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Sociologia dei processi culturali e comunicativi – Nuove religioni Appunti scolastici Premium

Appunti di Sociologia dei processi culturali e comunicativiNuove religioni. Nello specifico gli argomenti trattati sono i seguenti: Nuove religioni e sette, Una setta religiosa, La situazione italiana, Problemi e controversie, Distinguere tra religioni “buone” e “cattive”, ecc. Vedi di più

Esame di Sociologia dei processi culturali e comunicativi docente Prof. L. Rossi

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ESTRATTO DOCUMENTO

NUOVE RELIGIONI E SETTE

Definizione :

Una setta religiosa (dal latino secta, da sequi, "seguire", e da secare, "tagliare") è un gruppo di

seguaci di una dottrina che, per particolari aspetti dottrinali o pratici, si discosta da una dottrina

preesistente già diffusa e affermata. In passato indicava semplicemente una scuola di pensiero

all'interno di una religione. In seguito il termine assunse una connotazione dispregiativa, ricercata

dalla religione dominante, per indicare gruppi minoritari che contestavano la sua autorità dottrinale

e interpretativa.

In tempi più recenti il termine “setta” indica più frequentemente gruppi anche non religiosi sorti

attorno a personalità carismatiche (Es. Aleister Crowley).

PSICOSETTA = “ Viene definita una psicosetta qualunque gruppo che usa il controllo mentale e

tecniche di reclutamento ingannevoli". In altre parole, le psicosette con l'inganno reclutano le

persone e le costringono a rimanere.

1) CAPITOLO

NUOVI CULTI, SETTE E SOCIETA’

La situazione italiana

I dati

L’Italia si è, nel tempo, sempre più caratterizzata come paese multiculturale e multi religioso.

Già dai primi del novecento si sono diffuse sul nostro territorio religioni e forme spirituali diverse

da quella cattolica ( religione dominante); Dopo la seconda guerra mondiale, il numero e la

frammentazione dei gruppi ha subito un certo incremento, fino alla situazione attuale nella quale,

grazie al fenomeno dell’immigrazione, si sono diffusi anche gruppi e denominazioni islamiche,

indù, religioni tradizionali africane, ecc;

Secondo l’ultimo censimento sul nostro territorio ci sono almeno 616 minoranze religiose alle quali

aderiscono circa il 2% di cittadini italiani;

Per minoranze religiose si intende il vasto mondo di quei gruppi non cattolici denominati anche

“nuovi movimenti religiosi”, “sette religiose”, “movimenti religiosi alternativi”.

Tra le minoranze religiose maggiormente diffuse in Italia ricordiamo il protestantesimo, testimoni

di geova e buddhisti.

Tutto ha avuto inizio nel 1984, con la revisione del concordato tra Stato e Chiesa Cattolica, in base

al quale la religione cattolica cessava di essere la religione di stato, e sono state riconosciute anche

le fedi minoritarie.

In quello stesso periodo, i parenti delle persone che aderivano ai nuovi movimenti religiosi

alternativi iniziarono a preoccuparsi, e alcuni di loro fondarono l’Aris ( associazione di ricerca e

informazione sulle sette) e nel 1987 nacque il Gris ( gruppo di ricerca e informazione sulle sette ), e

un anno dopo il Censur ( un centro studi);

Problemi e controversie

La “setta”

Contrariamente a quanto si pensa ,la parola setta non ha necessariamente una connotazione

negativa, infatti dal punto di vista etimologico deriva dai verbi latini Seco e sequor (taglio e seguo)

e indica semplicemente un gruppo che si è separato (distaccato) da un altro maggioritario o un

gruppo che segue un leader e una dottrina particolare;

Nella realtà invece la parola “setta” viene associata molto spesso a un entità intrinsecamente

“cattiva”, che schiavizza ( fisicamente e psicologicamente) i suoi membri, guidata da leader che

perseguono finalità distruttive a danno del singolo e della società.

Spesso chi immagina una “setta” vi associa con facilità l’aggettivo “satanica” che rende lo scenario

ancora più raccapricciante.

Nel linguaggio comune, in contrapposizione alla “setta” viene utilizzata la parola “religione” per

indicare una credenza in sé “buona” priva di pericolosità per i singoli e la società ( anche se la

religione non è esente comunque dal male “ si pensi solo allo scandalo dei preti pedofili che ha

coinvolto la Chiesa Cattolica, soprattutto negli Stati Uniti”);

Quindi per queste sue connotazioni fortemente discriminanti , nel tempo, il termine setta è stato

sostituito con termini di significato più neutro e privi di connotazioni dispregiative come

“movimenti religiosi”, “movimenti religiosi alternativi”, “minoranze religiose”;

Questo cambiamento è stato promosso da un certo numero di studiosi che ritengono che le

minoranze religiose siano oggetto di attacchi ingiustificabili o comunque sproporzionati rispetto ai

reali pericoli che esse possono rappresentare per la società; Questi attacchi ingiustificati

comporterebbero quindi una reazione di “panico morale” ( panici morali = problemi sociali

caratterizzati da una reazione sproporzionata all’effettivo pericolo);

Distinguere tra religioni “buone” e “cattive”

E’ di fondamentale importanza individuare le caratteristiche dei gruppi, al fine di distinguere i

gruppi pericolosi da quelli innocui. Queste sono :

-Il controllo ( da parte del gruppo) esagerato o esteso a tutti gli ambiti della vita dei membri;

-Il reclutamento di nuovi adepti attirati con l’inganno e stratagemmi immorali;

-La propaganda interna che contrasta con quella che viene diffusa all’esterno;

-L’insegnamento che spinge i membri all’isolamento e/o alla paranoia nei riguardi dei non membri;

-La convinzione che le leggi dello Stato non valgono per il gruppo ( i leader possono anche

affermare di essere al di sopra della legge perché in possesso di uno “status divino” o di un legame

con l’ “autorità superiore”);

-Dottrine o azioni che esaltano giustificano la violenza;

-L’isolamento sociale : il leader restringe l’attività sociale, le discussioni e le visite ai soli membri;

-Restrizioni informative per i membri del gruppo ( essi non hanno accesso ad altre fonti informative

o ai media);

-Defezione : i membri che cercano di lasciare il gruppo sono minacciati dagli altri o dal leader,

forzati a ripensarci o addirittura tenuti prigionieri;

Un “termometro” per il settarismo

Un altro tentativo di trovare la discriminante tra comunità religiose innocue e gruppi “settari”

( pericolosi) è quella del professor Georg Schmid, che ha formulato un “termometro” per misurare il

settarismo, dividendolo in otto gradi;

Il “termometro” si fonda sul presupposto che i gruppi sociali sono in continuo mutamento e possono

manifestare diversi gradi di settarismo nel corso della loro storia;

I diversi gradi di settarismo individuati dal professor Schimd, sono :

-(Nel) Primo grado : si ha la sensazione di essere qualcosa di “particolare” è normale per ogni

comunità umana, per le chiese nazionali, i partiti, le associazioni sportive ,ecc ( Normalità);

-Secondo grado : non ci si sente soltanto particolari, bensi migliori degli altri; Anche questo

sentimento è normale ( “ se io non considerassi la mia chiesa o il mio partito politico migliore di un

altro, non ne farei parte).

- Terzo grado : Idea che tutti dovrebbero conformarsi al proprio gruppo, perché migliore;

In questo grado si delinea una pressione missionaria, un impulso missionario a fare propaganda per

il proprio gruppo;

-Quarto grado ( grado del fondamentalismo) : Sensazione di essere gli unici a conoscere la

salvezza eterna e la verità divina; La propria dottrina è perfetta e benedetta dal cielo; I

fondamentalisti deificano (venerano, divinano) la propria dottrina;

-Quinto grado : Sensazione di essere gli unici a poter raggiungere il cielo, gli altri sono solo

oggetti dell’attività missionaria o possono solo essere dannati;

-Sesto grado : Tentativo di esclusione dei miscredenti e separazione dal resto del mondo : nasce

l’idea che solo la setta abbia il diritto di vivere nel mondo;

-Settimo grado : Si passa dalla megalomania alla mania di persecuzione verso l’esterno e,

parallelamente, in delirio di onnipotenza all’interno;

-Ottavo grado : Delirio di onnipotenza e mania di persecuzione culminano in un furore collettivo

omicida;

La teoria di Schimd è stata critica per diversi motivi :

-Una prima critica riguarda la limitatezza della sua osservazione, ristretta solo alla situazione della

Svizzera e al punto di vista dei movimenti antisette sulle “sette”;

Il suo termometro ad esempio non si può applicare al mondo islamico, dove, applicando le seu

categorie, ci si troverebbe a squalificare come “sette” la maggioranza dei grandi movimenti islamici

contemporanei.

-Una seconda critica riguarda il fatto che Schimd ritenesse pericoloso, antisociale e negativo

qualunque forma di “pensiero forte e dogmatico”;

-Una terza critica invece riguarda il fatto che non si può stilare una classificazione standard come ha

fatto Schimd, in quanto ogni dottrina va giudicata singolarmente perché diversa dalle altre;

Nella distinzione tra dottrina e setta, inoltre bisogna evitare tre errori :

-Discriminare gruppi con dottrine strane, ma innocui;

-Includere nei gruppi pericolosi anche le organizzazioni perfettamente inserite nelle religioni

maggioritarie;

-Effettuare distinzioni arbitrarie;

Riflessioni conclusive

Il tentativo di distinguere religioni buone e cattive è destinata a fallire anche perché le derive

settarie, gli abusi e la manipolazione mentale possono verificarsi all’interno di qualsiasi

aggregazione religiosa e non soltanto all’interno di gruppi minoritari ( minoranze religiose);

Non ha senso , perciò, combattere le “sette” come se fossero entità estranee al mondo dei “buoni”;

non ci sono religioni buone e religioni cattive : quello che conta veramente è il modo in cui le

persone interpretano e vivono la propria religione.

Un gruppo religioso in cui la fede viene vissuta in modo molto intenso e coinvolgente può non

essere una “setta” : i suoi membri possono essere perfettamente consapevoli di compiere azioni che

agli occhi di estranei sono “assurde”, ma questo non fa di loro dei “plagiati”;

Il “lavaggio del cervello”

L’espressione “lavaggio del cervello” venne utilizzata per la prima volta da Edward Hunter nel

1950; Questa metafora è stata applicata spesso ai gruppi religiosi, ma oggi la stragrande

maggioranza degli studiosi la considera inadeguata, tra cui la Di Marzio, la quale ritiene che

l’adesione a una setta sia una scelta meditata : i protagonisti sanno già a cosa vanno incontro, forse

non ricercano altro che emozioni forti. L’autrice inoltre sostiene che questa voglia di appartenenza è

generata dall’idea di alleviare le sofferenze, trovare rifugio, avere sostegno dove in realtà non c’è.

Si tratta quindi di bisogno di credere;

Mentre chi sostiene l’esistenza del “lavaggio del cervello” all’interno delle sette è convinto che

molti leader spirituali siano in grado di attrarre le persone nelle loro organizzazioni attraverso

tecniche di persuasione che riuscirebbero a “trasformare” la loro personalità privandole della libertà

e della volontà;

Quindi importante è sottolineare la distinzione tra lavaggio del cervello ( conversione forzata,

nella quale il cambiamento di personalità dell’adepto si verifica e si consolida attraverso una

manipolazione scorretta da parte del gruppo) e normale processo di conversione;

In Conclusione = Non esiste una prova empirica che possa sostenere l’esistenza di una tecnica in

grado di alterare i pensieri di un individuo contro la sua volontà; Infatti i culti, come altri gruppi,

cercano di attirare individui con determinate predisposizioni che possono essere manipolati in

modo da ottenere conversioni; Esse, tuttavia, rimangono nell’ambito della intenzionalità e la

capacità di scelta dell’individuo rimane normalmente integra;

La persuasione coercitiva (tecniche di persuasione “coercitiva” utilizzate x fare convertire gli

individui alle sette)

Parlando delle sette religiose, molti studiosi hanno introdotto il concetto di “persuasione

coercitiva”( persone che si lasciano influenzare “convincere” in maniera negativa “con metodi

coercitivi –con la forza , costrittivi ”);

La persuasione coercitiva è caratterizzata da :

-controllo e isolamento totale : gli individui o i piccoli gruppi sono isolati e sotto il controllo delle

autorità;

-debilitazione e prostrazione fisica ( interrogatori, privazione di cibo e sonno, tortura fisica e affama

mento);

-confusione e incertezza;

-senso di colpa e umiliazione;

Solo la collaborazione o la piena conversione possono mettere fine all’isolamento, al dolore, al

senso di colpa e alla confusione indotta dai persuasori;

(LEGGERE L’ESEMPIO DEL LAVAGGIO DEL CERVELLO DI MONSIGNOR

MILINGO … pag 47);

La psicologia di fronte alla scelta religiosa

Per comprendere il processo di conversione a una religione è necessario conoscere anche le

caratteristiche dei gruppi nei quali questi processi si verificano;

I gruppi religiosi si strutturano e funzionano come tutti gli altri gruppi;

Definizione di gruppo sociale : Un “gruppo” è un insieme di individui che interagiscono tra loro

in modo reciproco ( influenzandosi reciprocamente) sulla base della condivisione di interessi, scopi,

obiettivi, caratteristiche e regole, sviluppando ruoli e relazioni interne;

Struttura : Ogni gruppo si struttura in base alla interrelazione ( relazione) tra le caratteristiche di

personalità del singolo e l’attività del gruppo;

La struttura è determinata dalle relazioni esistenti tra i diversi membri, ognuno dei quali occupa

una posizione diversa ( riveste un determinato ruolo) ;

La struttura di un gruppo può avere diverse caratteristiche che dipendono soprattutto dal modo di

gestire l’informazione e la decisione : esistono strutture gerarchiche, anarchiche, egalitarie,

autocratiche, democratiche, autoritarie.

Un altro elemento importante per definire la struttura di un gruppo sono le regole che governano il

comportamento dei membri, ovvero le Norme;

Coesione : La coesione è una proprietà molto importante del gruppo,e consiste nel grado di

unione o nella resistenza dello stesso alla sua distruzione : è un processo dinamico che riflette la

tendenza a stare / lavorare insieme e a rimanere uniti per raggiungere gli obiettivi stabiliti;

Dopo l’affiliazione ( entrata – adesione ) il tempo di permanenza varia da individuo a individuo,e

dipende da quelle che gli studiosi chiamano forze coesive :

- l’incertezza e l’insicurezza dei membri;

-la prospettiva di raggiungere obiettivi apprezzati;

-la percezione dell’efficienza del gruppo;

-la percepita accettazione da parte dei membri;

-il bisogno di confermare le proprie decisioni;

I segni della coesione / unità del gruppo sono :

-La coesione è percepita da tutti i membri, a prescindere dal ruolo;

-Interrogati singolarmente, i membri dimostrano di avere le stesse convinzioni sul concetto di

gruppo;

-Ogni membro è disposto a “sacrificare” qualcosa di personale per uno o più componenti del

gruppo;

-Gli obiettivi sono condivisi da tutto il gruppo;

-Pur essendoci fisicamente un leader, la vera leadership è la coesione stessa del gruppo

( Quindi : La coesione tiene unito il gruppo in modo che gli individui possano resistere agli influssi

esterni che tendono a disgregarlo);

PSICOLOGA DELLE SETTE CONTEMPORANEE

Che cos'è un gruppo carismatico?

I gruppi carismatici sono fortemente coesivi. Essi attribuiscono poteri superiori al leader o alla

missione del gruppo e controllano rigidamente il comportamento dei fedeli per mezzo di un comune

sistema di dottrine (credenze, culti, pensieri, ecc). Fra questi gruppi vi sono anche culti e sette

religiose fanatiche;

Affiliazione e permanenza = Le persone che si affiliano a gruppi religiosi sono spinte da bisogni di

vario tipo che trovano appagamento nel variegato mondo di gruppi spirituali e religiosi diffusi sul

territorio; I gruppi carismatici religiosi offrono:

-valori condivisi;

-sostegno e guarigione fisica e psichica;

-appagamento di bisogni emotivi;

-risposta alla sete di conoscenza della Verità rivelata nelle sacre scritture;

Inoltre gli affiliati a gruppi carismatici provano sollievo dalla loro angoscia nevrotica non appena

entrano a farne parte e il mantenimento di tale sollievo (cioè un senso di benessere psicologico)

dipende dall'intensità del loro rapporto con il gruppo: se in qualche modo si dissociano, provano

angoscia; se restano legati, conservano il loro benessere psichico. Questo «effetto sollievo» serve a

rafforzare il coinvolgimento dei seguaci nel gruppo.

Per Galanter un gruppo carismatico è caratterizzato dai seguenti elementi psicologici

(caratteristiche): i seguaci (1) hanno un sistema comune di fede ( alto conformismo – pensiero

comune) , (2) dimostrano un alto livello di coesione sociale, (3) sono fortemente influenzati

dalle norme comportamentali di gruppo, e (4) attribuiscono potere carismatico (o talvolta

divino) al gruppo o alla sua leadership.

1) Sistema di fede fortemente condiviso = Un sistema di fede comune è alla base del conformismo

tipico dei gruppi carismatici; A questo sistema di credenze i nuovi adepti vengono introdotti

soltanto dopo che sono entrati nel gruppo e , una volta che si sono identificati con esso, ne accettano

subito le regole di fede;

2)Alto livello di coesione sociale = I seguaci di tali gruppi tendono a preoccuparsi molto del

benessere reciproco e si impegnano a fondo in attività comuni. La loro coesione sociale, essenziale

per l'integrità del gruppo, si riflette nella stretta interrelazione tra l'esistenza del singolo e quella di

tutti gli associati. Le riunioni, frequenti, servono da perno per funzioni di gruppo e ne enunciano la

coesione. Spesso i fedeli manifestano il bisogno di radunarsi regolarmente per sviluppare attività

comuni come piccoli lavori e riti di gruppo, che a loro volta giustificano tali riunioni.

Lo stato emozionale di un seguace potrebbe essere molto vulnerabile all'interruzione di tale routine,

cosicché mancare a un incontro di gruppo può generare angoscia.

3) Influenze delle norme di comportamento ( del gruppo) sui singoli = Le norme di

comportamento di un gruppo carismatico giocano un ruolo molto importante nel determinare la

condotta dei membri e nel modificare il loro stile di vita; Anche quando si trovano in situazioni

nuove i fedeli agiscono secondo i dettami ( le regole) del gruppo, tanto che i cambiamenti nel loro

comportamento possono essere talmente accentuati da sembrare sintomi di malattia mentale;

4) Ruolo trascendente – o divino – attribuito al gruppo o al leader = Nei gruppi carismatici

grande importanza ha la figura del leader e il suo modo di esercitare il potere;

Tra i diversi tipi di leadership ( potere) , ricordiamo : il potere remunerativo (che remunera, che da

un compenso), coercitivo o di riferimento ( detto anche “di identificazione”); Il potere

remunerativo è fondato sull’uso di premi e punizioni. Il concetto di premio e punizione è presente

in tutte le forme religiose; Tuttavia quando non è più un Dio o un essere trascendente che giudica le

azioni umane, ma il compito di premiare e punire viene attribuito a un essere umano o a un gruppo

di persone, può avvenire che il potere, da remunerativo, si trasformi in coercitivo; Se un leader

carismatico se ne serve per limitare la capacità di autodeterminazione degli adepti può arrivare a

condizionarli,a violare la loro coscienza; La coercizione fa leva sulla paura e quest’ultima può

perdurare nel tempo anche quando l’individuo ha lasciato il gruppo; Quando la paura del leader è

molto accentuata la persona è meno capace di affrontare e risolvere i suoi problemi ed è soggetta a

manifestare varie forme di disadattamento;

Molto spesso i leader carismatici per ottenere vantaggi personali e dimostrare la propria superiorità

ricorrono a bugie, giochi e strategie; Quando questo non basta possono arrivare ad utilizzare varie

forme di minacce e crudeltà; I leader si servono delle relazioni con gli adepti per soddisfare se

stessi, i propri bisogni e interessi;

In altri casi il leader carismatico esercita il suo potere provocando nell’adepto un’ identificazione

(potere di riferimento); La persona coinvolta nel gruppo religioso, in questo caso, obbedisce al

leader non perché lo teme, ma perché si “sente come lui”, si sente “ una cosa sola” con lui, si

comporta, crede e pensa come lui; L’aspetto peculiare di questa forma di sottomissione è che la

persona è talmente condizionata che non si accorge nemmeno di esserlo : ha l’impressione di agire

liberamente e consapevolmente;

In alcuni gruppi religiosi questo meccanismo è evidente poiché il leader si presenta ai suoi seguaci

non come una persona comune, ma come una persona dotata di poteri straordinari, inviata da Dio,

messaggero di Dio, oppure come Dio stesso; In questo modo il leader attribuisce a un “ente

superiore” la responsabilità di quanto lui stesso dice e degli ordini che impartisce.

E’ questo l’aspetto più pericoloso dell’azione dei leader carismatici squilibrati e senza scrupoli, lo

stesso che ha causato la morte di centinaia di persone nei suicidi – omicidi di massa avvenuti in

diverse parti del mondo;

Funzionamento

Galanter per descrivere il funzionamento dei gruppi carismatici si rifà alla teoria dei sistemi : il

gruppo religioso è un sistema integrato, caratterizzato da trasformazione, controllo, retroazione e

controllo di confine; Per chiarire il concetto di trasformazione, Galanter paragona il gruppo

religioso a una “fabbrica”, il cui “prodotto finale” è l’adepto e la cui “materia prima” è il potenziale

adepto; La trasformazione si verifica grazie al proselitismo ( propaganda) che provoca la

conversione, intesa come disgregazione dell’identità e della stabilità psicologica precedente;

La funzione di controllo consiste nel verificare che tutte le attività all’interno del sistema siano

correttamente eseguite e coordinate tra loro; Il controllo sugli adepti si ottiene facilmente grazie al

meccanismo di identificazione del nuovo adepto con il gruppo e alla repressione dell’autonomia;

La retroazione è un modo con cui il sistema ottiene informazioni su come esegue il suo compito

primario; Una parte delle produzione viene reimmessa nel sistema, e questo fornisce informazioni

per progettare l’attività futura; Questo vuol dire che,se dall’esterno arrivano retroazioni negative, il

gruppo cercherà di isolare i seguaci affinchè le informazioni non arrivino fino a loro; La retroazione

negativa, infatti, è pericolosa perché nuoce alla stabilità interna del gruppo.

Il controllo di confine protegge i gruppi carismatici da estranei pericolosi, filtra tutte le

informazioni e controlla le persone potenzialmente “pericolose”.

Disaffiliazione

Margeret Singer afferma che dopo la disaffiliazione, gli ex membri devono occuparsi :

- Di problemi pratici legati alla vita quotidiana;

- Affrontare l’ angoscia del distacco e della disinformazione;

- Di crearsi nuove relazioni o recuperare quelle interrotte dopo l’affiliazione;

- Di riesaminare criticamente le idee e i comportamenti adottati precedentemente;

L’autrice sostiene che, nel tempo, le persone devono liberarsi dalla “pseudo – personalità settaria” e

che, alla fine del processo, si verifica il recupero del sé e dei propri valori;

La Singer afferma che il processo di disaffiliazione è diverso per ogni individuo : alcuni ritrovano il

loro equilibrio nell’arco di qualche mese, ma generalmente, le persone hanno bisogno di un periodo

variabile tra i 6 e i 24 mesi per riprendere a funzionare correttamente; Solo in casi eccezionali i

conflitti e le sofferenze permangono anche per alcuni anni;

Galanter in uno dei suoi studi ( sui membri che avevano abbandonato la chiesa dell’unificazione),

ha identificato due modalità di abbandono ( disaffiliazione) del gruppo :

- Abbandono volontario : Percepito dal gruppo come un fallimento del sistema che ha portato

l’adepto a non condividere più i valori del gruppo;

- Abbandono forzato : Abbandono in seguito alla deprogrammazione; Il membro del culto, rapito

e tenuto segregato in un luogo isolato, veniva indottrinato dagli altri ex membri ( x esempio parenti)

affinchè si convincesse a cambiare idea sul gruppo di cui faceva parte e lo abbandonasse;

La deprogrammazione è un azione violenta e coercitiva dello stesso tipo di quella che viene

attribuita ad alcuni gruppi religiosi;

Anche Benjamin Zablocki distingue tre tipi di disaffiliazione :

- volontaria, ovvero scelta libera;

- costretta dal gruppo, ovvero espulsione;

- costretta da agenti esterni, ovvero sequestro;


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AUTORE

Sara F

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DESCRIZIONE APPUNTO

Appunti di Sociologia dei processi culturali e comunicativiNuove religioni. Nello specifico gli argomenti trattati sono i seguenti: Nuove religioni e sette, Una setta religiosa, La situazione italiana, Problemi e controversie, Distinguere tra religioni “buone” e “cattive”, ecc.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in teorie della comunicazione e dei linguaggi
SSD:
Docente: Rossi Luigi
Università: Messina - Unime
A.A.: 2013-2014

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Sara F di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Sociologia dei processi culturali e comunicativi e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Messina - Unime o del prof Rossi Luigi.

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