Miseria dello sviluppo - Piero Bevilacqua
Fine dello sviluppo
Fuori dal tempo e dallo spazio
Tre concetti chiave per comprendere il pensiero dell’autore:
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Lo sviluppo, la corsa al conseguimento di sempre più alti standard di vita attraverso sempre più elevati livelli di produzione e di consumo di beni materiali e servizi, è finito. Processi – economici – sociali: per molto tempo hanno accresciuto il benessere materiale, ma ciò non è sempre coinciso con l’aumento del benessere personale. Crescita economica – benessere: si assiste a un divario (Cohen e Gorz) e si individuano anche parecchi “contro” dello sviluppo come:
- Perdita della felicità personale dovuta alla perdita delle relazioni umane fondamentali (Gorz “si vive peggio spendendo più soldi”)
- Lo sviluppo ha generato nuove forme di povertà
- Inquinamento ambientale: abbiamo nascosto sottoterra i nostri rifiuti e li abbiamo lasciati ai nostri discendenti
- Tutto è stato pensato ed immaginato al di fuori del tempo e dello spazio. Una nuova divinità è salita all’Olimpo: il Dio vorace, il Mercato cui gli uomini sono sacrificati.
- La stessa umana liberazione è oggi oppressa dall’avanzare dello sviluppo. Cos’è diventato lo sviluppo, se non un vuoto e indeterminato “andare avanti”?
Concetto di sviluppo sostenibile (Commissione Mondiale sull’ambiente e lo sviluppo 1987; Vertice di Rio 1992): Lo sviluppo sostenibile è necessario in quanto il mondo vivente è danneggiato dalle attività produttive (vi sono anche delle perdite economiche per questo). L’economia non ha nel tempo tenuto conto dei fragili equilibri della natura. La vita sulla terra è minacciata. “Se il benessere dell’umanità dev’esser sempre e comunque raggiunto attraverso la crescita economica, la natura dovrà necessariamente acconciarsi a sostenerlo.”