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dominio. È in effetti possibile pensare la nuova figura della donna solo rinunciando a ogni reale

rappresentazione della “ donna ideale”. In tal modo le donne prendono le distanze dalle definizioni

che vengono date di loro e cercano di costruire un soggetto- donna al quale non corrisponderanno

mai, così come gli uomini reali non hanno mai corrisposto all’ideale maschile di una società.

La conclusione alla quale si arriva è che un individuo non ha sempre gli stessi comportamenti

cognitivi, affettivi o sessuali,e che la maggior parte delle relazioni eterosessuali o omosessuali

possono mettere in comunicazione e in rapporto di complementarietà solo una parte limitata della

vita psichica di ogni partner. In breve, il genere, pur essendo una variabilità poco flessibile, perché

possiede solo due stati possibili, non è la definizione principale dell’attore. Le donne agirebbero

quindi per trasformare uno degli aspetti più importanti della nostra società, la sessualità, e per

liberarla dal ruolo inferiore che occupa nel rapporto eterosessuale, la sola forma di sessualità

ritenuta “normale”. La donna svolge il ruolo più importante, perché è lei a essere più violentemente

ridotta a oggetto di consumo sessuale, e, in misura minore, a indicatore di statuto sociale attraverso

la mercificazione. Le lotte nelle quali le donne svolgono un ruolo centrale non mirano a sostituire la

dominazione maschile con una dominazione femminile, e ancora meno a far trionfare un

consumismo nel quale sembrerebbe dissolversi tutti i rapporti di dominazione.

Le donne, pur essendo indebolite dalla loro situazione di dipendenza, sono le attrici del movimento

di ricostituzione dell’esperienza perché sono loro stesse, collettivamente e individualmente,a essere

in gioco. Non stiamo andando verso una società dell’uguaglianza tra uomini e le donne e nemmeno

verso una società androgina; siamo già entrati in una cultura (e quindi una vita sociale) orientata ( e

di conseguenza dominata) dalle donne: siamo già entrati in una società di donne.

Il soggetto- donna

Sono convinto che dopo il controllo e la scomparsa del modello della prima modernizzazione,

fondato su un’estrema polarizzazione all’origine di tensioni e conflitti estremi, il solo movimento

culturale capace di infondere alla nostra società una nuova forza creativa sia quello che va alla

ricerca di una possibile ricomposizione tra la vita sociale e l’esperienza personale. Ma se la donna

non deve più definirsi in base alla sua dipendenza, deve allora ridefinire il suo rapporto con l’uomo.

Non esiste una società unisex in cui gli uomini e le donne diventino sempre più simili gli uni alle

altre e in cui le differenze tra gli individui sarebbero più importanti di quelle che distinguono gli

uomini dalle altre. La formazione dal soggetto femminile aumenterà la distanza tra uomini e donne,

perché gli uomini non possono vivere la stessa esperienza corporea delle donne. Bisogna riservare

un ruolo centrale al soggetto-donna e riconoscere che la sessualità si stacca da tutti i ruoli sociali e

in particolare da quella costruzione maschile che è il genere. Coloro che pensano che la donna verrà

ridotta progressivamente a un mero oggetto sessuale nel processo di erotizzazione della società

interna sbagliano perciò completamente: la liberazione della sessualità afferma la costruzione di sé

come soggetto.

Il ruolo degli uomini

Se il soggetto è orientato verso se stesso, e la sua formazione impone una rottura con la dualità dei

ruoli, femminile e maschile, rimane il fatto che il rapporto con l’altro diverso e simile al contempo,

è il momento centrale nel processo di costruzione della donna come soggetto.

Il rapporto amoroso non dipende dalla prossimità o dalla distanza tra i partner:dipende

dall’incontro, che non è mai un legame necessario, tra desideri, dal reciproco riconoscimento

dell’altro come soggetto che si sta costruendo e infine dal progetto di vivere insieme. Ed è proprio

la somma di tre dimensioni, il desiderio, il riconoscimento dell’altro e l’aspirazione a vivere con

l’altro a fondare il rapporto amoroso.

Mentre un tempo si tendeva ad identificare la vita maschile con la vita di tutti, oggi la nuova società

viene descritta in termini femminili, il che porta alla formazione di un subuniverso maschile molto

ben visibile e allo stesso tempo privato del posto centrale che occupava un tempo nella vita degli

uomini e delle donne. L’uomo diventa più fragile e meno integrato: la contropartita del successo

delle donne nella ricomparsa del mondo. L’uomo è sempre più in preda a scoppi di violenza, a

passioni irrealistiche, scopre un gusto nuovo per la solitudine o ha difficoltà a comunicare, mentre


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Sara F

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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in teorie della comunicazione e dei linguaggi
SSD:
Docente: Rossi Luigi
Università: Messina - Unime
A.A.: 2013-2014

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Sara F di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Sociologia dei processi culturali e comunicativi e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Messina - Unime o del prof Rossi Luigi.

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