

> soc. moderne sono caratterizzate dalla divisione funzionale > ogni parte ha una funzione

diversa => come concordano? hanno bisogno le une dalle altre => legame organico, ogni

parte non può fare da sola (non possiamo separare i polmoni dal cuore).

SOLIDARIETÁ ORGANICA

> ha adottato la cultura di valorizzazione dell’individuo

> vincolo tra parti diverse, generatore di ordine e integrazione

> com’è cambiato nel passaggio tra la società premoderna a quella moderna l’amministrazione

della giustizia?

> giustizia penale nelle soc. moderne vs in quelle antiche

società antiche società moderne

occhio per occhio > mortifica l’individuo => non La pena deve essere proporzionata al reato

tiene conto della dignità dell’individuo commesso. Deve essere certa. Deve essere

amministrata subito

giustizia repressiva > reprimeva il reato perché un concezione restituita dell’amministrazione della

comportamento= offesa alla società. Lesa maestà: pena > restituire il colpevole alla società, restituire

chi nona scolta la legge, lede l’onore del sovrano alla vittima ciò che gli è stato sottratto

reato= contrario alla dignità della società rieducare il colpevole e reintegrarlo nella società

es: Focault > sociologo che raccolse testimonianze si valorizza il valore e l’autonomia dell’individuo a

riguardo l’amministrazione della pena eccezione di un caso in cui la pena può mortificare

l’individuo: omicidio => non tiene in conto il valore in

sé dell’individuo => amministro una pena che non

venga conto del TUO valore individuale

suicidio

> “ ” > non sono i vincoli funzionali (legame strutturale che tiene insieme parti diverse, le

società moderne) MA nelle soc. moderne svolge un ruolo importante anche la dimensione della

coscienza collettiva ossia gli aspetti simbolici/culturali come fonti di integrazione della società,

dell’ordine sociale e del buon funzionamento della società

> mettere in luce il ruolo che svolge la DIMENSIONE CULTURALE ossia la coscienza

collettiva nell’integrazione della società

> provocazione nei confronti della psicologia perché il suicidio tra tutti i comportamenti umani è un

comportamento messo in atto dall’individuo singolarmente e ha conseguenze solo sull’individuo

che lo mette in atto => è un comportamento individuale => analizzando al statistica (D. è positivista

quindi si fida della statistica):

> società diverse conservano nel tempo tassi diversi di suicidi => esistono delle cause

sociali del suicidio => ANALISI EZIOLOGICA (analisi delle cause) > la società fornisce

una quota di morti volontarie

=> CAUSE PSICOLOGICHE (delle quali D. non si occupa) + 3 CAUSE SOCIALI, definite in

3 modi:

1) s. EGOISTICO

> parte dall’analisi di dati empirici > le società a prevalenza protestante hanno tassi

di suicidio superiori alle società di prevalenza cattolica. Idem per quelle cattoliche

rispetto a quelle di religione ebraica. Celebi hanno più probabilità di suicidio rispetto

ai coniugati. Vedovi + rispetto ai coniugati. Vedovi no figli + probabili di quelli con

figli

> perché i protestanti si suicidano di più dei cattolici perché hanno 2 modi diversi di

confessare la fede ossia rapportarsi alla comunità religiosa di appartenenza:

>> cattolico necessita maggiormente della mediazione della chiesa che amministra i

sacramenti e è importante nella relazione tra fedele e divinità + importante

nell’interpretazione del testo sacro. E legato in modo più forte alla sua comunità

religiosa rispetto al protestante

>> protestante interpreta attivamente il testo sacro. La coscienza è lasciata

maggiormente libera dalla comunità religiosa di appartenenza ossia la coscienza

collettiva delle comunità r. di appartenenza rispetto a quella del cattolico. Idem per il

cattolico rispetto all’ebreo

>> fedele di religione ebraica è legato molto di più alla comunità religiosa rispetto al

cattolico.

> appartenenza sociale svolge una funzione deterrente nei confronti del

comportamento suicida.

> Comportamento suicida contravviene all’aspettativa che tutte le società hanno nei

confronti dei loro membri di fornire un contributo attivo al gruppo sociale cui

appartengono. S ella coscienza individuale può svincolassi da quella collettiva =>

ha più spazio per trascurare l’aspettativa della società, la c. individuale quando è

meno condizionata dall’altra può decidere autonomamente e di non tenere conto di

questo vincolo

> non ha una connotazione morale negativa MA É IL PREVALERE DELLA

COSCIENZA INDIVIDUALE SU QUELLA COLLETTIVA

> forma tipica della società moderna, la quale valorizza il valore in sé dell’individuo

=> solo qui può esprimersi questa forma di suicidio.

> causa:eccesso di individualizzazione

2) s. ALTRUISTICO

> nelle società premoderne > parte da casi concreti: l’usanza delle vedove indù di

immolarsi sulla pira del marito defunto > venuto meno il rappresentate del gruppo

sociale di appartenenza (il marito) => la coscienza individuale sembra nona vere più

valore => sembra si possa spiegare il comportamento delle vedove indù

> comportamento degli anziani eschimesi che quando non sono più in grado di

contribuire alla vita del gruppo cui appartengono => si lasciano morire nei ghiacci,

nell’interesse del gruppo sociale

> la prevalenza della coscienza collettiva su quella individuale

> causa: individualizzazione troppo rudimentale

> cause di suicidio altruistici nella modernità? non dovrebbero MA empiricamente

esistono > eccezione a cui dare una spiegazione razionale:

Soldati

> coscienza collettiva prevale su quella individuale > individui consapevoli

che possono morire, agiscono secondo le esigenze delle organizzazioni di cui

fanno parte. Funzione di DIFESA delle società occidentali moderne che hanno

come valori di fondo il riconoscimento del valore in sè dell’individuo

3) s. ANOMICO

> usa dati statistici/empirici che rilevano un aumento del tasso di suicidi in

concomitanza con:

1) fasi di crisi economica

2) fasi di accelerato sviluppo economico > c’è un aumento del benessere

sociale che contagia quasi tutti i ceti

> uno ha accesso a ruoli sociali diversi

ma non ha i codici simbolici collegarsi a

quei ruoli

> es: vincitore del Superenalotto che

non riuscirà a gestire una vincita così

grande

> se la coscienza collettiva ossia insieme di sentimenti, credenze comuni agli

individui di un determinato gruppo sociale (=> la cultura) può essere vista come un

vincolo che imbriglia le coscienze individuali, tuttavia vi è un’ambivalenza della

coscienza collettiva, delle società e relazioni sociali perché laddove la coscienza

collettiva è carente o assente gli individui avvertono una situazione di disagio

“forme elementari della vita

> ambivalenza espressa con maggior chiarezza nelle

religiosa”

> suicidio= qualsiasi comportamento attivo o passivo che possa condurre l’uomo alla morte

“forme elementari della vita religiosa”

> vuole studiare scientificamente la religione

> religione= insieme di credenze e riti

> credenze= stati dell’opinione e constano di rappresentazioni

> riti= determinano i modi di azione

> religioni dividono l’ambito del sacro e del profano

> profano: vita quotidiana

> sacro: proibizioni e prescrizioni => comportarsi in certo modo, esercitare dei riti

> si escludono a vicenda, si può passare però da uno stato all’altro

> religione=

sistema solidale di credenze e di pratiche relative a delle entità sacre, cioè separate,

interdette; credenze e pratiche che uniscono in una stessa comunità morale, chiamata

chiesa, tutti gli aderenti

> religione totemiche > oggetto di culto= totem: manufatto che rappresenta animali, uomini, natura

> attorno al quale si ritrova la tribù per i riti religiosi =>

materializzano, rendono visibile la società che è un

qualcosa di immateriale non dipendente dagli individui

> figure dei capostipiti della tribù

> individui che partecipano a questi riti dichiarano di

avvertire durante al rito la presenza di un’energia

diffusa, forza che si contagia ai membri della tribù >

forza sovraumana che non dipende dagli altri uomini

(viene dalla società e non da una singolo individuo)

> Forze che non esistono secondo D.

> rappresentante simbolico della tribù => centro

d’attenzione che genera un’idea di forza

sovraindividuale ma non trascendente

> la società, al cultura sono ambivalenti: mortificano al

coscienza individuale ma la fortificano, alimentano,

sostengono

> la presenza del totem da forza

> individui agiscono in un modo che ritengono quasi

contrario alla loro coscienza individuale

> “bandiera del clan” = simbolo per rappresentare una

società/cultura => trarre un senso di forza da questo

simbolo

> avvicinandosi al totem gli individui capiscono di

appartenere a una società che unisce gli individui e li

rende “uniti”

> emblema della società

> divinizza la società

> si genera un’effervescente collettiva che comunica

la presenza di questa forza sovrumana di natura

totemica

> Dio è la modalità con la quale coscienze rudimentali rappresentano la società

> Dio è sovraumano, sovranaturale che ti sostiene e impone dei vincoli

> è più semplice pensare alla nozione di Dio che a quella della società

> sono i popoli pensati simbolicamente

> divinità è espressione simbolica della società

> simbolo è creato dalla società e crea la società e la cultura (=coscienza collettiva) ossia le rende

presenti. Simboli fanno sentire gli individui parte della società

> attraverso i simboli gli individui comunicano tra loro

> nel totem si usano simboli comuni che rendono presenta la società e ricrearla ogni volta che si

realizza una riunione comune => come accade che si creino gli oggetti culturali:

1) RISPOSTA INDIVIDUALISTICA

Weber > creazione di singoli individui: artista, genio => opera d’arte,riforma,…

2) RISPOSTA TRADIZIONALISTA

oggetti culturali si depositano nella coscienza collettiva di un gruppo sociale e poi

vengono trasmessi da una generazione all’altra => si seleziona ciò che di meglio è stato

pensato e conosciuto

> cultura come modello di significato socialmente trasmesso

3) RISPOSTA DURKHEIM > costruzione COLLETTIVA

creazione della cultura attraverso le interazioni tra gli individui

> oggetti culturali, opere culturali sono il frutto di una costruzione relazionale o di una

creazione collettiva

> Esperienza delle riunioni corroboree che genera e riproduce nel tempo i contenuti della

religione e attraverso questi i contenuti simbolici della società …

> se vogliamo studiare i processi culturali > bisogna studiare le modalità attraverso cui il

gruppo rappresenta se stesso

> ogni gruppo sviluppa delle rappresentazioni simboliche attraverso le quali mostra a se

stesso e agli altri la portai solidarietà collettiva

> frutto di:

1) interazioni tra la gente > interazionismo simbolico= corrente di studi sociologici che

osserva come le società generano i propri simboli, norme

2) azioni delle organizzazioni > industria culturale= oggetti culturali creati da sistemi

organizzati in relazioni sociali

INTERAZIONISMO SIMBOLICO

(MEAD, GOFFMAN)

> corrente di pensiero

> interazioni tra individui possibili solo attraverso la mediazione dei simboli

> come la gente nella vita quotidiana costruisce le norme, ruoli e l’identità

> maggior parte degli approcci sociologici assume i fenomeni sociali (norme, istituzioni …) come

dati

> è una prospettiva sociologica che esamina le interazioni fra individui e gruppi di individui,

assumendo che il comportamento umano non nasca da una serie di risposte a stimoli, ma

dall’interpretazione dei significati simbolici attribuiti agli stimoli stessi

> relazioni tra individui sono possibili attraverso la mediazione tra i simboli

MEAD

> padre: (teorie inizio ‘900)

> usa 2 concetti: “definizione della situazione” di Thomas

> indipendentemente dal fatto che un fenomeno sociale sia reale o

meno, se questo è ritenuto reale dagli individui => sarà reale nelle

sue conseguenze

> es: spread elevato è causa della crisi dell’economia di un paese,

indipendentemente dal fatto che uno spread elevato produca

effettivamente una crisi economica => genererà una crisi economica

“Io riflesso o lo specchio” di Cooley

> io riflesso= sé degli individui è costituito da immagini che glia altri

individui rimandano al soggetto => l’io come riflesso delle immagini

che gli altri ci rimandando

> 3 elementi che lo costituiscono:

1) ciò che pensiamo gli altri vedano in noi

es: sono convinto che la gente reagirà al mio nuovo taglio di

capelli

2) come pensiamo che gli altri reagiscano a ciò che vedono

es: credo che pensino che mi stia bene

3) come a nostra volta reagiamo alla reazione che percepiamo

es: penso che continuerò a farmi questo taglio

“Mind Self and Society”

> > la mediazione simbolica necessaria perché gli attori sociali

interagiscano tra loro è elemento fondamentale nella costruzione:

1) della mente (mind) > pensiero dell’individuo si genera nelle esperienze che gli individui

fanno nelle interazioni

> se il pensiero dell’individuo è il risultato di un processo di riflessione

dell’individuo su se stesso = processo che ha la forma della

conversazione dell’io con il me > quando noi pensiamo è come se

mettessimo l’io in comunicazione con il me

2) del sé (Self) > fa riferimento al “io riflesso e specchio”

3) della società (society)

> nell’interazione con l’altro usiamo dei GESTI

“nel gesto si realizza un’interazione fondata sull’adattamento reciproco tra 2 o più individui

all’interno di un ambito comune di senso”

> è un atteggiamento esterno osservabile e un atteggiamento interno => compiendo certi

gesti comunichiamo certi significati

> diventano simboli significativi quando l’interpretazione che io do al gesto è interpretata in

modo simile dai miei interlocutori

> processo attraverso cui gli individui costruiscono il propio sè, mente, società > descrive

attraverso esempi del gioco/alimentazione come avviene l’interiorizzazione della società:

> es: svezzamento > giocano con il cibo solido che inizialmente non riescono a deglutire,

genitori dicono come si dovrebbe mangiare => bambino pian piano

capisce che questo gesto non è gradito dai genitori/altre persone al

di fuori della sua sfera familiare => esperienza

> passaggio dall’interiorizzazione delle aspettative dell’altro specifico

a quelle che hanno gli altri nei confronti di quel gesto.

> quando interiorizza l’altro generalizzato => è in grado di far il suo

ingresso in società perché ha interiorizzato l’altro generalizzato

(ossia le aspettative che la società ha su di lui in quanto

occupante di un determinato ruolo) => attraverso l’intermediazione

con gli altri soggetti

> es: gioco 1) pochi mesi > no interazione tra bambini della stessa età

2) poi interagisce con i simili > gioca imitando gli adulti > imitazione

3) poi acquisiscono un pò più di autonomia > gioco libero

> tutti la stessa azione/ruolo => imitazione collettiva dei ruoli adulti

4) poi regole > ruoli diversi che concorrono in modo diverso alla

realizzazione di un unico obiettivo => interiorizzo vari ruoli di altri =>

l’individuo interiorizza le aspettative della società nei suoi confronti

> le forme di mediazione simbolica trovano la loro oggettivazione e strutturazione nei sitemi

culturali

> l’individuo è al tempo stesso un prodotto sociale e al contempo parte attiva della produzione

delle strutture socio-culturali

> la cultura ha una posizione ambivalente rispetto al soggetto e alla società

> è strumento attraverso cui gli individui costruiscono il proprio se

> è un prodotto delle tante azioni individuali

GOFFMAN (sempre interazionismo simbolico)

> il Sè dell’individuo non ha origine nella persona del soggetto MA è il risultato di una scena/

contesto nel quale l’individuo si trova a indicare il tipo di comportamento/identità che

l’individuo deve giocare in quel contesto

> quando siamo in presenza di altre persone cerchiamo di avere info su di loro => stato socio

economico, concezione che hanno di sè, atteggiamento che hanno nei nostri confronti,capacità di

cui dispongono => raccogliere info per sapere come dobbiamo agire e reagire nei loro confronti

> esigenza comune delle interazioni sociali è soddisfatta attraverso la mediazione di simboli =>

possiamo immaginare le interazioni sociali come rappresentazione del sé individuale su una scena

=> forniamo info su di noi agli altri > info più adeguate > interpretiamo un ruolo su una

scena: attori

> individuo usa un equipaggiamento espressivo, ossia dei simboli, distinti:

> appartengono alla facciata personale (Sè): info relative alla nostra identità sessuale,

età, taglia, vestiario, portamento, scelte lessicali,

gesti, mimica

> appartengono all’ambientazione: contesto (luogo caratterizzato da un certo mobilio)

> nella vita quotidiana mettiamo in scena il nostro sé + interpretazione che diamo sulla scena ha

un carattere rituale e cerimoniale oltre che teatrale > cerchiamo di offrire il meglio di noi stessi e

fare risultare al meglio l’interazione con gli altri > idealizzazione del sé > carattere sacro => offre la

migliore interpretazione possibile. Cerimoniale garantisce l’immagine ideale del sé e

dell’interazione ma vi sono dei comportamenti che non possono essere tenuti, azioni che non

possono essere presentate in pubblico:

> errori (medici seppelliscono i propri errori) => meccanismi di riparazione

> la fase di elaborazione/preparazione > si presenta l’opera finita

> appena mi alzo mi sistemo ecc > aspetto disfunzionale al valore ideale del sé

> il lavoro “sporco” per rendere migliore l’immagine del sé

> motivi strumentali di accesso a un ruolo sono celati dietro i motivi ideali (faccio il prof per

diffondere la conoscenza del sapere sociologico, retorica dell’addestramento)

> i pubblici di fronte ai quali rappresentiamo i nostri ruoli sono molteplici > ruolo del prof + genitore

+ partner …

> se prima parte dei ruoli venivano osservati da pubblici diversi: lavoratore + partner +

genitore

> oggi noi non vediamo questi diversi ruoli: non vedo come il prof si comporta a casa

=> segregazione dei pubblici/ruoli => l’aspettativa ideale è che con ciascuno dei

nostri pubblici noi diamo il meglio di noi stessi => si crea una pseudo-Gemeinshaft

ossia una comunità con cui avere una relazione speciale/unica

> la struttura delle interazioni che avvengono nella vita quotidiana, richiede che si distinguano 2

territori > territorio= qualsiasi spazio che sia delimitato da ostacoli alla percezione

> RIBALTA (stage/palcoscenico)> equipaggiamento semantico che gli attori usano sulla

ribalta è definito scena

> immagine ideale del sè che interpreta un certo ruolo

> RETROSCENA > preparazione della rappresentazione/equipaggiamento simbolico/

facciata personale

> vengono create illusioni e impressioni

> viene costruita la capacità di una rappresentazione di esprimere

qualcosa che vada oltre se stessa

> si custodiscono gli arredi scenici che sono parte della facciata

personale

> il vero ME sta in entrambi i territori > l’impegno che uno ci mette per l’interazione, la motivazione

che spinge uno a far si che l’interazione venga al meglio MA

solo se abbiamo accesso al retroscena possiamo capire

davvero una certa persona (vedi la TV > vedere nel

backstage posso capire di più la verità)

> la letteratura fa leva sulla voglia di vedere il retroscena: prodotti turistici siano l’immagine ideale

di una località => posti sulla ribalta => turista è come se non fosse completamente soddisfatto

dell’avere accesso solo all’immagine reale dell’attrazione turistica e l’industria turistica ha cercato

di sfruttare commercialmente la possibilità di accesso al backstage della località turistica => vari

modi di sfruttare l’accesso al backstage

> 6 livelli di accesso al retroscena da parte del turista

1) livello zero > nessun accesso > osservo solo lo spazio scenico interamente predisposto i

cui confini sono invalicabili. Turista non ha accesso alla cucina dell’albergo

dove risiede => non ha accesso al retroscena

2) primo livello > palcoscenico allestito per sembrare in alcuni particolari un retroscena.

Donna che si mette in piazza e mostra come si costruisce un tappeto

3) secondo livello > intero palcoscenico è allestito per sembrare un retroscena. Carri

allegorici “Misteri”, festività caratteristica che viene ripetuta per il consumo

turistico => prepara nuovamente la ribalta della festività a uso e consumo

del turista => problemi culturali

4) terzo livello > retroscena in cui si consente l’accesso guidato e limitato al turista > turista

può accedere al retroscena ma guidato => non può fare quello che vuole.

Fabbrica di cioccolato

5) quarto livello > retroscena ripulito e ritoccato per essere visitato dai turisti (agriturismo)

6) quinto livello > pieno di accesso al retroscena. Turista che vive nella tribù per una

settimana => condivide la vita di quel luogo

AZIONI DELLE ORGANIZZAZIONI > INDUSTRIA CULTURALE

> Modalità di produzione,distribuzione e ricezione della cultura

=> INCERTEZZA NELL’INDUSTRIA CULTURALE > gestita dal lavoro di un

sistema di organizzazioni che concorrono a formare l’industria culturale

> modello di Hirsch

> per analizzare gli oggetti culturali di massa > modello 1972 “sistema dell’industria culturale” >

insieme di organizzazioni che producono articoli culturali di massa (dischi, libri, film) a basso costo

> o.c. che condividono delle caratteristiche:

1) incertezza della domanda > nex sa in anticipo quale sarà il mercato di un nuovo film

> no uniformità ma preferenza, scelta, diversità di gusti

2) tecnologia relativamente economica> presenza di tecnologie produttive e fruizione dei

prodotti culturali relativamente economiche: per

produrre un libro/brochure su una località turistica vi

sono dei mezzi che rendono molto più economica la

produzione dell’oggetto culturale => ebook, sito

internet

3) eccedenza di aspiranti creatori culturali > candidano come autori di prodotti culturali

=> INCERTEZZA NELL’INDUSTRIA CULTURALE > gestita dal lavoro di un

sistema di organizzazioni che concorrono a formare l’industria culturale

> industria culturale opera per regolare e confezionare l’innovazione => trasformare

la creatività in prodotti commerciabili e prevedibili

=> immagine del diamante culturale: 2 poli tra cui si frappongono organizzazioni che facilitano al

riduzione di incertezza nei processi di creazione e distribuzione dei prodotti culturali

> CREATORI: artisti, geni, talenti > formano il sottosistema tecnico dell’industria culturale

> eccedenza: + aspiranti artisti

Filtro1 > tra creatori e organizzazioni di produzione vi è un filtro che seleziona i prodotti generati

dai creatori che sono ritenuti degni di essere riprodotti su vasta scala.

> creatori usano gestori “di confine” come

>> AGENTI, per portare la loro opera all’attenzione delle organizzazioni produttive

> promuovono gli o.c generati dai creatori

>> oppure possono operare come agenti di se stessi

> organizzazione produttiva utilizza i propri gestori come i TALENT SCOUT,

CURATORI,EDITORIALI che passano al vaglio nuovi gruppi musicali

>> selezionano i prodotti culturali degni di essere prodotti su vasta scala

> ORGANIZZAZIONI= Sottosistema manageriale > organizzazioni che producono il prodotto

> case editrici, case discografiche

> a volte le organizzazioni di promozione cercando di bypassare i media e

far conoscere loro i prodotti al pubblico. ES: istituzione di una collana da

parte di una casa editrice serve a far sapere direttamente ai consumatori

finali il tipo di prodotto

Filtro 2 > strategie per gestire l’innovazione: mantenimento di personale di contatto ad entrambi i

confini, la sovrapproduzione di oggetti pur nella consapevolezza che la maggior parte di

essi fallirà sul mercato e incessanti tentativi di influenzare o cooptare i gatekeepers mediali

> organizzazione produttiva usa i “gestori di confine” per raggiungere i mass media

>> PROMOTORI degli o.c

>> GATEKEEPERS > recensori di libri, selezione dei beni culturali degni di

essere promossi dal mondo dei media => vengono

conosciuti dai consumatori finali che sono i selettori

ultimi

> MASS MEDIA (sottoinsieme istituzionale) > distribuiscono gli o.c. prodotti dal sottosistema

manageriale

> CONSUMATORI FINALI: pubblico > conoscenza di nuovi prodotti attraverso i media

> hanno poca voce in capitolo

> funzionamento del processo di selezione e ricezione dell’o.c da

parte dei consumatori finali i quali hanno un certo dato di autonomia

per ricevere il prodotto

> Nel sistema di industria culturale è importante da parte del sistema manageriale ricevere

feedback dal sistema dei media e dai consumatori finali:

>> 2 tipi di feedback:

1) proviene dai media > recensioni

2) proviene dai consumatori > vendite

> verso le organizzazioni produttive

> interpretano entrambi i feedback per valutare la popolarità di un

artista, l’efficacia delle loro attività promozionali e le implicazioni per i

futuri prodotti dello stesso genere

> cercano di produrre un flusso regolare di prodotti e di ridurre

l’incertezza

Peterson > mutamenti di mercato possono riverberarsi su tutto il sistema dell’industria culturale

> indipendentemente da quanto possa essere stabile un sistema, i mercati culturali

reagiscono al mutamento sociale

PRODUZIONE DI IDEE

> l’immagine di base degli oggetti culturali che richiedono creatori e ricevitori e che hanno una

qualche relazione con il mondo sociale che li produce e riceve NON CAMBIA sia che si parli di

ideologia rivoluzionarie sia che si tratti di nuovi videogiochi

> creatori producono una quantità in eccesso di tutti gli oggetti culturali, arte, … che

competono per l’attenzione del pubblico nello stesso modo

> grandi successi sono imprevedibili

> una volta che un’idea è stata espressa a parole o con simboli è un oggetto culturale

> grazie a Hirsch chiamiamo ricettori o ricevitori culturali il sottosistema di produzione

dell’interpretazione

> il significato tratto dagli o.c. non è fermamente e incontestabilmente inserito dell’oggetto stesso

CULTURA DEL GUSTO

> Diversi tipi di persone guardano, comprano, amano, leggono e credono in diversi o.c

> stratificazione culturale

> molti oggetti culturali attraversano i confini di classe, genere, etnia e religione => GANS ha

proposto di denominare il pubblico o i ricevitori “cultura del gusto” senza presumere nulla circa le

loro caratteristiche sociali o demografiche

> strati sociali differiscono nell’ampiezza della loro partecipazione alla cultura

> la classe alta e media partecipa alla cultura più intensamente rispetto alla classe operaia

> a differenza della classe media e in misura minore della classe operaia, chi vive nei ghetti

non a passare da un codice a un altro perché ha avuto poca esperienza di interazione con

altre culture

> criteri in base ai quali possiamo prevedere il gradimento o meno da parte del pubblico degli o.c

1) reddito e istruzione > ceto popolare preferisce: sport, tv, canzoni popolari

> ceto medio-alto: teatro, musica sinfonica, mostre

BOURDIEU

> TEORIA SULLE CONSEGUENZE DEL GUSTO

> cultura può essere considerata una forma di capitale > come il capitale economico,il capitale

culturale può essere accumulato e investito + convertito in capitale economico

> a volte c’è corrispondenza tra i 2 capitali come nel caso della gente ricca che compra e

sponsorizza opere d’arte

> se non c’è > conflitto: studenti sono una lo in termini di capitale culturale ma in basso per

quello economico

> anche se il capitale economico può essere sostenuto, aumentato o svalutato da forme di capitale

non economico, i tipi di capitale non economico possono variare da luogo a luogo

> ricezione di diversi tipi di o.c è spesso stratificata per classe sociale

> la gente può consapevolmente o inconsciamente utilizzare la cultura per difendere i propri

vantaggi sociali o superare gli svantaggi

> Peterson: le persone più istruite hanno più esperienze culturali su cui basarsi, esperienze a tutti i

livelli > hanno un repertorio culturale più ampio

> i consumatori finali sono influenzati da reddito e istruzione => classificate da Bourdieu il quale

sostiene che vi sono 3 tipi diversi di risorse e a partire dalla quota di queste risorse si può stabilire

quali saranno i gusti in termini di consumi culturali a parte degli individui

1) capitale economico: reddito e livello professionale

2) capitale culturale: cultura trasmessa dalla famiglia, livello e tipo di istruzione

3) capitale sociale: quantità e qualità delle relazioni sociali

> a partire da queste risorse gli individui sviluppano gusti diversi?

capitale economico basso capitale economico alto

capitale culturale basso - - - +

Strauss, il bel Danubio blu Bizet, Gershwin

capitale culturale elevato + - + +

Ravel, Stravinsky Xenadis, Webern, Boulez,

Bach

HABITUS > generano stili di vita, criteri di preferenze

> modello determinista > dato un certo capitale culturale e economico => l’individuo per forza deve

preferire determinate cose

JAUSS > non è sempre così > + libertà di scelta: esempio LIBRI

> comprendere a ricezione culturale

> la selezione dei prodotti culturali da parte dei ricevitori finali è influenzata dall’orizzonte di

aspettative dell’individuo => in base a esperienze passate. Lo fruisce + elabora

un’interpretazione critica del prodotto culturale che modifica il suo orizzonte di aspettative

=> relazione biunivoca tra l’orizzonte di aspettative del soggetto e fruizione del prodotto

culturale specifico

> la funzione dell’orizzonte di aspettative è presentata nella Griswold attraverso una ricerca

empirica condotta > il mondo sociale di appartenenza interpretano lo stesso o.c in 3 modi

diversi: ROMANZO fatto leggere da:

> persone indiane: testo sull’ambiguità dell’identità

> USA: differenze razziali

> UK: percorso di maturazione psicologica dei protagonisti

> il lettore colloca il romanzo entro un’orizzonte di aspettative plasmato dalla sua

precedente esperienza letteraria, culturale e sociale

> il lettore interpreta il testo sulla base di come si adatta alle sue aspettative o le mette in

discussione

> teoria di Jauss => connette l’aspetto sociale e culturale nel processo di costruzione del

significato

> o.c. può venire interpretato da persone con conoscenze e esperienze sociali e culturali

diverse. Ogni evento può essere trasformato in un o.c. attribuendogli un significato

> gli individui sono si influenzati dalla propria cultura ma allo stesso tempo sono liberi

> o.c ruolo di forza => o.c. influenzano i ricevitori

LIBERTÁ DI INTERPRETAZIONE CULTURALE

> nel momento in cui gli esseri umani hanno esperienza di o.c. > reagiscono > interpretano >

elaborano significato

> gruppi diversi possono costruire significati diversi a partire dallo stesso o.c.

> a seconda della forza attribuita al ricevitore o all’o.c. => 2 scuole di pensiero:

costruire qualunque significato > ricevitore ruolo di forza => libero di interpretare l’o.c

1) > ricevitore può produrre significati praticamente indipendenti dallo stesso o.c.

> nega autonomia agli o.c.

> significato diventa in assoluto una funzione della mente del ricevente

sottostare ai significati che sono intrinseci all’o.c. > o.c. sono forti

2) > significati culturali sono strettamente controllati

> ricevitori non hanno virtualmente alcuna libertà di interpretazione

> gli estranei a una cultura non possono intenderla

> gli studiosi o specialisti possono faticare a estrapolare il significato nascosto di un testo o

simbolo ma esiste cmq un significato > superstizione del significato giusto

> l’occhio di ciascuno spettatore è condizionato dal suo posizionamento sociale =>

spettatori diversi hanno significati diversi

sintesi durkheim

> l’individuo che vive all’interno della soc. interiorizza i valori della soc. ma la sua

autonomia non viene espropriata perché il nucleo della cultura moderna è la promozione

del valore dell’individuo

> promuovere l’autonomia individuale=> promuovere l’integrazione della soc. moderna

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UNIVERSI SIMBOLICI

> secondo Berger e Luckmann la Religione proposta da Durkheim è simile al concetto di universo

simbolico= corpo di tradizione teoretica che integra diverse sfere di significato e abbraccia l’ordine

istituzionale in una totalità simbolica => è una TEORIA CHE FORNISCE UN’INTERPRETAZIONE

COMPLESSIVA DELLA REALTÁ SOCIALE => è una sorte di religione che fornisce

un’interpretazione coerente e sistematica alle grandi domande. Lo stesso lo fanno le ideologie e le

discipline scientifiche

> epoche premoderne in una soc. vi era un universo simbolico dominante che forniva l’unica

legittima interpretazione della realtà vs nelle soc. moderne vi sono tanti diversi universi simbolici

=> interpretazione della realtà è più parziale, il cui valore è soggetto a una sorta di inflazione

ELEMENTI DELLA CULTURA

> STRUTTURA DI SIGNIFICATI INCARANTI IN SIMBOLI > GEERTZ

> SIGNIFICATO CONDIVISO INCORPORATO IN UNA FORMA OSSIA IN UN SIMBOLO >

GRISWOLD

> É UN INSIEME CONCATENATO DI MODI DI PENSARE, SENTIRE, AGIRE PIÚ O MENO

FORMALIZZATO (OSSIA SIGNIFICATI)> ENCICOLPEDIA TRECCANI

> è un insieme di simboli che si organizzano in:

conoscenze > empiriche

> esistenziale

codici > lingue

> codici sociali

valori > norme

SEGNI, SIMBOLI

> semiotica= scienza che studia i segni (greco semion)

> segno secondo Agostino è “ALIQUID STAT PRO ALIQUOD"=“qualcosa che sta per

qualcos’altro”

> è una forma che incarna/ sta per un significato > Geertz

> Fernand de Saussure > studia il segno come combinazione di 2 elementi:

> significante: set fonemi che compongono la parola C-A-V-A-L-L-O

> significato: l’idea che rimanda la forma (immagine)

> c’è una relazione arbitraria tra le 2

> studia come si combinano questi 2 elementi

> REFERENTE della combinazione tra significante e significato è quel determinato

cavallo che sta nella realtà (per Perse è rilevante, per la semiotica non tanto)

> segno segnale è un segno che rimanda a un significato e a un riferente

inequivocabilmente (vedo fumo => penso a un fuoco) => segni che non necessitano di

particolari interpretazioni

> segni simboli > interpretazione particolare

> la realtà sociale è una foresta di simboli, inx complesso pieno di infiniti segni che può

generare timori => ricavare dei percorsi di significato

2 discipline:

> rapporti tra simboli/cose o simbolo/simboli > semiotica, filosofia, linguistica

> simbolo/chi usa il simbolo o relazioni tra coloro che usano i simboli > sociologia e

psicologia

CONOSCENZE

> conoscenze EMPIRICHE: conoscenza basate su evidenze empiriche dotate di regolarità

> osservano fenomeni che accadono sempre allo stesso modo => regolarità

> non concorrono alla conoscenza scientifica ma a quella di senso comune

=> prima di Galileo: sapevo che un corpo cade ma non so che era legge di

gravità

=> proverbi: “rosso di sera, bel tempo si spera” > regolarità di questo

fenomeno

> conoscenze ESISTENZIALI > grandi “perché” dell’umanità a cui né la scienze né la conoscenza

empirica possono rispondere

CODICI

> è fatto di regole e simboli + la loro combinazione

> LINGUA= tanti segni e le regole di relazione tra questi

> è oggettiva > deposito già dato, un insieme di regole, simboli, significati e che i nuovi nati

hanno trovato già fatto, già “completo”

> è intersoggettiva

> ci separa dall’hic et nunc => possiamo comunicare su queste cose

> carattere sociale: appresa mediante l‘interazione sociale

> usiamo la lingua per realizzare una comprensione reciproca MA non è detto che le lingue

servano a coordinare il comportamento delle persone (ti dico di andare a chiudere la porta,

tu capisci quello che voglio dire ma non lo fai) => le società si dotano di altri codici:

> CODICI SOCIALI o mezzi simbolici generalizzati di interscambio: servono a coordinare i

comportamenti => sostegno del linguaggio, il quale serve a capirsi

> Parsons, Habermas, Luhmann > sociologi

> Parsons > battezzato i codici sociali che sono:

>> denaro: codice semplice fatto di cifre che serve a coordinare i

comportamenti di scambio di beni tra gli individui. É un’invenzione

del genere umano. La società moderna l’ha usato facendolo

diventare il codice che regola i comportamenti all’interno del mercato

nel quale funziona la legge della domanda-offerta. Nel mercato

occidentale moderno, il denaro ha una particolare configurazione:

contesto generalizzato di scambio. Come funziona? confronta il

valore d’uso che il compratore ha per il bene con il valore di scambio

che io attribuisco all’oggetto. Se equivalgono => acquisto il bene.

Non vi sono particolari relazioni tra compratore e acquirente => il

codice del denaro ha svincolato gli individui dai legami sociali e li ha

autonomizzati. Epoca premoderna gli scambi di mercato avvenivano

in un luogo e giorno preciso.

es: supermercato: compro un bene, leggo il prezzo ma non

intrattengo una relazione con colui che ha creato il prodotto

>> potere

>> diritto: è applicato allo stato moderno e al suo apparato. É un codice che

come il denaro è stato istituzionalizzato nello stato moderno per

favorire l’autonomia degli individui nelle loro relazioni reciproche.

Hobbes lo stato di diritto serve a far si che venga tutelata la sfera

d’azione individuale senza che la libertà d’azione dell’individuo entro

tale sfera invada la libertà d’azione degli altri individui in altre sfere.

Diritto segna i confini entro cui può spingere la libertà d’azione senza

invadere quella altrui => PROMUOVERE L’AUTONOMIA

INDIVIDUALE.

>> dono: nasce prima del denaro e regola gli scambi)

(movimento sociologico del Mauss)

> Mauss afferma che il dono è il risultato di 3 norme: dare, ricevere,

reciprocare

> sottolinea la dimensione di legame della relazione sociale

> insieme delle frasi fatte che usiamo quando ci scambiamo i doni:

“non dovevi” “che bello” “non me lo aspettavo” “è troppo” => “figurati”

“non è niente” si vuole rassicurare il donatario che quel dono sia

frutto di una libera azione da parte del soggetto => autonoma da

parte del soggetto che non era costretto a donare => libera scelta del

donatore di dare il regalo. “É troppo” > si attira l’attenzione sul valore

economico

> il senso che si attribuisce al dono è dato dal valore importanza che

si attribuisce all’altra persona e alla relazione con lei => il dono è

simbolo del valore della relazione > lo strumento attraverso cui

simbolicamente rappresentiamo il valore della relazione con l’altro.

Tiene presente la dimensione dell’autonomia

> funzione di legame perché obbliga a reciprocarlo => se abbiamo la

stessa relazione con l’altro non è un problema. Altrimenti bisogna

sdebitarsi => scambio di equivalenti

> ci sono sfere della vita sociale in cui oggi ancora si usa il dono. Se

da un lato il denaro si è specializzato in certe forme di scambio, il

dono nella promozione di legame della relazione sociale MA vi sono

contaminazioni tra i codici e il dono viene usato nel mercato

es: copia omaggio: far provare il prodotto al consumatore e

farlo sentire obbligato a reciprocare il dono ricevuto => la

prossima volta lo compro

es: tessere fedeltà: costruire nel tempo un legame tra un

certo venditore e il cliente => garantire al cliente fedele un

dono => avere il forno a microonde dopo tot. punti

es: fruisco un prodotto turistico con persone con cui ho dei

legami di cui bisogna tener conto quando confezioni un

prodotto turistico che è venduto secondo le logiche degli

scambi di equivalenti

VALORI

> Kluckhohn: “è una concezione del buono e del desiderabile, può essere implicita/esplicita di un

individuo/gruppo e influenza la selezione fra modi, mezzi e fini disponibili”

> essendo una concezione del buono e del desiderabile => dimensione cognitiva

> si presentano come enunciati: x= buono

y= falso

> dimensione affettiva > coinvolgono sentimenti delle persone

> conformarsi a un valore è una cosa buona in sé => non ci aspettiamo nulla in cambio =>

remunerazione intrinseca

> selezionare i fini del comportamento e i mezzi per raggiungere i fini

> pur essendo degli oggetti ideali, i valori hanno la stessa consistenza della realtà =>

dirigono i comportamenti degli individui => comportamenti concreti

> valore: successo economico che l’individuo ha => tipico dell’American dream => felicità e

successo se si impegnano con dedizione. Valori che servono a selezionare

l’obiettivo del successo economico > raggiunto con mezzi concreti: lavorare

MA altri modi: rubare > improprio e perseguito dalla legge nonché modificazione

della libertà individuale/dignità…

=> danno vita a norme sociali

> i giudizi di valore = attribuiscono una qualità alle cose => sono diversi dai giudizi di realtà che ci

dicono come la cosa è

> si raccolgono sotto sitemi ordinati rispetto a un valore dominante che genera un universo

simbolico

> Cina > devozione alla famiglia

> LE PATTERN VARIABLES > PARSONS

> riprende un sociologo tedesco che si interessa a comunità e società: gli individui nel

passaggio dalla cultura premoderna a quella moderna capitalistica, cambiano il loro modo

di intendere le relazioni soc.: da comunitario a societario => la società si sostituisce pian

piano alla comunità perché gli individui mettono al primo posto l’importanza della collettività

e non individualità (cosa che succedeva nella società)

> P. non è che la comunità sia stato sostituita dalla società, anzi accade che una sorta di

specializzazione funzionale delle relazioni comunitarie e societarie => specializzazione in

alcuni settori della vita sociale e in ciascuno di questi ambiti si sono affermati certi modelli

di comportamento/valori ossia i pattern variables ossia:

COMUNITARIO relazioni familiari SOCIETARIO relazioni docente-

studente

affettività neutralità affettiva > il docente non può

avere simpatie per gli

studenti => scandalo

> non può fare l’esame a

sua figlia => influenzato

particolarismo= non è più attenti a noi rispetto universalismo essere attento a tutti gli

per scelta ma un fatto di a altri al di fuori del studenti nello stesso

nascita gruppo modo

ascrittività= attenzione a si è parte della famiglia acquisività entro in una relazione

tutti i membri del gruppo per nascita => non devo sociale per scelta

dimostrare nulla

diffusività ci aspettiamo che gli altri specificità > il docente cerca di

siano attenti a tutti gli trovare le risposte a

aspetti della nostra vita interessi/bisogni/obiettivi

degli altri

orientamento alla essere attenti alle orientamento al self selezionare il

colelttività esigenze del tutto comportamento avendo

quando dobbiamo come punto di

decidere qlc riferimento l’interesse

individuale

norme sociali

> traduzione operativa dei valori

> elementi della cultura

> orientamento del comportamento degli individui

AMBITI DI PRODUZIONE DELLA CULTURA

1) SISTEMA GIURIDICO

> norme si sono modificate nel corso del tempo

> modernità le norme sociali non sono più il risultato di norme religiose, comportamenti

dettati dalla tradizione, frutto delle leggi naturali MA diventano autoreferenziali

=> emerge una dimensione statistica => le norme sociali oggi si riferiscono alla SOCIETÀ

> la distinzione tra normale e patologico può essere ben rappresentata dalla metafora

statistica della curva di Gauss/curva normale

> capire la logica con cui si generano le norme nelle società occidentali moderne,

complesse, capitalistiche, differenziate

> se in una popolazione calcoliamo il valore medio e la devianza dal valore medio

=> nell’intervallo tra -1 deviazione standard e +1 si raccoglie il 95% della

popolazione

> stabilisce ciò che è normale nella soc. => gli individui si raccolgano all’interno di

un preciso intervallo

> es: altezza media della popolazione maschile di una determinata società 1,75 cm,

la deviazione standard è di 10cm => la norma sta tra 1,65 e 1,90 => chi sta sotto o

sopra è deviante al normale

> la normalità si costruisce statisticamente in modo autoreferenziale prendendo

come metro di valutazione la popolazione stessa ossia ciò che è la norma nella soc.

> distinzione tra normale e patologico è relativa => cambia

> es: studi sull’alimentazione mostrano che un determinato stile alimentare =>

favorire una crescita dell’altezza media della pop. maschile italiana => diventi nel

giro di 20 anni 1,85, rimanendo la stessa la deviazione standard => chi è sotto 1,75

è considerato basso al normale, devianza => chi è alto entro 1,95 è considerato

normale

> va applicato ai comportamenti individuali e sono i processi culturali a spostare la

media e la deviazione standard rispetto a un certo fenomeno => quali sono i

comportamenti NORMALE vs DEVIANZA/PATOLOGIA, VALORI vs DISVALORI

> criterio di definizione delle norme è in linea con la modernità/autonomia

dell’individuo perché i valori sociali si autonomizzano a seconda di altri valori =>

svincolano le definizione di normale e patologico a circostanze esterne

> sistema che stabilisce i comportamenti consentiti e vietati/devianti

DEVIANZA= un comportamento non conforme alle aspettative sociali + o meno

istituzionalizzate e lo sono anche le norme sociali (norme non scritte che rispettiamo cmq e

hanno una potenza notevole > es: tra 2 persone prive di relazione personale intima, non ci

si deve avvicinare con una distanza superiore ai 50 cm)

> tenta di sfuggire al controllo sociale

> è un concetto relativo > ciò che è deviante in una certa società/epoca non lo è in

un’altra

> infrazione a una norma sociale => sanzione amministrata pubblicamente

=> rafforza la norma e funge da fattore deterrente

> es: ha infranto le aspettative di un’altra, le regole del

comportamento amicale => ha amministrato una sanzione => ha

tolto il saluto per quello che le ha fatto. L’ha comunicato a un’altra

persona => è avvenuto pubblicamente e ha rafforzato la norma del

comportamento amicale, implicitamente ha detto che se vuole essere

sua amica non deve comportarsi in quel modo => innescare un

fattore deterrente: l’amica vicino non deve compiere quell’azione

> modi di definire la devianza: scorrettezza, reato, peccato, offesa, menzogna,

maleducazione, emarginato, diverso, malattia (> aspettative a cui il malato non

corrisponde: dar un contributo attivo alla società. L’unica differenze rispetto alle altre

forme di devianza è che è involontaria. Parte del sistema sanitario certifica che

l’individuo è impossibilitato a fare una determinata attività => certificato medico)

> funzioni della devianza:

>> fattore espressivo => innesca dei processi culturali che spostano la

curva Gauss

>> canalizza capacità creative e alternative > artisti a volte considerati dei

matti perché si discostano dalla normalità

>> riattiva processi di ridefinizione degli attori sociali all’interno del

gruppo/soc.

> funzioni rispetto al sistema sociale:

>> valvola di sfogo delle tensioni

>> capro espiatorio delle tensioni > i delinquenti che generano il maggior

numero di problemi di una soc. => causa dei problemi della soc. =>

individuiamo un capro espiatorio su cui riversare i problemi della soc. in cui

viviamo

>> sacca di emarginazione dei soggetti pericolosi (Foucault)

>> cortina fumogena per coprire le contraddizioni del sistema (Foucault) =>

mettere da parte la riflessione sui veri problemi della soc.

>> riaffermazione del valore della norma (Durkheim)

2) PROCESSI, MEZZI, SISTEMI DI COMUNICAZIONE

> definizione del concetto di comunicazione > nelle scienze sociali non c’è una definizione

univoca => tante prospettive

> senso comune:

comunicazione = trasmissione di informazioni

= condivisione. Comunicazione è assonante a “comunità, comunione” =>

mettere in comune. Comune radice etimologica > latino cum munus= debito/

obbligo/servizio => comunicazione= obbligo comune.

= (Crespi= sociologo): processo di interazione simbolica (interazione

sociale mediata da simboli) attraverso il quale la possibilità di trasferire

messaggi si attualizza attraverso l’uso di segni secondo le regole

culturalmente e socialmente condivise, cioè secondo codici stabiliti

convenzionalmente

(segni e le regole si relazione tra i segni = ossia i codici)

> segni verbali o non verbali (= gesti, postura, paralingusitica ossia

gli aspetti non verbali del parlato, la modulazione della voce)

> studi delle scienze sociali sul fenomeno della comunicazione= media studies

=> prodotto modelli di atto comunicativo/schemi per leggere le caratteristiche essenziali dell’atto

comunicativo:

1° > studiosi che si occupano della comunicazione di massa alle origini della

comunicazione di massa mediata dalle tecnologie elettroniche: radio, tv

=> ingegneri Shannon e Weaver => TEORIA MATEMATICA, APPROCCIO CIBERNETICO

> modello stimolo risposta

> comunicazione= trasmissione di info, in particolare con la radio

> componenti: sorgente= sogg. emittente che elabora un messaggio

apparto trasmittente che codifica il messaggio in onde elettr.

canale, messaggio passa

app. ricevente > radio che ritrasforma il mess. in onde sonore

destinatario > riceve codificato

sorgenti di rumore

> Jacobson > usa lo schema di S. & W.

1) Emittente

2) contatto (canale)

3) messaggio

4) codice

5) contesto (contenuto e riferente)

6) destinatario

> Lasswell (1948)

> modello delle 5 domande (5 W): CHI, COSA, A CHI, QUALE CANALE, CHE

EFFETTO (who, what, to who, which way, which effect)

> tutti schemi criticati > semplificati e unidirezionali: comunicazione= trasferimento di una

pacchetto informativo in un canale => limite

CODICE

A B

Codifica CANALE Decodifica

Interpreta

> TRASFERIMENTO DI QUALCOSA ATTRAVERSO UN CONDOTTO

> criticato perché non ci si interroga sul contenuto/significato del messaggio > la semantica

> la mancanza di attenzione per il significato => teoria matematica inadatta a spiegare la

comunicazione umana nel suo complesso

APPROCCIO SEMIOTICO (contenuto del mess.),APPROCCIO DIALOGICO (comunicazione=

interazione tra A-B)

TEORIA SISTEMICO RELAZIONALE

> scuola di Palo Alto (Paul Watzlawick)

> modificato lo schema del lato comunicativo di Shanon, concependo la comunicazione come un

sistema fatto di tante trasmissione di messaggi:

> sogg A che codifica il messaggio attraverso un codice, lo trasferisce a B che lo

decodifica, interpreta e codifica un nuovo messaggio che manda a A che codifica e

interpreta … ricomincia il ciclo

=> non più una semplice successione casuale di messaggi

> questa lieve modifica rispetto allo schema di Shanon => elaborazione degli “assiomi della

comunicazione”:

1) non possiamo non comunicare => tutto è comunicazione

2) ogni comunicazione ha un aspetto di contenuto e un aspetto di relazione. Aspetto di

relazione classifica quello di contenuto ed è metacomunicazione

=> aspetto di relazione della com. il quale talvolta interferisce su quello di contenuto

e lo classifica => confusioni

> es: il rapporto non funziona > aggiusto o considero che non sto simpatico al

superiore

> es: scegliere un film > chi propone il film mi sta antipatico > trova mille scuse per

non andarci contro => discuto di contenuti quando invece è un problema di

relazione con quella persona

3) natura di una comunicazione dipende dalla punteggiatura delle sequenze di

comunicazione

> fermare il circuito della comunicazione in un certo modo => interpretiamo la

comunicazione in certo modo diverso se inizio a osservarlo da un altro punto

> es: coppia in crisi. La moglie va dallo psicologo e afferma che il marito non la

prende in considerazione. Va il marito dallo psicologo è afferma che la moglie si

lamenta costantemente di lui => il marito piuttosto che sentire le critiche il della

moglie non la considera => il sistema di relazione è lo stesso ma valutato da 2

diversi punti.

metacomunicazione = comunicazione sulla comunicazione => comunicare sui contenuti

della comunicazione stessa. Comunicare non sugli aspetti di contenuto ma di relazione =>

forse si risolvono i problemi tra coppie

> fornito ulteriore materiale teorico per interpretare altri fenomeni sociali:

> profezie che si autoavverano: riprendendo il concetto di Thomas (se un

fenomeno è ritenuto reale => allora è reale nelle conseguenze)

> a seconda di dove fermo la comunicazione => denoto una certa interpretazione e

credo che questa sia reale quando in realtà non lo è

> effetto Pigmalione: studio delle performance scolastiche degli alunni: se un

docente ritiene particolarmente dotato un certo alunno => gli rivolge più attenzione

=> indipendentemente dal fatto che sia dotato o meno, i modi relazionali tenuti dal

docente per effetto di una certa punteggiatura della realtà => quell’allievo ottiene

risultati migliori

4) tutti gli scambi di comunicazione sono simmetrici (up-up, down-down) o complementari

(up-down, down-up) a seconda che siano basati sull’uguaglianza o sulla differenza

> LIMITI:

> non tiene conto dei condizionamenti operati dalla cultura sulla comunicazione

> non tiene conto della funzione di costruzione dei legami sociali svolta dalla comunicaz.

DIVERSI TIPI DI INTERAZIONE TRA GLI ESSERI UMANI

Comunicazione umana può avvenire solo di presenza, nel qui e ora => uomo ha cercato dei

modi per trasferire i messaggi nel tempo/spazio:

> prima forma di mediazione: scritture rupestri > pittogrammi per salvare il messaggio e trasferirlo

nel tempo/spazio

1) interazione faccia-faccia: stesso contesto spazio-temporale

> usa un elevato numero di indizi simbolici: mimici, posturali, intonazione voce…

2) interazione a distanza/mediata: lettera, telefonata, chat, email

=> superare il limite del qui-ora => non condivide lo stesso contesto spazio-temporale

> mezzo che salvi il messaggio da trasferire

> spesso si perde la ricchezza di indizi simbolici tipici della comunicazione faccia-faccia

> conserva l’intonazione => paralinguistica

3) interazione di massa= quasi-interazione mediata > trasmettere messaggi nel tempo e spazio

> messaggio da uno a molti a differenza dell’interazione sopra

> riduzione degli indizi simbolici rispetto alla prima

> limite: no risposta da parte del ricevente (è irrilevante) => è una quasi-interazione

non un’interazione => non c’è reciprocità di ruoli => è simile a un monologo perché

è unidirezionale

> separazione dei ruoli: emittenti e ricevitori

> mass media: strumenti di comunicazione che si sovrappongono e rendono più

complessa la comunicazione nella soc. contemporanea

STADI DELL’EVOLUZIONE DELLA COMUNICAZIONE

> alfabeto

> introdotto dai fenici, prevede l’uso di segni associati a suoni ricombinabili (non più a

concetti prefissati)

> evoluzione delle pitture rupestre/pittogrammi/ideogrammi

> a differenza delle pitture, è relativamente facile da apprendere => è duttile

> di recente è strumento di conoscenza e emancipazione, prima era strumento di

costrizione nei confronti di masse illiterate

> raffinato nel 1456 da Gutenberg => si crea la comunicazione di massa (comunicazione

da uno a molti)

> scoperte dell’elettronica => radio, tv…

RELIGIONE > dal punto di vista razionalistico introdotto dalla 2° metà dell’800 con Durkheim:

“divinità come espressione simbolica della comunità”

“gli dei non sono che i popoli pensati simbolicamente”

“fintanto che vi saranno uomini che vivranno insieme, vi sarà tra loro una fede comune,

qualunque essa sia”

> divinizza la società

> RITO: modalità con cui si esprime la fede comune

> mettono in relazione gli individui con la società => fanno vedere la società all’individuo

> sacralizza degli oggetti

Rosati: “il sacro è una rappresentazione simbolica di un’identità collettiva”

Alexander: “l’accettazione delle cose in quanto sacre crea il gruppo sociale”

> qlc di cui gli individui non hanno la piena disponibilità => qualcosa al quale sottomettono

la propria libertà => di cui non possono disporre liberamente

> nella società c’è qlc di sacro che non appartiene proprio all’individuo anche se la

modernità ha cercato di ridurre al minimo

RAPPORTI TRA LE CULTURE

> UNIVERSALI CULTURALI: tratti comuni a tutte le culture

> sport, ornamento corpo, lavoro cooperativo, danza, scherzo,…

> perché esistono?

> perché sono un tentativo di risposta dato dalla società ai bisogni dell’uomo

=> bisogni comuni a tutti gli uomini


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10 mesi fa


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in lingue e culture per il turismo e il commercio internazionale
SSD:
Università: Verona - Univr
A.A.: 2018-2019

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher giuliabonamin di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Sociologia dei processi culturali e comunicativi e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Verona - Univr o del prof Stanzani Sandro.

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