Sport individuali e di squadra
Storia della ginnastica
Chi fu il primo insegnante di ginnastica in Inghilterra?
CLIAS
Chi pubblicò a Berna la "Ginnastica Elementare"?
CLIAS nel 1816 a Berna, sottolineando il diritto delle ragazze alle lezioni di ginnastica e introducendo il triangolo mobile, il precursore del trapezio.
Chi propose il "triangolo mobile"?
CLIAS in Inghilterra, e scrisse anche “Ginnastica Elementare”.
Chi pubblicò "Therapeutic Manipulation"?
DE BETOU a Londra.
Chi pose al popolo inglese un indirizzo sportivo orientato alla individualità “forte fisicamente e moralmente” per alcuni considerata Spartana?
LOCKE
Chi diffuse la scuola svedese in Inghilterra?
GEORGII
Chi è Archibald MacLaren?
Professore di scherma a Londra dell'800, scrisse il programma di ginnastica per i militari ed insegnò ginnastica agli ufficiali militari (1861).
Pedagogia sportiva
Cosa fece di importante nella storia dell'educazione fisica Tommaso Arnold?
In Inghilterra, grazie a lui, nasce la pedagogia sportiva.
Saper allenare
Cosa s'intende per saper allenare?
Saper allenare può essere definita un’arte perché richiede sia capacità che conoscenze:
- Capacità di comprendere l’atleta ed il suo comportamento considerando tre fattori: età, effetto dell’allenamento, elementi esterni (famiglia, studio…).
- Conoscenze della metodologia di allenamento. Per poter allenare occorre modellare il proprio insegnamento per renderlo semplice, la comunicazione deve essere resa “affine” al nostro interlocutore.
Questo migliora la relazione coach/atleta considerando anche il lato “educativo” dell’allenamento. È importante la fase iniziale (le prime 3 fasce d’età), caratterizzate da 2 fasi di allenamento:
- 1° fase (6/9 anni 1° fascia d’età) – Giocare per imparare
- 2° fase (10/14 anni 2° e 3° fascia d’età) – Imparare a giocare
Osservazione degli allievi
Come si basa la prima osservazione verso gli allievi?
È basata sul “comportamento degli allievi”. Va considerando che il loro comportamento ha sempre un fine tattico, che a sua volta si basa su un sistema di riferimento “flessibile” perché composto da più componenti variabili: compagni, avversari, obiettivi, rispetto delle regole.
Livelli di gioco
Nel quarto livello che tipi di giochi troviamo?
Il 4° livello comprende i giovani fra i 12 ed i 13 anni e vi troviamo i giochi per le attività sportive fra cui il mini-basket (5+5), capacità globale di gioco, giochi semplificati per i diversi ruoli, esercizi tecnici o tattici.
Nel quinto livello che tipi di giochi troviamo?
Il 5° livello comprende i giovani dai 13 anni in su e vi troviamo i giochi per le attività sportive fra cui i giochi con superiorità numerica, l’intesa dell’attacco, imparare il pressing, giochi con gruppi bilanciati, allenamento in situazione di gara.
Competenze per saper allenare
Quali sono le competenze per saper allenare?
Le competenze per saper allenare si sintetizzano in 4 ambiti:
- Competenze cognitive
- Competenze funzionali
- Competenze personali
- Competenze etiche
Si distinguono in due grandi aree:
- Il sapere tecnico:
- È la capacità di valutare le abilità di un atleta
- È la capacità di organizzare cicli di allenamento adeguati all’allievo col quale si opera
- È basato sull’evidenza scientifica (non solo sull’esperienza): medicina basata su prove di efficacia, stime matematiche del rischio di benefici e danni, valutazione critica degli studi esistenti dei migliori risultati
- Il saper gestire l’atleta (o il gruppo):
- Tramite vere e proprie competenze professionali non basandosi solo sulla propria esperienza sul campo
- Occorre essere consapevoli di essere un educatore, perché lo sport contiene, oltre ai contenuti tecnici ed agonistici, anche funzioni pedagogiche (soprattutto per i più piccoli)
Obiettivi formativi
Quali sono gli obiettivi formativi tra gli 8 ed i 16 anni?
Sono 7 obiettivi fondamentali per la preparazione di un giovane sportivo ad affrontare la complessità della prestazione sportiva:
- Multilateralità motoria:
- Indica un allenamento sportivo generale con esercizi e metodi mirati alla disciplina praticata
- La formazione deve essere intesa varia e ricca senza cadere nella stereotipizzazione che crea problemi fisici e psichici ma deve essere un arricchimento della memoria motoria tramite un coinvolgimento intellettivo e senso-motorio
- Abilità tecniche:
- Ci si riferisce ad un modello ideale
- Con lo scopo di rispondere ai problemi posti dalle dinamiche del gioco
- Plurifunzionalità cognitiva:
- È la capacità di attivare dei processi di ragionamento e di codifica del gioco
- Comportamenti tattici basilari:
- Ogni atleta deve sviluppare le proprie attitudini che lo “caratterizzeranno” all’interno del gruppo
- Controllo dello sforzo in gara:
- È necessario aver controllo del proprio corpo (percezione temporale e spaziale)
- Applicare le proprie abilità motorie e valutare la propria energia per le funzioni necessarie nel gioco
- Psicologia degli sport individuali:
- Occorre orientare la sfera psicologica del giovane atleta per superare gli ostacoli dettati dal senso di inferiorità e relativi agli insuccessi (rispetto all’ansia e alle aspettative sul risultato)
- È fondamentale l’aspetto psicologico nello sport per la valutazione di quale sport praticare (pressione psicologica, maturità caratteriale, senso di responsabilità, capacità comunicative, motivazione…)
- Conoscenza sul gioco:
- Occorre aver conoscenza del gioco, dei contenuti e del dinamismo che lo caratterizza
- La cultura del giocatore si misura nelle soluzioni che lui trova nelle situazioni critiche del gioco
Sfera psicologica del giovane sportivo
Come deve essere la sfera psicologica del giovane sportivo?
La sfera psicologica del giovane sportivo deve essere orientata a superare il senso di inferiorità così da mantenere alto e costante il proprio impegno e affrontare positivamente anche gli insuccessi gestendo l’ansia da prestazione e le aspettative sul risultato atteso. Ogni sport, sia esso individuale o di squadra, ha proprie caratteristiche di base sulle modalità di apprendimento e sull’approccio mentale necessario a praticarlo. Ogni disciplina mette in atto pressione psicologica e attiva il senso di responsabilità e richiede diverse capacità comunicative, concentrazione e motivazione, non per ultimo un diverso grado di maturità caratteriale. Questi aspetti devono essere valutati attentamente nella scelta dello sport da praticare.
Valutazione dei giovani
Quali sono gli scopi della valutazione dei giovani?
Lo scopo generale è quello di valutare il processo di crescita, non solo tecnico, del giovane atleta:
- Capire i punti forti e deboli di ogni allievo
- Orientare gli interventi formativi
- Costituire gruppi omogenei di allievi
- Controllare l’efficacia degli interventi
- Controllare la crescita degli allievi
- Dare particolare motivazione
- Predire le prestazioni attuali e anche quelle future
Assunti principali per allenatori
Al fine di raggiungere i propri obiettivi l’allenatore deve tenere presente due assunti principali: quali?
- Il primo riguarda la concezione di “successo”, inteso come massimo impegno attuabile (e non necessariamente con la “vittoria”)
- Il secondo si fonda sull’incoraggiamento e su un approccio positivo ai rapporti sociali. Questi assunti si basano sul dare ai giovani l’opportunità di sviluppare il loro potenziale umano spostando l’attenzione dai risultati della prestazione al significato di impegno.
Supporto dell'allenatore
Il supporto dell’allenatore deve essere basato sull’incoraggiamento: con quale approccio e comportamento?
Si basa su un approccio positivo evitando comportamenti negativi servendosi di rinforzi per incoraggiare sia l’impegno che le prestazioni dando istruzioni tecniche di supporto, non soffermandosi sugli errori ma piuttosto nel dare istruzioni tecniche di correzione, invogliando prima ad individuare qualcosa di positivo nella prestazione conclusa per poi far valutare l’ulteriore miglioramento positivo che ne conseguirà se le istruzioni verranno eseguite dall’atleta.
Rinforzi e istruzioni tecniche
Cosa deve incoraggiare l’allenatore per servirsi dei rinforzi?
Deve incoraggiare l’impegno e le prestazioni nell’atleta, fornendo le istruzioni tecniche in modo supportivo.
Descrivi le capacità che deve possedere un allenatore per stimolare i propri allievi?
Deve saper dare rinforzo, incoraggiamento e istruzioni tecniche anche dopo un errore. Deve avere la capacità di stimolare il desiderio di imparare cercando di far porre sempre agli allievi l’attenzione sul significato di impegno come concezione di vero successo.
In quale categoria di giovani l'allenatore deve essere stimolante?
Lo deve essere sempre in tutte le categorie.
Cosa viene suggerito quando vengono date le istruzioni tecniche dopo un errore?
Di riconoscere qualcosa di positivo nella prestazione appena conclusa e dare poi le correzioni evidenziando ciò che di positivo ne risulterà seguendo tali istruzioni, non soffermarsi sulle conseguenze negative dell’errore.
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