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Capitolo I – Interconnessioni

Le nuove tecnologie hanno mutato radicalmente sia il modo di pensare che la diffusione della cultura. Internet ha rivoluzionato ogni settore della nostra vita (lavoro, relazioni personali, ecc), divenendo un fenomeno stimolante e vincolante, che ha come epicentro l'interattività. Le tecnologie digitali hanno sviluppato un doppio processo, tra:

  • Pervasive computer: elaborazione dei dati individuali
  • Deep computer: trasformazione degli atomi in bit digitali

La rete ha la capacità di influire e modificare l'ambiente che ci circonda, inserendo una seconda oralità (telefono, fax) e modificando le interfacce comunicative (parola-carta-schermo). L'uomo da sempre comunica attraverso simboli (Castells); tale passaggio tecnologico non muta tale processo, anzi lo estende, intensificandolo (fonte emittente – ricevente). Nei tipi di comunicazione è possibile distinguere:

  • Comunicazione sincrona: in tempo reale (chat)
  • Comunicazione asincrona: in tempi diversi (email)

Ciò va visto come un'interfaccia, un luogo di scambio comunicativo. Di contro vi è il fatto che tale comunicazione non ha in sé relazionalità, ma semplice relazione pratica di invio – ricezione di un messaggio, e il destinatario diviene interprete dell'atto comunicativo. Da qui Jakobson evidenzia tale parallelismo, incentrando lo scambio semantico su di un codice predefinito. Per quanto riguarda la comunicazione, quella computerizzata non ha lo stesso grado di “socialità” rispetto ad un classico face-to-face (Rice). Il rapporto tra tecnologia e società si può analizzare in tre punti:

  • Negoziabilità della tecnologia (domanda di mercato)
  • Irreversibilità (l'artefatto non viene più messo in discussione)
  • Chiusura dell'artefatto tecnologico (stabilizzazione dell'artefatto)

Secondo la teoria di Sproull e Kicsler (reduced social cues), la comunicazione tecnologica risulta povera dal punto di vista delle relazioni, ambigua e non facilmente contestualizzabile (depersonalizzazione). A questa teoria si contrappone quella di Spears e Lea (SIDE), secondo la quale la comunicazione computerizzata sarebbe anzi conformante. Tale teoria venne in seguito contestata, a causa dei rischi di forte iper-personalizzazione, ma in linea di massima l'avvento delle comunicazioni online ha sopperito alla mancanza di comunicazione internazionale.

Capitolo II – Dall'edicola al Blews

Le nuove modalità d'informazione hanno mutato il nostro stesso rapporto mentale, sviluppando dei canali diversificati (tecnologico, economico, culturale, occupazionale, spaziale), contribuendo così alla messa in atto di un vasto processo di coesione virtuale. Il cervello lavora per associazioni (Bush), così come la comunicazione elettronica (Daily Me) si adatta alle esigenze personali e associative dell'individuo moderno. Scopo ultimo è quindi il raggiungimento dell'interattività tra informazione e utente informato (giornale elettronico), con l'utilizzo di:

  • Ipertestualità e multimedialità
  • Parole, immagini, video
  • Specializzazione dell'informazione
  • Percorsi ipertestuali
  • Parole chiave
  • Archivi o banche dati
  • Partecipazione attiva
  • Facilità di ricerca

L'informazione è però soggetta a diversi punti di vista, senza criteri guida e quindi senza censura (maggiore libertà intellettuale). Minore oggettività. Il PC e internet collocano lettore e giornalista in un processo di nuova oralità, dove le informazioni viaggiano libere ed in modo democratico (più facile accesso alle fonti). Leggere un giornale elettronico scatena processi conversazionali ed apre la comunicazione, permettendo inoltre la consultazione degli arretrati (le informazioni si conservano più facilmente e sono sempre maggiormente reperibili). Se tutti possono riportare opinioni, l'informazione può divenire confusa e sta sia al lettore che al giornalista fare un salto di comprensione e professionalità. Sulla rete non vi sono criteri precisi di catalogazione (i tentativi sono i motori di ricerca); ciò che rende più difficile la reperibilità dei documenti è la digitalizzazione, specialmente di codici univoci, e la loro indicizzazione.

Negli USA l'avvento di internet ha favorito lo sviluppo del giornalismo online: i giornali in rete già nel '97 erano 3622. Merito di tale sviluppo è soprattutto il pacchetto che tale servizio offre (personalizzazione, specializzazione, ipertestualità). Il soggetto tipo è più interessato agli approfondimenti che alle notizie in sé, grazie alla possibilità di trovarle da sé. Un esempio di tale rapporto tra soggetto e notizia è rappresentato dal Mercury Center, giornale online capace di creare un legame multimediale tra individuo-notizia-giornalista, costituendo la prima community dell'informazione in rete. Negli USA anche l'informazione sportiva in rete riscuote molto successo, presentandosi come una piattaforma che offre servizi esclusivi, giochi e interazioni tra i visitatori. Analizzando la sua storia, è possibile affermare che la tecnologia di internet può essere in grado di sostituire una tecnologia più consolidata (legge del 10x) soltanto quando è rivolta ad una comunità specifica e segmentata e offre al pubblico un prodotto su misura, utile al 100%. Ecco uno dei motivi per cui Giancarlo Livraghi definisce internet uno strumento di nicchia, non uno strumento di massa.

Questa radicale trasformazione delle modalità di accesso alle informazioni colpisce soprattutto il mondo degli editori; essi tentano di difendersi rivendicando il loro diritto a riscuotere una parte degli incassi in pubblicità ottenuti dai contenuti ripresi dai giornali e indicizzati su internet. Questo è un modo per tutelare il diritto d'autore e l'importanza dei giornali di carta all'interno di questa straordinaria espansione delle notizie online. Riscuotono molto successo anche le forme di personalizzazione dell'informazione, fondate sul principio del Daily Me sostenuto da Nicholas Negroponte: sono molto diffusi in rete gli RSS, ovvero gli aggregatori di notizie a misura del lettore, mirate sulle preferenze espresse dal lettore-cliente, che può essere aggiornato a 360° in tempo reale su ciò che più gli interessa.

All'inizio degli anni novanta, guardando l'arrivo di questa grandiosa rivoluzione telematica, ci si interrogava sul piano della redditività di questi atti comunicativi: quali forme avrebbe dovuto assumere il commercio online? Come investire su esso? Le tendenze erano sei:

  • Le pubblicazioni online più gettonate, che generavano un numero molto elevato di abbonamenti, erano quelle specialistiche, che offrivano approfondimenti, documentazioni aggiuntive, archivi, consulenze, ecc.
  • Le pubblicazioni online erano indirizzate soprattutto ai giovani, che non avevano ancora maturato l'abitudine alla lettura del giornale cartaceo, quindi risultavano più malleabili rispetto agli adulti.
  • La notizia online era sempre più individualizzata.
  • La pubblicità era già fondamentale; sebbene non fosse ancora in grado di finanziare i grandi quotidiani o operazioni locali, fu distribuita sin da subito fra i motori di ricerca.
  • Il commercio elettronico inizia a mettere in discussione alcuni schemi etici del giornalismo, come la possibilità di comprare un oggetto con un link in un testo giornalistico che ne parla.
  • Si sviluppa un nuovo codice etico, fondato su cinque principi: l'integrità editoriale (distinzione tra notizie e altre informazioni), indipendenza redazionale (imparzialità e onestà), eccellenza giornalistica, libertà di espressione, libertà di accesso alle fonti di informazione.

In Italia l'azione di svecchiamento del sistema comunicativo, iniziata soprattutto negli anni '90, è stata impetuosa: le occasioni di leggere o ascoltare le notizie erano sempre più numerose, soprattutto grazie all'evoluzione del sistema televisivo; i giornali avevano aumentato il numero di pagine, il rapporto tra editoria elettronica e reti telematiche era sempre in continua trasformazione, fino alla comparsa dei primi browser e, con loro, del concetto di ipertestualità. Nasce così la consultazione ipertestuale con un'interfaccia grafica; il progetto Manuzio proponeva di mettere in rete il testo di opere prive...

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Scienze politiche e sociali SPS/08 Sociologia dei processi culturali e comunicativi

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher soscuola di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Istituzioni di sociologia della comunicazione e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Roma Tor Vergata o del prof Hassan Claudia Gina.
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