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Idroponica

La parola idroponica viene dal greco e significa “lavoro in acqua”. Soiless è riferito alle culture senza suolo. L'idroponica riunisce tutti i metodi per far crescere le piante senza suolo naturale. Le radici delle piante sono all'interno di un substrato sia liquido che solido. In idroponica, il substrato più utilizzato è la lana di roccia; normalmente ci sono due tipi di sistemi idroponici: quello molto avanzato (cerchi rossi), e quelli “low tech” (livello tecnologico più basso) cerchi blu.

Colture protette e resa potenziale

Questo è correlato al tipo delle colture protette, il sistema idroponico per dare il massimo deve essere attuato in colture protette molto avanzate tecnologicamente, per arrivare alla resa potenziale ossia la resa indicata dalle ditte sementiere direttamente dai genetisti. Alla resa potenziale non si può arrivare senza tecnologia. Lo sviluppo delle colture senza suolo è avvenuto anche grazie all’evoluzione delle colture, cioè ad esempio passando dal pomodoro selvatico a quello coltivato in pieno campo (breeding - genetica) e passando dal pieno campo in serra abbiamo un incremento della resa, e con la tecnologia (non solo con la genetica) siamo arrivati alle colture fuori suolo in idroponica, con una resa ancora maggiore.

Definizione di idroponica

Quando si parla di idroponica la vera definizione è quando le colture sono coltivate e allevate in sistema solido su substrato inerte, cioè serve solo per supportare le radici e viene data una soluzione nutritiva. All’inizio il fuorisuolo non era un mezzo di produzione, ma un mezzo per capire la fisiologia delle piante, perché partendo dal substrato inerte si controlla tutto, poiché i fisiologi vedevano la risposta diretta della pianta alla somministrazione di azoto o di fosforo o di potassio e di altri elementi.

Sistemi idroponici innovativi

Cooper ha inventato il sistema NFT. Un ottimo sistema è il Floating System, uno dei più economici e efficienti in assoluto. L’unico svantaggio è che viene usato solo per gli ortaggi da foglia perché non riesce il polistirolo a supportare il peso di alte piante. Lana di roccia per il pomodoro.

Colture interessate dalla coltivazione fuori suolo

  • Orticole: Pomodoro da mensa, peperone, melanzana, cetriolo, lattuga.
  • Floricole: Piante da fiore reciso (rosa, crisantemo, gerbera, garofano, anthurium, orchidee) e da fronda, piante da vaso fiorito, piante ornamentali.

Perché le colture fuori suolo?

  • Effettuare la monosuccessione (piantare sempre la stessa coltura) o avvicendamenti di breve durata.
  • Coltivare le piante in aree marginali e desertiche (va bene qualsiasi tipo di suolo, bypassiamo la qualità del suolo).
  • Migliorare il controllo della nutrizione idrica e minerale (importantissimi, normalmente tutte le piante fuori suolo hanno l’apparato radicale non molto sviluppato e le piante non sono mai in condizioni di stress. Uno dei parametri per verificare se la pianta è in stress è il rapporto root/shoot, normalmente sul suolo questo rapporto è sempre alto invece nel fuorisuolo no perché la pianta sta in condizioni ottimali e la nutrizione viene data diverse volte durante il giorno).
  • Migliorare la radicazione del materiale vegetale.
  • Aumentare il numero di piante per unità di superficie (lattuga in pieno campo 9 pt/m2, in serra su suolo 12-13-14 pt/m2, in fuori suolo possiamo arrivare anche a 17-20 pt/m2, col floating system fino a 1000 pt/m2).
  • Semplificare la gestione della coltura.
  • Eliminare gli interventi di geodisinfestazione.
  • Eliminare o ridurre i rischi di malattie radicali (vero nei sistemi fuorisuolo a ciclo aperto, no invece a ciclo chiuso).
  • Ridurre l’impiego di manodopera per l’eliminazione di alcune operazioni colturali (lavorazione, disinfezione) sostituite da altre più agevoli e per l’aumento dell’efficienza del lavoro.

Tutto questo determina un incremento della resa unitaria, della qualità del prodotto e del processo produttivo.

Svantaggi

  • Carenza di conoscenze specifiche sulle tecniche di coltivazione fuori suolo.
  • Necessità di una conduzione rigorosa degli impianti per il limitato o assente, “volano” termico, chimico e fisico e parziale dipendenza da consulenti esterni per la gestione degli impianti.
  • Maggiori possibilità di stress idrico e minerale.
  • Quote di ammortamento annuo degli impianti piuttosto elevate (durata media di 5 anni) che gravano sui costi di produzione (soprattutto per i cicli chiusi).
  • Difficoltà di raggiungimento degli obiettivi prefissati (+30-40% di produzione rispetto al suolo) a causa di problemi di gestione impianti e per condizioni climatiche inadeguate.
  • Problemi di smaltimento dei substrati al termine del loro utilizzo.
  • Dispersione nelle falde delle soluzioni nutritive drenate e non riciclate.

Una delle condizioni del flop dell’idroponica, soprattutto negli anni precedenti, è la carenza di strutture inadatte per questa determinata tecnica di coltivazione. Adesso l’idroponica si fa facilmente se si hanno problemi del suolo e bypassarli.

Classificazione

Tipo di substrato

  • Liquido
  • Solido (Inorganico e Organico): da evitare quello sintetico (utilizzabile nel vivaismo, è vero ha un costo basso ma nell’idroponica non si può risparmiare proprio sul substrato. È vero comunque inerti ma nel vivaismo possono essere utilizzati poiché il ciclo è corto, nel fuorisuolo invece ci sono cicli anche abbastanza lunghi (5-6 mesi) durante i quali i substrati sintetici possono subire degradazioni fisiche e determinare dei problemi a livello radicale).

Modalità di irrigazione

  • Pioggia (dall’alto).
  • Goccia (tubi di 16 mm spaghetti)
  • Subirrigazione: è proprio nata per il fuorisuolo, viene applicato leggermente per il pomodoro da industria, ha grossi vantaggi ma anche grossi difetti. All’inizio del ciclo colturale le manichette vengono interrate ad una profondità di 20-25 cm, però in questo caso l’acqua deve essere di ottima qualità poiché i gocciolatori possono otturarsi ma anche rompersi. Vantaggi: la componente evaporazione è quasi del tutto eliminata, l’acqua è sempre a livello delle radici e l’efficienza di uso dell’acqua e dei nutrienti è molto alta). Con la subirrigazione le piante sono appoggiate sul suolo (nelle grandi aziende) sia sui bancali.
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Scienze agrarie e veterinarie AGR/02 Agronomia e coltivazioni erbacee

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher luigigaglione di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Sistemi ortofloricoli e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi di Napoli Federico II o del prof Rouphael Youssef.
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