Estratto del documento

Sistemi colturali in orticoltura

La prima cosa da pensare è la scelta della cultivar, cioè la scelta varietale. Quando si tratta di ortaggi è bene iniziare con le piantine, perché viene accorciato il ciclo colturale, e le piantine sono colture omogenee con resa omogenea e i tempi di raccolta uguali. Poi abbiamo, dopo la scelta della cultivar, il tipo di impianto e di coltivazione (seconda tappa importante), conoscenze delle caratteristiche del terreno, della tecnica di impianto, della fertilizzazione, per poi concludere con la raccolta e il prodotto.

Cosa sono le colture orticole?

Sono piante erbacee utilizzate per l'alimentazione diretta, in parte o totalmente, a crudo o mediante cottura, fresche o conservate. Questa definizione è ad ampio spettro: in parte (ortaggi da frutto) o totalmente (ortaggi da foglia), crudo (melone) o mediante cottura (zucchino), fresche o conservate.

Perché si fa la classificazione?

La classificazione è un mezzo molto efficiente anche per lo studio; con la classificazione si ha in testa tutti i tipi di ortaggi sapendo ad esempio quando si possono coltivare. La classificazione più difficile è quella floricola; gli ortaggi coltivati sono tra 100 e 250 circa, ma quelli più coltivati sono non più di 100, per quanto riguarda i fiori invece sono migliaia e migliaia, per questo è più difficile la classificazione.

In Italia le piante ortive che hanno importanza economica sono una 40ina ma, considerando anche le specie minori, si superano le 100 che, tuttavia, rappresentano appena il 40% del complesso delle specie che nel mondo contribuiscono in misura significativa alla produzione di ortaggi (oltre 250). In relazione all'elevata numerosità delle specie ortive e alla incerta qualificazione biologica, agronomica e merceologica che le caratterizza, una classificazione univoca presenta non poche difficoltà. La classificazione più efficiente si basa sulla temperatura, perché questo tipo di classificazione non varia in tutto il mondo. In Italia sì, ma non nelle zone tropicali e subtropicali poiché le temperature rimangono uguali durante tutto l'anno, non c'è una variazione come succede invece in Italia.

L'Italia dispone di un elenco delle specie orticole e di quelle definite condimentarie o aromatiche per le quali è obbligatoria l'istituzione dei "Registri di varietà" ai sensi dell'articolo 5 della legge del 20 aprile 1976, n. 195 che regola la produzione e il commercio delle sementi.

Densità di impianto

  • Densità di pomodoro: 3/4 piante/m2
  • Densità di anguria: 5000 piante/ha.
  • Cetriolino normalmente coltivato in pieno campo.

Alcuni autori praticano una suddivisione delle specie basata sulle due fondamentali modalità di propagazione (agamica e sessuata) con riferimento al materiale utilizzato per l'impianto. Nella maggioranza dei casi si impiega il seme ma sussistono casi particolari in cui si utilizzano organi (o parte di organi) vegetativi:

  • Bulbetti (es. aglio)
  • Carducci (es. carciofo, germogli che crescono alla base della pianta)
  • Ovoli (es. carciofo, gemme che si formano alla base del fusto interrato e da cui alla ripresa vegetativa si originano i carducci)
  • Tuberi (es. patata)
  • Stoloni (es. fragola, menta)
  • Piantine derivate da coltura in vitro (Micropropagazione)

Per quanto riguarda il carciofo, oggi c'è il carciofo da seme: due cultivar importanti, ovvero: Romolo (mercato fresco) e Istar (per industrie). Sono due varietà da seme, con ottimi risultati sia sulla resa che dal punto di vista qualitativo. Così possiamo by-passare tutte le malattie del carciofo, soprattutto quella del verticillium, problema molto risentito per il carciofo. Queste due cultivar sono ottime.

Numerosi sono i raggruppamenti realizzabili considerando altre caratteristiche della pianta o dei prodotti, ad esempio:

  • Profondità dell'apparato radicale: superficiale nel caso della lattuga e della fragola, profondo nel caso della melanzana. Per questo motivo i portainnesti più vigorosi e forti utilizzati sono quelli della melanzana poiché hanno un sistema radicale molto profondo che conferisce alla pianta una migliore resistenza contro gli stress idrici/nutrizionali.
  • Durata del ciclo colturale (annuale, biennale, poliennale), annuale comprende il 90% circa degli ortaggi.
  • Valore energetico (basso, medio, alto)
  • Contenuto di vitamina C (basso, medio, alto, elevato)
  • Contenuto di nitrati (molto basso, basso, medio, alto, elevato). Contenuto di nitrati molto alto nel caso degli ortaggi da foglia (3000-6000 ppm) mentre è più basso nel caso di ortaggi da frutto come pomodoro, melone, anguria (30-50 ppm). Questi sono i due casi estremi.
  • Contenuto di fibra grezza (basso, medio, elevato)

Classificazione degli ortaggi

Classificazione più importante è l'inquadramento sistematico. Esigenze climatiche, ovvero precipitazioni e temperatura. Precipitazione valida classificazione solo per le colture in pieno campo, invece la temperatura è un parametro utilizzabile per tutto il sistema orticolo sia in serra che in pieno campo.

Organo utilizzato: ortaggi da foglia, frutto, seme, ecc. Altro: salinità, molto importante. Ovvero la tolleranza alla salinità delle colture. Tale classificazione permette di dividere le colture in: sensibili, tolleranti, mediamente tolleranti e molto tolleranti alla salinità. Un'altra classificazione è la tolleranza ai suoli acidi e alcalini anche se quella della salinità è più importante, poiché i due stress abiotici più importanti sono la salinità e la siccità anche se quest'ultima è collegata al punto delle esigenze climatiche. La più importante è quindi quella della salinità: sia quella del suolo che quella dell'acqua di irrigazione.

Le classificazioni più utili sotto il profilo scientifico e particolare guardano:

  1. Inquadramento sistematico
  2. Esigenze climatiche, principalmente la temperatura
  3. Organo utilizzato come alimento o condimento.

Inquadramento sistematico: raggruppa le piante secondo la loro affinità o la comunanza di strutture e caratteri anatomici, genetici ed evolutivi. Esistono raggruppamenti di diverso rango: divisione, classe, ordine, famiglia, genere, specie, varietà botanica, forma.

Varietas (varietà botanica): si riferisce ad una popolazione all'interno di una specie coltivata che si distingue per alcune caratteristiche ben definite come, ad esempio, la morfologia del frutto, della radice, dell'habitus della pianta o altro (convarietas categoria aggiuntiva tra sub-specie e varietà).

Gruppo: si usa questo termine quando una specie o un ibrido interspecifico includono molte cultivar o un raggruppamento di molte cultivar.

Cultivar: il termine cultivar deriva da due parole inglesi cultivated variety (varietà coltivata) e indica un insieme di piante coltivate chiaramente distinte per un qualsiasi carattere (morfologico, fisiologico, citologico, chimico e altro) che, quando vengono riprodotte per via gamica o agamica, conservano il carattere distintivo.

La classificazione delle piante da orto in base alla loro posizione sistematica è utile in quanto i biologi possono stabilire le relazioni e l'origine delle piante e riveste intuitiva validità poiché serve ad identificare la pianta indipendentemente dalla lingua utilizzata o dal nome comune che viene usato nei diversi Paesi.

Esigenze climatiche

La classificazione che ci interessa per il sistema ortofloricolo è quella relativa alle esigenze climatiche. Tale classificazione è valida solo per le zone temperate (come in Italia) mentre nei paesi tropicali le differenze tra i vari gruppi diventa difficile da fare. Quando si parla di ortaggi, questi sono divisi in due gruppi: macrotermi e microtermi, in altre parole le specie della stagione fredda e le specie della stagione calda. Sia le specie della stagione fredda e calda, ovvero microterme e macroterme possono essere distinti in 6 gruppi che vanno dalla A alle E in base al loro specifico comportamento nei confronti del fattore termico.

  • GRUPPO A: ortaggi da frutto, tipici dell'estate; pomodoro, peperone, melone, anguria
  • GRUPPO B: melanzane, patata dolce, peperone piccante
  • GRUPPO C: brassicacee: cavolo da foglia, di Bruxelles, broccolo, verza, spinacio.
  • GRUPPO D: Asteraceee: scarola, indivia, lattuga, carciofo
  • GRUPPO E: Liliacee: cipolla, aglio, asparago.

Di quale temperatura si parla? Quella di giorno o di notte?

Anteprima
Vedrai una selezione di 5 pagine su 19
Sistemi ortofloricoli - Sistemi Colturali Orticoli Pag. 1 Sistemi ortofloricoli - Sistemi Colturali Orticoli Pag. 2
Anteprima di 5 pagg. su 19.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Sistemi ortofloricoli - Sistemi Colturali Orticoli Pag. 6
Anteprima di 5 pagg. su 19.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Sistemi ortofloricoli - Sistemi Colturali Orticoli Pag. 11
Anteprima di 5 pagg. su 19.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Sistemi ortofloricoli - Sistemi Colturali Orticoli Pag. 16
1 su 19
D/illustrazione/soddisfatti o rimborsati
Acquista con carta o PayPal
Scarica i documenti tutte le volte che vuoi
Dettagli
SSD
Scienze agrarie e veterinarie AGR/02 Agronomia e coltivazioni erbacee

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher luigigaglione di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Sistemi ortofloricoli e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi di Napoli Federico II o del prof Rouphael Youssef.
Appunti correlati Invia appunti e guadagna

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community