Processi culturali e comunicativi
I processi di socializzazione: la trasmissione della cultura
Socializzazione è il processo con cui diventiamo attori sociali. La socializzazione è lo strumento di trasmissione della cultura da una generazione all'altra. I processi di socializzazione interessano tutte le società.
Definizioni e tipi
Il processo di socializzazione è caratterizzato da tre aspetti:
- L'apprendimento e appropriazione interiore dei significati e delle regole sociali con cui dare senso al reale.
- Adattamento alle strutture esistenti nella società che si presentano come novità per il soggetto. Quindi sintonizziamo le nostre azioni sociali sulla base di ciò che già esiste.
Tipi di socializzazione e agenzie di socializzazione
Socializzazione primaria è la famiglia da competenze di base, segue nella quale impariamo dei ruoli sociali (ruoli specializzati: scuola e gruppo dei pari). Osservando la realtà sociale ci rendiamo conto che certi mezzi come la tecnologia sono onnipresenti nella vita di tutti gli attori sociali. I mezzi di comunicazione possono essere identificati come agenzie di socializzazione poiché ne è riconosciuto il potenziale. Altri individuano processi comunicativi.
Socializzazione e società contemporanea
La socializzazione è ritenuta oggi un processo continuo e complesso. Anche nella fase adulta continuano i processi di socializzazione. Oggi essi si caratterizzano per la loro mutevolezza.
Conflitti di socializzazione estrema complessità e l’estrema oggi non è ben chiaro quale sfera di competenza abbia un’agenzia di socializzazione rispetto ad un'altra. Oggi tra famiglia e scuola c’è un conflitto aperto. Questi conflitti creano un processo di socializzazione assai complesso. C’è un indebolimento dell’autorità della famiglia e della scuola.
Perché scuola e famiglia hanno iniziato a confliggere?
Per questioni di povertà. Causa passaggio società moderna a società tardo moderna lo stato nazione. Al giorno d’oggi lo stato nazione si è indebolito. Oggi possiamo dire che la diffusione globale dell’economia ha in qualche modo la gestione dei sistemi economici. Queste condizioni strutturali si riverberano anche sui processi di socializzazione.
La società contemporanea ha incitato l’individualizzazione ovvero navigare a vista rispetto a quello che la contemporaneità offre. Tutte queste osservazioni hanno condotto i teorici della modernità a dire che non siamo più moderni, siamo post-moderni, viviamo in una modernità liquida (Bauman). Non tutti oggi sono persuasi a questo passaggio però, ci sono molti studiosi che si rifiutano di pensare che ci troviamo in una situazione di tardo modernità.
Berger e Luckmann consideravano la possibilità di fenomeni di risocializzazioni intuendo delle trasformazioni che andavano via a via delineandosi. Questi studiosi si riferivano alla possibilità di risocializzazione ovvero un nuovo apprendimento di valori e norme che avviene nella vita adulta.
Modelli classici di socializzazione
Ci sono due modelli classici di socializzazione:
- Modello di condizionamento (Parsons) modello AGIL. Si concentra sui progressi di socializzazione. In questo modello i soggetti apprendono passivamente i valori condivisi da una società. Parsons si ispira a Durkheim. La differenza è che Parsons carica maggiormente sulla dimensione psicanalitica del soggetto. Prova a mettere a fuoco un po’ meglio il rapporto del soggetto con la cultura. La socializzazione avviene per interiorizzazione dei rapporti sociali. Norme valori condivisi socialmente, questo tipo di processo avviene grazie all’interiorizzazione dei rapporti sociali. La socializzazione progredisce per tappe: ad ognuna corrisponde un rapporto sociale specifico.
- Modello dell’interazione (J. Piaget, G.H Mead). Si tratta di due modelli che stanno agli antipodi ma che sono molto utilizzati ancora adesso.
I 4 sottosistemi del sistema generale dell’azione
Concentrarsi sul sottosistema della personalità: questo sistema di socializzazione avviene per tappe o a fasi. Da una fase all’altra avviene una crisi. A) Dipendenza orale b) attaccamento amoroso c) latenza d) maturità. Teoria degli anni ’50, Parsons fa corrispondere la dipendenza orale dagli a) 0-12 mesi b) 36 mesi ai 3 anni c) dai 3 ai 6 anni d) dai 6 ai 12 anni. Nella dipendenza orale vi è una total sovrapposizione tra il figlio e la madre. Il figlio non si percepisce come attore e soggetto autonomo. Il bambino si percepisce come un tutto con la madre.
Nell’attaccamento amoroso il bambino inizia a distinguere una differenziazione con se stesso e con la madre. Nella fase della latenza la differenziazione si concentra ancora di più, qui il bambino inizia a comprendere che dentro al proprio nucleo familiare c’è un bambino un genitore un potenziale fratello sorella la madre e un certo tipo di rapporto tra genitore. Inizia a diventare chiara una differenziazione dei ruoli sociali. Inizia ad essere tutto molto chiaro nella maturità (sistemi a 6-18 oggetti).
Dentro ciascuna fase avvengono dei meccanismi specifici:
- Permissività (nella dipendenza orale): dedizione al bambino, identità madre-figlio
- Sostegno (attaccamento amoroso): la dedizione totale si attenua, la madre continua a garantire il suo sostegno al figlio ma è anche una fase in cui la madre richiede delle azioni, il bambino inizia a capire che il suo comportamento avrà delle conseguenze
- Rifiuto di reciprocità (latenza): il bambino sviluppa l’autonomia affettiva. È una fase importante per il suo sviluppo cognitivo
- Manipolazione delle sanzioni e delle remunerazioni (maturità): meccanismo che permette di compiere la realizzazione della fase della maturità. Questo meccanismo muove dal presupposto che la società ha bisogno di auto conservarsi. Questo piano normativo ci conduce a pensare a un rapporto morale e normativo tra individuo e società. La società si garantisce questo rapporto grazie a delle sanzioni e remunerazioni. In questo modo secondo Parsons avviene il processo di socializzazione.
L’ultimo passaggio è quello che ci invita a soffermarci sulle crisi di transizioni che scandiscono il passaggio da una fase all’altra:
- Crisi orale: rapporto neonato con il mondo attraverso la bocca
- Crisi anale: la defecazione dopo i dodici mesi è concepita come un evento fondamentale poiché il bambino la concepisce come una sua creazione.
- Crisi edipica: si delinea l’erotismo nei bambini, in modo latente. I bambini non ne sono consapevoli. Crisi di Elettra per le bambine. Avviene verso i genitori. Segretamente innamorati di madre/padre e percepisce madre/padre come rivali in amore perciò ne desiderano la morte.
- Crisi dell’adolescenza: fase in cui il gruppo dei pari inizia ad acquisire maggiore importanza rispetto alla famiglia. Attraverso queste rotture soprattutto con la famiglia, il soggetto compie il suo processo di socializzazione. Diventa un soggetto maturo, un attore sociale e socializzato. L’erotismo è rivelato e non è più latente.
Parsons è stato molto criticato per le sue posizioni. In particolare, secondo il sociologo Wrong, per la sua concezione Ipersocializzata dell’uomo. Secondo il sociologo la socializzazione è ridotta a semplice processo di trasmissione unilaterale di valori senza spazio all’interazione soggetto-società. Quindi che ne è del rapporto del soggetto inteso come singolo rispetto alla società? Ne esce un soggetto completamente passivo che non ha modo di relazionarsi. I processi di socializzazione non forniscono spazio al soggetto.
Modello dell’interazione
La socializzazione, secondo questo modello, è un processo adattivo in cui il soggetto ha ruolo attivo. Quando il soggetto è immerso nelle interazioni sociali ha modo di aggiungere qualcosa alla sua sfera e sviluppo cognitivo. Il soggetto è portato a variare il suo modello normativo. Se intendiamo il soggetto in modo attivo, lo pensiamo come un soggetto che si pone delle questioni ed è un soggetto che può variare modello normativo a cui è stato socializzato. L’identità di ciascuno di noi è mutevole. Questo avviene soprattutto nelle società contemporanee.
J. Piaget e Mead elaborano questo modello, entrambe hanno lavorato sullo sviluppo cognitivo dei bambini. Piaget lavora sulla formazione del giudizio morale sul bambino. Il confronti con più contesti, oltre a quello dei genitori, porta il bambino a sviluppare nuove modalità interattive di relazione sociale e comprendere valori. I bambini attraversano diversi stadi di sviluppo cognitivo (processo con cui si impara. Come si forma il giudizio morale nel bambino:
- Sviluppo senso motorio: bocca rapporti con oggetti (nascita-2 anni)
- Fase preoperazionale: padronanza del linguaggio ma incapacità di usare tutte le potenzialità mentali (2-7 anni)
- Operazioni concrete: il bambino impara a pensare e a elaborare concetti astratti e logici. Il bambino lo acquisisce tramite il gioco. Lo fa per imitazione (play e game). (2-11 anni)
- Operazioni formali: in questa fase il ragazzo impara ad astrarre completamente svincolando dalla realtà. Impara il piano della possibilità. Impara a comprendere il gioco in senso sociale, arriva a comprendere il piano dell’ironia che può anche qualificare le interazioni sociali che si possono basare in scambi con diversi gradi ovvero dall’ironia alla serietà.
Tramite questi processi il bambino acquisisce delle competenze.
Mead studio della dimensione del sé. Mead è il padre dell’interazionismo simbolico. Sottolinea l’importanza nei processi di relazione sociale dell’interazione. Focus di questa corrente sociologica interazione è azione sociale reciprocamente orientata. L’interazione sociale è ai nostri occhi incomprensibile solo se gli attori coinvolti in questa interazione ne comprendono il significato. In questo modo solo se entrambi gli attori sociali condividono il significato delle azioni sociali si può comprendere.
Come formano la loro identità i bambini?
La formano grazie a dei passaggi importanti che avvengono soprattutto nel gioco:
- Gioco semplice (play; 1-3 anni): il bambino si percepisce soltanto come un io, gioca da solo.
- Gioco organizzato (game; 4-5 anni): i bambini attuano degli scambi di significato. Delle vere e proprie interazioni. Secondo Mead in questa fase i bambini imparano le interazioni sociali. In questi giochi si devono osservare delle regole che poi mi servono per imparare a ragionare in termini sociali: io, altro generalizzato: la società.
Nella fase del gioco semplice il bambino si percepisce solo come un io mentre nel gioco organizzato il bambino si percepisce come un io che interagisce con altre persone. Teoria sviluppata in seguito da Cooley sulla formazione del “self”: teoria del “looking glass self”.
Devianza
La devianza indica ogni atto o comportamento di una persona o di un gruppo, che viola le norme di una collettività e che di conseguenza va incontro a qualche forma di sanzione. Il soggetto per essere deviante può compiere diversi crimini, a seconda della gravità pagherà penalmente o se la devianza è minima verrà escluso dai gruppi. La devianza non è un fatto intrinseco ad un comportamento, è il giudizio che si attribuisce ad un atto da parte di una collettività o di un gruppo. Non esistono atti devianti in sé, siamo noi a dargli significato. È una questione di relatività: non possiamo sostenere che una persona sia uno straniero ontologicamente, è uno straniero ai nostri occhi, è straniero perché si pone in mezzo a una definizione. Perciò non esistono atti devianti in sé, ma lo sono perché qualcuno decide che lo sono.
Questo concetto era già presente in Durkheim da cui è stata espressa molto bene, la sua tesi sosteneva che non bisogna dire che un atto urta la coscienza comune perché è criminale, ma che è criminale perché urta la coscienza comune.
Il carattere relativo della devianza
Il carattere deviante di un atto è sempre da contestualizzare, storicamente e geograficamente. Un atto può essere deviante per una società che si trova in un certo contesto geografico e storico mentre non è deviante per altre società con contesti diversi. Atti universalmente devianti: omicidio, stupro, furto. È possibile considerare la pena di morte atto deviante? In alcuni stati è collettivamente accettata.
Primi studi sulla devianza
I primi studi sono quelli che vengono fatti risalire a Cesare Beccaria, quindi a metà ‘700. Beccaria si è espresso sulle pene e sulle sanzioni. Il suo obiettivo era quello di riscrivere e ripensare il sistema giudiziario italiano ed europeo.
Rivoluzione francese: fa venire voglia di rivoluzionare le cose anche sotto questo aspetto. Ci si concentra sulla centralità dei diritti dell’uomo. Essi vanno tutelati, salvaguardati e ripensati dagli uomini stessi che si riconoscono in questi valori. La ragione come fondamento guida dei componimenti umani. L’uomo come essere razionale che realizza i suoi progetti.
Dal crimine alla devianza, si affermano due scienze:
- La criminologia (scienza che studia la natura del crimine) il cui interprete principale è una scienza la cui genitura viene fatta risalire a Cesare D’Ombroso. Quest’ultimo ha attribuito le cause del crimine a fattori genetici, cause fisiche e biologiche. Le caratteristiche fisiche, anatomiche e genetiche di alcuni soggetti sono tali da portare il soggetto a compiere un crimine. Il “delinquente nato” ha in genere la testa piccola, gli occhi mobilissimi ecc. William Sheldon segue la stessa lunghezza d'onda di D’Ombroso. I soggetti che non rispondono esattamente a dei canoni estetici saranno più propensi a compiere dei crimini. Vi sono tre tipi di criminale: l’endomorfo (fisico: ossa piccole, arti corti, grasso pelle morbida e vellutata), il mesomorfo, l’ectomorfo.
- La statistica morale si propone di analizzare statisticamente dei fenomeni morali, per capire la regolarità del fenomeno e per elaborare delle leggi che possano prevedere il fenomeno stesso. Vi è un’enfasi sugli aspetti sociali nella spiegazione del crimine. L’importanza della statistica morale è il passaggio sull’enfasi dei caratteri fisici e biologici del soggetto, a un focus sulla dimensione sociale. Quindi sposta l’accento sulle cause sociali.
Nell’ambito sociologico individuiamo tre passaggi:
- I precursori Durkheim e Marx
- Funzionalismo vs internazionalismo
- La New Criminology
Durkheim tratta il tema della devianza. Nella divisione del lavoro sociale D. dice che è importante chiedersi perché la maggior parte delle persone non commette atti devianti in mezzo a una società? Perché il soggetto è frenato dalla società. Situazione di anomia genera il suicidio anomico. La devianza è la criminalità sono l’esito di tensioni strutturali e della cadenza della regolazione morale, esito di un profondo cambiamento nel sistema economico.
Caratteristiche della devianza in Durkheim sono:
- La devianza è inevitabile
- La devianza è il risultato dell’anomia
- La devianza ha anche aspetti positivi e inaspettati
La devianza e la criminalità portano in qualche modo un aspetto positivo perché risveglierà la società la quale verrà costretta a riflette sull’importanza della coesione, della solidarietà ecc.
Il secondo autore che tentò di tematizzare la devianza è Marx. Il focus di Marx è il conflitto. La sua lettura va contestualizzata nella sua analisi dell’affermarsi del sistema capitalistico. Il soggetto è indotto socialmente a commettere degli atti criminali. Nella prospettiva di Marx la società capitalistica crea povertà che induce a dei comportamenti criminali. La criminalità, secondo Marx, è la risposta politica sbagliata all’organizzazione della società. Marx sostiene che il criminale è un rivoluzionario inconsapevole. Se egli avesse la consapevolezza si organizzerebbe in altro modo, in direzione di una lotta di classe. La classe borghese, quindi ha interesse a che il povero si identifichi come povero e che compia atti criminali.
Di ogni fenomeno deviante si possono mettere in luce: caratteristiche generali e culturali della società, relazioni interpersonali ed i processi di socializzazione e di costruzione dell’identità. Teorie macro e strutturale funzionalistiche-teorie micro e l’interazionismo simbolico.
Robert Merton studioso che ha raccolto l’eredità di Parsons, e si occupa della devianza. Autore a cui si deve il concetto di serendipity che indica la scoperta inaspettata mentre si fa ricerca. Merton diventa famoso per i suoi lavori degli anni ’50 sulla cultura americana, dell’american dream. È interessato a capire cosa spinge certi soggetti all’investire in una professione con l’obiettivo del guadagno materiale. Egli analizza il concetto di devianza come l’esito del contrasto tra la struttura culturale che ha posto dei modelli valoriali e indica i mezzi per raggiungerli, e la struttura sociale distrib
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