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Riassunto esame Sociologia della comunicazione, prof. Hassan, libro consigliato Rete e democrazia, Politica, informazione e istruzione Appunti scolastici Premium

Riassunto per l'esame di Istituzioni di sociologia della comunicazione della professoressa Hassan, basato su appunti personali e studio autonomo del testo consigliato dal docente: "Rete e democrazia: Politica, informazione e istruzione", Claudia Hassan . Gli argomenti trattati sono i seguenti: le tecnologie digitali, la comunicazione sincrona, la comunicazione asincrona, Dave Winer, la democrazia al... Vedi di più

Esame di Istituzioni di sociologia della comunicazione docente Prof. C. Hassan

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attenersi alle regole dei media e alla loro tecnologia, non può

esistere senza essi, sia al momento delle elezioni, sia per tutto il

periodo del governo, in cui ogni singola azione viene sottoposta

all'opinione pubblica attraverso sondaggi d'opinione, valutazione di

gradimento ecc. Queste sono le cause fondamentali della crisi della

democrazia nell'età dell'informazione. Internet sta creando delle

nicchie chiuse, soffocando la democrazia. Secondo Sunstein, essa

ha bisogno di uno spazio condiviso, aperto, ai fini della circolazione

delle idee.

Mette in discussione il concetto di libertà, rivalutando addirittura il

valore

della singola scelta individuale dei singoli consumatori: la libertà è

la capacità di avere preferenze, ma formatesi soltanto dopo

l'esposizione a una quantità ampia di informazioni, non soltanto

come semplici soddisfazioni di preferenze. Il pluralismo

dell'informazione rende il consumatore un cittadino in grado di

scegliere attraverso il confronto delle idee. Una ricerca del 2002

condotta da Sunstein ha rilevato la tendenza del Web a creare

gruppi chiusi che non accolgono opinioni diverse: ogni sito rimanda

a siti affini, che promuovono gli stessi interessi e le stesse idee. Gli

studiosi si chiedono se con l'avanzamento delle nuove tecnologie

potremmo arrivare realmente ad una democrazia più forte. Il potere

di decidere le priorità rimane comunque nelle mani dei politici. Oggi

ci troviamo spesso di fronte ad una democrazia intermittente.

Grazie a progresso tecnologico, i cittadini potrebbero essere

chiamati a fornire la loro opinione su singoli quesiti, partecipando in

modo più attivo alla vita politica. Ma questa possibilità è stata

ampiamente criticata, in quanto troppo libera; si rischierebbe di

favorire risposte schematiche e semplicistiche, dovute al libero

accesso dei cittadini, ostacolando le ponderate decisioni condivise.

Si opta quindi per forme di democrazia che, con procedure diverse,

puntino alla costruzione del consenso dei cittadini (democrazia

partecipativa, inclusiva, deliberativa).

Il sondaggio deliberativo di Ackerman e Fishkin

Per combattere la disinformazione dei cittadini e promuovere lo

sviluppo della democrazia, i due studiosi hanno inventato questa

nuova forma di sondaggio, detto anche “sondaggio dal volto

umano”. A differenza di quello tradizionale, esso presuppone un

cittadino informato e consapevole. Consiste nel radunare un gruppo

di persone, rappresentativo dell'intera popolazione, e sottoporlo ad

un weekend di discussione sul tema che si intende trattare. I

cittadini così formati potranno esprimere il loro punto di vista in

modo consapevole. Grazie ad Internet, questo esperimento può

allargarsi a gran parte della popolazione, così come la fase del

sondaggio. La democrazia liberativa mira alla produzione di cittadini

migliori, più informati, responsabili, attivi, capaci di riflettere sui

problemi. La qualità dipende da quattro condizioni: la completezza

dell'argomentazione, la correttezza delle persone coinvolte, la

precisione delle informazioni e il pluralismo.

È sicuramente innegabile che oggi i cittadini incontrano serie

difficoltà nell'elaborazione di un'opinione personale sui temi politici;

le questioni sono complesse, non tutti hanno tempo o voglia da

dedicarvi.

I tre modelli di democrazia di Laudon

1. Democrazia manageriale : si concilia con le tecnologie che

consentono la raccolta dei dati

2. Democrazia populista: tecnologia dei sondaggi

3. Democrazia pluralista : si concretizza tramite le tecnologie

interattive.

Tra gli strumenti tecnologici che possono favorire l'e-democracy

rientrano le tecnologie per la consultazione, che consentono di

contare il consenso dei cittadini. Appartiene a questo gruppo lo

strumento dell'e-vote, il voto elettronico, che non va inteso

semplicemente come una sostituzione del voto tradizionale, ma

come uno strumento di estensione della partecipazione alla vita

politica e sociale. Con il termine voto elettronico si fa riferimento a

tecnologie differenti: scanner ottici (sistemi per la lettura ottica

della scheda cartacea con il deposito della stessa in appositi

contenitori), macchine per il voto con registrazione diretta e voto

elettronico via internet, con l'uso di terminali e carta elettronica.

Nonostante gli aspetti critici, tra cui quello della sicurezza e delle

relative modalità organizzative, il voto elettronico potrebbe offrire

molte possibilità: una maggiore informazione dei cittadini, una

maggiore efficacia delle scelte di governo, una maggiore precisione

dei controlli e una maggiore velocità nelle operazioni. In America il

voto elettronico consisteva nell'eliminazione della scheda cartacea,

sostituita da un computer sul quale appariva la scheda sul monitor,

e da lì il voto spingendo un bottone. In futuro si potrebbe anche

utilizzare un home computer o un voto dal televisore, sicuramente

strumenti che potrebbero ridurre il problema dell'astensionismo ma

che potrebbero porre altri problemi, ad esempio di sicurezza, di

controllo o di segretezza. Una votazione elettronica prevederebbe

una riduzione di costi, di tempi, di seggi predisposti. Vantaggi

innegabili, ma rischi enormi, legati alla sicurezza dell'anonimato e al

controllo degli imbrogli; potrebbero verificarsi dei trasferimenti di

voti da una parte all'altra tramite una talpa che si introduce alla

sorgente del sistema. Nessun paese al mondo ha ancora codificato,

sul piano normativo, il voto elettronico. L'e-vote non può inserirsi in

un processo di sviluppo della democrazia elettronica, perché non

riguarda la partecipazione dei cittadini, consiste soltanto in una

facilitazione e semplificazione del diritto di voto.

Quali conseguenze, in termini di sicurezza, può avere il progresso

tecnologico? Sono controllabili e gestibili dagli individui?

Il concetto di privacy ha subito un mutamento radicale, dal diritto a

difendere la propria sfera privata, oggi viene definito come diritto

alla tutela dei dati personali. L'identità è ormai codificata in dati

personali che circolano; strumenti come le banche dati, la carta di

identità elettronica, la firma digitale hanno sì semplificato la

procedure, ma facilitato anche le forme di controllo.

I dati sensibili diventano una ricchezza nel mercato della rete,

spesso vittime di spyware, software spie che danno informazioni su

un computer spiato e quindi su un utente, violando la sua privacy.

Questo sistema, in modo un po' più innocuo, viene usato anche

dalle grandi aziende, che spiando le navigazioni degli utenti,

costruiscono un pacchetto di potenziali consumatori su cui costruire

campagne promozionali personalizzate. Un altro utilizzatore di

questi strumenti è il governo che, per motivi di sicurezza o tributari,

raccoglie immense banche dati. Questo controllo dei dati personali

accade

senza che gli utenti se ne rendano conto; il controllo diventa

un'abitudine invisibile in una società soft della sorveglianza. La

privacy diventa un elemento essenziale di una società democratica.

In conclusione, Internet per sua natura non si configura come uno

strumento di crescita del processo democratico; può esserlo

soltanto se associato a servizi e strumenti utili e utilizzabili da tutti.

Potrebbe sicuramente favorire la partecipazione dei cittadini, ma

non sostituire del tutto i meccanismi di decisione delle democrazie

rappresentative. L'e-democracy può adottare tecniche diverse per

aumentare la trasparenza del processo politico, facilitare il

coinvolgimento diretto e la partecipazione dei cittadini , migliorare

la qualità dei processi di formazione delle opinioni.

CAPITOLO IV – NUOVE TECNOLOGIE, ISTRUZIONE,

FORMAZIONE E DIDATTICA

L'avvento delle nuove tecnologie ha rivoluzionato completamente il

tessuto sociale: la società globale si evolve in società delle reti,

fondata sul concetto di relazione intesa come elemento essenziale

per la trasformazione; stare nel network diventa essenziale, perché

tutto ciò che è dentro esiste e si sviluppa, mentre ciò che è fuori è

isolato, destinato a soccombere. La qualità e la visione del lavoro

cambia: l'uomo meccanico viene sostituito dall'uomo computer,

capace di manipolare simboli e informazioni secondo i modelli

digitali.

È richiesta interattività, abilità dei sistemi informatici che

apprendono dall'esperienza con gli utenti e l'ambiente. La

cooperazione è intrinseca alla stessa attività lavorativa e richiede

alcune competenze che devono essere formate. Le istituzioni

scolastiche sono considerate troppo rigide: la scuola è accusata di

non assicurare una formazione di qualità, né un percorso rapido

volto all'inserimento del soggetto all'interno del mercato del lavoro.

Si afferma la prospettiva dell'educazione permanente o educazione

per tutto l'arco della vita (long life learning). La scuola cessa di

essere l'ambiente principale che ospitava la relazioni educative, i

suoi compiti vengono assorbiti da altri organismi. Le tecnologie

dell'informazione e della comunicazione (ICT) ridefiniscono gli spazi

e i tempi di apprendimento: non più soltanto classi, ma spazi per lo

studio personale adatti all'uso di computer, una scuola network

articolata in comunità dotate di ambienti di apprendimento e

conoscenze, che offrono a tutti una maggiore possibilità di

diventare degli studenti autonomi e di scegliere opzioni e metodi.

Le ICT sviluppano molto le strategie di problem-solving e di

applicazione di soluzioni in contesti operativi e ambientali differenti.

L'apprendimento dev'essere personalizzato e cooperativo; si pensa

che diventi più solido se venga monitorato dallo studente stesso. Le

ICT fanno parte del CV obbligatorio di quasi tutti i paesi europei.

Nella scuola primaria vengono utilizzate come sussidio per le altre

materie, nella scuola secondaria vengono insegnate come materie a

sé.

Il ruolo dell'insegnante cambia, diventa un mediatore, un

facilitatore, pur restando un leader in alcuni campi. In Italia le prime

iniziative volte all'introduzione delle tecnologie dell'informazione e

della comunicazione nella scuola italiana partono negli anni ottanta.

Nel 1985 parte il piano nazione informatica, rivolto a introdurre

l'utilizzo del computer nelle discipline scientifiche a livello di scuola

superiore; negli anni Novanta le ICT iniziano ad essere usate come

mediatore didattico (funzione di scrittura, grafica, gestione delle

informazioni). Nel 1992 vengono introdotte le tecnologie

informatiche anche nella didattica dell'educazione linguistica. Nel

1997 il Ministero per la Pubblica Istruzione lancia il Programma di

sviluppo delle tecnologie didattiche, finanziando la loro diffusione in

tutte le scuole italiane, al fine di porre tutte le istituzioni scolastiche

in condizione di elevare

la qualità dei processi formativi attraverso le tecnologie

multimediali.

Nel rapporto con l'insegnante, le ICT hanno un triplice valore:

1. strumenti di supporto all'organizzazione e alla gestione

dell'insegnamento, rendendo più efficace l'attività svolta dagli

insegnanti al di fuori della classe.

2. offrono la possibilità di reperire materiali utili alla didattica, di

collaborare e confrontarsi con colleghi lontani, partecipare a

dibattiti e seminari su temi di interesse senza spostarsi dalla propria

abitazione.

3. facilitano il processo di apprendimento della disciplina da parte

dei propri allievi.

Uno dei luoghi principali di apprendimento online è il Web 2.0 o Web

partecipativo, fondamentale nella diffusione delle conoscenze. Si

tratta di una piattaforma non proprietaria, dove il materiale viene

continuamente caricato dagli utenti, che hanno la possibilità di

partecipare, interagire, scegliere.

La struttura del Web 2.0 consente agli utenti di scambiare

conoscenze, informazioni, beni, che arricchiscono la rete. I nodi di

questa nuova architettura comunicativa sono diversi:

1. I BLOG

2. I CONTENT MANAGEMENT SYSTEM (CMS) : sistemi che

promuovono lo sviluppo di una comunità già esistente, attraverso la

creazione e la condivisione di contenuti (documenti di testo,

immagine, file audio, video) finalizzati alla realizzazione di una

missione condivisa. Diversamente dai blog, i cms possono essere

gestiti da migliaia di utenti. Forniscono inoltre servizi come gallerie

di foto, newsletter, forum, sondaggi, statistiche ecc. Gli utenti

registrati possono caricare dei contenuti, non soltanto commenti

alle attività.

3. WIKI : sito web che permette a tutti i suoi utilizzatori di

aggiungere contenuti, come in un forum, ma anche di modificare i

contenuti esistenti inseriti da altri utilizzatori; la più nota

applicazione di questo strumento è Wikipedia, enciclopedia

liberamente consultabile sul web.

4. PEER-TO-PEER : sistemi di file sharing fondati sulla raccolta e

sull'uso condiviso dei dati degli utenti al momento in cui utilizzano

l'applicazione.

5.RSS : Formato di comunicazione di contenuti Web utile per gestire

grandi quantità di informazioni provenienti da fonti diverse,

favorisce la specializzazione dei contenuti e sviluppa la

collaborazione e la cooperazione. Il formato RSS consente di legare

più blog, creando una rete di contenuti multimediali che tenga

aggiornato ciascun membro della comunità.

6. YOUTUBE : servizio che permette la visione e la condivisione di

video personali che possono essere caricati da qualunque utente

del Web. Gli utenti possono anche commentare i filmati e

partecipare al forum della community.


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Riassunto per l'esame di Istituzioni di sociologia della comunicazione della professoressa Hassan, basato su appunti personali e studio autonomo del testo consigliato dal docente: "Rete e democrazia: Politica, informazione e istruzione", Claudia Hassan . Gli argomenti trattati sono i seguenti: le tecnologie digitali, la comunicazione sincrona, la comunicazione asincrona, Dave Winer, la democrazia al tempo di Internet.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze della comunicazione
SSD:
A.A.: 2014-2015

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher soscuola di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Istituzioni di sociologia della comunicazione e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Tor Vergata - Uniroma2 o del prof Hassan Claudia Gina.

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