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Vivaismo orticolo

L'attività vivaistica è quella che si dedica a produrre materiale da propagazione destinato al riutilizzo ed all'accrescimento, o anche quella rivolta ad accrescere, in vista della rivendita, materiale vivaistico quand'anche acquistato da terzi. In relazione ai settori specifici di riferimento, il vivaismo viene suddiviso in:

  • Forestale
  • Frutticolo
  • Viticolo
  • Olivicolo
  • Orticolo
  • Floricolo
  • Ornamentale

Il vivaismo orticolo va inteso come il processo di produzione per via gamica ed agamica di piantine di ortaggi per il trapianto in serra ed in piena aria, destinate ai produttori agricoli.

Produzione di piantine da semi in vivaio

Semina diretta: agrosistemi estensivi. Colture ad alta densità (spinaci, carote, ravanelli ecc.). Diventa molto difficile partire con la produzione di piantine su vassoio.

Produzione di piantine su suolo: metodo molto amatoriale, i semi li seminiamo e quando arrivano allo stato di trapianto ci spostiamo in pieno campo o serra.

Produzione di piantine su vassoio: per agrosistemi intensivi, su vassoio di plastica (il più utilizzato e importante). Le condizioni favorevoli per la diffusione della produzione di piantine su vassoio sono anche in relazione alla disponibilità di nuove tecnologie (trapiantatrici) e materiali per la produzione di piantine e il trapianto. Lo sviluppo del vivaismo orticolo in Italia ha avuto inizio in forma professionale a partire dalla metà degli anni ’60.

Necessità di materiale propagativo

Necessità di avere a disposizione materiale propagativo in grado di soddisfare le esigenze di:

  • Qualità del prodotto
  • Meccanizzazione e programmazione delle operazioni colturali
  • Certezza e programmazione delle produzioni

Rispetto alla semina diretta, il trapianto consente:

  • La realizzazione della densità colturale definitiva in campo (costi ridotti), se la lattuga la seminiamo direttamente da seme bisogna rimuovere le piantine in più per arrivare alla densità ottimale.
  • Riduzione della quantità di seme, in ogni vassoio va messo un seme per cilindro (costi ridotti)
  • Anticipo della maturazione e della raccolta
  • Intensificazione delle successioni interannuali
  • Maggiore uniformità di produzione (piante uniforme e omogenee)
  • Maggiore contemporaneità di maturazione

Piantine orticole prodotte in Italia

  • Composite (indivia, lattuga)
  • Cucurbitacee (melone, anguria, cetriolo, zucchino)
  • Crucifere (cavolo, cavolfiore, broccoli)
  • Liliaceae (porro, cipolla, aglio, asparagi)
  • Ombrellifere (sedano, finocchio, prezzemolo)
  • Solanaceae (peperone, pomodoro, melanzana)
  • Altre specie

Tecniche di produzione moderne

Tecniche di produzione moderne comprendono seme, talea, innesto, micropropagazione.

Programmazione della produzione

Nella organizzazione del processo produttivo occorre considerare:

  • Il mercato delle plantule si basa su un preciso ordine da parte di coltivatori
  • Le plantule una volta pronte devono essere trapiantate in pochi giorni (il melone arrivato alla stadio di due foglie vere, se rimane per una settimana sul vassoio di plastica la pianta inizia a filare, diventando gialla e siamo costretti a buttarla)
  • Le piante devono essere pronte solo quando richiesto
  • Lo standard qualitativo deve essere elevato

Il vivaio locali

Per la preparazione dei substrati:

  • Per la semina
  • Celle climatiche (camere di germinazione)
  • Serre climatizzate

Attrezzature

  • Seminatrici (manuale o automatiche)
  • Contenitori (polistirolo o plastica)
  • Terricciati
  • Cartellini
  • Prodotti chimici (fertilizzanti, fitoregolatori, pesticidi)
  • Attrezzatura per innesti (l’innesto orticolo è una parte del vivaismo)

Organizzazione e programmazione della produzione

  • Sementi
  • Substrati
  • Contenitori
  • Prodotti chimici
  • Semina
  • Trasferimento dei contenitori in camera di germinazione
  • Trasferimento dei contenitori in serre di crescita
  • Consegna ai clienti

Un fattore molto importante è il numero di semi/grammo. Per la progettazione, per esempio, se noi abbiamo 2ha e vogliamo piantare l'anguria, la cosa importante è il numero di piante per ettaro, normalmente l'anguria si trapianta a 1m tra una pianta e l'altra e 2m tra le file, densità 0.5 pianta/m, 5000 piante/ha, 10.000 piante su 2 ettari. L'ordine deve essere sempre superiore → 11.000 piante. Quindi è molto importante sapere per ogni grammo quanti semi abbiamo.

Temperatura ottimale di germinazione 27-28°C (ortaggio macroterma di categoria A, temperatura 23-24 gradi). Per la germinazione, la temperatura è sempre 3-4 gradi in più, molto semplice raggiungerla nelle camere di germinazione e non in serra.

Semi per grammo di pomodoro: 330-350 semi. Temperatura ottimale di germinazione 22-24°C. Durata della capacità di germinazione 4 anni. Cosa succede se proviamo a far germinare i semi al 5 anno? Diminuisce il tempo medio di germinazione.

Caratteristiche qualitative di una buona piantina

  • Sana
  • Internodi corti
  • Steli robusti
  • Apparato radicale ben sviluppato (ci deve essere un equilibrio tra radice e parte epigea)
  • Pane di terra compatto
  • Numero adeguato di foglie
  • Elevato contenuto di clorofilla nelle foglie
  • Elevata percentuale di sostanza secca

C’è una correlazione positiva tra sopravvivenza e sostanza secca.

Fasi operative nel vivaio orticolo

  1. Analisi della semente
  2. Scelta del substrato
  3. Scelta dei contenitori
  4. Concia del seme (viene fatta soprattutto se abbiamo seminatrici meccaniche)
  5. Trattamenti pre-germinativi al seme
  6. Preparazione del substrato
  7. Semina
  8. Germinazione
  9. Ripicchettatura
  10. Allevamento delle piantine fino al trapianto (consegna)

Prima di seminare, molto importante è la conoscenza dei tre fattori principali:

  • Seme
  • Contenitori
  • Substrato

Analisi della semente

I test di germinazione si fanno su substrati fibrosi o organici; la percentuale di germinazione non deve scendere sotto il 92-93%. Vagliatura manuale o meccanica. Ricordare qualche specie di cucurbitacee (melone, cetriolo, zucchino), solanacee (pomodoro, peperone, melanzana), asteracee e qualche brassicacee.

Il costo dei semi e delle piantine dipende da:

  • Periodo dell’anno: aumenta in inverno (fino a raddoppiare)
  • Età delle piantine: durata coltivazione semina trapianto
  • Contenitori: a rendere o a perdere
  • Stato sanitario: garanzia di sanità
  • Condizioni di consegna: da ritirare o in azienda

Tempo richiesto in giorni per produrre piantine pronte (stadio 2-3 foglie vere) al trapianto in serra o in pieno campo. La variazione di giorni può essere dovuta alla diversa cultivar che è stata utilizzata oppure al periodo di semina (primaverile-autunnale). È importante sapere il tempo per la produzione di piante per l’effettuazione dell’ordine. Zucchino è la pianta che richiede meno tempo per la formazione della pianta (2-3 foglie vere).

Substrato

Il substrato è il supporto per la crescita e l’ancoraggio delle radici della pianta, nel nostro caso del seme. Nel vivaio i substrati più utilizzati sono: il terriccio che è organico (più ricco dal punto di vista chimico) e la vermiculite (che è inorganico), mentre la torba è molto fibrosa e viene più utilizzata per la produzione vera e propria.

Caratteristiche di un substrato

  • Costituzione
  • Struttura
  • Capacità di ritenzione idrica (dipende se è fibroso o granulare)
  • Capacità di scambio cationico (terriccio e torba è alto)
  • pH
  • Contenuto di elementi nutritivi e conducibilità elettrica (il substrato deve avere una conducibilità elettrica molto bassa)
  • Sanità
  • Facilità di reperimento e costanza delle caratteristiche chimico-fisiche
  • Costo per unità di superficie coltivata
  • Durata nel tempo
  • Possibilità di riciclaggio
  • Volume minimo per pianta

I substrati si dividono in inorganici e organici.

Caratteristiche di un substrato

Proprietà fisiche: costituzione e struttura, capacità di ritenzione idrica, porosità totale e libera. Questi due sono fondamentali ma non sono correlati, uno è contrario all’altro. Ad esempio, la torba ha una ritenzione idrica alta ma la porosità è abbastanza bassa. La perlite invece ha porosità alta e ritenzione idrica bassa. In vivaio non misceliamo e usiamo o la vermiculite o il terriccio. Per la produzione invece si può miscelare.

Proprietà chimiche: capacità di scambio cationico, pH, dotazione in nutrienti.

Proprietà biologiche: presenza di microrganismi, insetti, ecc.

Altre caratteristiche: facilità di reperimento, costanza delle caratteristiche chimico-fisiche e sostenibilità ambientale.

Nella classificazione, oltre ai substrati organici e inorganici, abbiamo anche quelli industriali, cioè di sintesi, sono più leggeri, inerti e hanno un costo più basso.

Substrati organici

Sono substrati organici di origine naturale (es. torbe), provenienti da attività agricole (es. letame, paglia).

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Scienze agrarie e veterinarie AGR/02 Agronomia e coltivazioni erbacee

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher luigigaglione di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Sistemi ortofloricoli e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi di Napoli Federico II o del prof Rouphael Youssef.
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