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Intervista al noto sociologo francese

A seguire l'intervista al noto sociologo francese, rilasciata nel 1991 alla rivista Sciences Humaines dove lo studioso parla della sua opera comparandola agli studi di altri sociologi francesi e discute del futuro della sociologia e dei movimenti.

Le differenze tra i grandi sociologi

D: Lei è citato da Pierre Ansart come uno dei quattro grandi sociologi, con Boudon, Bourdieu e Crozier. Che cosa la differenzia da ognuno di questi?

A. Touraine: Siamo in un buon numero a provare ad avere, al di là delle diversità personali, una visione generale coerente della realtà sociale. Dirò per semplificare che, in sociologia, si hanno sempre due versanti: il versante del determinismo e quello della libertà; le persone che pensano al “sistema” e quelle che pensano all’ “attore”. Pensare all’ “attore”, significa domandarsi in quale misura l’attore può cambiare il gioco o le regole del gioco, il sistema o una parte del sistema. D’altra parte, ci sono persone che pensano in termini di relazioni sociali, ossia di pluralità e conflitti d’attori, e altri che pensano in termini di principi unitari o centrali di condotta.

Se mi esprimessi in termini assolutamente politici, direi che le persone che pensano in termini di rapporti sociali si situano a sinistra e quelli che pensano al principio generale d’azione si situano a destra, poiché la forma estrema di un tale principio è il perseguimento del profitto attraverso il mercato. A una estremità si hanno le persone che pensano ad un sistema sociale senza rapporti sociali. Il liberalismo e l’individualismo metodologico di Boudon rappresentano questa tendenza. Boudon pensa a un modello non sociologico di società che, come tutte le visioni utilitariste, la considera come un effetto perverso. Crozier, al contrario, pensa all’attore ma crede anche che gli attori si muovono attraverso una “razionalità limitata”. Considero la sociologia delle organizzazioni (di Crozier n.d.t.) molto più ricca in termini sociologici che quella del mercato. Al contrario, la sociologia di Bourdieu pensa al sistema, seppure definito dai rapporti di dominio tra gli attori.

Quanto a me, occupo l’ultimo caso, ossia quello delle persone che pensano in termini di attori, ma anche di rapporti sociali. Da qui il mio interesse per i movimenti sociali che non completano la mia sociologia ma ne sono una sorta di immagine emblematica. Ogni relazione sociale è un rapporto gerarchico. Non esiste una relazione di eguaglianza.

Punti di incontro tra le correnti sociologiche

D: Ma allora non ci sono punti di incontro, di sintesi, tra queste quattro grandi correnti?

Non è possibile superare le divisioni per arrivare a una visione globale della sociologia?

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Scienze politiche e sociali SPS/08 Sociologia dei processi culturali e comunicativi

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Sara F di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Sociologia dei processi culturali e comunicativi e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Messina o del prof Rossi Luigi.
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