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Sociologia dei processi culturali e comunicativi – Tristezza Appunti scolastici Premium

Appunti di Sociologia dei processi culturali e comunicativi – Tristezza. Nello specifico gli argomenti trattati sono i seguenti: Tristezza del pensiero, Shelling, insieme ad altri autori annette all’esistenza umana una profonda tristezza fondamentale, inevitabile. Su questa tristezza si radicano la consapevolezza e la conoscenza...ecc. Vedi di più

Esame di Sociologia dei processi culturali e comunicativi docente Prof. L. Rossi

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di ambiguità. L’antinomia creata dal linguaggio che cerca di essere autonomo e il pensiero che

genera verità è un quarto motivo di tristezza.

5. è quasi incredibile quanto sia dispendioso il pensiero, anche a livelli di impressione, dopo periodi

prolungati di pensiero, provimo qualcosa di analogo alla fatica muscolare. A livello

neurofisiologico però la nostra comprensione di tale energia è rudimentale.

Il punto è che a causa del fatto che il pensiero non può essere fermato, questa economia è uno

spreco. Il flusso di pensiero dentro di noi, tacito e articolato (anche ne sonno) crea dei pensieri

confusi, senza scopo, dispersi, sparpagliati e inspiegati. Saturano la coscienza e il subconscio ma

ricadono irrimediabilmente nell’blio. Questo suggerisce il modello fantascientifico del

razionamento del pensiero, tentativi in questa direzione però costituiscono il nucleo dei sistemi

totalitari (l’orwelliana “polizia del pensiero”). Il fatto che non siamo capaci di incapsulare il

pensiero e limitare lo spreco e nemmeno di misurare l’energia sprecata è un altro motivo di

tristezza.

6. Il pensiero è immediato solo con sé stesso. Non fa accadere nulla direttamente, eccetto sé stesso.

Pensare ha conseguenza incommensurabili, ma questo continuum è inferenziale. Non si può

dimostrare la causalità diretta. La maggior parte degli atti e dei gesti sono inconsapevoli. In molti

casi è comwe se la causa venisse dopo l’effetto (“non ho idea del perché ho fatto così”). Le

interposizioni tra pensiero e atto sono molteplici.

La distanza che vi è tra la sensibilità e la sua enunciazione è mediata dal linguaggio (“non ho parole

per dirlo”). Sentimento, intuiizione e illuminazione siaffollano sul confine del linguaggio senza

riuscire ad aprirsi un varco.

Il pensiero non ce la fa, persino il movimento più calibrato e prudente prende corpo inmodo

imperfetto. Ne consegue che ogni atto che programmiamo porti con sé unpotenziale di delusione

(l’orgasmo ne è la prova). L’eros umano è di una tristezza mortale.

Le correlazioni fallite tra il pensiero e la sua realizzazione sono tali che non potremmo vivere senza

speranza.

7. L’incapacità di fermare il pensiero è un vincolo terrificante. Impone la serivitù. I sistemi

filosofici che cercano di analizzare questo problema fanno parte di due categorie: la prima

caratterizza la coscienza e consapevolezza del mondo come un percepire attraverso una finestra,

l’altraè quella dello specchio, postula una tot6alità dell’esperienza la cui unica fonte di verificabilità

è il pensiero stesso.

Questi due sistemi hanno un punto in comune: il vetro. Che sia riflettente o meno non è mai

immacolato. Su di esso vi sono graffi, punti ciechi e curvature. La visione non attraverso di esso

non può essere mai perfettamente traslucid. Non si può vedere ilmondo cos’ì com’è, l’esperienza è

filtrata ed eswsenzialmente compromessa. Di conseguenza anche le intelligenze umane più

inventive non possono essere veramente definite.

8. Qusta opacità rende impossibile sapere al di là di ogni dubbio cosa pensi un altro essere umano.

Neanche le sue confessioni più veementi possono fornire un contenuto fondamentalmente certo. Di

qui le relazioni instabili tra il pensiero e l’amore (mi sto imparanoiandooooooooooooooooooo), la

probabilità che l’amore tra due esseri pensanti sia una grazia miracolosa. Tentiamo di tradurci a

vicenda ma molto spesso ci fraintendiamo. L’amante non può abbracciare i pensiri dell’altro.Quanti

uomini e quante donne hanno stretto tra le bracci amanti diversi da quelli a cui stanno pensando?

Non sapremo mai quale profonda disattenzione, assenza, repulsione o immagine alternativa

decostruisce il testo aplese dellerotico.

Nessuna luce finale, nessuna empatia d’amore dischiude il labirinto dell’interiorità di un altro essere

umano.

9. Funzioni corporali e pensiero sono comuni all’intera specie. L’essere umano dsi definisce così


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AUTORE

Sara F

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DESCRIZIONE APPUNTO

Appunti di Sociologia dei processi culturali e comunicativi – Tristezza. Nello specifico gli argomenti trattati sono i seguenti: Tristezza del pensiero, Shelling, insieme ad altri autori annette all’esistenza umana una profonda tristezza fondamentale, inevitabile. Su questa tristezza si radicano la consapevolezza e la conoscenza...ecc.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in teorie della comunicazione e dei linguaggi
SSD:
Docente: Rossi Luigi
Università: Messina - Unime
A.A.: 2013-2014

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Sara F di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Sociologia dei processi culturali e comunicativi e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Messina - Unime o del prof Rossi Luigi.

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